NOVA-60 combina stampi 3D e stampaggio a iniezione compatto per prototipi e piccole serie
Nel percorso che porta un componente plastico dall’idea al prodotto finito esiste una zona intermedia spesso complessa da gestire. La stampa 3D permette di realizzare rapidamente prototipi, verificare forme, ingombri e assemblaggi. Lo stampaggio a iniezione, invece, resta il riferimento quando si vogliono ottenere parti in termoplastici reali, con comportamento meccanico e finitura più vicini alla produzione industriale.
Il problema è che tra queste due fasi il salto può essere costoso. Realizzare uno stampo metallico tradizionale richiede tempi, competenze e budget che non sempre sono compatibili con una fase di sviluppo prodotto, soprattutto quando il design deve ancora cambiare più volte. È proprio in questo spazio che si inserisce NOVA-60, la macchina da banco proposta da Polyverse Solutions, marchio collegato a Plasticpreneur GmbH. Il sistema è pensato per laboratori, reparti R&D, università, makerspace evoluti e piccole realtà che vogliono produrre internamente pezzi stampati a iniezione senza avviare subito una filiera tradizionale di attrezzaggio.
Il punto centrale: usare stampi prodotti in 3D
L’elemento più interessante della NOVA-60 non è solo la compattezza della macchina, ma il modo in cui prova a collegare stampa 3D e stampaggio a iniezione. Il sistema può lavorare con un Universal Mould, cioè una base stampo nella quale inserire impronte realizzate con tecnologie additive o, quando serve maggiore durata, con inserti in alluminio. Polyverse Solutions indica la possibilità di usare inserti prodotti con FDM e SLA, raccomandando per gli inserti FDM materiali come PC o PA-CF e, per gli inserti SLA, resine tecniche come Formlabs Rigid 10K Resin.
Questo approccio permette di stampare l’inserto, montarlo nello stampo universale e passare alla prova di iniezione. In pratica, il progettista può verificare un componente non solo come forma geometrica, ma come oggetto stampato in un materiale termoplastico. È una differenza importante: un prototipo FDM o SLA può essere utile per controlli dimensionali e funzionali di base, ma non sempre riproduce il comportamento di un pezzo stampato a iniezione in PP, HDPE, PA, PC o TPU.
Perché questo tipo di soluzione interessa i reparti sviluppo
Chi sviluppa prodotti in plastica conosce bene il limite della prototipazione additiva: il pezzo stampato in 3D non sempre risponde come il pezzo definitivo. La direzione degli strati, il materiale utilizzato, la porosità, la finitura e il metodo di costruzione possono alterare il risultato. Con una macchina come NOVA-60, il team può produrre piccoli lotti usando materiali più vicini a quelli che entreranno poi nella produzione industriale.
Questo è utile, ad esempio, per testare clip, leve, piccoli gusci, componenti tecnici, parti funzionali o campioni destinati a validazioni interne. Non sostituisce una pressa industriale né uno stampo in acciaio progettato per milioni di cicli, ma può ridurre il numero di passaggi esterni nella fase in cui il progetto è ancora in evoluzione.
Un altro aspetto pratico riguarda la riservatezza. Polyverse Solutions sottolinea che portare internamente lo sviluppo di prodotti stampati a iniezione riduce la dipendenza da fornitori esterni e mantiene in azienda il know-how legato al progetto. Per alcune imprese, soprattutto quando si lavora su nuovi prodotti o componenti non ancora brevettati, questo può avere un valore concreto.
Le caratteristiche tecniche della NOVA-60
La NOVA-60 è una macchina manuale e compatta. Lavora con un volume di iniezione fino a 60 grammi, raggiunge una temperatura massima di 350 °C e una pressione di iniezione fino a 200 bar. Secondo i dati pubblicati da Polyverse Solutions, misura 40 × 58 × 99 cm, pesa circa 50 kg, funziona con alimentazione 200–240 V, 50–60 Hz, ha una potenza indicata di 950 W ed è certificata CE e UKCA. Il prezzo indicato dal produttore è 6.990 euro, IVA esclusa.
