Un nuovo CAD parametrico progettato intorno alla fabbricazione additiva
SindriCAD è un nuovo software CAD parametrico open source sviluppato per rispondere alle esigenze di chi progetta componenti destinati alla stampa 3D. Il programma è stato distribuito in beta pubblica il 3 agosto 2026 ed è disponibile gratuitamente per Linux, Windows e macOS, senza obbligo di registrazione o creazione di un account.
Il progetto nasce nell’ambito di TinkerAtlas, piattaforma dedicata alla comunità dei maker e degli utilizzatori di tecnologie di fabbricazione digitale. Lo sviluppatore, identificato anche con il nome MakerViking, ha impostato SindriCAD come un modellatore solido basato sulla cronologia delle operazioni, con un’interfaccia grafica che riprende le logiche utilizzate dai principali programmi CAD professionali.
L’obiettivo non è offrire un altro strumento per modificare modelli triangolati o correggere file STL, ma mettere a disposizione un ambiente nel quale costruire parti meccaniche precise, modificabili e controllate attraverso quote, parametri ed espressioni.
Il nome SindriCAD richiama Sindri, il fabbro nano della mitologia norrena. La scelta sottolinea l’orientamento del programma verso la creazione di oggetti fisici e componenti funzionali.
Il progetto nasce da un problema concreto su Linux
L’origine di SindriCAD è collegata alle difficoltà incontrate dallo sviluppatore nell’utilizzare un programma CAD professionale su Linux.
Il software impiegato in precedenza non disponeva di una versione nativa per questo sistema operativo. L’esecuzione attraverso Wine risultava poco affidabile, mentre una macchina virtuale Windows priva di una scheda grafica dedicata non offriva prestazioni sufficienti per una modellazione tridimensionale fluida.
Invece di modificare il proprio ambiente di lavoro o rinunciare agli strumenti parametrici, lo sviluppatore ha iniziato a costruire un’applicazione alternativa. Il progetto è partito da Linux, ma è stato successivamente portato anche su Windows e macOS.
Questo elemento distingue SindriCAD da diverse soluzioni CAD nate principalmente per Windows e adattate in un secondo momento agli altri sistemi operativi. Le tre versioni sono concepite come applicazioni desktop native e condividono lo stesso motore geometrico.
La distribuzione multipiattaforma può interessare maker, laboratori scolastici, fablab, progettisti indipendenti e piccole imprese che utilizzano ambienti informatici differenti e desiderano evitare dipendenze da servizi cloud o abbonamenti commerciali.
Un modellatore solido, non un editor di mesh
SindriCAD è un modellatore solido parametrico basato sulla cronologia delle lavorazioni. Ogni componente viene costruito attraverso una sequenza ordinata di operazioni: schizzo, estrusione, rivoluzione, raccordo, smusso, svuotamento, taglio, specchiatura o ripetizione.
Questa sequenza viene conservata in un albero delle funzioni. L’utente può quindi tornare a una delle operazioni precedenti, modificarne i valori e lasciare che il programma ricostruisca automaticamente le lavorazioni successive.
Il funzionamento è diverso da quello di un editor di mesh. Un file STL descrive normalmente la superficie dell’oggetto attraverso una rete di triangoli. Questa rappresentazione è adatta alla comunicazione con gli slicer, ma non conserva necessariamente le intenzioni progettuali, le quote originali, le relazioni geometriche o la cronologia delle operazioni.
SindriCAD lavora invece con una rappresentazione B-Rep, abbreviazione di Boundary Representation. Il modello viene descritto attraverso facce, bordi, vertici, superfici e relazioni topologiche. Una superficie cilindrica rimane quindi riconoscibile come cilindro e non viene ridotta a un insieme di piccoli triangoli.
Questo approccio facilita la modifica di fori, spessori, raggi, raccordi e superfici funzionali. Permette inoltre di esportare il componente in formati CAD come STEP, conservando una geometria più adatta allo scambio con altri programmi di progettazione e produzione.
La base tecnologica di build123d e Open Cascade
SindriCAD non sviluppa da zero il proprio motore geometrico. Il programma utilizza build123d, una libreria parametrica open source basata su Python, che a sua volta opera sopra Open CASCADE Technology.
Build123d è un framework per la creazione di geometrie bidimensionali e tridimensionali attraverso rappresentazioni B-Rep. È utilizzato in progetti destinati alla stampa 3D, alla lavorazione CNC, al taglio laser e ad altri processi produttivi.
