Due responsabili commerciali per coprire l’intero mercato statunitense

Wayland Additive sta ampliando la propria organizzazione negli Stati Uniti con l’ingresso di Adam Simons e Ryan Skradski, ai quali sarà affidata la gestione commerciale di due aree distinte del Paese. Adam Simons seguirà gli Stati Uniti orientali, mentre Ryan Skradski avrà la responsabilità del mercato occidentale.

Le nomine, annunciate da Wayland Additive il 13 agosto 2026, rappresentano un passaggio nella strategia statunitense del produttore britannico di sistemi per la manifattura additiva metallica. La società, con sede a Huddersfield, nel Regno Unito, dispone già di applicazioni e installazioni della piattaforma Calibur3 negli Stati Uniti, ma intende ora affiancare alla presenza tecnica una copertura commerciale diretta su scala nazionale.

L’obiettivo non consiste semplicemente nell’aumentare il numero di persone dedicate alle vendite. Wayland Additive sta costruendo una struttura nella quale il rapporto con i potenziali clienti parte dalla valutazione dell’applicazione, del materiale e dei costi produttivi prima di arrivare alla scelta della macchina.

Questa impostazione riflette una trasformazione più ampia del mercato della manifattura additiva metallica. Per molte imprese industriali non è più sufficiente dimostrare che una determinata geometria possa essere prodotta mediante stampa 3D. La decisione di investire dipende dalla capacità di stabilire se il processo possa essere ripetibile, qualificabile e competitivo rispetto a lavorazione meccanica, fusione, forgiatura o altre tecnologie produttive.

Proprio questo tipo di valutazione costituisce una parte importante dell’esperienza professionale dei due nuovi responsabili scelti da Wayland Additive.

Adam Simons porta esperienze maturate con Stratasys, Desktop Metal e TRUMPF

Adam Simons lavora nel settore della manifattura additiva da oltre dieci anni e ha seguito nel corso della propria carriera diverse generazioni di tecnologie per la produzione digitale.

Prima dell’ingresso in Wayland Additive, Adam Simons ha lavorato con tecnologie sviluppate da Stratasys e Desktop Metal, due società che hanno occupato posizioni differenti nel mercato della stampa 3D industriale.

Stratasys ha costruito gran parte della propria attività sui sistemi a estrusione di materiali termoplastici e sulle tecnologie PolyJet, mentre Desktop Metal ha concentrato una parte importante dello sviluppo sulla manifattura additiva dei metalli, compresi processi Binder Jetting e soluzioni destinate alla produzione industriale.

Adam Simons ha successivamente trascorso cinque anni nell’attività di manifattura additiva di TRUMPF, gruppo industriale tedesco attivo anche nei sistemi Laser Powder Bed Fusion e Laser Metal Deposition.

Il percorso professionale di Adam Simons comprende inoltre attività precedenti nel campo della progettazione 3D, fornendogli un’esperienza che parte dalla preparazione digitale del componente e arriva alla valutazione del processo produttivo.

Per Wayland Additive, questa combinazione è significativa perché la vendita di un sistema come Calibur3 richiede normalmente una discussione tecnica molto più approfondita rispetto alla semplice presentazione delle caratteristiche della macchina.

Un’impresa che valuta una piattaforma Electron Beam Powder Bed Fusion deve infatti considerare materiale, geometria, quantità da produrre, trattamento termico, rimozione della polvere, eventuali supporti, post-processing e procedure di qualificazione.

Adam Simons ha sottolineato proprio questo cambiamento nel comportamento degli utilizzatori industriali: le aziende non acquistano più una tecnologia soltanto per esplorarne le possibilità, ma chiedono dove possa essere inserita nel proprio processo e quale sia il relativo caso economico.

È anche su questa base che Wayland Additive intende presentare negli Stati Uniti la propria tecnologia NeuBeam.

Ryan Skradski arriva dalle tecnologie GE, Concept Laser e Arcam

La responsabilità commerciale degli Stati Uniti occidentali sarà affidata a Ryan Skradski, il cui percorso professionale combina settori differenti dell’alta tecnologia.

Ryan Skradski ha iniziato lavorando nel campo dei dispositivi medici e della chirurgia robotica, per poi passare alla manifattura additiva attraverso GE.

All’interno delle attività di GE, Ryan Skradski ha maturato esperienza con le tecnologie di Concept Laser e Arcam, due nomi particolarmente importanti per comprendere il posizionamento di Wayland Additive.

