FARO CREAFORM ha ampliato la piattaforma metrologica CAM2 integrando direttamente gli scanner 3D portatili Creaform accanto ai tradizionali FaroArm e Vantage Laser Tracker, aggiungendo contemporaneamente nuove funzioni dedicate all’ispezione di fusioni e componenti complessi. L’aggiornamento, annunciato il 16 settembre 2026, interessa anche la produzione additiva perché riunisce nello stesso ambiente acquisizione superficiale, confronto con CAD, GD&T, color mapping, analisi delle sezioni e automazione delle ispezioni ripetitive. La novità non consiste quindi nell’introduzione di un nuovo scanner, ma nella progressiva unificazione del software e dell’hardware dopo la nascita della business unit FARO CREAFORM all’inizio del 2026. Un operatore può acquisire una superficie con uno scanner Creaform, trasferire direttamente la scansione in CAM2 e utilizzarla per allineamento, analisi, reportistica e controllo ripetitivo tramite QuickTools, riducendo i passaggi fra software differenti. È però importante distinguere questa integrazione da un aumento automatico della precisione: CAM2 non rende uno scanner più accurato delle specifiche metrologiche del dispositivo utilizzato. Il vantaggio è soprattutto nel workflow, nella coerenza dell’analisi e nella possibilità di applicare procedure di controllo comuni a dati provenienti da tecnologie metrologiche diverse.
La compatibilità con Creaform era già comparsa in CAM2 2026.0
Il comunicato di settembre presenta l’integrazione come una nuova espansione della piattaforma, ma le release note permettono di ricostruire meglio la cronologia. Già con CAM2 2026.0 FARO aveva introdotto la funzione “Extended Creaform Scanner Support” nelle edizioni Expert e Scan Professional. Da quel momento gli utenti potevano lanciare Creaform OS direttamente dalla ribbon Home di CAM2, eseguire la scansione e trasferire i dati acquisiti al software tramite il comando Accept Scan. Le nuvole di punti Creaform potevano quindi essere utilizzate per allineamento, analisi, reportistica e ispezioni ripetitive QuickTools. La release richiedeva Creaform OS 2.1.0.14417 o successivo. L’annuncio del 16 settembre 2026 va quindi interpretato come la presentazione commerciale di un ecosistema ormai più completo, nel quale alla compatibilità hardware introdotta all’inizio dell’anno si sommano le funzioni di casting inspection sviluppate nelle successive versioni 2026.1, 2026.2, 2026.3 e soprattutto 2026.4.
CAM2 2026.4 è il punto in cui Smart Alignment diventa realmente più sofisticato
La versione CAM2 2026.4, resa disponibile a luglio 2026, introduce il nuovo Advanced Method per Point Cloud Best Fit Alignment. Il tradizionale Best Fit cerca la trasformazione che minimizza le distanze fra nuvola di punti e modello nominale, ma può incontrare difficoltà quando il componente è complesso, simmetrico, incompleto o molto diverso dimensionalmente dal CAD finale. Il nuovo metodo avanzato esegue più tentativi di allineamento in parallelo utilizzando parametri e algoritmi differenti, prova diversi “flip” geometrici per gestire simmetrie e valuta i risultati tramite statistiche ed euristiche, selezionando automaticamente quello ritenuto migliore. È più lento del metodo Standard e non deve quindi essere interpretato come sostituto universale: FARO mantiene entrambe le opzioni proprio perché il metodo rapido è sufficiente per la maggior parte dei componenti e quello avanzato è destinato ai casi più difficili.
Best Fit non significa automaticamente allineamento metrologicamente corretto
Questa è una distinzione fondamentale. Un algoritmo Best Fit può minimizzare matematicamente l’errore globale e contemporaneamente produrre una configurazione non coerente con i datum funzionali del disegno. In una ispezione GD&T, il riferimento corretto può essere determinato da piani, assi o datumi definiti dal progetto e non semplicemente dalla posizione che minimizza la deviazione media della superficie. L’Advanced Best Fit è quindi estremamente utile per la fase di analisi delle superfici e per il posizionamento iniziale di parti complesse, ma non sostituisce automaticamente gli allineamenti datum-based richiesti da una specifica tecnica. CAM2 conserva infatti strumenti GD&T e differenti metodi di alignment proprio perché la scelta dipende dal tipo di verifica.
