Una Maker Faire pensata per famiglie, tecnici e progettisti

La Maker Faire Hannover tornerà il 15 e 16 agosto 2026 negli spazi dell’Hannover Congress Centrum, con un programma che combina esposizioni, dimostrazioni, laboratori, installazioni artistiche e conferenze tecniche. La manifestazione è organizzata da Maker Media GmbH, società appartenente alla heise group, nell’ambito della rete internazionale Maker Faire sviluppata su licenza di Make Community LLC.

L’edizione di Hannover si rivolge a un pubblico più ampio rispetto a quello di una fiera industriale tradizionale. Accanto a ingegneri, sviluppatori, progettisti hardware e operatori della fabbricazione digitale trovano spazio studenti, insegnanti, famiglie, associazioni, Fab Lab, makerspace, università e persone interessate a costruire o riparare oggetti in autonomia.

Per il 2026 risultano registrati circa 240 stand, distribuiti tra la Niedersachsenhalle, la Glashalle, la Eilenriedehalle e le aree esterne dell’Hannover Congress Centrum. Il programma comprende robotica, elettronica, stampa 3D, lavorazione laser, radioamatorismo, intelligenza artificiale, mobilità, arte cinetica, coding, riciclo e formazione scientifica.

Tra gli espositori figurano aziende come Anker Innovation Deutschland GmbH, con il marchio eufyMake, ELV Elektronik AG, Infineon Technologies AG, WAGO GmbH & Co. KG, Weller Tools GmbH, iFixit e Sculpfun. Sono presenti anche progetti formativi e industriali collegati a Volkswagen, heise group, università, associazioni tecniche e officine condivise.

Il Wissenshub: due palchi dedicati all’approfondimento

Uno degli elementi centrali dell’edizione 2026 è il Wissenshub, il forum di conferenze ospitato al piano superiore dell’Hannover Congress Centrum. Il programma prevede più di 30 interventi distribuiti su due palchi, con sessioni rivolte a maker, sviluppatori, fondatori di startup, insegnanti e professionisti interessati alle applicazioni concrete delle tecnologie aperte.

Il Wissenshub occupa il Future Meeting Space dell’HCC, un ambiente modulare di oltre 320 metri quadrati che può essere diviso in due sale indipendenti. La struttura dispone di pareti mobili, proiettori, schermi integrati, impianti audio dedicati, superfici scrivibili e sistemi di illuminazione configurabili. La suddivisione del locale permette di mantenere due flussi paralleli di conferenze senza separare il forum dal resto della manifestazione.

Il formato scelto non si limita alla presentazione di prodotti commerciali. Gran parte degli interventi descrive processi di sviluppo, errori, verifiche sul campo e soluzioni costruite con hardware accessibile. Il valore del programma risiede quindi nel passaggio dall’oggetto finito al metodo: come si modifica una macchina, come si progetta una rete, come si recupera un materiale e come si documenta un progetto perché altre persone possano riprodurlo.

Stampa 3D direttamente da plastica macinata

Tra i contributi dedicati alla fabbricazione additiva figura il lavoro di Norbert Heinz, conosciuto attraverso il progetto HomoFaciens. Heinz presenterà un estrusore diretto capace di alimentare una stampante 3D con plastica ridotta in particelle, evitando il passaggio intermedio della produzione del filamento.

Il sistema esposto è installato su una stampante Prusa MK4. Il materiale deriva anche da stampe non riuscite, che vengono triturate e trasformate in una polvere o in un granulato sufficientemente uniforme. Per preparare la materia prima, Heinz utilizza una macina modificata dotata di un sistema di selezione delle particelle.

Il nucleo meccanico dell’estrusore comprende componenti semplici, tra cui una vite per legno e un raccordo filettato. La ricerca svolta da HomoFaciens punta a rendere il sistema compatibile con stampanti desktop e motori passo-passo di potenza contenuta, senza ricorrere alle grandi unità di estrusione impiegate nei sistemi industriali.

La stampa diretta da granulato può ridurre le lavorazioni necessarie per reintrodurre gli scarti nel ciclo produttivo. La soluzione presenta però difficoltà specifiche: le particelle devono scorrere senza bloccare il condotto, il materiale deve essere asciutto e la quantità trasferita verso la zona calda deve rimanere costante. Anche la geometria delle particelle influisce sulla regolarità dell’estrusione.

Il progetto di HomoFaciens consente di osservare questi problemi su una macchina funzionante, mostrando quanto lavoro sia necessario per trasformare un principio di economia circolare in un processo ripetibile.