Open CASCADE Technology, sviluppato da Open Cascade, società appartenente al gruppo Capgemini, fornisce il nucleo geometrico. La piattaforma comprende librerie per la modellazione di solidi e superfici, lo scambio di dati CAD, la visualizzazione e la gestione delle operazioni geometriche.
La combinazione consente a SindriCAD di concentrarsi sull’interfaccia, sull’albero parametrico e sul flusso di stampa, affidando le operazioni geometriche fondamentali a tecnologie open source già impiegate in numerose applicazioni ingegneristiche.
L’architettura separa l’interfaccia desktop dal motore geometrico. La parte visibile all’utente gestisce il documento, i parametri, la cronologia, la selezione degli elementi e la visualizzazione. Un componente basato su Python, build123d e Open CASCADE Technology esegue invece i calcoli necessari per generare e modificare la geometria.
Schizzi vincolati e quote modificabili
La costruzione di un modello inizia normalmente con uno schizzo bidimensionale. SindriCAD mette a disposizione linee, archi, cerchi, spline, rettangoli, asole, poligoni e testi realizzati con i caratteri installati nel sistema operativo.
Gli schizzi possono essere controllati attraverso vincoli geometrici e dimensionali. È possibile definire elementi paralleli, perpendicolari, concentrici o uguali, oltre a fissare distanze, diametri, angoli e posizioni.
Il programma utilizza il risolutore di vincoli PlaneGCS per mantenere coerente la geometria durante le modifiche. Quando una quota viene cambiata, il sistema ricalcola la posizione degli altri elementi rispettando le relazioni definite dall’utente.
Le dimensioni possono essere inserite direttamente nell’area di disegno. Il software segnala inoltre i vincoli in conflitto o le geometrie sovradefinite, evitando che le incongruenze vengano ignorate senza una spiegazione.
Sono disponibili anche schemi associativi per creare circonferenze di fori, griglie e strutture a nido d’ape. Essendo collegati allo schizzo originale, questi elementi possono essere aggiornati modificando il numero delle ripetizioni, la distanza o la dimensione complessiva.
Parametri ed espressioni per creare modelli adattabili
Uno degli aspetti centrali di SindriCAD è la possibilità di assegnare un nome ai parametri del progetto.
Invece di inserire più volte uno spessore numerico, per esempio 3 millimetri, l’utente può creare un parametro denominato “spessore” e richiamarlo in tutte le operazioni interessate. Modificando un solo valore, vengono aggiornate le pareti, le nervature, le sedi e gli altri elementi collegati.
I parametri possono essere utilizzati anche all’interno di espressioni matematiche. La larghezza di una sede può essere definita come il diametro di un componente più una determinata tolleranza, mentre la distanza fra due fori può dipendere dalla lunghezza complessiva del pezzo.
Questo sistema è particolarmente utile nella stampa 3D, dove uno stesso modello viene spesso adattato a oggetti, viti, cuscinetti, tubi o dispositivi di dimensioni differenti.
Un supporto per smartphone, per esempio, può essere configurato attraverso la larghezza del dispositivo, lo spessore della custodia e il diametro del cavo. Una scatola può cambiare dimensioni mantenendo invariati gli spessori, i giochi del coperchio e la posizione delle chiusure.
Il modello non deve quindi essere ricostruito per ogni variante. L’utente modifica i parametri e lascia che SindriCAD aggiorni l’intero albero delle lavorazioni.
Le principali operazioni di modellazione solida
La beta comprende una gamma di strumenti già sufficiente per progettare numerosi componenti destinati alla fabbricazione additiva.
L’estrusione trasforma un profilo bidimensionale in un volume e può creare un nuovo corpo, aggiungere materiale a un solido esistente, sottrarlo oppure generare un’intersezione. La rivoluzione costruisce una forma facendo ruotare un profilo intorno a un asse ed è adatta alla produzione di pulegge, boccole, contenitori cilindrici e componenti torniti.
Il loft collega profili differenti collocati su piani separati, mentre lo sweep fa scorrere una sezione lungo un percorso. Queste operazioni consentono di progettare raccordi, condotti, impugnature e geometrie con variazioni progressive.
Le funzioni di raccordo e smusso modificano gli spigoli. Il comando shell svuota un solido mantenendo uno spessore definito, mentre draft applica un’inclinazione alle pareti. Sono presenti anche strumenti per la scalatura, la specchiatura e la creazione di ripetizioni.
La funzione Press/Pull permette di spostare o estrudere una o più facce, anche fino a una superficie di riferimento. Offset Face modifica la posizione delle facce lungo la loro normale, adattando le pareti circostanti. Thicken assegna invece uno spessore a una superficie, trasformandola in un corpo solido.
