La portaerei francese Charles de Gaulle ospita una sperimentazione della tecnologia Zetamix di Nanoe per produrre componenti metallici direttamente a bordo. L’iniziativa coinvolge Naval Group e il Service de soutien de la flotte (SSF), con l’obiettivo di individuare quali ricambi possano essere fabbricati durante le missioni.

Secondo le informazioni pubblicate dalla stampa specializzata, l’installazione segue diversi mesi di prove presso il centro di produzione additiva di Naval Group a Toulon. Il passaggio alla sperimentazione in mare servirà a valutare l’impiego del processo nell’ambiente operativo della nave. La permanenza del sistema a bordo dipenderà dall’esito delle prove.

Un processo che parte dal filamento e termina nel forno

Zetamix utilizza filamenti nei quali polveri metalliche o ceramiche sono incorporate in un legante polimerico. Il materiale può essere lavorato con stampanti a estrusione di filamento, ma il pezzo appena stampato deve attraversare ulteriori fasi prima di diventare un componente metallico.

La sequenza comprende stampa, rimozione del legante e sinterizzazione. La stampa definisce la geometria iniziale; il debinding elimina il sistema polimerico che tiene insieme le particelle; il trattamento nel forno consolida il materiale.

Nanoe propone filamenti e attrezzature per questa catena produttiva, comprese stampanti compatibili e sistemi per debinding e sinterizzazione. Il catalogo Zetamix comprende materiali ceramici e acciai, tra cui 316L e H13. La disponibilità di questi materiali nel catalogo generale non identifica, da sola, quelli impiegati nella sperimentazione sulla portaerei.

Perché il filamento interessa la manutenzione navale

La soluzione imbarcata comprende una stampante, filamenti caricati con acciaio e un forno di sinterizzazione. Guillaume de Calan, presidente di Nanoe, ha indicato la trasportabilità e le esigenze infrastrutturali contenute tra le caratteristiche che rendono Zetamix adatta alla manutenzione a bordo.

L’impiego del filamento permette di alimentare la stampante con una polvere già incorporata nel legante. Dal punto di vista dell’integrazione, questo cambia la gestione del materiale rispetto a un sistema che utilizza polveri metalliche libere.

Il vantaggio potenziale riguarda soprattutto la disponibilità dei ricambi: per alcune geometrie, una capacità produttiva locale potrebbe ridurre la dipendenza dalle consegne da terra. La valutazione dovrà però considerare l’intero ciclo, compresi trattamenti, controlli e possibili finiture.

Il ritiro dimensionale deve entrare nella progettazione

La documentazione tecnica del filamento Zetamix 316L offre un esempio delle variabili da gestire. La scheda del materiale indica una composizione con 92% di acciaio in massa, equivalente al 60% in volume; la parte restante è costituita dal legante. Questa distinzione è importante perché massa e volume descrivono aspetti diversi della stessa miscela.

Durante i trattamenti successivi alla stampa, il componente si contrae. Le linee guida Nanoe aggiornate al 4 marzo 2026 indicano per il 316L un ritiro lineare del 14,5% ±1% e un fattore di sovradimensionamento del 117% nelle tre direzioni.

Il modello deve quindi essere preparato tenendo conto delle dimensioni finali desiderate. Le stesse linee guida raccomandano di adattare il processo alla geometria e allo spessore delle pareti: i parametri di riferimento non costituiscono una ricetta universale per qualsiasi ricambio.

La produttività dipende dall’intera catena

La stampa è soltanto una parte del tempo necessario per ottenere il componente. Per il 316L, Nanoe descrive una rimozione del legante in due passaggi, prima mediante solvente e poi attraverso un trattamento termico, seguita dalla sinterizzazione.

Questo significa che la produzione “su richiesta” richiede una pianificazione che comprenda anche la disponibilità del forno e la preparazione dei pezzi. I valori pubblicati per il materiale costituiscono un riferimento generale; non documentano il ciclo specifico adottato sulla Charles de Gaulle.

Per un ricambio destinato all’impiego operativo, la geometria ottenuta deve inoltre essere confrontata con i requisiti del componente originale. La possibilità di stampare una forma è il punto di partenza della valutazione, alla quale devono seguire le verifiche dimensionali e funzionali appropriate.

Dalla prova tecnologica alla selezione dei componenti

Il significato industriale dell’esperimento riguarda la costruzione di una capacità di manutenzione distribuita: identificare i componenti adatti, predisporre i modelli digitali e verificare che la produzione a bordo sia ripetibile.

Non sono stati pubblicati, nelle fonti consultate, un elenco dettagliato dei ricambi qualificati, risultati quantitativi sulla riduzione dei tempi logistici o un’estensione dell’impiego a componenti critici. La sperimentazione dovrà stabilire il perimetro nel quale il processo può offrire un beneficio operativo.

Elementi principali della sperimentazione

VoceDettaglio
NavePortaerei Charles de Gaulle
Organizzazioni coinvolteNaval Group e Service de soutien de la flotte
TecnologiaZetamix, sviluppata da Nanoe
ProcessoEstrusione di filamento caricato, debinding e sinterizzazione
Prove preliminariCentro di produzione additiva di Naval Group a Toulon
ObiettivoIndividuare ricambi metallici producibili a bordo
StatoSperimentazione in ambiente navale
Dati 316L citatiRiferimenti del produttore, non risultati delle prove sulla nave
Installazione permanenteSubordinata all’esito della sperimentazione

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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