PrusaSlicer 3.0 riparte quasi da zero per adattarsi alla nuova generazione di stampanti 3D
Prusa Research ha pubblicato il 1° settembre 2026 la prima preview pubblica di PrusaSlicer 3.0, una versione che rappresenta un cambiamento molto più profondo rispetto ai normali aggiornamenti dello slicer. L’azienda guidata da Josef Průša ha riscritto completamente l’interfaccia grafica, modificato la struttura dei profili, trasformato la gestione dei piani di stampa in un vero sistema di progetto e introdotto un’architettura per plugin basata su Lua. La preview viene pubblicata esattamente quindici anni dopo il primo commit di Slic3r, effettuato il 1° settembre 2011. Da quel progetto nacque successivamente PrusaSlicer e, attraverso differenti fork e derivazioni, una parte considerevole degli slicer FFF oggi utilizzati, tra cui OrcaSlicer, Bambu Studio, SuperSlicer e diversi software distribuiti direttamente dai produttori di stampanti. Prusa descrive la versione 3.0 come il più grande aggiornamento nella storia del programma, ma il significato dell’operazione non sta soltanto nelle nuove funzioni disponibili nella preview. Gran parte del lavoro è stato dedicato a eliminare limiti architetturali accumulati in oltre un decennio e a creare una base sulla quale sviluppare le successive generazioni del software.
Da Slic3r a un software che deve gestire stampanti molto più complesse
Quando Slic3r venne sviluppato nel 2011, il panorama della stampa 3D FFF era molto differente. Le macchine utilizzavano normalmente un singolo estrusore, un solo piano di stampa e configurazioni relativamente semplici. Nel tempo PrusaSlicer ha dovuto gestire sistemi multi-materiale, più estrusori, toolchanger, differenti diametri degli ugelli, stampanti con cinematica e firmware diversi, painting dei supporti e dei materiali, slicing adattivo e numerose altre funzioni che non erano previste dall’architettura originale. Molte di queste capacità sono state progressivamente aggiunte alla struttura esistente. Il risultato continuava a funzionare, ma diventava più difficile sviluppare workflow nuovi senza aumentare ulteriormente la complessità interna. La Prusa XL rappresenta un esempio evidente. Una macchina con cinque tool indipendenti può montare ugelli differenti e utilizzare materiali diversi nello stesso job. Nel vecchio sistema, per descrivere determinate combinazioni era necessario creare più profili macchina e passare dall’uno all’altro. PrusaSlicer 3.0 introduce invece un sistema di configurazione stratificato nel quale le caratteristiche del singolo tool possono essere definite e combinate senza dover creare una nuova stampante virtuale per ogni configurazione possibile.
I piani di stampa diventano vere unità indipendenti del progetto
La gestione multi-bed era già comparsa con PrusaSlicer 2.9, ma inizialmente permetteva soprattutto di disporre i modelli su più piani all’interno dello stesso ambiente. Nella versione 3.0 il concetto viene profondamente esteso. Ogni piano diventa una vera parte indipendente del progetto e può possedere la propria configurazione, il proprio profilo di stampa e persino una stampante differente. Un utilizzatore può quindi aprire un unico progetto e preparare contemporaneamente, per esempio, alcune parti per una Prusa MK4S e altre per una Prusa XL. I modelli possono essere spostati da un piano all’altro e ogni piano può essere sottoposto a slicing separatamente. Viene inoltre eliminato il precedente limite di nove piani. Il software può elaborarli in parallelo, sfruttando meglio i processori multi-core. La novità diventa particolarmente interessante per print farm, laboratori e utenti che gestiscono più stampanti. Invece di creare file indipendenti e ricostruire manualmente l’organizzazione del lavoro, un unico progetto può rappresentare l’intero lotto produttivo.
Anche chi possiede una sola stampante può utilizzare il nuovo sistema
Il sistema multi-bed non è limitato alle aziende che gestiscono decine di macchine. Un utilizzatore con una singola stampante può creare diversi piani per organizzare materiali, configurazioni o versioni differenti dello stesso componente. Un piano potrebbe contenere una versione in PETG, uno la stessa parte in ASA e un terzo una configurazione con supporti o layer differenti. Tutti gli elementi rimangono all’interno dello stesso file di progetto. Questa struttura avvicina PrusaSlicer alla logica dei software CAD e CAM, nei quali il file non rappresenta semplicemente il singolo output destinato alla macchina, ma l’intero lavoro con le sue varianti. È un cambiamento apparentemente secondario, ma può modificare significativamente il workflow quando i progetti diventano articolati.
