Stratasys sta cercando di rendere più efficiente uno degli elementi meno appariscenti ma più importanti della stampa FDM multimateriale: la purge tower, la struttura sacrificabile utilizzata per riportare un estrusore in condizioni stabili prima che inizi a depositare materiale sul componente vero e proprio. La soluzione descritta nella famiglia brevettuale “Method of printing a multi-material 3D part and purge tower” abbandona l’idea di una torre suddivisa rigidamente fra i diversi estrusori e introduce una struttura composta da nodi o sottosezioni adiacenti che possono essere riassegnati dinamicamente layer per layer, in funzione dei materiali effettivamente richiesti dalla parte a quella determinata altezza.
Il principio diventa particolarmente interessante su sistemi dotati di tre o più print head indipendenti. Se una macchina dispone, per esempio, di quattro estrusori ma in un determinato layer la parte richiede soltanto due materiali, non è necessario che due sezioni della torre rimangano inutilizzate o che gli estrusori inattivi vengano purgati senza necessità. Il software può riassegnare le relative porzioni della purge tower agli estrusori attivi, mantenendo contemporaneamente la continuità strutturale della torre.
L’obiettivo è ridurre tre costi contemporaneamente: materiale sacrificato, spazio occupato sul piano e movimenti improduttivi della macchina. Ma il brevetto non pubblica un valore percentuale di risparmio e, soprattutto, non descrive una soluzione destinata ai sistemi consumer a singolo nozzle che cambiano continuamente filamento. La sua architettura nasce specificamente intorno a sistemi di material extrusion con più print head, una distinzione importante per comprendere correttamente l’invenzione.
La novità pubblicata nel settembre 2026 ha in realtà una storia che inizia nel 2022
Il documento comparso il 10 settembre 2026 con numero US20260264335A1 può sembrare una nuova invenzione depositata da Stratasys poche settimane prima. La cronologia brevettuale mostra invece una storia più articolata.
| Evento | Data |
|---|---|
| Deposito provvisorio US 63/404,924 | 8 settembre 2022 |
| Deposito applicazione principale 18/462,783 | 7 settembre 2023 |
| Pubblicazione US20240083117A1 | 14 marzo 2024 |
| Deposito domanda divisionale 19/660,888 | 28 aprile 2026 |
| Concessione US 12,686,175 B2 | 21 luglio 2026 |
| Pubblicazione divisionale US20260264335A1 | 10 settembre 2026 |
Il brevetto principale US 12,686,175 B2 è quindi già stato concesso negli Stati Uniti il 21 luglio 2026 e contiene venti claims relativi al metodo di stampa e alla gestione della purge tower multi-node.
La pubblicazione di settembre è invece una divisional application, cioè una domanda separata derivata dallo stesso nucleo inventivo e dalla stessa priorità del 2022.
Questo significa che:
US20260264335A1 = patent application
mentre:
US 12,686,175 B2 = granted patent.
La distinzione è importante perché domanda di brevetto ≠ brevetto concesso. Le rivendicazioni della divisionale possono ancora essere modificate, respinte o concesse durante l’esame.
La divisionale sembra concentrarsi maggiormente sul software
Nel documento pubblicato a settembre, le prime venti claims risultano cancellate e le rivendicazioni successive si concentrano sulla generazione software delle istruzioni di stampa.
Il concetto può essere schematizzato così:
modello multimateriale → slicing → analisi materiali layer per layer → calcolo dei print head necessari → generazione dinamica dei nodi della purge tower → assegnazione degli estrusori → stampa.
La tower non viene quindi trattata come una geometria sacrificabile statica inserita una volta all’inizio del job.
Diventa una struttura calcolata in relazione alla composizione della parte.
Questo è probabilmente l’elemento più interessante dell’invenzione.
Perché un estrusore deve essere purgato
Un print head FDM che rimane inattivo non può necessariamente tornare immediatamente sulla parte e depositare una linea dimensionalmente corretta.
Durante la fase di standby possono verificarsi diversi fenomeni:
- il materiale può degradarsi termicamente;
- il nozzle può iniziare a perdere materiale;
- la pressione nel melt chamber può diminuire;
- la temperatura può essere differente da quella ottimale;
- l’estrusione iniziale può presentare portata irregolare.
Prima di utilizzare nuovamente quell’estrusore sulla parte è quindi utile estrudere una certa quantità di materiale sacrificabile.
L’obiettivo della purge non è semplicemente “pulire il colore precedente”.
Nel sistema descritto da Stratasys serve soprattutto a riportare il print head da:
standby condition
a:
printing condition.
