Apex Additive Technologies ha ottenuto la certificazione ISO 13485 per il proprio sistema di gestione della qualità dedicato alla produzione medicale, rafforzando il posizionamento dell’azienda gallese come contract manufacturer di componenti e impianti metallici realizzati attraverso Laser Powder Bed Fusion. La certificazione riguarda un aspetto fondamentale per la produzione additiva medicale: non è sufficiente dimostrare che una stampante possa realizzare un impianto con una geometria corretta. Occorre poter documentare e ripetere l’intero processo che porta dalla polvere metallica al componente finito, comprendendo materiale, macchina, parametri di costruzione, depowdering, trattamento termico, finitura, ispezioni e rilascio finale. Apex dichiara di aver costruito il proprio sistema proprio intorno a questa logica, mantenendo in un’unica sede di Ebbw Vale, in Galles, gran parte delle operazioni necessarie. Il CEO Youssef Gaber ha sintetizzato l’approccio attraverso il concetto di “one site, one register, one evidence trail”: una singola catena documentale nella quale ogni componente può essere ricondotto alla propria storia produttiva. Per la stampa 3D medicale la ISO 13485 non rappresenta semplicemente un ulteriore logo da aggiungere alle certificazioni aziendali. È uno degli strumenti attraverso i quali un produttore può dimostrare a OEM medicali, ospedali, sviluppatori di dispositivi e autorità regolatorie che la qualità non dipende dall’esperienza del singolo operatore, ma da processi controllati e documentati.
ISO 13485 è specifica per i dispositivi medici e non equivale a una normale ISO 9001
ISO 13485:2016 è lo standard internazionale dedicato ai sistemi di gestione della qualità per i dispositivi medici. Può essere applicato ai produttori di dispositivi, ma anche alle organizzazioni della supply chain che forniscono prodotti o servizi collegati alla loro realizzazione.
La differenza rispetto a ISO 9001 è importante. ISO 9001 è una norma generale applicabile a organizzazioni di qualsiasi settore. ISO 13485 introduce invece requisiti specificamente pensati per un ambiente regolamentato nel quale sicurezza, gestione del rischio, tracciabilità, validazione dei processi e controllo documentale devono essere mantenuti durante il ciclo di vita del dispositivo.
Questo è particolarmente rilevante nell’Additive Manufacturing perché il processo contiene un numero elevato di variabili.
Una parte apparentemente identica può essere prodotta utilizzando un lotto di polvere differente, una macchina differente, una diversa storia di riciclo del materiale o un trattamento termico modificato. Anche se la geometria CAD rimane invariata, il comportamento metallurgico del componente può cambiare.
Il sistema qualità deve quindi assicurare che tali variazioni siano controllate, registrate e, quando necessario, sottoposte a validazione.
La certificazione non significa che ogni impianto Apex sia automaticamente approvato come dispositivo medico
È importante distinguere la certificazione del sistema qualità dalla certificazione o autorizzazione del singolo prodotto.
ISO 13485 certifica il sistema attraverso il quale l’organizzazione gestisce le proprie attività medicali. Non conferisce automaticamente una marcatura CE a un impianto, non costituisce un’autorizzazione FDA e non certifica che qualsiasi geometria stampata possa essere utilizzata su un paziente.
Un dispositivo medico deve continuare a seguire il proprio percorso regolatorio in funzione della classificazione, del mercato di destinazione, dell’utilizzo previsto e del ruolo assunto dai diversi operatori economici.
Nel caso di un contract manufacturer come Apex, la certificazione diventa invece una credenziale particolarmente importante per lavorare all’interno della supply chain di aziende che devono dimostrare il controllo dei propri fornitori e dei processi esternalizzati.
Il valore è quindi molto concreto: un OEM che affida la produzione di un impianto a un fornitore esterno deve essere in grado di dimostrare che anche quella parte del processo viene gestita secondo requisiti adeguati.
Nel 2026 ISO 13485 è diventata ancora più importante anche negli Stati Uniti
La tempistica della certificazione Apex è interessante perché dal 2 febbraio 2026 la Food and Drug Administration statunitense ha introdotto definitivamente la Quality Management System Regulation, QMSR.
La nuova regolamentazione ha modificato il precedente quadro del 21 CFR Part 820 incorporando direttamente per riferimento ISO 13485:2016.
La FDA ha inoltre sostituito il precedente Quality System Inspection Technique con un nuovo processo ispettivo allineato alla QMSR.
