PRINTED Hub 2026 porta a Rüdesheim stampa 3D pratica, intelligenza artificiale e riciclo
La seconda edizione tedesca cresce da una a due giornate e riunisce maker, content creator, aziende e formazione tecnica. Il programma separa workshop operativi, AI applicata, hardware, economia circolare e presentazioni sul palco, puntando meno sulla logica della fiera tradizionale e più sul trasferimento diretto di esperienza
Il 25 e 26 settembre 2026, l’area dell’Asbachgasse di Rüdesheim am Rhein, vicino a Francoforte, tornerà a ospitare PRINTED Hub, l’evento organizzato da PRINTED Events per mettere in contatto la comunità europea della stampa 3D con content creator, progettisti, produttori di hardware, aziende dei materiali e organizzazioni impegnate nella formazione. Rispetto alla manifestazione del 2025, organizzata in una sola giornata il 30 agosto, l’edizione 2026 viene portata a due giorni e articolata in maniera più netta: il venerdì è costruito prevalentemente come giornata di workshop e formazione pratica, mentre il sabato concentra maggiormente talk, panel, community e confronto fra relatori. L’organizzazione dichiara una capacità superiore a 400 persone, più di 15 speaker e una previsione di affluenza nell’ordine delle 300 persone o più. Questi numeri vanno però interpretati correttamente: non rappresentano ancora visitatori effettivamente presenti, perché al 9 settembre l’evento deve ancora svolgersi.
Il format è interessante proprio perché PRINTED Hub non cerca di imitare Formnext o una grande fiera industriale. Non troviamo decine di migliaia di visitatori, centinaia di espositori e padiglioni nei quali ogni produttore presenta la propria macchina. L’obiettivo dichiarato da PRINTED Events è creare un ambiente più piccolo nel quale chi utilizza realmente una stampante possa discutere direttamente di problemi quotidiani: materiali che non aderiscono come previsto, parametri dello slicer, componenti che si rompono, hardware da modificare, modelli da riprogettare e filamenti da recuperare invece di gettare.
Questa impostazione era già emersa nell’edizione 2025. SKZ – Das Kunststoff-Zentrum, presente a Rüdesheim, aveva descritto l’evento come un incontro fra maker, professionisti e principianti, distribuito fra tre spazi dell’ex complesso Asbach e caratterizzato dalla presenza di una sezione “Show Your Stuff”, workshop e interventi tecnici. Anche DIAMANT Polymer aveva utilizzato la manifestazione per mostrare dal vivo la sigillatura di componenti stampati, raccogliendo feedback direttamente dagli utilizzatori. Il passaggio a due giornate nel 2026 sembra quindi più una crescita del modello esistente che una trasformazione in una normale esposizione commerciale.
PRINTED Hub 2026 in sintesi
| Elemento | Dato annunciato |
|---|---|
| Evento | PRINTED Hub 2026 |
| Date | 25–26 settembre 2026 |
| Luogo | Asbachgasse, Rüdesheim am Rhein |
| Organizzatore | PRINTED Events |
| Fondatori PRINTED Events | Janos Kehl, Carl Rehberg |
| Capacità indicata | 400+ |
| Partecipanti previsti | 300+ secondo materiali promozionali |
| Speaker | 15+ |
| Durata | 2 giorni |
| Format | Workshop, talk, panel, showcase, demo |
| Focus principali | FFF/FDM, design, AI, materiali, hardware, riciclo |
| Community Showcase | Sì |
| Recycling Corner | Sì |
| Hardware Space | Sì |
| Registrazione dei talk | Prevista |
| Q&A con i relatori | Prevista |
Da un giorno nel 2025 a due giorni nel 2026
La crescita temporale è probabilmente la modifica più concreta dell’edizione. Il 2025 aveva funzionato essenzialmente come giornata-community; nel 2026 il programma viene separato in modo da lasciare più tempo all’apprendimento pratico.
Il venerdì 25 settembre assume il ruolo di una vera giornata formativa. In parallelo vengono utilizzate diverse aree:
- Main Stage;
- CAD/Hardware Corner;
- Recycling Corner;
- Future Lab.
L’organizzatore spiega che i partecipanti possono costruire il proprio percorso scegliendo i workshop ai quali partecipare. Questo permette di evitare uno dei limiti delle normali conferenze, nelle quali tutti ascoltano lo stesso programma anche se hanno livelli di esperienza e interessi differenti.
