InfiMaker K1 porta la fresatura CNC simultanea a 5 assi nel formato desktop

La campagna di crowdfunding dedicata a InfiMaker K1, una fresatrice CNC compatta progettata da InfiMaker, ha attirato una forte attenzione su Kickstarter. Il 13 agosto 2026 la raccolta aveva superato 1,5 milioni di euro, a fronte di un obiettivo iniziale equivalente a circa 43.369 euro, con circa 300 sostenitori.

Il dato è significativo soprattutto considerando il prezzo della macchina. InfiMaker K1 non appartiene alla fascia delle piccole CNC economiche utilizzate principalmente per legno, plastiche o circuiti stampati: il prezzo promozionale della campagna parte da circa 5.000 dollari. L’obiettivo di InfiMaker è collocare il K1 in uno spazio intermedio tra le fresatrici desktop convenzionali e i centri di lavoro multiasse professionali destinati alle officine meccaniche.

La caratteristica centrale del progetto è la possibilità di eseguire una lavorazione simultanea a cinque assi, accompagnata da cambio utensile automatico, tastatore di misura, telecamera, software CAM proprietario e funzioni di automazione basate sull’intelligenza artificiale.

Una CNC desktop che pesa circa 110 chilogrammi

La definizione “desktop” utilizzata da InfiMaker va interpretata in relazione alle dimensioni delle macchine industriali, non come indicazione di un dispositivo leggero da appoggiare su una normale scrivania.

InfiMaker K1 misura circa 560 × 700 × 800 millimetri e pesa intorno ai 110 chilogrammi. Richiede quindi un banco di lavoro solido e uno spazio adeguato sia per la macchina sia per le operazioni di manutenzione, fissaggio dei pezzi e gestione degli utensili.

La struttura utilizza, secondo InfiMaker, un basamento monoblocco in fusione, guide lineari di precisione e viti a ricircolo di sfere precaricate. La macchina adotta inoltre un’architettura verticale studiata per aumentare la rigidità dell’insieme durante le lavorazioni.

Questi elementi sono particolarmente importanti su una CNC a cinque assi. Quando il pezzo viene inclinato e ruotato durante la fresatura, rigidità meccanica, precisione degli assi e controllo delle vibrazioni assumono un peso maggiore rispetto a una macchina destinata principalmente a semplici lavorazioni bidimensionali.

La differenza tra 3+2 assi e cinque assi simultanei

Uno degli aspetti più interessanti del K1 è la distinzione tra lavorazione indicizzata 3+2 e lavorazione simultanea a cinque assi.

In una macchina 3+2, i due assi rotativi servono principalmente a orientare il pezzo nella posizione desiderata. Una volta raggiunta l’angolazione, gli assi rotativi rimangono fermi mentre la lavorazione viene eseguita attraverso gli assi lineari X, Y e Z.

La lavorazione simultanea funziona diversamente: gli assi lineari e quelli rotativi possono muoversi nello stesso momento durante il taglio. Questa tecnica permette alla fresa di modificare continuamente il proprio orientamento rispetto alla superficie lavorata.

È una soluzione utilizzata per componenti con superfici curve, sottosquadri, cavità profonde, raccordi complessi e geometrie difficili da raggiungere mantenendo l’utensile in posizione verticale.

InfiMaker K1 utilizza gli assi lineari X, Y e Z, affiancati dagli assi rotativi B e C. L’asse B dispone di un intervallo dichiarato da -30 a 110 gradi, mentre l’asse C può effettuare una rotazione completa di 360 gradi.

La macchina supporta anche il sistema RTCP, Rotational Tool Center Point, utilizzato per mantenere la punta dell’utensile nella posizione prevista dal percorso di lavorazione mentre gli assi rotativi cambiano orientamento.

InfiMaker permette comunque di utilizzare il K1 anche come macchina a tre assi o in configurazione 3+2, evitando di ricorrere alla lavorazione simultanea quando il componente non la richiede.

Area di lavoro diversa a seconda della modalità

Il volume utilizzabile cambia in funzione della configurazione scelta.