Taglio laser, progettazione digitale e materiali alternativi

La lavorazione laser occupa un’altra sezione del programma. Gerhard Forster affronterà gli errori più comuni commessi da chi utilizza per la prima volta un laser cutter, dalla preparazione dei file alla scelta della potenza, passando per ventilazione, messa a fuoco e controllo dei materiali.

Il taglio laser viene spesso considerato un processo immediato, ma ogni materiale reagisce in modo diverso al calore. Compensato, cartone, acrilico, tessuti e materiali compositi richiedono parametri specifici. Alcune plastiche non devono essere introdotte nella macchina perché possono produrre gas corrosivi o nocivi.

La Maker Faire ospiterà anche applicazioni basate su materiali in cellulosa, componenti riciclabili e sistemi destinati alla produzione di modelli, involucri e prototipi. Questo collegamento tra progettazione digitale e conoscenza dei materiali permette di superare una visione del makerspace come semplice raccolta di macchinari.

Raspberry Pi tra sistemi autonomi, telecamere e formazione

Raspberry Pi avrà un ruolo rilevante nel Wissenshub. James Mitchell, della comunità Raspberry Jam Berlin, presenterà applicazioni costruite attorno ai computer a scheda singola sviluppati da Raspberry Pi.

Tra i progetti attribuiti a Mitchell compare Pi-Sky, un sistema di tracciamento aereo in tempo reale basato su Raspberry Pi. Il principio consiste nel ricevere ed elaborare i segnali trasmessi dagli aeromobili, organizzandoli in un’interfaccia consultabile senza dipendere da una piattaforma esterna.

Altri interventi riguarderanno l’auto-ospitalità di servizi digitali e CamUI, un’interfaccia web pensata per controllare le fotocamere collegate a Raspberry Pi. Questi sistemi mostrano come un computer compatto possa essere utilizzato non soltanto per esercizi didattici, ma anche come server domestico, unità di acquisizione video, nodo di rete o piattaforma di controllo.

Il programma ufficiale segnala inoltre la partecipazione di Eben Upton, fondatore e amministratore delegato di Raspberry Pi. L’incontro con la redazione di MAKE e del periodico c’t offrirà l’occasione per discutere l’evoluzione della piattaforma, il rapporto tra mercato educativo e applicazioni industriali e il ruolo dell’hardware accessibile nella progettazione elettronica.

Raspberry Pi ha ormai superato i confini del settore hobbistico. I suoi computer e microcontrollori vengono impiegati in automazione, sistemi embedded, apparecchiature di misura, dispositivi industriali, formazione e prototipazione. La presenza di Eben Upton permette quindi di collegare la cultura maker alle strategie di una società tecnologica quotata, senza perdere di vista l’origine educativa del progetto.

Reti mesh e comunicazioni senza infrastrutture

La comunicazione radio indipendente dalle reti cellulari costituisce uno dei filoni più articolati del Wissenshub. Gli interventi coinvolgono AATiS e.V., Jade Hochschule, Bürgernetz Gera-Greiz e.V., C-Hack Calw e DARC e.V.

Christian Zirlewagen, rappresentante di AATiS e.V. – Arbeitskreis Amateurfunk und Telekommunikation in Schulen, illustrerà l’uso delle comunicazioni mesh nell’insegnamento. L’associazione sviluppa kit, esperimenti e percorsi formativi destinati alle scuole, con l’obiettivo di rendere comprensibili radiofrequenza, elettronica e telecomunicazioni attraverso la costruzione diretta dei dispositivi.

Jan Schulz della Jade Hochschule presenterà Lighthouse Reckoning, un protocollo di rete mesh basato sulla tecnologia LoRa e progettato per funzionare senza LoRaWAN, cloud o infrastrutture permanenti.

In Lighthouse Reckoning ogni nodo conosce il numero di passaggi radio che lo separa da un nodo centrale definito “faro”. I pacchetti vengono inoltrati nella direzione del faro e, quando un nodo smette di rispondere, la rete può cercare un percorso alternativo. Il nodo centrale è l’unico che deve disporre di un collegamento verso l’esterno, per esempio una connessione satellitare.

Il protocollo è stato implementato principalmente per Raspberry Pi Pico 2, ma la struttura ridotta consente l’adattamento ad altri microcontrollori. Una rete di questo tipo può essere impiegata per raccogliere dati ambientali in zone isolate, collegare sensori in aree naturali, supportare attività scientifiche sul campo o mantenere un canale informativo durante un’interruzione delle reti convenzionali.

