Velo3D porta la manifattura additiva metallica nel programma IMSA di Andretti Performance
Velo3D affiancherà Andretti Performance come sponsor ufficiale e fornitore di tecnologia per la manifattura additiva in due appuntamenti della stagione 2026 dell’IMSA Michelin Pilot Challenge. Il marchio dell’azienda comparirà sulla Porsche n. 43 di Andretti Performance nelle gare di WeatherTech Raceway Laguna Seca e Indianapolis Motor Speedway, mentre in pista verranno utilizzati componenti funzionali prodotti con stampa 3D metallica. L’accordo non è quindi una semplice operazione di visibilità: serve a mostrare come una parte sviluppata per una vettura da competizione possa essere progettata, prodotta e portata in gara con una filiera additiva orientata alla prestazione.
Il primo componente realizzato riguarda i sistemi radio e di controllo dell’abitacolo
Il primo elemento già progettato e prodotto da Velo3D per la Porsche n. 43 è una staffa di fissaggio in alluminio per i controlli radio. Secondo Velo3D, il componente è stato sviluppato per aumentare rigidità e funzionalità di un sistema importante per le comunicazioni e la gestione dei controlli nell’abitacolo. In un contesto come quello delle gare endurance e sprint IMSA, anche un componente apparentemente secondario può incidere su affidabilità, ergonomia del pilota e qualità dell’interazione con i sistemi di bordo. La logica dell’intervento è chiara: alleggerire dove possibile, aumentare la robustezza dove serve e integrare nel progetto vincoli meccanici reali fin dalla fase di design.
Constellium entra nel progetto con la lega Aheadd CP1
Per questa parte Velo3D ha impiegato la lega di alluminio Aheadd CP1 di Constellium, un materiale sviluppato per la produzione additiva e descritto dall’azienda come una soluzione Aluminium-Iron-Zirconium pensata per unire resistenza meccanica, duttilità, conducibilità termica ed elettrica, produttività di processo e post-lavorazioni più semplici. Constellium segnala inoltre che Aheadd CP1 è già stata approvata per l’uso sulle vetture di Formula 1 a partire dalla stagione 2024, e che la lega è stata sviluppata per applicazioni ad alte prestazioni, inclusi scambiatori di calore e componenti strutturali. Questo aiuta a capire perché il materiale sia adatto anche al motorsport: unisce leggerezza, resistenza e stabilità in geometrie che beneficiano della libertà progettuale tipica della stampa 3D metallica.
La progettazione generativa è stata usata per ridurre massa e concentrare il materiale dove serve
Velo3D spiega che la staffa è stata ottimizzata con strumenti di generative design per massimizzare l’efficienza strutturale e contenere il peso. Questo approccio è coerente con ciò che la manifattura additiva rende possibile in ambito racing: non limitarsi a replicare una parte esistente, ma ripensarla in funzione dei carichi, degli ingombri e delle priorità di prestazione. In pratica, il componente può essere alleggerito nelle aree meno sollecitate e irrobustito solo nei punti necessari, riducendo materiale e massa senza seguire le stesse regole geometriche imposte da lavorazioni tradizionali come fresatura o piegatura.
Le due gare scelte da Andretti Performance sono Laguna Seca e Indianapolis
L’operazione riguarderà due eventi precisi del calendario 2026 della Michelin Pilot Challenge: il round di WeatherTech Raceway Laguna Seca, in programma dal 1 al 3 maggio 2026, e quello di Indianapolis Motor Speedway, fissato dal 18 al 20 settembre 2026. IMSA ha inoltre confermato che la Porsche n. 43 Andretti Performance correrà in questi due appuntamenti con Jarett Andretti e Gabby Chaves. La scelta di un programma limitato a due eventi consente di trattare la collaborazione come un banco di prova ben definito, utile per verificare sul campo tempi di sviluppo, affidabilità della parte e valore tecnico della soluzione adottata.
Per Andretti non è il primo contatto con la stampa 3D, ma qui cambia il tipo di applicazione
Andretti aveva già comunicato in passato l’uso di stampanti 3D Stratasys FDM per accelerare progettazione e produzione all’interno del team. La collaborazione con Velo3D aggiunge ora un tassello diverso: la manifattura additiva metallica applicata a componenti destinati alla vettura da gara in un campionato IMSA. Il passaggio è rilevante perché sposta l’uso della stampa 3D da una funzione soprattutto legata a supporti, prototipi e parti polimeriche, verso componenti metallici che entrano nel perimetro della prestazione e dell’affidabilità in pista.
Fonti:
Per Velo3D il progetto serve anche a mostrare l’uso della propria piattaforma oltre i settori più consolidati
Velo3D presenta la propria offerta come un ecosistema completo per la stampa 3D metallica basato su tecnologia laser powder bed fusion. Nella sua gamma rientrano sistemi come Sapphire XC, una piattaforma con otto laser da 1 kW e produttività dichiarata fino a 800 cc/ora, pensata per produzione di parti complesse e di grandi dimensioni. Anche se il comunicato su Andretti non specifica la macchina impiegata per la staffa della Porsche n. 43, il progetto è utile a Velo3D per mostrare che il proprio approccio non è confinato ad aerospazio, difesa o energia, ma può trovare applicazione anche nel motorsport quando serve produrre componenti leggeri, robusti e geometricamente ottimizzati.
Cosa rende questa collaborazione interessante per il settore
Il punto più interessante non è la presenza del logo Velo3D sulla vettura, ma il fatto che il motorsport venga usato come ambiente operativo per dimostrare il valore della manifattura additiva su componenti reali. Le corse restano uno dei contesti in cui tempi rapidi di iterazione, riduzione del peso, ottimizzazione topologica e produzione di piccoli lotti hanno il maggiore valore tecnico. In questo caso partecipano al progetto quattro nomi ben riconoscibili della filiera: Velo3D come fornitore della tecnologia additiva, Andretti Performance come struttura sportiva, Constellium come fornitore del materiale Aheadd CP1 e Porsche come costruttore della vettura impiegata nel programma.
