Dal 20 settembre 2026 due dei primi esperimenti AI di MakerWorld arrivano alla fine del loro ciclo
Bambu Lab interromperà il 20 settembre 2026 due strumenti basati sull’intelligenza artificiale presenti nell’ambiente MakerLab di MakerWorld: PrintMon Maker e AI Scanner. La decisione non rappresenta un abbandono dell’AI applicata alla creazione di modelli 3D. L’azienda afferma infatti di voler sostituire entrambe le applicazioni con strumenti riprogettati, ma considera le versioni attuali non più adeguate alle aspettative raggiunte dalla community in termini di qualità dei modelli e esperienza d’uso.
I due servizi appartengono alla prima generazione degli esperimenti attraverso i quali MakerWorld ha cercato di ridurre la distanza fra possedere una stampante 3D e saper creare autonomamente un modello. AI Scanner permetteva di riprendere un oggetto reale con uno smartphone e utilizzare l’elaborazione cloud per ricostruirne una geometria tridimensionale. PrintMon Maker seguiva invece una strada generativa: partendo da testo o immagini cercava di produrre automaticamente personaggi e creature pronti per essere trasformati in oggetti stampabili.
La chiusura dei due strumenti è quindi interessante non soltanto per chi li utilizza. Mostra quanto rapidamente stiano cambiando le aspettative nei confronti dell’intelligenza artificiale tridimensionale. Funzioni che nel 2024 potevano essere considerate sperimentali e sufficientemente interessanti da essere offerte agli utenti di MakerWorld vengono giudicate, appena due anni dopo, non più competitive con il livello qualitativo richiesto.
AI Scanner verrà spento completamente il 20 settembre
La situazione più netta riguarda AI Scanner. Dal 20 settembre 2026 lo strumento non sarà più disponibile e gli utenti non potranno più accedere al servizio.
Questo significa che MakerWorld perderà, almeno temporaneamente, la funzione che permetteva di trasformare direttamente la ripresa video di un oggetto fisico in una ricostruzione tridimensionale senza ricorrere a uno scanner dedicato o a software esterni.
Il workflow era stato progettato per essere accessibile anche a chi non possedeva esperienza nella fotogrammetria. L’utilizzatore poteva registrare un video con lo smartphone muovendosi intorno all’oggetto, caricandolo successivamente sulla piattaforma. L’intelligenza artificiale elaborava il materiale visuale e generava una mesh tridimensionale.
Le istruzioni utilizzate da MakerLab suggerivano di effettuare più passaggi intorno al soggetto, riprendendolo da differenti altezze: una passata superiore, una approssimativamente all’altezza dell’oggetto e una inferiore. Lo scopo era raccogliere un numero sufficiente di viste per permettere al sistema di ricostruire anche le superfici che una singola fotografia non avrebbe potuto mostrare.
Il concetto rimane valido, ma Bambu Lab considera l’implementazione attuale non più sufficiente.
AI Scanner non era un vero scanner 3D metrologico
Il nome poteva generare qualche equivoco. AI Scanner non trasformava lo smartphone in uno scanner tridimensionale professionale capace di misurare con precisione dimensionale un componente meccanico.
Il sistema utilizzava immagini video e algoritmi di ricostruzione per inferire la geometria dell’oggetto. Era quindi più appropriato per statue, peluche, oggetti decorativi, forme organiche e modelli nei quali una piccola deviazione geometrica non comprometteva la funzione.
Per ricostruire un componente tecnico che deve accoppiarsi con altri elementi rimangono invece necessari strumenti differenti: scanner 3D calibrati, misure fisiche, fotogrammetria controllata oppure una successiva ricostruzione CAD.
La differenza è importante perché una superficie può apparire molto simile all’originale sul monitor e contemporaneamente presentare errori incompatibili con un utilizzo meccanico.
AI Scanner puntava soprattutto a eliminare la complessità del processo, non a sostituire la metrologia industriale.
Gli utenti avevano già evidenziato alcuni limiti della ricostruzione
Le discussioni pubblicate negli anni sul forum Bambu Lab mostrano bene il carattere sperimentale della funzione.