Il brevetto parla esplicitamente di una lunghezza del toolpath sufficiente a estrudere il volume necessario perché il liquefier raggiunga nuovamente una condizione operativa stabile.
È quindi un problema diverso dai sistemi AMS a singolo nozzle
Nel mercato consumer una purge tower viene associata soprattutto alla stampa multicolore mediante un singolo nozzle.
In questi sistemi il problema tipico è:
filamento A → scarico → filamento B → purge del residuo A → stabilizzazione colore B.
Una quantità anche considerevole di materiale deve essere estrusa finché il nuovo colore o materiale sostituisce completamente quello precedente.
La proposta Stratasys nasce invece principalmente per una macchina con:
print head A
print head B
print head C
print head D.
Ogni testa dispone già del proprio materiale.
Quando cambia materiale non è necessariamente necessario svuotare un unico hot end e riempirlo con un filamento differente. Occorre invece riattivare e stabilizzare la testa appropriata.
| Sistema | Motivo principale della purge |
|---|---|
| Singolo nozzle + cambio filamento | eliminare il materiale precedente |
| Multi-nozzle / multi-head | stabilizzare la testa che torna operativa |
| Stratasys patent | gestione layer-wise di più teste indipendenti |
Questo rende improprio trasferire direttamente i risultati potenziali del brevetto a una Bambu Lab con AMS o a qualsiasi sistema che esegua continui filament swap attraverso lo stesso nozzle.
La purge tower tradizionale assegna normalmente uno spazio a ciascuna funzione
Immaginiamo una stampante con quattro materiali:
- nero;
- bianco;
- rosso;
- supporto solubile.
Un approccio semplice consiste nel creare una torre suddivisa in quattro regioni.
Ogni print head utilizza la propria porzione quando deve essere riportato in condizioni stabili.
Il problema emerge quando la distribuzione dei materiali nella parte varia lungo Z.
Supponiamo:
| Layer | Materiali necessari |
|---|---|
| 1–100 | nero + supporto |
| 101–300 | nero + bianco + supporto |
| 301–450 | rosso + bianco |
| 451–700 | solo nero |
Una torre progettata sempre per quattro materiali può utilizzare spazio che in numerosi layer non sarebbe realmente necessario.
Stratasys propone invece di leggere direttamente la distribuzione dei materiali nel modello e modificare l’utilizzo dei nodi in funzione del layer.
Il concetto di nodo è centrale
Il brevetto definisce una subdivision come una geometria chiusa che costituisce una porzione della sezione trasversale della purge tower.
Più subdivision adiacenti formano il sistema multi-node.
Le configurazioni illustrate comprendono:
- quadrati;
- cerchi;
- croci;
- geometrie bow-tie;
- strutture simili a fiori;
- configurazioni fino a otto nodi.
La forma esatta non è il cuore dell’invenzione.
Sono più importanti alcune regole geometriche:
- ogni nodo deve formare un toolpath chiuso;
- i toolpath di nodi differenti non devono intersecarsi;
- i nodi adiacenti devono toccarsi lungo un’interfaccia;
- la lunghezza di ciascun percorso deve essere sufficiente per completare la purge;
- la struttura risultante deve rimanere stabile fino all’altezza della parte.
La torre diventa quindi una sorta di mosaico tridimensionale di circuiti di estrusione.
I nodi devono essere collegati perché la torre può diventare molto alta
Una parte industriale può raggiungere diverse centinaia di millimetri di altezza.
Una purge tower stretta e isolata alta mezzo metro potrebbe:
- oscillare;
- deformarsi;
- staccarsi dal piano;
- collassare;
- essere urtata dal nozzle.
Nel brevetto le subdivision condividono quindi tratti di parete o interfacce lungo cui il materiale depositato dalle differenti teste può aderire.
Il risultato è una struttura composita nella quale i nodi si sostengono reciprocamente.
Questo porta però a un’altra condizione importante: i materiali devono poter aderire sufficientemente fra loro.
Se due polimeri fossero completamente incompatibili, una geometria teoricamente connessa potrebbe comunque delaminare lungo l’interfaccia.
Il brevetto non elimina quindi la compatibilità materiale
Multimateriale non significa che qualsiasi combinazione di polimeri possa essere utilizzata insieme.
Devono essere considerati:
- temperatura di estrusione;
- temperatura della camera;
- shrinkage;
- coefficienti di espansione;
- adesione interfacciale;
- temperatura del piano.
Stratasys parla di differenti:
- materiali;
- formulazioni;
- colori;
- filler;
- materiali di supporto.
Ma la macchina deve comunque utilizzare combinazioni processabili nello stesso ambiente termico.
