La New Mexico State Uestiva del programma dedicato alla formazione degli insegnanti K-12 sulla produzione additiva. L’iniziativa è stata organizzata dal DREAM Research Center e ha coinvolto docenti provenienti dalle scuole del New Mexico meridionale, con particolare attenzione all’area di Las Cruces.
Il percorso, denominato Additive Manufacturing Personal Development, o AMPD, è stato progettato per fornire agli insegnanti competenze che possano essere trasferite nelle attività scolastiche. L’obiettivo non consiste soltanto nell’insegnare a utilizzare una stampante 3D, ma nel mostrare come progettazione digitale, produzione, matematica, informatica e risoluzione dei problemi possano essere riunite all’interno di un’unica esperienza didattica.
Le attività si sono svolte con il contributo dei ricercatori e del personale della New Mexico State University, utilizzando gli spazi e le attrezzature dell’Aggie Innovation Space. Il laboratorio universitario mette a disposizione stampanti 3D, programmi di progettazione, apparecchiature elettroniche e strumenti per la prototipazione, consentendo ai partecipanti di seguire tutte le fasi che portano da un’idea digitale alla produzione di un oggetto fisico.
Un corso costruito intorno all’esperienza pratica
Il workshop AMPD è stato organizzato come un percorso ibrido distribuito su più giornate. Le lezioni teoriche sono state affiancate da esercitazioni durante le quali gli insegnanti hanno progettato oggetti tridimensionali, preparato i file per la produzione e gestito le stampanti presenti nell’Aggie Innovation Space.
La prima fase ha riguardato la creazione o la modifica di un modello digitale. In un processo di stampa 3D, l’oggetto viene rappresentato attraverso una geometria tridimensionale realizzata con un programma CAD oppure ottenuta da una libreria di modelli. Il file deve poi essere controllato per verificare che la geometria sia chiusa, stampabile e compatibile con le dimensioni della macchina.
La seconda fase è lo slicing. Un software specifico suddivide il modello in una serie di strati e genera le istruzioni necessarie alla stampante. Durante questa operazione vengono stabiliti parametri come altezza degli strati, percentuale di riempimento, temperatura, velocità, orientamento del componente e presenza di eventuali supporti.
Per un utilizzatore inesperto, questa parte può risultare più complessa dell’avvio della stampante. Una scelta errata dei parametri può provocare deformazioni, distacco dal piano di lavoro, superfici irregolari, supporti difficili da rimuovere oppure tempi di produzione non adeguati alle esigenze della lezione.
La terza fase riguarda la preparazione della macchina, il caricamento del materiale e il controllo della produzione. Anche una stampante destinata alla didattica richiede procedure definite: pulizia del piano, verifica dell’ugello, corretta conservazione del filamento, calibrazione e controllo dei primi strati.
Il percorso della New Mexico State University ha affrontato questi passaggi in modo coordinato, permettendo ai docenti di comprendere non soltanto che cosa fare, ma anche perché una determinata impostazione produce un certo risultato.
Il ruolo del software nella formazione degli insegnanti
Uno degli aspetti centrali del programma è stato l’uso dei programmi necessari per preparare i modelli. Tajkirah Wallace, insegnante di sostegno presso la Chaparral High School, ha indicato nella configurazione digitale del lavoro una delle parti più importanti della formazione.
Secondo l’esperienza riportata da Tajkirah Wallace, l’azionamento della stampante può essere appreso con relativa facilità, mentre la preparazione del modello e la programmazione dei parametri richiedono una comprensione più articolata.
Questa distinzione è importante anche dal punto di vista didattico. La stampa 3D non dovrebbe essere presentata agli studenti come un processo nel quale è sufficiente scaricare un oggetto e premere un pulsante. Il valore formativo deriva dalla capacità di interpretare un problema, sviluppare una soluzione, costruire una geometria e correggere il progetto sulla base del risultato ottenuto.
Un oggetto non riuscito può diventare parte della lezione. Gli studenti possono analizzare le cause dell’errore, modificare l’orientamento, aumentare lo spessore di una parete, cambiare il materiale o correggere una misura. Il processo introduce così concetti legati a tolleranze, proprietà dei materiali, proporzioni, geometria, analisi dei dati e controllo della qualità.
Dalla stampa di oggetti alla progettazione di attività scolastiche
Il DREAM Research Center vuole aiutare gli insegnanti a integrare queste tecnologie nei programmi scolastici, evitando che le stampanti 3D rimangano attrezzature utilizzate soltanto in occasioni dimostrative.
Nelle lezioni di matematica, la produzione additiva può essere impiegata per realizzare solidi geometrici, rappresentazioni di funzioni, modelli in scala e strumenti per comprendere volumi e proporzioni.
Nelle scienze, gli studenti possono produrre strutture molecolari, modelli anatomici, riproduzioni di fossili, componenti per piccoli esperimenti oppure rappresentazioni di fenomeni difficili da osservare direttamente.
