Formlabs ha avviato una significativa riorganizzazione della propria struttura di vertice, modificando la composizione del consiglio di amministrazione e affidando nuovi incarichi ad alcune delle figure che hanno accompagnato la società nel suo sviluppo. Al centro dei cambiamenti annunciati il 12 agosto 2026 c’è l’ingresso di Dan Riccio, ex dirigente di Apple, che entra in Formlabs con un doppio ruolo: consulente strategico e investitore.

L’operazione assume un significato particolare considerando la fase attraversata dall’azienda statunitense. Formlabs non è più soltanto il produttore che, partendo da una campagna Kickstarter e dalla Form 1, contribuì a rendere la stereolitografia professionale più accessibile. Il gruppo dispone oggi di un portafoglio che comprende sistemi SLA e SLS, software, materiali proprietari e apparecchiature per la post-elaborazione, con una presenza crescente negli ambienti produttivi.

La nuova configurazione del consiglio sembra quindi rispondere all’esigenza di affiancare alla competenza tecnologica maturata internamente esperienze provenienti da aziende che hanno affrontato problemi di produzione su larga scala, supply chain, organizzazione industriale e gestione di società tecnologiche mature.

Dan Riccio porta in Formlabs l’esperienza maturata in Apple

Il nome più rilevante della riorganizzazione è quello di Dan Riccio. Prima di entrare in Formlabs come strategic advisor, Riccio ha trascorso oltre vent’anni in Apple, dove ha ricoperto alcuni dei principali ruoli nel settore dell’ingegneria hardware.

Riccio entrò in Apple nel 1998 alla guida di attività legate al Product Design. Nel 2010 divenne vicepresidente dell’Hardware Engineering dell’iPad e nel 2012 assunse la responsabilità complessiva dell’Hardware Engineering entrando nel gruppo dei senior vice president dell’azienda di Cupertino.

Durante il suo periodo in Apple lavorò in una fase nella quale l’azienda dovette coordinare progettazione, industrializzazione e produzione di dispositivi venduti in quantità estremamente elevate. La sua esperienza comprende generazioni di iPhone, iPad e Mac, oltre alla costruzione e alla gestione di organizzazioni ingegneristiche capaci di sviluppare contemporaneamente numerose famiglie di prodotto.

Nel 2021 Apple gli affidò un nuovo progetto interno come vicepresidente dell’Engineering, dopo quasi un decennio alla guida dell’intera struttura hardware. Il suo percorso è quindi particolarmente interessante per Formlabs perché unisce progettazione del prodotto, organizzazione dei team tecnici e capacità di trasferire un progetto dalla fase ingegneristica alla produzione su scala industriale.

Formlabs ha inoltre specificato che Riccio non si limiterà a offrire consulenza: investirà personalmente nella società.

La presenza di un investimento diretto distingue il suo ingresso da quello di un consulente esterno tradizionale. Riccio partecipa infatti anche finanziariamente al futuro dell’azienda, creando un evidente allineamento tra il ruolo di advisor e i risultati di lungo periodo di Formlabs.

Maxim Lobovsky diventa anche presidente del consiglio di amministrazione

Un secondo cambiamento riguarda Maxim Lobovsky, cofondatore e amministratore delegato di Formlabs, che assume anche la carica di Chairman of the Board.

Lobovsky amplia così il proprio controllo strategico sulla società, riunendo la posizione di CEO con quella di presidente del consiglio di amministrazione.

La modifica arriva dopo quindici anni nei quali la presidenza era stata affidata al cofondatore Natan Linder. La scelta rappresenta quindi un passaggio importante nella storia della governance di Formlabs.

Lobovsky è una delle figure centrali nello sviluppo dell’azienda fin dalla sua nascita nel 2011. Formlabs fu fondata da Maxim Lobovsky, Natan Linder e David Cranor con l’obiettivo di portare tecnologie di stampa 3D professionale, all’epoca associate soprattutto a sistemi industriali costosi, verso macchine più compatte e accessibili.

La Form 1, finanziata attraverso Kickstarter, costituì il primo passo di questo percorso. Negli anni successivi Formlabs ha progressivamente ampliato la propria attività passando dalla stereolitografia desktop a un ecosistema che comprende stampanti SLA di differenti dimensioni, sistemi SLS, soluzioni dedicate al settore dentale e medicale, software e una vasta gamma di resine e polveri.