L’ottimizzazione della distribuzione del materiale nasce principalmente dal problema delle fusioni
La funzione più interessante dal punto di vista industriale è Distribute Point Cloud Deviations. Una fusione grezza viene spesso progettata più grande del componente finito, lasciando un sovrametallo che verrà eliminato tramite CNC. Se si confronta direttamente la scansione della fusione con il CAD del pezzo finito, una normale best fit può minimizzare matematicamente le deviazioni senza garantire che il materiale residuo sia distribuito in modo utile. Il rischio è trovare una posizione apparentemente buona dal punto di vista numerico ma scoprire durante la lavorazione che in una zona manca materiale sufficiente per ottenere la superficie finale. La nuova opzione raffina l’allineamento cercando di distribuire gli errori residui più uniformemente fra scansione e CAD. Il concetto è vicino al problema industriale del stock allowance: prima di bloccare il pezzo sulla macchina utensile occorre verificare non soltanto che la forma generale sia corretta, ma che esista materiale sufficiente in tutte le regioni che dovranno essere lavorate.
Questo concetto è direttamente trasferibile alla produzione additiva near-net-shape
Anche una parte metallica stampata in 3D destinata a post-lavorazione CNC viene frequentemente progettata con materiale aggiuntivo su superfici funzionali. Una flangia LPBF può essere stampata con qualche decimo o millimetro di sovrametallo, una sede può essere lasciata intenzionalmente sottodimensionata e una superficie di tenuta verrà successivamente fresata. Se il pezzo si deforma durante la stampa o durante heat treatment, un semplice confronto globale con il CAD nominale può non dire immediatamente se rimane materiale sufficiente per recuperare la geometria con la lavorazione. La logica sviluppata per i castings è quindi interessante anche per AM + machining: scansione della parte as-built → allineamento al modello finale → verifica della distribuzione del materiale → decisione se procedere alla CNC, modificare il setup o scartare il componente. FARO CREAFORM non presenta la funzione come specificamente sviluppata per additive manufacturing, ma il trasferimento del principio è tecnicamente coerente.
Una scansione prima della CNC può evitare di spendere ore su un pezzo irrecuperabile
È probabilmente il business case più concreto. Un grande casting o un componente AM metallico può avere già accumulato costi significativi di materiale, build time, heat treatment e movimentazione prima di raggiungere la macchina utensile. Se manca materiale in una zona critica, l’errore potrebbe emergere soltanto dopo molte ore di lavorazione. Un controllo superficiale completo prima del machining permette invece di verificare in anticipo se il componente può essere portato dentro la geometria finale. Il vantaggio economico non nasce solo dalla riduzione degli scarti, ma dall’evitare di occupare macchine CNC, personale e utensili su parti che non potranno comunque essere recuperate.
Il color mapping trasforma milioni di punti in una lettura immediata
La scansione produce una nuvola di punti molto densa. Per un operatore non è utile leggere milioni di coordinate numeriche; serve sapere dove il pezzo è sopra o sotto il nominale. CAM2 utilizza quindi mappe cromatiche che associano intervalli di deviazione a colori differenti direttamente sul modello 3D. Le nuove funzioni migliorano visualizzazione, confronto e condivisione dei risultati. Per una parte AM, una mappa può mostrare rapidamente fenomeni come warping, shrinkage, bowing, sovrametallo insufficiente o accumulo di materiale. Anche qui bisogna evitare una semplificazione: una zona rossa non significa necessariamente “pezzo da scartare”. Il colore rappresenta una deviazione rispetto a una tolleranza o scala configurata. Il giudizio di conformità dipende dal requisito progettuale e dal metodo con cui la scansione è stata allineata.