SindriCAD offre anche alcune operazioni di modifica diretta, fra cui spostamento, divisione, combinazione ed eliminazione delle facce con ricostruzione automatica della zona interessata.
Riferimenti geometrici progettati per resistere alle modifiche
Uno dei problemi più frequenti nei CAD basati sulla cronologia è la perdita dei riferimenti topologici.
Quando una funzione iniziale viene modificata, il programma può rinumerare facce e bordi. Un raccordo applicato al bordo numero 12 potrebbe quindi finire sul bordo sbagliato oppure generare un errore durante la ricostruzione.
SindriCAD cerca di ridurre questo problema utilizzando descrittori geometrici invece di semplici indici topologici. Un elemento può essere identificato attraverso la direzione di un asse, l’orientamento della normale di una faccia, la posizione più vicina a un punto o altre caratteristiche interrogabili.
In questo modo una lavorazione successiva dovrebbe mantenere il proprio riferimento anche quando una quota precedente modifica la geometria del componente.
La stabilità della cronologia rappresenta uno degli aspetti più delicati di un modellatore parametrico. La soluzione adottata da SindriCAD dovrà essere verificata su assiemi e progetti complessi, ma indica l’intenzione di affrontare un problema che può compromettere l’utilità pratica di un CAD.
Texture trasformate in geometria stampabile
SindriCAD dedica una parte specifica degli strumenti alla creazione di texture superficiali.
L’utente può applicare zigrinature, motivi esagonali, nervature, onde, celle di Voronoi, rumore procedurale oppure immagini in scala di grigi utilizzate come mappe di altezza. È possibile controllare profondità, scala, orientamento e direzione della lavorazione.
Le texture non vengono aggiunte come effetti grafici visibili soltanto nel rendering. Sono convertite in geometria reale e diventano parte della superficie esportata.
La differenza è importante per la stampa 3D. Una bump map tradizionale modifica l’aspetto visivo di un oggetto, ma non necessariamente la forma trasmessa allo slicer. In SindriCAD, invece, il rilievo o l’incisione è incluso nel modello e viene riprodotto nei percorsi di deposizione.
Le strutture sfaccettate vengono costruite come reticoli geometrici. I vertici della mesh vengono collocati lungo le linee del motivo, in modo da conservare bordi definiti nelle zigrinature e pareti più regolari nei motivi esagonali.
Le texture possono essere applicate anche a cilindri e coni. Alcuni motivi vengono chiusi lungo l’intera circonferenza per ridurre la presenza di discontinuità in corrispondenza della giunzione.
È disponibile anche una modalità a due colori che assegna alla superficie lavorata una tonalità differente rispetto al corpo principale. Questa informazione può essere trasferita nel successivo flusso di stampa multimateriale.
Importazione ed esportazione dei principali formati
La documentazione della beta indica il supporto in importazione per STEP, BREP, STL, 3MF, OBJ e GLB. In esportazione sono disponibili STEP, STL, 3MF e GLB.
L’importazione di un file STEP permette di recuperare una geometria B-Rep composta da facce e superfici riconoscibili. Il componente può quindi essere misurato, sezionato, utilizzato come riferimento per nuovi schizzi o modificato attraverso alcune operazioni dirette.
I file basati su mesh vengono sottoposti a procedure di pulizia delle facce. SindriCAD non trasforma automaticamente qualsiasi STL in un modello parametrico completo, ma consente di utilizzarlo come geometria di riferimento e, in determinati casi, di attribuire uno spessore alle superfici attraverso la funzione Thicken.
L’esportazione STEP è utile per trasferire il componente verso altri programmi CAD, sistemi CAM o servizi di produzione. Il formato STL rimane disponibile per i flussi tradizionali di slicing, mentre il 3MF può conservare un insieme più ampio di informazioni, comprese parti, colori e configurazioni di progetto.
GLB risponde invece alle esigenze di visualizzazione tridimensionale e condivisione di modelli completi di informazioni grafiche.
Controlli di misura e sezioni prima della stampa
Prima dell’esportazione, SindriCAD consente di esaminare il componente attraverso strumenti di misura e sezionamento.
Un piano di sezione può attraversare il modello in tempo reale, rendendo visibili cavità, pareti interne e strutture nascoste. La posizione può essere modificata trascinando il controllo lungo un asse oppure inserendo uno spostamento numerico.
La funzione di misura calcola la distanza minima effettiva fra due facce o bordi. Oltre alla distanza più breve, il programma mostra le differenze lungo i singoli assi, la distanza fra i centri e l’angolo fra gli elementi selezionati.
