Due dirigenti di SME, Society of Manufacturing Engineers, hanno ricevuto altrettanti riconoscimenti da America Makes per il lavoro svolto nello sviluppo della manifattura additiva e nel rafforzamento dell’ecosistema produttivo statunitense.

Jeannine Kunz, Executive Director e CEO di SME, è stata inserita tra i destinatari dell’America Makes Ambassador Award 2026, mentre Brett Conner, Chief Manufacturing Officer di SME, ha ricevuto il Distinguished Collaborator Award 2026.

I riconoscimenti sono stati consegnati durante il Members Meeting & Exchange, MMX, organizzato da America Makes il 4 e 5 agosto 2026 nell’area di Youngstown, in Ohio.

L’evento riunisce ogni anno imprese, università, istituzioni pubbliche, centri di ricerca e organizzazioni impegnate nello sviluppo della produzione additiva negli Stati Uniti.

I premi a Kunz e Conner assumono un significato particolare perché evidenziano due aspetti che stanno diventando sempre più importanti nella crescita della manifattura additiva: da una parte la disponibilità di tecnologie industrialmente mature, dall’altra la capacità di costruire competenze, standard, percorsi formativi e collaborazioni fra soggetti che normalmente operano in ambiti differenti.

America Makes nasce nel 2012 per accelerare l’adozione dell’additive manufacturing

America Makes è stata fondata nel 2012 come istituto nazionale statunitense dedicato alla manifattura additiva.

Ha sede a Youngstown, Ohio, ed è gestita dal National Center for Defense Manufacturing and Machining, NCDMM.

È stata il primo istituto della rete che sarebbe diventata Manufacturing USA, il sistema statunitense di centri pubblico-privati dedicati allo sviluppo e alla diffusione di tecnologie produttive considerate strategiche.

Il modello utilizzato da America Makes parte da un principio preciso: molti problemi legati alla produzione additiva non possono essere risolti efficacemente da una singola azienda.

Qualificazione dei materiali, standard, certificazione dei componenti, formazione del personale, digitalizzazione dei processi e introduzione della stampa 3D all’interno delle supply chain richiedono spesso il coinvolgimento contemporaneo di produttori, utilizzatori, università, enti normativi e istituzioni pubbliche.

America Makes cerca quindi di creare un ambiente nel quale questi soggetti possano condividere progetti, infrastrutture e conoscenze.

La missione dell’istituto riguarda non soltanto lo sviluppo della tecnologia ma anche la crescita della base industriale e della forza lavoro necessaria per utilizzarla.

Jeannine Kunz riceve l’America Makes Ambassador Award

Il riconoscimento assegnato a Jeannine Kunz appartiene al programma Ambassador Award, introdotto da America Makes nel 2017.

Il premio viene attribuito a persone che hanno contribuito in modo significativo alla missione dell’organizzazione e allo sviluppo dell’ecosistema AM statunitense.

Kunz è stata premiata per un rapporto con America Makes che risale alla nascita stessa dell’istituto nel 2012.

La sua attività si è concentrata in particolare sul collegamento fra nuove tecnologie produttive e sviluppo delle competenze.

È un aspetto che può sembrare meno visibile rispetto alla presentazione di una nuova stampante o di un nuovo materiale, ma rappresenta uno dei principali ostacoli all’adozione industriale dell’additive manufacturing.

Una macchina può infatti essere acquistata relativamente rapidamente.

Formare tecnici capaci di utilizzarla correttamente, ingegneri in grado di progettare per il processo additivo e responsabili della qualità capaci di interpretarne i risultati richiede invece tempi molto più lunghi.

Kunz lavora in SME dal 2000

Jeannine Kunz è entrata in SME nel 2000 e ha costruito gran parte della propria carriera all’interno dell’organizzazione.

Nel corso degli anni ha ricoperto diversi incarichi legati principalmente alla formazione professionale e allo sviluppo della forza lavoro.

Nel 2004 è diventata vicepresidente di Tooling U-SME, la divisione dedicata alla formazione e allo sviluppo delle competenze manifatturiere.