Nel maggio 2024 un utente aveva, per esempio, utilizzato AI Scanner per ricostruire un peluche ottenendo un modello complessivamente convincente ma con una grande apertura indesiderata nella mesh del torace. La soluzione proposta dalla community consisteva nell’importare il file in programmi come Blender o Meshmixer e correggere manualmente la geometria.
Altri utenti hanno incontrato problemi nella gestione dei video, nelle dimensioni dei file o nelle successive operazioni necessarie per rendere la mesh realmente utilizzabile.
Non sono problemi esclusivi dello strumento Bambu Lab. La ricostruzione tridimensionale da immagini presenta difficoltà intrinseche: superfici uniformi, trasparenti, riflettenti o prive di caratteristiche riconoscibili rendono più difficile identificare la corrispondenza fra differenti fotogrammi.
A questo si aggiunge il problema delle zone non sufficientemente fotografate. Se il sistema non dispone di informazioni visuali adeguate, deve necessariamente stimare la geometria oppure lasciare una zona incompleta.
PrintMon Maker avrà invece una chiusura graduale
Il comportamento previsto per PrintMon Maker è differente.
Dal 20 settembre il collegamento allo strumento verrà rimosso dal menu principale di MakerLab, ma la pagina continuerà a essere raggiungibile attraverso i collegamenti esistenti. Questo non significa però che il servizio continuerà a funzionare normalmente.
Non sarà più possibile creare nuovi progetti, avviare nuove generazioni AI o modificare i progetti in corso.
La distinzione importante riguarda i modelli già completati. Bambu Lab afferma che i progetti già confermati attraverso i MakerLab Credits resteranno conservati permanentemente e potranno continuare a essere esportati.
Chi ha quindi utilizzato PrintMon Maker per produrre un modello che è già stato finalizzato non dovrebbe perderlo con la chiusura del servizio.
Chi possiede invece un progetto ancora in fase di generazione o modifica deve completarlo prima del 20 settembre 2026, perché dopo quella data non sarà più possibile intervenire.
PrintMon Maker era nato nell’agosto 2024 come beta
La storia di PrintMon Maker aiuta a comprendere meglio la decisione.
Bambu Lab presentò pubblicamente lo strumento nell’agosto 2024 come applicazione sperimentale di MakerLab. Il concetto era semplice: fornire un prompt testuale oppure un’immagine e lasciare che l’intelligenza artificiale producesse automaticamente una piccola creatura tridimensionale destinata alla stampa.
La beta venne aperta agli utenti e nell’ottobre dello stesso anno PrintMon Maker entrò nella normale offerta MakerLab.
L’obiettivo non era competere con Blender, ZBrush o software professionali per la modellazione organica. L’applicazione era pensata principalmente per chi non sapeva modellare in 3D.
Un utente poteva scrivere qualcosa come “banana con occhiali da sole”, ottenere differenti proposte visuali, scegliere quella preferita e trasformarla in una geometria utilizzabile per la stampa.
Questo abbassava in maniera considerevole la barriera d’ingresso. Una persona poteva passare dall’idea a un oggetto fisico senza conoscere sculpting, retopology o modellazione CAD.
La generazione AI 3D è però cambiata enormemente in due anni
Il problema è che fra il 2024 e il 2026 la qualità dei sistemi text-to-3D e image-to-3D è aumentata rapidamente.
Modelli come Hunyuan3D, le successive generazioni Tripo, Trellis e numerosi sistemi commerciali e open source sono diventati capaci di produrre geometrie sempre più complesse in tempi molto brevi.
La competizione non riguarda inoltre più soltanto l’aspetto esteriore.
I sistemi più recenti stanno lavorando su topologia controllata, texture PBR, segmentazione automatica, rigging, retopology e differenti livelli di dettaglio. Alcuni strumenti generano direttamente mesh low-poly, altri producono geometrie molto dense da milioni di poligoni.
In questo contesto una soluzione sviluppata due anni prima può diventare rapidamente antiquata anche se continua tecnicamente a funzionare.
La dichiarazione di MakerWorld secondo cui PrintMon Maker e AI Scanner non soddisfano più le aspettative relative a qualità e user experience appare quindi coerente con la velocità con cui sta evolvendo questo settore.
Bambu Lab aveva sempre definito MakerLab Experiments come un laboratorio di prototipi
La chiusura non è inoltre completamente in contrasto con il modo nel quale Bambu Lab aveva presentato questi strumenti.
