UltiMaker sta spingendo con decisione sulle prestazioni delle sue stampanti professionali S6 e S8, due sistemi FDM a doppia estrusione che appartengono alla famiglia S series. Il punto centrale non è un cambio estetico della macchina, ma un insieme di aggiornamenti che riguarda controllo del movimento, profili di stampa, flusso materiale e integrazione software. In altre parole, UltiMaker lavora su ciò che in una stampante 3D professionale pesa davvero nella vita quotidiana: velocità reale, ripetibilità, qualità delle superfici, gestione dei materiali e riduzione degli interventi manuali.

Le due macchine vengono ora associate con forza al motion planner UltiMaker Cheetah, già alla base della strategia “high speed” dell’azienda. S6 e S8 sono indicate con velocità fino a 500 mm/s e accelerazione fino a 50.000 mm/s², con una precisione dichiarata di 0,15 mm ± 0,15% su PLA e Tough PLA. Per la S8, UltiMaker parla di produttività fino a quattro volte superiore rispetto al modello precedente, grazie alla combinazione tra Cheetah, nuovi print core ad alto flusso e sistema feeder migliorato.

Il cuore tecnico è il motion planner Cheetah

Quando si parla di velocità nella stampa 3D FDM, il numero in millimetri al secondo racconta solo una parte della storia. Una macchina può dichiarare velocità elevate, ma se non riesce a gestire accelerazioni, curve, cambi di direzione e flusso materiale, il risultato può essere una parte con vibrazioni visibili, spigoli meno puliti, sovraestrusione o sottoestrusione.

Il ruolo del motion planner è proprio questo: decidere come si muovono testina, assi e feeder durante il percorso di stampa. UltiMaker spiega che Cheetah elimina i “salti” di velocità e ottimizza i profili di movimento per ottenere traiettorie più fluide. Il sistema lavora insieme a input shaping e pressure advance, con l’obiettivo di ridurre vibrazioni residue e rendere più coerente l’estrusione quando la testina accelera, rallenta o affronta una curva.

Questo aspetto è importante perché la produttività non dipende solo da quanto una macchina si muove in rettilineo. In molti pezzi reali ci sono fori, cambi di direzione, pareti sottili, riempimenti, raccordi, scritte, nervature e geometrie tecniche. Una stampante più rapida deve quindi controllare bene il movimento nei punti difficili, non solo aumentare la velocità massima.

S6: l’erede della S5 con prestazioni più alte

La UltiMaker S6 nasce come evoluzione della S5, una piattaforma molto diffusa in laboratori, uffici tecnici, scuole, reparti di manutenzione e piccole produzioni interne. UltiMaker la presenta come una macchina pensata per ingegneri, team di produzione e manutentori che hanno bisogno di parti affidabili per prototipi funzionali, supporti di produzione e riparazioni on demand. La S6 mantiene un volume di stampa di 330 × 240 × 300 mm, doppia estrusione, compatibilità con Air Manager e Material Station, e introduce Cheetah, un feeder dual drive, livellamento migliorato e piano flessibile PEI.

Questo posizionamento è significativo. UltiMaker non sta cercando solo di rincorrere le stampanti desktop ad alta velocità del mercato consumer. La S6 viene proposta come macchina professionale accessibile dentro l’ecosistema S series, con particolare attenzione a continuità operativa, compatibilità con accessori già noti e possibilità di usare materiali tecnici senza cambiare completamente flusso di lavoro.

La retrocompatibilità è uno dei punti meno appariscenti, ma più utili per chi ha già una S5 o una piccola flotta UltiMaker. Material Station, Air Manager, print core e materiali restano parte dello stesso ambiente. Per un’azienda, questo significa meno formazione, meno incertezza sui materiali e possibilità di introdurre una macchina più veloce senza riprogettare da zero il reparto di stampa 3D.

S8: alta velocità e doppio materiale in formato desktop professionale

La UltiMaker S8 è il modello più spinto della coppia. UltiMaker la descrive come una stampante desktop professionale a doppio materiale prodotta in Europa, con Cheetah, print core ad alto flusso, feeder aggiornato, accelerometro integrato, firmware migliorato e filtro EPA integrato. La macchina viene presentata con velocità fino a 500 mm/s, accelerazione fino a 50.000 mm/s² e compatibilità con oltre 301 materiali.

