OrcaSlicer 2.4.0 Alpha segna un passaggio importante per uno degli slicer open source più usati nella stampa 3D FDM. La versione, pubblicata come pre-release il 25 maggio 2026 dall’account SoftFever sul repository GitHub ufficiale, non va considerata una release stabile, ma porta con sé diverse funzioni che anticipano la direzione del progetto: gestione dei profili più strutturata, strumenti per migliorare le superfici inclinate e curve, nuove opzioni per infill, brim, multi-materiale, Linux e profili macchina.
OrcaSlicer rimane un software libero e open source per generare G-code, con supporto per molte famiglie di stampanti, tra cui Bambu Lab, Prusa, Creality, Voron e altre. Il sito ufficiale segnala anche l’esistenza di siti non ufficiali che possono creare confusione, invitando a scaricare il programma solo da orcaslicer.com o dalla pagina GitHub del progetto.
Orca Cloud porta i profili di stampa fuori dal singolo computer
La novità più visibile di OrcaSlicer 2.4.0 Alpha è Orca Cloud, una piattaforma pensata per sincronizzare profili di stampante, filamento e processo tra più installazioni del programma. Per chi usa OrcaSlicer su più computer, o lavora con diverse macchine, questa funzione evita il trasferimento manuale dei file di configurazione e riduce il rischio di usare profili non aggiornati.
La piattaforma consente anche di gestire una cronologia delle versioni dei profili. Questo significa che, dopo una modifica ai parametri, l’utente può confrontare versioni diverse e ripristinare una configurazione precedente. È una funzione utile soprattutto quando si lavora su calibrazioni complesse: un profilo può migliorare una stampa specifica, ma peggiorarne un’altra, e avere uno storico consultabile permette di tornare a un settaggio già verificato.
Un altro elemento centrale è il sistema dei Preset Bundle. In pratica, l’utente può raccogliere in un pacchetto profili di stampante, filamento e processo, aggiungendo descrizione, versione, immagini, tag e compatibilità con determinate macchine. Il bundle può restare privato oppure essere pubblicato nella sezione Explore di Orca Cloud, dove altri utenti possono cercarlo, filtrarlo e sottoscriverlo. Dopo la sottoscrizione, i profili vengono sincronizzati in OrcaSlicer al login, al riavvio o tramite il comando di sincronizzazione dei preset.
La funzione non obbliga a usare il cloud. I profili locali e il flusso di lavoro tradizionale restano disponibili, quindi chi preferisce lavorare senza account può continuare a farlo. La documentazione specifica però che Orca Cloud richiede OrcaSlicer 2.4.0 Alpha o una build 2.4.0-dev, connessione internet e un account Orca Cloud.
Z Anti-Aliasing: superfici curve e inclinate con meno effetto “scalino”
Tra le funzioni tecniche più interessanti c’è lo Z Anti-Aliasing, indicato anche come ZAA o Z Contouring. La funzione è pensata per ridurre l’effetto a gradini sulle superfici superiori curve o inclinate, un limite tipico della stampa FDM quando la geometria non è perfettamente orizzontale o verticale.
Il principio è diverso dal semplice abbassamento dell’altezza layer. In una stampa tradizionale, ogni movimento di estrusione di un layer avviene su una quota Z uniforme. Con Z Contouring, OrcaSlicer può variare localmente la quota Z di alcuni punti di estrusione, facendo seguire al percorso dell’ugello la superficie originale del modello in modo più aderente. L’obiettivo è ottenere cupole, smussi e pendenze leggere con un aspetto più continuo, senza modificare l’altezza layer nominale dell’intero oggetto.
La documentazione precisa però un limite importante: l’implementazione attuale riguarda le superfici superiori curve o inclinate, mentre non gestisce le curve rivolte verso il basso. La funzione è collocata in modalità Expert, non nella modalità semplice, perché richiede consapevolezza dei parametri di stampa e dei possibili effetti sul pezzo.