Nella lavorazione simultanea a cinque assi, InfiMaker dichiara una dimensione massima del pezzo di 120 × 120 × 120 millimetri. In modalità 3+2 si sale a circa 170 × 150 × 150 millimetri, mentre utilizzando soltanto tre assi è possibile lavorare pezzi fino a circa 220 × 150 × 150 millimetri.

Le corse nominali degli assi X, Y e Z sono rispettivamente comprese in un volume di 220 × 160 × 180 millimetri, mentre il piano di lavoro può sostenere un carico massimo dichiarato di 15 chilogrammi.

Sono dimensioni che rendono il K1 più adatto a componenti di precisione, prototipi, accessori meccanici, stampi di piccole dimensioni, gioielleria, modellismo tecnico e produzione di pezzi personalizzati che non alla lavorazione di componenti industriali di grande formato.

Mandrino da 1,5 kW e velocità fino a 20.000 giri

Il mandrino installato da InfiMaker sviluppa una potenza massima dichiarata di 1,5 kW e raggiunge 20.000 giri al minuto.

La velocità massima di spostamento degli assi lineari è indicata in 4.500 mm/min, mentre l’avanzamento massimo dichiarato durante il taglio raggiunge 2.500 mm/min. Gli assi rotativi B e C raggiungono rispettivamente 15 e 30 giri al minuto.

La potenza nominale complessiva della macchina è indicata in 2,2 kW, con alimentazione compatibile con tensioni comprese tra 110 e 240 volt.

Per gli assi lineari X, Y e Z InfiMaker dichiara una ripetibilità di 0,01 millimetri. Per gli assi rotativi B e C viene invece indicata una ripetibilità di 40 secondi d’arco.

Si tratta di valori dichiarati dal produttore. Il comportamento di una macchina CNC nella produzione reale dipende anche dalla rigidità del sistema, dalla temperatura, dal fissaggio del pezzo, dall’utensile, dal materiale, dai parametri di taglio e dalla calibrazione. Sarà quindi utile confrontare le specifiche con prove indipendenti effettuate sulle unità definitive destinate ai clienti.

Alluminio, ottone e rame, ma anche acciaio e titanio

La gamma di materiali dichiarata da InfiMaker comprende alluminio, ottone, rame, legno, acrilico, cere lavorabili, giada, resine, plastiche tecniche e materiali compositi.

InfiMaker include anche acciaio e titanio, precisando che la lavorazione dei materiali più duri richiede utensili e parametri appropriati. Questo punto distingue il K1 dalle CNC desktop concepite soprattutto per legno e materiali plastici.

La presenza di un mandrino da 1,5 kW non significa tuttavia che il K1 possa sostituire senza compromessi un centro di lavoro industriale utilizzato per asportazioni pesanti su acciaio o titanio. La quantità di materiale rimovibile in ogni passata deve essere compatibile con potenza, rigidità, utensile e capacità di evacuare calore e trucioli.

Per lavorazioni leggere, dettagli fini, prototipazione e piccoli componenti, la possibilità di affrontare anche questi metalli può però ampliare in modo consistente gli impieghi della macchina.

Il sistema di raffreddamento InfiFlow

Per il controllo della temperatura InfiMaker ha sviluppato InfiFlow, un sistema di raffreddamento ad alta pressione basato sulla circolazione di acqua distillata.

Il liquido viene inviato verso la zona vicina al mandrino con lo scopo di raffreddare utensile e materiale e contribuire alla rimozione dei trucioli. Dopo il passaggio nella zona di lavorazione, il fluido viene filtrato e rimesso in circolo.

La gestione del calore diventa importante soprattutto durante le lavorazioni prolungate dei metalli. Temperature elevate possono accelerare l’usura dell’utensile e influire sulla qualità della superficie ottenuta.

InfiMaker indica inoltre il supporto opzionale alla lubrificazione MQL, Minimum Quantity Lubrication, tecnica che utilizza quantità controllate di lubrificante anziché il tradizionale sistema a refrigerante abbondante delle macchine industriali.

Cambio utensile automatico e tastatore integrato

Un’altra differenza rispetto a numerose CNC desktop è il sistema ATC, Automatic Tool Changer.

Il K1 dispone complessivamente di sei posizioni: cinque possono essere utilizzate per gli utensili da taglio e una è destinata alla sonda di misura.