La differenza rispetto a molte stampanti veloci più economiche sta soprattutto nella combinazione tra doppia estrusione, materiali validati e integrazione software. Per un laboratorio tecnico, la possibilità di stampare materiale di supporto solubile, materiali flessibili, compositi caricati fibra e polimeri più comuni dentro lo stesso ambiente può contare più della sola velocità. Una macchina rapida ma limitata nei materiali risolve solo una parte del problema; una macchina più controllata, con profili già pronti e gestione di rete, può essere più adatta a un uso ripetitivo in azienda.

Print core ad alto flusso e feeder: la velocità richiede materiale

Per stampare più velocemente non basta muovere la testina più in fretta. Bisogna anche spingere abbastanza materiale fuso attraverso l’ugello. Qui entrano in gioco i print core AA+ e CC+, che UltiMaker descrive con un design a quattro camere capace di aumentare il flusso fino a 2,5 volte e di aiutare la regolazione della pressione nella testina. Sulla S8 questo elemento è indicato come esclusivo della macchina, mentre la S6 integra print core ad alto flusso progettati per lavorare con la sua architettura.

Il feeder aggiornato, derivato dalla piattaforma Factor 4, ha invece il compito di migliorare presa e controllo del filamento alle velocità superiori. Questo dettaglio è meno visibile del motion planner, ma incide molto sulla qualità. A flussi elevati, un trascinamento irregolare del filamento può generare difetti, ritardi di pressione nell’ugello o variazioni nelle pareti. Per questo UltiMaker combina la parte software con modifiche meccaniche, invece di affidare tutto al solo slicer.

Cura 5.12: l’aggiornamento software che completa il quadro

La parte più interessante per chi usa già le macchine non riguarda solo l’hardware. Con UltiMaker Cura 5.12, l’azienda ha introdotto modifiche pensate per migliorare i risultati reali: ponti più puliti, nuovi riempimenti Honeycomb e Octagon, impostazioni di infill più precise, migliore gestione delle cuciture e stime dei tempi più regolabili. Per S6 e S8, Cura 5.12 porta impostazioni parete aggiornate per aumentare la resistenza, ottimizzazioni di infill, skin e shell per ridurre i tempi e migliorare la qualità, oltre a parametri di retrazione pensati per ridurre oozing e stringing.

Questo è un punto da sottolineare: le prestazioni di una stampante 3D non sono ferme al giorno dell’acquisto. In un sistema ben integrato, firmware, slicer e profili possono modificare in modo concreto il comportamento della macchina. Una stessa stampante, con profili migliori, può diventare più produttiva o più affidabile senza cambiare componenti.

Cura resta inoltre il centro del flusso UltiMaker. L’azienda indica oltre 400 impostazioni personalizzabili, profili raccomandati testati, intent profiles e collegamento con Marketplace e Digital Factory. Per l’utente esperto questo significa controllo fine; per chi lavora in produzione significa poter standardizzare profili e ridurre la variabilità tra operatori.

Materiali: il vantaggio non è solo la quantità

UltiMaker insiste molto sulla compatibilità con più di 300 materiali. Il numero è utile dal punto di vista commerciale, ma il vero tema è la disponibilità di profili pronti, testati e integrati in Cura. Per le S series si parla di PLA, Tough PLA, PETG, ABS, CPE, Nylon, PC, TPU, compositi caricati fibra, materiali di supporto come PVA e Breakaway, oltre a kit specifici per metallo e PET CF.

Per un reparto tecnico, questa libreria di materiali può pesare più di una singola specifica hardware. Una macchina usata per attrezzaggi, dime, maschere, prototipi funzionali, parti da banco o componenti per manutenzione deve passare da un materiale all’altro con il minor numero possibile di prove. Se il profilo è già costruito per quella combinazione di filamento, print core e macchina, il tempo perso in calibrazione si riduce.

Va però evitata una lettura troppo semplice. “301+ materiali” non significa che ogni materiale venga stampato alla massima velocità, né che ogni profilo sia adatto a ogni geometria. I materiali caricati fibra, flessibili o ad alta temperatura richiedono sempre attenzione a essiccazione, adesione, supporti, ugelli e condizioni ambientali. Il valore dell’ecosistema UltiMaker è nel ridurre la complessità, non nell’eliminarla completamente.