Il color map può essere molto efficace, ma nasconde facilmente un allineamento sbagliato
Questo è uno dei problemi classici della metrologia a scansione. Una mappa apparentemente uniforme può cambiare completamente se si modifica il datum o il best fit. Se un pezzo viene best-fittato liberamente, una deformazione può essere distribuita sull’intera geometria e apparire meno grave; se viene vincolato sui riferimenti funzionali, la stessa superficie può mostrare un errore concentrato molto maggiore. Il color map deve quindi essere letto come risultato di una procedura metrologica, non come una fotografia oggettiva indipendente dalle scelte di analisi.
Le sezioni trasversali sono diventate progressivamente più importanti durante tutto il 2026
Le release note mostrano che FARO ha lavorato sul Cross Section Analysis in quasi tutte le versioni del 2026. CAM2 2026.0 aveva introdotto l’estrazione di feature dalla sezione; 2026.1 ha aggiunto slot tondi e rettangolari e le relative label; 2026.2 ha introdotto misure di lunghezze e angoli direttamente dalle feature estratte e migliorato la visualizzazione; 2026.3 ha aggiunto Pick from Cross Section, costruzioni geometriche e un pannello informativo più completo; 2026.4 ha ulteriormente raffinato le proprietà di estrazione e il rendering dei raggi. Non è quindi una singola funzione comparsa improvvisamente con l’annuncio di settembre, ma un’area sviluppata sistematicamente durante l’anno.
Una sezione virtuale non equivale a vedere realmente l’interno pieno del pezzo
Anche qui il comunicato può essere interpretato troppo rapidamente. La cross-section analysis lavora sui dati geometrici disponibili nella scansione. Se una caratteristica interna è visibile allo scanner attraverso un’apertura o è stata acquisita da un’angolazione accessibile, può essere analizzata. Ma uno scanner ottico non vede attraverso metallo, plastica opaca o ceramica. Non sostituisce una CT per ispezionare porosità interna, canali completamente chiusi o difetti sepolti. La “valutazione virtuale di caratteristiche interne critiche” deve quindi essere intesa come analisi delle geometrie presenti nella nuvola di punti o ricavabili dal modello, non come tomografia ottica del componente.
Per additive manufacturing questa distinzione è particolarmente importante
Un componente LPBF può essere dimensionalmente perfetto sulla superficie e contenere comunque lack of fusion o porosità interna. Un pezzo FDM può avere pareti esterne conformi e adesione interlayer insufficiente. Un lattice può avere elementi interni che uno scanner non riesce a vedere. CAM2 e il 3D scanning affrontano quindi soprattutto metrologia dimensionale e geometria superficiale. Per difetti volumetrici rimangono necessarie tecniche come CT, ultrasuoni, radiografia o altri NDT in funzione del materiale e dell’applicazione.
L’integrazione con Creaform amplia notevolmente le modalità con cui i dati possono essere acquisiti
La nuova unità FARO CREAFORM riunisce tecnologie storicamente complementari. I FaroArm sono bracci articolati CMM che possono utilizzare sonda tattile e scanner lineari; i Vantage Laser Tracker sono destinati a misure di grande scala mediante target o probe tracciati; Creaform porta scanner handheld self-positioning e scanner ottici tracciati esternamente come MetraSCAN. La scelta dipende dalla geometria. Una sonda tattile è molto efficace per feature discrete e datum; uno scanner handheld è ideale per coprire rapidamente superfici freeform; un laser tracker permette di lavorare su strutture di molti metri. Portare questi dati nello stesso ambiente software consente di evitare che ogni tecnologia abbia un workflow completamente separato.