Questo non significa, ancora una volta, che essere certificati ISO 13485 equivalga automaticamente a essere conformi a qualsiasi obbligo FDA o consenta di commercializzare immediatamente un dispositivo negli Stati Uniti. Esistono requisiti aggiuntivi previsti dalla normativa americana.
La convergenza rende però ISO 13485 ancora più importante come linguaggio comune tra produttori medicali internazionali.
Per un service britannico che punta a lavorare anche con clienti globali, possedere un sistema costruito attorno alla stessa norma ora incorporata nella regolamentazione qualità FDA riduce almeno una parte della distanza tra differenti mercati.
La certificazione Apex è stata costruita intorno al controllo interno dell’intera catena
Secondo Youssef Gaber, Apex ha scelto di non comportarsi semplicemente come intermediario che stampa il componente e invia le fasi successive a numerosi fornitori indipendenti.
L’azienda ha progressivamente installato nella struttura di Ebbw Vale capacità di LPBF, trattamento termico sotto vuoto, Wire EDM, finitura e metrologia.
Questo permette di mantenere una maggiore quantità di operazioni sotto lo stesso sistema qualità.
Dal punto di vista della tracciabilità il vantaggio è evidente. Ogni volta che una parte lascia un’azienda per entrare in un nuovo stabilimento devono essere trasferiti documenti, identificativi, istruzioni e responsabilità.
L’outsourcing non è necessariamente negativo e numerosi produttori medicali utilizzano supply chain estremamente efficaci basate su fornitori specializzati. Aumenta però il numero delle interfacce che devono essere controllate.
Apex punta invece sulla verticalizzazione come elemento distintivo.
La storia del componente comincia dalla polvere
Nel Powder Bed Fusion la materia prima è uno dei primi elementi che devono essere controllati.
Un impianto in titanio può partire da una polvere Ti-6Al-4V apparentemente conforme alla stessa denominazione utilizzata da un altro produttore, ma composizione, distribuzione granulometrica, morfologia delle particelle, contenuto di ossigeno e storia del materiale possono influire sul processo.
Apex utilizza per le proprie applicazioni craniomaxillofacciali Ti-6Al-4V Grade 23 ELI.
ELI significa Extra Low Interstitial e identifica una versione del Ti-6Al-4V caratterizzata da limiti più restrittivi per alcuni elementi interstiziali. Il materiale viene largamente utilizzato nelle applicazioni medicali proprio per la combinazione tra rapporto resistenza-peso, resistenza alla corrosione, biocompatibilità, duttilità e tenacità.
Apex dichiara di controllare in modo particolarmente stretto ossigeno e umidità durante la gestione della polvere.
Nel titanio questi aspetti hanno un peso elevato perché l’assorbimento di ossigeno può modificare le proprietà del materiale, aumentando la resistenza ma riducendo la duttilità.
La tracciabilità deve seguire il materiale anche quando la polvere viene riutilizzata
Uno dei problemi specifici della LPBF è che una parte della polvere distribuita nella camera non viene fusa e può essere recuperata per costruzioni successive.
Questo migliora l’efficienza del materiale ma rende la sua storia più complessa.
Un sistema qualità deve sapere da quale lotto iniziale proviene il materiale, quali operazioni ha attraversato, quante volte è stato esposto al processo, come è stato setacciato e se è stato miscelato con materiale vergine.
Nel medicale questa genealogia diventa particolarmente importante.
Se un’analisi successiva rileva una deviazione, il produttore deve essere in grado di ricostruire quali parti siano state interessate.
È ciò che Apex intende quando parla di tracciabilità “from powder to dispatch”: il legame tra materia prima e parte finale non viene interrotto dopo la stampa.
Apex utilizza la Laser Powder Bed Fusion come processo produttivo principale
Il cuore della capacità produttiva è la Laser Powder Bed Fusion, indicata nella terminologia ISO/ASTM anche come PBF-LB/M.
Uno strato sottile di polvere metallica viene distribuito sulla piattaforma e uno o più laser fondono selettivamente le zone corrispondenti alla sezione del componente. Il piano si abbassa, viene applicato un nuovo strato e il ciclo continua fino al completamento della costruzione.
La tecnologia permette di produrre geometrie particolarmente complesse e risulta adatta agli impianti patient-specific, nei quali ogni componente può avere una forma differente senza richiedere un nuovo stampo.
Apex ha costruito la propria capacità soprattutto attorno a sistemi Renishaw.