Concept Laser, acquisita da GE, ha sviluppato sistemi di fusione a letto di polvere basati su laser. Arcam, anch’essa entrata nel gruppo GE, è invece uno dei nomi storicamente associati all’Electron Beam Melting e alla fusione a letto di polvere mediante fascio di elettroni.

L’esperienza di Ryan Skradski comprende quindi sia tecnologie laser sia tecnologie a fascio di elettroni, permettendo un confronto diretto tra processi che competono per alcune applicazioni ma presentano caratteristiche termiche e metallurgiche differenti.

Secondo l’impostazione presentata da Ryan Skradski, una parte del lavoro negli Stati Uniti consisterà anche nel riesaminare applicazioni che le aziende avevano valutato in passato e successivamente abbandonato perché il materiale, il processo oppure i costi non risultavano adeguati.

Wayland Additive ritiene che NeuBeam possa modificare alcune di queste valutazioni, soprattutto nei casi nei quali i sistemi Electron Beam Powder Bed Fusion tradizionali incontrano problemi legati alla carica della polvere o richiedono una forte presinterizzazione del letto.

NeuBeam e il problema della carica nel letto di polvere

La strategia commerciale di Wayland Additive ruota attorno a NeuBeam, il processo proprietario utilizzato dalla piattaforma Calibur3.

Come negli altri sistemi Electron Beam Powder Bed Fusion, una sorgente di elettroni viene impiegata per fornire l’energia necessaria a fondere selettivamente la polvere metallica all’interno di una camera sotto vuoto.

Uno dei problemi che possono verificarsi nei processi tradizionali a fascio di elettroni riguarda l’accumulo di cariche elettriche nel letto di polvere.

Il fenomeno può provocare instabilità e movimenti indesiderati delle particelle. Nei casi più problematici può verificarsi il cosiddetto fenomeno di “smoke”, nel quale la polvere caricata elettricamente viene dispersa, compromettendo la lavorazione.

Per controllare questo problema, i sistemi Electron Beam Powder Bed Fusion tradizionali possono ricorrere alla presinterizzazione di ampie aree del letto di polvere.

Wayland Additive ha sviluppato invece un sistema denominato Active Charge Neutralisation, o ACN, che interviene sulla formazione della carica durante il processo.

Secondo Wayland Additive, questa neutralizzazione permette di evitare la necessità di trasformare l’intero volume circostante in un letto di polvere fortemente sinterizzato.

La conseguenza pratica è importante soprattutto dopo la costruzione del componente.

Se la polvere attorno al pezzo rimane più libera, la sua rimozione può essere semplificata e una quantità maggiore di materiale può essere recuperata e preparata per eventuali cicli successivi.

È uno degli elementi sui quali Wayland Additive sta costruendo il caso economico di Calibur3, perché il costo effettivo di una parte prodotta in additive manufacturing non dipende soltanto dal tempo durante il quale la macchina deposita e fonde gli strati.

Devono essere considerati anche rimozione della polvere, separazione dei supporti, trattamento termico, pulizia, controlli e recupero del materiale non utilizzato.

Un processo “hot part” anziché “hot bed”

Un’altra differenza sulla quale Wayland Additive concentra la propria comunicazione tecnica riguarda la gestione termica.

Wayland Additive definisce NeuBeam un processo “hot part”, contrapponendolo ai processi nei quali una parte molto più estesa del letto di polvere viene mantenuta ad alta temperatura.

L’obiettivo è concentrare il trattamento termico nella regione interessata dal componente senza trasformare tutta la polvere circostante in una massa fortemente consolidata.

Secondo Wayland Additive, questa architettura permette di controllare meglio le tensioni residue e di lavorare ad alte temperature quando le caratteristiche metallurgiche del materiale lo richiedono.

Il funzionamento sotto vuoto costituisce inoltre una caratteristica intrinseca dei processi a fascio di elettroni e può risultare utile con materiali sensibili all’ossidazione.

La distinzione non significa che la tecnologia Electron Beam Powder Bed Fusion debba sostituire i sistemi Laser Powder Bed Fusion.

Anche gli stessi tecnici di Wayland Additive riconoscono che le tecnologie laser dispongono di vantaggi in applicazioni nelle quali sono richiesti dettagli molto fini e determinate caratteristiche superficiali.

La scelta dipende quindi dal componente e dal materiale.

La strategia commerciale affidata ad Adam Simons e Ryan Skradski parte proprio da questa selezione: individuare applicazioni nelle quali le caratteristiche di NeuBeam possano produrre un vantaggio tecnico o economico misurabile.

Calibur3 offre un volume di costruzione di 300 x 300 x 450 millimetri

La piattaforma con la quale Wayland Additive sta affrontando il mercato statunitense è Calibur3, introdotta commercialmente nel 2021.