Un passaggio particolarmente importante è avvenuto nel 2010, quando Kunz ha guidato l’acquisizione di Tooling U, piattaforma di formazione online che è stata successivamente integrata nell’offerta SME.

L’operazione ha permesso all’organizzazione di espandere in maniera considerevole la propria capacità di fornire programmi formativi a imprese, scuole e istituzioni.

Nel 2022 Kunz è stata nominata Chief Workforce Development Officer, ruolo creato per coordinare in modo più strutturato le iniziative dedicate alla carenza di competenze nel settore manifatturiero statunitense.

Dal 1° gennaio 2025 è Executive Director e CEO di SME.

SME lavora sulla manifattura dal 1932

SME è un’organizzazione non profit fondata nel 1932.

La sua attività comprende formazione, certificazioni professionali, pubblicazioni, eventi tecnici, ricerca e programmi destinati all’adozione di nuove tecnologie produttive.

L’organizzazione opera soprattutto negli Stati Uniti e in Nord America e riunisce produttori, università, professionisti, studenti e operatori della formazione.

La manifattura additiva rappresenta soltanto una parte della sua attività complessiva, ma SME lavora su queste tecnologie da quasi quarant’anni.

Questo significa che il suo coinvolgimento precede di molti anni l’esplosione commerciale della stampa 3D desktop avvenuta nel decennio scorso.

Kunz ha ricordato che una delle sue prime iniziative all’interno di SME fu proprio quella di collaborare con un piccolo gruppo di specialisti della produzione additiva per costruire quella che sarebbe diventata la comunità AM dell’organizzazione.

Il problema non è soltanto avere le stampanti, ma trovare persone capaci di utilizzarle

La formazione è diventata uno dei problemi centrali dell’additive manufacturing industriale.

Una moderna linea di produzione additiva può coinvolgere competenze molto differenti.

Un progettista deve conoscere i limiti e le possibilità del processo.

Un tecnico di macchina deve comprendere parametri, materiali e procedure di sicurezza.

Un responsabile del controllo qualità deve conoscere metrologia, difettologia e tecniche di ispezione.

Nel metal additive manufacturing entrano inoltre in gioco gestione delle polveri, trattamenti termici, lavorazioni CNC, controllo non distruttivo e qualificazione metallurgica.

Non è quindi sufficiente trasferire personale proveniente dalla manifattura convenzionale davanti a una stampante 3D.

Servono percorsi formativi specifici.

Ed è precisamente in questa area che la collaborazione fra SME e America Makes ha prodotto alcuni dei risultati più concreti.

SME e America Makes hanno sviluppato insieme la certificazione per l’additive manufacturing

Uno dei principali progetti realizzati congiuntamente dalle due organizzazioni riguarda la certificazione professionale dedicata alla produzione additiva.

Il programma è stato sviluppato con il coinvolgimento di SME, America Makes, Milwaukee School of Engineering, National Coalition of Advanced Technology Centers e Technician Education in Additive Manufacturing & Materials.

Alla definizione del relativo Additive Manufacturing Body of Knowledge hanno contribuito oltre 500 professionisti del settore.

L’obiettivo è creare una base di conoscenze condivisa che permetta alle imprese di valutare in modo più uniforme le competenze dei tecnici e dei professionisti.

Due livelli: Fundamentals e Technician

Il programma di SME prevede attualmente due principali livelli di certificazione.

Il primo è il Certified Additive Manufacturing Fundamentals, CAMF.

È destinato a chi deve acquisire una conoscenza generale della manifattura additiva e comprende le sette principali famiglie di tecnologie additive, principi fondamentali dei processi e aspetti di sicurezza.

Può essere utilizzato anche da scuole superiori e università come certificazione conclusiva o complementare ai corsi dedicati alla stampa 3D.

Il secondo livello è il Certified Additive Manufacturing Technician, CAMT.

