Il motoscafo stampato in 3D Vortex arriva a Dubai
Sul mercato in arrivo un motoscafo stampato in 3D a Dubai il Vortek. Le pagine ufficiali oggi indicizzate del produttore, però, usano il nome Vortex Series e presentano il modello come una barca ad alte prestazioni realizzata in 3D da MJ1 Advanced Marine Manufacturing, realtà collegata all’ecosistema Inoventive 3D a Dubai. La sostanza non cambia: il progetto punta a portare nella nautica da diporto una produzione additiva di grande formato con logica su commessa, geometrie non convenzionali e tempi di consegna ridotti rispetto alla cantieristica tradizionale.
Che cosa sappiamo del modello
Secondo la scheda ufficiale di MJ1, il Vortex Series è un’imbarcazione lunga 10,8 metri, larga 3,2 metri, con scafo stampato in 3D e materiali compositi avanzati. La propulsione dichiarata è affidata a due Mercury Racing da 300 CV, con velocità di crociera di 40 nodi e velocità massima di 48 nodi. La capacità indicata è di 14 ospiti più 2 membri di equipaggio. La descrizione commerciale insiste su linee ispirate all’aerospazio, costruzione leggera e configurazione personalizzabile, quindi su un posizionamento più vicino a una barca performante di fascia alta che a un semplice dimostratore tecnologico.
Dal Cyberfin al Vortex: come si è arrivati a questo passaggio
Per capire il senso del Vortex bisogna partire dal Cyberfin, la prima barca completamente stampata in 3D presentata da Inoventive 3D a Dubai. Le fonti aziendali e di settore descrivono il Cyberfin come una barca lunga 10 metri, larga 2,1 metri e alta 2,7 metri, costruita con plastica riciclata da rifiuti marini, completata in 6 giorni e 9 ore, con una capacità di 10 persone e registrazione presso la Dubai Maritime City Authority. Lo stesso gruppo dichiara una capacità produttiva di 6-7 imbarcazioni al mese. In questo quadro, il Vortex appare come il passaggio dalla dimostrazione iniziale di fattibilità a un prodotto più strutturato, pensato per la vendita e con specifiche da motoscafo prestazionale.
Come viene prodotta una barca di questo tipo
Nel caso del nuovo motoscafo di Dubai scafo, coperta e sovrastruttura sono stati realizzati con Material Extrusion, cioè estrusione di materiale su larga scala. Le pagine di Inoventive 3D dedicate al Cyberfin descrivono invece una filiera composta da progettazione digitale completa dello scafo, scelta del materiale, stampa di grandi componenti, assemblaggio, incollaggio e finitura. Questo approccio evita la costruzione di stampi dedicati per ogni nuova geometria e rende più semplice intervenire sul progetto prima della produzione. È anche il motivo per cui l’azienda sostiene di poter produrre un’imbarcazione in settimane invece che in mesi e di posizionare il prezzo intorno a un terzo di quello di un motoscafo tradizionale comparabile: sono dati dichiarati dall’azienda e ripresi dalla stampa di settore, utili per capire il modello industriale proposto.
Perché Dubai è un contesto favorevole
Il progetto si inserisce in un contesto in cui Dubai e gli Emirati hanno già investito in applicazioni concrete della manifattura additiva. La Dubai 3D Printing Strategy, lanciata nel 2016, punta a fare di Dubai un hub globale della stampa 3D entro il 2030. Nel settore nautico, Al Seer Marine ha già portato in esercizio sperimentale con la Roads and Transport Authority di Dubai un’abra elettrica stampata in 3D, mentre CEAD ha fornito ad Al Seer una stampante robotica di grande formato da 36 metri per applicazioni navali e strutturali. Questo significa che il Vortex non nasce in un vuoto industriale: arriva in un’area che sta già usando la stampa 3D per scafi, trasporto pubblico sull’acqua e produzione di grandi componenti marini.
Che cosa cambia per la nautica
L’aspetto più interessante non è soltanto la forma del motoscafo, ma il fatto che Inoventive 3D e MJ1 stiano cercando di trasformare la stampa 3D da strumento per prototipi a processo produttivo per imbarcazioni finite. Se il Cyberfin rappresentava la prova che una barca stampata in 3D poteva essere registrata, varata e usata, il Vortex mostra un passaggio verso un’offerta commerciale con prestazioni, finiture e personalizzazione più spinte. In termini industriali, questo può aprire spazio a piccole serie, commesse personalizzate, aggiornamenti rapidi del design e una riduzione della dipendenza dagli stampi tradizionali, soprattutto in segmenti dove il numero di unità resta limitato ma il valore per singola imbarcazione è elevato.