Doppia estrusione e supporti: perché resta un punto forte

La doppia estrusione è una caratteristica storica della serie S e continua a essere uno dei motivi per cui queste macchine restano interessanti in ambito professionale. Stampare con due materiali permette di combinare materiale principale e supporto, usare PVA solubile, Breakaway o accoppiare materiali diversi in un singolo pezzo. UltiMaker sottolinea che il design a doppia estrusione lavora insieme a software e firmware per combinare due materiali con ridotto spreco e buona affidabilità.

Nel lavoro tecnico questo può fare la differenza. Un componente con canali interni, sottosquadri o superfici funzionali difficili può richiedere supporti migliori rispetto a quelli ottenibili con un solo materiale. La stampa più veloce è utile, ma diventa ancora più utile quando non obbliga a rinunciare a geometrie complesse o materiali di supporto.

Digital Factory e stampa distribuita in ufficio tecnico

UltiMaker collega S6 e S8 anche a Digital Factory, la piattaforma per gestire file, stampa da remoto, code di lavoro e flussi tra più utenti. La S6 viene descritta come integrata con Cura, Cura Cloud e Digital Factory, così da permettere slicing, gestione e stampa da più postazioni e team.

Questo elemento spiega perché UltiMaker continui a puntare sul concetto di ecosistema. In un’azienda, una stampante non è solo una macchina sul banco: è un nodo dentro un processo. I file arrivano da CAD, vengono preparati, approvati, mandati in stampa, monitorati, rimossi dal piano, finiti e usati. Se la parte software semplifica questi passaggi, la produttività cresce anche senza aumentare la velocità meccanica.

Velocità dichiarata e velocità utile

I 500 mm/s vanno letti con attenzione. Sono una specifica importante, ma non rappresentano automaticamente la velocità media di ogni stampa. La velocità utile dipende da layer height, materiale, ugello, geometria, percentuale di riempimento, qualità richiesta, supporti e profilo scelto. Anche la fonte originale sottolinea che valori del genere vanno interpretati nel contesto dei parametri con cui vengono misurati.

La domanda corretta non è quindi “la macchina stampa sempre a 500 mm/s?”, ma “quanto tempo risparmio su pezzi reali mantenendo qualità e affidabilità accettabili?”. UltiMaker prova a rispondere con un approccio combinato: Cheetah per il movimento, print core per il flusso, feeder per il controllo del materiale, Cura per i profili, Digital Factory per il flusso di lavoro.

Dove queste macchine hanno più senso

S6 e S8 si collocano bene in ambienti dove la stampa 3D viene usata tutti i giorni per oggetti funzionali: prototipi tecnici, supporti di assemblaggio, maschere, dime, componenti per manutenzione, parti per linee di confezionamento, modelli per verifica ergonomica e piccole serie interne. La compatibilità con materiali tecnici e compositi permette di coprire un’ampia fascia di applicazioni, senza entrare nel territorio delle macchine industriali chiuse e molto più costose.

La S6 sembra pensata per chi vuole entrare nell’ecosistema ad alta produttività con una macchina più accessibile, mantenendo continuità con la S5. La S8 resta più adatta a chi cerca il pacchetto più completo in formato desktop professionale, con filtro integrato, print core ad alto flusso, accelerometro e dotazione più spinta.

Una risposta al mercato delle FDM veloci

Il mercato FDM è cambiato molto. Le stampanti veloci sono diventate comuni anche nella fascia desktop, e oggi molte macchine economiche promettono accelerazioni elevate e tempi di stampa ridotti. UltiMaker non può competere solo sul prezzo o sul dato di velocità. La sua risposta passa da affidabilità, materiali, software, doppia estrusione e gestione professionale.

È una strategia diversa: non vendere solo “più millimetri al secondo”, ma un ambiente in cui quei millimetri al secondo possano essere usati da tecnici, scuole, laboratori e aziende senza trasformare ogni stampa in una sessione di test. Per questo l’aggiornamento di S6 e S8 va letto come un consolidamento della piattaforma, più che come una semplice corsa alla velocità.