Natan Linder lascia il consiglio ma rimane advisor di Formlabs

Natan Linder lascia invece la presidenza e il consiglio di amministrazione dopo quindici anni, senza interrompere completamente il rapporto con Formlabs.

Linder continuerà infatti a collaborare con la società come strategic advisor.

Il suo ruolo nella storia di Formlabs è particolarmente rilevante. Insieme a Maxim Lobovsky e David Cranor partecipò alla fondazione dell’azienda e alla trasformazione del progetto iniziale in una società internazionale.

Parallelamente, Linder ha sviluppato un altro percorso imprenditoriale nel settore della produzione digitale fondando Tulip, società specializzata in piattaforme software destinate alle operazioni industriali e agli operatori di fabbrica.

La transizione da presidente del consiglio a consulente consente quindi a Formlabs di mantenere accessibile l’esperienza di uno dei propri fondatori modificando, allo stesso tempo, la struttura decisionale del board.

Dávid Lakatos diventa presidente e membro del board

Un’altra promozione significativa riguarda Dávid Lakatos, fino a questo momento Chief Product Officer di Formlabs.

Lakatos assume la carica di President ed entra contemporaneamente nel consiglio di amministrazione.

È una scelta particolarmente indicativa perché Lakatos rappresenta la continuità tecnologica dell’azienda. Entrato in Formlabs nei primi anni della società, ha partecipato allo sviluppo di buona parte dell’architettura di prodotto costruita dal gruppo.

Nel corso di oltre un decennio ha lavorato sull’evoluzione delle piattaforme SLA e SLS, sui materiali, sul software e sulla strategia complessiva di sviluppo dei sistemi Formlabs.

Maxim Lobovsky ha più volte descritto il contributo di Lakatos come paragonabile, per importanza, a quello di un cofondatore. La sua nomina a presidente e l’ingresso nel consiglio consolidano il peso della componente prodotto e ingegneristica all’interno delle decisioni strategiche dell’azienda.

La nuova distribuzione delle responsabilità permette inoltre a Lobovsky, che rimane CEO e assume la presidenza del board, di affiancarsi a un presidente operativo con una conoscenza diretta delle tecnologie e dei processi sviluppati internamente.

Nadia Shouraboura assume il ruolo di Lead Director

La riorganizzazione coinvolge anche Nadia Shouraboura, membro del consiglio di Formlabs dal 2022, che assume il ruolo di Lead Director.

Shouraboura porta nel consiglio un’esperienza differente rispetto a quella prevalentemente hardware di Riccio e Lakatos. Nel corso della propria carriera ha ricoperto incarichi nel settore della supply chain e del fulfillment di Amazon, lavorando quindi su sistemi logistici caratterizzati da grandi volumi e da un’elevata complessità operativa.

Il suo ruolo diventa particolarmente interessante in una società come Formlabs nel momento in cui il problema non consiste più esclusivamente nello sviluppare nuove stampanti, ma nel costruire una struttura capace di produrle, distribuirle, assisterle e alimentarle con materiali consumabili su mercati internazionali.

Rob Willett aumenta il proprio investimento in Formlabs

Anche Rob Willett rimane nel consiglio di amministrazione e aumenta il proprio investimento personale in Formlabs.

Willett porta un’ulteriore componente industriale nella governance della società. È stato CEO di Cognex, azienda statunitense specializzata in sistemi di visione artificiale utilizzati nell’automazione e nel controllo dei processi produttivi.

Cognex opera in un settore nel quale hardware, ottica, software e automazione devono essere combinati in prodotti destinati direttamente agli ambienti industriali. L’esperienza maturata da Willett risulta quindi complementare sia alla competenza consumer hardware di Riccio sia alle conoscenze sviluppate internamente da Formlabs.

Il fatto che Willett abbia deciso di aumentare il proprio investimento, mentre Riccio entra a sua volta nel capitale, aggiunge un elemento finanziario alla riorganizzazione del consiglio.

Formlabs non ha comunicato l’ammontare dei due investimenti.

Da stampanti desktop a piattaforma per la produzione

Per comprendere il significato di questi cambiamenti è necessario osservare anche come sia cambiata Formlabs.