Più progetti possono essere aperti contemporaneamente in schede separate
PrusaSlicer 3.0 permette inoltre di lavorare con più progetti contemporaneamente attraverso un sistema di tab. L’utente può passare da un progetto all’altro senza chiudere il precedente o avviare più istanze dell’applicazione. È una funzione normale in browser, editor e programmi di progettazione, ma che mancava nella precedente struttura dello slicer. A questa gestione viene affiancato un sistema di backup locale automatico destinato a ridurre il rischio di perdere il lavoro in caso di crash. Considerando che un progetto può ora contenere molti piani, stampanti e configurazioni, la possibilità di recuperare automaticamente lo stato di lavoro assume maggiore importanza rispetto al passato.
Il sistema dei profili viene completamente riprogettato
Una delle modifiche meno visibili ma probabilmente più importanti riguarda i preset. PrusaSlicer ha sempre fatto largo uso di profili per definire stampante, filamento e impostazioni di stampa. Negli anni, però, la struttura basata su combinazioni relativamente rigide è diventata meno adatta alle macchine multi-tool. PrusaSlicer 3.0 utilizza un sistema stratificato. L’obiettivo è descrivere separatamente hardware e configurazioni invece di duplicare interi profili. Su una Prusa XL, per esempio, un tool può utilizzare un ugello da 0,4 mm e un altro uno da 0,6 mm. Il software permette di selezionare direttamente configurazioni diverse per i singoli tool e persino di associare differenti profili di stampa. Questa impostazione dovrebbe ridurre il numero di preset quasi duplicati necessari per descrivere tutte le combinazioni possibili e rendere più semplice l’introduzione futura di macchine con tool intercambiabili.
I file dei profili passano da INI a YAML
La ristrutturazione interna comprende anche il passaggio dal tradizionale formato INI al formato YAML. Non si tratta soltanto di un cambiamento nell’estensione del file. YAML consente di rappresentare strutture dati più articolate e gerarchiche, caratteristica utile per il nuovo modello stratificato dei profili. Prusa ha inoltre riscritto il sistema di aggiornamento dei preset. La nuova sezione Preset Sources & Updates permette di gestire nello stesso ambiente fonti locali e online. Questo può diventare interessante anche per aziende e community che mantengono configurazioni personalizzate indipendentemente da quelle distribuite ufficialmente da Prusa. I progetti 3MF creati con PrusaSlicer 2.x continuano a essere supportati: il software converte automaticamente le vecchie configurazioni e tenta di associarle ai nuovi profili.
La compatibilità con la generazione precedente è stata mantenuta, ma non è completamente bidirezionale
Prusa ha cercato di evitare che il passaggio alla nuova architettura renda inutilizzabili i progetti esistenti. Un file 3MF creato in PrusaSlicer 2.x può essere aperto nella versione 3.0 mantenendo geometria e impostazioni. Le configurazioni modificate dall’utente rimangono identificate come valori personalizzati. Il percorso inverso è però necessariamente più limitato. Se un progetto creato con PrusaSlicer 3.x viene aperto nella serie 2.x, la geometria può essere caricata ma le impostazioni della nuova struttura non vengono interpretate. A partire da PrusaSlicer 2.9.1 il programma avvisa l’utente della situazione. File 3MF provenienti da applicazioni come Bambu Studio e OrcaSlicer possono invece essere importati come geometria. Rimangono naturalmente supportati STL, OBJ e STEP.
PrusaSlicer 2.x e 3.x possono convivere sullo stesso computer
Considerando lo stato ancora preliminare della preview, Prusa ha previsto cartelle di configurazione separate per le due generazioni del programma. PrusaSlicer 3.x può quindi essere installato insieme alla versione 2.x senza sovrascrivere i profili utilizzati per il lavoro quotidiano. È una scelta importante perché l’azienda stessa sconsiglia implicitamente di trattare questa prima preview come un software pronto per la produzione. L’utente può sperimentare la nuova architettura continuando a utilizzare la versione stabile precedente per le stampe che richiedono affidabilità.
