La collaborazione punta a risolvere il limite emerso con i primi ugelli INDX
E3D e Bondtech hanno avviato una collaborazione per sviluppare una variante dell’ugello INDX progettata per resistere all’usura provocata dai filamenti abrasivi. L’annuncio interessa in modo diretto gli utilizzatori del sistema multitool Bondtech INDX e delle stampanti Prusa CORE One compatibili, dopo che Bondtech ha riconosciuto che gli ugelli forniti nelle prime configurazioni non possedevano il livello di durezza indicato nella comunicazione commerciale iniziale.
E3D ha confermato che il proprio gruppo tecnico sta lavorando alla produzione di una versione resistente all’abrasione destinata all’ecosistema INDX. L’azienda britannica non ha comunicato una data di lancio, il prezzo, i diametri disponibili o la tecnologia scelta per ottenere la resistenza richiesta. L’annuncio indica però che Bondtech ha deciso di coinvolgere un produttore specializzato nello sviluppo di hotend e ugelli, anziché affrontare internamente tutte le fasi di progettazione, trattamento superficiale, produzione e validazione.
Il nuovo ugello non deve essere considerato già disponibile. E3D e Bondtech dovranno completare la scelta dei materiali, verificare la compatibilità con il riscaldamento a induzione di INDX e condurre prove di durata con differenti filamenti caricati. L’obiettivo dichiarato è ottenere una soluzione adatta ai materiali contenenti fibre di carbonio, fibre di vetro, particelle metalliche, pigmenti luminescenti e altre cariche capaci di consumare rapidamente gli ugelli convenzionali.
Perché gli ugelli INDX sono diventati un problema
Bondtech aveva presentato gli ugelli forniti con INDX come componenti temprati e utilizzabili con filamenti abrasivi. Il 29 luglio 2026 l’azienda svedese ha però riconosciuto che le unità consegnate con la Founders Edition e quelle previste per i primi kit di conversione Prusa CORE One+ non erano temprate in profondità come lasciava intendere la descrizione.
Gli ugelli erano costruiti in acciaio nitrocarburato e raggiungevano, nelle misurazioni riportate da Bondtech, una durezza di circa 30-32 HRC. La scala Rockwell C viene utilizzata per confrontare la durezza dei materiali metallici: secondo i riferimenti forniti dalla stessa Bondtech, un ugello in ottone può collocarsi intorno a 0-10 HRC, un normale ugello in acciaio intorno a 20-25 HRC, mentre un vero acciaio temprato destinato a resistere all’abrasione può raggiungere circa 55-60 HRC.
La nitrocarburazione è un trattamento termochimico che modifica gli strati superficiali dell’acciaio introducendo azoto e carbonio. Può migliorare durezza superficiale, resistenza all’usura e comportamento alla fatica, ma non rende necessariamente l’intero componente equivalente a un ugello costruito in acciaio temprato in profondità. Quando lo strato esterno viene progressivamente consumato, il materiale sottostante può offrire una resistenza inferiore.
Bondtech ha assunto la responsabilità dell’errore, spiegando che la descrizione originaria non rappresentava correttamente le caratteristiche degli ugelli consegnati. L’azienda ha inoltre precisato che anche alcune confezioni delle prime forniture potevano riportare la dicitura “hardened”, nonostante il componente non corrispondesse alle aspettative normalmente associate a un ugello completamente temprato.
Quali materiali possono essere utilizzati con gli ugelli esistenti
Gli ugelli in acciaio forniti con INDX rimangono utilizzabili con numerosi materiali non abrasivi. Bondtech e Prusa Research indicano, tra gli altri, PLA, PETG, ABS, ASA, TPU, TPE, PVA, BVOH, HIPS, policarbonato, nylon, polipropilene, PBT e miscele di policarbonato prive di fibre o riempitivi abrasivi. Anche i filamenti Prusa Galaxy possono essere impiegati perché l’effetto visivo non dipende da particelle considerate fortemente abrasive.
La situazione cambia con materiali rinforzati con fibre di carbonio o di vetro, filamenti caricati con polveri metalliche e prodotti glow-in-the-dark. Le particelle inserite nella matrice polimerica scorrono attraverso il canale interno e l’orifizio esercitando un’azione abrasiva. Con l’aumentare dell’usura, il diametro effettivo dell’ugello si allarga e la geometria del foro può perdere regolarità.