Gli scanner Creaform non hanno tutti la stessa architettura metrologica
Il catalogo attuale comprende famiglie differenti: HandySCAN 3D EVO, BLACK e MAX, MetraSCAN 3D e Go!SCAN, oltre a HandyPROBE e sistemi automatizzati. HandySCAN utilizza tipicamente target ottici applicati sul pezzo o nell’ambiente per determinare la propria posizione durante la scansione. MetraSCAN utilizza invece un tracker ottico C-Track e può risultare particolarmente vantaggioso quando il pezzo si muove, vibra o non può essere marcato con target in modo esteso. La compatibilità software CAM2 non elimina queste differenze hardware: modifica soprattutto ciò che avviene dopo e durante l’acquisizione dei dati.
Le prestazioni degli scanner arrivano ormai nell’ordine delle decine di micrometri
La nuova famiglia HandySCAN EVO lanciata nel luglio 2026 dichiara accuratezze nominali di circa 0,025 mm per EVO ed EVO Plus e fino a 0,020 mm o 0,015 mm in determinate modalità per EVO Elite. La frequenza di acquisizione arriva a circa 1,3 milioni di misure al secondo, con risoluzione di misura di 0,025 mm e mesh resolution dichiarata di 0,100 mm. Questi valori mostrano perché gli scanner handheld siano ormai utilizzabili per molta metrologia industriale che un tempo richiedeva esclusivamente CMM tradizionali. Ma accuratezza, risoluzione e precisione volumetrica non sono sinonimi: la specifica dello scanner deve sempre essere confrontata con la tolleranza da verificare.
Una tolleranza da 20 µm non si controlla automaticamente con uno scanner da 20 µm di accuratezza
In metrologia è necessario un rapporto adeguato fra incertezza del sistema di misura e tolleranza del pezzo. Se la tolleranza è comparabile all’errore massimo dello strumento, la misura non ha sufficiente margine per decidere con sicurezza conformità/non conformità. L’integrazione CAM2 può migliorare workflow e analisi ma non modifica questo principio. Per feature estremamente strette può essere ancora preferibile una CMM tattile, una macchina ottica dedicata o un’altra tecnologia più accurata.
MetraSCAN BLACK2 spinge ancora di più verso l’ispezione direttamente in produzione
Nell’agosto 2026 FARO CREAFORM ha lanciato MetraSCAN BLACK2, presentato come sistema metrologico 3-in-1 capace di combinare scansione mediante C-Track, scansione autonoma e tastatura. Il prodotto è pensato esplicitamente per il controllo qualità in ambiente produttivo e rappresenta bene la direzione della nuova business unit: non vendere semplicemente scanner separati, ma costruire un ecosistema nel quale metrologia ottica, probing e software di ispezione siano intercambiabili all’interno dello stesso processo. CAM2 è uno dei tasselli software di questa strategia.
FARO CREAFORM nasce direttamente dall’acquisizione FARO da parte di AMETEK
Il contesto societario è importante per capire perché questa integrazione sta avvenendo proprio nel 2026. AMETEK ha completato l’acquisizione di FARO Technologies il 21 luglio 2025. L’accordo annunciato a maggio valutava FARO circa 920 milioni di dollari di enterprise value. FARO è entrata nella divisione Ultra Precision Technologies di AMETEK insieme a Creaform e Virtek. Già nell’ottobre 2025 FARO aveva inserito HandySCAN BLACK|Elite nel proprio portafoglio come primo risultato concreto della collaborazione. Il 13 gennaio 2026 la riorganizzazione è diventata formale: il business FARO dedicato alla misurazione 3D è stato unito a Creaform nella nuova unità FARO CREAFORM, mentre le attività FARO più legate al reality capture sono confluite in FARO INSIGHT.
L’integrazione CAM2 è quindi anche un prodotto della nuova struttura aziendale
Prima dell’acquisizione, FARO e Creaform possedevano ecosistemi software propri. Creaform ha storicamente sviluppato VXelements, mentre FARO utilizzava CAM2 e altri strumenti. Il nuovo supporto diretto agli scanner Creaform dentro CAM2 rappresenta una delle prime conseguenze visibili della fusione delle attività metrologiche. Questo non significa che VXelements scompaia: Creaform continua a presentare la propria suite metrologica. Ma l’utente FARO può ora utilizzare hardware Creaform senza dover necessariamente cambiare ambiente per l’analisi CAM2.
