Un modello tridimensionale del cuore potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere quando e perché si formano depositi sulle superfici delle valvole cardiache artificiali. È una delle applicazioni previste da ML4Fouling, progetto dell’Università di Paderborn che combina esperimenti di laboratorio, simulazioni atomistiche e apprendimento automatico.

Il gruppo intende utilizzare la stampa 3D per realizzare un ambiente sperimentale capace di riprodurre le condizioni di flusso di una valvola cardiaca. Il modello servirà a verificare le previsioni del sistema di calcolo e a studiare il comportamento dei materiali a contatto con il flusso sanguigno. L’impiego del modello cardiaco è una fase programmata del progetto; la validazione parte da applicazioni nella produzione di polimeri.

Che cosa significa fouling

Il termine fouling indica la formazione di depositi indesiderati su una superficie. Proteine, polimeri e altre sostanze possono accumularsi all’interfaccia tra un materiale e il fluido che lo attraversa, modificando progressivamente il funzionamento del sistema.

Il problema riguarda ambiti differenti. In un impianto industriale, i depositi possono ostacolare il passaggio dei fluidi e aumentare le esigenze di manutenzione. Su un dispositivo medico, possono interferire con la funzione per la quale il componente è stato progettato.

La difficoltà consiste nel collegare ciò che accade alla scala delle molecole con gli effetti osservabili sul componente. La ricerca del gruppo di Paderborn sulle interfacce polimeriche affronta questo passaggio attraverso analisi elettrochimiche, spettroscopiche e misure delle interazioni superficiali, affiancate da simulazioni. L’obiettivo è utilizzare questa conoscenza per sviluppare modifiche delle superfici capaci di limitare l’accumulo dei depositi.

Esperimenti e simulazioni alimentano il modello predittivo

Nel progetto ML4Fouling, i dati sperimentali vengono raccolti facendo scorrere soluzioni elettrolitiche su dischi metallici rotanti e misurando le variazioni della risposta elettrica all’interfaccia. Queste prove permettono di esaminare insieme il comportamento della superficie e l’influenza del movimento del fluido.

Le simulazioni atomistiche aggiungono informazioni sulle interazioni molecolari. L’apprendimento automatico deve mettere in relazione i due livelli, contribuendo a prevedere come le interazioni locali possano tradursi nella formazione di uno strato di deposito.

Il lavoro coinvolge Martin Brehm per la chimica teorica, Vanessa Neßlinger, promotrice del progetto e responsabile del gruppo sulle interfacce polimeriche, e Robert Schade del Paderborn Center for Parallel Computing, che apporta competenze nell’elaborazione dei dati e nell’intelligenza artificiale.

Il microreattore come primo banco di verifica

La prima verifica delle previsioni avviene anche attraverso un microreattore per la produzione di polimeri. In questo ambiente, i sensori consentono di seguire la comparsa dei depositi durante il processo, confrontando le osservazioni con quanto previsto dal modello.

Un precedente lavoro firmato da Neßlinger e colleghi, pubblicato su Chemie Ingenieur Technik, ha studiato il monitoraggio del fouling mediante spettroscopia di impedenza elettrochimica, o EIS, in un reattore a funzionamento continuo.

Lo studio impiegava una cella di misura durante la polimerizzazione in emulsione dell’acetato di vinile. L’analisi dell’impedenza all’interfaccia tra soluzione e superficie permetteva di rilevare nel tempo la formazione dei film. Si tratta di un precedente sperimentale pertinente al monitoraggio dei depositi, distinto dalla futura applicazione cardiaca di ML4Fouling.

Il ruolo della stampa 3D nella sperimentazione cardiaca

Nel passaggio alle applicazioni mediche, il modello stampato in 3D dovrà riprodurre le condizioni fluidodinamiche di una valvola reale. La sua funzione sarà quella di offrire un banco di prova per confrontare materiali e condizioni di flusso.

Dal punto di vista della produzione additiva, l’interesse risiede nella possibilità di costruire geometrie complesse e adattarle alle esigenze dell’esperimento. In questa prospettiva, la stampa 3D diventa uno strumento per collegare la simulazione a una prova fisica controllata.

L’annuncio non specifica la tecnologia di stampa, il materiale del modello o il protocollo del circuito sperimentale. Non descrive inoltre un tessuto cardiaco biostampato o un organo destinato all’impianto: l’applicazione annunciata riguarda un modello per lo studio del flusso.

Collegare tempi molecolari e tempi sperimentali

Una delle principali difficoltà del progetto è la distanza tra le scale temporali: gli esperimenti seguono fenomeni nell’ordine dei secondi, mentre le simulazioni atomistiche operano su intervalli nell’ordine dei nanosecondi.

Il gruppo intende incorporare leggi fisiche nel modello di apprendimento automatico per limitarne la dipendenza dalle sole correlazioni statistiche. L’affidabilità dovrà essere verificata attraverso le prove sperimentali.

Il progetto ha ricevuto il premio di ricerca 2026 dell’Università di Paderborn, del valore di 140.000 euro. Il riconoscimento è riportato anche nel curriculum scientifico di Brehm, insieme a Neßlinger e Schade.

I primi risultati sono attesi nel 2027. La prospettiva è fornire strumenti utili alla scelta dei materiali e allo sviluppo di superfici protettive, con possibili applicazioni negli impianti industriali e nei dispositivi medici.

Caratteristiche del progetto

ElementoFunzione prevista
ML4FoulingSviluppare un modello predittivo della formazione di depositi
Esperimenti su dischi metallici rotantiStudiare l’interazione tra superficie, soluzione e flusso
Simulazioni atomisticheAnalizzare le interazioni alla scala molecolare
Apprendimento automatico con vincoli fisiciCollegare dati sperimentali e simulati
Microreattore per polimeriVerificare le previsioni attraverso misure durante il processo
Modello cardiaco stampato in 3DRiprodurre le condizioni di flusso di una valvola cardiaca
Premio di ricerca140.000 euro
Primi risultati attesi2027

Di Fantasy

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