L’interfaccia non è stata semplicemente ridisegnata: è stata riscritta
La modifica più immediatamente visibile è la nuova interfaccia grafica. Prusa ha deciso di abbandonare completamente il layout precedente invece di aggiornarlo progressivamente. La nuova struttura dispone gli strumenti principali nella parte superiore, utilizza un browser della scena sul lato sinistro e un pannello contestuale sulla destra. Il principio del pannello contestuale è mostrare soltanto le informazioni pertinenti all’operazione che l’utente sta eseguendo. Se viene selezionato un piano vengono visualizzate le impostazioni relative al piano; selezionando un oggetto compaiono le opzioni riferite a quell’oggetto; attivando uno strumento di painting il pannello mostra i controlli necessari a quella specifica attività. L’intenzione è ridurre la quantità di parametri contemporaneamente visibili e rendere meno difficile l’ingresso nel software per gli utenti meno esperti, senza eliminare le impostazioni avanzate.
La memoria muscolare degli utenti esperti dovrà adattarsi
Una riscrittura così ampia comporta inevitabilmente un periodo di adattamento. Chi utilizza PrusaSlicer quotidianamente ha memorizzato la posizione di menu, pulsanti e funzioni costruite nel corso di molti anni. La nuova UI modifica alcune di queste abitudini e Prusa riconosce esplicitamente che i cambiamenti potranno generare discussioni. La preview viene pubblicata proprio per raccogliere feedback prima che l’interfaccia venga considerata definitiva. L’azienda lascia aperta la possibilità di effettuare ulteriori modifiche anche significative. Questo è uno dei motivi per cui la release viene definita una preview molto precoce e non una normale alpha quasi pronta al rilascio.
Navigazione 3D ispirata a Blender, Fusion, SolidWorks e Tinkercad
PrusaSlicer 3.0 permette di selezionare differenti schemi di controllo del mouse, riproducendo modalità di navigazione familiari agli utenti di altri software. Sono disponibili configurazioni che ricordano Blender, Autodesk Fusion, SolidWorks e Tinkercad. Per chi utilizza quotidianamente un CAD questa funzione può ridurre la necessità di adattare continuamente i movimenti del mouse passando dalla progettazione allo slicing. È stato introdotto anche un View Cube per controllare rapidamente l’orientamento della vista e il programma offre ora sia un tema scuro sia uno chiaro.
Rendering OpenGL più sofisticato, ma disattivabile
La visualizzazione tridimensionale utilizza un rendering OpenGL più evoluto con ombre, riflessi e ambient occlusion. L’obiettivo non è soltanto estetico. Ombre e illuminazione aiutano a percepire meglio la posizione degli oggetti sul piano e la loro geometria. Le funzioni possono comunque essere ridotte o completamente disattivate nelle preferenze per computer dotati di GPU meno potenti o per utenti che preferiscono la visualizzazione classica. Prusa dichiara inoltre di avere migliorato la gestione delle scene geometricamente molto complesse. Durante la rotazione di una scena particolarmente pesante, il programma può temporaneamente nascondere parte delle toolpath e ridisegnarle integralmente quando il movimento della telecamera termina. Questa strategia mantiene più fluida la navigazione senza rinunciare al dettaglio quando l’utente interrompe il movimento.
La preview del G-code viene divisa tra controllo rapido e analisi dettagliata
Anche il sistema di anteprima del G-code viene riorganizzato. Prusa introduce una modalità base, pensata per un controllo rapido della stampa, e una modalità di ispezione più dettagliata. È una scelta coerente con la nuova filosofia dell’interfaccia: non mostrare necessariamente tutti i dati a tutti gli utenti in ogni momento. Chi deve semplicemente verificare orientamento, supporti e comportamento generale del job può utilizzare una vista più semplice; chi sta analizzando estrusioni, movimenti e caratteristiche specifiche può accedere agli strumenti più approfonditi.
Arrivano i plugin scritti in Lua
La novità architetturale probabilmente più interessante nel lungo periodo è il nuovo sistema di plugin. PrusaSlicer 3.0 introduce una API basata sul linguaggio Lua, attraverso la quale funzioni aggiuntive possono essere distribuite senza essere integrate direttamente nel codice principale dell’applicazione. Nella preview l’implementazione è volutamente limitata. I primi plugin appartengono alla categoria project.plugin e vengono utilizzati soprattutto per generare proceduralmente oggetti all’interno della scena. Prusa fornisce già due esempi relativi alle stampe di calibrazione. L’utente seleziona il tipo di test, inserisce i parametri richiesti e il plugin crea automaticamente il progetto con geometria e impostazioni necessarie. In precedenza una funzione simile avrebbe dovuto essere programmata direttamente all’interno di PrusaSlicer.
