La National Additive Manufacturing and Innovation Company, conosciuta come NAMI, ha ottenuto dalla General Authority for Military Industries, GAMI, una licenza per svolgere attività di produzione militare regolamentata in Arabia Saudita.

L’autorizzazione consente a NAMI di entrare in modo strutturato nella filiera saudita della difesa, mettendo le proprie capacità di manifattura additiva a disposizione di programmi militari, aerospaziali e industriali sottoposti a requisiti di sicurezza e controllo. NAMI potrà collaborare con i principali costruttori internazionali per qualificare e produrre nel Regno componenti destinati a velivoli, sistemi di difesa, apparecchiature operative e infrastrutture critiche.

La licenza rilasciata dalla General Authority for Military Industries non equivale però all’approvazione automatica di ogni componente stampato in 3D. Ogni applicazione dovrà essere valutata attraverso procedure specifiche, definite insieme al costruttore del sistema, al committente militare e alle autorità competenti.

La struttura industriale dietro NAMI

NAMI è stata fondata nel 2022 attraverso una collaborazione tra 3D Systems e la Saudi Arabian Industrial Investments Company, nota come Dussur. Nel 2025 la Saudi Electricity Company ha sottoscritto un accordo per acquisire una partecipazione del 30% in NAMI, entrando nella società come investitore strategico. Nel febbraio 2026 la Saudi Electricity Company ha adottato il nuovo nome Saudi Energy.

L’assetto indicato da 3D Systems comprende quindi 3D Systems, Dussur e Saudi Energy. Le tre società apportano competenze differenti.

3D Systems fornisce tecnologie per la stampa 3D industriale, materiali, software e conoscenze applicative maturate nei settori aerospaziale, medicale, energetico e della difesa. Dussur sostiene lo sviluppo di capacità produttive locali e la creazione di nuove filiere industriali in Arabia Saudita. Saudi Energy porta nel progetto l’esperienza di uno dei maggiori operatori energetici del Medio Oriente e una domanda concreta di ricambi destinati a reti, centrali e infrastrutture elettriche.

Il centro operativo di NAMI si trova nell’area industriale vicina all’Aeroporto Internazionale Re Khalid di Riad. La posizione facilita il collegamento con clienti industriali, operatori logistici e aziende aerospaziali presenti nella capitale saudita.

NAMI offre servizi di produzione su richiesta, progettazione per la manifattura additiva, ingegneria inversa, sviluppo delle applicazioni e post-processing. Una parte centrale del progetto riguarda la creazione di inventari digitali di ricambi: invece di conservare grandi quantità di componenti in magazzino, le aziende possono archiviare dati di produzione qualificati e fabbricare i pezzi quando diventano necessari.

Cosa permette la licenza della General Authority for Military Industries

La General Authority for Military Industries è l’organismo responsabile della regolamentazione e dello sviluppo dell’industria militare saudita. La licenza ottenuta da NAMI consente alla società di operare all’interno di questo sistema regolamentato e di avviare attività manifatturiere collegate a programmi della difesa.

Per NAMI, il risultato più importante consiste nella possibilità di discutere progetti industriali con costruttori internazionali senza dover limitare la propria attività a dimostrazioni tecnologiche o prototipi non operativi. NAMI può ora partecipare a percorsi destinati alla produzione di componenti utilizzabili, purché vengano rispettati i requisiti previsti per ogni specifico programma.

La licenza comprende anche responsabilità in materia di sicurezza degli impianti, organizzazione aziendale, tracciabilità delle attività, gestione delle informazioni tecniche e conformità dei processi produttivi. Nel settore militare, infatti, il controllo non riguarda soltanto le caratteristiche meccaniche del componente. Devono essere protetti anche i file digitali, le specifiche dei materiali, i parametri delle macchine e la documentazione fornita dai costruttori.

Perché la manifattura additiva interessa il settore della difesa

La stampa 3D industriale può essere utile quando servono componenti complessi, prodotti in quantità limitate o difficili da acquistare attraverso i normali canali di fornitura.