Il primo impianto installato nel 2022 è stato una Renishaw AM400 a laser singolo. La società ha successivamente aggiunto un RenAM 500Q Flex multi-laser, una AM250 e ha ordinato ulteriori RenAM 500Q per aumentare la capacità produttiva, in particolare su titanio e acciai.
La capacità multi-laser è importante quando l’obiettivo passa dalla prototipazione alla produzione, perché permette di aumentare la velocità di costruzione mantenendo un volume relativamente ampio.
Più laser significano però anche una qualificazione più complessa
L’utilizzo di quattro laser non significa semplicemente dividere il tempo di stampa per quattro.
Ogni sistema ottico deve essere calibrato e le regioni nelle quali lavorano laser differenti devono produrre materiale con caratteristiche comparabili.
Le cosiddette stitch regions, cioè le zone di collegamento tra campi di scansione, richiedono particolare attenzione.
Se un impianto medicale attraversa una regione nella quale due laser hanno lavorato con condizioni differenti, il componente non può presentare una variazione significativa semplicemente perché la geometria è stata costruita da due sorgenti diverse.
È uno dei motivi per cui l’esperienza nei parametri di processo costituisce una parte centrale dell’offerta Apex.
La produttività del multi-laser ha valore soltanto quando rimane compatibile con il livello di controllo richiesto dal medicale.
Gli impianti craniomaxillofacciali mostrano bene perché l’AM sia interessante in medicina
Apex produce già componenti craniomaxillofacciali personalizzati, CMF, compresi cranial plates, mandibular bars, orbital floors e surgical guides.
Queste applicazioni sono particolarmente adatte all’Additive Manufacturing perché l’anatomia di ogni paziente è differente.
Una placca cranica deve seguire la curvatura specifica del cranio; un impianto mandibolare deve corrispondere alla geometria ossea del paziente; una ricostruzione orbitale può richiedere forme sottili e tridimensionalmente complesse.
Realizzare stampi o attrezzature dedicate per ogni singola parte sarebbe poco pratico.
Con LPBF, invece, la personalizzazione avviene principalmente a livello del file digitale.
La macchina può produrre nella costruzione successiva un impianto completamente diverso senza modificare fisicamente l’attrezzatura.
È una delle applicazioni nelle quali il vantaggio economico della stampa 3D non deriva necessariamente dalla produzione di massa, ma dalla capacità di produrre economicamente una serie di pezzi unici.
Dal dato anatomico alla mesh, la qualità comincia prima della stampante
La personalizzazione crea però un’altra difficoltà: il processo produttivo non comincia realmente con il file pronto per la macchina.
Un impianto patient-specific deriva normalmente da immagini medicali, segmentazione anatomica, progettazione e approvazione della geometria.
Un errore avvenuto a monte può essere perfettamente riprodotto dalla stampante.
Per questo la qualità nel medical AM deve distinguere la precisione del processo produttivo dalla correttezza clinica del progetto.
Apex sottolinea la propria capacità di collaborare con chirurghi e clienti e di produrre secondo le geometrie richieste. Il produttore non deve sostituirsi alla decisione clinica, ma deve essere in grado di trasformare la geometria approvata in un componente che la riproduca in maniera prevedibile.
Questo richiede controllo delle revisioni digitali: deve essere possibile sapere quale versione del file sia stata effettivamente costruita.
La compensazione delle deformazioni diventa fondamentale per ottenere l’adattamento anatomico
LPBF produce forti gradienti termici. Piccole zone di polvere vengono rapidamente fuse e solidificano mentre le regioni circostanti rimangono a temperature differenti.
Questi cicli possono generare tensioni residue e deformazioni.
Su un componente industriale è possibile prevedere una successiva lavorazione meccanica. Su una sottile placca cranica patient-specific, però, la geometria complessiva rappresenta già la superficie funzionale.
Apex utilizza quindi strategie di distortion compensation, modificando preventivamente il file per compensare le deformazioni attese durante la produzione.
Il componente stampato può apparire leggermente “sbagliato” nel modello compensato proprio perché il processo lo porterà verso la geometria desiderata.
È uno degli esempi più chiari di quanto la produzione additiva medicale sia differente dal semplice invio di un STL a una stampante.
Apex dichiara lead time di 3-10 giorni per i propri impianti CMF
Nel proprio case study medicale l’azienda indica tempi di consegna compresi tra tre e dieci giorni per gli impianti craniomaxillofacciali.
