Additive Marking raccoglie nuovi capitali per la tracciabilità dei componenti stampati in 3D

Un nuovo round per sostenere la crescita industriale

Additive Marking GmbH ha completato un nuovo round di finanziamento destinato a sostenere lo sviluppo delle proprie tecnologie per l’identificazione, la serializzazione e la tracciabilità dei prodotti industriali. La società, con sede a Paderborn, in Germania, lavora all’integrazione tra componenti fisici, codici identificativi e sistemi digitali utilizzati dalle imprese per gestire produzione, qualità, logistica e documentazione tecnica.

Tra i nuovi investitori figura butterfly & elephant, società di investimento creata da GS1 Germany attraverso GS1 Germany Accelerator GmbH. Al round partecipa anche TCP Beteiligungs-GmbH, veicolo di investimento collegato a Thilo Pahl, amministratore delegato di Bette.

Archimedes New Ventures, HAVER Business Angels e i fondatori di Additive Marking GmbH hanno scelto di investire nuovamente nella società. L’importo complessivo dell’operazione non è stato comunicato.

Additive Marking GmbH è stata fondata da Dr. Ulrich Jahnke, Dr. Matthias Habdank e Philipp Alexander Bornefeld. La società nasce dall’esperienza maturata nell’ambito del Direct Manufacturing Research Center dell’Università di Paderborn, un centro che riunisce imprese e ricercatori impegnati nello sviluppo della produzione additiva.

La composizione del gruppo di investitori indica un interesse che non riguarda soltanto la stampa 3D. butterfly & elephant porta competenze legate agli standard internazionali di identificazione, TCP Beteiligungs-GmbH aggiunge una prospettiva industriale collegata all’esperienza manifatturiera di Bette, mentre Archimedes New Ventures e HAVER Business Angels garantiscono continuità rispetto alle precedenti fasi di sviluppo dell’azienda.

Un’identità digitale incorporata nel componente

La tecnologia sviluppata da Additive Marking GmbH consente di integrare codici leggibili dalle macchine direttamente nei componenti durante il processo di stampa 3D. La marcatura non viene quindi necessariamente applicata al termine della produzione attraverso un’etichetta, un’incisione o una lavorazione separata.

Il codice viene predisposto nella fase di progettazione digitale e inserito nella geometria del componente. Durante la stampa, la marcatura viene prodotta insieme al resto dell’oggetto e diventa parte della sua struttura fisica.

Questo approccio permette di assegnare un’identità univoca al componente fin dal momento della fabbricazione. Il codice può essere collegato a informazioni quali numero di serie, lotto di produzione, materiale utilizzato, parametri di processo, certificati, controlli di qualità, ordine del cliente e istruzioni per la manutenzione.

La marcatura integrata può ridurre il numero di operazioni manuali eseguite dopo la stampa. Può inoltre limitare gli errori derivanti dall’associazione tra un componente e la relativa documentazione, soprattutto quando vengono prodotti numerosi pezzi simili oppure componenti personalizzati appartenenti allo stesso lotto.

Per le aziende che realizzano ricambi su richiesta o utilizzano magazzini digitali, l’identificazione univoca è particolarmente importante. Il file di produzione, il pezzo stampato e la documentazione devono rimanere collegati anche quando la fabbricazione avviene in stabilimenti diversi o attraverso fornitori esterni.

Codici QR, Data Matrix e marcature industriali

Le soluzioni di Additive Marking GmbH supportano diverse tipologie di identificazione, tra cui codici QR, Data Matrix, codici EAN e identificatori conformi agli standard GS1. La piattaforma può gestire anche testi leggibili dalle persone, simboli grafici e marcature applicate con tecnologie tradizionali.

L’azienda non limita quindi la propria attività ai codici generati durante la stampa 3D. La stessa infrastruttura digitale può essere utilizzata per amministrare marcature laser, etichette o codici realizzati mediante punzonatura.