Modalità Expert: più impostazioni senza sovraccaricare tutti gli utenti
Con questa versione arriva anche una nuova modalità Expert, posizionata tra Advanced e Developer. Il selettore diventa quindi a tre livelli: Simple, Advanced ed Expert. Questa scelta ha senso perché diverse funzioni introdotte nella 2.4.0 Alpha non sono destinate all’utente occasionale, ma a chi sa intervenire su geometria, movimento, accelerazioni, infill e qualità superficiale.
ZAA e Machine Input Shaping rientrano proprio in questa categoria. La logica è chiara: OrcaSlicer vuole continuare a essere accessibile, ma senza nascondere strumenti avanzati a chi usa lo slicer per lavoro, per prototipazione tecnica o per gestire parchi macchine con profili ottimizzati.
Fuzzy Skin Ripple e texture più controllabili
La funzione Fuzzy Skin viene ampliata con una modalità Ripple, che permette di generare texture più regolari rispetto al comportamento casuale classico. Invece di produrre una superficie “ruvida” basata su perturbazioni casuali, Ripple crea un motivo più uniforme e gestibile tramite parametri dedicati: numero di onde per layer, offset dell’onda e numero di layer tra gli offset.
Questa possibilità può interessare chi stampa oggetti decorativi, parti da impugnare, cover, componenti con texture antiscivolo o superfici su cui si vuole nascondere parzialmente la stratificazione. OrcaSlicer mantiene anche la modalità fuzzy tradizionale, ma l’aggiunta di un generatore più ordinato amplia le possibilità senza dover tornare al CAD per modificare la geometria del modello.
Infill Gyroid ottimizzato e Tri-Hexagon senza incroci
La versione 2.4.0 Alpha introduce anche un’opzione sperimentale per l’Optimized Gyroid infill. Secondo le note ufficiali, l’opzione regola automaticamente lunghezza d’onda e ampiezza del gyroid in base a densità, spaziatura delle linee e altezza layer. Il lavoro è collegato al progetto CRAMP della Brown University, con finanziamento NASA Space Grant, in collaborazione con ELEGOO e Polymaker. Le architetture risultanti hanno superato benchmark commerciali fino al 60% nel rapporto resistenza a compressione/massa.
C’è poi un nuovo pattern Non-Crossing Tri-Hexagon, pensato per evitare linee di infill che si intersecano. Ogni layer viene ruotato di 120 gradi, con l’obiettivo di distribuire meglio la resistenza lungo gli assi X e Y. È un’aggiunta utile per chi vuole un riempimento più coerente dal punto di vista meccanico, soprattutto su parti funzionali stampate in FDM.
Brim combinati e maggiore controllo sull’adesione
OrcaSlicer adotta anche i brim combinati in stile PrusaSlicer. Invece di generare brim separati per ogni oggetto, il software può creare un anello continuo attorno a più parti presenti sul piano di stampa. Questa soluzione può migliorare l’adesione nei casi in cui ci siano molti oggetti vicini o geometrie piccole.
La release aggiunge anche un controllo dedicato per il brim flow ratio, separandolo dal flow ratio del primo layer. È una modifica pratica: fino a quando il brim condivide lo stesso flusso del primo layer, aumentare l’estrusione per migliorare l’adesione del brim significa influenzare anche la base del pezzo. Separando i due parametri, diventa possibile rinforzare il brim senza alterare in modo diretto l’intero primo strato.
Machine Input Shaping gestibile dallo slicer
Un’altra funzione per utenti avanzati è Machine Input Shaping. OrcaSlicer permette di impostare frequenza e damping degli assi X/Y direttamente nelle impostazioni della stampante, con supporto per Adaptive Klipper, RRF e Marlin 2. La funzione genera il G-code appropriato per il firmware selezionato.
Questo non sostituisce una calibrazione corretta della macchina, ma permette di gestire alcuni parametri dal lato slicer. Può essere utile in particolare con stampanti Marlin in cui il menu dedicato all’input shaping non è disponibile o quando si vuole mantenere la gestione dei parametri nel profilo di stampa.