Numerosi sistemi militari e aerospaziali rimangono operativi per decenni. Durante questo periodo alcuni fornitori possono interrompere la produzione, gli utensili originali possono essere eliminati e determinati materiali possono diventare difficili da reperire. La produzione convenzionale di un piccolo lotto di ricambi può richiedere nuovi stampi, attrezzature dedicate e lunghi tempi di preparazione.

La manifattura additiva riduce la dipendenza da alcune di queste attrezzature perché costruisce il componente direttamente da un modello digitale, depositando o consolidando il materiale strato dopo strato. Il vantaggio risulta più evidente per geometrie interne complesse, condotti, scambiatori di calore, supporti alleggeriti, alloggiamenti e parti che richiederebbero numerose lavorazioni e saldature se realizzate con metodi tradizionali.

Per l’Arabia Saudita, la possibilità di produrre determinati ricambi nel territorio nazionale può ridurre i tempi di approvvigionamento e limitare l’esposizione a interruzioni logistiche internazionali. Questo modello può essere utile anche per basi operative, infrastrutture energetiche e impianti situati lontano dai principali centri manifatturieri.

La produzione locale non elimina però la necessità di importare polveri metalliche, materiali speciali, componenti delle macchine e sistemi di controllo. La resilienza della filiera dipenderà quindi anche dalla disponibilità di materiali qualificati, servizi di manutenzione, laboratori e personale specializzato.

La differenza tra stampare un componente e qualificarlo

Nel settore aerospaziale e militare non è sufficiente ricevere un modello tridimensionale e inviarlo a una stampante. Le proprietà finali dipendono dall’intera catena produttiva.

Il costruttore deve definire il materiale, la composizione chimica, la dimensione delle particelle, il numero massimo di riutilizzi della polvere e le condizioni di conservazione. Devono essere stabiliti anche il modello della macchina, la configurazione dei laser, l’atmosfera della camera, l’orientamento del componente e la posizione occupata sulla piattaforma di costruzione.

Dopo la stampa possono essere necessari trattamenti termici, pressatura isostatica a caldo, rimozione dei supporti, lavorazioni meccaniche, rettifica e finitura superficiale. Ogni passaggio può modificare la microstruttura, la porosità, la resistenza meccanica e la durata a fatica del pezzo.

I componenti devono poi essere sottoposti a controlli dimensionali e metallurgici. In base al livello di criticità possono essere impiegate tomografia computerizzata, radiografia, ultrasuoni, liquidi penetranti e altre tecniche di controllo non distruttivo. Campioni prodotti nello stesso ciclo possono essere utilizzati per prove di trazione, fatica e caratterizzazione della microstruttura.

La documentazione deve permettere di risalire alla macchina utilizzata, al lotto di polvere, alla versione del file, agli operatori, ai parametri di costruzione e ai successivi trattamenti. Una modifica apparentemente limitata, come un diverso orientamento sulla piattaforma o un nuovo lotto di materiale, può richiedere ulteriori verifiche.

Per questo motivo la licenza della General Authority for Military Industries rappresenta una condizione necessaria per NAMI, ma non sostituisce la qualifica dei processi e dei singoli componenti.

Le tecnologie di 3D Systems installate presso NAMI

NAMI ha integrato nel proprio sistema produttivo diverse piattaforme sviluppate da 3D Systems. Tra queste figurano DMP Factory 500 e DMP Flex 350 Dual per la produzione di componenti metallici, oltre al sistema SLS 380 per materiali polimerici.

DMP Factory 500 è una piattaforma modulare per la produzione metallica su scala industriale. DMP Flex 350 Dual utilizza una configurazione a doppio laser ed è destinata alla realizzazione di componenti metallici con geometrie complesse. SLS 380 impiega la sinterizzazione laser selettiva per produrre parti polimeriche senza la necessità di strutture di supporto tradizionali.