La macchina integra anche un sistema di estrazione fumi. È un dettaglio da non sottovalutare, perché la lavorazione di termoplastici in ambiente laboratorio richiede attenzione a vapori, odori e condizioni operative. Tra le funzioni citate dal produttore ci sono inoltre l’ugello shut-off, il sistema di serraggio e la possibilità di lavorare con diversi tipi di materiali.
Polyverse Solutions dichiara che la NOVA-60 può processare molti termoplastici, tra cui HDPE, PP, PS, PLA, oltre a materiali tecnici come PA e PC. Viene citata anche la possibilità di lavorare materiali flessibili come TPU e compound caricati con fibra di vetro o fibra di carbonio, con la precisazione che questi ultimi possono accelerare l’usura dell’ugello.
Il ruolo della Formlabs Rigid 10K negli stampi stampati in 3D
La scelta della resina per gli inserti stampo è uno dei punti più delicati. Non tutte le resine SLA sono adatte a sopportare pressione, temperatura e contatto ripetuto con materiale fuso. Polyverse Solutions indica Formlabs Rigid 10K Resin per inserti SLA quando servono precisione e buona qualità superficiale. Formlabs descrive questo materiale come una resina molto rigida, caricata con vetro, adatta anche a stampi, dime, attrezzaggi e utensili per processi come stampaggio a iniezione, termoformatura e soffiaggio.
Questo non significa che uno stampo SLA possa comportarsi come uno stampo in acciaio. Il suo campo naturale resta quello della prova, della piccola serie, della validazione e dei primi campioni. Polyverse Solutions, per il proprio Universal Mould, indica che gli inserti SLA in materiali come Rigid 10K possono arrivare fino a circa 100 iniezioni, una soglia coerente con applicazioni di test e produzione limitata.
Non solo prototipi: anche prove sui materiali
Oltre allo stampo universale, Polyverse Solutions propone anche un Test Tension Mould, pensato per realizzare provini secondo DIN EN ISO 527-2-1A. L’idea è consentire ai laboratori di produrre internamente provini per prove di trazione partendo da materiali vergini, riciclati o compound sviluppati in casa. Il produttore indica due cavità per stampo, un consumo di circa 8,6 grammi di PP per singolo provino e un peso dello stampo di circa 2 kg, con corpo in alluminio 7075.
Questo punto è interessante perché collega NOVA-60 non solo al mondo della prototipazione di prodotto, ma anche a quello dello sviluppo materiali. Un’azienda che lavora su compound, materiali riciclati, formulazioni caricate o blend sperimentali può avere bisogno di produrre piccoli campioni in modo ripetibile prima di passare a test più strutturati. In questo caso una macchina compatta può ridurre i tempi tra formulazione, stampaggio del provino e verifica.
Plasticpreneur e Polyverse Solutions
Polyverse Solutions è presentata come sub-brand di Plasticpreneur GmbH, azienda austriaca attiva dal 2019 nella produzione e vendita di macchine per il riciclo e la trasformazione della plastica. La società dichiara di aver esportato oltre 800 macchine e 1.500 stampi in più di 100 Paesi. Con Polyverse Solutions, Plasticpreneur sembra spostare parte della propria esperienza dal riciclo decentralizzato della plastica verso la prototipazione e lo stampaggio compatto per laboratori e reparti tecnici.
Il collegamento con il riciclo è rilevante. La macchina non nasce solo come strumento per stampare piccoli oggetti, ma può entrare in workflow in cui si macina, si estrude, si formula e poi si stampano provini o componenti. L’articolo tedesco segnala anche l’intenzione dell’azienda di costruire un flusso più completo, con accessori come una piccola macina da laboratorio, dispositivi di temperaggio stampo e ulteriori sistemi modulari.
Dove può avere senso una macchina di questo tipo
Una macchina come NOVA-60 può trovare spazio in diversi contesti. Nei reparti R&D può servire per verificare più iterazioni di un componente prima dello stampo definitivo. Nei laboratori universitari può aiutare a insegnare il comportamento dei termoplastici nello stampaggio a iniezione. Nei makerspace e nei fablab più attrezzati può aprire una fase successiva rispetto alla sola stampa 3D. Nelle piccole aziende può diventare uno strumento per produrre preserie, campioni commerciali o piccoli lotti interni.