La società nacque nel 2011 concentrandosi sulla stereolitografia desktop. Nel corso degli anni ha ampliato progressivamente il proprio raggio d’azione e oggi dichiara oltre 750 dipendenti, dieci sedi internazionali e più di 45 materiali proprietari.

Alle piattaforme SLA della famiglia Form si è aggiunta la linea Fuse dedicata alla sinterizzazione laser selettiva.

La strategia è passata quindi dalla realizzazione di stampanti destinate soprattutto alla prototipazione a un ecosistema nel quale la produzione di parti finali occupa uno spazio crescente.

Questo passaggio è importante perché modifica anche il tipo di concorrenti e clienti con cui Formlabs deve confrontarsi. Nel prototyping desktop sono fondamentali prezzo, semplicità di utilizzo e qualità della parte. Quando una tecnologia viene inserita in un processo produttivo diventano altrettanto importanti affidabilità, ripetibilità, capacità produttiva, disponibilità dei materiali, manutenzione, automazione e costo per pezzo.

La composizione del nuovo consiglio sembra coerente con queste esigenze.

La Fuse X1 mostra la direzione industriale di Formlabs

Un segnale particolarmente evidente della strategia dell’azienda è arrivato nel giugno 2026 con la presentazione della Fuse X1.

Con questo sistema SLS, Formlabs si spinge verso una fascia di produzione superiore rispetto a quella occupata dalla Fuse 1+ 30W.

Fuse X1 è stata progettata per lavorazioni di formato maggiore e per produzioni con throughput più elevato, mantenendo l’approccio con cui Formlabs cerca di ridurre le barriere economiche e operative tipiche delle apparecchiature additive industriali.

Il passaggio è significativo perché porta Formlabs a confrontarsi in modo più diretto con produttori di sistemi industriali e con applicazioni nelle quali la stampa 3D viene utilizzata non solo per realizzare prototipi, ma anche attrezzature, componenti funzionali e parti destinate all’impiego finale.

L’arrivo di Dan Riccio assume quindi un significato più preciso se letto insieme all’espansione della gamma SLS: il problema per Formlabs non è semplicemente progettare una nuova generazione di stampanti, ma trasformare queste piattaforme in prodotti industriali capaci di essere costruiti e distribuiti su scala maggiore.

L’acquisizione di Micronics ha rafforzato la strategia SLS

Anche l’acquisizione di Micronics nel luglio 2024 va nella stessa direzione.

Micronics era una giovane società del Wisconsin impegnata nello sviluppo di sistemi SLS compatti. Formlabs decise di acquisirla integrando il team e le competenze sviluppate dall’azienda.

L’operazione mostrava già l’interesse di Formlabs per l’espansione della sinterizzazione laser selettiva e per la possibilità di portare questa tecnologia a un numero maggiore di aziende.

A distanza di due anni, la presentazione della Fuse X1 e la nuova struttura dirigenziale suggeriscono una strategia nella quale SLA e SLS costituiscono due pilastri complementari di una piattaforma destinata alla produzione digitale.

Una società valutata due miliardi di dollari

Esiste poi una dimensione finanziaria che rende inevitabili le domande sul futuro societario di Formlabs.

Nel maggio 2021 l’azienda raccolse 150 milioni di dollari in un round Series E guidato da SoftBank Vision Fund 2. L’operazione portò la valutazione dichiarata della società a 2 miliardi di dollari.

Da allora Formlabs è rimasta una società privata.

Una società con questa dimensione, una presenza internazionale, investitori istituzionali e un’attività sempre più orientata alla produzione industriale può naturalmente trovarsi, nel corso della propria evoluzione, davanti a diverse opzioni: una nuova raccolta di capitale, un’acquisizione, l’ingresso di nuovi investitori oppure una quotazione in Borsa.

La riorganizzazione del consiglio alimenta quindi le discussioni su una possibile IPO.

È però importante distinguere questa interpretazione dai fatti annunciati dalla società: Formlabs non ha comunicato alcun progetto ufficiale di quotazione.

Il cambiamento della governance può essere compatibile con una futura preparazione ai mercati finanziari, ma può anche rispondere alla necessità più generale di dotare una società diventata più grande di una struttura di gestione adatta alla sua nuova dimensione.

