SWISSto12 e Mitsubishi Electric: la stampa 3D RF entra nel nuovo programma satellitare sicuro del Giappone

SWISSto12 e Mitsubishi Electric Corporation hanno firmato un Memorandum of Understanding, MoU, per collaborare su payload satellitari avanzati, prodotti a radiofrequenza e sviluppo commerciale in Giappone e nell’area Asia-Pacifico. La notizia è rilevante per il settore additive manufacturing perché l’accordo non riguarda genericamente la possibilità futura di utilizzare componenti stampati in 3D: in parallelo al MoU, Mitsubishi Electric ha già assegnato alla società svizzera un contratto per la fornitura di prodotti phased-array antenna destinati a un programma governativo giapponese di comunicazioni sicure in orbita geostazionaria. La stampa 3D entra quindi in una supply chain reale del settore spaziale e della difesa giapponese, anche se le aziende non hanno comunicato valore economico, quantità, configurazione delle antenne o numero di componenti interessati.

Il comunicato congiunto è stato diffuso il 14 settembre 2026, mentre TCT Magazine ha pubblicato l’articolo il 15 settembre. Questa distinzione cronologica è utile perché il MoU viene presentato come una nuova fase di collaborazione fra le due società, ma deve essere separato dal contratto commerciale già assegnato: un MoU non equivale a un ordine vincolante, mentre il contratto per le phased array antenna rappresenta invece una fornitura concreta. Mitsubishi Electric e SWISSto12 intendono utilizzare il memorandum per sviluppare ulteriori opportunità in Giappone e nell’APAC, combinando le capacità di integrazione satellitare del gruppo giapponese con le tecnologie proprietarie di progettazione e produzione additiva RF sviluppate dalla società svizzera.

Il vero dato importante è il contratto, non soltanto il MoU

La formulazione “strategic partnership” può facilmente far pensare a un accordo commerciale già definito su larga scala. In realtà occorre distinguere due livelli.

ElementoStato
MoU Mitsubishi Electric–SWISSto12Accordo strategico per perseguire opportunità future
MercatiGiappone e area APAC
AmbitiPayload, RF products, satellite systems
Tecnologia SWISSto123D printing proprietario per RF
Contratto separatoGià assegnato
Oggetto del contrattoAdvanced phased array antenna products
ApplicazioneProgramma GEO secure communications del Governo giapponese
Valore del contratto SWISSto12Non comunicato
Numero di antenne/componentiNon comunicato
Data di consegnaNon comunicata pubblicamente

Il contratto rappresenta quindi il punto tecnicamente più significativo: l’additive manufacturing di SWISSto12 è già stato selezionato per un sistema destinato alle comunicazioni governative sicure.

Il programma giapponese ha un contesto molto più preciso di quanto emerga dall’articolo originale

Il comunicato SWISSto12-Mitsubishi Electric parla genericamente del “GEO secure communications program of the Japanese Government”. Esiste però un programma pubblico estremamente rilevante che Mitsubishi Electric sta già realizzando.

Il 6 febbraio 2026, il Ministero della Difesa giapponese ha assegnato a Mitsubishi Electric il contratto per il Next-Generation Defense Satellite Communications System, destinato a sostituire l’attuale satellite X-band Kirameki-2.

Il valore complessivo del contratto Mitsubishi Electric è di circa 123,5 miliardi di yen, con consegna prevista entro il 29 marzo 2030.

Mitsubishi Electric dovrà:

  • sviluppare e costruire il nuovo satellite GEO;
  • progettare il sistema di terra;
  • integrare il sistema complessivo di comunicazioni.

Il nuovo satellite è destinato ad aumentare la capacità di comunicazione e soprattutto la resistenza alle interferenze rispetto alla generazione precedente.

Le comunicazioni del Ministero giapponese indicano inoltre l’obiettivo di migliorare l’interoperabilità con Paesi alleati e partner e di rispondere alla crescita delle esigenze di comunicazione delle Forze di Autodifesa.

È quindi molto plausibile che il contratto SWISSto12 annunciato a settembre sia collegato a questa infrastruttura. Tuttavia, il comunicato SWISSto12 non identifica esplicitamente il programma come “successore di Kirameki-2”. Per questo è corretto descrivere il collegamento come fortemente coerente e temporalmente compatibile, ma non trasformarlo in una identificazione formale non presente nell’annuncio.