Questa possibilità è utile per le imprese che utilizzano processi produttivi differenti. Un’azienda può, per esempio, stampare in 3D alcuni componenti, lavorarne altri con macchine utensili e acquistare ulteriori parti da fornitori. Additive Marking GmbH punta a gestire queste diverse categorie attraverso un sistema comune di identificazione e accesso ai dati.

La marcatura diretta di un componente, definita Direct Part Marking, presenta tuttavia difficoltà specifiche. Le superfici possono essere curve, ruvide, riflettenti o caratterizzate da un contrasto ridotto. Anche le lavorazioni successive alla stampa, come sabbiatura, verniciatura, trattamento termico o finitura meccanica, possono modificare l’aspetto del codice.

Per affrontare questi problemi, Additive Marking GmbH ha sviluppato DPM Scan Pro, una tecnologia di lettura progettata per acquisire codici applicati direttamente sui prodotti. Secondo l’azienda, il sistema può funzionare su normali smartphone e non richiede necessariamente scanner industriali dedicati.

DPM Scan Pro è disponibile per l’impiego mobile e può essere integrato anche in postazioni fisse lungo una linea di produzione. Le funzioni di scansione multipla permettono di acquisire diversi codici e trasferire i risultati verso sistemi aziendali.

Collegamento con ERP, MES, PLM e PDM

Il valore industriale della marcatura dipende dalla capacità di collegare il codice ai software utilizzati dall’impresa. Per questo motivo Additive Marking GmbH ha sviluppato interfacce verso sistemi ERP, MES, PLM e PDM.

Un sistema ERP può utilizzare il codice per gestire ordini, inventario, fornitori e movimentazioni di magazzino. Un MES può associare il componente alle operazioni eseguite in produzione. Un sistema PLM o PDM può collegare il pezzo fisico alla versione corretta del modello tridimensionale, ai disegni tecnici e alle modifiche approvate.

La scansione del codice può quindi servire per controllare l’ingresso delle merci, verificare il completamento di una fase produttiva, registrare un controllo qualità o aprire la documentazione necessaria per una riparazione.

L’obiettivo è evitare che le informazioni rimangano distribuite tra documenti cartacei, fogli di calcolo, etichette e applicazioni non comunicanti. Il componente diventa il punto di accesso ai dati che lo riguardano.

Il ruolo di GS1 Germany e butterfly & elephant

L’ingresso di butterfly & elephant assume un significato particolare perché GS1 Germany opera nello sviluppo e nell’applicazione di standard utilizzati per identificare prodotti, unità logistiche, aziende e risorse lungo le catene di fornitura.

butterfly & elephant è stata costituita da GS1 Germany nel 2024 con l’obiettivo di investire in imprese che utilizzano o estendono gli standard GS1 in nuovi ambiti. Additive Marking GmbH applica questi principi alla produzione industriale e alla marcatura diretta dei componenti.

La collaborazione può facilitare l’impiego di identificatori riconoscibili da aziende diverse, evitando che ogni produttore sviluppi un sistema proprietario incompatibile con quelli dei clienti o dei fornitori.

Gli standard aperti diventano importanti quando un componente deve essere identificato non soltanto all’interno dello stabilimento che lo ha prodotto, ma anche da operatori logistici, centri di manutenzione, clienti, laboratori e imprese di riciclo.

PASS-X e il passaporto digitale di prodotto

Additive Marking GmbH affianca alle tecnologie di marcatura la piattaforma PASS-X, dedicata alla gestione strutturata delle informazioni associate ai prodotti.

PASS-X può raccogliere dati relativi all’origine dei materiali, alla produzione, ai certificati, alla manutenzione, alle riparazioni e alla gestione del prodotto alla fine della vita utile. Il codice presente sul componente funziona come chiave di accesso alle informazioni autorizzate.

La piattaforma è stata sviluppata anche in relazione al passaporto digitale di prodotto previsto dal Regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, conosciuto con la sigla ESPR.