Un principiante può passare attraverso hardware, workflow e basi dell’AI.
Un utente esperto può concentrarsi su:
- automazioni;
- progettazione assistita dall’AI;
- riciclo;
- materiali;
- process optimization.
Il sabato 26 settembre diventa invece maggiormente orientato a presentazioni, panel e confronto della community.
L’AI non è confinata a un singolo intervento
L’articolo di 3Druck sottolinea correttamente l’intelligenza artificiale come uno dei temi dell’evento, ma il programma ufficiale permette di capire meglio quanto spazio le viene riservato.
Nel Future Lab del venerdì risultano programmati tre workshop guidati da Adrian Luben, fondatore e CEO di Marsgizmo:
| Workshop | Focus |
|---|---|
| AI 101 for Makers — A Friendly Introduction | Fondamenti dell’uso dell’AI |
| Agentic AI Workflows — Getting AI to Do the Work for You | Automazione e agenti |
| Designing for 3D Printing with AI | Utilizzo dell’AI nella progettazione |
Le pagine dei relatori fanno inoltre riferimento a un panel intitolato “Hype oder Hebel? KI im 3D-Druck”, cioè, in sostanza, “hype o leva concreta? AI nella stampa 3D”. Fra i partecipanti indicati compare anche Stefan Hermann di CNC Kitchen.
È una scelta interessante perché consente almeno teoricamente di evitare due estremi che oggi dominano la discussione sull’intelligenza artificiale nella produzione additiva.
Da una parte:
“l’AI progetterà automaticamente qualsiasi cosa e renderà inutile il CAD”.
Dall’altra:
“l’AI non serve a nulla nella stampa 3D”.
La situazione reale è molto più articolata.
Dove l’intelligenza artificiale può già essere utile nel workflow di un maker
| Attività | Utilità potenziale AI | Limite principale |
|---|---|---|
| Generazione idee | Alta | Non verifica la fattibilità |
| Script Python/macros | Alta | Codice da controllare |
| Modifica workflow | Alta | Dipende dall’integrazione software |
| Troubleshooting | Utile | Diagnosi può essere errata |
| Ricerca parametri | Utile come punto iniziale | Non sostituisce test fisici |
| Text-to-3D | Rapido per forme artistiche | Mesh ≠ CAD |
| Image-to-3D | Utile per concept | Accuratezza dimensionale limitata |
| CAD parametrico | In crescita | Serve verifica progettuale |
| Slicing | Può assistere | Geometria/materiale restano determinanti |
| Automazioni agentiche | Interessanti | Errori possono propagarsi |
| Validazione meccanica | Limitata | Richiede simulazione/test |
| Produzione certificata | Non autonoma | Serve processo qualificato |
Un modello AI non deve essere confuso con un modello ingegneristico
La distinzione è particolarmente importante nel 3D printing.
Un sistema text-to-3D può produrre in pochi secondi una mesh visivamente convincente. Ma una mesh può contenere:
- superfici autointersecanti;
- pareti troppo sottili;
- elementi sospesi;
- dettagli più piccoli dell’ugello;
- raccordi strutturalmente deboli;
- tolleranze inesistenti.
La definizione “print-ready” dovrebbe quindi essere utilizzata con prudenza.
Una geometria può essere:
- chiusa;
- manifold;
- caricabile nello slicer;
senza essere per questo:
4. dimensionalmente corretta;
5. strutturalmente valida;
6. producibile in modo affidabile;
7. adatta all’uso finale.
Lo stesso vale per l’AI generativa applicata al CAD. Una parte decorativa e un supporto meccanico che deve sostenere 50 kg non richiedono lo stesso livello di verifica.
L’aspetto più interessante potrebbe essere invece l’AI usata per gli script
Per molti maker e piccoli laboratori, il vero guadagno non deriva necessariamente da text-to-3D.
Può derivare dall’automazione di operazioni ripetitive:
- rinominare file;
- generare varianti;
- manipolare STL/3MF;
- elaborare G-code;
- creare script CAD;
- automatizzare la gestione di una print farm;
- analizzare log;
- preparare report.
Il workshop sugli Agentic AI Workflows sembra orientato proprio verso questo livello.
Un agente può teoricamente ricevere un obiettivo, utilizzare strumenti differenti e completare una sequenza di operazioni.
Ma questo introduce anche un nuovo tipo di rischio.
Un errore in un prompt può produrre un modello sbagliato.