Nelle materie tecnologiche e ingegneristiche, la stampa 3D permette di affrontare progettazione, selezione dei materiali, prototipazione e verifica funzionale. Un progetto può partire dalla definizione di un’esigenza concreta e proseguire con schizzi, modelli digitali, produzione, misurazione e revisione.
La tecnologia può offrire strumenti utili anche nella didattica inclusiva. Un insegnante di sostegno può produrre oggetti tattili, lettere tridimensionali, mappe, forme geometriche e ausili personalizzati. La possibilità di adattare dimensioni, colori, texture e geometrie consente di preparare materiali destinati alle necessità di singoli studenti.
L’introduzione della produzione additiva richiede comunque una pianificazione. Gli insegnanti devono considerare il tempo necessario per realizzare gli oggetti, il costo dei materiali, la manutenzione delle apparecchiature, la ventilazione dell’ambiente e le procedure di sicurezza. Il corso AMPD mira a fornire una base pratica anche per affrontare questi aspetti organizzativi.
Gli studenti chiedono corsi basati sulle nuove tecnologie
Vishal Kapoor, insegnante di matematica presso la Desert Pride Academy, ha sottolineato l’interesse degli studenti per le attività che comprendono tecnologie applicate. Vishal Kapoor gestisce già un corso dedicato ai droni e ha osservato una crescita delle richieste per le lezioni nelle quali gli studenti possono utilizzare strumenti tecnici e sviluppare progetti concreti.
Questa risposta mostra come i percorsi pratici possano contribuire a modificare la percezione delle materie STEM. Un’attività basata sulla costruzione di un oggetto permette di collegare formule e concetti astratti a un risultato osservabile.
La stampa 3D può inoltre essere associata ad altre tecnologie presenti nei laboratori scolastici, come robotica, programmazione, elettronica, scansione tridimensionale e utilizzo dei droni. Gli studenti possono, per esempio, progettare un supporto per un sensore, produrre un componente per un robot oppure costruire una struttura destinata a un esperimento.
L’obiettivo non è trasformare ogni studente in un tecnico della produzione additiva, ma mostrare il collegamento tra competenze differenti e professioni industriali. Progettisti CAD, tecnici di manutenzione, operatori di macchina, ingegneri dei materiali, specialisti del software e addetti al controllo qualità lavorano tutti all’interno della stessa catena produttiva.
Il DREAM Research Center e la produzione additiva distribuita
Il programma dedicato agli insegnanti costituisce una parte delle attività del Center for Distributed Resilient and Emergent Intelligence-Based Additive Manufacturing, indicato con l’acronimo DREAM.
Il DREAM Research Center è stato istituito nel 2024 attraverso un finanziamento della U.S. National Science Foundation. Il progetto dispone di 7 milioni di dollari per il periodo compreso tra il 2024 e il 2028.
La New Mexico State University coordina il programma con la University of New Mexico, il New Mexico Institute of Mining and Technology e la Navajo Technical University. Le quattro istituzioni riuniscono competenze in produzione additiva, informatica, intelligenza artificiale, cybersecurity, telecomunicazioni, ingegneria industriale e formazione.
Il progetto è guidato da Satyajayant “Jay” Misra della New Mexico State University. Al gruppo partecipano ricercatori e responsabili provenienti dalle quattro università, tra cui specialisti di reti distribuite, sistemi informatici, sicurezza, formazione STEM e processi produttivi.
L’attività del DREAM Research Center non è quindi limitata alla stampa 3D svolta nei laboratori scolastici. Il centro sta lavorando alla costruzione dell’infrastruttura digitale necessaria per sostenere un modello di produzione additiva distribuita nel New Mexico.
Che cosa significa produzione additiva distribuita
Nel modello tradizionale, file, apparecchiature e personale sono concentrati in un unico stabilimento. La produzione additiva distribuita prevede invece una rete di laboratori e piccole unità produttive collegate attraverso sistemi digitali.
Un’impresa potrebbe inviare un progetto a una struttura qualificata situata vicino al luogo nel quale il componente è necessario. La produzione potrebbe essere distribuita tra più officine, a condizione che ogni macchina utilizzi parametri controllati e che i risultati siano verificabili.
Questa organizzazione può essere utile in un territorio ampio e caratterizzato da centri abitati distanti, come il New Mexico. Piccole e medie imprese, laboratori universitari e strutture specializzate potrebbero condividere capacità produttive senza dover concentrare tutti gli investimenti in un unico sito.
Il modello presenta però difficoltà tecniche. Il file di un componente può contenere proprietà intellettuale, informazioni riservate o geometrie soggette a restrizioni. È quindi necessario controllare chi può accedere al progetto, quante copie possono essere prodotte e quali modifiche possono essere apportate.
Occorre inoltre garantire che un componente realizzato in una sede abbia caratteristiche confrontabili con quello prodotto in un’altra. Materiale, macchina, temperatura, calibrazione, software, orientamento e post-processing possono influenzare il risultato.
Il DREAM Research Center sta studiando strumenti digitali che permettano di coordinare questa rete e di registrare le informazioni necessarie alla verifica dei processi.
