Lockheed Martin e l’azienda belga Guaranteed hanno avviato una collaborazione per valutare l’impiego della produzione additiva metallica di grande formato in ambito aerospaziale e difesa. Il punto di partenza è una lettera d’intenti che inserisce le capacità produttive di Guaranteed nel quadro del programma belga Essential Security Interest, collegato alla partecipazione industriale del Belgio al programma F-35.
La notizia è interessante non tanto perché annuncia un componente già destinato alla produzione di serie, ma perché mostra una direzione molto concreta: usare la stampa 3D in metallo non solo per piccoli componenti complessi, ma anche per strutture di grandi dimensioni, attrezzature, parti near-net-shape e applicazioni dove il costo del materiale, i tempi di approvvigionamento e la logistica pesano in modo rilevante.
Che cosa fa Guaranteed
Guaranteed è una società belga nata nel 2019 come spin-off di Finindus, ArcelorMittal Belgium e OCAS. L’azienda lavora sulla produzione, riparazione e ricostruzione di grandi componenti metallici, con l’obiettivo di allungare la vita utile di impianti e parti industriali e ridurre i fermi macchina.
Il cuore tecnologico è la WAAM, Wire Arc Additive Manufacturing, una forma di additive manufacturing a filo e arco. In termini semplici, invece di partire da un grosso blocco di metallo e asportare materiale fino ad arrivare alla forma finale, il processo deposita metallo fuso strato dopo strato usando filo metallico e una sorgente ad arco. Il risultato non è di norma un pezzo finito al centesimo di millimetro: spesso serve una lavorazione meccanica finale. Il vantaggio è che la geometria di partenza è molto più vicina alla forma del componente finale.
Questa logica è particolarmente utile quando il pezzo è grande, quando il materiale è costoso o quando la soluzione tradizionale richiede forgiati, fusioni, stampi o attrezzature con tempi lunghi. TWI descrive la WAAM come un processo adatto a preforme near-net-shape, capace di ridurre costi, tempi, sprechi di materiale e problemi di magazzino in applicazioni ingegneristiche di media e grande scala.
Perché interessa a Lockheed Martin
Nel settore aerospaziale il concetto chiave è il cosiddetto rapporto buy-to-fly: quanto materiale bisogna acquistare rispetto a quanto materiale resta davvero nel componente che volerà. Se per ottenere una parte in titanio o in una lega speciale si parte da un blocco molto grande e si rimuove una quota elevata di materiale, il costo complessivo sale. Non si paga solo il metallo: si pagano ore macchina, utensili, energia, controlli, sfridi e tempi di attraversamento.
Una tecnologia come quella di Guaranteed può essere utile proprio in questi casi. Lockheed Martin e Guaranteed intendono valutare l’impiego della tecnologia belga per il tooling e per componenti strutturali near-net-shape. Le parti prodotte con questo approccio richiedono comunque finitura e controlli, ma possono ridurre la quantità di materiale da rimuovere e abbreviare alcune fasi della catena produttiva.
Per Lockheed Martin il tema non è nuovo. Il gruppo statunitense usa e sperimenta la manifattura additiva in diversi ambiti, dall’aerospazio alla difesa. Nel caso belga, però, il collegamento con l’F-35 aggiunge una dimensione industriale e politica: non si tratta solo di una prova tecnica, ma anche di costruire competenze locali nella filiera di un programma militare internazionale.
Il collegamento con il programma F-35 del Belgio
Il Belgio ha scelto l’F-35A come successore dell’F-16 e il programma prevede 34 velivoli nella commessa iniziale. Lockheed Martin ha presentato il primo F-35A destinato al Belgio nel dicembre 2023 nello stabilimento di Fort Worth, in Texas. Nello stesso contesto, il gruppo ha indicato che il programma Essential Security Interest avrebbe dovuto portare tecniche produttive avanzate, competenze e opportunità industriali al tessuto belga.
La collaborazione con Guaranteed si inserisce in questa cornice. Il Belgio non vuole essere solo cliente finale di un sistema d’arma, ma punta a far crescere una parte della propria industria aerospaziale e manifatturiera. Per aziende come Guaranteed, questo significa poter misurare le proprie tecnologie con requisiti molto severi: materiali qualificati, processi ripetibili, tracciabilità, controlli non distruttivi, documentazione tecnica e capacità di integrarsi con una filiera regolata.