È un dato commerciale dichiarato da Apex e dipenderà naturalmente da geometria, priorità, approvazioni e lavorazioni richieste.
Il tempo è però particolarmente significativo in medicina.
Un impianto personalizzato può essere necessario nell’ambito di una procedura già pianificata e ritardare la produzione significa potenzialmente ritardare l’intervento.
La verticalizzazione delle operazioni è stata sviluppata anche per comprimere questi tempi.
Stampare rapidamente un impianto e poi attendere molti giorni per trattamento termico, lavorazione, pulizia o controllo esterni ridurrebbe infatti buona parte del vantaggio della produzione additiva.
Il trattamento termico viene eseguito sotto vuoto nello stesso stabilimento
Dopo la costruzione, il materiale non viene automaticamente considerato pronto.
Il ciclo termico influenza microstruttura, tensioni residue e proprietà meccaniche del Ti-6Al-4V.
Apex utilizza internamente un forno sotto vuoto Specnow capace di arrivare fino a 1.200 °C e di operare con alto e basso vuoto e cicli in gas inerte.
Per gli impianti CMF l’azienda sottolinea il vantaggio del trattamento sotto vuoto nel limitare la formazione di alpha case.
L’alpha case è uno strato superficiale ricco di ossigeno che può formarsi sul titanio quando viene sottoposto a temperature elevate in condizioni non adeguatamente protette. È più duro e fragile rispetto al materiale sottostante e può peggiorare il comportamento a fatica.
Il controllo dell’atmosfera durante il trattamento termico assume quindi un’importanza particolare.
Apex dichiara inoltre di poter ottenere attraverso il proprio ciclo termico una combinazione tra resistenza e duttilità che può raggiungere fino a circa il 20% di allungamento. Si tratta di una prestazione dichiarata dall’azienda e legata alle proprie condizioni di processo, non di un valore da attribuire genericamente a qualsiasi Ti-6Al-4V stampato.
La CT in-house aggiunge un controllo volumetrico che una normale misura dimensionale non può offrire
Uno degli elementi sottolineati nell’annuncio ISO 13485 è la disponibilità interna di tomografia computerizzata.
La CT industriale permette di osservare l’interno di una parte utilizzando raggi X e ricostruendone tridimensionalmente il volume.
È particolarmente interessante nell’Additive Manufacturing perché alcuni difetti potenzialmente significativi non sono visibili dall’esterno.
Porosità, lack of fusion, inclusioni e altri difetti possono essere localizzati all’interno del materiale.
Una macchina di misura a coordinate può confermare che una superficie possieda la geometria prevista ma non può vedere automaticamente un poro al centro del componente.
Apex indica la CT anche come strumento per verificare qualità del materiale e validare il controllo della contaminazione.
Il valore è maggiore quando i dati di CT vengono collegati al resto della documentazione produttiva: lotto della polvere, macchina, costruzione e trattamento.
La CT non elimina la necessità di qualificare il processo
Anche qui è importante evitare un’interpretazione eccessivamente semplice.
Non è economicamente o tecnicamente sensato considerare la tomografia come un sostituto di un processo stabile.
Un produttore non dovrebbe affidarsi a una macchina CT per “trovare i pezzi cattivi” generati da un processo incontrollato.
La strategia industriale deve essere opposta: qualificare e monitorare il processo affinché produca normalmente parti conformi e utilizzare le ispezioni in funzione del rischio, della qualifica e dei requisiti specifici.
La CT è quindi uno strumento dell’evidenza di qualità, non il meccanismo attraverso il quale la qualità viene creata.
Questo principio è perfettamente coerente con ISO 13485: la qualità deve essere integrata nel sistema, non semplicemente verificata alla fine.
La contaminazione è particolarmente critica quando nella stessa fabbrica vengono utilizzate leghe differenti
Una struttura LPBF può utilizzare titanio, acciaio, alluminio, nichel e altri materiali.
Dal punto di vista produttivo questa flessibilità è un vantaggio. Dal punto di vista medicale introduce il problema della cross-contamination.
Piccole quantità di una polvere differente possono entrare nel circuito del materiale attraverso sistemi di aspirazione, setacci, utensili, contenitori o apparecchiature condivise.
Per una parte industriale alcune contaminazioni possono essere tollerabili entro specifiche ben definite. Per un dispositivo impiantabile il controllo deve essere molto più rigoroso.
