Il rinnovo conferma la continuità dei processi qualificati per il metal additive manufacturing
BEAMIT S.p.A. ha rinnovato il proprio accreditamento Nadcap per l’Additive Manufacturing, confermando la capacità dell’azienda italiana di gestire processi di produzione additiva metallica secondo i requisiti richiesti dalla filiera aeronautica, spaziale e della difesa. Il rinnovo assume un significato più ampio rispetto alla semplice conferma di una certificazione già ottenuta: nel settore aerospace, dove i processi produttivi speciali devono essere controllati e documentati con particolare rigore, mantenere un accreditamento Nadcap richiede verifiche periodiche, gestione delle non conformità, tracciabilità dei parametri, controllo delle attrezzature e dimostrazione della ripetibilità del processo. BEAMIT aveva ottenuto per la prima volta l’accreditamento Nadcap relativo all’Additive Manufacturing nell’aprile 2021, dopo un percorso di preparazione durato diversi anni. All’epoca l’azienda comunicò di aver concluso l’audit senza non conformità, un risultato che segnava il passaggio dell’additive manufacturing metallico da tecnologia avanzata di produzione a vero processo speciale qualificato all’interno della catena aerospace.
Nadcap non certifica semplicemente l’azienda, ma controlla il processo speciale
Nadcap, acronimo di National Aerospace and Defense Contractors Accreditation Program, viene gestito dal Performance Review Institute, PRI ed è uno dei sistemi di accreditamento più importanti utilizzati dall’industria aerospaziale internazionale. Il principio è differente rispetto a una normale certificazione generale del sistema qualità. L’obiettivo è verificare in maniera approfondita la capacità del fornitore di eseguire specifici processi speciali secondo criteri condivisi da grandi clienti aerospace, fornitori e rappresentanti governativi. Il programma nasce proprio dall’esigenza di evitare che ciascun grande costruttore debba eseguire separatamente audit quasi identici presso lo stesso fornitore. Quando un processo viene accreditato Nadcap, una parte significativa della verifica viene quindi centralizzata attraverso criteri comuni sviluppati insieme agli stessi operatori del settore.
Questa impostazione è particolarmente importante per l’additive manufacturing. Una parte metallica prodotta mediante Laser Powder Bed Fusion non dipende soltanto dalla geometria contenuta nel file CAD. Proprietà finali e ripetibilità sono determinate anche da qualità e conservazione della polvere, macchina utilizzata, calibrazione, parametri laser, orientamento, strategia di scansione, gestione della piattaforma, atmosfera di processo, trattamento termico, rimozione dei supporti e controlli successivi. Per questo motivo il processo deve essere trattato come una catena controllata e non come una semplice operazione di stampa.
Il programma Nadcap ha creato un Task Group specifico per l’Additive Manufacturing
L’evoluzione del programma rende il rinnovo di BEAMIT particolarmente significativo. Quando l’azienda ottenne l’accreditamento nel 2021, l’Additive Manufacturing metallico veniva ancora gestito all’interno del Welding Task Group utilizzando criteri sviluppati inizialmente per questa struttura organizzativa. Nel giugno 2023 PRI ha costituito invece un vero Additive Manufacturing Task Group, creato su richiesta degli stessi Subscriber Nadcap per affidare lo sviluppo dei criteri a specialisti specifici di additive manufacturing.
Il nuovo gruppo ha inizialmente concentrato il proprio lavoro sui processi metallici Powder Bed Fusion, PBF, e Directed Energy Deposition, DED. Il precedente criterio AC7110/14 utilizzato per il Powder Bed Fusion è stato trasferito e rielaborato nel nuovo AC7131/1, affiancato dal documento generale AC7131 e dal criterio AC7131/2 per il Directed Energy Deposition. PRI ha indicato agosto 2025 come inizio dell’utilizzo dei nuovi criteri aggiornati per gli audit PBF.
Il rinnovo annunciato nel 2026 avviene quindi in un momento nel quale il sistema Nadcap dedicato alla produzione additiva è diventato più autonomo e specifico rispetto a quello esistente quando BEAMIT ottenne il primo accreditamento.
Gestione della polvere e controllo della contaminazione sono elementi centrali
PRI indica fra le non conformità più comuni rilevate negli audit additive manufacturing proprio la gestione della polvere, compreso il controllo di umidità e contaminazione.
Nel metal additive manufacturing la polvere costituisce la materia prima del componente. Deve essere possibile identificare il lotto, conoscere composizione chimica e distribuzione granulometrica e controllare modalità di stoccaggio, riutilizzo, setacciatura e miscelazione.
L’utilizzo ripetuto di una stessa polvere può infatti modificarne progressivamente alcune caratteristiche. Particelle esposte a numerosi cicli termici possono ossidarsi o cambiare morfologia; una contaminazione con un’altra lega può invece compromettere completamente un lotto.