Un errore in un agente può modificare centinaia di file prima che l’utente se ne accorga.
Nel manufacturing, quindi, più aumenta l’autonomia software, più diventano importanti:
- validation;
- versioning;
- log;
- approval;
- rollback.
CNC Kitchen porta invece una prospettiva quasi opposta: misurare prima di credere
La presenza di Stefan Hermann, fondatore di CNC Kitchen, è particolarmente coerente con il tema.
Il lavoro di CNC Kitchen è noto nella community perché utilizza:
- prove di trazione;
- test meccanici;
- confronti materiali;
- analisi delle impostazioni;
- misurazioni quantitative.
Il suo intervento annunciato per PRINTED Hub riguarda anche il motivo per cui continua a tornare spesso al PLA, confrontandolo con altri materiali e applicazioni.
È un tema meno spettacolare di una nuova stampante, ma estremamente utile.
Il desktop 3D printing è infatti pieno di generalizzazioni come:
- PETG è sempre più resistente del PLA;
- nylon è sempre migliore;
- carbon fiber significa automaticamente componente strutturale;
- più infill significa sempre più resistenza.
Queste affermazioni diventano problematiche perché “resistenza” può indicare proprietà completamente differenti:
- tensile strength;
- toughness;
- stiffness;
- temperature resistance;
- fatigue;
- impact.
Un PLA può avere rigidezza e tensile strength molto interessanti ma perdere rapidamente prestazioni vicino alla propria temperatura di transizione vetrosa.
Un TPU può deformarsi moltissimo senza rompersi ma essere inadatto a una struttura rigida.
Un PA-CF può essere molto rigido ma richiede gestione accurata dell’umidità e introduce abrasività.
L’approccio sperimentale diventa quindi essenziale.
PRINTED Hub mette sullo stesso piano creator e formazione professionale
Un altro elemento peculiare è la presenza contemporanea di figure provenienti dalla creator economy e organizzazioni come SKZ – Das Kunststoff-Zentrum.
Fra gli speaker pubblicati compaiono, oltre a Hermann e Luben:
- Irena Heuzeroth, specialista di formazione AM di SKZ;
- Roman Rackwitz, behavioural design;
- Rudolf Leue, cofondatore e CEO di Recycling Fabrik;
- Rüdiger Neuweg, Snapmaker Ambassador;
- Johannes Straka / Gazzaladra, creator e 3D designer;
- Prashanthan Ganeswaran, creator di animazioni 3D;
- BigBangBash / Denis Hepbasli, content creator e imprenditore.
Questa combinazione evidenzia come il mercato desktop/prosumer sia diventato un ecosistema nel quale il trasferimento di conoscenza non passa più soltanto attraverso:
- università;
- OEM;
- manuali.
Passa anche attraverso:
- YouTube;
- Discord;
- community;
- designer indipendenti;
- creator.
Questo può accelerare enormemente la diffusione delle competenze.
Ma aumenta anche il rischio che risultati ottenuti su una macchina o un campione vengano trasformati in regole universali.
La presenza contemporanea di formazione strutturata e content creator può quindi essere uno dei punti di forza del format.
SKZ porta il tema della qualificazione professionale
SKZ non è soltanto uno sponsor con uno stand.
L’organizzazione tedesca lavora da anni sulla formazione nell’additive manufacturing e, insieme a IHK Würzburg-Schweinfurt, ha sviluppato il percorso Geprüfter Industrietechniker Fachrichtung Additive Fertigung.
Il programma copre una catena molto più ampia del semplice utilizzo della stampante:
- materiali;
- progettazione;
- processi AM;
- metrologia;
- qualità;
- sicurezza;
- organizzazione produttiva;
- gestione.
Nel 2025 Irena Heuzeroth era già presente alla PRINTED Hub; nel 2026 torna fra gli speaker.
Questo permette di affrontare una delle contraddizioni del mercato desktop.
Le macchine diventano sempre più facili da utilizzare:
- auto-leveling;
- flow calibration;
- input shaping;
- automatic filament handling;
- camera detection.
Ma contemporaneamente cresce la complessità delle applicazioni.
Premere “Print” diventa più facile.
Capire perché una parte funziona non diventa necessariamente più facile.
La formazione deve quindi spostarsi dalla macchina al processo
Un utente può ottenere un Benchy perfetto senza sapere:
- come cambia la cristallinità;
- perché un componente si delamina;
- come influenza l’umidità un nylon;
- quali proprietà modifica l’orientamento;
- cosa significa anisotropia.