CAM2 resta una piattaforma articolata in diverse edizioni
La compatibilità e le funzioni non sono identiche per ogni licenza. FARO distingue fra Probe Essentials, Probe Professional, Scan Professional, Expert e Analyst. Scan Professional è dedicato alle nuvole di punti e alla scansione; Expert combina funzionalità probing e scanning; Analyst è orientato alla programmazione offline, analisi e review dei dati; Probe Professional si concentra maggiormente sulle misure tattile/feature. Le release note specificano inoltre puntualmente quali funzioni appartengano a quali edizioni. Per esempio, Extended Creaform Scanner Support era indicato per Expert e Scan Professional, mentre l’Advanced Point Cloud Best Fit è disponibile in Expert, Scan Professional e Analyst. Parlare genericamente di “CAM2 supporta tutto” senza considerare l’edizione rischia quindi di creare aspettative errate.
QuickTools permette di trasformare una scansione manuale in un controllo ripetibile
Uno degli aspetti più interessanti per la produzione in serie è la possibilità di utilizzare i dati Creaform dentro QuickTools, il sistema CAM2 che permette di preparare workflow di ispezione ripetibili. La scansione 3D viene spesso associata a controlli occasionali o reverse engineering, ma il valore industriale aumenta quando la stessa procedura viene ripetuta su decine o centinaia di componenti. Un programma può guidare l’operatore attraverso acquisizione, alignment, feature extraction, analisi e report. Questo riduce la variabilità fra operatori e rende più semplice portare il controllo dalla sala metrologica al reparto produttivo.
Repeat Part Management sposta il focus dal singolo pezzo al processo
CAM2 include anche Repeat Part Management, RPM, che raccoglie i risultati delle ispezioni ripetitive e calcola metriche di controllo statistico del processo. Il passaggio è importante: sapere che un singolo componente è dentro tolleranza è utile, ma vedere che una quota sta progressivamente spostandosi verso il limite di specifica permette di correggere il processo prima di iniziare a produrre scarti. In additive manufacturing la stessa logica può essere utilizzata per individuare una deriva fra build, macchine, lotti di materiale o parametri di post-processing. Naturalmente il software non identifica automaticamente la causa: mostra la tendenza metrologica che l’ingegnere può collegare agli eventi di produzione.
Per l’AM il controllo dovrebbe essere eseguito in più punti della catena, non soltanto alla fine
Un workflow completo potrebbe prevedere:
materia prima o semilavorato → stampa → heat treatment → scansione → eventuale machining → scansione finale.
Misurare soltanto il pezzo finito dice se è conforme, ma non rivela facilmente in quale fase è nata la deviazione. Una scansione post-build può mostrare il warping introdotto dal processo AM; una seconda scansione dopo trattamento termico può quantificare ulteriori deformazioni; il controllo dopo CNC verifica il risultato finale. Utilizzando lo stesso riferimento CAD e lo stesso ambiente software diventa più semplice costruire una storia dimensionale del componente.
Questo è particolarmente utile per distinguere errore di stampa ed errore di machining
Supponiamo che una flangia finale sia fuori planarità. Senza dati intermedi non è immediato sapere se il problema derivi dalla build, dal rilascio delle tensioni, dalla rimozione dalla piastra o dalla lavorazione CNC. Se la geometria viene acquisita fra una fase e l’altra, la deviazione può essere localizzata temporalmente. La tracciabilità geometrica diventa così parte del root-cause analysis.