Mitsubishi Electric ha già coinvolto Lockheed Martin nello stesso settore

Il quadro diventa ancora più interessante osservando gli accordi stipulati da Mitsubishi Electric nel 2026.

Il 4 marzo 2026, un mese dopo il contratto del Ministero della Difesa, Mitsubishi Electric ha firmato un altro MoU con Lockheed Martin per collaborare sui satelliti GEO per comunicazioni militari.

In quel caso Mitsubishi Electric ha specificato che Lockheed Martin avrebbe sviluppato e prodotto un communications payload anti-jamming destinato al satellite di nuova generazione commissionato dal Ministero della Difesa giapponese.

Il sistema sta quindi assumendo una supply chain internazionale nella quale Mitsubishi Electric rimane prime contractor e system integrator, mentre tecnologie specialistiche vengono fornite da partner esterni.

In questo contesto SWISSto12 può fornire una parte diversa ma complementare: antenne phased array e hardware RF realizzati mediante additive manufacturing.

Questo non significa che SWISSto12 costruirà l’intero payload né che la sua tecnologia sostituisca quella Lockheed Martin. I sistemi satellitari sono composti da numerose catene RF, antenne, elettronica digitale, amplificatori, beamforming e sottosistemi di controllo che possono provenire da fornitori differenti.

La stampa 3D non viene utilizzata per “stampare il satellite”

Il titolo può creare un altro equivoco.

SWISSto12 utilizza additive manufacturing soprattutto nella realizzazione di hardware RF passivo e parti delle antenne, non per stampare integralmente il satellite.

Il portafoglio HummingLink comprende:

  • antenna feeds;
  • horn antennas;
  • filters;
  • diplexers;
  • couplers;
  • waveguides;
  • beamforming networks;
  • waveguide routing;
  • passive front-end per antenne phased array.

Si tratta di componenti nei quali la geometria interna determina direttamente le prestazioni elettromagnetiche.

È proprio questo uno dei settori in cui la libertà geometrica della stampa 3D può offrire vantaggi superiori rispetto alla semplice riduzione dei tempi di produzione.

Nei componenti RF la geometria è parte della funzione elettrica

Un waveguide non è semplicemente un tubo metallico.

La forma interna determina:

  • frequenze supportate;
  • perdita di inserzione;
  • impedenza;
  • polarizzazione;
  • isolamento;
  • modalità di propagazione.

Analogamente, un filtro RF è composto da cavità e geometrie che controllano quali frequenze vengono trasmesse o respinte.

Con manufacturing convenzionale, molte geometrie complesse devono essere realizzate attraverso:

  • fresatura di più blocchi;
  • assemblaggio;
  • brasatura;
  • viti;
  • flange;
  • tuning meccanico.

Ogni giunzione introduce:

  • massa;
  • tolleranze;
  • potenziali perdite;
  • possibili sorgenti di Passive Intermodulation, PIM.

La produzione additiva permette invece di trasformare funzioni separate in un componente monolitico.

SWISSto12 produce, per esempio, feed nei quali possono essere integrate nello stesso pezzo:

  • horn;
  • polarizer;
  • OMT;
  • filter;
  • mechanical interface.

È questo consolidamento funzionale, più che la semplice sostituzione di CNC con laser powder bed fusion, a costituire il vantaggio reale.

PIM è particolarmente importante nelle comunicazioni satellitari

SWISSto12 evidenzia frequentemente la capacità di produrre dispositivi “PIM-free”.

La Passive Intermodulation è un fenomeno nel quale non linearità presenti in componenti passivi generano segnali indesiderati quando più frequenze ad alta potenza attraversano lo stesso sistema.

Possibili sorgenti includono:

  • giunti metallici;
  • contatti imperfetti;
  • ossidi;
  • contaminazione;
  • interfacce meccaniche.

In un satellite di telecomunicazioni, questi prodotti di intermodulazione possono cadere nelle bande di ricezione e degradare il rapporto segnale-rumore.

Ridurre il numero di giunzioni attraverso una struttura monolitica può quindi offrire un beneficio RF reale.

Non significa che “stampato in un pezzo = automaticamente PIM-free”: materiali, metallizzazione, rugosità, contaminazione e post-processing rimangono critici.

Ma la riduzione delle interfacce meccaniche elimina alcune potenziali sorgenti di non linearità.

SWISSto12 ha già qualificato componenti AM molto complessi per applicazioni GEO

L’accordo con Mitsubishi Electric non parte da una tecnologia sperimentale.