Per l’hobby questo può essere accettabile.
Per una PMI che produce:
- dime;
- attrezzature;
- ricambi;
- componenti funzionali;
diventa molto meno accettabile.
PRINTED Hub sembra collocarsi proprio nel punto di contatto fra questi due mondi.
La Recycling Corner rende il riciclo un’attività fisica, non soltanto un panel sulla sostenibilità
Uno dei contenuti più concreti dell’edizione 2026 è la Recycling Corner.
Il programma prevede due format principali, ripetuti in più slot durante il venerdì.
Fabian Bos, fondatore di RecycleBar, mostrerà dal vivo la trasformazione di rifiuti plastici in nuovi oggetti.
L’attività comprende:
- selezione dei rifiuti;
- triturazione;
- produzione di granulo;
- trasformazione in nuovi prodotti.
Gli organizzatori invitano anche i partecipanti a portare plastiche pulite, in particolare:
- HDPE – codice 2;
- PP – codice 5.
Durante la dimostrazione il materiale verrà trasformato in oggetti come:
- moschettoni;
- mollette;
- apribottiglie;
- piccoli accessori.
È importante notare che questo workflow non coincide esattamente con quello del riciclo del filamento FFF.
RecycleBar lavora anche con normali plastiche post-consumo.
Recycling Fabrik affronta invece direttamente gli scarti della stampa 3D
Rudolf Leue, cofondatore e CEO di Recycling Fabrik GmbH, guiderà il workshop dedicato ai flussi circolari di materiale nel 3D printing.
L’azienda dispone di un sistema di raccolta attraverso il quale gli utenti possono inviare:
- supporti;
- failed prints;
- residui di filamento.
Al settembre 2026 il programma accetta principalmente PLA e PETG, che devono essere:
- separati per polimero;
- puliti;
- privi di metalli;
- privi di inserti.
L’azienda non richiede invece la separazione per colore.
Questo dettaglio mostra perché il riciclo dei failed prints sia più difficile di quanto sembri.
Il problema principale non è macinare la plastica, ma sapere quale plastica si sta macinando
Se un lotto contiene:
- 95% PLA;
- 5% PETG;
le proprietà del materiale riciclato possono diventare imprevedibili.
Lo stesso problema aumenta con:
- TPU;
- ABS;
- ASA;
- PC;
- PA;
- PLA-CF;
- PETG-CF;
- flame retardant;
- additivi.
Per questo Recycling Fabrik al momento mantiene una selezione relativamente conservativa.
Dal failed print al nuovo filamento
| Fase | Problema principale |
|---|---|
| Raccolta | Identificazione materiale |
| Separazione | Evitare mix PLA/PETG |
| Pulizia | Adesivi, metalli, sporco |
| Triturazione | Granulometria uniforme |
| Essiccazione | Umidità |
| Compounding | Stabilizzare proprietà |
| Estrusione filamento | Diametro costante |
| Cooling | Ovalità |
| Avvolgimento | Tensione spool |
| QC | Diametro, flow, comportamento |
La presenza del riciclo alla manifestazione è quindi tecnicamente rilevante perché mostra tutta la catena e non soltanto il trituratore.
“Riciclato” non significa automaticamente prestazioni identiche al materiale vergine
Ogni ciclo termico può modificare il polimero.
Nel PLA, per esempio, temperatura, umidità e permanenza nel fuso possono provocare degradazione delle catene.
Per ottenere un filamento utilizzabile possono diventare necessari:
- blending;
- additivi;
- controllo dell’umidità;
- filtrazione;
- correzione della formulazione.
Il vero parametro industriale non è quindi soltanto:
quanta plastica recuperiamo?
È:
quanta plastica recuperata riusciamo a riportare a una qualità sufficientemente costante per essere ristampata?
È una distinzione importante anche nel valutare le dichiarazioni ambientali.
Riciclare localmente non rende automaticamente sostenibile ogni stampa
Una LCA completa dovrebbe considerare:
- energia di triturazione;
- trasporto;
- essiccazione;
- estrusione;
- additivi;
- scarto;
- vita utile del nuovo prodotto.
Il riciclo evita comunque di utilizzare interamente nuovo feedstock e riduce il flusso di rifiuti, ma il beneficio deve essere valutato sul sistema completo.