La scansione portatile può inoltre spostare la metrologia verso il componente
Una CMM tradizionale richiede frequentemente di portare il pezzo nella sala di misura. Per componenti molto grandi, pesanti o inseriti in un impianto questo può essere difficile. Gli scanner portatili e i laser tracker seguono la logica opposta: è lo strumento ad andare verso la parte. È particolarmente utile per grandi componenti AM, fusioni, tooling, stampi e strutture saldate. Non elimina la necessità di controllare temperatura, vibrazioni e condizioni ambientali, ma riduce la logistica della misura.
Nel reverse engineering il ruolo è diverso dal controllo qualità
CAM2 viene affiancato in alcune edizioni da FARO RevEng, software dedicato maggiormente a trasformare scansioni in geometria utilizzabile per la progettazione. È importante distinguere i due workflow. Nel controllo qualità si confronta una parte reale con un nominale già esistente; nel reverse engineering la scansione viene utilizzata per creare o ricostruire quel nominale. Per un ricambio obsoleto la seconda funzione è fondamentale. Per una parte appena stampata sulla base di un CAD noto, invece, il problema principale è inspection, non reconstruction.
La maggiore densità di punti non implica automaticamente una misura migliore
Gli scanner moderni possono produrre milioni di punti al secondo, ma una nuvola più densa non può compensare errori sistematici, calibrazione insufficiente o una procedura di alignment errata. Anche la superficie del componente influenza l’acquisizione: riflettività, colore, trasparenza e geometrie profonde possono rendere alcune zone più difficili da scansionare. La forza di una piattaforma metrologica non è quindi soltanto acquisire molti punti, ma gestire calibrazione, tracciabilità, analisi e reporting con un processo ripetibile.
Per questo “3D scanner” e “scanner metrologico” non sono sinonimi
Uno scanner destinato a visualizzazione o reverse engineering può produrre una mesh visivamente eccellente senza possedere una catena di tracciabilità adatta alla verifica dimensionale. Le famiglie HandySCAN e MetraSCAN sono invece offerte con specifiche di accuratezza e procedure di acceptance test basate su VDI/VDE 2634 o ISO 10360, a seconda del modello. La presenza di una specifica secondo standard non garantisce che ogni scansione reale raggiunga automaticamente quel valore, ma distingue questi strumenti dai sistemi puramente visuali.
CAM2 non sostituisce il giudizio metrologico dell’operatore
L’automazione può suggerire l’allineamento migliore, estrarre feature, colorare deviazioni e preparare report, ma restano decisioni che richiedono competenza: quali datum usare, quale superficie escludere, quale filtro applicare, quale tolleranza interpretare, come gestire outlier e se la capacità dello strumento sia sufficiente rispetto al requisito. L’Advanced Best Fit riduce la difficoltà di un problema geometrico, non elimina il bisogno di una procedura di misura formalmente definita.
L’Advanced Best Fit è soprattutto utile nei casi in cui la geometria è ambigua
Le release note indicano che il nuovo metodo prova più allineamenti, include flip geometrici per gestire simmetrie e utilizza statistiche ed euristiche per selezionare il risultato. Questo è particolarmente utile per componenti quasi simmetrici nei quali un algoritmo tradizionale può convergere verso un minimo locale errato. Pensiamo a una fusione con due estremità simili o a un componente cilindrico con feature ripetute: il software deve capire quale regione della scansione corrisponde a quale regione del CAD. Il metodo avanzato aumenta la robustezza ma richiede più tempo computazionale proprio perché esplora più soluzioni.
La funzione di distribuzione delle deviazioni non “aggiunge materiale” dove manca
Può sembrare ovvio, ma è importante. La material distribution optimization modifica l’allineamento virtuale per valutare la migliore posizione possibile della parte rispetto al CAD finale. Se anche nell’allineamento ottimale esiste una zona nella quale il casting o il blank AM non contiene materiale sufficiente, il software può evidenziarlo ma non può recuperare il pezzo. Il vantaggio consiste nel saperlo prima della lavorazione.