In un progetto ESA completato nel 2022, SWISSto12 ha realizzato tramite metal additive manufacturing un cluster monolitico composto da 13 feed chain dual-band e dual-circular-polarization in banda Ka per applicazioni GEO.

Il programma includeva:

  • misure S-parameter;
  • test di radiazione in camera anecoica;
  • cicli termici;
  • vibration testing;
  • test PIM.

L’obiettivo era verificare anche il comportamento del processo di metallizzazione superficiale utilizzato dalla società.

Si tratta di un precedente importante perché mostra che la tecnologia è già stata sottoposta a una campagna di qualificazione molto più severa di una semplice dimostrazione geometrica.

Più di 2.000 prodotti in orbita: è una flight heritage reale, ma non significa 2.000 satelliti

Il comunicato Mitsubishi-SWISSto12 dichiara oltre 2.000 prodotti HummingLink già in orbita.

È un dato importante perché nello spazio la flight heritage conta moltissimo. Ogni nuova tecnologia deve dimostrare di poter resistere a:

  • vibrazioni di lancio;
  • vuoto;
  • cicli termici;
  • radiazione;
  • vita operativa pluriennale.

Il numero deve però essere interpretato correttamente.

2.000 products ≠ 2.000 satellite missions.

Un singolo satellite può contenere molti componenti RF.

La metrica dimostra quindi quantità di hardware installato e maturità industriale, non il numero di programmi spaziali serviti.

La pagina prodotto più aggiornata di SWISSto12 utilizza proprio il valore superiore a 2.000, mentre alcune pagine corporate più vecchie continuano a indicare oltre 1.000. La differenza riflette l’aggiornamento rapido della base installata, non necessariamente un’incoerenza tecnica.

Dal polimero metallizzato al metal LPBF: SWISSto12 utilizza più di una tecnologia additiva

Un altro errore possibile consiste nel parlare genericamente di “stampa 3D metallica” per qualsiasi prodotto SWISSto12.

La storia tecnica della società comprende più approcci.

I primi sviluppi utilizzavano anche stereolitografia di polimeri, seguita da un processo proprietario di metallizzazione con rame e successivamente altri rivestimenti conduttivi.

ESA aveva documentato già anni fa componenti come:

  • diplexer;
  • OMT;
  • antenna array;

prodotti in polimero e successivamente metallizzati.

Questo approccio permetteva di ottenere geometrie leggere e superfici RF conduttive.

SWISSto12 ha poi sviluppato ampiamente anche metal additive manufacturing, inclusa Selective Laser Melting.

Nel caso metallico la sequenza può comprendere:

LPBF/SLM → surface treatment → copper plating → silver plating.

La società ha sviluppato trattamenti proprietari per ridurre l’effetto di rugosità e porosità della superficie interna, che in RF possono aumentare significativamente le perdite.

Non è quindi corretto assumere che tutti i componenti del nuovo contratto Mitsubishi saranno necessariamente prodotti nello stesso materiale o attraverso una singola tecnologia AM, perché l’annuncio non pubblica questi dettagli.

La rugosità interna è uno dei maggiori problemi dei waveguide stampati

Nel metal LPBF una superficie as-built presenta una rugosità molto maggiore rispetto a una superficie lavorata o elettroformata.

In un componente strutturale questo può essere gestibile.

In una guida d’onda RF, specialmente a frequenze elevate, può essere molto più problematico.

A causa dello skin effect, le correnti RF scorrono principalmente in uno strato molto sottile vicino alla superficie del conduttore.

All’aumentare della frequenza, questo spessore diminuisce.

Di conseguenza una parete interna rugosa:

  • aumenta il percorso effettivo della corrente;
  • aumenta le perdite;
  • peggiora l’insertion loss.

È per questo che SWISSto12 non si limita a “stampare il metallo”.

Il post-processing superficiale e la metallizzazione fanno parte della tecnologia RF.

In presentazioni tecniche ESA, la società ha descritto trattamenti capaci di ridurre la rugosità effettiva seguiti da rivestimenti in rame e argento per aumentare la conduttività.

La stampa 3D può ridurre massa senza semplicemente assottigliare le pareti

Nel settore spaziale ogni chilogrammo risparmiato ha valore.

SWISSto12 dichiara per alcune proprie soluzioni waveguide riduzioni di massa del 20–30%, mentre progetti ESA precedenti su componenti polimerici metallizzati avevano mostrato riduzioni ancora maggiori rispetto a equivalenti convenzionali.