Apex attribuisce quindi particolare importanza alla segregazione del materiale e alla capacità di verificare la pulizia e il controllo della contaminazione.
L’esistenza di una documentazione che dimostri queste attività è almeno altrettanto importante del loro svolgimento.
Ogni operazione deve lasciare una registrazione
Questa è probabilmente la conseguenza più concreta della ISO 13485 per una fabbrica additiva.
Quando la parte passa dalla polvere alla macchina, dalla macchina al depowdering, dal depowdering al trattamento termico e successivamente alla finitura, ogni fase produce informazioni.
Operatori, data e ora, macchina, equipment status, lotto del materiale, istruzioni utilizzate, eventuali deviazioni e controlli devono poter essere ricostruiti.
Apex parla di una job card completamente tracciabile associata a ogni impianto.
Se anni dopo emergesse un problema su un componente, il produttore dovrebbe poter risalire al processo che lo ha generato.
È il concetto di Device History Record tradotto nell’ambiente della manifattura additiva: l’oggetto fisico possiede una storia documentale che deve accompagnarne la produzione.
La gestione delle deviazioni è importante quanto la conformità
Nessun processo industriale è completamente privo di eventi imprevisti.
Una macchina può interrompere un job, un parametro può uscire temporaneamente da una finestra prevista, una verifica può produrre un risultato dubbio oppure una parte può essere danneggiata durante il post-processing.
La maturità di un sistema qualità non si misura soltanto dal numero dei casi perfetti, ma dalla capacità di gestire le eccezioni.
ISO 13485 richiede che prodotti e processi non conformi vengano identificati e controllati e che vengano sviluppate azioni correttive adeguate quando necessario.
Per una fabbrica AM significa evitare decisioni informali del tipo “sembra comunque buono”.
Ogni deviazione significativa deve essere valutata rispetto ai requisiti del componente e documentata.
L’audit concluso senza rilievi è un indicatore del lavoro preparatorio, non una certificazione del prodotto
Youssef Gaber ha dichiarato che l’audit di certificazione è stato completato con zero findings.
Il risultato indica che l’organismo di certificazione non ha registrato non conformità durante quell’audit sulla base del campo di certificazione e delle evidenze esaminate.
Non significa che nessun componente Apex potrà mai presentare una non conformità o che il sistema qualità non richiederà ulteriori audit e aggiornamenti.
Le certificazioni dei sistemi di gestione vengono infatti mantenute attraverso sorveglianza periodica.
È comunque un risultato significativo per una società relativamente giovane che ha costruito in pochi anni una capacità produttiva fortemente verticalizzata.
Apex è nata soltanto nel 2021
La storia aziendale aiuta a contestualizzare la certificazione.
Apex Additive Technologies è stata fondata nel 2021 come attività di consulenza a Bristol e disponeva inizialmente di un piccolo laboratorio metallografico dedicato allo sviluppo LPBF.
Nel febbraio 2022 l’azienda ha acquisito la struttura di Ebbw Vale e ha iniziato a costruirvi la capacità produttiva.
Ad aprile 2022 venne installata la prima Renishaw AM400 e nei mesi successivi seguirono altre apparecchiature, compreso il RenAM 500Q Flex multi-laser.
Nel novembre dello stesso anno Apex ordinò ulteriori sistemi 500Q.
Nel febbraio 2023 Cardiff Capital Region investì 2 milioni di sterline nell’azienda per sostenere la creazione di un centro di manifattura digitale avanzata nel Galles sudorientale.
In circa cinque anni Apex è quindi passata da una struttura di sviluppo LPBF alla possibilità di operare come contract manufacturer medicale certificato ISO 13485.
L’esperienza aerospace è stata trasferita al medicale
Apex utilizza spesso l’espressione “aerospace precision” per descrivere il proprio approccio medicale.
Non è soltanto marketing. Aerospace e medicale condividono alcune esigenze industriali: materiali ad alte prestazioni, componenti critici, qualificazione del processo, gestione delle modifiche, controlli e tracciabilità.
Naturalmente i requisiti regolatori sono differenti.
Un componente aeronautico non è un impianto medicale e una qualifica aerospace non sostituisce ISO 13485.
Ma competenze sviluppate nel controllo del processo LPBF possono essere trasferite tra settori.
È particolarmente significativo nel caso del titanio, utilizzato estensivamente sia in aerospazio sia in medicina.
La finitura superficiale viene gestita in funzione dell’utilizzo chirurgico
Nel proprio case study Apex distingue differenti finiture degli impianti CMF.