Grandi parti metalliche: dove può avere senso la WAAM
Guaranteed dichiara di lavorare su componenti metallici di grande scala, con capacità dimensionali indicate in più fonti fino a 10 x 6 x 5 metri e fino a 20 tonnellate. La società opera con metalli come acciai al carbonio, acciai inossidabili, leghe a base nichel, titanio e alluminio.
Queste dimensioni spiegano perché la tecnologia sia diversa dalla stampa 3D metallica a letto di polvere, più diffusa per parti piccole o medie ad alta complessità. La WAAM non nasce per sostituire il laser powder bed fusion in microcanali, scambiatori termici compatti o geometrie molto fini. Il suo spazio è un altro: grandi strutture, riparazioni, preforme, attrezzature, parti obsolete, componenti dove la geometria è grande e il materiale incide sul costo.
Guaranteed presenta la riparazione e la ricostruzione di grandi parti come una delle aree principali della propria proposta. L’azienda evidenzia anche l’uso di simulazione, monitoraggio del processo, ispezione e controllo per aumentare l’affidabilità della produzione.
Non basta stampare: servono qualifica e controlli
Nel settore difesa e aerospazio la stampa 3D metallica non entra in produzione solo perché il processo è tecnicamente possibile. Il passaggio più complesso è la qualifica. Un componente deve dimostrare caratteristiche meccaniche coerenti, stabilità metallurgica, assenza di difetti critici, ripetibilità del processo e compatibilità con le successive fasi di trattamento termico, lavorazione meccanica e ispezione.
È qui che la collaborazione con Lockheed Martin può diventare importante. Un grande produttore aerospaziale può aiutare a definire requisiti, procedure e criteri di accettazione. Una società specializzata come Guaranteed può invece portare capacità produttiva, competenza metallurgica e un’infrastruttura già orientata a pezzi di grande scala.
Guaranteed stessa sottolinea che, nella manifattura additiva metallica, la scelta del fornitore non riguarda solo il prezzo. L’azienda richiama temi come certificazione, qualità, riduzione dei cicli prova-errore e qualificazione del processo, soprattutto quando i componenti devono lavorare in ambienti severi.
Una filiera europea più vicina alla produzione
Il caso Lockheed Martin–Guaranteed va letto anche nel contesto più ampio della localizzazione industriale. I programmi militari internazionali richiedono sempre più spesso ritorni industriali, competenze locali e capacità distribuite. Per il Belgio, far entrare aziende nazionali in segmenti avanzati come additive manufacturing, compositi, riparazione e produzione di componenti può significare occupazione qualificata e maggiore autonomia industriale.
Per Lockheed Martin, una rete europea più forte può ridurre alcuni rischi della supply chain, aprire soluzioni produttive alternative e creare fornitori capaci di rispondere a esigenze specifiche. Non significa che da domani grandi componenti F-35 saranno stampati in 3D in Belgio. Significa che una tecnologia viene portata dentro un percorso di valutazione, con applicazioni possibili nel tooling, nelle strutture near-net-shape e nella produzione o riparazione di parti metalliche ad alto valore.
Il punto vero: meno materiale sprecato e tempi più gestibili
L’aspetto più concreto della produzione additiva metallica di grande formato è la possibilità di cambiare il modo in cui si affrontano pezzi complessi e costosi. Se una parte richiede un forgiato speciale, uno stampo dedicato o un fornitore con tempi lunghi, la WAAM può diventare una strada da valutare. Non sempre sarà la soluzione migliore, ma in alcuni casi può ridurre materiale sprecato, scorte, trasporti e tempi di attesa.
Per il mondo aerospaziale questo può avere un impatto forte, perché molte parti sono prodotte in volumi limitati, con materiali costosi e requisiti elevati. Il vantaggio non è solo stampare una forma complicata. È poter costruire una preforma più vicina al pezzo finale, lavorarla meccanicamente, controllarla e inserirla in un flusso industriale più flessibile.
La collaborazione tra Lockheed Martin e Guaranteed non va letta come un annuncio di produzione immediata, ma come un segnale tecnico e industriale. La stampa 3D metallica di grande formato sta cercando spazio dove la manifattura tradizionale mostra limiti di costo, tempi o spreco di materiale. Il Belgio, attraverso il programma F-35 e il quadro Essential Security Interest, prova a trasformare una commessa militare in competenze produttive locali. Guaranteed porta una tecnologia WAAM orientata a grandi componenti, riparazioni e parti near-net-shape; Lockheed Martin porta requisiti, filiera e applicazioni aerospaziali.
Il passaggio decisivo sarà la qualifica: solo lì si capirà quali applicazioni potranno uscire dalla fase di valutazione e diventare produzione reale.