Questi controlli permettono di verificare spessori, giochi, interferenze e dimensioni interne prima di trasferire il modello allo slicer.
Per la stampa 3D, l’analisi delle sezioni può aiutare a individuare cavità chiuse, pareti troppo sottili o zone difficili da produrre. Non sostituisce una simulazione completa del processo, ma offre un controllo geometrico integrato nel programma di progettazione.
Il collegamento con OrcaSlicer e Snapmaker U1
SindriCAD include un flusso di stampa dedicato alla Snapmaker U1, stampante multimateriale dotata di sistema di cambio utensile.
L’utente può assegnare colori differenti ai corpi del modello ed esportare un progetto 3MF già predisposto per OrcaSlicer. Le diverse parti vengono associate agli estrusori o agli utensili previsti dalla configurazione della Snapmaker U1.
Il comando di apertura in OrcaSlicer trasferisce il modello utilizzando il profilo della stampante, del processo e dei filamenti selezionati. L’obiettivo è ridurre i passaggi manuali normalmente necessari per esportare i singoli corpi, importarli nello slicer, ricomporli e assegnare i materiali.
Dopo lo slicing, SindriCAD può comunicare con la stampante attraverso la rete locale. Un componente sviluppato in Rust utilizza il protocollo Moonraker per caricare il G-code, leggere la configurazione dei filamenti e controllare l’avanzamento della lavorazione.
L’integrazione con Snapmaker U1 è collegata alle apparecchiature utilizzate dallo sviluppatore e non rappresenta ancora un sistema universale per ogni stampante. Mostra però l’impostazione generale del progetto: collegare modellazione, preparazione e invio alla macchina in un flusso più lineare.
Il supporto ad altre stampanti dipenderà dall’evoluzione della beta e dai contributi della comunità.
File di progetto leggibili e licenza AGPL
I documenti di SindriCAD utilizzano l’estensione “.sindri” e sono memorizzati in formato JSON.
Il file contiene una tabella dei parametri e un elenco ordinato delle operazioni. La struttura può includere, per esempio, uno schizzo rettangolare controllato dai parametri di larghezza e altezza, seguito da un’estrusione dipendente dal parametro dello spessore e da un raccordo applicato agli spigoli selezionati.
L’impiego di un formato testuale rende il documento più trasparente rispetto a un archivio binario completamente chiuso. Facilita inoltre l’analisi delle modifiche, la creazione di strumenti esterni e l’eventuale gestione dei file attraverso sistemi di controllo delle versioni.
SindriCAD viene distribuito con licenza GNU Affero General Public License, AGPL 3.0. Il codice sorgente è disponibile pubblicamente e può essere studiato, modificato e ridistribuito nel rispetto delle condizioni previste dalla licenza.
La AGPL richiede che le modifiche utilizzate per offrire il programma attraverso una rete vengano rese disponibili agli utenti del servizio. Questa caratteristica mira a evitare che un progetto open source venga trasformato in una piattaforma online proprietaria senza condivisione delle modifiche.
Il progetto è sviluppato da una singola persona e viene sostenuto attraverso donazioni. La continuità dello sviluppo dipenderà quindi anche dalla partecipazione della comunità, dalle segnalazioni degli utenti e dall’eventuale ingresso di altri collaboratori.
Installazione senza dipendenze esterne, ma con build non firmate
Gli installer includono Python e il motore geometrico. L’utente non deve installare separatamente build123d o Open CASCADE Technology per utilizzare l’applicazione.
Su Linux sono disponibili pacchetti AppImage, DEB e RPM. L’AppImage può essere utilizzata su diverse distribuzioni e dispone di un sistema di aggiornamento integrato. I pacchetti DEB e RPM seguono invece le normali procedure di gestione previste dalle rispettive distribuzioni.
La versione Windows richiede Microsoft Edge WebView2, componente già presente nelle installazioni correnti di Windows 10 e Windows 11. Il programma può scaricarlo durante l’installazione nel caso in cui non sia disponibile.
Le build della beta non sono ancora firmate digitalmente. Windows può quindi mostrare un avviso SmartScreen, mentre macOS può bloccare il primo avvio. L’utente deve autorizzare manualmente l’esecuzione seguendo le indicazioni fornite dal progetto.
La firma delle applicazioni macOS è indicata fra gli obiettivi dello sviluppatore, ma richiede un account Apple Developer a pagamento. Per un progetto indipendente finanziato attraverso donazioni, anche questo costo costituisce un elemento da gestire.