Il vantaggio non deriva soltanto da pareti più sottili.

La produzione additiva permette di:

  • integrare staffe nella guida;
  • eliminare flange;
  • ottimizzare i percorsi;
  • ridurre lunghezza dei waveguide;
  • combinare più canali;
  • eliminare parti separate.

In un payload con centinaia di connessioni RF, anche una riduzione relativamente modesta per elemento può diventare significativa a livello di sistema.

I waveguide possono essere “detangled” grazie alla libertà geometrica

Nei satelliti tradizionali i waveguide devono rispettare limiti di fabbricazione e assemblaggio.

Quando molte connessioni devono attraversare uno spazio ridotto, possono diventare necessari:

  • curve aggiuntive;
  • percorsi più lunghi;
  • giunzioni;
  • adattatori.

SWISSto12 utilizza additive manufacturing per creare percorsi tridimensionali ottimizzati.

La propria tecnologia di waveguide routing, derivata anche da IP concesso in licenza da Airbus Defence and Space, viene dichiarata capace di ridurre massa del 20–30% e, in determinate architetture, diminuire significativamente le perdite rispetto al routing tradizionale.

Anche in questo caso il vantaggio non è “stampare più velocemente”.

È poter disegnare il segnale lungo un percorso che prima non era economicamente fabbricabile.

Le phased array sono particolarmente adatte alla produzione additiva

Il contratto Mitsubishi riguarda esplicitamente advanced phased array antenna products.

Una phased array utilizza molti elementi radianti controllati in fase per orientare elettronicamente il fascio senza dover muovere meccanicamente l’intera antenna.

Nei moderni sistemi satellitari questo permette:

  • beam steering;
  • copertura riconfigurabile;
  • multi-beam;
  • adattamento alle esigenze di traffico.

SWISSto12 utilizza la stampa 3D soprattutto per il passive radiating front-end, mentre beamforming e amplificazione utilizzano elettronica a stato solido.

La società dichiara soluzioni AESA in:

  • X-band;
  • Ku-band;
  • Ka-band;

per missioni LEO, MEO e GEO.

Il punto interessante è l’integrazione fra:

geometria RF stampata + amplificatori + beamforming electronics + software.

La stampa 3D è quindi parte di un sistema elettronico molto più ampio.

Il nuovo satellite giapponese utilizzerà un payload digitale riconfigurabile

Mitsubishi Electric ha già dichiarato che il nuovo sistema di comunicazioni militari giapponese sarà dotato di un digital communications payload capace di modificare durante la missione:

  • area di copertura dei beam;
  • capacità assegnata alle differenti aree.

Questo è molto diverso da un satellite tradizionale progettato con beam e capacità relativamente fissi prima del lancio.

La combinazione fra phased array e payload digitali può permettere di riconfigurare maggiormente il sistema in risposta a:

  • cambiamenti operativi;
  • nuove aree di interesse;
  • interferenze;
  • variazioni della domanda.

Il Ministero della Difesa giapponese ha esplicitamente richiesto maggiore resistenza ai disturbi e aumento della capacità.

In questo contesto un front-end RF più leggero e compatto può lasciare spazio e massa per:

  • elettronica;
  • power systems;
  • payload processing.

Non significa però che il miglioramento anti-jamming sia dovuto direttamente alla stampa 3D: resistenza al jamming dipende soprattutto da architettura RF, payload digitale, beamforming, protocolli ed elettronica, non dal processo con cui vengono fabbricate le pareti di una guida d’onda.

AM non equivale quindi ad anti-jamming

Questa distinzione è fondamentale.

La produzione additiva può contribuire a:

  • ridurre massa;
  • aumentare integrazione;
  • migliorare routing;
  • creare array complessi;
  • supportare geometrie antenna più avanzate.

Ma non rende automaticamente un satellite più resistente alle interferenze.

L’anti-jamming deriva da capacità quali:

  • beam shaping;
  • null steering;
  • adaptive processing;
  • coding;
  • frequency management;
  • secure waveforms;
  • payload digitali riconfigurabili.

Il contributo AM è abilitante dal punto di vista fisico e RF, non sufficiente da solo.

Mitsubishi Electric non è un nuovo entrante nel settore satellitare

Il partner giapponese possiede una lunga esperienza come prime contractor.