Nel marzo 2024 l’azienda aveva lanciato MakerLab Experiments spiegando esplicitamente che l’ambiente sarebbe servito per mostrare agli utenti prototipi ancora immaturi e consentire alla community di assistere al percorso che porta da un’idea iniziale a un prodotto più rifinito.
AI Scanner faceva parte proprio di quella prima serie di esperimenti.
Bambu Lab non presentava quindi MakerLab come una raccolta nella quale ogni applicazione sarebbe rimasta disponibile indefinitamente. Era previsto implicitamente che alcune idee potessero evolvere, venire sostituite oppure non arrivare alla maturità desiderata.
L’annuncio del 2026 rappresenta uno dei primi casi nei quali questo ciclo diventa particolarmente evidente: due strumenti AI vengono ritirati contemporaneamente perché l’azienda ritiene necessario ricostruirli su basi migliori.
MakerLab nel frattempo è diventato molto più grande
La situazione è differente rispetto al 2024 anche perché MakerLab non è più soltanto una sezione sperimentale composta da pochi generatori.
Nel tempo MakerWorld ha aggiunto strumenti come Relief Sculpture Maker, Make My Statue, Image to Keychain, Pixel Puzzle Maker, Make My Sign, Make My Lantern, Lithophane Maker, Lightbox Maker, Flexi Toy Maker e altri generatori specializzati.
Lo stesso LumHaus, integrato nel 2026 e sviluppato da Genform, mostra una direzione differente: invece di utilizzare l’AI per generare liberamente qualsiasi geometria, il sistema crea un prodotto specifico attraverso una struttura parametrica controllata.
Questa differenza è importante.
Un generatore completamente libero deve capire cosa vuole l’utente e inventare la geometria. Un configuratore parametrico sa invece già che sta costruendo una lampada, un’insegna o un altro oggetto specifico e può incorporare regole geometriche che garantiscono maggiormente la stampabilità.
MakerLab sta quindi sperimentando diversi modi di eliminare il CAD dal percorso dell’utente: AI generativa, riconoscimento delle immagini, parametric design e generatori verticali.
MakerWorld ha anche dovuto affrontare il problema della qualità dei modelli AI
L’aumento della generazione automatica ha introdotto un altro tema: non tutti i modelli creati dall’intelligenza artificiale hanno qualità sufficiente per essere pubblicati.
Nel 2026 sul forum Bambu Lab sono apparse discussioni molto critiche sul cosiddetto “AI slop”, cioè modelli generati automaticamente e pubblicati senza un sufficiente controllo della geometria o della reale stampabilità.
MakerWorld permette già agli utenti di bloccare la categoria Generative 3D Model, ma l’efficacia del filtro dipende anche dalla corretta classificazione dei contenuti.
Questo contesto non deve essere confuso con la motivazione ufficiale della chiusura di PrintMon Maker e AI Scanner: Bambu Lab non ha dichiarato che i due servizi vengono ritirati a causa delle critiche sui modelli AI presenti sulla piattaforma.
Mostra però una difficoltà più generale che tutte le piattaforme stanno iniziando ad affrontare. Rendere semplicissima la creazione di migliaia di modelli aumenta l’offerta, ma può anche ridurre il rapporto fra quantità e qualità.
Per una piattaforma come MakerWorld il problema non è quindi soltanto generare più geometrie, ma generare oggetti che abbiano realmente senso una volta trasferiti sul piano della stampante.
Il fatto che un modello sia generato in 3D non significa che sia stampabile
È un principio particolarmente importante.
Un sistema AI può produrre una mesh perfettamente convincente durante il rendering ma contenere parti sospese, spessori insufficienti, intersezioni, superfici aperte, elementi troppo piccoli o geometrie impossibili da fabbricare.
Per una piattaforma generica dedicata a videogiochi o rendering questo può essere un problema relativamente marginale. Per MakerWorld rappresenta invece una questione centrale perché il risultato dovrebbe idealmente passare da MakerLab a Bambu Studio e successivamente alla stampante.
Il modello non deve quindi soltanto “apparire tridimensionale”: deve possedere caratteristiche che rendano plausibile la sua produzione FDM.
