McGill Formula Electric porta la stampa 3D industriale nel cuore della monoposto elettrica

McGill Formula Electric, team studentesco della McGill University, utilizza la stampante 3D industriale Hylo di AON3D per riprogettare e produrre componenti della propria vettura destinata alla Formula SAE Electric. Il contesto è quello di una competizione in cui gli studenti devono progettare, costruire e portare in gara un’auto formula elettrica completa, lavorando con budget limitati, tempi stretti e continue revisioni progettuali. In questo scenario, la possibilità di produrre internamente parti funzionali diventa una leva tecnica e organizzativa, non solo un vantaggio di prototipazione.

Perché nei team Formula SAE servono parti custom e cicli rapidi

Le vetture Formula SAE non seguono logiche da produzione in serie: ogni stagione porta modifiche a telaio, powertrain, pacco batterie, cablaggi, supporti e sistemi ausiliari. SAE International descrive la Formula SAE come una competizione in cui i team passano da otto a dodici mesi a concepire, progettare, fabbricare e preparare il veicolo, che viene poi valutato in prove statiche e dinamiche. In pratica, questo significa che i team devono gestire componenti a basso volume, spesso unici, che cambiano mentre il veicolo evolve nei test. È proprio questo il tipo di contesto in cui una piattaforma additiva come quella di AON3D può ridurre tempi morti e dipendenza da attrezzaggi esterni.

Il componente citato: supporto per celle batteria e PCB nell’accumulatore ad alta tensione

L’applicazione indicata da TCT Magazine e da AON3D riguarda un supporto per celle cilindriche e circuito stampato installato all’interno dell’accumulatore ad alta tensione della vettura. Questo elemento deve bloccare in modo affidabile le celle, sostenere la PCB deputata al monitoraggio e al controllo del modulo batteria e, allo stesso tempo, garantire isolamento elettrico e stabilità termica. In un sistema che ospita celle al litio ad alta energia, anche il comportamento alla fiamma e le emissioni durante un eventuale evento termico diventano requisiti centrali. Non a caso la Formula SAE Electric prevede documentazione e requisiti specifici dedicati proprio all’accumulatore.

Che cosa porta AON3D Hylo in questo tipo di lavoro

AON3D, azienda di Montréal fondata nel 2015, presenta Hylo come una stampante 3D industriale ad alta temperatura pensata per materiali come PEEK, PEKK e ULTEM. La macchina viene descritta come la prima stampante 3D “AI-powered” dell’azienda, con accesso aperto ai materiali, software Basis per la generazione di parametri specifici per parte, doppio estrusore indipendente, velocità dichiarate fino a 500 mm/s e strumenti integrati di monitoraggio del processo. Per un team universitario questo significa poter passare da file CAD a parti finali senza appoggiarsi ogni volta a lavorazioni meccaniche o stampi dedicati, mantenendo maggiore controllo sulle iterazioni.

Perché è stato scelto ULTEM 9085

Nel caso McGill, il materiale citato è ULTEM 9085, una resina PEI collegata da SABIC ad applicazioni che richiedono resistenza termica, rigidità e conformità a standard legati a fiamma, fumo e tossicità. AON3D lo descrive come un termoplastico ad alte prestazioni con buon rapporto resistenza-peso, stabilità dimensionale, classificazione UL94 V-0 e heat deflection di 169 °C. Nel caso applicativo pubblicato da AON3D e ripreso da TCT, per il componente del pacco batterie vengono riportati anche valori di resistenza a trazione pari a 94 MPa, resistenza flessionale di 129 MPa e resistività volumica superiore a 6.89 × 10¹⁵ ohm-centimetro, caratteristiche rilevanti per una parte montata vicino a componenti energizzati e soggetta a vibrazioni e carichi meccanici.

Dal prototipo alla parte finale senza cambiare processo a metà sviluppo

Uno dei punti più interessanti del caso McGill Formula Electric è che la stampa 3D non viene presentata solo come strumento per mockup o verifiche geometriche. AON3D sostiene che Hylo e ULTEM 9085 abbiano consentito al team di iterare e produrre parti finali funzionali, evitando i costi e i tempi associati ad attrezzaggi custom o componenti lavorati a macchina. La possibilità di consolidare geometrie complesse in un’unica parte e ridurre la complessità di assemblaggio ha permesso al team di dedicare più tempo al miglioramento della vettura e meno alla ricerca o attesa dei componenti.

Un segnale utile per tutta la manifattura universitaria legata al motorsport

McGill Formula Electric si presenta come un gruppo di studenti di ingegneria impegnato nella costruzione di una monoposto 100% elettrica e ricorda sul proprio sito il titolo Formula SAE Electric 2019, oltre a risultati costanti nelle competizioni internazionali. Il caso con AON3D mostra come i team universitari più strutturati stiano trattando la manifattura additiva come parte del processo di sviluppo del veicolo, soprattutto quando si tratta di sottosistemi complessi come batteria, supporti funzionali e componenti custom a basso volume. In questo senso, la collaborazione tra McGill Formula Electric, AON3D e il materiale ULTEM 9085 si inserisce in una tendenza precisa: usare la stampa 3D industriale per portare più lavorazioni all’interno del team e accorciare il ciclo tra progettazione, verifica e utilizzo in pista.

Di Fantasy

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