In questo caso vengono affrontati in maggiore dettaglio processo, selezione dei materiali, post-processing, metodologie produttive e sicurezza.

Il programma è rivolto soprattutto a tecnici, ingegneri, progettisti e professionisti che possiedono già una certa esperienza nel settore manifatturiero.

L’esistenza di percorsi di questo tipo contribuisce alla progressiva trasformazione dell’additive manufacturing da tecnologia specialistica gestita da piccoli gruppi di esperti a disciplina inserita nei normali percorsi industriali.

La collaborazione è proseguita anche durante la pandemia

SME e America Makes hanno mantenuto la collaborazione anche nei programmi di formazione a distanza.

Durante la pandemia da COVID-19 le due organizzazioni hanno utilizzato strumenti online per continuare a fornire formazione alle aziende.

Questa esperienza ha ulteriormente rafforzato il ruolo dei contenuti digitali nei programmi dedicati alle nuove competenze produttive.

Nel settore manifatturiero questo punto ha una particolare importanza perché una parte significativa della formazione è tradizionalmente legata alla presenza fisica accanto alle macchine.

Le piattaforme digitali non possono sostituire completamente l’esperienza pratica, ma permettono di trasferire più facilmente le conoscenze teoriche e standardizzare una parte del percorso formativo.

RAPID + TCT è diventato anche un punto di incontro con America Makes

La collaborazione fra le due organizzazioni comprende anche RAPID + TCT, uno dei principali eventi nordamericani dedicati alla produzione additiva.

Nel 2025, a Detroit, e nel 2026, a Boston, RAPID + TCT ha ospitato lo Spring Technology Readiness Exchange, TRX, di America Makes.

L’integrazione fra i due eventi permette ai partecipanti di passare dal confronto prevalentemente tecnico e industriale di RAPID + TCT ai programmi di ricerca e collaborazione coordinati da America Makes.

Il modello verrà riproposto anche nel 2027 a Detroit.

Questa vicinanza evidenzia il rapporto costruito nel tempo fra SME e America Makes.

La prima dispone di una rete ampia nel mondo manifatturiero, della formazione e degli eventi.

La seconda opera come punto di collegamento fra imprese, ricerca e istituzioni pubbliche nei programmi strategici di additive manufacturing.

Brett Conner riceve il Distinguished Collaborator Award

Il secondo riconoscimento assegnato a SME riguarda Brett Conner, Chief Manufacturing Officer dell’organizzazione.

Conner ha ricevuto il Distinguished Collaborator Award, premio istituito da America Makes nel 2014.

A differenza dell’Ambassador Award, il riconoscimento è specificamente rivolto a persone che abbiano costruito collaborazioni significative fra industria, università e governo.

Il percorso professionale di Conner coincide quasi perfettamente con questa definizione.

Ha infatti lavorato in tutti e tre gli ambienti, passando dal settore militare all’industria, dall’università alle startup e successivamente alla definizione di strategie nazionali dedicate alla manifattura avanzata.

Una formazione in scienza dei materiali al MIT

Conner possiede una formazione scientifica fortemente orientata ai materiali.

Ha conseguito una laurea in Fisica presso la University of Missouri e successivamente un master e un dottorato in Materials Science and Engineering al Massachusetts Institute of Technology, MIT.

La scienza dei materiali è una disciplina particolarmente importante nella produzione additiva.

Le proprietà di un componente stampato dipendono infatti non soltanto dalla composizione chimica iniziale, ma dalla storia termica subita durante la costruzione.

Nel powder bed fusion metallico, per esempio, ogni passaggio del laser fonde una quantità estremamente ridotta di materiale che successivamente si raffredda molto rapidamente.

La struttura metallurgica risultante può essere differente da quella dello stesso materiale ottenuto attraverso fusione o forgiatura.

Comprendere questi fenomeni diventa essenziale quando la stampa 3D viene utilizzata per componenti strutturali.

Dall’US Air Force ad Alcoa e Honeywell

Conner ha iniziato parte della propria carriera come ufficiale della US Air Force.