Una purge tower multimateriale che utilizza materiali incompatibili potrebbe perdere proprio la coesione laterale necessaria alla propria stabilità.
La torre può restringersi verso l’alto
Un altro elemento previsto consiste nel modificare progressivamente la sezione della struttura.
La torre può avere:
base più grande → sommità più piccola.
L’idea può sembrare controintuitiva perché una base ampia utilizza più materiale.
Ma una base più larga aumenta:
- stabilità;
- adesione al piano;
- resistenza al ribaltamento.
Salendo lungo Z il software può ridurre la sezione se non è più necessario mantenere tutti i nodi o se la configurazione del job lo consente.
Il brevetto contempla sia pareti verticali sia porzioni inward tapered.
La purge tower può essere più piccola del numero totale di materiali utilizzati
Questa è una delle idee più interessanti.
Supponiamo che una parte utilizzi complessivamente quattro materiali.
Ma nessun singolo layer ne utilizzi più di tre.
In questo caso Stratasys propone di determinare:
N = numero totale di print head
e
M = massimo numero di materiali contemporaneamente richiesti da un singolo layer.
Se:
N = 4
ma:
M = 3,
può essere utilizzata una purge tower con tre subdivision, non necessariamente quattro.
Il quarto materiale comparirà in altri layer e potrà essere associato dinamicamente a una subdivision quando necessario.
Questa scelta può ridurre direttamente il footprint della torre.
Numero totale di materiali e massimo numero simultaneo sono due grandezze differenti
È una distinzione che gli slicer potrebbero sfruttare sempre più in futuro.
Una parte potrebbe contenere:
- ASA nero;
- ASA bianco;
- ASA rosso;
- supporto SR-35.
Ma se il rosso compare esclusivamente nella parte superiore, mentre il supporto viene utilizzato soltanto nella regione inferiore, rosso e supporto non necessitano mai contemporaneamente di una propria zona di purge.
Una torre progettata in base al massimo utilizzo simultaneo può quindi essere più compatta di una torre progettata sulla distinta materiali complessiva.
L’estrusore inattivo può cedere la propria subdivision a quello attivo
Supponiamo di avere quattro print head e una torre a quattro nodi.
In un certo layer:
- A è attivo;
- B è attivo;
- C è attivo;
- D è inattivo.
La porzione che normalmente appartiene a D può essere riassegnata a uno degli estrusori attivi.
Questo permette di continuare a costruire una sezione strutturalmente completa della torre senza obbligare D a purgare materiale inutilmente.
Il concetto può sembrare un dettaglio, ma risolve un problema geometrico importante.
Se semplicemente non stampassimo il nodo D per cento layer, rimarrebbe un grande vuoto verticale. Quando D diventasse nuovamente necessario, non avrebbe una base alla stessa quota sulla quale stampare la propria nuova sezione.
La riassegnazione mantiene quindi continuità Z.
Lo stesso estrusore può costruire più nodi nello stesso layer
La conseguenza è che il colore finale della purge tower non segue necessariamente una semplice colonna verticale.
Un print head può stampare:
- il proprio nodo;
- una subdivision temporaneamente libera;
- eventualmente più sezioni della stessa quota.
La torre è quindi sacrificabile non soltanto nella funzione, ma anche nella propria distribuzione cromatica.
Ciò che conta è:
stabilità + volume estruso + disponibilità del print head.
Non l’aspetto estetico.
La purge tower diventa quindi un problema di scheduling
Il software deve decidere contemporaneamente:
- quale materiale compare nel layer;
- quali extruder devono essere attivati;
- quale estrusore era in standby;
- quanto materiale deve purgare;
- quali nodi sono disponibili;
- quanto deve essere lungo ogni toolpath;
- in quale ordine stampare;
- come mantenere stabile la torre.
È molto più complesso di generare semplicemente un quadrato pieno accanto al componente.
Il problema assomiglia sempre più a un piccolo algoritmo di resource allocation.
| Input | Decisione slicer |
|---|---|
| Materiali presenti nel layer | quali teste attivare |
| Stato degli estrusori | quali necessitano purge |
| Volume necessario di purge | lunghezza dei percorsi |
| Nodi disponibili | assegnazione delle teste |
| Altezza torre | stabilità geometrica |
| Material compatibility | interfacce utilizzabili |
Ed è precisamente per questo che la domanda divisionale pubblicata nel 2026 concentra l’attenzione sul computer program product.
Una purge tower efficiente non deve essere necessariamente piena
La funzione del nodo è estrudere una determinata quantità di materiale.