Il suo limite è anche il suo campo di utilizzo: non è una soluzione per produzioni ad alto volume, non elimina la progettazione corretta dello stampo e non rende automatico un processo che, per sua natura, richiede competenza su materiali, ritiri, sformi, canali di iniezione, raffreddamento e tolleranze. La differenza è che abbassa la soglia di accesso alla sperimentazione con lo stampaggio a iniezione.
Un ponte pratico tra stampa 3D e produzione
La NOVA-60 mostra una tendenza che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente: la stampa 3D non viene usata solo per produrre il pezzo finale, ma anche per costruire strumenti, attrezzaggi e stampi destinati ad altri processi produttivi. In questo caso l’additive manufacturing non sostituisce lo stampaggio a iniezione, ma lo rende più accessibile in fase di sviluppo.
Per molte aziende il valore può stare proprio qui: stampare un inserto, provare un materiale reale, correggere il progetto, ristampare l’inserto e ripetere il ciclo senza aspettare settimane per uno stampo esterno. Non è una scorciatoia magica verso la produzione industriale, ma un modo concreto per prendere decisioni tecniche prima di investire in attrezzature più costose.
In un mercato in cui i tempi di sviluppo prodotto contano sempre di più, soluzioni come NOVA-60 indicano una direzione chiara: avvicinare prototipazione, test sui materiali e piccola produzione, usando la stampa 3D come parte di un processo più ampio e non come tecnologia isolata.

Tabella 1 – NOVA-60: specifiche principali
| Voce tecnica | Valore indicato | Significato pratico |
|---|---|---|
| Tipo macchina | Pressa compatta da banco per stampaggio a iniezione | Pensata per laboratorio, R&D, didattica, preserie e piccole produzioni |
| Volume massimo di iniezione | 60 g | Consente di produrre piccoli componenti tecnici, provini, clip, gusci e parti funzionali |
| Temperatura massima | Fino a 350 °C | Permette di lavorare non solo plastiche comuni, ma anche materiali tecnici come PA e PC |
| Pressione di iniezione | Fino a 200 bar | Utile per ottenere pezzi più compatti, con migliore riempimento dello stampo |
| Dimensioni macchina | 40 × 58 × 99 cm | Ingombro compatibile con un banco da laboratorio o un reparto prototipi |
| Peso | 50 kg | Macchina compatta ma non portatile in senso stretto |
| Alimentazione | 200–240 V, 50–60 Hz | Collegabile a impianti elettrici standard adeguati alla potenza richiesta |
| Potenza | 950 W, 4,1 A | Consumo contenuto rispetto a presse industriali tradizionali |
| Certificazioni | CE e UKCA | Indicazione utile per l’impiego in mercati europei e britannici |
| Funzioni integrate | Estrattore fumi, ugello shut-off | Migliorano gestione operativa, pulizia e sicurezza del lavoro |
Tabella 2 – Materiali lavorabili con NOVA-60
| Famiglia materiale | Esempi citati | Utilizzo possibile | Nota tecnica |
|---|---|---|---|
| Poliolefine | HDPE, PP | Pezzi leggeri, contenitori, componenti tecnici semplici | Materiali molto usati nello stampaggio a iniezione industriale |
| Stireni | PS | Campioni, prototipi rigidi, componenti dimostrativi | Buona lavorabilità, ma da valutare in base all’applicazione finale |
| Bioplastiche / materiali da prototipazione | PLA | Test preliminari e parti non sottoposte a forte stress termico | Utile per prove, meno adatto ad ambienti caldi |
| Poliammidi | PA | Componenti tecnici, parti resistenti, elementi funzionali | Richiedono controllo di temperatura e umidità del materiale |
| Policarbonato | PC | Parti rigide e resistenti, componenti tecnici | La temperatura massima di 350 °C rende possibile la lavorazione |