Per un componente aerospace il problema non consiste soltanto nell’ottenere oggi una parte conforme. Il produttore deve essere in grado di dimostrare che una parte prodotta domani con lo stesso processo rimanga all’interno della finestra di qualificazione stabilita.
BEAMIT struttura la propria offerta proprio intorno a questa continuità, gestendo internamente la catena che parte dalla selezione della polvere e arriva ai controlli sul componente terminato.
Anche formazione degli operatori e manutenzione delle macchine vengono controllate
Fra le altre aree nelle quali PRI rileva frequentemente non conformità negli audit AM figurano formazione degli operatori, manutenzione delle apparecchiature, calibrazione delle macchine e controllo delle variabili critiche di processo.
Sono aspetti che mostrano quanto l’industrializzazione dell’additive manufacturing abbia superato la logica della semplice “stampante 3D”.
Un sistema Laser Powder Bed Fusion deve mantenere nel tempo caratteristiche come precisione del sistema ottico, distribuzione della polvere, potenza e comportamento del laser, qualità dell’atmosfera inerte e temperatura delle diverse zone.
Anche una macchina apparentemente identica a un’altra può richiedere una qualificazione specifica. PRI indica infatti tra le principali sfide del settore anche la customer approval della macchina AM utilizzata, insieme al controllo del file digitale e del software.
Questo significa che non è sempre possibile prendere un componente qualificato su una macchina e spostarlo automaticamente su un secondo sistema senza verificare l’effetto del cambiamento.
Il file digitale entra direttamente nel sistema qualità
L’additive manufacturing introduce inoltre una caratteristica particolare rispetto a molti processi convenzionali: la produzione dipende fortemente da informazioni digitali.
Il modello CAD, il file elaborato dal software di preparazione, l’orientamento, la disposizione sul piano, le strategie di supporto e i parametri di processo fanno parte della definizione produttiva.
PRI identifica infatti il digital file and software control come una delle principali sfide dell’AM.
Per una produzione aerospace deve essere possibile stabilire quale versione del file sia stata utilizzata, quali modifiche siano state approvate e con quale configurazione software sia stato generato il job di costruzione. Anche un semplice aggiornamento del software può richiedere una valutazione se modifica un elemento critico della catena.
La produzione additiva avvicina quindi gestione della configurazione digitale e assicurazione qualità molto più di quanto avvenisse nella normale officina meccanica.
BEAMIT gestisce una filiera che va dalla polvere alla parte pronta per l’assemblaggio
L’accreditamento acquista ulteriore significato osservando il modello industriale di BEAMIT. L’azienda non opera esclusivamente come service che produce una parte grezza mediante stampante 3D. La propria offerta comprende selezione e caratterizzazione delle polveri, progettazione, sviluppo e consolidamento dei processi, Laser Powder Bed Fusion, Electron Beam Melting, rimozione dei supporti, trattamenti termici, HIP, lavorazioni CNC, controlli non distruttivi, tomografia, raggi X e verifiche dimensionali.
Questa integrazione è particolarmente utile nei programmi aerospaziali perché molte proprietà importanti vengono determinate dopo la fase di stampa.
Un componente PBF appena rimosso dalla piattaforma può richiedere stress relieving, trattamento termico, HIP per ridurre la porosità interna, rimozione dei supporti e successive lavorazioni CNC sulle superfici funzionali.
La tolleranza finale di un foro di precisione, per esempio, può dipendere più dalla lavorazione meccanica finale che dalla risoluzione nominale della stampante.
BEAMIT utilizza reparti CNC dedicati e sistemi CAD/CAM a cinque assi proprio per portare i componenti AM alle tolleranze e rugosità richieste dal disegno finale.
Ogni lotto deve dimostrare che il processo continua a comportarsi nello stesso modo
Il reparto Material and Process di BEAMIT utilizza campioni prodotti insieme ai lotti per controllare la stabilità dei processi speciali, con particolare attenzione ad additive manufacturing e trattamento termico.
Questo tipo di approccio è essenziale nell’aerospazio. Una qualifica iniziale non può essere interpretata come autorizzazione permanente a modificare liberamente parametri o materiali.
Una volta sviluppato un processo, occorre definirne la finestra operativa e controllare che le produzioni successive rimangano al suo interno.
I campioni possono essere sottoposti a prove meccaniche, metallografiche e microstrutturali. In questo modo è possibile identificare una deriva del processo prima che provochi problemi su componenti di valore molto superiore.
Il prodotto finale diventa quindi soltanto una parte della documentazione: occorre dimostrare anche la storia del processo con cui è stato costruito.