Migliorie per Linux, Wayland e Flatpak
Sul fronte Linux, OrcaSlicer 2.4.0 Alpha porta il supporto nativo a Wayland, senza passare da XWayland. Le note indicano correzioni per configurazioni multi-monitor, popup, sottomenu, icone poco visibili e crash legati alla scheda Preview. È stato aggiornato anche il pacchetto Flatpak e migliorata l’esperienza con condivisioni di rete e accesso al filesystem in ambiente sandbox.
Per chi usa OrcaSlicer su workstation Linux, questi cambiamenti possono pesare più delle funzioni “visibili” dello slicer: stabilità dell’interfaccia, gestione delle finestre e compatibilità con Wayland incidono sull’uso quotidiano, soprattutto quando si lavora con file complessi o più monitor.
Nuovi profili per Bambu Lab, Flashforge, Anycubic e altri produttori
La release amplia e aggiorna anche il pacchetto dei profili. Tra le aggiunte figurano il supporto per Bambu Lab X2D, con definizione della stampante, preset macchina/processo/filamento e gestione dual-nozzle, oltre ad aggiornamenti per Bambu Lab P2S. Sono presenti anche profili per Flashforge Artemis, Flashforge Creator 5 e Creator 5 Pro, Anycubic Kobra 3 Max, Anycubic Kobra X, profili re:3D, LH Stinger e Cubicon xCeler-Mini.
Tra i profili filamento compaiono anche preset per filamenti beta Bambu Lab in PLA, PETG, ABS e TPU, oltre a profili per GreenGate3D e FILL3D. OrcaSlicer introduce inoltre un sistema di controllo per gli aggiornamenti dei profili per singolo vendor: quando un produttore pubblica configurazioni aggiornate, il software può avvisare l’utente e proporre l’aggiornamento.
Un progetto open source con radici in più slicer
OrcaSlicer nasce in un ecosistema già ricco di strumenti. Il progetto riconosce le proprie radici in Bambu Studio, PrusaSlicer, SuperSlicer, Slic3r e in idee arrivate anche dal mondo Cura. Il repository GitHub indica la licenza GNU Affero General Public License v3, mentre il plugin di networking Bambu è descritto come opzionale e basato su librerie non libere di Bambu Lab.
Questo contesto è importante perché OrcaSlicer si muove tra due esigenze: da una parte la libertà del software open source, dall’altra la necessità di interagire con ecosistemi hardware e cloud sviluppati da aziende diverse. Con Orca Cloud, il progetto prova a costruire un’infrastruttura propria per la condivisione dei profili, senza togliere la possibilità di lavorare in locale.
Alpha significa test: meglio non usarla alla cieca in produzione
La versione 2.4.0 è etichettata come Alpha e le stesse note rimandano a un thread di tracciamento dei problemi. Tra i problemi noti sono indicati dialoghi che possono non ridimensionarsi correttamente alla prima apertura e un comportamento del menu hover sul pulsante Slice per stampanti X2D e H2D su macOS. Il team chiede di segnalare bug importanti con passaggi chiari, screenshot, file .3mf, log, sistema operativo e versione di OrcaSlicer.
Per chi usa la stampante per produzione, clienti o consegne, conviene mantenere una versione stabile in parallelo e provare la 2.4.0 Alpha su profili copiati, non sugli unici profili di lavoro. Per chi invece testa funzioni avanzate, contribuisce al progetto o vuole prepararsi alle novità della prossima release stabile, questa Alpha offre già un quadro chiaro della direzione presa da OrcaSlicer.
OrcaSlicer 2.4.0 Alpha non è solo un aggiornamento con qualche opzione in più. L’arrivo di Orca Cloud sposta una parte del lavoro sui profili verso un modello sincronizzato e condivisibile, mentre Z Anti-Aliasing, Fuzzy Skin Ripple, infill ottimizzati, brims combinati e Machine Input Shaping puntano a dare più controllo a chi vuole migliorare qualità, finitura e comportamento meccanico delle stampe.
Il progetto resta open source e utilizzabile in locale, ma si prepara a un ecosistema più connesso, dove profili, configurazioni e bundle possono circolare tra utenti, produttori di stampanti, produttori di filamenti e sviluppatori. Per ora è una versione Alpha: interessante da provare, da trattare con prudenza sui lavori critici.