Queste macchine costituiscono soltanto una parte dell’infrastruttura necessaria. Per lavorare su applicazioni militari e aerospaziali, NAMI deve integrare la stampa con laboratori per la caratterizzazione dei materiali, impianti di trattamento termico, lavorazioni meccaniche, controlli dimensionali e sistemi di ispezione.

3D Systems contribuisce inoltre con competenze relative alla progettazione per la manifattura additiva. La riproduzione identica di un componente convenzionale non è sempre la scelta migliore. In alcuni casi il progetto può essere modificato per ridurre il numero di parti, alleggerire la struttura o integrare canali interni che non potrebbero essere realizzati con utensili convenzionali.

La collaborazione tra NAMI e Lockheed Martin

Un passaggio importante nel percorso industriale di NAMI è l’accordo annunciato con Lockheed Martin nel settembre 2025. NAMI e Lockheed Martin hanno avviato una collaborazione per qualificare e produrre in Arabia Saudita componenti militari e aerospaziali tramite manifattura additiva.

La prima fase prevede la produzione di parti di qualificazione in alluminio. Questi componenti devono essere sottoposti a prove per verificare la conformità ai requisiti industriali e alle specifiche stabilite da Lockheed Martin.

Il progetto non riguarda soltanto il mercato saudita. Lockheed Martin ha indicato che i componenti prodotti attraverso la collaborazione con NAMI potrebbero essere destinati anche alla propria filiera aerospaziale e militare internazionale.

La licenza della General Authority for Military Industries facilita il passaggio dalle attività di qualificazione alla produzione regolamentata nel territorio saudita. Restano comunque necessari l’approvazione di Lockheed Martin, il superamento delle verifiche tecniche e l’autorizzazione relativa a ogni programma o famiglia di componenti.

Per Lockheed Martin, la collaborazione con NAMI può ampliare la base dei fornitori e creare una capacità produttiva aggiuntiva in Medio Oriente. Per NAMI, il progetto con Lockheed Martin rappresenta un banco di prova per dimostrare ripetibilità, qualità e capacità di rispettare i requisiti di un grande costruttore internazionale.

L’accreditamento Nadcap ottenuto da NAMI

Nel febbraio 2026 NAMI ha annunciato di aver ottenuto l’accreditamento Nadcap per la manifattura additiva. Secondo NAMI, la società è la prima organizzazione del Medio Oriente e del Nord Africa ad aver raggiunto questo risultato nel campo della produzione additiva.

Nadcap è un programma di accreditamento gestito dal Performance Review Institute e utilizzato dalle industrie aerospaziale, della difesa e dello spazio per valutare i processi produttivi critici. I criteri di audit vengono sviluppati con il contributo di costruttori e specialisti del settore.

L’accreditamento verifica la capacità del fornitore di controllare in modo sistematico processi, apparecchiature, materiali, documentazione e non conformità. Nel caso della manifattura additiva, l’attenzione riguarda anche la gestione delle polveri, la qualifica delle macchine, la formazione degli operatori e la ripetibilità delle costruzioni.

L’accreditamento Nadcap non approva automaticamente ogni componente prodotto da NAMI. Nadcap fornisce però ai potenziali clienti una valutazione indipendente dell’organizzazione produttiva e può ridurre la necessità di ripetere audit simili per ogni costruttore.

La combinazione tra accreditamento Nadcap e licenza della General Authority for Military Industries crea per NAMI una base industriale più completa: il primo riguarda la qualità e il controllo dei processi, mentre la seconda riguarda l’autorizzazione a operare nel settore militare saudita.

Il ruolo di Saudi Energy e delle infrastrutture critiche

L’ingresso di Saudi Energy nel capitale di NAMI collega la manifattura additiva alle necessità delle infrastrutture elettriche saudite.