Perché la presenza di Dan Riccio può essere importante

L’elemento forse più interessante riguarda il tipo di esperienza che Formlabs sta inserendo nell’organizzazione.

Nel settore della produzione additiva molte aziende possiedono competenze molto avanzate nella scienza dei materiali, nella meccanica o nei processi di stampa. Una difficoltà differente emerge quando queste tecnologie devono trasformarsi in prodotti fabbricati in migliaia di unità, con catene di fornitura controllate, standard qualitativi uniformi e cicli di sviluppo prevedibili.

È precisamente su questo terreno che l’esperienza di Dan Riccio può diventare utile.

Apple ha costruito negli ultimi decenni una delle organizzazioni hardware più complesse del settore tecnologico, nella quale progettazione industriale, ingegneria meccanica, elettronica, software e produzione devono convergere in prodotti destinati a volumi enormemente superiori a quelli tipici della stampa 3D professionale.

Formlabs non deve naturalmente replicare il modello produttivo di Apple. Può però utilizzare l’esperienza di Riccio per affrontare problemi analoghi su una scala differente: semplificazione dell’hardware, industrializzazione, affidabilità, progettazione per la produzione, organizzazione dei gruppi di sviluppo e gestione della transizione tra prototipo e prodotto commerciale.

Un consiglio costruito intorno alla crescita industriale

Considerate insieme, le nomine delineano un consiglio nel quale convivono competenze differenti.

Maxim Lobovsky mantiene la leadership e aggiunge la presidenza del board. Dávid Lakatos rappresenta la continuità tecnica e di prodotto. Dan Riccio porta l’esperienza maturata nell’hardware di Apple. Rob Willett aggiunge quella proveniente dall’automazione e dalla machine vision di Cognex. Nadia Shouraboura contribuisce con conoscenze legate alla gestione operativa e alla supply chain sviluppate anche in Amazon.

Natan Linder lascia il consiglio ma rimane disponibile come advisor, mantenendo quindi un collegamento con la storia imprenditoriale dell’azienda.

Non si tratta solamente di un cambio di nomi.

È una modifica della struttura con cui Formlabs intende affrontare la propria prossima fase: trasformarsi da produttore di sistemi di stampa 3D professionale in un fornitore sempre più presente nei processi produttivi veri e propri.

IPO, acquisizione o crescita indipendente: le possibilità restano aperte

La domanda che inevitabilmente accompagna questa riorganizzazione riguarda la destinazione finale.

Una IPO è una delle possibilità, ma non è l’unica.

La stampa 3D attraversa da anni un processo di consolidamento nel quale numerose società cercano economie di scala, accesso a nuovi mercati e portafogli tecnologici più ampi. Formlabs rappresenterebbe un’attività interessante per diversi operatori per via della propria base installata, del marchio, delle tecnologie SLA e SLS e soprattutto dell’ecosistema di materiali e software costruito attorno alle macchine.

Allo stesso tempo, le dimensioni raggiunte dalla società e la capacità di sviluppare internamente nuovi prodotti potrebbero consentire a Formlabs di proseguire come gruppo indipendente.

La nuova governance sembra lasciare aperte entrambe le strade.

Il dato concreto è che Formlabs sta costruendo una struttura dirigenziale più vicina a quella di una società tecnologica industriale matura rispetto alla startup che quindici anni fa finanziava la Form 1 attraverso Kickstarter.

L’ingresso di Dan Riccio come advisor e investitore, la promozione di Dávid Lakatos, il nuovo ruolo di Maxim Lobovsky, quello di Nadia Shouraboura e il maggiore investimento di Rob Willett indicano che la società considera la fase che si apre nel 2026 diversa da quella che l’ha portata fin qui.

La questione non è più soltanto rendere accessibile una tecnologia di stampa 3D.