Calibur3 dispone di un volume di costruzione di 300 x 300 x 450 millimetri, dimensioni che consentono sia di produrre componenti singoli relativamente grandi sia di distribuire più parti all’interno dello stesso ciclo.

Wayland Additive ha progettato Calibur3 come una piattaforma aperta, consentendo di sviluppare parametri per materiali differenti e di modificare le condizioni di processo in funzione dell’applicazione.

Questo elemento è particolarmente rilevante nei settori aerospaziale, difesa, energia e ricerca sui materiali, dove non sempre l’obiettivo è utilizzare esclusivamente le leghe già qualificate dal produttore della macchina.

Il sistema comprende inoltre strumenti di controllo del processo basati su differenti tecnologie di acquisizione.

Wayland Additive utilizza illuminazione strutturata, imaging elettronico e telecamere infrarosse ad alta velocità per raccogliere informazioni sul processo e sulla distribuzione termica durante la costruzione.

I dati possono essere utilizzati per osservare la temperatura del componente, ricostruirne la storia termica e individuare determinate anomalie durante la produzione.

A questa infrastruttura si aggiunge Wayland Connect, piattaforma sviluppata da Wayland Additive per il monitoraggio remoto dei sistemi Calibur3 e l’accesso ai dati relativi alle costruzioni.

Un nuovo centro applicativo negli Stati Uniti

L’espansione commerciale annunciata da Wayland Additive non si fermerà alle nomine di Adam Simons e Ryan Skradski.

Wayland Additive ha indicato anche l’intenzione di creare un centro applicativo negli Stati Uniti, che rappresenterebbe un ulteriore passaggio nella localizzazione delle attività sul mercato nordamericano.

Un centro di questo tipo può avere un ruolo differente rispetto a un normale ufficio vendite.

Nel metal additive manufacturing, prima dell’acquisto di una macchina è frequente che produttore e cliente lavorino insieme sulla valutazione di un componente specifico.

Il processo può includere la selezione della lega, la modifica del design, la preparazione dei parametri, la produzione dei primi campioni, analisi metallografiche, prove meccaniche, valutazione della produttività e calcolo del costo per componente.

Disporre di una struttura applicativa negli Stati Uniti permetterebbe a Wayland Additive di svolgere una parte maggiore di queste attività vicino ai clienti statunitensi senza concentrare tutte le prove nel Regno Unito.

Per settori come aerospace e defence, la vicinanza geografica può assumere un peso ulteriore a causa dei requisiti di sicurezza, controllo delle informazioni e gestione delle catene di fornitura.

La presenza statunitense era iniziata con EWI

La strategia statunitense di Wayland Additive dispone già di una base tecnica costruita negli anni precedenti.

Un passaggio importante è stato il rapporto con EWI, organizzazione statunitense specializzata nello sviluppo e nell’industrializzazione dei processi manifatturieri.

Nel 2022 Wayland Additive ed EWI avevano firmato un memorandum d’intesa che prevedeva l’acquisizione di un sistema Calibur3.

L’acquisto è stato successivamente completato e la macchina è stata installata presso Buffalo Manufacturing Works, struttura di EWI nello Stato di New York.

La presenza di Calibur3 presso EWI ha permesso alle aziende statunitensi di esaminare la tecnologia senza dover necessariamente disporre di un sistema proprio.

EWI utilizza la piattaforma anche per attività di sviluppo con nuovi materiali, ottimizzazione dei parametri, valutazione delle microstrutture, studio della riciclabilità delle polveri e verifica della ripetibilità dei processi.

Questa collaborazione ha quindi svolto una funzione simile a quella che Wayland Additive vuole ampliare attraverso la futura struttura applicativa statunitense.

La differenza è che, con un centro direttamente collegato a Wayland Additive e una squadra commerciale che copre entrambe le coste, il produttore britannico potrebbe gestire in maniera più diretta il percorso dal primo studio dell’applicazione alla vendita e al supporto della macchina.

IperionX utilizza Calibur3 in programmi destinati alla difesa statunitense

Un altro sviluppo rilevante riguarda IperionX, società statunitense impegnata nella produzione di titanio e nella costruzione di una filiera nazionale del materiale.

Nel maggio 2026 è stato confermato che IperionX utilizza un sistema Calibur3 di Wayland Additive per attività collegate a programmi del settore della difesa statunitense.

IperionX concentra le proprie attività di sviluppo e produzione di componenti in titanio nel proprio campus produttivo di Halifax County, in Virginia.