Robert Bogs di Bürgernetz Gera-Greiz e.V. affronterà l’impiego del trasferimento dati open source nei piccoli centri e nelle aree rurali. Ralf Stoffels del makerspace C-Hack Calw collegherà invece le reti radio al tema della sovranità digitale e ai sistemi di misurazione urbana.

C-Hack Calw ha lavorato anche a reti LoRaWAN utilizzate per misurare temperatura e condizioni ambientali in un parco urbano. Questi progetti mostrano la differenza tra una rete LoRaWAN, che utilizza gateway e server di rete, e un sistema mesh nel quale i nodi inoltrano direttamente i pacchetti.

Matthias Wendt di DARC e.V., il Deutscher Amateur-Radio-Club, dedicherà due interventi alle antenne e alla propagazione delle onde radio. La costruzione di una rete non dipende soltanto dal protocollo software: frequenza, orientamento, altezza, ostacoli e geometria dell’antenna determinano la qualità del collegamento.

CleanPCB e il recupero del rame dalle schede elettroniche

La sostenibilità sarà affrontata attraverso processi tecnici misurabili. Andreas Bochmann del Fab Lab Fabulous St. Pauli presenterà CleanPCB, un progetto nato per recuperare il rame rimosso durante l’incisione chimica delle schede elettroniche.

Nella produzione artigianale di un circuito stampato si parte da una lastra rivestita di rame. Le zone non protette vengono sciolte in un bagno chimico, lasciando sulla superficie soltanto le piste necessarie. Il rame eliminato non scompare, ma rimane disciolto nella soluzione e deve essere trattato come rifiuto chimico.

CleanPCB utilizza un sistema elettrochimico per separare il metallo e rigenerare parte della soluzione. Il dispositivo sviluppato dal Fab Lab Fabulous St. Pauli è chiamato ELCH, abbreviazione di Electrochemical Compact Laboratory. Il progetto comprende documentazione tecnica destinata alla costruzione autonoma dell’apparecchiatura.

La quantità di rame recuperata da una singola officina non rende il processo competitivo rispetto a un impianto industriale. Il valore del progetto risiede nella riduzione dei rifiuti, nella gestione consapevole delle sostanze chimiche e nella possibilità di studiare un ciclo produttivo completo all’interno di un Fab Lab.

Soluzioni semplici per problemi sociali e climatici

Sigrid Wicke di EinDollarBrille e.V. presenterà il principio “Low Tech, High Impact”, applicato alla produzione e distribuzione di occhiali a basso costo.

EinDollarBrille e.V. opera attraverso il programma internazionale GoodVision. L’associazione forma personale locale, organizza test della vista e utilizza un sistema di produzione che permette di realizzare montature robuste senza dipendere da una filiera industriale complessa.

Secondo i dati dell’organizzazione, più di 950 milioni di persone avrebbero bisogno di occhiali senza poterseli permettere. La mancanza di una correzione visiva incide sulla frequenza scolastica, sulla capacità lavorativa e sull’autonomia personale. Il progetto mostra come la cultura maker possa essere applicata a un servizio sanitario essenziale, combinando strumenti semplici, formazione e produzione locale.

Andreas Lechner, collegato all’associazione Changing Cities, illustrerà KLiCE, un sistema di piccoli punti climatici urbani costruibili attraverso strutture modulari. Il progetto affronta il surriscaldamento delle città introducendo zone d’ombra, sedute, vegetazione e superfici capaci di rendere più utilizzabili gli spazi pubblici.

Questi interventi spostano l’attenzione dall’oggetto tecnologico isolato all’impatto del progetto. La domanda non è soltanto se una soluzione funzioni, ma se possa essere riparata, replicata, adattata e gestita dalla comunità che la utilizza.

Fotografia storica, scanner autocostruiti e immagini da gigapixel

Il Wissenshub includerà tecniche fotografiche appartenenti a epoche differenti. Matthias Weikamm presenterà il procedimento al collodio umido, sviluppato nel 1851. Il metodo richiede la preparazione della lastra, la sensibilizzazione, l’esposizione e lo sviluppo prima che il collodio si asciughi.

La dimostrazione permette di comprendere come chimica, ottica e lavorazione manuale fossero integrate nella fotografia del XIX secolo. Ogni immagine dipendeva dalla preparazione della superficie, dalla purezza delle sostanze e dalla gestione dei tempi.

All’estremo opposto si colloca Project Gigapixel di Yannick Richter. Il progetto utilizza un sensore CCD lineare recuperato da uno scanner Epson e lo sposta dietro un obiettivo medio formato Pentax 6×7. Il sistema può generare immagini con una risoluzione teorica superiore a tre gigapixel.