Per Formlabs la sfida è ora trasformare un ecosistema di hardware, software e materiali in una piattaforma produttiva capace di crescere su scala internazionale senza perdere quella combinazione di integrazione e semplicità d’uso sulla quale ha costruito la propria posizione nel mercato professionale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Formlabs ridisegna il vertice: Dan Riccio entra come advisor e investitore mentre l’azienda prepara una nuova fase di crescita

Formlabs ha avviato una significativa riorganizzazione della propria struttura di vertice, modificando la composizione del consiglio di amministrazione e affidando nuovi incarichi ad alcune delle figure che hanno accompagnato la società nel suo sviluppo. Al centro dei cambiamenti annunciati il 12 agosto 2026 c’è l’ingresso di Dan Riccio, ex dirigente di Apple, che entra in Formlabs con un doppio ruolo: consulente strategico e investitore.

L’operazione assume un significato particolare considerando la fase attraversata dall’azienda statunitense. Formlabs non è più soltanto il produttore che, partendo da una campagna Kickstarter e dalla Form 1, contribuì a rendere la stereolitografia professionale più accessibile. Il gruppo dispone oggi di un portafoglio che comprende sistemi SLA e SLS, software, materiali proprietari e apparecchiature per la post-elaborazione, con una presenza crescente negli ambienti produttivi.

La nuova configurazione del consiglio sembra quindi rispondere all’esigenza di affiancare alla competenza tecnologica maturata internamente esperienze provenienti da aziende che hanno affrontato problemi di produzione su larga scala, supply chain, organizzazione industriale e gestione di società tecnologiche mature.

Dan Riccio porta in Formlabs l’esperienza maturata in Apple

Il nome più rilevante della riorganizzazione è quello di Dan Riccio. Prima di entrare in Formlabs come strategic advisor, Riccio ha trascorso oltre vent’anni in Apple, dove ha ricoperto alcuni dei principali ruoli nel settore dell’ingegneria hardware.

Riccio entrò in Apple nel 1998 alla guida di attività legate al Product Design. Nel 2010 divenne vicepresidente dell’Hardware Engineering dell’iPad e nel 2012 assunse la responsabilità complessiva dell’Hardware Engineering entrando nel gruppo dei senior vice president dell’azienda di Cupertino.

Durante il suo periodo in Apple lavorò in una fase nella quale l’azienda dovette coordinare progettazione, industrializzazione e produzione di dispositivi venduti in quantità estremamente elevate. La sua esperienza comprende generazioni di iPhone, iPad e Mac, oltre alla costruzione e alla gestione di organizzazioni ingegneristiche capaci di sviluppare contemporaneamente numerose famiglie di prodotto.

Nel 2021 Apple gli affidò un nuovo progetto interno come vicepresidente dell’Engineering, dopo quasi un decennio alla guida dell’intera struttura hardware. Il suo percorso è quindi particolarmente interessante per Formlabs perché unisce progettazione del prodotto, organizzazione dei team tecnici e capacità di trasferire un progetto dalla fase ingegneristica alla produzione su scala industriale.

Formlabs ha inoltre specificato che Riccio non si limiterà a offrire consulenza: investirà personalmente nella società.

La presenza di un investimento diretto distingue il suo ingresso da quello di un consulente esterno tradizionale. Riccio partecipa infatti anche finanziariamente al futuro dell’azienda, creando un evidente allineamento tra il ruolo di advisor e i risultati di lungo periodo di Formlabs.

Maxim Lobovsky diventa anche presidente del consiglio di amministrazione

Un secondo cambiamento riguarda Maxim Lobovsky, cofondatore e amministratore delegato di Formlabs, che assume anche la carica di Chairman of the Board.

Lobovsky amplia così il proprio controllo strategico sulla società, riunendo la posizione di CEO con quella di presidente del consiglio di amministrazione.

La modifica arriva dopo quindici anni nei quali la presidenza era stata affidata al cofondatore Natan Linder. La scelta rappresenta quindi un passaggio importante nella storia della governance di Formlabs.

Lobovsky è una delle figure centrali nello sviluppo dell’azienda fin dalla sua nascita nel 2011. Formlabs fu fondata da Maxim Lobovsky, Natan Linder e David Cranor con l’obiettivo di portare tecnologie di stampa 3D professionale, all’epoca associate soprattutto a sistemi industriali costosi, verso macchine più compatte e accessibili.

La Form 1, finanziata attraverso Kickstarter, costituì il primo passo di questo percorso. Negli anni successivi Formlabs ha progressivamente ampliato la propria attività passando dalla stereolitografia desktop a un ecosistema che comprende stampanti SLA di differenti dimensioni, sistemi SLS, soluzioni dedicate al settore dentale e medicale, software e una vasta gamma di resine e polveri.