L’aspetto interessante è che IperionX non ha impostato la propria capacità di manifattura additiva attorno a un’unica tecnologia.

Accanto alla macchina Electron Beam Powder Bed Fusion di Wayland Additive, IperionX utilizza sistemi Laser Powder Bed Fusion di EOS e SLM Solutions, oltre a sistemi Binder Jetting di Desktop Metal.

La presenza contemporanea di queste piattaforme permette a IperionX di selezionare il processo sulla base del componente e delle caratteristiche richieste.

Per Wayland Additive, l’impiego di Calibur3 all’interno di un ambiente produttivo nel quale sono disponibili tecnologie alternative rappresenta un caso significativo per il posizionamento commerciale negli Stati Uniti.

IperionX sta inoltre sviluppando una filiera americana del titanio sostenuta da programmi governativi statunitensi, con l’obiettivo di produrre materiale e componenti destinati anche a difesa e aerospace.

La società ha avviato un’espansione che punta a portare la capacità di produzione di titanio a circa 1.400 tonnellate annue e ha ricevuto sostegno pubblico per rafforzare una catena nazionale che parte dal materiale e arriva ai prodotti finali.

L’utilizzo di Calibur3 colloca quindi Wayland Additive all’interno di un ecosistema statunitense nel quale la manifattura additiva viene valutata anche come strumento per ridurre la dipendenza da catene di approvvigionamento estere.

Il titanio è il materiale commerciale più maturo sulla piattaforma

Nel portafoglio materiali di Wayland Additive, il Ti6Al4V Grade 5 è indicato come materiale disponibile per applicazioni commerciali.

Il Ti6Al4V è una lega di titanio utilizzata in aerospace, difesa, dispositivi medicali, automotive e applicazioni industriali grazie al rapporto tra resistenza meccanica e peso, alla resistenza alla corrosione e alle proprietà alle alte temperature.

Wayland Additive sta lavorando parallelamente su altre leghe.

Il Ti6Al4V Grade 23 risulta in fase di sviluppo, mentre programmi con partner riguardano materiali come Inconel 718, Titanium Aluminide e CM247.

La società sta inoltre valutando o sviluppando parametri per molibdeno, lega di niobio C103, acciai, leghe di rame, tungsteno e altri materiali difficili da gestire con alcune tecnologie additive.

Questa apertura sui materiali è direttamente collegata al tipo di attività commerciale che Adam Simons e Ryan Skradski dovranno svolgere.

Per molte aziende statunitensi la domanda non sarà infatti “quale stampante 3D acquistare”, ma “quale processo può produrre questa lega con queste proprietà e a questo costo”.

Wayland Additive punta anche su Inconel 718

Uno dei programmi di sviluppo più interessanti riguarda Inconel 718, superlega a base nichel utilizzata in turbine, motori aeronautici, energia e altre applicazioni ad alta temperatura.

Nel 2026 Wayland Additive ha presentato nuovi risultati sul trattamento di Inconel 718 con Calibur3, studiando in particolare il rapporto tra temperatura del letto, evoluzione microstrutturale e proprietà meccaniche.

Per una società che vuole crescere negli Stati Uniti, il lavoro su Inconel 718 assume un significato commerciale preciso.

La lega è ampiamente utilizzata nel comparto aerospaziale americano e nei sistemi di generazione energetica, due settori nei quali i produttori non valutano soltanto la possibilità di stampare un componente, ma chiedono dati ripetibili sulla microstruttura e sulle proprietà meccaniche.

La futura struttura applicativa statunitense di Wayland Additive potrebbe quindi diventare anche un luogo nel quale trasferire e adattare i parametri sviluppati nel Regno Unito alle applicazioni dei clienti nordamericani.

Il settore aerospaziale fornisce già un riferimento operativo

Al di fuori degli Stati Uniti, Wayland Additive ha accumulato esperienza in applicazioni aerospaziali che possono essere utilizzate come riferimento nelle discussioni con potenziali clienti americani.

La Royal Air Force britannica dispone dal 2022 di un sistema Calibur3.

Nel 2025 Wayland Additive ha comunicato che un componente in titanio Ti64 prodotto con Calibur3 era stato qualificato e utilizzato in volo su un velivolo Eurofighter Typhoon.

Nel maggio 2026 Wayland Additive ha inoltre documentato un’altra applicazione realizzata dalla 71 Inspection & Repair Squadron della Royal Air Force, relativa alla produzione di un componente per il sistema di bloccaggio del dado della ruota principale di un aeromobile.

Questi esempi non equivalgono automaticamente alla qualificazione del sistema per qualsiasi applicazione aerospace o defence, perché ogni componente critico richiede procedure specifiche.