L’API Lua è ancora sperimentale e potrà cambiare
Prusa sottolinea che l’interfaccia di programmazione non deve essere considerata stabile. La API Lua è sperimentale e potrà subire modifiche incompatibili durante le prossime versioni. L’architettura è stata però predisposta per supportare in futuro categorie di plugin differenti. Attualmente l’API permette soprattutto di aggiungere elementi alla scena e dispone di capacità più limitate per modificare oggetti già presenti. È quindi una base sulla quale l’azienda vuole raccogliere esperienze prima di decidere quanto estendere l’accesso dei plugin al resto del programma.
I plugin vengono eseguiti all’interno di una sandbox
Un sistema di estensioni introduce inevitabilmente problemi di sicurezza. Prusa ha deciso di eseguire i plugin all’interno di una sandbox. Per impostazione predefinita un’estensione non ha accesso generale al disco del computer, non può leggere dati esterni al progetto caricato e non può effettuare connessioni HTTP, utilizzare socket o comunicare liberamente attraverso la rete. In futuro l’azienda potrebbe permettere all’utente di concedere esplicitamente alcuni permessi a plugin o autori considerati affidabili. La strategia cerca di evitare uno dei rischi tipici dei marketplace di estensioni: trasformare una funzione apparentemente innocua dello slicer in un punto di accesso al sistema operativo.
Prusa prepara anche un marketplace per i plugin della community
L’azienda sta sviluppando un marketplace attraverso il quale gli utenti potranno pubblicare, installare e valutare plugin. Il modello dovrebbe ricordare in parte quello utilizzato da Printables per i modelli. Le estensioni inviate al marketplace saranno sottoposte a un processo di revisione. Rimarrà comunque possibile installare manualmente plugin non verificati, assumendosi il rischio di eventuali bug, rallentamenti o crash. Il marketplace non è ancora incluso nella prima preview e dovrebbe arrivare in una delle prossime versioni della serie 3.x.
L’offline completo rimane una priorità
Nonostante l’introduzione di preset online e futuro marketplace, Prusa continua a supportare un funzionamento completamente offline. Il programma può essere utilizzato in ambienti air-gapped o soggetti a restrizioni di rete e, in questa modalità, non carica librerie di networking. È un dettaglio particolarmente importante per laboratori, aziende, enti pubblici e organizzazioni che non possono permettere a un software di produzione di comunicare liberamente con servizi esterni. In un settore nel quale i file 3D possono contenere geometrie proprietarie o dati sensibili, mantenere un vero percorso offline distingue PrusaSlicer da software progettati principalmente attorno a servizi cloud.
Il programma rimane open source sotto licenza AGPLv3
La riscrittura della GUI aveva generato interrogativi nella community sulla possibilità che Prusa decidesse di separare l’interfaccia dal motore di slicing e distribuire una parte del nuovo programma come software proprietario. L’azienda ha confermato invece che PrusaSlicer 3.x rimarrà sotto licenza AGPLv3, come la precedente generazione. La scelta è importante perché PrusaSlicer costituisce oggi una delle principali basi tecnologiche dell’ecosistema open source FFF. OrcaSlicer, SuperSlicer e diversi slicer distribuiti dai produttori derivano direttamente o indirettamente da questa linea di codice. Mantenere aperto il nuovo sviluppo significa che anche le modifiche strutturali introdotte nella generazione 3.x potranno potenzialmente essere studiate e riutilizzate secondo i termini della licenza.
Il rapporto con OrcaSlicer e Bambu Studio rende la versione 3.0 particolarmente importante
Negli ultimi anni il settore degli slicer FFF è diventato molto più competitivo. Bambu Studio e soprattutto OrcaSlicer hanno introdotto rapidamente funzioni richieste dagli utenti e sono diventati riferimenti anche per proprietari di stampanti non prodotte da Bambu Lab. Allo stesso tempo numerosi produttori cinesi hanno costruito i propri software partendo direttamente dalla stessa famiglia di codice. Creality Print, Anycubic Slicer Next, QIDI Slicer, ElegooSlicer, Flash Studio Desktop e Snapmaker Orca appartengono, con differenze diverse, allo stesso grande ecosistema derivato da Slic3r e PrusaSlicer. La versione 3.0 cerca quindi di modernizzare l’architettura a monte proprio mentre i derivati evolvono molto rapidamente. Il vero risultato del lavoro di Prusa potrebbe vedersi non soltanto dentro PrusaSlicer, ma anche nelle future evoluzioni dei programmi che decideranno di integrare parti della nuova architettura.