PRINTED Hub sceglie intelligentemente di presentare il tema soprattutto attraverso dimostrazioni pratiche, evitando di ridurlo a una semplice affermazione “green”.
La Recycling Corner è strutturata come uno spazio permanente dell’evento
La planimetria 2026 assegna al riciclo una zona specifica comprendente:
- RecycleBar;
- booth Recycling Fabrik;
- workshop space.
Non si tratta quindi di una singola conferenza di 30 minuti.
Questo è significativo perché lo scarto è diventato uno dei problemi più visibili del desktop FFF.
La crescita di:
- multicolore;
- purge tower;
- AMS;
- tool changer;
- supporti;
ha riportato il waste al centro del dibattito.
Il multicolore può aumentare enormemente lo scarto
Una macchina single-nozzle che cambia frequentemente filamento deve eliminare il materiale precedente dalla melt zone.
Il risultato può essere:
- purge;
- poop;
- prime tower.
Su alcune geometrie il materiale eliminato può diventare comparabile o persino superiore alla massa dell’oggetto.
Questo rende particolarmente interessante la presenza di hardware più recente basato su toolchange.
Snapmaker è uno dei main sponsor e porta il tema del toolchanger
Il sito ufficiale assegna a Snapmaker un vero Hardware Space.
La società presenterà macchine e demo, mentre Rüdiger Neuweg terrà il workshop 3D Printing Hardware 101.
Il prodotto più rilevante del portafoglio 2026 è Snapmaker U1, una CoreXY basata su quattro toolhead indipendenti.
Il sistema SnapSwap cambia fisicamente la testa invece di caricare tutti i filamenti nello stesso hotend.
Il produttore dichiara:
- quattro toolhead;
- cambio intorno a cinque secondi;
- forte riduzione del purge.
Sono dati di Snapmaker e non dimostrano che ogni stampa utilizzi l’85% di materiale in meno, ma illustrano una tendenza importante: ridurre lo scarto attraverso l’architettura della macchina anziché tentare di riciclarlo dopo.
È una distinzione che si collega direttamente alla Recycling Corner.
La migliore strategia ambientale segue spesso la gerarchia:
- evitare lo scarto;
- ridurlo;
- riutilizzarlo;
- riciclarlo.
Non semplicemente:
produrre qualsiasi quantità di rifiuto e riciclarla dopo.
Hardware e recycling diventano quindi due parti dello stesso problema
| Strategia | Esempio |
|---|---|
| Ridurre supporti | Migliore DfAM |
| Ridurre purge | Toolchanger |
| Diminuire failed prints | Profilo/process control |
| Recuperare residui | Recycling Fabrik |
| Riciclare altre plastiche | RecycleBar |
| Aumentare durata parte | Migliori materiali/design |
Questo è probabilmente uno dei collegamenti più interessanti che emerge dal programma 2026.
Thangs aggiunge il lato digitale e commerciale del modello 3D
Fra i quattro main sponsor compare anche Thangs, piattaforma dedicata a designer e maker.
Nel 2026 Thangs non è più soltanto un motore per trovare STL: offre:
- vendita di modelli digitali;
- subscription;
- marketplace;
- vendita di oggetti stampati.
Dal dicembre 2024 la società appartiene a Shapeways, creando un collegamento fra creator economy e produzione print-on-demand.
La presenza di Thangs è coerente con il forte peso che PRINTED Hub assegna ai creator.
La filiera desktop sta infatti diventando:
idea → modello digitale → community → download → stampa → contenuto social → vendita.
Il designer può monetizzare direttamente senza diventare necessariamente proprietario di un impianto industriale.
Questo introduce però anche il tema della proprietà intellettuale
Più il file diventa il prodotto, più contano:
- licenze;
- remix;
- autorizzazione commerciale;
- contraffazione;
- watermark;
- condivisione.
L’AI rende la situazione ancora più complessa.
Un modello generato da un sistema AI può contenere elementi derivati da:
- dataset;
- opere precedenti;
- stili;
- personaggi protetti.
L’evento non è una conferenza legale, ma la convergenza fra Thangs, creator economy e generative AI rende inevitabile questo tema nel futuro della community.
FibreSeek porta un’altra direzione: dal maker alla parte composita
Fra i main sponsor compare FibreSeek, azienda focalizzata sul continuous-fiber FFF.
Il valore concettuale della fibra continua è diverso rispetto ai normali filamenti “CF”.