Conclusione

Il miglioramento delle prestazioni di UltiMaker S6 e UltiMaker S8 mostra come la stampa 3D professionale FDM stia entrando in una fase in cui hardware, slicer, firmware e materiali devono essere progettati insieme. Cheetah aumenta il controllo del movimento, i print core ad alto flusso permettono di spingere più materiale, il feeder aggiornato stabilizza l’alimentazione, Cura 5.12 raffina profili e strategie di stampa, mentre Digital Factory porta la macchina dentro un flusso più adatto ai team.

Per gli utenti finali il vantaggio non è solo stampare più in fretta. Il vantaggio è ridurre i tempi di iterazione, aumentare il numero di parti prodotte in giornata, mantenere qualità prevedibile e lavorare con materiali tecnici senza dover costruire ogni profilo da zero. In un mercato dove la velocità è ormai diventata una specifica comune, UltiMaker punta su un messaggio più industriale: rendere la stampa rapida più controllabile, ripetibile e utilizzabile nel lavoro quotidiano.

Tabella 1 – Confronto tecnico UltiMaker S6 e UltiMaker S8

Voce tecnicaUltiMaker S6UltiMaker S8
Tecnologia di stampaFDM / FFF a filamentoFDM / FFF a filamento
ArchitetturaDoppia estrusioneDoppia estrusione
Volume di stampa330 × 240 × 300 mm330 × 240 × 300 mm
Motion plannerUltiMaker CheetahUltiMaker Cheetah
Velocità dichiarataFino a 500 mm/sFino a 500 mm/s
Accelerazione dichiarataFino a 50.000 mm/s²Fino a 50.000 mm/s²
Print coreAA+ e CC+ ad alto flussoAA+ e CC+ ad alto flusso
Produttività dichiarataFino a 4 volte superiore rispetto alla generazione precedenteFino a 4 volte superiore rispetto alla S7
Piatto di stampaPiano flessibile o piano in vetro, secondo configurazionePiano flessibile
Gestione materialiCompatibile con Material StationCompatibile con Material Station
SoftwareUltiMaker Cura, Cura Cloud, Digital FactoryUltiMaker Cura, Cura Cloud, Digital Factory
PosizionamentoSistema professionale più accessibile nella serie S aggiornataSistema professionale più completo e spinto della serie S

Tabella 2 – Cosa cambia con il motion planner Cheetah

AreaFunzione tecnicaEffetto pratico sulla stampa
Movimento degli assiPianificazione più fluida delle traiettorieMeno vibrazioni e migliore controllo nei cambi di direzione
AccelerazioniGestione più spinta di accelerazione e decelerazioneRiduzione dei tempi sulle geometrie adatte
Curve e spigoliMovimento più controllato nei punti complessiSpigoli più puliti e minore rischio di artefatti visibili
EstrusioneIntegrazione con pressure advanceDeposito del materiale più coerente nelle variazioni di velocità
VibrazioniSupporto a funzioni di input shapingMeno ringing sulle superfici verticali
ProduttivitàVelocità utile più alta su profili ottimizzatiPiù parti prodotte a parità di giornata lavorativa

Tabella 3 – Componenti hardware principali aggiornati

ComponenteRuolo nella macchinaPerché è importante
Print core AA+Estrusione di materiali standard e tecnici non abrasiviPermette un flusso più elevato rispetto ai print core tradizionali
Print core CC+Estrusione di materiali compositi e caricati fibraAdatto a filamenti più abrasivi e applicazioni tecniche
Design quad-chamberGestione interna del flusso nel print coreAiuta a mantenere più stabile la pressione del materiale
Feeder dual driveTrascinamento del filamentoMigliora il controllo del materiale alle velocità più alte
Accelerometro integratoRilevamento delle vibrazioniSupporta la calibrazione del movimento e la qualità superficiale
Piano flessibileRimozione dei pezziRiduce il rischio di danneggiare la parte durante il distacco
Livellamento miglioratoControllo del primo layerAumenta l’affidabilità nelle stampe lunghe o ripetitive