La preview non sostituisce ancora PrusaSlicer 2.9.6
È importante non interpretare il numero 3.0 come indicazione di una versione stabile pronta a sostituire immediatamente la serie precedente. Josef Průša definisce esplicitamente questa build una preview incompleta e più precoce rispetto alle alpha che l’azienda ha normalmente distribuito in passato. Diverse funzioni presenti in PrusaSlicer 2.9.6 non sono state ancora trasferite alla nuova architettura. Alcune dovrebbero tornare durante lo sviluppo della 3.0, mentre altre potrebbero essere reimplementate soltanto nella futura versione 3.1. Il programma può presentare bug conosciuti e problemi ancora non individuati. Per chi utilizza lo slicer in attività produttive o deve garantire la ripetibilità dei file G-code, la serie 2.x rimane quindi il riferimento più prudente fino alla maturazione del nuovo ramo.
Prusa ha dovuto affrontare anche il debito tecnico accumulato in quindici anni
L’arrivo della 3.0 era stato anticipato già nei mesi precedenti attraverso gli aggiornamenti del progetto open source. Gli sviluppatori avevano spiegato che il lavoro stava richiedendo più tempo del previsto perché una quantità significativa di technical debt doveva essere eliminata per rendere il software più semplice da mantenere. È un problema comune nei programmi che crescono per molti anni. Una nuova funzione apparentemente semplice può diventare difficile da implementare perché deve convivere con decisioni architetturali prese quando quella funzione non era nemmeno immaginabile. Riscrivere parti importanti del software rallenta temporaneamente lo sviluppo visibile, ma può rendere molto più rapida l’introduzione delle funzioni negli anni successivi. È anche per questo motivo che Prusa descrive la 3.0 come una nuova base più che come una raccolta di nuove caratteristiche.
La nuova architettura prepara PrusaSlicer a stampanti meno standardizzate
La stampa 3D FFF si sta allontanando dal modello tradizionale della macchina con un singolo estrusore e una configurazione hardware sostanzialmente fissa. Toolchanger, sistemi multi-materiale, ugelli differenti, cambi automatici e nuove architetture rendono sempre più difficile descrivere una stampante attraverso un unico profilo monolitico. La struttura stratificata introdotta con PrusaSlicer 3.0 sembra progettata proprio per questa evoluzione. La combinazione tra profili modulari e plugin potrebbe inoltre permettere ai produttori e alla community di aggiungere nuovi workflow senza attendere che ogni funzione venga inserita direttamente nel software principale. Se questo modello funzionerà, il cambiamento più importante della 3.0 non sarà probabilmente la nuova grafica, ma la capacità di PrusaSlicer di evolvere più velocemente senza accumulare nuovamente la rigidità che ha portato alla riscrittura.
Il 1° settembre 2026 segna quindi più un nuovo inizio che un rilascio definitivo
La scelta di pubblicare la preview esattamente quindici anni dopo la nascita di Slic3r ha un valore simbolico evidente. Il software creato nel 2011 per preparare file destinati alle prime stampanti RepRap è diventato una delle fondamenta del software moderno per stampa 3D FFF. PrusaSlicer 3.0 cerca ora di ripetere, su scala differente, quel passaggio: costruire un’architettura sufficientemente flessibile da sostenere tecnologie che oggi stanno diventando comuni e altre che ancora non esistono. Per gli utenti la prima preview offre già un nuovo sistema di progetto, gestione multi-stampante, profili ripensati, interfaccia moderna, rendering migliorato e plugin Lua. Per Prusa, però, il risultato più importante potrebbe essere invisibile: avere finalmente una base software sulla quale aggiungere le prossime funzioni senza continuare ad adattare una struttura nata quando gran parte dell’attuale stampa 3D non era ancora stata inventata.