Questo potrebbe spiegare, almeno dal punto di vista tecnico, perché Bambu Lab ritenga necessario riprogettare i propri strumenti AI invece di limitarsi a mantenerli operativi. L’azienda non ha però comunicato quali algoritmi o architetture verranno adottati nei futuri sostituti.
Per AI Scanner il problema è ancora più complesso
Nel caso di AI Scanner si aggiunge la necessità di ricostruire una geometria reale partendo da informazioni incomplete.
Il sistema deve identificare l’oggetto all’interno del video, stimarne la forma tridimensionale, ricostruire le zone non perfettamente visibili, produrre una mesh chiusa e contemporaneamente limitare rumore e artefatti.
Sono problemi sui quali sono stati fatti progressi considerevoli negli ultimi anni grazie alla combinazione di fotogrammetria, neural rendering e modelli generativi 3D.
Una nuova versione di AI Scanner potrebbe quindi utilizzare tecnologie molto differenti rispetto a quelle disponibili quando MakerLab Experiments venne presentato nel marzo 2024.
Bambu Lab non ha però confermato quali tecnologie utilizzerà.
La chiusura è significativa anche perché entrambi i servizi funzionano nel cloud
PrintMon Maker e AI Scanner non sono applicazioni installate localmente sul computer dell’utente. Il lavoro di generazione viene svolto attraverso l’infrastruttura online di MakerWorld.
Questo significa che Bambu Lab controlla completamente la vita del servizio.
Quando una normale applicazione desktop non viene più sviluppata, l’utilizzatore può spesso continuare a utilizzare l’ultima versione disponibile. Un servizio cloud smette invece di funzionare quando l’infrastruttura viene disattivata.
Il caso AI Scanner lo dimostra chiaramente: dal 20 settembre non sarà possibile continuare a utilizzare autonomamente la vecchia versione perché il motore che effettua l’elaborazione non risiede sul dispositivo dell’utente.
È una delle differenze fra sistemi come MakerLab e i nuovi strumenti di generazione AI locale che stanno comparendo anche nel settore 3D.
Non sappiamo se i costi di calcolo abbiano avuto un ruolo
È facile ipotizzare che il costo dell’inferenza AI e dell’infrastruttura cloud abbia contribuito alla decisione di eliminare strumenti non più considerati sufficientemente competitivi.
Non esistono però informazioni pubbliche che consentano di affermarlo.
Bambu Lab ha indicato come motivazione la qualità dei modelli e la user experience, non i costi del servizio.
La distinzione è importante perché non avrebbe senso presentare come causa economica una spiegazione che l’azienda non ha fornito.
È comunque evidente che un servizio generativo cloud presenta costi differenti rispetto a un semplice generatore parametrico eseguito nel browser. Ogni video elaborato da AI Scanner e ogni generazione complessa di PrintMon Maker richiedono risorse di calcolo lato server.
Per una piattaforma che continua ad aggiungere nuovi strumenti, mantenere indefinitamente ogni generazione precedente potrebbe diventare poco razionale anche dal punto di vista tecnico.
Bambu Lab promette sostituti, ma non specifica quando arriveranno
Questo è probabilmente il punto più importante dell’intero annuncio.
MakerWorld non comunica che AI Scanner e PrintMon Maker siano esperimenti falliti da eliminare definitivamente. Specifica che verranno sostituiti in futuro da strumenti riprogettati.
Non sono però stati comunicati:
la data di lancio;
il nome dei nuovi prodotti;
i modelli AI utilizzati;
il sistema di crediti;
i formati di esportazione;
la presenza di texture o colore;
la possibilità di modificare manualmente le mesh;
l’eventuale compatibilità con i progetti creati nelle vecchie applicazioni.
È quindi troppo presto per stabilire se arriveranno semplicemente versioni “2.0” degli stessi servizi oppure se Bambu Lab cambierà completamente impostazione.
PrintMon Maker potrebbe essere sostituito da una soluzione molto più generale
Osservando l’evoluzione del mercato, una possibile direzione tecnica sarebbe passare dal generatore specializzato in creature a un sistema image-to-3D e text-to-3D maggiormente generalista.
PrintMon Maker nasceva infatti con un obiettivo deliberatamente limitato: produrre piccole creature simpatiche e facilmente stampabili.