Un PLA-CF o PA-CF contiene normalmente fibre corte disperse nel polimero.
Una tecnologia continuous-fiber cerca invece di inserire un rinforzo continuo nel componente.
Queste due cose non devono essere confuse.
Short fiber e continuous fiber
| Materiale | Rinforzo |
|---|---|
| PLA-CF | Fibre corte |
| PETG-CF | Fibre corte |
| PA-CF | Fibre corte |
| Continuous carbon fiber FFF | Filamento/fibra continua |
| Effetto | Molto dipendente dall’orientamento |
Le fibre corte possono aumentare:
- rigidezza;
- stabilità dimensionale;
- qualità superficiale in alcune condizioni.
Ma non generano automaticamente le prestazioni di una laminazione a fibra continua.
Anche nel continuous fiber la direzione del rinforzo diventa fondamentale.
Una parte può essere molto resistente lungo la fibra e molto più debole in direzione trasversale.
La presenza di questa tecnologia in un evento maker mostra quanto la distanza fra desktop e engineering-grade FFF si stia riducendo.
PRINTED Hub resta però prevalentemente un evento polymer/desktop, non una fiera dell’AM industriale completa
Questo è un punto utile per inquadrare correttamente l’evento.
La parola “Additive Manufacturing” potrebbe suggerire:
- LPBF metallico;
- binder jetting;
- DED;
- SLA industriale;
- SLS.
Il programma 2026 è invece molto più concentrato su:
- FFF/FDM;
- creator ecosystem;
- materiali polimerici;
- design;
- hardware consumer/prosumer;
- recycling;
- AI.
La presenza di SKZ aggiunge una prospettiva industriale, ma non trasforma la PRINTED Hub in una Formnext ridotta.
È probabilmente proprio questa specializzazione a renderla interessante.
Il Community Showcase rimane uno dei punti centrali
Il format “Show Your Stuff” viene mantenuto e ampliato.
Gli utenti possono portare i propri progetti e mostrarli agli altri partecipanti.
È un meccanismo diverso rispetto allo stand di un produttore.
Un progetto della community può essere:
- incompleto;
- sperimentale;
- modificato;
- fallito.
E proprio il fallimento può essere tecnicamente interessante.
Questo approccio permette di parlare di:
- ciò che non ha funzionato;
- perché;
- quale parametro è stato modificato.
Molte fiere industriali mostrano soltanto il componente finale perfetto.
Nel lavoro quotidiano, invece, gran parte della conoscenza nasce proprio dai failed prints.
Un failed print è un dato di processo
Osservare il difetto permette spesso di ricostruirne la causa.
| Difetto | Possibili cause |
|---|---|
| Warping | Temperatura, adesione, materiale |
| Layer separation | Temperatura, airflow, orientamento |
| Stringing | Retraction, temperatura, materiale |
| Under-extrusion | Flow, clog, feeder |
| Dimensional error | Shrinkage, flow, mechanics |
| Weak Z | Interlayer bonding |
| Elephant foot | Bed temp / first layer |
| Ringing | Accelerazione / dinamica |
| Poor overhang | Cooling / geometry |
| Clogging CF | Nozzle diameter / fillers |
Non esiste una corrispondenza uno-a-uno: lo stesso difetto può avere più cause.
Per questo il confronto dal vivo può risultare più utile di una risposta generica generata automaticamente online.
Anche il formato degli speaker riflette la trasformazione dell’informazione tecnica
Un tempo l’esperto di manufacturing apparteneva tipicamente a:
- università;
- produttore macchina;
- grande impresa.
Oggi un canale come CNC Kitchen può eseguire prove viste da un pubblico enormemente più vasto di quello di molte conferenze specialistiche.
Un creator può:
- testare;
- pubblicare;
- ricevere feedback;
- ripetere il test;
in pochi giorni.
Il rischio è minore peer review formale.
Il vantaggio è un ciclo di diffusione molto rapido.
PRINTED Hub cerca di portare fisicamente nello stesso ambiente:
- creator;
- enti di formazione;
- aziende;
- utenti.
PRINTED Events è una struttura nata precisamente intorno a questa idea
L’organizzazione è guidata da:
- Janos Kehl, founder & CEO;
- Carl Rehberg, co-founder.
PRINTED Events dichiara di avere organizzato due eventi nel 2025:
- PRINTED Worldconference ad Amsterdam;
- PRINTED Hub a Rüdesheim.