È poi passato all’industria, dove ha ricoperto incarichi tecnici presso Alcoa e Honeywell FM&T.

In Alcoa ha lavorato su programmi legati alla difesa e sullo sviluppo di nuove leghe e trattamenti per l’alluminio.

Il passaggio attraverso grandi aziende industriali gli ha consentito di confrontarsi con il problema dell’introduzione di nuove tecnologie all’interno di organizzazioni nelle quali affidabilità, qualificazione e ripetibilità assumono un peso centrale.

Questo tipo di esperienza è importante nella manifattura additiva perché una delle maggiori difficoltà non riguarda più la dimostrazione che sia possibile stampare un componente.

La vera sfida consiste nel dimostrare che il processo possa produrre lo stesso componente in maniera prevedibile per centinaia o migliaia di volte.

Youngstown State University e il collegamento diretto con America Makes

Un passaggio decisivo nella carriera di Conner è avvenuto alla Youngstown State University, YSU.

Qui è diventato professore e ha guidato l’Advanced Manufacturing Research Center dell’università.

La posizione geografica non è irrilevante.

Youngstown è infatti anche la sede di America Makes e uno dei luoghi simbolici della politica industriale statunitense legata alla manifattura avanzata.

L’area dell’Ohio e della cosiddetta Rust Belt ha subito per decenni la contrazione di numerose attività manifatturiere tradizionali.

La scelta di collocare America Makes proprio a Youngstown aveva quindi anche l’obiettivo di utilizzare nuove tecnologie come strumento di riqualificazione industriale e sviluppo economico.

Conner ha operato direttamente all’interno di questo ambiente, lavorando su materiali, processi e applicazioni additive.

Freshmade 3D e la tecnologia acquisita da ExOne

Conner ha inoltre partecipato direttamente alla creazione di un’impresa tecnologica.

È stato cofondatore e Chief Technology Officer di Freshmade 3D, startup specializzata nello sviluppo di una tecnologia per la produzione additiva di compositi.

L’azienda aveva sviluppato un processo capace di realizzare grandi componenti utilizzando materiali compositi attraverso tecnologie additive.

Parte della proprietà intellettuale sviluppata da Freshmade 3D è stata successivamente acquisita da ExOne, società conosciuta soprattutto per le proprie piattaforme binder jetting.

L’esperienza imprenditoriale aggiunge quindi al percorso di Conner una conoscenza diretta delle difficoltà che separano una tecnologia sviluppata in laboratorio dalla sua trasformazione in un prodotto industriale.

Otto brevetti statunitensi

Conner risulta inoltre inventore o co-inventore di otto brevetti statunitensi.

Questo dato rafforza il profilo tecnico del nuovo Chief Manufacturing Officer di SME.

Il suo ruolo non è infatti esclusivamente organizzativo o istituzionale.

La carriera comprende sviluppo di materiali, ricerca applicata, programmi industriali e creazione di proprietà intellettuale.

Nel 2025 SME ha scelto proprio questa combinazione di competenze per creare una nuova posizione nella propria struttura dirigenziale.

Nel 2025 SME crea per lui il ruolo di Chief Manufacturing Officer

Brett Conner è entrato in SME nell’ottobre 2025 come primo Chief Manufacturing Officer nella storia dell’organizzazione.

La creazione della posizione segnala l’intenzione di SME di rafforzare ulteriormente il collegamento fra formazione della forza lavoro e introduzione delle tecnologie produttive.

Conner è responsabile della strategia tecnologica e del portafoglio di programmi di SME.

Il suo compito comprende la promozione dell’adozione di tecnologie manifatturiere avanzate e la costruzione di partnership fra imprese, istituzioni pubbliche e università.

L’obiettivo è evitare che innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze vengano gestiti come due problemi separati.

Una nuova tecnologia può infatti essere industrialmente valida ma avere un impatto limitato se mancano le persone capaci di utilizzarla.

Allo stesso modo, programmi formativi costruiti senza un collegamento diretto con le esigenze reali delle imprese rischiano di produrre competenze non immediatamente utilizzabili.

