SpaceX inaugura “Twilight”: un rideshare dedicato verso orbita dawn-dusk
L’11 gennaio 2026 SpaceX ha lanciato da Vandenberg Space Force Base (Space Launch Complex-4E, California) la prima missione della nuova serie rideshare chiamata Twilight, distinta dalle campagne Transporter/Bandwagon: l’obiettivo è offrire accesso dedicato a un’orbita sun-synchronous “dawn-dusk” (alba-tramonto), utile per carichi che beneficiano di condizioni di illuminazione più stabili lungo il piano orbitale. Il decollo è avvenuto alle 05:44 PT e la missione ha portato in orbita 40 payload complessivi.
Il payload “in-orbit manufacturing” che interessa la manifattura additiva: Dcubed con ARAQYS-D1
Tra i numerosi satelliti e dimostratori imbarcati, uno dei carichi più rilevanti per l’additive manufacturing è la dimostrazione di Dcubed (Dcubed GmbH) collegata alla piattaforma ARAQYS: la missione ARAQYS-D1 punta a realizzare in orbita un “boom” da 60 cm (un elemento strutturale allungato), usando un processo di produzione pensato per costruire componenti dopo il lancio, invece di caricarli già completi e ripiegati nel fairing. L’idea è validare una catena di produzione che, se scalata, può supportare strutture più grandi come array solari e altri elementi dispiegabili prodotti direttamente nello spazio.
Perché “costruire dopo il lancio” cambia la logica delle strutture in orbita
La produzione in orbita mira a ridurre alcuni vincoli tipici dell’hardware spaziale: massa e volume sono fortemente penalizzanti e ogni meccanismo di dispiegamento aggiunge complessità, test e possibili failure mode. Una struttura che viene fabbricata/assemblata in orbita può, in teoria, partire come sistema più compatto e poi crescere nello spazio, facilitando superfici maggiori (ad esempio per generazione di potenza o antenna) senza dover dipendere soltanto da cinematismi di apertura. Dcubed posiziona ARAQYS come percorso industriale verso livelli alti di maturità tecnologica (TRL), con produzione distribuita tra sedi in Germania e USA e una “scala” di dimostrazioni progressive.
Exolaunch e la gestione del rilascio multi-payload
Una parte significativa della campagna Twilight è stata supportata da Exolaunch, integratore e fornitore di servizi per integrazione e rilascio di satelliti. Exolaunch comunica di aver gestito la sequenza di rilascio per 22 payload nella missione Twilight e colloca l’operazione nel proprio track record di campagne rideshare con clienti commerciali e istituzionali. In scenari con molti satelliti, l’orchestrazione di integrazione, deployer e separazioni temporizzate è un elemento centrale per ridurre interferenze e garantire finestre operative ai diversi operatori.
A bordo anche NASA: Pandora, SPARCS e BlackCAT
Twilight non è stata solo una missione “commerciale”: a bordo c’era Pandora (programma NASA Pioneers), un piccolo satellite dedicato allo studio di almeno 20 esopianeti e dell’attività delle loro stelle ospiti, con osservazioni ripetute e misure nel visibile e nel vicino infrarosso per separare meglio gli effetti stellari dai segnali atmosferici dei pianeti. Con Pandora hanno viaggiato anche due CubeSat supportati da NASA: SPARCS (osservatorio UV per caratterizzare l’emissione ultravioletta di stelle a bassa massa e le implicazioni per ambienti planetari) e BlackCAT (monitor di transitori in raggi X/alta energia, con strumento a maschera codificata).
Dalla “stampa 3D nello spazio” ai dimostratori in orbita libera
Nel settore AM, la “stampa 3D nello spazio” è stata spesso associata a dimostrazioni in ambienti controllati o su piattaforme come la ISS; la missione di Dcubed su Twilight si colloca invece nel filone della produzione in orbita libera (free-flying), dove vincoli energetici, termici e di controllo d’assetto diventano parte integrante della dimostrazione. L’obiettivo dichiarato per ARAQYS-D1 è validare un passo concreto (il boom da 60 cm) dentro una roadmap che include missioni successive pensate per aumentare dimensioni e funzionalità dei manufatti, fino a puntare a capacità di potenza più elevate tramite array prodotti/assemblati in orbita.