L’azienda riporta una finitura “smooth” con rugosità Ra intorno a 0,8 µm, una “satin” intorno a 0,35 µm e una finitura polished nell’ordine di 0,3 µm.
Apex indica la satin come soluzione generalmente consigliata, sostenendo che offre una superficie sufficientemente regolare pur mantenendo caratteristiche pratiche per la manipolazione chirurgica.
Questi valori sono quelli dichiarati dall’azienda per il proprio processo e non devono essere interpretati come requisiti universali per qualsiasi impianto medicale.
Il dato illustra però un’altra caratteristica della produzione additiva: il processo non termina quando la build viene estratta dalla macchina.
Finitura e pulizia possono essere funzionalmente importanti quanto la stampa.
La produzione “under one roof” può ridurre anche il lead time documentale
Apex dichiara che progettazione, produzione, trattamento termico, finitura e ispezione degli impianti CMF possono essere gestiti all’interno della stessa struttura.
Questo non riduce soltanto il tempo di trasporto tra fornitori.
Riduce anche il numero dei passaggi documentali che devono essere chiusi prima di poter rilasciare il componente.
In un dispositivo patient-specific il tempo amministrativo può essere rilevante quanto il tempo macchina.
Un impianto può richiedere poche ore per essere costruito ma rimanere fermo in attesa di certificati, controlli o autorizzazioni.
Integrare fisicamente e digitalmente le operazioni può quindi ridurre il tempo complessivo senza necessariamente aumentare la velocità dei laser.
ISO 13485 può rendere Apex più interessante anche come fornitore di OEM e non soltanto di impianti CMF
Il valore commerciale della certificazione va oltre i prodotti che l’azienda mostra oggi sul proprio sito.
Numerosi produttori di dispositivi medici utilizzano contract manufacturer per produrre componenti metallici.
Un’azienda potrebbe progettare internamente il proprio impianto ma non avere alcuna intenzione di costruire una fabbrica LPBF.
In questo caso può qualificare un fornitore esterno capace di produrre secondo le proprie specifiche.
ISO 13485 rende Apex più facilmente inseribile in questo tipo di supply chain, anche se ogni progetto richiederà comunque qualifiche e accordi specifici.
La possibilità di combinare process development e produzione rappresenta un ulteriore elemento importante: il cliente può sviluppare il processo e successivamente mantenerlo nella stessa organizzazione quando passa alla produzione.
La qualificazione del processo è particolarmente importante per componenti patient-specific
Una delle apparenti contraddizioni della produzione personalizzata è che ogni parte può essere diversa, mentre il processo deve rimanere controllato.
Non è possibile eseguire test distruttivi sul singolo impianto craniale che dovrà essere consegnato al paziente.
La qualità deve quindi essere assicurata attraverso la qualificazione della macchina, del materiale, dei parametri e del workflow.
Possono essere prodotti coupon di controllo oppure utilizzati sistemi di monitoraggio e ispezione, ma il componente finale non può essere sacrificato per verificare le sue proprietà.
Questo rende la validation by process particolarmente importante.
Più è personalizzato il prodotto, più deve essere standardizzata la modalità con la quale viene prodotto.
ISO 13485 rafforza inoltre il controllo dei fornitori
Neppure una fabbrica molto verticalizzata produce internamente tutto.
Polveri, gas, consumabili, componenti delle macchine, servizi di calibrazione e altre risorse provengono da fornitori esterni.
Un sistema qualità medicale deve quindi stabilire criteri per valutare e controllare anche tali fornitori in funzione del rischio.
Una deviazione nella qualità della polvere può propagarsi attraverso l’intera produzione.
Allo stesso modo, un’apparecchiatura di misura non correttamente calibrata può produrre certificati apparentemente perfetti ma basati su risultati errati.
Il QMS deve quindi coprire non soltanto quello che avviene nella camera LPBF ma l’intero sistema industriale che sostiene il processo.
La certificazione assume valore proprio mentre la stampa 3D medicale sta diventando produzione normale
Nei primi anni della stampa 3D metallica un impianto personalizzato poteva essere presentato principalmente come dimostrazione della capacità tecnologica.
Quella fase è ormai superata.
Il mercato richiede che un impianto prodotto in additive manufacturing venga gestito con gli stessi criteri di qualità, documentazione e responsabilità applicati agli altri dispositivi medicali.
È un passaggio importante per il settore.