I modelli AI del 2026 sono invece capaci di affrontare personaggi, oggetti, props, geometrie hard-surface e numerose altre categorie.
Una nuova soluzione potrebbe quindi offrire maggiore libertà.
Ma maggiore libertà significa anche maggiore rischio di produrre geometrie non stampabili. MakerWorld potrebbe quindi scegliere esattamente la strada opposta: mantenere generatori specializzati che controllino con maggiore attenzione il risultato.
Per ora Bambu Lab non ha fornito elementi sufficienti per scegliere fra queste possibilità.
Per gli utenti PrintMon la scadenza del 20 settembre è concreta
Chi possiede un progetto PrintMon Maker non ancora finalizzato dovrebbe prestare particolare attenzione alla data.
Dopo 20 settembre 2026 non sarà possibile continuare a modificarlo o utilizzare l’AI per generare nuove varianti.
La soluzione più prudente consiste quindi nel completare prima della scadenza i modelli che si desidera conservare e assicurarsi che siano stati correttamente confermati attraverso i MakerLab Credits.
I progetti già finalizzati continueranno invece a poter essere esportati anche dopo la disattivazione delle funzioni generative.
Per AI Scanner non è previsto un analogo periodo di sola consultazione: l’applicazione viene rimossa completamente.
La chiusura mostra quanto breve possa essere la vita di uno strumento AI
PrintMon Maker ha iniziato la beta pubblica nell’agosto 2024. Due anni dopo la tecnologia viene già considerata abbastanza superata da richiederne la sostituzione.
AI Scanner appartiene addirittura alla prima generazione di MakerLab Experiments annunciata nel marzo 2024.
In un normale software CAD industriale un ciclo di due anni sarebbe breve. Nell’intelligenza artificiale generativa rappresenta invece un intervallo durante il quale possono cambiare architetture, qualità dei risultati, requisiti hardware e aspettative degli utenti.
La decisione di Bambu Lab è quindi anche un esempio di una caratteristica nuova del software collegato alla stampa 3D: alcuni strumenti possono diventare obsoleti molto prima della stampante con la quale vengono utilizzati.
Una Bambu Lab X1 o P1 acquistata nel 2024 può continuare a produrre parti nel 2026, mentre l’applicazione AI che generava i modelli per quella stessa macchina viene già sostituita.
MakerWorld continua comunque a puntare sulla creazione, non soltanto sulla condivisione
La chiusura dei due servizi non modifica la direzione generale della piattaforma.
MakerWorld non vuole essere soltanto un archivio simile ai primi repository di STL. Bambu Lab sta cercando di costruire un ambiente nel quale l’utente possa trovare, modificare, generare, preparare e stampare un oggetto rimanendo il più possibile nello stesso ecosistema.
MakerLab è centrale in questa strategia perché affronta il punto nel quale molti nuovi utenti incontrano ancora la maggiore difficoltà: creare il modello iniziale.
Generatori parametrici, sistemi basati sulle immagini e intelligenza artificiale vengono utilizzati per sostituire una parte delle attività normalmente svolte in un CAD o in un programma di modellazione.
PrintMon Maker e AI Scanner sono stati fra i primi tentativi. La loro chiusura non indica necessariamente che questa strategia abbia fallito; indica piuttosto che Bambu Lab considera ormai troppo basso il livello qualitativo della prima generazione di strumenti AI rispetto a quello che vuole offrire nel 2026.
La domanda interessante sarà quindi cosa arriverà dopo il 20 settembre.
Se i sostituti promessi riusciranno a produrre mesh più pulite, maggiormente coerenti e soprattutto più affidabili dal punto di vista della stampabilità, la chiusura potrebbe rappresentare semplicemente il passaggio fra due generazioni di MakerLab.
Se invece trascorrerà molto tempo senza un’alternativa, gli utenti perderanno temporaneamente una funzione importante, soprattutto nel caso di AI Scanner.
Per il momento l’unica scadenza certa è 20 settembre 2026: AI Scanner verrà spento, PrintMon Maker smetterà di generare e modificare nuovi progetti e MakerWorld inizierà a chiudere uno dei primi capitoli della propria sperimentazione con l’intelligenza artificiale 3D.