Un ugello nominalmente da 0,4 millimetri che si consuma non continua quindi a depositare la stessa quantità di materiale prevista dal profilo di slicing. Il flusso diventa meno controllabile, la larghezza delle linee aumenta, le pareti possono risultare dimensionalmente imprecise e la qualità delle superfici si deteriora. Nei lavori multimateriale, dove ugelli differenti devono cooperare sullo stesso componente, una variazione non controllata della portata può rendere più difficile mantenere risultati uniformi.
Prusa Research ha condotto prove di usura prima di avviare le consegne delle configurazioni INDX di serie. Sulla base dei test pubblicati il 20 agosto 2026, l’azienda ceca stima per gli ugelli esistenti una durata indicativa di circa 10 chilogrammi di PETG-CF, 5 chilogrammi di PC-CF oppure 0,5 chilogrammi del filamento Ultraglow, considerato molto abrasivo. Questi valori dipendono dal materiale, dalle particelle utilizzate, dalla temperatura e dai parametri di estrusione e non devono essere interpretati come una durata garantita per qualsiasi filamento.
Le verifiche di Prusa Research hanno mostrato risultati migliori rispetto alle prime prove accelerate, consentendo all’azienda di avviare le spedizioni. Prusa Research precisa tuttavia che gli ugelli disponibili non rappresentano la soluzione più adatta per una macchina destinata in prevalenza a filamenti fortemente abrasivi. È proprio questo segmento d’impiego che la nuova variante sviluppata con E3D dovrebbe coprire.
Come funziona il sistema Bondtech INDX
INDX è un sistema automatico di cambio utensile sviluppato da Bondtech e integrato da Prusa Research nelle stampanti CORE One. La configurazione può gestire fino a otto utensili indipendenti, ciascuno associato a un filamento, un colore o un diametro di estrusione differente.
A differenza dei sistemi multimateriale che fanno passare più filamenti attraverso un solo ugello, INDX mantiene una serie di moduli passivi separati. Ogni Thin Passive Tool contiene il percorso del filamento, il dissipatore e l’ugello, ma non dispone di cartucce riscaldanti, sensori cablati o connessioni elettriche proprie. Il modulo viene prelevato dalla testa attiva e portato alla temperatura di esercizio mediante riscaldamento a induzione.
Il sistema utilizza inoltre una misurazione della temperatura senza contatto e un accoppiamento cinematico per riposizionare l’utensile. La massa contenuta dei moduli passivi permette di collocare più ugelli all’interno del volume della stampante e di limitarne l’influenza sulle accelerazioni. Prusa Research e Bondtech dichiarano un tempo di cambio utensile di circa 12 secondi, calcolato dall’ultima estrusione del materiale precedente alla prima deposizione del materiale successivo sul modello.
La configurazione evita di dover estrarre e reinserire completamente filamenti diversi nello stesso hotend. Riduce quindi le operazioni di spurgo e può eliminare la tradizionale torre di pulizia. Prusa Research dichiara che per preparare un utensile sono sufficienti circa 13 milligrammi di materiale, espulsi fuori dall’area di stampa sotto forma di piccole quantità più semplici da raccogliere.
Gli ugelli Bondtech INDX incorporano anche la tecnologia CHT, acronimo di Core Heating Technology. Il canale interno divide temporaneamente il filamento in tre sezioni più sottili, aumentando la superficie esposta al calore. Questa geometria ha lo scopo di accelerare la fusione del polimero e sostenere portate più elevate rispetto a un canale convenzionale di dimensioni paragonabili.
La combinazione tra riscaldamento a induzione, geometria CHT e struttura passiva rende però l’ugello INDX un componente specifico. Non è possibile sostituirlo direttamente con un normale ugello V6, MK8 o Revo acquistato sul mercato. La futura soluzione di E3D dovrà pertanto mantenere le caratteristiche dimensionali, termiche e magnetiche richieste dal sistema Bondtech.
Il ruolo di Prusa Research nello sviluppo di INDX
Bondtech e Prusa Research hanno presentato l’integrazione di INDX nella Prusa CORE One durante Formnext 2025. La suddivisione del lavoro attribuisce a Bondtech lo sviluppo della Smart Toolhead, degli estrusori e dei Thin Passive Tools, mentre Prusa Research cura l’integrazione meccanica, il firmware, le procedure di calibrazione e i profili di PrusaSlicer.
Le prime mille unità della Founders Edition sono state destinate agli utilizzatori che avevano aderito alla fase iniziale del progetto. Dopo questa serie, Bondtech e Prusa Research hanno modificato diversi elementi hardware, compresi il pannello frontale, le cinghie e le pulegge, affiancando gli interventi meccanici con aggiornamenti del firmware e dei profili di stampa.