Non occorre quindi costruire un blocco completamente solido.
I toolpath chiusi possono essere organizzati lungo le pareti e le strutture interne.
Il brevetto cerca di ottenere abbastanza lunghezza di estrusione da stabilizzare l’hot end minimizzando contemporaneamente:
- area;
- volume;
- materiale.
La variabile realmente necessaria è il purge volume, non il volume geometrico esterno della torre.
Questo apre la strada a strutture apparentemente molto complesse ma materialmente più efficienti.
La posizione di start e stop viene spostata verso l’esterno
Il brevetto dedica attenzione anche al punto nel quale inizia e termina l’estrusione di ogni nodo.
La preferenza è collocare seam/start point lungo una parete perimetrale, piuttosto che lungo il confine condiviso fra due subdivision.
Il motivo è semplice.
Durante il riavvio possono verificarsi:
- sovraestrusione;
- sottoestrusione;
- blob;
- ritardo nella pressione.
Se il difetto si trova sull’interfaccia fra due nodi, può indebolire il collegamento strutturale.
Se viene spostato sul perimetro esterno, il problema diventa molto meno importante.
È un dettaglio interessante perché mostra che l’invenzione non riguarda soltanto il consumo di materiale, ma anche la robustezza della torre sacrificabile.
Non vengono pubblicati però valori quantitativi di risparmio
La documentazione parla di:
- minimizzazione del costo materiale;
- riduzione dello spazio occupato;
- maggiore volume utilizzabile;
- eliminazione della necessità di alcune purge station.
Ma non troviamo un benchmark del tipo:
-37% materiale
oppure:
-25% tempo di stampa.
Questo significa che non è possibile affermare oggi che il metodo riduca universalmente lo spreco di una determinata percentuale.
Il vantaggio dipende enormemente dal job.
Un pezzo che utilizza sempre quattro materiali può beneficiare molto meno
Se ogni singolo layer della parte richiede tutti e quattro i print head, non esistono molti nodi inutilizzati da riassegnare.
In questo caso il vantaggio geometrico della strategia dinamica diminuisce.
Al contrario, una parte che utilizza:
- supporto soltanto nei primi layer;
- secondo materiale soltanto al centro;
- terzo colore esclusivamente nella sommità;
presenta molto più spazio per l’ottimizzazione.
Il risparmio è quindi geometry-dependent e material-distribution-dependent.
La purge continua comunque a consumare materiale
Il brevetto non elimina la purge tower.
La rende più efficiente.
Questa distinzione può sembrare banale, ma è fondamentale.
Se un print head richiede 500 mm³ di materiale prima di essere stabile, quel volume deve comunque uscire dall’ugello da qualche parte.
Il software può:
- usarlo più intelligentemente;
- concentrare la struttura;
- evitare purging non necessario;
- evitare una purge station separata.
Ma non può eliminare la fisica della riattivazione dell’estrusore.
Una torre più compatta libera soprattutto area XY
Sulle stampanti industriali il costo dello spazio sulla build plate può essere elevato.
Se la purge tower occupa un rettangolo di diversi centimetri, quella regione non può essere utilizzata per una parte produttiva.
Su un job con molte componenti:
meno purge footprint = più parti per build.
Questo effetto può essere economicamente persino più importante dei pochi grammi di materiale risparmiati.
Supponiamo che una build possa contenere:
18 parti + purge tower
oppure:
20 parti + purge tower più compatta.
L’aumento di output per ciclo può influenzare direttamente il costo per parte.
Il brevetto cita esplicitamente l’eliminazione di purge bucket e purge zone
Nelle architetture FDM più tradizionali, il print head può spostarsi verso una stazione laterale, estrudere materiale in un contenitore e successivamente eseguire un tip wipe.
Questo richiede:
- spazio nella macchina;
- movimento fuori dall’area del componente;
- tempo.
Stratasys aveva già sviluppato brevetti precedenti sulla purge tower proprio per spostare questa funzione sul piano di stampa.
La nuova famiglia multi-node costituisce quindi un’evoluzione di una lunga linea di sviluppo interna, non l’invenzione della purge tower in sé.
Stratasys brevettava purge tower già oltre dieci anni fa
La società aveva depositato nel marzo 2013 una precedente famiglia dal titolo “Additive manufacturing method for printing three-dimensional parts with purge towers”.
Quel lavoro è successivamente diventato negli Stati Uniti il brevetto US 9,421,713.
Il principio già allora era utilizzare la torre sacrificabile per riportare un print head dalla modalità standby a quella operativa senza dover utilizzare esclusivamente una purge station esterna.