La fotocamera comprende Raspberry Pi 5, un microcontrollore RP2350, un’unità lineare da 100 millimetri e un sistema di archiviazione ad alta capacità. Poiché il sensore legge una linea di pixel alla volta, la scena deve rimanere immobile durante l’acquisizione. Il dispositivo è quindi adatto a paesaggi, architettura, documentazione e soggetti statici, non alla fotografia d’azione.

Jan Busse presenterà Skenny, uno scanner RGB destinato alla digitalizzazione delle pellicole. Anche in questo caso l’obiettivo non è limitarsi a riutilizzare una macchina commerciale, ma controllare illuminazione, movimento, acquisizione e ricostruzione cromatica.

La sezione dedicata all’immagine mostra due direzioni della cultura maker: recuperare procedimenti storici per comprenderne il funzionamento e smontare apparecchiature moderne per trasformarle in strumenti differenti.

Zeppelin, robot e progetti costruiti attraverso tentativi

Kurt Gerlach della Luftschiffwerft proseguirà il racconto del proprio lavoro sui dirigibili in scala. Il progetto viene presentato come una sequenza di tentativi, errori strutturali, modifiche e verifiche di volo.

Un dirigibile deve mantenere un equilibrio tra peso, volume, rigidità e controllo. Anche piccoli cambiamenti nella struttura, nei motori o nella distribuzione delle masse possono modificare la stabilità. Il contributo di Gerlach rende visibile una parte del lavoro progettuale che le presentazioni commerciali tendono a eliminare: ciò che non ha funzionato e le ragioni per cui è stato necessario ricominciare.

La robotica sarà rappresentata anche da owlRobotics, Basement Engineering e German Roboteers Association e.V. Le applicazioni spaziano dalla generazione di funzioni attraverso istruzioni in linguaggio naturale alla costruzione di robot da combattimento, sistemi autonomi e piattaforme didattiche.

Bernd Selig di owlRobotics mostrerà come alcune funzioni robotiche possano essere definite attraverso richieste formulate in linguaggio naturale anziché tramite la scrittura diretta del codice. Questo approccio può abbassare la soglia di accesso, ma richiede controlli sul comportamento prodotto, sui limiti meccanici e sulla sicurezza.

Intelligenza artificiale: uno strumento da valutare, non una scorciatoia

Jan Kettler di Basement Engineering analizzerà l’impiego dell’intelligenza artificiale nel lavoro dei maker, distinguendo le attività nelle quali può ridurre il tempo necessario da quelle in cui rischia di introdurre errori difficili da individuare.

I modelli generativi possono aiutare a preparare una prima struttura software, suggerire procedure, riorganizzare documentazione o proporre alternative progettuali. Non verificano però in modo automatico la compatibilità elettrica di un circuito, la resistenza di un componente, la sicurezza di una macchina o l’accuratezza di una misura.

Sascha Wolf affronterà il tema della responsabilità per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. La questione riguarda diritto d’autore, provenienza dei dati, errori tecnici e attribuzione delle decisioni. Nel contesto maker, un’istruzione errata può produrre conseguenze fisiche quando viene applicata a un utensile, una batteria, una macchina CNC o un robot.

Anche la formazione sarà parte del confronto. Ralf Lürig mostrerà come strumenti come Perplexity AI possano assistere gli insegnanti durante l’introduzione di Arduino in classe. Max Reinhardt e Tim Kremser presenteranno il modello educativo di 42 Wolfsburg, basato su apprendimento tra pari, progetti e accesso gratuito, mentre Computertruhe illustrerà il recupero di computer destinati a persone che non dispongono delle risorse necessarie per acquistarli.

La Landeshauptstadt Hannover porterà esempi di corsi, tutor tecnologici e percorsi rivolti agli anziani. MINTmaniaLAB mostrerà attività che combinano coding, robotica, stampa 3D, energia solare e riuso dei materiali fin dall’età prescolare.

Una fiera nella quale le aziende condividono lo spazio con i laboratori

La Maker Faire Hannover non elimina la componente commerciale. La colloca accanto a progetti indipendenti, università, associazioni e officine condivise.

Anker Innovation Deutschland GmbH presenterà attraverso eufyMake la stampante UV E1, progettata per applicare immagini a colori e texture in rilievo su legno, acrilico, metallo, vetro, ceramica, pelle e altri materiali. Il sistema può essere integrato con un accessorio rotante per bottiglie e oggetti cilindrici e con un flusso UV DTF per il trasferimento su superfici irregolari.