Conner ha guidato un gruppo di 240 specialisti dedicato all’AM nella difesa

Prima di entrare in SME, Conner aveva ricoperto il ruolo di Senior Program Manager per l’additive manufacturing presso PM2 Strategies.

In questa posizione supportava l’ufficio del Dipartimento della Difesa statunitense responsabile delle tecnologie manifatturiere.

Una delle sue responsabilità più rilevanti era la guida del Joint Additive Manufacturing Working Group, JAMWG.

Il gruppo comprendeva circa 240 membri provenienti dal Pentagono, dalle diverse forze armate e dalle agenzie della difesa.

La funzione del JAMWG consiste nel coordinare strategie, investimenti e politiche relative alla produzione additiva.

Questo coordinamento è particolarmente importante perché esercito, marina e aeronautica potrebbero altrimenti sviluppare programmi paralleli, duplicare investimenti o utilizzare standard incompatibili.

La stampa 3D sta diventando una tecnologia strategica per la difesa

L’interesse delle forze armate statunitensi verso l’additive manufacturing deriva da diverse applicazioni.

La prima riguarda la produzione di componenti complessi per motori, sistemi aerospaziali e veicoli.

La seconda riguarda il mantenimento di piattaforme che possono rimanere operative per decenni.

Per un velivolo, una nave o un sistema militare progettato molti anni prima può diventare difficile reperire alcuni ricambi.

Un fornitore può avere cessato l’attività oppure uno stampo può non essere più disponibile.

In questi casi la produzione additiva può offrire un’alternativa alla ricostruzione completa della filiera.

Esiste poi il tema della produzione at the point of need, cioè vicino al luogo nel quale il componente è necessario.

In teoria, parte dei ricambi potrebbe essere prodotta in basi operative, cantieri navali o altre installazioni riducendo la dipendenza dalle catene logistiche tradizionali.

Passare dalla teoria all’utilizzo reale richiede però sistemi molto rigorosi di qualificazione.

Ed è proprio su questi aspetti che gruppi come il JAMWG lavorano.

Conner entra anche nell’Executive Committee di America Makes

Il Distinguished Collaborator Award non rappresenta l’unico nuovo incarico di Conner all’interno dell’ecosistema America Makes.

Nell’agosto 2026 è stato nominato anche membro dell’Executive Committee di America Makes per un mandato di due anni.

Il comitato contribuisce alla definizione della strategia, delle politiche e delle attività dell’istituto.

I membri provengono da governo, mondo accademico, organizzazioni non profit e industria.

Conner porterà quindi all’interno del comitato la prospettiva di SME, con particolare attenzione all’adozione delle tecnologie, alla formazione e alla creazione di qualifiche professionali riconosciute dall’industria.

La nomina rafforza ulteriormente il collegamento fra le due organizzazioni.

America Makes riconosce una classe di Ambassador 2026 molto diversificata

Jeannine Kunz non è stata l’unica persona a ricevere l’Ambassador Award nel 2026.

La classe comprende professionisti provenienti da differenti parti dell’ecosistema industriale statunitense.

Fra loro figurano Greg Colvin di Honeywell Aerospace, Zac DiVencenzo di JuggerBot 3D, Eric Fodran di Northrop Grumman, Tad Steinberg di Siemens Energy, Sandra DeVincent Wolf della Carnegie Mellon University, oltre a rappresentanti di strutture governative e centri di ricerca.

La composizione della lista mostra la logica utilizzata da America Makes.

La produzione additiva viene trattata come una tecnologia trasversale che coinvolge contemporaneamente produttori di macchine, utilizzatori industriali, università, difesa e formazione.

Non esiste quindi un unico soggetto responsabile della sua crescita.

Dal prototipo alla base industriale

Il significato dei riconoscimenti assegnati a Kunz e Conner diventa più chiaro osservando l’evoluzione della stampa 3D negli ultimi quarant’anni.

