Sharrow Engineering porta su scala la produzione della Sharrow Propeller con Ford e la fusione in sabbia stampata in 3D

Dalla microfusione tradizionale a un ciclo produttivo molto più corto

Sharrow Engineering ha annunciato che aumenterà la produzione della Sharrow Propeller attraverso una collaborazione con Ford Motor Company e con il supporto dell’ecosistema di Michigan Central. Il punto centrale dell’operazione è il passaggio da una filiera basata sulla microfusione tradizionale a una soluzione di 3D sand-casting, cioè la realizzazione di stampi in sabbia tramite stampa 3D per poi arrivare alla colata del componente. Secondo quanto comunicato dalle aziende coinvolte, questo cambiamento riduce i tempi di produzione da un massimo di 130 giorni a circa due settimane, un salto che per Sharrow significa poter gestire con più continuità la domanda della stagione nautica e accorciare in modo netto il tempo necessario per portare a volume un prodotto già presente sul mercato.

Come entra in gioco Ford Motor Company

La collaborazione coinvolge in particolare il team Advanced Industrial Technology & Platforms di Ford Motor Company. Nei nove mesi di lavoro descritti da Sharrow e ripresi anche da TCT Magazine, Ford ha contribuito ad adattare il progetto dell’elica a un processo di fusione in sabbia stampata in 3D, lavorando anche con fonderie regionali per mettere a punto il metodo di produzione degli stampi e validare il processo in ottica di volumi più elevati. Il ruolo di Ford non nasce dal nulla: l’azienda ricorda di utilizzare da anni diverse tecnologie additive, compreso il 3D sand printing, e in una sua ricostruzione interna spiega di aver accumulato un’esperienza molto ampia nella stampa 3D già a partire dagli anni Ottanta, con oltre 500.000 parti prodotte nel tempo per attività di sviluppo e prototipazione. In questo caso, quella competenza viene applicata non all’automotive in senso stretto, ma alla manifattura di un componente nautico complesso.

Il ruolo di Michigan Central e di Newlab Detroit

In questa operazione Michigan Central non compare come semplice cornice istituzionale, ma come soggetto che ha messo in collegamento Sharrow Engineering con Ford Motor Company e con una rete più ampia di capacità produttive e di prototipazione nell’area di Detroit. Michigan Central descrive il proprio ecosistema come un ambiente pensato per accompagnare le aziende dalla fase di concept alla commercializzazione, anche grazie a Newlab Detroit, che offre 18.000 piedi quadrati di spazi avanzati di prototipazione e fabbricazione con stampanti 3D, macchine CNC, aree di saldatura e assemblaggio flessibile. Lo stesso ecosistema segnala inoltre la presenza di aree industriali attivabili per la produzione e cita Sharrow Marine tra le aziende che hanno scelto Detroit per progettare, iterare e crescere. In questo quadro, la collaborazione con Ford appare come il passaggio che trasforma un vantaggio tecnico in una capacità industriale più stabile.

Perché la Sharrow Propeller è diventata un caso industriale

La spinta a espandere la produzione nasce dal fatto che la Sharrow Propeller non è presentata come una semplice variante di elica, ma come una piattaforma tecnologica su cui Sharrow Engineering e Sharrow Marine stanno costruendo la propria crescita. L’azienda racconta che l’idea è nata nel 2012 mentre Greg Sharrow cercava un’elica più silenziosa per riprese aeree con droni; dopo anni di sviluppo è arrivata alla commercializzazione del prodotto lanciato nel 2020. Sharrow sostiene che la propria geometria riduca o elimini la tip cavitation e i vortici alle estremità, con benefici in efficienza, controllo e rumorosità. TIME, inserendo lo Sharrow MX Propeller tra le Best Inventions del 2023, ha riportato valori fino all’80% in meno di rumore e fino al 30% in più di efficienza rispetto a eliche convenzionali. È questa combinazione tra differenziazione tecnica e domanda crescente che spiega perché il collo di bottiglia produttivo sia diventato il tema principale.

L’espansione di Sharrow Engineering oltre la nautica

L’accordo con Ford Motor Company si inserisce anche in una fase di ampliamento industriale di Sharrow Engineering. Nel comunicato diffuso dall’azienda, Sharrow collega questa accelerazione produttiva alla propria quarta espansione in cinque anni, con un nuovo stabilimento da 60.000 piedi quadrati a Harper Woods, nel Michigan, e con ulteriore crescita occupazionale nell’area di Detroit. La stessa comunicazione sottolinea inoltre che la tecnologia sviluppata attorno alla Sharrow Propeller interessa anche altri comparti: droni, advanced air mobility, ventilatori industriali, pompe e sistemi per l’energia rinnovabile. Sharrow Engineering aggiunge di detenere oltre 200 brevetti nel mondo e di operare come società madre di Sharrow Marine. In altre parole, l’aumento di capacità produttiva non serve soltanto a consegnare più eliche nautiche, ma a preparare la base industriale per una famiglia più ampia di applicazioni fluidodinamiche.

Perché questa notizia conta anche per la manifattura additiva

L’aspetto più interessante, dal punto di vista della manifattura additiva, è che qui la stampa 3D non viene usata per produrre direttamente l’elica finita, ma per rendere più veloce e scalabile il processo di fonderia attraverso stampi in sabbia realizzati additivamente. È un caso concreto di come la stampa 3D possa funzionare da acceleratore industriale in una filiera ibrida, dove progettazione avanzata, know-how metallurgico delle fonderie, capacità di industrializzazione di Ford Motor Company e infrastruttura di Michigan Central lavorano insieme. Letta in questo modo, la notizia non riguarda solo Sharrow Engineering e Sharrow Marine, ma mostra come Detroit stia cercando di valorizzare la combinazione tra startup manifatturiere, grandi gruppi industriali e strumenti di prototipazione rapida per ridurre il tempo che separa il progetto dalla produzione su scala.

Di Fantasy

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