Nadcap si affianca alla certificazione AS/EN 9100
BEAMIT possiede anche la certificazione AS/EN 9100, standard di gestione della qualità sviluppato specificamente per i settori aeronautico, spaziale e della difesa sulla base della ISO 9001.
La distinzione fra i due sistemi è importante.
AS/EN 9100 riguarda il sistema di gestione della qualità aziendale nel suo complesso: responsabilità, gestione dei rischi, configurazione, tracciabilità, controllo documentale e altri requisiti tipici dell’industria aerospace.
Nadcap entra invece molto più profondamente nei singoli processi speciali.
Possedere AS/EN 9100 non equivale quindi automaticamente a essere Nadcap accredited per additive manufacturing, e viceversa. Per un fornitore che vuole produrre componenti destinati ai grandi OEM aerospaziali spesso entrambe le dimensioni diventano necessarie.
BEAMIT dichiara inoltre di essere approvata come fornitore da Airbus, Boeing, altri OEM e Tier 1, confermando il ruolo della società come produttore di componenti destinati a programmi industriali e non soltanto a prototipi.
BEAMIT possiede anche un accreditamento Nadcap per i trattamenti termici
L’Additive Manufacturing non è l’unica area Nadcap coperta dall’azienda.
BEAMIT dispone anche di accreditamento nella commodity Heat Treatment, con uno scope che comprende lavorazioni e verifiche relative, fra le altre, a leghe di alluminio, nickel e cobalto, acciai inossidabili e precipitation hardening e leghe di titanio.
Sono incluse attività come trattamento termico in vuoto, pirometria e specifiche verifiche metallografiche e di durezza.
Il collegamento con l’AM è diretto. Molti componenti metallici stampati in 3D richiedono trattamenti termici definiti con precisione per ottenere le proprietà meccaniche previste. Temperatura, uniformità del forno, vuoto, atmosfera, tempi di permanenza e raffreddamento possono modificare significativamente microstruttura e comportamento finale.
Integrare stampa e trattamento termico sotto processi qualificati riduce i passaggi fra fornitori differenti e permette di mantenere maggiore continuità nella documentazione.
Anche la tomografia ha un ruolo particolare nelle geometrie additive
L’additive manufacturing consente di creare canali interni, cavità e strutture reticolari impossibili da controllare utilizzando soltanto strumenti dimensionali convenzionali.
BEAMIT utilizza quindi tomografia computerizzata e raggi X per verificare componenti caratterizzati da geometrie interne complesse.
Un canale di raffreddamento interno potrebbe infatti essere perfetto esternamente ma presentare polvere residua, restringimenti o difetti che non possono essere individuati con un normale calibro o una macchina CMM.
La tomografia permette invece di analizzare tridimensionalmente l’interno senza sezionare il componente.
Nell’aerospace questa capacità è particolarmente importante perché molte delle geometrie che giustificano l’utilizzo dell’AM – canali conformali, strutture alleggerite e cavità integrate – sono proprio quelle che rendono più difficile l’ispezione.
Dal 2026 BEAMIT ASD è entrata nel gruppo Rainshow Industries
Il rinnovo dell’accreditamento arriva anche durante una fase societaria importante.
Nel 2026 la divisione Aeronautics, Space and Defense di BEAMIT S.p.A. è entrata nel gruppo Rainshow Industries, operazione che l’azienda presenta come base per la costruzione di un centro nazionale di eccellenza nell’additive manufacturing.
La nuova struttura mantiene continuità operativa nei siti di Fornovo di Taro e Rubbiano, mentre la sede principale indicata attualmente da BEAMIT si trova a Palermo. L’obiettivo dichiarato è creare una piattaforma industriale integrata su più stabilimenti italiani, combinando additive manufacturing avanzato, processi speciali certificati e capacità produttiva industriale.
L’operazione arriva dopo un periodo complesso per BEAMIT e dopo la precedente decisione di Sandvik, annunciata nel 2024, di uscire dalla propria partecipazione di minoranza e concentrare la strategia additive soprattutto sulle polveri metalliche.
Il rinnovo Nadcap assume quindi anche un valore di continuità: dimostra che, durante la riorganizzazione societaria, la capacità di mantenere processi qualificati per aerospace e difesa rimane una priorità.
La sede di Palermo si affianca agli stabilimenti produttivi emiliani e siciliani
La configurazione attuale indicata dal sito dell’azienda comprende la sede principale in Via Marchese Ugo a Palermo, uno stabilimento a Termini Imerese, e i siti produttivi emiliani di Fornovo di Taro e Rubbiano di Solignano.
Questa configurazione riflette la nuova fase successiva all’ingresso in Rainshow Industries e rappresenta un cambiamento rispetto alla struttura storica del gruppo, che per molti anni aveva avuto il proprio centro principale nell’area di Parma.