Cybersecurity, intelligenza artificiale e gemelli digitali
La cybersecurity rappresenta uno degli elementi principali del progetto. In una rete di produzione distribuita, la protezione non riguarda soltanto dati amministrativi o comunicazioni interne. Un attacco informatico potrebbe modificare il file di un componente, alterare un parametro di stampa o compromettere le informazioni utilizzate per certificare il prodotto.
I ricercatori della New Mexico State University, della University of New Mexico, del New Mexico Institute of Mining and Technology e della Navajo Technical University stanno lavorando su sistemi di autenticazione, controllo degli accessi, rilevamento delle anomalie e protezione delle comunicazioni.
Un secondo ambito riguarda l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi possono essere impiegati per analizzare le immagini del processo, identificare difetti, confrontare i dati della macchina e segnalare comportamenti incompatibili con il ciclo previsto.
Il centro sta esaminando anche l’impiego dei gemelli digitali. Un gemello digitale è una rappresentazione virtuale di una macchina, di un componente o di un processo produttivo. Utilizzando i dati raccolti dai sensori, il modello può aiutare a controllare lo stato dell’apparecchiatura, prevedere problemi e confrontare il comportamento reale con quello atteso.
Queste tecnologie devono produrre informazioni verificabili e tracciabili. Per un componente destinato ai settori aerospaziale, medicale, energetico o della difesa, non è sufficiente stabilire che la stampa è terminata. Devono essere documentati materiali, parametri, operatori, controlli e condizioni di produzione.
Una filiera educativa dalla scuola alla ricerca universitaria
La formazione degli insegnanti si inserisce nella strategia del DREAM Research Center per la costruzione di un percorso educativo che inizi nelle scuole e prosegua fino all’università, ai programmi di dottorato e alle attività di ricerca.
L’idea è intervenire prima che gli studenti debbano scegliere un percorso professionale. Un ragazzo che utilizza una stampante 3D durante una lezione può acquisire familiarità con la progettazione e comprendere che la manifattura comprende software, materiali, elettronica e analisi.
Il ruolo degli insegnanti è centrale perché consente di raggiungere un numero di studenti superiore a quello ottenibile attraverso singoli eventi universitari. Ogni docente formato può sviluppare progetti, collaborare con colleghi e inserire la produzione additiva in più anni scolastici.
La New Mexico State University non punta soltanto a fornire istruzioni operative. Il programma AMPD vuole aiutare gli insegnanti a costruire lezioni collegate agli obiettivi curriculari, adattabili alle attrezzature disponibili e comprensibili per studenti con livelli differenti di preparazione.
Il rapporto con le piccole e medie imprese del New Mexico
Il DREAM Research Center è stato creato anche per sostenere la crescita delle piccole e medie imprese manifatturiere del New Mexico.
Molte aziende di dimensioni contenute non dispongono delle risorse necessarie per sviluppare da sole infrastrutture di cybersecurity, sistemi di intelligenza artificiale e procedure avanzate di qualificazione. Una piattaforma distribuita potrebbe permettere loro di accedere a strumenti condivisi e partecipare a catene di fornitura più articolate.
Tra i settori potenzialmente interessati figurano aerospazio, energia, semiconduttori, oil & gas, difesa, automotive e dispositivi medicali. Il New Mexico ospita università, laboratori federali, basi militari, infrastrutture spaziali e imprese tecnologiche che richiedono personale con competenze multidisciplinari.
Per costruire questa filiera non bastano stampanti e programmi. Servono tecnici capaci di gestire le apparecchiature, controllare i materiali, interpretare i dati e applicare procedure di sicurezza. La formazione scolastica diventa quindi una componente della strategia industriale del progetto.
La terza edizione come base per i programmi scolastici
Con la terza edizione del workshop AMPD, la New Mexico State University e il DREAM Research Center stanno consolidando un modello che mette gli insegnanti al centro della diffusione delle competenze sulla stampa 3D.
Il risultato più importante non è il numero di oggetti prodotti durante il corso, ma la capacità dei partecipanti di trasformare quanto appreso in attività utilizzabili nelle proprie scuole.
I docenti dovranno adattare i progetti all’età degli studenti, al tempo disponibile e alle dotazioni dei laboratori. Alcune scuole potranno sviluppare corsi completi di progettazione e fabbricazione; altre potranno iniziare con moduli inseriti nelle lezioni di matematica, scienze o tecnologia.
La continuità del programma consentirà al DREAM Research Center di raccogliere indicazioni sulle difficoltà incontrate dagli insegnanti, migliorare i materiali formativi e sviluppare percorsi compatibili con le condizioni delle scuole urbane e rurali del New Mexico.
La scelta di partire dai docenti permette di collegare la ricerca universitaria con le necessità delle classi. In questo modo, la produzione additiva viene presentata non come una dimostrazione isolata, ma come uno strumento per progettare, verificare e comprendere il funzionamento degli oggetti che compongono il mondo industriale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)