La piattaforma DS2000, sviluppata da Mitsubishi Electric, è una delle principali piattaforme satellitari GEO giapponesi.

Nella configurazione tradizionale dispone di:

  • massa al lancio nell’ordine di 3–5 tonnellate;
  • potenza fino a circa 15 kW;
  • vita progettuale superiore a 15 anni.

Mitsubishi Electric ha fornito satelliti commerciali come:

  • ST-2;
  • TURKSAT-4A;
  • TURKSAT-4B;

oltre a numerosi programmi governativi giapponesi.

La collaborazione con SWISSto12 non deve quindi essere interpretata come Mitsubishi che acquisisce improvvisamente capacità satellitare grazie alla startup svizzera.

È l’opposto: un grande system integrator sta scegliendo una società specializzata per introdurre componenti RF e antenna di nuova generazione dentro sistemi che Mitsubishi sa già progettare e assemblare.

HummingSat e il programma Mitsubishi sono due cose diverse

Nel comunicato Masahiko Arai cita anche il potenziale della small geostationary satellite platform di SWISSto12.

Si riferisce a HummingSat.

Ma non bisogna concludere che il satellite militare giapponese sarà un HummingSat.

Non esiste alcuna indicazione in questo senso.

HummingSat è una piattaforma SWISSto12 per piccoli satelliti geostazionari da circa:

  • 1.000 kg al lancio;
  • circa un metro cubo;
  • circa 2 kW di payload power.

La piattaforma tradizionale DS2000 Mitsubishi è di scala molto maggiore.

Il MoU lascia aperta la possibilità di esplorare in futuro anche sistemi e piattaforme differenti, ma il contratto annunciato a settembre riguarda phased array antenna products, non l’acquisto di HummingSat da parte di Mitsubishi Electric.

HummingSat dimostra però fino a che punto SWISSto12 considera strategica la stampa 3D

Nel progetto HummingSat la stampa 3D non è un semplice metodo alternativo per qualche staffa.

ESA descrive l’additive manufacturing RF come una delle tecnologie che permettono alla piattaforma di concentrare capacità di telecomunicazione in un satellite molto più piccolo rispetto ai GEO convenzionali.

Il progetto è sviluppato attraverso il programma ARTES dell’ESA.

Al 2026 SWISSto12 dichiara sette contratti HummingSat, mentre nel luglio 2026 ha chiuso un round Serie C da 70 milioni di dollari per espandere capacità produttiva e integrazione.

La società riporta inoltre:

  • 140 milioni di dollari di ricavi nel 2025;
  • oltre 500 milioni di dollari di ordini contrattualizzati;
  • CAGR del 110% dal 2022.

Sono dati comunicati dalla società e non vanno confusi con bilanci di una società quotata, ma mostrano che SWISSto12 ha superato largamente la fase di startup sperimentale.

L’ESA ha aggiunto 73 milioni di euro al programma HummingSat nel 2026

Nel gennaio 2026 SWISSto12 ha annunciato anche circa 73 milioni di euro di sostegno dagli Stati membri ESA attraverso la partnership HummingSat ARTES.

Il finanziamento serve a:

  • industrializzare HummingSat;
  • espandere capacità produttiva;
  • sviluppare nuove tecnologie antenna;
  • sostenere soluzioni phased array per LEO, MEO e GEO.

Il contratto Mitsubishi arriva quindi in un momento in cui la capacità industriale di SWISSto12 è già in fase di forte espansione.

Quattro MetalFabG2 mostrano che la produzione metallica viene scalata

Nel novembre 2024 SWISSto12 aveva annunciato l’acquisto di quattro sistemi MetalFabG2 di Additive Industries.

L’investimento era esplicitamente destinato ad aumentare la capacità produttiva di componenti RF avanzati.

È un dettaglio importante perché segnala il passaggio da:

qualificare un processo

a

industrializzare il processo su più macchine.

Nel settore spaziale il problema non è soltanto ottenere un prototipo con prestazioni RF eccellenti.

Bisogna poter garantire:

  • ripetibilità tra build;
  • ripetibilità tra macchine;
  • controllo della polvere;
  • controllo dei trattamenti;
  • tracciabilità;
  • conformità dopo il post-processing.

L’acquisto di più sistemi identici permette di costruire una capacità produttiva ridondante, ma richiede anche un rigoroso processo di equivalenza macchina-macchina.

