Velo3D ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi in aumento, margine lordo tornato positivo e una strategia sempre più orientata alla produzione di parti metalliche per difesa, aerospazio ed energia. L’azienda di Fremont, California, quotata al Nasdaq con il ticker VELO, ha comunicato ricavi per 13,8 milioni di dollari, in crescita del 48% rispetto ai 9,3 milioni di dollari dello stesso periodo del 2025. Il margine lordo è salito al 17,2%, contro il 7,5% del primo trimestre 2025.
Il dato va letto con attenzione. Velo3D non è ancora una società profittevole: nel trimestre ha registrato una perdita netta GAAP di 7 milioni di dollari, anche se molto inferiore ai 25 milioni di dollari persi nel primo trimestre 2025. L’Adjusted EBITDA è rimasto negativo per 3,6 milioni di dollari, ma il confronto con i 6,9 milioni di dollari negativi dell’anno precedente mostra un miglioramento del controllo dei costi e della struttura operativa.
Il punto centrale: Velo3D sta cercando di passare dalla vendita di macchine alla produzione continuativa
Per anni molte aziende della stampa 3D industriale hanno costruito il proprio modello attorno alla vendita di sistemi. Il cliente acquistava una macchina, la installava, imparava a usarla e poi decideva come integrarla nei propri processi. Questo schema funziona, ma crea ricavi spesso legati a ordini singoli, tempi lunghi di adozione e cicli commerciali poco prevedibili.
Velo3D sta spingendo invece su un modello più ampio, chiamato Rapid Production Solutions, o RPS. In questo approccio, l’azienda non offre solo stampanti metalliche, ma anche produzione di parti, supporto ingegneristico, software, controllo qualità e possibilità di aumentare la capacità produttiva usando impianti interni o partner certificati. La stessa Velo3D descrive RPS come un servizio di produzione metallica end-to-end destinato a ingegneri nei settori aerospaziale, difesa ed energia, con l’obiettivo di qualificare più in fretta i progetti e portarli verso la produzione.
Questo passaggio è importante perché cambia il rapporto con il cliente. Non si tratta solo di vendere una macchina Sapphire o Sapphire XC, ma di entrare in programmi produttivi dove lo stesso componente può essere fabbricato per più lotti, con requisiti di ripetibilità, documentazione e controllo processo. Per settori come difesa e aerospazio, questa parte conta quanto la stampa in sé.
Difesa e aerospazio sono il motore della crescita
Nel primo trimestre 2026 Velo3D ha legato buona parte della propria narrazione industriale alla domanda proveniente da difesa e aerospazio. L’azienda ha citato un contratto quinquennale da 9,8 milioni di dollari con la Defense Logistics Agency, collegato al programma Joint Additive Manufacturing Acceptability, indicato come JAMA Pilot Parts Program. L’obiettivo del programma è creare percorsi più ripetibili per qualificare e acquistare ricambi e componenti realizzati con produzione additiva metallica per le attività di sustainment militare.
A questo si aggiunge un contratto da 11,5 milioni di dollari con un prime contractor statunitense della difesa, non identificato pubblicamente, per la produzione a pieno ritmo di componenti destinati a un programma di sicurezza nazionale. In questo caso Velo3D usa il modello RPS e la propria capacità di stampa Laser Powder Bed Fusion per produrre componenti metallici ad alte prestazioni.
Un altro tassello è il lavoro con lo U.S. Army Ground Vehicle Systems Center, parte di DEVCOM GVSC. Velo3D è stata indicata come primo fornitore di additive manufacturing qualificato per sostenere il programma dell’esercito statunitense sui veicoli terrestri. Il percorso riguarda componenti complessi e assemblaggi destinati a ridurre colli di bottiglia nella supply chain militare, con validazione su sistemi Sapphire e materiali come Aluminum CP1 e Inconel 718.
Perché la stampa 3D metallica interessa ai programmi militari
La difesa non guarda alla stampa 3D metallica solo per realizzare geometrie complesse. Il tema è più pratico: molte piattaforme militari restano in servizio per decenni e richiedono ricambi difficili da reperire, piccoli lotti, componenti fuori produzione o parti con tempi di approvvigionamento lunghi. In questi casi, la produzione additiva può diventare uno strumento per accorciare le catene di fornitura e ridurre la dipendenza da stampi, attrezzaggi e fornitori unici.
Il valore della tecnologia Velo3D sta nella combinazione tra hardware, software e controllo processo. La soluzione integrata dell’azienda comprende il software Flow per la preparazione della stampa, la famiglia di stampanti Sapphire, il sistema di controllo qualità Assure e il processo Intelligent Fusion. Questa integrazione viene presentata da Velo3D come base per produrre parti metalliche mission-critical con maggiore coerenza tra progettazione, stampa e verifica.
Per un cliente militare o aerospaziale, la sola capacità di stampare una parte non basta. Servono dati, tracciabilità, qualificazione del processo, materiali controllati e ripetibilità da un lotto all’altro. Per questo RPS è un elemento strategico: Velo3D può offrire un percorso meno legato all’acquisto immediato della macchina e più vicino alla produzione qualificata del componente.