La macchina può quindi passare, per esempio, da una fresa per sgrossatura a una fresa più piccola per la finitura, quindi utilizzare un utensile per foratura o incisione senza richiedere la sostituzione manuale da parte dell’operatore.

La sonda permette inoltre al sistema di individuare e calibrare la posizione del pezzo. Nelle lavorazioni multiasse la corretta definizione dei riferimenti è essenziale, perché un errore iniziale può propagarsi sulle diverse superfici del componente.

InfiMaker integra anche la possibilità di riprendere una lavorazione da un punto di interruzione, funzione pensata per evitare di ricominciare un ciclo completo in determinate situazioni.

InfiStudio vuole ridurre la complessità del software CAM

La parte software rappresenta uno degli elementi sui quali InfiMaker ha investito maggiormente.

La macchina viene accompagnata da InfiStudio, ambiente CAM sviluppato dall’azienda per trasformare un modello tridimensionale in percorsi utensile compatibili con il K1.

Un software CAM tradizionale richiede all’operatore di scegliere utensili, strategie di lavorazione, avanzamenti, velocità, profondità delle passate e orientamento degli assi. Con cinque assi simultanei aumenta anche la necessità di controllare possibili collisioni tra utensile, mandrino, pezzo, staffaggi e parti della macchina.

InfiStudio punta ad automatizzare parte di queste operazioni.

Il programma può importare modelli STL, STEP/STP e OBJ, generare percorsi a cinque assi ed effettuare una simulazione del processo prima dell’avvio della fresatura.

Gli utenti più esperti non sono obbligati a utilizzare esclusivamente il software di InfiMaker. Il controller utilizza G-code standard e l’azienda dichiara la possibilità di importare programmi realizzati con sistemi CAM professionali, compresi Autodesk Fusion, Siemens NX e Autodesk PowerMill.

Dall’immagine al modello 3D con funzioni AI

InfiStudio integra anche strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Secondo InfiMaker, l’utente può inserire una descrizione testuale oppure un’immagine di riferimento e ottenere un modello tridimensionale che il software verifica successivamente dal punto di vista della lavorabilità.

Il sistema può quindi proporre utensili, parametri di taglio e percorsi di lavorazione.

Questa funzione è orientata soprattutto alla produzione di oggetti decorativi, forme artistiche, bassorilievi, piccoli modelli e componenti nei quali la geometria può essere generata partendo da un riferimento visivo.

Per parti meccaniche che richiedono quote, accoppiamenti e tolleranze definite rimane invece più appropriato partire da un modello CAD costruito con parametri dimensionali controllati.

InfiMaker specifica inoltre che alcune funzioni AI richiedono una connessione Internet, mentre le operazioni fondamentali di lavorazione possono essere eseguite senza collegamento alla rete.

Telecamera, riconoscimento del materiale e controllo a distanza

All’interno del K1 è presente anche una telecamera di profondità. Il sistema viene utilizzato per osservare il pezzo, assistere nelle operazioni di configurazione e controllare il processo.

InfiMaker dichiara funzioni di riconoscimento del materiale e regolazione automatizzata di parametri come avanzamento, velocità e profondità di taglio. Per il riconoscimento automatico completo, l’azienda specifica che i propri materiali ufficiali utilizzano codici QR; i materiali generici privi di questi codici non possono essere identificati con la stessa procedura.

InfiStudio permette inoltre di controllare lo stato della macchina da computer o dispositivo mobile e visualizzare il flusso della telecamera.

Il sistema comprende funzioni di monitoraggio che, secondo InfiMaker, possono rilevare condizioni anomale come possibili collisioni, rotture dell’utensile o spostamenti del pezzo.

La società ha aggiunto anche la registrazione automatica dei cicli e la generazione di video time-lapse, una funzione rivolta soprattutto a maker, designer e laboratori che documentano la produzione dei propri progetti.

Rumorosità dichiarata inferiore a 70 dB in uno specifico test

Uno dei problemi delle macchine utensili destinate a laboratori di piccole dimensioni è il rumore.

InfiMaker dichiara un valore inferiore a 70 dB durante un proprio test effettuato a un metro dalla macchina mentre veniva lavorato acciaio inossidabile.