Una qualifica non trasferisce automaticamente qualsiasi geometria

Il fatto che SWISSto12 abbia hardware già in orbita non significa che ogni nuovo componente prodotto con la stessa stampante sia automaticamente space-qualified.

Ogni nuova antenna può richiedere verifiche specifiche in funzione di:

  • banda;
  • potenza RF;
  • dimensioni;
  • materiale;
  • interfacce;
  • ambiente termico;
  • missione.

La flight heritage riduce il rischio tecnologico e può semplificare alcuni aspetti della qualifica, ma qualified process ≠ automatic qualification of every new part.

Per il nuovo programma Mitsubishi, le specifiche del percorso di qualificazione non sono state rese pubbliche.

Il contratto non specifica quantità, materiali o processo AM

Questo è uno dei limiti più importanti delle informazioni disponibili.

Non sappiamo:

  • quante phased array verranno prodotte;
  • quanti elementi radianti conterranno;
  • quante parti saranno additive;
  • quale lega verrà utilizzata;
  • se alcune parti saranno polimeriche metallizzate;
  • se verrà utilizzato MetalFabG2;
  • quale percentuale del payload verrà prodotta da SWISSto12;
  • dove avverrà l’integrazione finale.

Non è quindi corretto scrivere che “SWISSto12 stamperà l’intera antenna militare giapponese con quattro MetalFabG2”.

Il comunicato non lo dice.

La formulazione corretta è: SWISSto12 fornirà advanced phased array antenna products basati sul proprio portafoglio tecnologico RF e additive manufacturing.

Mitsubishi sta contemporaneamente investendo nei full digital payload

Il contesto industriale giapponese va oltre il singolo programma militare.

Nel luglio 2026 Mitsubishi Electric è stata selezionata nell’ambito dello Space Strategy Fund di JAXA per sviluppare un Full Digital Payload competitivo a livello internazionale.

L’obiettivo è realizzare payload capaci di cambiare configurazione dopo il lancio e offrire maggiore flessibilità e sicurezza.

Questo significa che Mitsubishi sta cercando di combinare:

  • digital processing;
  • advanced RF;
  • phased array;
  • secure communications.

La collaborazione SWISSto12 si inserisce quindi perfettamente in una strategia più ampia nella quale antenna e front-end RF devono diventare più compatti e adattabili per accompagnare la riconfigurabilità digitale del payload.

La cooperazione riguarda anche il mercato APAC, non soltanto il Giappone

Il MoU non è limitato al programma governativo.

Le due aziende intendono perseguire opportunità in:

  • Giappone;
  • Asia-Pacifico;
  • mercati internazionali.

Emile de Rijk cita esplicitamente applicazioni sovrane in:

  • terra;
  • mare;
  • aria;
  • spazio.

SWISSto12 produce infatti anche terminali Satcom terrestri e aeronautici oltre all’hardware satellitare.

Mitsubishi Electric dispone invece di relazioni istituzionali e industriali molto forti in Giappone e nell’area asiatica.

La partnership può quindi consentire alla società svizzera di entrare in programmi ai quali sarebbe più difficile accedere direttamente come fornitore europeo indipendente.

Il valore strategico per Mitsubishi è ridurre tempi senza costruire internamente tutta la tecnologia AM RF

Per un prime contractor esistono due possibilità:

  1. sviluppare internamente stampanti, parametri, post-processing, metallizzazione, design RF e qualifica;
  2. acquistare componenti da un fornitore che ha già sviluppato e qualificato quel know-how.

SWISSto12 lavora su RF additive manufacturing dal 2011.

Ha quindi costruito:

  • proprietà intellettuale;
  • design rules;
  • process parameters;
  • metrologia;
  • metallizzazione;
  • database di qualifica;
  • flight heritage.

Per Mitsubishi, integrare una tecnologia già matura può essere più rapido che ricrearla internamente.

Questo è uno dei modelli più importanti nell’industrializzazione AM: il valore non sta necessariamente nel possedere una stampante, ma nel possedere il processo qualificato per una famiglia specifica di prodotti.

Il vero asset di SWISSto12 è probabilmente il co-design RF + manufacturing

Chiunque può teoricamente acquistare una macchina LPBF.

Molto più difficile è sapere come ridisegnare un waveguide affinché:

  • sia stampabile;
  • abbia perdite RF basse;
  • non richieda tuning;
  • superi vibration testing;
  • abbia PIM controllata;
  • sia metallizzabile;
  • possa essere prodotto ripetutamente.