Tabelle tecniche
PrusaSlicer 3.0 Preview – principali novità
| Area | PrusaSlicer 3.0 Preview |
|---|---|
| Data prima preview | 1 settembre 2026 |
| Versione | 3.0.0-preview |
| Stato | Preview / alpha precoce |
| Interfaccia | Completamente riscritta |
| Sistema progetti | Nuovo |
| Piani multipli | Integrati nel progetto |
| Limite precedente di 9 piani | Eliminato |
| Stampanti differenti nello stesso progetto | Sì |
| Slicing di più piani | In parallelo |
| Progetti contemporanei | Schede multiple |
| Backup | Backup locale automatico |
| Sistema profili | Nuova struttura stratificata |
| Formato profili | YAML |
| Formato precedente | INI |
| Multi-tool | Gestione per singolo tool |
| Plugin | Sì |
| Linguaggio plugin | Lua |
| Sandbox plugin | Sì |
| Marketplace plugin | Previsto |
| Offline | Sì, compresi ambienti air-gapped |
| Licenza | AGPLv3 |
| Installazione accanto alla 2.x | Sì |
PrusaSlicer 2.x e 3.0 a confronto
| Funzione | PrusaSlicer 2.x | PrusaSlicer 3.0 |
|---|---|---|
| UI | Architettura storica evoluta nel tempo | Riscritta da zero |
| Multi-bed | Presente dalla 2.9, implementazione iniziale | Elemento centrale del progetto |
| Numero piani | Max 9 nella 2.9.x | Limite rimosso |
| Stampante per piano | Struttura limitata | Stampanti diverse nello stesso progetto |
| Elaborazione piani | Workflow più tradizionale | Slicing parallelo |
| Profilazione multi-tool | Numerosi profili/combinazioni | Sistema stratificato |
| Formato preset | .ini | .yaml |
| Progetti aperti | Workflow tradizionale | Più tab contemporaneamente |
| Plugin | No sistema generale | Lua API |
| Marketplace | No | Pianificato |
| Rendering | OpenGL tradizionale | Ombre, riflessi, ambient occlusion |
| Pannello impostazioni | Layout prevalentemente fisso | Contestuale |
| Navigazione mouse | PrusaSlicer | Preset Blender, Fusion, SolidWorks, Tinkercad |
| Tema | Interfaccia precedente | Dark + Light |
| Open source | AGPLv3 | AGPLv3 |
Compatibilità dei file
| File / operazione | Comportamento |
|---|---|
| 3MF PrusaSlicer 2.x aperto in 3.x | Geometria e impostazioni importate |
| Configurazioni 2.x | Convertite nella nuova struttura |
| 3MF PrusaSlicer 3.x aperto in 2.x | Geometria caricata |
| Impostazioni 3.x aperte in 2.x | Non interpretate |
| Avviso in PrusaSlicer 2.x | Presente dalla 2.9.1+ |
| 3MF Bambu Studio | Importato come geometria |
| 3MF OrcaSlicer | Importato come geometria |
| STL | Supportato |
| OBJ | Supportato |
| STEP | Supportato |
| Configurazioni 2.x e 3.x | Salvate in cartelle separate |
Plugin Lua di PrusaSlicer 3.0
| Caratteristica | Situazione nella preview |
|---|---|
| Linguaggio | Lua |
| Stato API | Sperimentale |
| Stabilità API | Non garantita |
| Tipo plugin iniziale | project.plugin |
| Funzione principale iniziale | Generazione procedurale di oggetti/progetti |
| Plugin dimostrativi | Stampe di calibrazione |
| Accesso generale al disco | No |
| Accesso a dati fuori dal progetto | No |
| Accesso HTTP | No |
| Accesso socket/rete | No |
| Esecuzione | Sandbox |
| Plugin non verificati | Installabili manualmente a rischio utente |
| Marketplace community | In sviluppo |
| Revisione marketplace | Prevista |
| Nuovi tipi di plugin | Architettura predisposta |
Nuova interfaccia e viewport
| Elemento | PrusaSlicer 3.0 |
|---|---|
| Toolbar | Parte superiore |
| Scene Browser | Pannello sinistro |
| Pannello impostazioni | Destra |
| Comportamento pannello | Contestuale |
| View Cube | Sì |
| Tema scuro | Sì |
| Tema chiaro | Sì |
| Navigazione Blender | Sì |
| Navigazione Fusion | Sì |
| Navigazione SolidWorks | Sì |
| Navigazione Tinkercad | Sì |
| Rendering | OpenGL avanzato |
| Ombre | Configurabili |
| Riflessi | Configurabili |
| Ambient occlusion | Configurabile |
| Effetti avanzati disattivabili | Sì |
| Scene complesse | Rendering ottimizzato |
| Toolpath durante rotazione pesante | Possono essere temporaneamente nascoste |