Il dato deve essere interpretato considerando le condizioni utilizzate nella prova: mandrino a 10.000 giri/min, avanzamento di 2.000 mm/min, profondità di taglio di 0,1 mm e fresa a testa sferica da 4 mm.

Il livello acustico può cambiare in misura sensibile utilizzando altri utensili, materiali, velocità o strategie di fresatura. Il valore dichiarato non rappresenta quindi una rumorosità costante per qualsiasi tipo di lavorazione.

L’involucro completamente chiuso contribuisce comunque a contenere rumore e trucioli. La porta integra inoltre un sistema di blocco elettronico: durante la lavorazione rimane chiusa e l’apertura comporta l’interruzione del ciclo.

A chi si rivolge InfiMaker K1

Con un prezzo nell’ordine dei 5.000 dollari, il K1 non è pensato come prima macchina per chi vuole eseguire saltuariamente semplici incisioni o tagli nel legno.

Il pubblico indicato da InfiMaker comprende progettisti, ingegneri indipendenti, laboratori di robotica, studi di prototipazione, maker esperti, gioiellieri, orologiai, istituti di formazione e piccole attività specializzate nella produzione di componenti personalizzati.

La possibilità di eseguire diverse superfici dello stesso componente senza smontarlo e riposizionarlo può ridurre il numero di piazzamenti necessari. Ogni nuovo fissaggio rappresenta infatti una possibile fonte di errore geometrico e richiede tempo all’operatore.

È questo uno dei principali vantaggi tecnici della lavorazione a cinque assi: non soltanto produrre forme più complesse, ma raggiungere più superfici mantenendo lo stesso riferimento del pezzo.

Una campagna Kickstarter che segue il percorso già visto nella stampa 3D

La scelta di InfiMaker di affidarsi a Kickstarter richiama quanto accaduto nel settore della stampa 3D desktop, dove numerose aziende hanno utilizzato il crowdfunding per finanziare la prima produzione e misurare l’interesse del mercato prima della distribuzione attraverso i canali commerciali tradizionali.

Nel caso del K1, il prezzo promozionale di lancio è stato fissato da InfiMaker a partire da 5.199 dollari, con alcune formule iniziali che permettevano di scendere fino a 4.999 dollari.

Per una macchina a cinque assi simultanei dotata di cambio utensile automatico questa cifra è sensibilmente inferiore ai prezzi tipici dei centri di lavoro multiasse professionali. Il confronto deve però tenere conto delle dimensioni ridotte dell’area di lavoro, della potenza disponibile e del fatto che il K1 nasce per un diverso tipo di produzione.

InfiMaker ha dichiarato di avere già completato alcune fasi di integrazione della catena di fornitura e validazione produttiva prima del lancio della campagna. La vera verifica arriverà comunque con la produzione in quantità, la precisione delle macchine consegnate e la capacità dell’azienda di garantire assistenza e disponibilità di ricambi.

Le prime consegne sono previste per dicembre 2026

InfiMaker prevede di iniziare le spedizioni ai sostenitori della campagna entro circa tre mesi dalla conclusione del crowdfunding, collocando le prime consegne intorno a dicembre 2026.

Come per ogni progetto finanziato attraverso Kickstarter, la data indicata rappresenta una previsione e non una garanzia commerciale equivalente alla consegna di un prodotto già disponibile a magazzino. Kickstarter specifica che il sostegno a una campagna non equivale a un normale acquisto in negozio e che produzione e consegne possono subire modifiche.

Per InfiMaker K1 sarà quindi importante osservare non soltanto il risultato economico della raccolta, ma soprattutto ciò che accadrà dopo la chiusura della campagna: avvio della produzione, controllo qualità, rispetto delle specifiche dichiarate, spedizioni e assistenza.

Se questi elementi verranno confermati sulle unità definitive, il K1 potrebbe rappresentare un passaggio interessante nell’evoluzione delle macchine CNC compatte: non una sostituzione dei centri di lavoro industriali, ma uno strumento multiasse destinato a chi ha bisogno di produrre componenti complessi in spazi e con investimenti più contenuti.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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