Il vantaggio competitivo è quindi nel collegamento fra:

electromagnetic design → design for additive manufacturing → material/process → surface finishing → RF testing → space qualification.

È questa catena che Mitsubishi sta realmente acquistando.

Un componente monolitico può ridurre anche tempi di assemblaggio e qualifica

Quando cinque componenti diventano uno solo, diminuiscono:

  • part number;
  • giunzioni;
  • operazioni di montaggio;
  • hardware di fissaggio;
  • possibili errori di assemblaggio.

Questo può ridurre anche la complessità della supply chain.

Ma consolidation non è sempre automaticamente migliore.

Una parte monolitica molto complessa può essere:

  • più difficile da ispezionare;
  • impossibile da riparare separatamente;
  • più costosa da scartare se un’unica feature è fuori tolleranza.

Il design deve quindi valutare il compromesso tra integrazione e manutenibilità.

In un satellite, però, la manutenzione dopo il lancio è praticamente impossibile, quindi la riduzione di interfacce e massa può avere un valore particolarmente elevato.

Il vantaggio sui lead time deve essere attribuito alle aziende

Il comunicato parla di payload:

  • smaller;
  • lighter;
  • highly performant;
  • produced in materially shorter timeframes.

La riduzione dei tempi è un claim plausibile perché l’AM elimina tooling e molte operazioni di assemblaggio.

Ma non viene pubblicato un confronto specifico per il contratto Mitsubishi.

Non sappiamo se:

  • un componente passi da 12 mesi a 6;
  • da 20 settimane a 10;
  • o altro.

È quindi corretto dire che SWISSto12 e Mitsubishi prevedono tempi produttivi inferiori, non assegnare una percentuale non documentata.

Il MoU non garantisce ordini futuri in tutta l’Asia

Allo stesso modo, un Memorandum of Understanding indica intenzione di cooperare, non un backlog automatico.

Può portare a:

  • joint proposals;
  • engineering studies;
  • nuovi RF products;
  • programmi governativi;
  • satellite payloads.

Ma non esiste ancora un valore economico pubblico associato al MoU stesso.

Il dato contrattuale concreto rimane il programma phased-array già assegnato.

Il Giappone sta rafforzando rapidamente le proprie capacità spaziali militari

Il contratto arriva in un contesto particolarmente favorevole.

Nel 2026 Mitsubishi Electric è coinvolta contemporaneamente in:

  • satellite GEO di comunicazioni militari di nuova generazione;
  • programma con Lockheed Martin;
  • costellazione LEO attraverso la joint venture Tri-Sat Constellation;
  • sviluppo di payload digitali finanziato da JAXA.

La nuova architettura giapponese non si limita quindi a un singolo satellite GEO.

Sta combinando:

  • comunicazioni;
  • intelligence;
  • costellazioni;
  • resilient architectures.

La partnership con SWISSto12 deve essere letta in questo contesto di espansione della domanda.

Il contratto Mitsubishi è particolarmente importante per la credibilità commerciale dell’AM RF

Per molti anni la stampa 3D RF è stata dimostrata soprattutto attraverso:

  • prototipi ESA;
  • research programs;
  • dimostratori.

SWISSto12 aveva già superato quella fase con forniture a:

  • Thales Alenia Space;
  • Northrop Grumman;
  • Lockheed Martin/CAES;
  • Fleet Space.

Nel 2020 aveva consegnato a Thales Alenia Space una grande serie di waveguide stampati in 3D per Eutelsat KONNECT VHTS.

Nel 2024 aveva completato e consegnato a Northrop Grumman tre feed chain integrati per GEOStar.

L’accordo Mitsubishi aggiunge ora un importante prime contractor asiatico alla lista.

Dal punto di vista dell’industrializzazione questo è forse il dato più significativo: RF additive manufacturing non è più soltanto una tecnologia europea o americana di nicchia, ma entra anche nella supply chain di un grande programma satellitare giapponese.

La stampa 3D è ormai parte del prodotto, non un esperimento produttivo

Nel caso SWISSto12 la domanda “perché usare additive manufacturing?” sta progressivamente perdendo importanza.

La società progetta alcuni prodotti partendo dal presupposto che saranno prodotti additivamente.

Questo permette geometrie che non vengono nemmeno considerate in un processo convenzionale.

È la differenza fra:

design adapted to AM

e

design enabled by AM.