| Elastomeri termoplastici | TPU | Parti flessibili, guarnizioni, elementi deformabili | Richiede attenzione a flusso, riempimento e geometria dello stampo |
| Materiali caricati | Compound con fibra vetro o fibra carbonio | Pezzi più rigidi o rinforzati | Possono aumentare l’usura dell’ugello |
Tabella 3 – Tipi di inserti stampo utilizzabili
| Tipo di inserto | Tecnologia / materiale | Quando usarlo | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|---|
| Inserto FDM | PC o PA-CF | Prime prove di forma, iterazioni rapide, test funzionali semplici | Economico, veloce, facile da ristampare | Finitura e precisione inferiori rispetto a SLA o alluminio |
| Inserto SLA | Resine tecniche come Formlabs Rigid 10K | Prototipi più precisi, superfici migliori, geometrie complesse | Buona qualità superficiale e precisione geometrica | Durata limitata rispetto a inserti metallici |
| Inserto in alluminio | Alluminio lavorato | Piccole serie più stabili e campioni più vicini alla produzione | Migliore durata, superficie e stabilità dimensionale | Richiede lavorazione meccanica e tempi maggiori |
| Stampo metallico tradizionale | Acciaio o alluminio industriale | Produzione continuativa e grandi volumi | Alta durata e ripetibilità | Costi e tempi molto superiori |
Tabella 4 – Universal Mould: dati tecnici
| Voce | Valore indicato | Commento |
|---|---|---|
| Tipo prodotto | Base stampo universale | Serve per ospitare inserti personalizzati |
| Dimensione inserto | 70 × 70 × 50 mm | Spazio utile per l’impronta del componente |
| Dimensione stampo | 110 × 120 × 80 mm | Formato compatto, coerente con l’uso da laboratorio |
| Peso stampo | 2 kg | Gestibile manualmente, ma con massa sufficiente per prove ripetibili |
| Materiale corpo stampo | Alluminio 7075 | Lega di alluminio ad alta resistenza |
| Inserti compatibili | FDM, SLA, alluminio | Permette di scegliere tra velocità, precisione e durata |
| Durata indicativa inserti SLA | Fino a 100 iniezioni, secondo il produttore | Adatta a prototipi e piccole serie, non a grandi produzioni |
Tabella 5 – Test Tension Mould per provini di trazione
| Voce | Valore indicato | Significato |
|---|---|---|
| Funzione | Produzione di provini di trazione | Serve per testare materiali vergini, riciclati o compound |
| Norma richiamata | DIN EN ISO 527-2-1A | Riferimento per provini destinati a prove meccaniche su plastiche |
| Numero cavità | 2 | Due provini per ciclo stampo |
| Materiale stampo | Alluminio 7075 | Scelta coerente con stabilità e precisione |
| Dimensione stampo | 85 × 235 × 40 mm | Formato da laboratorio |
| Peso stampo | 2 kg | Gestibile su banco |
| Materiale per singolo provino PP | Circa 8,6 g | Quantità indicativa per provino in polipropilene |
| Materiale PP per stampo | Circa 20,9 g | Consumo indicativo per ciclo completo |
| Dimensione provino singolo | L 70 mm, W1 20 mm, W2 10 mm, H 4 mm | Geometria del campione per prova meccanica |
Tabella 6 – Workflow operativo: dalla stampa 3D allo stampaggio a iniezione
| Fase | Operazione | Strumento / tecnologia | Risultato atteso |
|---|---|---|---|
| 1 | Progettazione del componente | CAD 3D | Definizione geometria del pezzo |
| 2 | Progettazione dell’inserto stampo | CAD + linee guida stampo | Creazione impronta, canale di iniezione, sformi e riferimenti |
| 3 | Produzione inserto | Stampa 3D FDM o SLA | Inserto rapido per prove iniziali |
| 4 | Post-processing | Pulizia, finitura, eventuale post-curing SLA | Inserto pronto per essere montato |
| 5 | Montaggio | Universal Mould | Inserto inserito nella base stampo |
| 6 | Preparazione materiale | Granulo o materiale sperimentale | Materiale pronto per l’iniezione |
| 7 | Stampaggio | NOVA-60 | Produzione del pezzo in termoplastico reale |