Natan Linder lascia il consiglio ma rimane advisor di Formlabs

Natan Linder lascia invece la presidenza e il consiglio di amministrazione dopo quindici anni, senza interrompere completamente il rapporto con Formlabs.

Linder continuerà infatti a collaborare con la società come strategic advisor.

Il suo ruolo nella storia di Formlabs è particolarmente rilevante. Insieme a Maxim Lobovsky e David Cranor partecipò alla fondazione dell’azienda e alla trasformazione del progetto iniziale in una società internazionale.

Parallelamente, Linder ha sviluppato un altro percorso imprenditoriale nel settore della produzione digitale fondando Tulip, società specializzata in piattaforme software destinate alle operazioni industriali e agli operatori di fabbrica.

La transizione da presidente del consiglio a consulente consente quindi a Formlabs di mantenere accessibile l’esperienza di uno dei propri fondatori modificando, allo stesso tempo, la struttura decisionale del board.

Dávid Lakatos diventa presidente e membro del board

Un’altra promozione significativa riguarda Dávid Lakatos, fino a questo momento Chief Product Officer di Formlabs.

Lakatos assume la carica di President ed entra contemporaneamente nel consiglio di amministrazione.

È una scelta particolarmente indicativa perché Lakatos rappresenta la continuità tecnologica dell’azienda. Entrato in Formlabs nei primi anni della società, ha partecipato allo sviluppo di buona parte dell’architettura di prodotto costruita dal gruppo.

Nel corso di oltre un decennio ha lavorato sull’evoluzione delle piattaforme SLA e SLS, sui materiali, sul software e sulla strategia complessiva di sviluppo dei sistemi Formlabs.

Maxim Lobovsky ha più volte descritto il contributo di Lakatos come paragonabile, per importanza, a quello di un cofondatore. La sua nomina a presidente e l’ingresso nel consiglio consolidano il peso della componente prodotto e ingegneristica all’interno delle decisioni strategiche dell’azienda.

La nuova distribuzione delle responsabilità permette inoltre a Lobovsky, che rimane CEO e assume la presidenza del board, di affiancarsi a un presidente operativo con una conoscenza diretta delle tecnologie e dei processi sviluppati internamente.

Nadia Shouraboura assume il ruolo di Lead Director

La riorganizzazione coinvolge anche Nadia Shouraboura, membro del consiglio di Formlabs dal 2022, che assume il ruolo di Lead Director.

Shouraboura porta nel consiglio un’esperienza differente rispetto a quella prevalentemente hardware di Riccio e Lakatos. Nel corso della propria carriera ha ricoperto incarichi nel settore della supply chain e del fulfillment di Amazon, lavorando quindi su sistemi logistici caratterizzati da grandi volumi e da un’elevata complessità operativa.

Il suo ruolo diventa particolarmente interessante in una società come Formlabs nel momento in cui il problema non consiste più esclusivamente nello sviluppare nuove stampanti, ma nel costruire una struttura capace di produrle, distribuirle, assisterle e alimentarle con materiali consumabili su mercati internazionali.

Rob Willett aumenta il proprio investimento in Formlabs

Anche Rob Willett rimane nel consiglio di amministrazione e aumenta il proprio investimento personale in Formlabs.

Willett porta un’ulteriore componente industriale nella governance della società. È stato CEO di Cognex, azienda statunitense specializzata in sistemi di visione artificiale utilizzati nell’automazione e nel controllo dei processi produttivi.

Cognex opera in un settore nel quale hardware, ottica, software e automazione devono essere combinati in prodotti destinati direttamente agli ambienti industriali. L’esperienza maturata da Willett risulta quindi complementare sia alla competenza consumer hardware di Riccio sia alle conoscenze sviluppate internamente da Formlabs.

Il fatto che Willett abbia deciso di aumentare il proprio investimento, mentre Riccio entra a sua volta nel capitale, aggiunge un elemento finanziario alla riorganizzazione del consiglio.

Formlabs non ha comunicato l’ammontare dei due investimenti.