Nel primo caso si prende una parte esistente e la si prova a stampare.

Nel secondo si progetta una nuova architettura possibile proprio grazie al processo.

La seconda categoria è quella in cui l’AM tende a creare più valore.

Un accordo che va interpretato senza trasformarlo in una “rivoluzione”

La partnership è importante, ma non dimostra che Mitsubishi Electric stia sostituendo le proprie tecnologie convenzionali con la stampa 3D.

Non significa nemmeno che:

  • l’intero nuovo satellite sarà stampato;
  • tutto il payload sarà SWISSto12;
  • il contratto valga 123,5 miliardi di yen;
  • HummingSat diventerà la piattaforma militare giapponese.

I 123,5 miliardi di yen rappresentano il valore del contratto complessivo Mitsubishi Electric con il Ministero della Difesa per satellite, sistema di terra e integrazione.

La quota SWISSto12 non è stata comunicata.

È una distinzione fondamentale.

Per SWISSto12, però, l’accordo rappresenta un passaggio industriale di primo piano

Il valore strategico è evidente.

SWISSto12 ottiene:

  • accesso a Mitsubishi Electric;
  • ingresso in un programma governativo giapponese;
  • nuova flight heritage potenziale nel settore secure communications;
  • accesso commerciale più ampio nell’APAC.

Mitsubishi ottiene:

  • tecnologia RFAM già sviluppata;
  • capacità di produrre geometrie complesse;
  • componenti più leggeri e compatti;
  • un fornitore con hardware già in orbita.

È una partnership complementare, non una sovrapposizione di competenze.

La prossima prova sarà industriale, non tecnologica

La tecnologia di SWISSto12 ha già dimostrato di funzionare.

Il nuovo passaggio consiste nel dimostrare che può essere:

  • prodotta nei volumi richiesti;
  • integrata nella supply chain giapponese;
  • qualificata per un programma government/defense;
  • consegnata secondo schedule;
  • mantenuta ripetibile nel corso di più anni.

È un problema diverso dalla validazione del singolo waveguide.

L’acquisto di nuove macchine, il finanziamento da 70 milioni di dollari e il sostegno ESA mostrano che la società sta investendo proprio nella scalabilità produttiva.

Il contratto mostra dove l’additive manufacturing crea più valore nello spazio

Il caso Mitsubishi-SWISSto12 è un buon esempio di come la stampa 3D stia maturando nell’aerospace.

L’AM non viene utilizzato perché “stampare nello spazio è moderno”, ma perché in un componente RF può offrire contemporaneamente:

  • consolidamento;
  • riduzione delle interfacce;
  • libertà geometrica;
  • routing complesso;
  • minore massa;
  • miniaturizzazione;
  • potenziale riduzione dei lead time.

Quando questi vantaggi vengono inseriti in una phased array, possono contribuire a rendere più compatto un payload che deve combinare beamforming, elettronica digitale e capacità anti-jamming.

La stampa 3D non è quindi il centro dell’intero satellite, ma può diventare una tecnologia abilitante in uno dei suoi sottosistemi più importanti.

Il MoU è futuro, il contratto è presente

È questa la distinzione finale più utile.

Il MoU dice che SWISSto12 e Mitsubishi Electric intendono sviluppare insieme altre opportunità in Giappone e APAC.

Il contratto separato sulle phased array dimostra invece che la relazione commerciale è già iniziata.

Per il settore additive manufacturing il secondo elemento vale molto più del primo.

SWISSto12 dispone ormai di oltre 2.000 prodotti RF in orbita, supply contract con diversi prime contractor e una capacità produttiva che sta crescendo rapidamente. Mitsubishi Electric dispone di esperienza come prime contractor GEO, del nuovo programma giapponese per comunicazioni militari e di una strategia molto più ampia sui payload digitali.

La convergenza delle due aziende mostra un passaggio significativo: la produzione additiva RF non viene più considerata soltanto una tecnologia alternativa da qualificare, ma una capacità specialistica che un grande integratore satellitare può acquistare direttamente da un fornitore per un programma operativo.

La vera prova arriverà quando saranno disponibili dettagli sul tipo di phased array, sulle quantità e sulla qualifica del nuovo hardware. Ma la direzione è già chiara: la stampa 3D di componenti RF sta diventando una componente sempre più stabile delle architetture satellitari ad alte prestazioni, comprese quelle destinate alle comunicazioni governative sicure.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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