Saudi Energy gestisce una rete composta da centrali, linee di trasmissione, sottostazioni e sistemi di distribuzione. Molti impianti utilizzano apparecchiature installate in periodi differenti e prodotte da fornitori internazionali. La disponibilità di alcuni ricambi può quindi diventare problematica, soprattutto quando il produttore originale interrompe una linea di prodotto.

NAMI può analizzare i componenti esistenti, ricostruirne la geometria attraverso l’ingegneria inversa e sviluppare una procedura produttiva qualificata. Una volta completato il lavoro di validazione, il ricambio può essere inserito in un inventario digitale e prodotto in base alla domanda.

Lo stesso modello può essere applicato al settore petrolifero e del gas. NAMI ha sottoscritto anche un accordo quadro con Modern Isotopes Factory per la produzione di componenti con nucleo in tungsteno destinati a dispositivi utilizzati nei controlli non distruttivi di tubazioni e saldature. L’accordo ha un valore dichiarato di 26 milioni di dollari e prevede la possibile produzione di un massimo di 2.000 componenti.

Le attività con Saudi Energy e Modern Isotopes Factory permettono a NAMI di sviluppare competenze utilizzabili anche nel comparto militare: tracciabilità, materiali ad alta densità, controlli non distruttivi, gestione di ricambi critici e produzione di piccole serie.

Il collegamento con gli obiettivi di Saudi Vision 2030

Lo sviluppo di NAMI rientra nella strategia Saudi Vision 2030, che punta a trattenere nel Paese una quota superiore al 50% della spesa militare entro il 2030.

La localizzazione non consiste soltanto nell’assemblaggio finale di prodotti progettati all’estero. L’obiettivo comprende la creazione di competenze ingegneristiche, laboratori, fornitori di materiali, servizi di manutenzione e capacità di progettazione.

La manifattura additiva può contribuire a questo percorso perché richiede personale specializzato in progettazione, metallurgia, simulazione, controllo qualità e trattamento dei dati. Dussur prevede che il progetto NAMI possa generare più di 340 posti di lavoro diretti, con un tasso di occupazione di cittadini sauditi che potrebbe raggiungere l’80% entro il 2030.

Il risultato dipenderà dalla capacità di trasformare gli investimenti in macchinari in programmi produttivi continuativi. La formazione del personale dovrà essere accompagnata da commesse, trasferimento di conoscenze e sviluppo di fornitori locali.

Le opportunità e i punti ancora da verificare

La licenza militare amplia il mercato accessibile a NAMI, ma la crescita della società dipenderà dal numero di componenti che arriveranno alla produzione seriale.

La qualifica di una parte aerospaziale o militare può richiedere mesi o anni. I costi di caratterizzazione dei materiali, prove meccaniche, audit e controlli possono superare il vantaggio economico della stampa 3D quando i volumi sono troppo bassi o il componente è semplice da produrre con metodi convenzionali.

NAMI dovrà inoltre dimostrare di poter mantenere nel tempo gli stessi livelli di qualità. Saranno importanti la disponibilità delle macchine, la stabilità dei fornitori di polveri, la manutenzione degli impianti e la capacità di gestire eventuali non conformità.

Un altro tema riguarda la protezione della proprietà intellettuale. I file di produzione destinati a sistemi militari contengono informazioni sensibili e devono essere protetti durante il trasferimento, l’archiviazione e l’utilizzo sulle macchine. NAMI, 3D Systems, Dussur, Saudi Energy e i costruttori coinvolti dovranno definire responsabilità precise per l’accesso ai dati e il controllo delle versioni.

La licenza concessa dalla General Authority for Military Industries fornisce comunque a NAMI il quadro normativo necessario per affrontare questi passaggi. Con le tecnologie di 3D Systems, il sostegno industriale di Dussur, la partecipazione di Saudi Energy e il progetto di qualificazione con Lockheed Martin, NAMI dispone ora degli elementi iniziali per costruire una filiera saudita dedicata alla produzione additiva di componenti militari e aerospaziali.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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