L’Additive Manufacturing non può chiedere eccezioni semplicemente perché utilizza un processo innovativo.
Al contrario, la maggiore complessità del processo rende spesso necessario un livello di controllo superiore.
Certificazioni come ISO 13485 sono quindi un indicatore della maturazione industriale della tecnologia.
L’obiettivo non è stampare un buon impianto una volta, ma dimostrare perché ogni impianto è buono
È probabilmente questa la differenza più importante introdotta dalla certificazione Apex.
In laboratorio è possibile produrre un componente eccellente utilizzando personale altamente specializzato che conosce ogni dettaglio della macchina.
In produzione medicale non può dipendere tutto dalla memoria di poche persone.
Le conoscenze devono trasformarsi in procedure, parametri, registrazioni, verifiche e criteri di accettazione.
Se un operatore cambia, il componente deve rimanere equivalente. Se un nuovo lotto di polvere entra in fabbrica, il sistema deve sapere come gestirlo. Se la macchina viene sottoposta a manutenzione, bisogna capire quali verifiche siano necessarie prima di tornare alla produzione.
Questo è il passaggio dalla competenza artigianale alla capacità industriale.
Per Apex la ISO 13485 completa quindi un’infrastruttura costruita intorno al controllo del processo
Apex aveva già macchine LPBF multi-laser, trattamento termico, Wire EDM, metrologia, CT e competenze nella lavorazione del titanio. La certificazione aggiunge la struttura documentale e organizzativa necessaria a utilizzare queste capacità in maniera sistematica nella supply chain medicale.
Il risultato è particolarmente interessante perché mostra come stia cambiando il concetto stesso di service di stampa 3D.
Un contract manufacturer medicale non può essere semplicemente un’azienda con buone stampanti.
Deve controllare il materiale prima della macchina, ciò che accade durante la costruzione e tutto quello che viene fatto al componente dopo l’ultima esposizione laser.
Deve soprattutto essere in grado di dimostrarlo.
Apex sintetizza questa filosofia con la tracciabilità dalla polvere alla spedizione. È probabilmente anche il modo più corretto per interpretare la ISO 13485 appena ottenuta.
Il risultato più importante non è che Apex possa ora affermare di possedere una certificazione medicale. È che ogni impianto prodotto all’interno del campo certificato deve essere accompagnato da una catena di evidenze che permetta di rispondere a domande molto precise: da quale materiale deriva, su quale macchina è stato prodotto, quale processo è stato utilizzato, quali trattamenti ha subito, come è stato controllato e chi ne ha autorizzato il rilascio.
Nell’Additive Manufacturing medicale, dove ogni parte può essere geometricamente unica, questa capacità di rendere ripetibile e documentabile il processo è una delle condizioni essenziali per trasformare la personalizzazione da vantaggio tecnologico a vera produzione industriale.

Certificazione Apex Additive Technologies
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Azienda | Apex Additive Technologies Ltd |
| Sede | Ebbw Vale, Galles, Regno Unito |
| Certificazione | ISO 13485 |
| Edizione di riferimento | ISO 13485:2016 |
| Settore | Dispositivi medici / contract manufacturing |
| Annuncio | 1° settembre 2026 |
| CEO | Youssef Gaber |
| Tecnologia principale | Laser Beam Powder Bed Fusion |
| Sigla ISO/ASTM | PBF-LB/M |
| Materiale medicale principale pubblicizzato | Ti-6Al-4V Grade 23 ELI |
| Tracciabilità | Dalla polvere alla spedizione |
| CT interna | Sì |
| Trattamento termico interno | Sì |
| Finitura interna | Sì |
| Wire EDM interna | Sì |
| Audit | Zero findings dichiarati dal CEO |
| Certificazione del singolo impianto | No, ISO 13485 certifica il QMS |
| Marcatura CE automatica | No |
| FDA approval automatica | No |
Che cosa cambia con ISO 13485
| Area | Aspetto richiesto/rafforzato |
|---|---|
| Documentazione | Procedure e registrazioni controllate |
| Tracciabilità | Materiale, processo e prodotto |
| Risk management | Approccio basato sul rischio |