La famiglia 2022–2026 affronta il passo successivo:
da purge tower per pochi materiali → purge tower dinamica per tre o più teste/materiali.
Questa continuità tecnologica è importante per valutare la novità reale.
Esiste anche una precedente purge wall per i cambi materiali
Nel portafoglio Stratasys/MakerBot esiste inoltre il brevetto US 9,545,756, relativo a una purge wall utilizzata per assorbire artefatti durante le transizioni fra materiali.
Il problema dello spreco e della stabilizzazione durante il multimateriale è quindi affrontato da molti anni.
Ciò che distingue la nuova soluzione è principalmente:
- multi-node configuration;
- almeno tre print head;
- subdivision adiacenti;
- assegnazione dinamica layer-wise;
- possibilità di dimensionare la torre sul massimo numero simultaneo di materiali;
- generazione software automatizzata.
L’architettura è particolarmente coerente con la Stratasys F3300
Il collegamento più interessante con l’attuale gamma Stratasys è la F3300.
La macchina utilizza:
- quattro estrusori;
- cambio automatico dell’estrusore;
- quattro material bay;
- materiali model/support mix-and-match;
- fino a quattro material setup.
Stratasys documenta che GrabCAD Print può gestire sulla F3300:
fino a tre materiali di modello + un materiale di supporto.
La configurazione coincide quasi perfettamente con molti degli esempi presenti nel brevetto, che utilizzano frequentemente quattro print head e quattro subdivision.
| F3300 | Famiglia brevettuale |
|---|---|
| 4 extruder | esempi con 4 print head |
| fino a 4 material setup | almeno 3 materiali/strumenti |
| auto tool changer | standby → operating head |
| purge part sul tray | multi-node purge tower |
| GrabCAD Print / Insight | generazione software layer-wise |
Questo rende ragionevole vedere nella F3300 il tipo di piattaforma sulla quale una strategia di questo genere potrebbe avere utilità concreta.
Ma è fondamentale fermarsi qui.
Stratasys non dichiara pubblicamente che US 12,686,175 sia già implementato nella purge part della F3300.
Somiglianza architetturale ≠ conferma di utilizzo commerciale.
La F3300 utilizza già una purge part
La documentazione ufficiale di GrabCAD Print mostra infatti la voce Purge Part all’interno della Slice Preview della F3300.
L’utente può visualizzare:
- models;
- support;
- bases;
- purge part;
- stabilizers;
- anchors;
- seams.
Questo conferma che la macchina utilizza già una struttura di purge all’interno del job.
La documentazione pubblica consultabile non descrive però la geometria interna della purge part con sufficiente dettaglio da poter concludere che utilizzi esattamente la logica multi-node della nuova famiglia brevettuale.
F3300 può utilizzare tre materiali modello e un supporto
Questo è un altro elemento particolarmente rilevante.
GrabCAD Print documenta configurazioni che arrivano fino a:
ASA Black + ASA White + ASA Red + SR-35 support.
Una configurazione di questo tipo richiede esattamente la capacità di coordinare più estrusori, materiale di modello e supporto nello stesso build.
La purge tower dinamica diventa molto più interessante qui che su una stampante tradizionale a due teste model/support.
Il brevetto non riguarda soltanto colori
“Multi-material” nel documento include:
- materiali chimicamente differenti;
- diverse formulazioni dello stesso materiale;
- diversi colori;
- differenti filler;
- support material.
Quindi una macchina potrebbe utilizzare per esempio materiali che differiscono per:
- colore;
- rinforzo;
- proprietà;
- funzione.
L’obiettivo non è necessariamente produrre una statuetta multicolore.
In un contesto industriale potrebbe trattarsi di:
materiale strutturale + supporto solubile + formulazione differente + seconda funzione.
Più print head permettono inoltre di evitare parte della contaminazione dei sistemi single-nozzle
Quando ogni materiale ha un hot end separato, non deve necessariamente attraversare lo stesso melt chamber del materiale precedente.
Questo riduce problemi come:
- contaminazione cromatica;
- contaminazione chimica;
- lunghi purge volume per sostituire completamente il materiale.
Ma introduce altri costi:
- più hardware;
- massa;
- docking;
- calibration;
- gestione termica;
- scheduling.
La purge tower dinamica cerca di ottimizzare proprio una delle conseguenze di questa architettura.
Multi-head non significa necessariamente stampa simultanea
Nel caso F3300 gli estrusori vengono gestiti attraverso un automatic tool changer.
Il fatto che la macchina disponga di quattro estrusori non significa che tutti depositino materiale contemporaneamente.