Dal 20 agosto 2026 Prusa Research ha iniziato a spedire i primi kit di conversione INDX in edizione standard e ha aperto gli ordini per le stampanti Prusa CORE One+ Gen 2 complete, assemblate o in kit, nelle configurazioni con quattro oppure otto utensili. Il 27 agosto l’offerta è stata estesa anche alla Prusa CORE One L+ e ai relativi kit di conversione.
L’ingresso di E3D non modifica la divisione generale delle responsabilità tra Bondtech e Prusa Research, ma aggiunge un fornitore con esperienza specifica nella progettazione degli elementi caldi e dei rivestimenti antiusura. Prusa Research resta coinvolta nella validazione del sistema completo e dovrà presumibilmente verificare le prestazioni del nuovo ugello sulle proprie stampanti, anche se non sono stati ancora comunicati i dettagli del programma di test.
L’esperienza di E3D con gli ugelli antiusura
E3D possiede già diverse famiglie di ugelli destinate ai filamenti abrasivi. La linea ObXidian utilizza materiali e rivestimenti progettati per aumentare la resistenza all’usura e ridurre l’adesione del polimero alla superficie esterna. L’azienda produce inoltre ugelli Revo High Flow HTA con punta in acciaio temprato, elementi in rame per favorire il trasferimento termico e un rivestimento in nitruro di cromo.
Il nitruro di cromo viene impiegato per aumentare la durezza superficiale, proteggere dalla corrosione e limitare l’adesione del materiale fuso. Nelle configurazioni Revo HTA, E3D abbina questo rivestimento a una struttura composita: l’acciaio temprato viene utilizzato nelle zone soggette all’abrasione, mentre il rame contribuisce alla conduzione del calore. Alcune versioni possono operare fino a 500 °C quando abbinate al sistema riscaldante appropriato.
Questa esperienza non significa che l’ugello INDX adotterà necessariamente la stessa architettura. Il riscaldamento a induzione impone requisiti differenti rispetto a un hotend dotato di cartuccia elettrica e blocco riscaldante. Materiali, massa e geometria influenzano infatti la velocità con cui il componente assorbe energia dal campo elettromagnetico e la distribuisce al filamento.
L’ugello dovrà anche preservare la tecnologia CHT di Bondtech oppure adottare una geometria alternativa capace di garantire prestazioni comparabili. Sarà necessario trovare un equilibrio tra durezza, conducibilità termica, risposta al riscaldamento a induzione, lavorabilità del materiale, precisione dell’orifizio e costo di produzione.
E3D avverte inoltre che nessun ugello resistente all’abrasione può essere considerato indistruttibile. I filamenti tecnici continuano a evolvere e alcune miscele di poliammide con elevate quantità di fibre possono consumare anche componenti progettati per materiali caricati. La scelta del diametro rimane altrettanto importante: particelle vicine alle dimensioni dell’orifizio aumentano il rischio di intasamento, indipendentemente dalla durezza dell’ugello.
Le informazioni ancora mancanti
E3D e Bondtech non hanno indicato se il nuovo componente sarà completamente temprato, realizzato con più materiali oppure protetto attraverso uno specifico rivestimento superficiale. Non è stato chiarito se conserverà integralmente la geometria CHT, quali filamenti verranno utilizzati nelle prove di durata e quale criterio sarà adottato per definire il limite di usura.
Mancano anche indicazioni sulla retrocompatibilità con la Founders Edition e con i primi kit Prusa CORE One+ già consegnati. Considerando che INDX utilizza moduli passivi sostituibili, è plausibile che il nuovo ugello possa essere proposto come ricambio o aggiornamento, ma E3D e Bondtech non hanno ancora confermato modalità commerciali, prezzi o eventuali condizioni riservate ai primi clienti.
L’annuncio non costituisce neppure una comunicazione definitiva sul programma di compensazione citato da Bondtech dopo il riconoscimento dell’errore. La disponibilità futura di un ugello E3D potrebbe offrire una soluzione tecnica, ma resta da stabilire come sarà gestita rispetto agli acquirenti che avevano ordinato INDX sulla base della descrizione originaria.
Il coinvolgimento di E3D fornisce comunque un’indicazione precisa sulla direzione scelta: Bondtech intende mantenere l’architettura INDX e ampliare la compatibilità con i filamenti tecnici attraverso un componente sviluppato appositamente. Per gli utenti, il dato più importante rimane la distinzione tra ciò che può essere stampato con gli ugelli forniti e ciò che richiederà la futura variante resistente all’abrasione.