Tabella 4 – Software e flusso di lavoro

StrumentoFunzioneUtilità per l’utente professionale
UltiMaker CuraSlicing e preparazione dei fileProfili pronti, parametri avanzati e gestione materiali
Cura 5.12Aggiornamento dei profili e delle strategie di stampaMigliora pareti, riempimenti, skin, shell e retrazioni su S6 e S8
Intent profilesProfili orientati allo scopo del pezzoAiutano a scegliere tra qualità, resistenza o velocità
Digital FactoryGestione remota delle stampantiUtile per team, flotte di macchine e code di stampa
Cura CloudPreparazione e gestione collegata al cloudSemplifica il lavoro tra più postazioni
Marketplace UltiMakerAccesso a profili materiali e integrazioniRiduce il tempo necessario per validare nuovi filamenti
Profili materiali validatiParametri già testati per materiali specificiMeno prove manuali e maggiore ripetibilità

Tabella 5 – Materiali e applicazioni tipiche

Categoria materialeEsempiApplicazioni possibili
PLA / Tough PLAPrototipi, modelli, dime leggereVerifica forma, prototipi rapidi, oggetti dimostrativi
PETGParti funzionali leggereComponenti da laboratorio, supporti, involucri
ABS / ASAParti più resistenti e stabiliAttrezzaggi, componenti tecnici, uso in ambienti più impegnativi
NylonParti soggette a usura e flessioneGuide, supporti, elementi meccanici leggeri
PCParti rigide e resistentiComponenti tecnici, prototipi funzionali più esigenti
TPUMateriali flessibiliGuarnizioni, protezioni, elementi antiurto
Compositi caricati fibraFilamenti con fibra di carbonio o vetroDime, maschere, supporti rigidi, attrezzaggi industriali
PVA / BreakawayMateriali di supportoGeometrie complesse, sottosquadri, canali interni

Tabella 6 – Dove S6 e S8 possono dare più vantaggio

Settore / repartoEsempi di utilizzoVantaggio principale
Ufficio tecnicoPrototipi funzionali, verifiche dimensionaliIterazioni più rapide
ProduzioneDime, maschere, supporti di assemblaggioRiduzione dei tempi di attesa per attrezzaggi
ManutenzioneRicambi non critici, supporti, adattatoriProduzione interna su richiesta
Formazione tecnicaEsercitazioni, modelli, parti dimostrativeUso di una piattaforma professionale accessibile
Laboratori R&DTest materiali, validazione forme, prove funzionaliAmpia compatibilità con filamenti diversi
Piccola serieParti in lotti limitatiMaggiore flessibilità rispetto a stampi o fornitori esterni
Packaging e automazioneGuide, distanziali, staffe, accessori lineaPersonalizzazione rapida per linee produttive
Design industrialeModelli estetici e funzionaliBuon equilibrio tra qualità visiva e tempi di stampa

Tabella 7 – Lettura corretta dei dati di velocità

Dato dichiaratoCome va interpretato
Fino a 500 mm/sÈ un valore massimo, non la velocità media di ogni stampa
Fino a 50.000 mm/s²Indica la capacità di accelerazione, utile soprattutto su geometrie adatte
Fino a 4× produttivitàDipende dal confronto con modelli precedenti, profili e materiali usati
Qualità migliorataRichiede profili corretti, materiale ben gestito e macchina calibrata
Print core ad alto flussoAiutano a mantenere estrusione sufficiente alle velocità elevate
Profili Cura aggiornatiPossono incidere molto sui risultati reali senza cambiare hardware
Materiali tecniciNon tutti possono essere stampati alla massima velocità
Doppia estrusioneAumenta le possibilità applicative, ma può allungare i tempi su parti complesse

Tabella 8 – Differenza pratica tra S6 e S8

EsigenzaModello più adattoMotivo
Entrare nella serie S con una macchina più aggiornataS6Buon equilibrio tra costo, prestazioni ed ecosistema
Massimizzare la produttività desktop professionaleS8Configurazione più completa e orientata all’alta velocità
Usare materiali di supporto solubili o breakawayS6 o S8Entrambe offrono doppia estrusione
Lavorare con materiali tecnici e compositiS6 o S8Entrambe supportano print core adatti ai materiali più impegnativi
Gestire più materiali in modo automaticoS6 o S8 con Material StationUtile per stampe lunghe e cambio materiale
Aggiornare una flotta basata su S5S6Continuità più naturale con l’ecosistema precedente
Cercare il modello più prestazionale della serie SS8Maggiore enfasi su velocità, flusso e dotazione integrata

Di Fantasy

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