Per i programmi aerospace l’aspetto centrale non è però soltanto la collocazione geografica delle attività. Una produzione certificata deve garantire che persone, macchine, procedure e attrezzature contemplate nello scope rimangano coerenti con quanto verificato e approvato.
Quando un’organizzazione cambia struttura societaria o distribuzione degli stabilimenti, mantenere accreditamenti e qualifiche dei clienti richiede quindi una gestione attenta della continuità produttiva.
L’Additive Manufacturing sta diventando un vero processo seriale aerospace
La crescita dei sistemi di accreditamento specifici è anche un indicatore della maturazione dell’intero settore.
Durante le prime fasi dell’additive manufacturing aerospaziale gran parte dell’attività era concentrata su dimostratori, prototipi e singoli componenti sperimentali.
La produzione seriale richiede invece un’infrastruttura completamente differente.
Non basta dimostrare che una macchina possa costruire una parte funzionante. Occorre produrla centinaia o migliaia di volte mantenendo lo stesso livello di qualità, gestendo contemporaneamente variazioni della polvere, manutenzioni, sostituzioni di componenti della macchina, aggiornamenti software e personale differente.
La costituzione nel 2023 di un Nadcap Additive Manufacturing Task Group autonomo nasce precisamente da questa evoluzione. L’AM è diventato abbastanza importante da richiedere criteri dedicati sviluppati direttamente dagli specialisti del settore.
Le non conformità più comuni mostrano dove si trova oggi la vera difficoltà
L’elenco pubblicato da PRI è particolarmente istruttivo.
Le principali non conformità negli audit non riguardano necessariamente grandi difetti tecnologici. Riguardano:
gestione e contaminazione della polvere;
formazione degli operatori;
manutenzione delle attrezzature;
calibrazione delle macchine;
controllo delle variabili chiave nei documenti di processo.
Questo significa che, arrivata a un certo livello di maturità, la difficoltà non è più semplicemente far funzionare il laser.
Il vero problema industriale è farlo funzionare nello stesso modo ogni giorno, anche quando cambiano lotto di materiale, operatore, macchina o programma produttivo.
È la stessa trasformazione attraversata in passato da processi come saldatura, trattamento termico e lavorazioni speciali: l’innovazione tecnologica iniziale deve diventare un processo governabile, documentato e ripetibile.
Il rinnovo è quindi più importante della prima certificazione
Ottenere un accreditamento per la prima volta dimostra che un’azienda ha costruito un sistema in grado di superare l’audit.
Rinnovarlo dopo diversi anni dimostra qualcosa di differente: che quel sistema è stato mantenuto mentre macchine, persone, materiali, clienti e organizzazione continuavano a cambiare.
PRI chiarisce infatti che Nadcap non è un accreditamento una tantum. I fornitori vengono sottoposti periodicamente a nuovi audit e devono dimostrare la continuità della conformità e del miglioramento.
Nel caso di BEAMIT il primo accreditamento Additive Manufacturing risale al 2021 e il rinnovo del 2026 arriva dopo cinque anni nei quali il settore stesso ha modificato i propri criteri di controllo.
La società continua inoltre a mantenere AS/EN 9100 per aerospace e IATF 16949 per il settore automotive, dove vengono richiesti altri sistemi specifici relativi a sicurezza del prodotto, gestione del rischio, pianificazione delle emergenze e controllo delle modifiche.
Dal powder bed alla parte pronta per l’assemblaggio
Il valore industriale della strategia BEAMIT sta quindi nella possibilità di trattare l’additive manufacturing come una catena completa e non come un reparto separato.
Il processo inizia dalla polvere e dalla progettazione, attraversa LPBF o EBM, prosegue con rimozione dei supporti, trattamento termico e HIP, lavorazione CNC e finitura, per terminare con controlli dimensionali e non distruttivi.
È questa combinazione che permette di consegnare un componente metallico pronto per l’assemblaggio invece di un semplice grezzo stampato.
Per aerospace e difesa, l’accreditamento Nadcap ha precisamente la funzione di aumentare la fiducia nella parte più critica di questa catena: la capacità di eseguire il processo speciale secondo condizioni controllate e ripetibili.
Il rinnovo annunciato il 1° settembre 2026 non introduce quindi una nuova tecnologia di stampa all’interno di BEAMIT. Conferma qualcosa di probabilmente più importante per la produzione seriale: che l’azienda continua a mantenere un sistema produttivo in grado di essere verificato secondo uno dei principali schemi di accreditamento utilizzati dall’industria aerospaziale internazionale.
Mentre l’additive manufacturing metallico si sposta progressivamente dai programmi dimostrativi alla produzione di componenti destinati a volare, la qualificazione del processo sta diventando importante quanto la prestazione della stampante stessa. Il rinnovo Nadcap di BEAMIT è un esempio concreto di questa trasformazione.