Da stampanti desktop a piattaforma per la produzione

Per comprendere il significato di questi cambiamenti è necessario osservare anche come sia cambiata Formlabs.

La società nacque nel 2011 concentrandosi sulla stereolitografia desktop. Nel corso degli anni ha ampliato progressivamente il proprio raggio d’azione e oggi dichiara oltre 750 dipendenti, dieci sedi internazionali e più di 45 materiali proprietari.

Alle piattaforme SLA della famiglia Form si è aggiunta la linea Fuse dedicata alla sinterizzazione laser selettiva.

La strategia è passata quindi dalla realizzazione di stampanti destinate soprattutto alla prototipazione a un ecosistema nel quale la produzione di parti finali occupa uno spazio crescente.

Questo passaggio è importante perché modifica anche il tipo di concorrenti e clienti con cui Formlabs deve confrontarsi. Nel prototyping desktop sono fondamentali prezzo, semplicità di utilizzo e qualità della parte. Quando una tecnologia viene inserita in un processo produttivo diventano altrettanto importanti affidabilità, ripetibilità, capacità produttiva, disponibilità dei materiali, manutenzione, automazione e costo per pezzo.

La composizione del nuovo consiglio sembra coerente con queste esigenze.

La Fuse X1 mostra la direzione industriale di Formlabs

Un segnale particolarmente evidente della strategia dell’azienda è arrivato nel giugno 2026 con la presentazione della Fuse X1.

Con questo sistema SLS, Formlabs si spinge verso una fascia di produzione superiore rispetto a quella occupata dalla Fuse 1+ 30W.

Fuse X1 è stata progettata per lavorazioni di formato maggiore e per produzioni con throughput più elevato, mantenendo l’approccio con cui Formlabs cerca di ridurre le barriere economiche e operative tipiche delle apparecchiature additive industriali.

Il passaggio è significativo perché porta Formlabs a confrontarsi in modo più diretto con produttori di sistemi industriali e con applicazioni nelle quali la stampa 3D viene utilizzata non solo per realizzare prototipi, ma anche attrezzature, componenti funzionali e parti destinate all’impiego finale.

L’arrivo di Dan Riccio assume quindi un significato più preciso se letto insieme all’espansione della gamma SLS: il problema per Formlabs non è semplicemente progettare una nuova generazione di stampanti, ma trasformare queste piattaforme in prodotti industriali capaci di essere costruiti e distribuiti su scala maggiore.

L’acquisizione di Micronics ha rafforzato la strategia SLS

Anche l’acquisizione di Micronics nel luglio 2024 va nella stessa direzione.

Micronics era una giovane società del Wisconsin impegnata nello sviluppo di sistemi SLS compatti. Formlabs decise di acquisirla integrando il team e le competenze sviluppate dall’azienda.

L’operazione mostrava già l’interesse di Formlabs per l’espansione della sinterizzazione laser selettiva e per la possibilità di portare questa tecnologia a un numero maggiore di aziende.

A distanza di due anni, la presentazione della Fuse X1 e la nuova struttura dirigenziale suggeriscono una strategia nella quale SLA e SLS costituiscono due pilastri complementari di una piattaforma destinata alla produzione digitale.

Una società valutata due miliardi di dollari

Esiste poi una dimensione finanziaria che rende inevitabili le domande sul futuro societario di Formlabs.

Nel maggio 2021 l’azienda raccolse 150 milioni di dollari in un round Series E guidato da SoftBank Vision Fund 2. L’operazione portò la valutazione dichiarata della società a 2 miliardi di dollari.

Da allora Formlabs è rimasta una società privata.

Una società con questa dimensione, una presenza internazionale, investitori istituzionali e un’attività sempre più orientata alla produzione industriale può naturalmente trovarsi, nel corso della propria evoluzione, davanti a diverse opzioni: una nuova raccolta di capitale, un’acquisizione, l’ingresso di nuovi investitori oppure una quotazione in Borsa.

La riorganizzazione del consiglio alimenta quindi le discussioni su una possibile IPO.

È però importante distinguere questa interpretazione dai fatti annunciati dalla società: Formlabs non ha comunicato alcun progetto ufficiale di quotazione.

Il cambiamento della governance può essere compatibile con una futura preparazione ai mercati finanziari, ma può anche rispondere alla necessità più generale di dotare una società diventata più grande di una struttura di gestione adatta alla sua nuova dimensione.