SindriCAD controlla la presenza di nuove beta all’avvio e può proporre l’aggiornamento con riapertura automatica dell’applicazione.
Una beta da utilizzare con prudenza
SindriCAD è dichiaratamente un software in fase beta. La documentazione segnala che il programma è già stato utilizzato per progettare e stampare componenti reali, ma il numero delle funzioni è ancora in crescita e possono essere presenti errori o comportamenti incompleti.
Lo sviluppatore consiglia di conservare copie di sicurezza dei documenti importanti. Questa precauzione è particolarmente rilevante per i progetti complessi o per i componenti destinati a impieghi professionali.
La cronologia delle versioni mostra aggiornamenti frequenti e correzioni legate anche alle segnalazioni degli utilizzatori. La beta viene ricostruita automaticamente dopo la verifica delle modifiche apportate al ramo principale del codice.
Al momento della pubblicazione dell’annuncio, la versione rolling beta aveva raggiunto la numerazione 0.1.84. Il numero può cambiare rapidamente, poiché il progetto non utilizza ancora un ciclo di rilascio stabile.
SindriCAD non deve quindi essere valutato come un sostituto già completo delle piattaforme CAD consolidate. Mancano ancora anni di sviluppo, documentazione, prove e compatibilità accumulate da programmi come FreeCAD, OpenSCAD, Autodesk Fusion, SolidWorks o Onshape.
Il progetto propone però una combinazione specifica: modellazione parametrica con interfaccia grafica, codice aperto, funzionamento locale, supporto nativo per Linux e strumenti pensati per il passaggio diretto alla stampa 3D.
Uno spazio fra i CAD professionali e gli strumenti per principianti
Il mercato del software per la stampa 3D comprende strumenti con impostazioni molto differenti.
Autodesk Tinkercad punta sulla semplicità e sulla modellazione attraverso primitive geometriche, ma non offre la stessa profondità parametrica di un modellatore basato sulla cronologia. OpenSCAD permette di generare oggetti attraverso un linguaggio di programmazione, ma richiede un approccio basato sul codice.
FreeCAD mette a disposizione un ambiente open source esteso, modulare e adatto a numerosi ambiti ingegneristici. La sua ampiezza può però comportare una curva di apprendimento significativa per gli utenti interessati soprattutto alla progettazione di componenti per stampanti 3D desktop.
Le piattaforme commerciali come Autodesk Fusion, Dassault Systèmes SolidWorks e PTC Onshape dispongono di strumenti più maturi, funzioni collaborative, gestione degli assiemi e sistemi avanzati di simulazione, ma sono legate a licenze, account, servizi cloud o specifici sistemi operativi.
SindriCAD cerca di occupare una posizione intermedia. Propone il metodo di lavoro di un CAD parametrico tradizionale, ma concentra l’interfaccia sulla modellazione del componente e sulla successiva produzione additiva.
La sua utilità dipenderà dalla capacità di mantenere stabile la cronologia, gestire modelli complessi, ampliare il supporto alle stampanti e costruire una documentazione accessibile. Il codice aperto e l’impiego di build123d e Open CASCADE Technology forniscono comunque una base tecnica sulla quale il progetto può crescere.
Il valore del progetto dipenderà dalla comunità
Il rilascio pubblico di SindriCAD introduce una nuova alternativa nel settore dei CAD open source per la stampa 3D, ma la fase più impegnativa inizia con l’utilizzo da parte di un pubblico più ampio.
Le segnalazioni degli utenti permetteranno di individuare errori negli schizzi, nella ricostruzione parametrica, nell’importazione dei file e nell’esportazione verso gli slicer. I contributi al codice potrebbero inoltre accelerare lo sviluppo di nuovi strumenti e del supporto per altre piattaforme di stampa.
TinkerAtlas può offrire al progetto una comunità composta da maker, progettisti e utilizzatori di stampanti 3D, mentre GitHub rende disponibili il codice, la cronologia degli aggiornamenti e gli strumenti per proporre modifiche.
SindriCAD parte da un’esigenza concreta: progettare su Linux componenti parametrici destinati alla stampa senza dipendere da un CAD proprietario eseguito attraverso soluzioni provvisorie.
La beta mostra già un’impostazione precisa, fondata sulla geometria B-Rep, sulla cronologia modificabile, sulle texture realmente stampabili e sull’integrazione con il processo produttivo. La maturità del programma dovrà essere misurata attraverso l’uso quotidiano, la stabilità dei documenti e la capacità del progetto di attrarre sviluppatori oltre al suo autore originario.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