Il regolamento ESPR è entrato in vigore il 18 luglio 2024 e stabilisce un quadro generale per introdurre requisiti di sostenibilità applicabili a numerose categorie di prodotti. Le prescrizioni concrete vengono definite progressivamente attraverso atti dedicati ai singoli gruppi merceologici.

Il passaporto digitale di prodotto dovrà rendere disponibili informazioni su aspetti quali composizione, durata, riparabilità, presenza di materiali riciclati, sostanze rilevanti e possibilità di recupero. Non si tratta quindi di un semplice codice stampato sul prodotto, ma di un sistema che deve garantire identificazione, aggiornamento dei dati, accessibilità e interoperabilità.

Additive Marking GmbH indica inoltre il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR, tra gli ambiti nei quali PASS-X può essere utilizzato. Il PPWR si applicherà in via generale dal 12 agosto 2026 e prevede, in diversi casi, l’utilizzo di etichette armonizzate, codici QR o altri supporti digitali aperti per comunicare informazioni sugli imballaggi.

Le applicazioni sviluppate con Replique, BASF, Böllhoff e TÜV NORD

Additive Marking GmbH ha già applicato le proprie tecnologie in progetti con diverse aziende industriali.

Nel progetto con Replique, società controllata da BASF e specializzata nei magazzini digitali per la produzione on demand, il software Serializer di Additive Marking GmbH è stato integrato attraverso un’interfaccia API.

Gli utenti della piattaforma Replique possono aggiungere marcature ai file dei componenti prima della produzione. Dopo la scansione, il codice può consentire l’accesso a informazioni come materiale, ordine di fabbricazione e documentazione di conformità. Il processo è stato configurato in modo che i dati principali rimangano all’interno dell’ambiente digitale di Replique.

Con Böllhoff Group, Additive Marking GmbH ha lavorato sulla tracciabilità di piccoli mandrini utilizzati per inserti filettati Helicoil. La geometria curva e le dimensioni ridotte rendevano difficile applicare marcature convenzionali. Il progetto ha adottato codici realizzati mediante laser e collegati al sistema ERP, permettendo a Böllhoff Group di registrare l’utilizzo e la posizione degli utensili.

Additive Marking GmbH collabora anche con TÜV NORD attraverso la piattaforma iAM-APPROVED. Il servizio permette alle aziende di ordinare prove e controlli per processi di produzione additiva. I campioni vengono identificati in modo univoco e associati all’ordine, ai documenti di spedizione e ai risultati delle prove.

Questi progetti mostrano che la strategia di Additive Marking GmbH comprende sia la marcatura incorporata durante la stampa 3D sia la digitalizzazione di procedure industriali più ampie.

Le prospettive dopo il finanziamento

Il nuovo capitale potrà sostenere l’espansione commerciale, lo sviluppo delle integrazioni software e l’adattamento delle soluzioni ai requisiti normativi europei.

Per Additive Marking GmbH, la sfida principale consiste nel dimostrare che la marcatura, la lettura dei codici e il collegamento ai dati rimangono affidabili nelle condizioni operative delle aziende. Materiali differenti, geometrie complesse, usura, sporco e trattamenti superficiali possono influire sulla leggibilità.

La collaborazione con GS1 Germany attraverso butterfly & elephant può contribuire alla standardizzazione delle soluzioni e all’accesso a una rete industriale più ampia. Il coinvolgimento di TCP Beteiligungs-GmbH, Archimedes New Ventures e HAVER Business Angels offre invece un sostegno finanziario e imprenditoriale per trasformare i progetti pilota in applicazioni ripetibili.

La proposta di Additive Marking GmbH si colloca nel punto di incontro tra produzione additiva, identificazione automatica e gestione dei dati. La marcatura non viene considerata come un’operazione accessoria, ma come il primo passaggio per collegare ogni componente alla propria storia produttiva e documentale.

Di Fantasy

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