Per un componente AM si può anche utilizzare l’allineamento per decidere come impostare il machining
In scenari avanzati, la scansione dell’as-built potrebbe essere utilizzata per definire il setup CNC o per adattare il percorso utensile alla geometria reale. L’annuncio CAM2 non descrive una generazione automatica del CAM a partire dalla scansione, quindi non bisogna attribuire questa capacità direttamente al software. Ma i dati prodotti possono costituire l’input metrologico per workflow di adaptive machining sviluppati con software o sistemi esterni.
Il nuovo CAM2 non è quindi un prodotto specifico per la stampa 3D
L’articolo di 3Druck evidenzia correttamente la rilevanza per additive manufacturing, ma il target principale dell’annuncio FARO CREAFORM è l’ispezione delle fusioni. Automotive, aerospace, heavy equipment, energy e general manufacturing sono i mercati esplicitamente citati. Per l’AM le stesse funzionalità diventano interessanti perché molte parti additive presentano problemi analoghi a una fusione near-net-shape: superfici freeform, deformazioni globali, necessità di sovrametallo e successiva lavorazione CNC. È quindi una applicazione trasversale della tecnologia, non il caso d’uso originario esclusivo.
L’integrazione FARO-Creaform è probabilmente più importante della singola funzione
Dal punto di vista strategico, la notizia mostra che l’acquisizione FARO da parte di AMETEK sta iniziando a produrre una vera convergenza tecnica. Nel 2025 le due aziende avevano ancora portafogli chiaramente separati; a ottobre FARO aveva iniziato a distribuire HandySCAN BLACK|Elite; a gennaio 2026 nasce FARO CREAFORM; durante l’anno CAM2 riceve supporto diretto ai device Creaform e nuovi strumenti point-cloud. Il percorso porta verso un ecosistema nel quale un produttore può scegliere arm, tracker o handheld scanner e utilizzare una piattaforma di analisi comune.
Questa convergenza potrebbe essere particolarmente importante per aziende con componenti di scale molto diverse
Una società aerospace può dover misurare una piccola staffa, un casing da un metro e una struttura di diversi metri. Nessuna tecnologia è ottimale in tutti e tre i casi. Il vantaggio di un portfolio combinato è poter passare da scanner portatile a braccio o laser tracker senza cambiare completamente filosofia di reporting e analisi. Il valore commerciale per FARO CREAFORM è evidente; per il cliente il vantaggio reale dipenderà dalla qualità con cui i workflow rimangono coerenti fra strumenti con precisioni e modalità di acquisizione molto differenti.
Il vero passo avanti è avvicinare acquisizione e decisione
Il comunicato utilizza ripetutamente il concetto di “know before you machine”. È probabilmente la sintesi migliore della novità. La scansione 3D non viene trattata soltanto come strumento per documentare un componente finito, ma come informazione da utilizzare prima di una operazione irreversibile o costosa. Nel casting significa capire se esiste sufficiente materiale per la CNC. Nell’additive manufacturing può significare capire se una parte deformata è recuperabile, se il sovrametallo è sufficiente o se conviene fermare la catena prima di spendere ulteriore tempo in post-processing.
La piattaforma non elimina i limiti della metrologia ottica: non vede dentro i materiali opachi, non trasforma automaticamente ogni scanner in una CMM di altissima precisione e non sostituisce un datum alignment con un best fit quando il disegno richiede riferimenti funzionali. Ma l’integrazione degli scanner Creaform in CAM2 riduce la distanza fra acquisizione e analisi e rende più semplice utilizzare dati superficiali densi all’interno di workflow ripetibili e tracciabili. Per la produzione additiva questo è particolarmente interessante nel passaggio da as-built a final machined part, dove il vero problema non è sapere soltanto quanto il pezzo differisca dal CAD, ma capire se la geometria reale contiene ancora abbastanza materiale e abbastanza margine per arrivare al componente finale conforme. È su questo punto che le nuove funzioni CAM2 diventano molto più di una semplice visualizzazione colorata della scansione.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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