Mostrano però che Calibur3 è usato in programmi nei quali tracciabilità, materiali e affidabilità hanno un peso maggiore rispetto alla semplice produzione di prototipi.

La collaborazione con AMRC amplia il lavoro sul rame

Wayland Additive sta inoltre lavorando con l’Advanced Manufacturing Research Centre – AMRC nell’ambito di un progetto finanziato da Innovate UK dedicato alla produzione additiva di avvolgimenti in rame per motori elettrici.

Nel progetto ESAM, Wayland Additive utilizza NeuBeam, mentre AMRC sviluppa parallelamente soluzioni basate su Laser Powder Bed Fusion.

Il rame rappresenta un caso interessante perché la sua elevata riflettività e conducibilità termica possono complicarne la lavorazione mediante determinate sorgenti laser.

L’impiego di un fascio di elettroni permette di affrontare il problema da un punto di vista differente.

Il progetto non riguarda direttamente l’espansione americana, ma dimostra il tipo di programmi sui materiali che Wayland Additive vuole portare anche ai clienti seguiti da Adam Simons e Ryan Skradski.

Una strategia commerciale basata sull’applicazione più che sulla macchina

La scelta di Wayland Additive di dividere gli Stati Uniti tra due responsabili commerciali con esperienza tecnica indica che la società vuole costruire la crescita americana partendo dalle applicazioni.

Questo approccio è particolarmente importante nel metal additive manufacturing perché il costo di un sistema industriale costituisce soltanto una parte dell’investimento.

Il cliente deve costruire competenze sui materiali, progettare i componenti per il processo, qualificare la produzione, gestire le polveri e definire controlli e post-processing.

Una macchina che produce correttamente un campione durante una dimostrazione non è necessariamente una macchina che può essere inserita con profitto in una linea produttiva.

Adam Simons e Ryan Skradski arrivano entrambi da esperienze nelle quali la valutazione delle applicazioni ha avuto un ruolo centrale.

La loro nomina permette inoltre a Wayland Additive di avere un contatto commerciale diretto sia nelle regioni orientali, dove sono concentrati importanti poli aerospace, defence e manifatturieri, sia nell’area occidentale, dove aerospace, spazio, tecnologie medicali e advanced manufacturing rappresentano mercati potenzialmente rilevanti.

Dalla presenza tecnica a una struttura statunitense più completa

La crescita di Wayland Additive negli Stati Uniti può quindi essere letta come un processo composto da più fasi.

La prima è stata la disponibilità della tecnologia attraverso EWI e Buffalo Manufacturing Works, che ha permesso di sviluppare applicazioni e materiali sul territorio americano.

La seconda comprende l’utilizzo di Calibur3 da parte di IperionX, in un contesto legato alla produzione di titanio e a programmi destinati alla difesa statunitense.

La terza è rappresentata dalle nomine di Adam Simons e Ryan Skradski, che danno a Wayland Additive una copertura commerciale diretta nelle due principali macroaree degli Stati Uniti.

La fase successiva dovrebbe essere l’apertura del centro applicativo annunciato da Wayland Additive.

Se questa struttura verrà realizzata secondo i piani indicati dall’azienda, Wayland Additive disporrà negli Stati Uniti non soltanto di clienti e partner, ma anche di una propria infrastruttura per la valutazione delle applicazioni.

È un passaggio significativo per un produttore nato a Huddersfield nell’agosto 2019 come struttura di ricerca e sviluppo con circa quindici persone e che nel 2021 ha iniziato la commercializzazione di Calibur3.

La strategia americana indica che Wayland Additive sta cercando ora di passare dalla commercializzazione internazionale di una nuova tecnologia a un modello nel quale vendita, sviluppo applicativo e supporto tecnico possano essere organizzati direttamente nei mercati industriali considerati prioritari.

Per Wayland Additive, gli Stati Uniti rappresentano uno di questi mercati, soprattutto per la presenza di aerospace, defence, spazio, energia, medicale e produzione avanzata.

Le nomine di Adam Simons e Ryan Skradski sono quindi meno interessanti come semplice ampliamento dell’organico e più importanti come segnale della fase commerciale nella quale è entrata Wayland Additive.

Il punto da osservare nei prossimi mesi sarà quanti progetti oggi in fase di valutazione riusciranno a trasformarsi in applicazioni produttive e nuove installazioni di Calibur3, e quale ruolo avrà il previsto centro applicativo statunitense nel ridurre il percorso tra la prima prova su un materiale e l’utilizzo della tecnologia in produzione.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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