Perché la presenza di Dan Riccio può essere importante

L’elemento forse più interessante riguarda il tipo di esperienza che Formlabs sta inserendo nell’organizzazione.

Nel settore della produzione additiva molte aziende possiedono competenze molto avanzate nella scienza dei materiali, nella meccanica o nei processi di stampa. Una difficoltà differente emerge quando queste tecnologie devono trasformarsi in prodotti fabbricati in migliaia di unità, con catene di fornitura controllate, standard qualitativi uniformi e cicli di sviluppo prevedibili.

È precisamente su questo terreno che l’esperienza di Dan Riccio può diventare utile.

Apple ha costruito negli ultimi decenni una delle organizzazioni hardware più complesse del settore tecnologico, nella quale progettazione industriale, ingegneria meccanica, elettronica, software e produzione devono convergere in prodotti destinati a volumi enormemente superiori a quelli tipici della stampa 3D professionale.

Formlabs non deve naturalmente replicare il modello produttivo di Apple. Può però utilizzare l’esperienza di Riccio per affrontare problemi analoghi su una scala differente: semplificazione dell’hardware, industrializzazione, affidabilità, progettazione per la produzione, organizzazione dei gruppi di sviluppo e gestione della transizione tra prototipo e prodotto commerciale.

Un consiglio costruito intorno alla crescita industriale

Considerate insieme, le nomine delineano un consiglio nel quale convivono competenze differenti.

Maxim Lobovsky mantiene la leadership e aggiunge la presidenza del board. Dávid Lakatos rappresenta la continuità tecnica e di prodotto. Dan Riccio porta l’esperienza maturata nell’hardware di Apple. Rob Willett aggiunge quella proveniente dall’automazione e dalla machine vision di Cognex. Nadia Shouraboura contribuisce con conoscenze legate alla gestione operativa e alla supply chain sviluppate anche in Amazon.

Natan Linder lascia il consiglio ma rimane disponibile come advisor, mantenendo quindi un collegamento con la storia imprenditoriale dell’azienda.

Non si tratta solamente di un cambio di nomi.

È una modifica della struttura con cui Formlabs intende affrontare la propria prossima fase: trasformarsi da produttore di sistemi di stampa 3D professionale in un fornitore sempre più presente nei processi produttivi veri e propri.

IPO, acquisizione o crescita indipendente: le possibilità restano aperte

La domanda che inevitabilmente accompagna questa riorganizzazione riguarda la destinazione finale.

Una IPO è una delle possibilità, ma non è l’unica.

La stampa 3D attraversa da anni un processo di consolidamento nel quale numerose società cercano economie di scala, accesso a nuovi mercati e portafogli tecnologici più ampi. Formlabs rappresenterebbe un’attività interessante per diversi operatori per via della propria base installata, del marchio, delle tecnologie SLA e SLS e soprattutto dell’ecosistema di materiali e software costruito attorno alle macchine.

Allo stesso tempo, le dimensioni raggiunte dalla società e la capacità di sviluppare internamente nuovi prodotti potrebbero consentire a Formlabs di proseguire come gruppo indipendente.

La nuova governance sembra lasciare aperte entrambe le strade.

Il dato concreto è che Formlabs sta costruendo una struttura dirigenziale più vicina a quella di una società tecnologica industriale matura rispetto alla startup che quindici anni fa finanziava la Form 1 attraverso Kickstarter.

L’ingresso di Dan Riccio come advisor e investitore, la promozione di Dávid Lakatos, il nuovo ruolo di Maxim Lobovsky, quello di Nadia Shouraboura e il maggiore investimento di Rob Willett indicano che la società considera la fase che si apre nel 2026 diversa da quella che l’ha portata fin qui.

La questione non è più soltanto rendere accessibile una tecnologia di stampa 3D.

Per Formlabs la sfida è ora trasformare un ecosistema di hardware, software e materiali in una piattaforma produttiva capace di crescere su scala internazionale senza perdere quella combinazione di integrazione e semplicità d’uso sulla quale ha costruito la propria posizione nel mercato professionale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Aricolo originale su 3dprint.com Joris Peels

Immagine Generata AI

Di Fantasy

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