| Process validation | Necessaria quando l’output non può essere completamente verificato successivamente |
| Fornitori | Qualifica e monitoraggio |
| Attrezzature | Controllo e manutenzione |
| Metrologia | Calibrazione e verifica |
| Non conformità | Identificazione e gestione formale |
| CAPA | Azioni correttive e preventive secondo il sistema |
| Change control | Modifiche documentate e valutate |
| Formazione | Competenza del personale |
| Record | Conservazione dell’evidenza produttiva |
| Audit | Verifica periodica del sistema |
Workflow medicale LPBF di Apex
| Fase | Controllo principale |
|---|---|
| Ricevimento polvere | Identificazione lotto e documentazione |
| Powder handling | Contaminazione, ossigeno, umidità |
| Preparazione build | File, revisione e configurazione |
| LPBF | Macchina e parametri controllati |
| Multi-laser | Calibrazione e coerenza dei campi |
| Depowdering | Rimozione e gestione polvere residua |
| Heat treatment | Ciclo termico documentato |
| Wire EDM | Separazione dalla piattaforma |
| Finitura | Specifiche superficiali |
| CT | Ispezione volumetrica |
| Metrologia | Verifica geometrica |
| Rilascio | Job card / evidence trail |
| Spedizione | Tracciabilità finale |
Apex – capacità LPBF conosciuta
| Sistema | Configurazione / ruolo |
|---|---|
| Renishaw AM400 | Single laser |
| RenAM 500Q Flex | Multi-laser |
| Renishaw AM250 | Single laser |
| Ulteriori RenAM 500Q | Ordinati per aumentare capacità |
| Focus 500Q | Titanio e materiali ad alta produttività |
| Vantaggio multi-laser | Aumento produttività |
| Criticità multi-laser | Stitching, calibrazione, uniformità |
Ti-6Al-4V Grade 23 ELI per applicazioni medicali
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Lega | Ti-6Al-4V |
| Grado | Grade 23 ELI |
| ELI | Extra Low Interstitial |
| Densità | Circa 4,4 g/cm³ |
| Rapporto resistenza/peso | Elevato |
| Resistenza alla corrosione | Elevata |
| Biocompatibilità | Adatta a numerose applicazioni implantari |
| Impieghi | Ortopedia, dentale, CMF |
| Sensibilità | Ossigeno e contaminazione devono essere controllati |
| LPBF | Ampiamente utilizzato |
| Trattamento termico | Influenza microstruttura e proprietà |
| Alpha case | Da evitare/limitare durante trattamenti ad alta temperatura |
Impianti CMF prodotti da Apex
| Applicazione | Esempio |
|---|---|
| Cranio | Cranial plates |
| Mandibola | Mandibular bars |
| Orbita | Orbital floor implants |
| Ricostruzione facciale | Componenti patient-specific |
| Chirurgia | Surgical guides |
| Produzione | LPBF titanio |
| Personalizzazione | Geometria specifica del paziente |
| Lead time dichiarato | 3–10 giorni |
| Produzione | Ebbw Vale, UK |
| Tracciabilità | Job card completa |
Finiture superficiali dichiarate da Apex per CMF
| Finitura | Ra dichiarata |
|---|---|
| Smooth | Circa 0,8 µm |
| Satin | Circa 0,35 µm |
| Polished | Circa 0,3 µm |
I valori sono quelli pubblicati da Apex per il proprio workflow CMF e non costituiscono requisiti universali per tutti gli impianti medicali.
Infrastruttura di post-processing e controllo
| Sistema / processo | Funzione |
|---|---|
| Forno sotto vuoto Specnow | Heat treatment |
| Temperatura massima forno | 1.200 °C |
| Alto/basso vuoto | Sì |
| Gas inerte | Cicli disponibili |
| Wire EDM | Rimozione componente dalla piastra |
| CT industriale | Controllo interno del volume |
| Hexagon Absolute Scanner AS1 | Scansione/metrologia |
| Absolute Arm 7-Axis | Misura e reverse engineering |
| Accuratezza sistema scanning dichiarata | Fino a circa 30 µm |
| Controllo geometria | Confronto con CAD |
ISO 13485 e FDA nel 2026
| Voce | Situazione |
|---|---|
| Norma | ISO 13485:2016 |
| FDA precedente | Quality System Regulation – 21 CFR Part 820 |
| Nuovo quadro FDA | Quality Management System Regulation – QMSR |
| Entrata in vigore QMSR | 2 febbraio 2026 |
| ISO 13485 incorporata nella QMSR | Sì |
| Vecchio metodo ispettivo QSIT | Terminato |
| Nuovo inspection process FDA | Dal 2 febbraio 2026 |
| Certificato ISO = FDA approval | No |
| Importanza per supply chain USA | Aumentata |