Complessivamente indica oltre 475 partecipanti ai due eventi, più di 15 espositori e oltre 33 talk.
Il dato 475 non deve quindi essere erroneamente attribuito alla sola PRINTED Hub 2025.
Per il 2026 l’organizzazione concentra la propria attività proprio sulla Hub di Rüdesheim, mentre una nuova Worldconference internazionale è indicata per il 2027.
Il luogo contribuisce molto all’identità dell’evento
La Asbachgasse non è un normale centro congressi.
L’edizione precedente si era svolta negli edifici industriali storici collegati alla produzione Asbach, riutilizzati come spazi culturali e commerciali.
SKZ aveva sottolineato proprio il contrasto fra:
- architettura industriale;
- stampa 3D moderna.
Il risultato rende il format visivamente e socialmente molto diverso da una fiera in padiglione.
Non è una caratteristica tecnica, ma può essere rilevante per un evento nel quale il networking rappresenta uno degli obiettivi principali.
Il programma del venerdì mostra una struttura molto più precisa di quanto sembri dall’articolo originale
| Area | Esempi di contenuti |
|---|---|
| Main Stage | psicologia, plastica, product thinking |
| Hardware/CAD | Hardware 101, software, workflow |
| Future Lab | AI 101, agentic AI, AI design |
| Recycling Corner | live recycling, circular material flows |
| Community | progetti e networking |
| Sponsor Area | hardware e tecnologie |
| Snapmaker Hardware Space | demo e workshop |
Non siamo quindi davanti a una generica “conferenza su AI, stampa 3D e riciclo”.
Il venerdì è organizzato come laboratorio parallelo su più livelli.
Il programma online può ancora cambiare
Al 9 settembre esiste anche una piccola discrepanza fra le diverse sezioni del sito.
La timetable pubblica mostra in dettaglio soprattutto le attività del venerdì.
Le singole pagine degli speaker riportano invece ulteriori panel e workshop, compreso:
- “Hype oder Hebel? KI im 3D-Druck”;
- ulteriori attività associate ad Adrian Luben.
Questo suggerisce che agenda e metadata del sito siano ancora in aggiornamento.
Per un evento che deve svolgersi oltre due settimane dopo è normale, ma significa che non è prudente trattare l’orario attuale come programma definitivo immutabile.
Anche i numeri dei partecipanti vanno trattati come target
3Druck parla di più di 300 partecipanti attesi.
Il sito ufficiale indica:
- capacity 400+;
- 15+ speakers.
Il materiale sponsor utilizza:
- 300+ attendees;
- 15 booth.
Non c’è una contraddizione sostanziale.
Capienza non è uguale a partecipanti registrati.
E target sponsor non è uguale a affluenza consuntiva.
Il dato definitivo potrà essere valutato soltanto dopo il 26 settembre.
L’evento è un buon indicatore di dove sta andando il desktop 3D printing
Osservando il programma emerge una trasformazione interessante.
Cinque o dieci anni fa una manifestazione maker avrebbe probabilmente concentrato gran parte dell’attenzione su:
- quale stampante comprare;
- velocità;
- volume di costruzione.
Nel 2026 questi temi restano presenti, ma il programma ruota sempre più intorno a:
- workflow;
- AI;
- creator economy;
- riciclo;
- validazione dei materiali;
- design;
- automazione.
È un segnale di maturazione.
La macchina non scompare.
Diventa semplicemente un elemento della catena.
La nuova catena del maker
| Fase | Strumento |
|---|---|
| Idea | Persona + AI |
| Design | CAD / generative tool |
| Verifica | Engineer / maker |
| Marketplace | Thangs e piattaforme simili |
| Slicing | Software |
| Produzione | FFF / toolchanger |
| Controllo | Sensori + esperienza |
| Contenuto | Creator/social |
| Vendita | Marketplace / e-commerce |
| Fine vita | Raccolta e riciclo |
PRINTED Hub prova a riunire quasi tutte queste fasi nello stesso luogo.
L’AI non elimina la competenza: aumenta il valore della competenza che verifica il risultato
Questo potrebbe essere uno dei messaggi più utili della manifestazione.
Più diventa semplice generare:
- codice;
- modelli;
- immagini;
- G-code;
- varianti;
più aumenta la quantità di output che deve essere verificato.
Il collo di bottiglia può quindi spostarsi dalla creazione alla validazione.
Un maker esperto che usa AI può diventare molto più produttivo.