Il sistema seleziona l’estrusore appropriato e può parcheggiare quelli non utilizzati.
Questo rende particolarmente significativo il concetto di:
standby → operating condition.
Una testa che viene riutilizzata dopo un periodo di inattività deve essere riportata in condizioni ripetibili prima di depositare sulla parte.
Il costo tempo dipende anche dal toolchange
Ottimizzare la purge tower non elimina:
- movimento verso il cambio utensile;
- docking/undocking;
- heating;
- stabilization.
Quindi una parte con migliaia di material switch può continuare a richiedere molto tempo anche con una purge tower più efficiente.
Il beneficio maggiore potrebbe comparire quando:
- i materiali cambiano relativamente poche volte;
- alcuni estrusori rimangono inattivi per lunghe sezioni;
- la torre occupa una parte significativa del build volume.
Il software potrebbe in futuro ottimizzare anche l’ordine dei materiali
Il brevetto si concentra soprattutto sull’assegnazione dei nodi.
Ma, una volta che lo slicer conosce distribuzione dei materiali e stato degli estrusori, il problema naturale successivo è ottimizzare:
- ordine di stampa;
- numero di toolchange;
- standby temperature;
- purge volume;
- travel.
Il risultato diventerebbe un vero scheduler termico e materiale.
Un job potrebbe teoricamente essere organizzato non soltanto per produrre la geometria più velocemente, ma anche per mantenere il maggior numero possibile di estrusori nella finestra termica più efficiente.
Meno purge non significa sempre minore energia
Se un print head viene mantenuto caldo più a lungo per evitare una successiva purge, potrebbe consumare più energia durante lo standby.
Se viene raffreddato maggiormente, occorrerà:
- riscaldarlo;
- attendere;
- estrudere materiale.
Esiste quindi un trade-off fra:
energia standby
e
tempo/materiale di reactivation.
Il brevetto non fornisce un modello energetico completo di questa ottimizzazione.
È un ulteriore esempio del fatto che la soluzione più efficiente non è necessariamente quella che utilizza meno plastica in assoluto.
La compattezza della tower può essere importante soprattutto sulle grandi parti
La F3300 offre una camera di costruzione di circa:
600 × 600 × 800 mm.
Su una grande fixture che utilizza quasi tutta la superficie XY, ogni centimetro sottratto alla purge structure può determinare se la parte:
entra
oppure:
non entra.
In questo caso il valore economico non è semplicemente il costo di qualche centinaio di grammi di materiale.
Una tower più piccola può permettere di produrre un oggetto che altrimenti richiederebbe:
- divisione in più parti;
- una macchina più grande;
- assemblaggio successivo.
La geometria della purge tower è quindi parte dell’utilizzo del build envelope
Tradizionalmente il componente sacrificabile viene trattato come un male inevitabile.
Il brevetto lo considera invece un elemento che deve essere co-ottimizzato insieme alla parte.
Questa impostazione è interessante perché, nei processi industriali, il vero costo non è il singolo grammo ma l’efficienza dell’intero job.
La torre può incorporare anche materiale di supporto
Il support material può costituire una delle subdivision.
Questo è particolarmente naturale nei sistemi Stratasys, dove il supporto solubile è tradizionalmente una parte importante del workflow FDM.
Su una F3300, per esempio, ASA può essere utilizzato insieme a SR-35 soluble support.
La purge tower può quindi diventare anche il luogo nel quale il nozzle dedicato al supporto viene stabilizzato prima di depositare le relative geometrie.
Support material ≠ materiale completamente gratuito da sprecare
Il fatto che venga successivamente dissolto non significa che il supporto abbia costo irrilevante.
Richiede:
- materiale;
- tempo macchina;
- volume nel job;
- trattamento successivo.
Ridurre una purge inutile del support nozzle può quindi contribuire all’economia complessiva.
Il brevetto non garantisce però che la torre utilizzi meno materiale in ogni caso
È possibile costruire scenari nei quali la necessità di mantenere continuità strutturale costringa un estrusore attivo a stampare una subdivision che non sarebbe strettamente necessaria per la sua purge.
In quel layer il materiale extra viene utilizzato per mantenere la geometria della torre, non per stabilizzare il nozzle.
Il sistema cerca quindi un compromesso fra:
minimo materiale
e
struttura stampabile fino alla quota finale.
Una torre teoricamente perfetta in ogni singolo layer potrebbe risultare impossibile da costruire perché presenterebbe nodi sospesi nei layer successivi.
L’ottimizzazione è tridimensionale, non semplicemente layer-wise
Il software deve conoscere il futuro.