Filamentcore mostrerà materiali per stampa 3D testati all’interno di una print farm composta da oltre 40 macchine. Infineon Technologies AG, ELV Elektronik AG, WAGO GmbH & Co. KG e Weller Tools GmbH rappresenteranno elettronica, automazione, connessioni e attrezzature per saldatura.

La presenza di aziende e marchi consente ai visitatori di confrontare prodotti disponibili sul mercato con soluzioni autocostruite. Un estrusore realizzato con componenti comuni può trovarsi a pochi metri da una macchina commerciale; un protocollo radio sviluppato da un’università può essere discusso accanto a dispositivi industriali.

Installazioni e dimostrazioni fuori dal Wissenshub

Il programma esterno comprende Flower Power, l’installazione della progettista e artista Bibi Jordan. La struttura è una grande pianta meccanica costruita anche con parti di carrozzeria riciclate. Sensori e sistemi di controllo reagiscono alla presenza delle persone, azionando il movimento dei petali e gli elementi scenici.

Eitan Rieger presenterà BuzzBird, un uccello meccanico di grandi dimensioni controllato attraverso i movimenti delle braccia. L’installazione rende osservabile il rapporto tra sensori, microcontrollori, trasmissione del movimento e costruzione metallica.

LSD-LaserShowDesign porterà Voltronics, una performance basata su due bobine di Tesla alte 2,2 metri, scariche elettriche, animazioni laser e musica sincronizzata.

La German Roboteers Association e.V. organizzerà combattimenti tra robot progettati e costruiti dai partecipanti. Le competizioni non riguardano soltanto la potenza delle armi: contano la distribuzione del peso, la protezione dei componenti, l’affidabilità delle batterie, la capacità di manovra e la strategia dell’operatore.

Orari, biglietti e accessibilità

La Maker Faire Hannover 2026 sarà aperta sabato 15 agosto dalle 10:00 alle 18:00 e domenica 16 agosto dalle 10:00 alle 17:00. La sede è l’Hannover Congress Centrum, in Theodor-Heuss-Platz 1-3.

Il biglietto giornaliero intero costa 24 euro, mentre quello ridotto costa 19 euro. Il pass per l’intero fine settimana è proposto a 36 euro. Il biglietto per gruppi o famiglie di quattro persone costa 72 euro. I bambini tra 6 e 15 anni pagano 15 euro per una giornata, mentre l’ingresso è gratuito sotto i sei anni.

Gli spazi espositivi sono raggiungibili tramite ascensori e rampe. Una parte dell’area esterna presenta però una pavimentazione in ghiaia. Il Wissenshub si trova al piano superiore ed è servito da ascensore.

Gli organizzatori consigliano di utilizzare i mezzi pubblici o i parcheggi di interscambio, poiché nelle edizioni precedenti le strade attorno all’HCC e i parcheggi della struttura hanno raggiunto la capacità massima durante le ore del mattino.

Il valore del Wissenshub nel programma della Maker Faire

La prima Maker Faire fu organizzata nel 2006 a San Mateo, in California, su iniziativa di Dale Dougherty e dell’ambiente editoriale di Make. Il formato si è poi diffuso attraverso eventi indipendenti in decine di Paesi.

L’edizione di Hannover è diventata uno dei principali appuntamenti maker dell’area di lingua tedesca. Nel 2025 aveva accolto circa 19.000 persone e 230 espositori internazionali. Per il 2026 la comunicazione dell’evento indica una comunità attesa di almeno 15.000 partecipanti e un numero di stand salito a circa 240.

In questo contesto, il Wissenshub svolge una funzione precisa: trasformare una manifestazione ricca di oggetti e dimostrazioni in un luogo nel quale esaminare i processi che li hanno prodotti.

L’estrusore di HomoFaciens non è soltanto un componente per stampanti, ma un esperimento sul riciclo della plastica. Lighthouse Reckoning non è soltanto un protocollo radio, ma una proposta per raccogliere informazioni dove le infrastrutture non esistono. CleanPCB non è soltanto un apparecchio elettrochimico, ma uno studio sulla gestione dei materiali nelle officine condivise.

È questa relazione tra costruzione, documentazione e trasmissione delle competenze a distinguere il Wissenshub da un programma di presentazioni promozionali. Le tecnologie vengono mostrate insieme ai loro limiti, ai problemi ancora aperti e alle decisioni che ne hanno determinato lo sviluppo.

Di Fantasy

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