Un principiante che usa AI senza sapere cosa controllare può produrre errori molto più velocemente.
L’AI è quindi un moltiplicatore.
Non decide da sola se moltiplicare:
- buona ingegneria;
- oppure cattiva ingegneria.
Lo stesso principio vale per il riciclo
Un trituratore rende semplice trasformare una parte in flakes.
Non rende automaticamente semplice ottenere un buon filamento.
La vera competenza è nel controllo della materia.
Per questo è interessante che PRINTED Hub metta nello stesso programma:
- AI;
- process knowledge;
- recycling.
Sono tre aree nelle quali il dispositivo fisico è relativamente semplice rispetto alla qualità del processo.
Per una PMI l’aspetto più interessante può essere proprio il trasferimento dal maker all’uso professionale
Molte PMI iniziano oggi il 3D printing acquistando una macchina consumer/prosumer da alcune centinaia o poche migliaia di euro.
Il problema arriva dopo.
La domanda diventa:
- quale materiale usare?
- posso utilizzare la parte in produzione?
- quanto dura?
- come documentarla?
- come replicarla?
- cosa fare degli scarti?
- come proteggere il file?
- come automatizzare?
Un evento come PRINTED Hub non sostituisce:
- consulenza ingegneristica;
- qualificazione;
- normative.
Può però ridurre il primo livello di trial-and-error attraverso il confronto con utenti che hanno già risolto lo stesso problema.
Il format community non deve essere confuso con validazione industriale
Questa distinzione è altrettanto importante.
Una soluzione mostrata sul palco può essere:
- intelligente;
- funzionante;
- economica.
Ma non diventa automaticamente:
- certificata;
- ripetibile su ogni macchina;
- conforme a una norma.
Una resistenza misurata su alcuni specimen non costituisce una design allowables database.
Un modello AI stampabile non costituisce un CAD validato.
Un filamento riciclato che stampa bene una statuetta non è automaticamente adatto a un componente safety-critical.
Il valore dell’evento sta nell’apprendimento e sperimentazione, non nel sostituire i processi di qualifica dell’industria.
La presenza di aziende e istituti può però ridurre questa distanza
Snapmaker porta hardware.
SKZ porta testing e formazione.
Recycling Fabrik porta un processo materiale reale.
Thangs porta la distribuzione digitale.
FibreSeek porta compositi.
CNC Kitchen porta misurazione sperimentale.
Marsgizmo porta automazione e AI.
La combinazione crea una visione abbastanza completa dell’ecosistema desktop moderno.
PRINTED Hub 2026 può quindi essere letto come un evento sulla “seconda generazione” del desktop 3D printing
La prima generazione era concentrata sulla domanda:
“Riusciamo a stampare questo oggetto?”
La seconda comincia a chiedere:
“Possiamo progettarlo meglio, produrlo con meno sprechi, automatizzarlo, misurarlo, venderlo e recuperare il materiale a fine vita?”
Sono domande più mature.
E spiegano perché AI e recycling riescano a convivere naturalmente nello stesso programma.
Il test vero arriverà comunque durante i due giorni di Rüdesheim
Al momento possiamo valutare:
- programma;
- relatori;
- aziende;
- spazi;
- obiettivi.
Non possiamo ancora valutare:
- affluenza effettiva;
- qualità dei workshop;
- quantità reale delle demo;
- risultati mostrati;
- novità prodotto;
- efficacia del networking.
Questi dati saranno disponibili soltanto dopo l’evento.
Ma il programma pubblicato mostra già una direzione chiara: PRINTED Hub non vuole essere una vetrina in cui osservare stampanti da dietro una barriera. Vuole far utilizzare hardware, discutere errori, creare modelli, sperimentare con AI e mostrare fisicamente cosa succede agli scarti quando si tenta davvero di rimetterli in circolo.
È probabilmente questo il punto che distingue maggiormente l’edizione 2026.
La stampa 3D desktop sta smettendo di essere valutata soltanto in base alla velocità della nuova CoreXY o al numero massimo di colori collegabili.
La competizione si sta spostando sull’intero workflow digitale-materiale.
In questo senso, il collegamento fra:
stampa pratica + AI + riciclo
non è soltanto un titolo efficace per un evento.
Descrive abbastanza bene le tre sfide che la community deve affrontare nella fase successiva della propria crescita:
produrre meglio, progettare più velocemente e sprecare meno.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