Se un estrusore D non viene utilizzato nei layer 200–400 ma tornerà necessario al 401, non può semplicemente lasciare vuota la propria colonna per duecento layer.
Deve costruire qualcosa sotto quella futura regione.
Per questo la purge tower deve essere pianificata considerando l’intera distribuzione Z dei materiali.
Questo trasforma il problema da semplice reazione al layer corrente a vera pianificazione tridimensionale.
La forma a otto nodi mostra che il concetto è più generale della F3300
Le figure brevettuali mostrano strutture quadrate, circolari e cruciformi suddivise anche in otto regioni.
L’invenzione non è quindi limitata formalmente a una macchina a quattro estrusori.
Potrebbe teoricamente essere applicata a sistemi futuri con un numero maggiore di tool indipendenti.
È probabilmente questa generalità che rende interessante proteggere il metodo.
Più tool rendono la purge optimization sempre più importante
Una macchina con:
2 tool
presenta un problema relativamente semplice.
Con:
4 tool
le possibili combinazioni aumentano.
Con:
8 tool
lo scheduling diventa molto più complesso.
Per ogni layer lo slicer deve scegliere un sottoinsieme dei tool disponibili.
Una purge tower statica scala male con il numero massimo di estrusori perché rischia di aumentare continuamente il proprio footprint anche quando molti tool vengono utilizzati solo occasionalmente.
La logica multi-node può quindi diventare più preziosa man mano che aumenta il numero di teste.
Il brevetto suggerisce una direzione verso FDM realmente multimateriale
Per molti anni le macchine industriali a estrusione sono state soprattutto:
model material + support material.
Sistemi come F3300 permettono configurazioni più complesse, comprese più varianti di materiale modello.
Se il numero di materiali continua ad aumentare, alcuni problemi finora marginali diventano centrali:
- storage;
- drying;
- hot-end management;
- calibration;
- toolchange;
- purge;
- slicing.
Questa famiglia brevettuale affronta uno di questi problemi prima che la stampa multimateriale industriale diventi necessariamente comune su scala più ampia.
Non sappiamo però se Stratasys abbia intenzione di commercializzare la specifica invenzione
Il possesso di un brevetto può avere molti obiettivi:
- proteggere una tecnologia che verrà utilizzata;
- impedire ai concorrenti di utilizzare lo stesso metodo;
- costruire un portfolio IP;
- proteggere una possibile futura architettura.
La concessione di US 12,686,175 B2 non prova che la funzione sia implementata in un prodotto.
Allo stesso modo, la pubblicazione della domanda divisionale nel settembre 2026 non equivale a un annuncio commerciale.
Brevetto concesso ≠ funzione disponibile
È la stessa distinzione che va applicata a qualsiasi produttore.
Per poter dire che la tecnologia viene utilizzata servirebbero elementi come:
- release note software;
- manuale;
- product specification;
- comunicazione Stratasys;
- osservazione diretta del toolpath.
La documentazione F3300 conferma una purge part, ma non identifica pubblicamente quella struttura con il brevetto.
La pubblicazione 2026 non introduce quindi una “nuova purge tower di settembre”
Il nucleo inventivo aveva priorità già nel 2022.
La prima application publication risale al marzo 2024.
Il ramo principale è già stato concesso nel luglio 2026.
La novità di settembre è soprattutto la pubblicazione di un ulteriore ramo divisionale, che tutela aspetti software della stessa architettura.
È una correzione cronologica importante.
Il significato tecnico rimane comunque interessante
Le purge structure sono spesso considerate un dettaglio dello slicer, ma diventano sempre più importanti man mano che aumenta il numero di materiali.
Un sistema multimateriale efficiente non deve ottimizzare soltanto il componente.
Deve ottimizzare anche tutto ciò che non resterà nel componente:
- supporti;
- purge;
- brim;
- stabilizzatori;
- travel;
- transizioni.
Il metodo Stratasys tratta quindi la purge tower come un elemento dinamico del manufacturing plan.
Non è più soltanto:
“stampa un blocco qui accanto”.
Diventa:
“calcola layer per layer quali estrusori devono essere stabilizzati, assegna a ciascuno sufficiente lunghezza di estrusione, riutilizza i nodi inattivi e mantieni contemporaneamente una struttura autoportante fino alla quota finale”.
È un problema di ottimizzazione molto più sofisticato di quanto suggerisca l’aspetto apparentemente banale della torre.