Nelle prime fasi, gran parte dell’attenzione era rivolta alla possibilità di produrre rapidamente prototipi.

Il problema principale consisteva nel trasformare un modello CAD in un oggetto fisico senza costruire stampi o attrezzature.

Con l’aumento delle prestazioni delle macchine e dei materiali, l’additive manufacturing ha iniziato a essere utilizzato per utensili, dime e componenti finali.

Oggi, in settori come aerospazio, difesa, medicale ed energia, esistono parti prodotte in serie mediante tecnologie additive.

A questo punto i problemi cambiano.

Non è più sufficiente dimostrare che una geometria possa essere stampata.

Bisogna sviluppare standard, qualificare il processo, formare il personale, gestire i dati digitali, costruire supply chain e convincere le imprese che l’investimento è economicamente sostenibile.

Il capitale umano sta diventando importante quanto quello tecnologico

È proprio su questo passaggio che i percorsi professionali di Jeannine Kunz e Brett Conner risultano complementari.

Kunz ha costruito gran parte della propria carriera sullo sviluppo delle competenze, sui programmi formativi e sull’organizzazione della forza lavoro.

Conner proviene invece da ricerca sui materiali, industria, difesa, università e sviluppo tecnologico.

Il punto di incontro è la necessità di portare una tecnologia dal laboratorio alla fabbrica.

Per farlo servono contemporaneamente macchine, processi qualificati e persone capaci di utilizzarli.

Un’azienda può investire milioni di dollari in un sistema metal additive, ma se non dispone di ingegneri capaci di progettare componenti adatti al processo o di tecnici capaci di gestire correttamente le polveri, la produttività dell’investimento rimarrà limitata.

La collaborazione fra aziende diventa parte della tecnologia

Anche il Distinguished Collaborator Award assegnato a Conner evidenzia un cambiamento nel modo di sviluppare la produzione additiva.

Nel manifatturiero tradizionale, molte competenze possono rimanere all’interno di singole aziende.

Nell’AM industriale, soprattutto nelle fasi di qualificazione, è spesso necessario confrontare dati provenienti da numerosi soggetti.

Il produttore della polvere conosce il materiale.

Il costruttore della macchina controlla il processo.

L’utilizzatore conosce i requisiti del componente.

L’università può analizzare microstruttura e proprietà.

Un organismo di standardizzazione definisce come misurare le prestazioni.

L’ente regolatore stabilisce infine quali prove siano necessarie per autorizzare una determinata applicazione.

La collaborazione non rappresenta quindi soltanto un principio organizzativo.

Diventa parte integrante del percorso tecnologico.

SME e America Makes rappresentano due elementi dello stesso ecosistema

I riconoscimenti del 2026 mostrano quanto SME e America Makes siano diventati complementari nello sviluppo dell’additive manufacturing statunitense.

America Makes opera principalmente come infrastruttura pubblico-privata per coordinare ricerca, industria e istituzioni.

SME possiede invece una forte presenza nella formazione, nelle certificazioni, negli eventi e nel rapporto diretto con il mondo manifatturiero.

La collaborazione fra le due organizzazioni permette quindi di collegare ricerca, applicazione industriale e sviluppo delle competenze.

In questo contesto, l’America Makes Ambassador Award assegnato a Jeannine Kunz riconosce soprattutto il contributo alla costruzione di una forza lavoro preparata ad adottare nuove tecnologie.

Il Distinguished Collaborator Award assegnato a Brett Conner riconosce invece un percorso costruito attraverso industria, università, difesa e sviluppo tecnologico.

I due premi raccontano quindi una parte meno visibile ma essenziale dell’evoluzione della stampa 3D.

La crescita della manifattura additiva non dipende più soltanto dall’arrivo di laser più potenti, macchine più veloci o nuovi materiali.

Dipende anche dalla capacità di creare standard comuni, formare persone, collegare aziende e istituzioni e trasformare una tecnologia avanzata in una normale capacità produttiva disponibile all’interno dell’industria.

“Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)”

Di Fantasy

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