| 8 | Verifica | Controllo dimensionale, funzionale o meccanico | Valutazione del progetto prima dello stampo definitivo |
| 9 | Iterazione | Modifica CAD e nuovo inserto | Correzione rapida del design |
Tabella 7 – Dove può essere utile NOVA-60
| Contesto | Uso tipico | Beneficio |
|---|---|---|
| Reparto R&D aziendale | Test di nuovi componenti plastici | Riduce il ricorso a fornitori esterni nelle prime fasi |
| Startup hardware | Campioni funzionali e preserie | Permette di validare un prodotto prima dello stampo industriale |
| Università e ITS | Didattica su polimeri e stampaggio | Fa vedere il processo reale su scala compatta |
| Laboratori materiali | Prove su compound, riciclati o blend | Consente di stampare provini e campioni in autonomia |
| Fablab evoluti | Prototipi funzionali oltre la sola stampa 3D | Aggiunge una fase produttiva più vicina all’industria |
| Piccole imprese | Lotti limitati, ricambi, prove commerciali | Utile quando i volumi non giustificano uno stampo tradizionale |
Tabella 8 – Differenza tra prototipo stampato 3D e pezzo stampato a iniezione
| Aspetto | Prototipo stampato 3D | Pezzo stampato a iniezione con NOVA-60 |
|---|---|---|
| Tecnologia | Additive manufacturing | Stampaggio a iniezione |
| Materiale | Filamento o resina da stampa 3D | Termoplastico in granulo |
| Resistenza meccanica | Influenzata da layer, orientamento e riempimento | Più vicina al comportamento del pezzo industriale |
| Finitura superficiale | Dipende da tecnologia e post-processing | Dipende da stampo, materiale e parametri di iniezione |
| Validazione geometrica | Buona per forma e ingombri | Buona anche per prove funzionali in materiale reale |
| Tempi di modifica | Molto rapidi | Rapidi se l’inserto stampo viene ristampato in 3D |
| Applicazione ideale | Concept, verifica forma, assemblaggio | Prototipi funzionali, campioni, piccole serie |
Tabella 9 – Limiti tecnici da considerare
| Tema | Punto di attenzione | Perché conta |
|---|---|---|
| Durata degli inserti 3D | Gli inserti FDM/SLA non sono equivalenti a stampi industriali | Sono adatti a prototipi e piccoli lotti, non a produzioni elevate |
| Progettazione stampo | Servono sformi, canali, punti di iniezione e tolleranze corrette | La macchina non corregge un progetto stampo sbagliato |
| Materiali caricati | Fibra vetro e carbonio aumentano l’usura | L’ugello può degradarsi più velocemente |
| Temperatura | Ogni materiale richiede una finestra di processo specifica | Una temperatura errata può causare degradazione o riempimento incompleto |
| Raffreddamento | La gestione termica dello stampo influenza qualità e ciclo | Ritiro, deformazioni e precisione dipendono anche dal raffreddamento |
| Dimensione pezzo | Il limite di 60 g impone componenti piccoli | Non è una macchina per grandi pezzi |
| Ripetibilità | Dipende da materiale, stampo e procedura manuale | È adatta a sviluppo e preserie, non a produzioni automatiche intensive |
Tabella 10 – Lettura sintetica per il lettore
| Domanda | Risposta breve |
|---|---|
| NOVA-60 sostituisce una pressa industriale? | No, serve per sviluppo prodotto, test, prototipi e piccole serie |
| Può usare stampi stampati in 3D? | Sì, tramite inserti FDM o SLA montati nello Universal Mould |
| Può lavorare materiali tecnici? | Sì, la temperatura massima di 350 °C consente anche PA e PC |
| È utile solo ai maker? | No, può interessare anche aziende, laboratori, università e reparti R&D |
| Il pezzo ottenuto è più realistico di un prototipo 3D? | Sì, perché viene stampato a iniezione con termoplastici reali |
| Dove sta il vantaggio principale? | Nel ridurre il tempo tra idea, prova stampo, pezzo in materiale reale e modifica del progetto |