Il beneficio reale sarà determinato dalla combinazione fra materiale, spazio e tempo
Per valutare industrialmente la soluzione servirebbero benchmark che confrontino:
| Metrica | Tower convenzionale | Multi-node dinamica |
|---|---|---|
| Purge material | da misurare | da misurare |
| Footprint XY | da misurare | da misurare |
| Toolchange time | da misurare | da misurare |
| Total build time | da misurare | da misurare |
| Numero parti/build | da misurare | da misurare |
| Failure rate tower | da misurare | da misurare |
Questi dati non sono presenti nel brevetto.
Senza di essi non possiamo affermare che la soluzione produca un risparmio universale del 20%, 30% o 50%.
Il brevetto mostra una strategia algoritmica plausibile, non un benchmark economico.
Il caso più favorevole è una parte con molti materiali ma pochi materiali simultanei
Possiamo immaginare un componente che utilizzi quattro estrusori complessivi ma soltanto due per la maggioranza dell’altezza.
Qui la differenza fra:
numero totale di tool
e
numero attivo per layer
è grande.
È esattamente il caso nel quale una tower dinamica può sfruttare meglio le proprie subdivision.
Al contrario, una parte che richieda costantemente quattro materiali in ogni layer lascerà molto meno spazio all’ottimizzazione.
La strategia diventa quindi quasi una forma di compressione temporale dello spazio della tower
Le stesse subdivision vengono utilizzate da tool differenti in momenti diversi della stampa.
Il sistema non assegna permanentemente:
nodo A = materiale A.
Assegna invece:
nodo X = materiale necessario in questo intervallo Z.
È un concetto molto vicino alla condivisione di una risorsa nel tempo.
Ed è probabilmente questo il tratto più elegante dell’invenzione.
Per Stratasys è anche coerente con la direzione software della F3300
La F3300 viene gestita attraverso GrabCAD Print e, per funzioni avanzate, Insight.
Il software già gestisce:
- più material setup;
- differenti nozzle;
- layer height;
- support;
- purge part;
- preview layer-by-layer.
Una purge tower adattiva è quindi naturalmente una funzione software più che hardware.
La macchina possiede già i quattro tool.
Il valore aggiunto consiste nel decidere come usarli meglio.
La divisionale software rende questa lettura ancora più plausibile
La domanda pubblicata nel settembre 2026 rivendica un computer program product capace di generare layerwise instructions per la multi-node purge tower.
Questo significa che il valore protetto non è soltanto la forma fisica finale del blocco sacrificabile.
È anche il modo in cui il software:
- analizza il job;
- costruisce la geometria;
- assegna le teste;
- genera i percorsi;
- coordina purge e parte.
È un buon esempio di quanto una parte crescente dell’innovazione nelle stampanti 3D moderne si trovi nello slicer.
Non serve necessariamente un nuovo estrusore per migliorare la produttività
Una macchina con hardware invariato può diventare più efficiente attraverso:
- nesting migliore;
- toolpath optimization;
- thermal scheduling;
- support reduction;
- purge reduction.
Il costo di una modifica software può essere molto inferiore rispetto alla riprogettazione di una macchina, ma l’effetto sul costo per parte può essere significativo.
Questa è probabilmente la ragione industriale più interessante dietro il brevetto.
La purge tower rimane sacrificabile, ma può smettere di essere stupida
In una stampa multimateriale il materiale utilizzato per la torre viene comunque gettato.
Il modo più efficace di ridurne l’impatto non è necessariamente eliminare ogni millimetro di estrusione, perché parte della purge è necessaria per garantire qualità.
È invece fare in modo che ogni millimetro sacrificato svolga più funzioni possibili:
- stabilizzare il nozzle;
- costruire la quota necessaria;
- sostenere i nodi futuri;
- ridurre il footprint;
- evitare una purge station separata.
Il brevetto Stratasys porta esattamente questa logica nella progettazione della tower.
Non rappresenta quindi la fine dello spreco nella stampa multimateriale, né una tecnologia destinata necessariamente alle stampanti consumer a cambio filamento. È piuttosto una soluzione sviluppata per la nuova generazione di sistemi FDM industriali multi-head, nei quali quattro o più estrusori possono essere disponibili ma non necessariamente utilizzati contemporaneamente in ogni layer.
Se Stratasys integrerà pienamente questa strategia nelle proprie piattaforme commerciali, il risultato potrebbe essere meno spettacolare di un nuovo materiale o di una macchina più veloce, ma molto concreto: più spazio disponibile sul piano, meno materiale sacrificato e un uso più intelligente di ogni estrusore durante il job.
E, nelle produzioni industriali ripetute centinaia di volte, anche una piccola ottimizzazione di una struttura destinata al cestino può trasformarsi in un risparmio significativo.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