I numeri del trimestre: crescita, ma non ancora equilibrio pieno
Il trimestre mostra un miglioramento operativo. I ricavi sono saliti a 13,8 milioni di dollari e il margine lordo positivo indica che il costo dei prodotti e servizi venduti è stato gestito meglio rispetto ai periodi precedenti. Velo3D attribuisce questo miglioramento al prezzo medio più alto dei sistemi Sapphire XC e all’aumento dei volumi RPS.
Anche le spese operative sono diminuite: 9,3 milioni di dollari nel primo trimestre 2026, contro 12,2 milioni nel primo trimestre 2025. Le spese operative adjusted non-GAAP, al netto di 1,2 milioni di dollari di stock-based compensation, sono state pari a 8,1 milioni di dollari.
Resta però il tema della liquidità. Al 31 marzo 2026 Velo3D aveva 16,6 milioni di dollari in cassa, contro 39 milioni al 31 dicembre 2025. Il 10-Q depositato dalla società indica anche un deficit accumulato di 505,1 milioni di dollari e segnala dubbi sostanziali sulla capacità dell’azienda di continuare come going concern senza ulteriori finanziamenti.
Dopo la chiusura del trimestre, il 27 aprile 2026, Velo3D ha completato un’offerta azionaria da 3.571.428 azioni a 14 dollari per azione, con proventi lordi di circa 50 milioni di dollari prima di sconti, commissioni e altre spese. Questo capitale dà ossigeno alla società, ma non elimina il fatto che il piano industriale dipenda da crescita dei ricavi, margini più alti, controllo dei costi e ulteriore accesso a finanziamenti.
La guidance 2026 resta ambiziosa
Per l’intero 2026 Velo3D ha confermato una previsione di ricavi compresa tra 60 e 70 milioni di dollari. L’azienda prevede anche un miglioramento progressivo del margine lordo, con obiettivo sopra il 30% nella seconda metà dell’anno, spese operative adjusted non-GAAP tra 45 e 55 milioni di dollari, investimenti tra 40 e 50 milioni, in gran parte collegati all’espansione RPS, e EBITDA positivo nella seconda metà del 2026.
Questa previsione dipende da diversi fattori. Il primo è la capacità di convertire backlog e opportunità commerciali in ricavi effettivi. Il secondo è l’aumento dell’utilizzo delle macchine. Il terzo riguarda l’esecuzione dei programmi difesa e aerospazio, dove i tempi di qualifica, approvazione e procurement possono essere lunghi. Il quarto è la disponibilità di capitale per finanziare l’espansione produttiva.
Il comunicato ufficiale riporta 12 milioni di dollari di nuovi ordini nel trimestre e un backlog finale di 30 milioni di dollari. Sono numeri utili, ma non ancora sufficienti da soli a chiudere la discussione sulla sostenibilità del modello.
RPS può cambiare il peso economico di Velo3D
Il modello RPS è la parte più interessante della strategia. Velo3D offre ai clienti tre percorsi: far produrre le parti direttamente dall’azienda, portare la capacità produttiva dentro le proprie strutture con sistemi Sapphire XC, oppure usare una rete di contract manufacturer per aumentare la capacità quando serve. La promessa commerciale è produrre la stessa parte in più sedi mantenendo processo, dati e file di stampa sotto controllo.
Questo approccio può essere utile nei programmi dove la domanda cresce per lotti successivi. Invece di vendere una stampante e chiudere il ciclo commerciale, Velo3D può rimanere coinvolta come partner di produzione. Per l’azienda significa ricavi potenzialmente più ricorrenti; per il cliente significa meno investimento iniziale e accesso a competenze già strutturate.
C’è anche un effetto industriale. Le aziende che lavorano in difesa, aerospazio ed energia spesso non vogliono cambiare disegno, processo e fornitore a ogni lotto. Preferiscono una soluzione stabile, tracciabile e già qualificata. RPS prova a rispondere proprio a questa esigenza: trasformare la stampa 3D metallica da capacità sperimentale a parte del sistema produttivo.
La tecnologia Sapphire e il tema delle parti complesse
Velo3D si è costruita una posizione nel mercato della stampa 3D metallica puntando sulla produzione di geometrie difficili, componenti con canali interni, parti alleggerite e forme che con i processi tradizionali richiederebbero molti pezzi separati. Il sito aziendale descrive il proprio ecosistema come basato su Laser Powder Bed Fusion, software enterprise, servizi ingegneristici e materiali qualificati, con applicazioni in aerospazio, difesa ed energia.
Per la manifattura additiva, la riduzione del numero di componenti in un assieme è un vantaggio frequente. Una parte che in produzione tradizionale richiede saldature, assemblaggio o lavorazioni multiple può essere riprogettata come elemento unico. In campo aerospaziale o difesa, questo può portare a meno giunzioni, meno fasi di controllo, pesi inferiori e supply chain più corta. Non è una regola automatica: ogni componente va qualificato, testato e confrontato con il processo esistente. Ma è il tipo di applicazione dove Velo3D vuole posizionarsi.
Un miglioramento reale, ma con rischi ancora presenti
Il primo trimestre 2026 indica che Velo3D ha migliorato alcuni parametri chiave: ricavi, margine lordo, perdita netta, costi operativi e riduzione del debito. Nel comunicato del 12 maggio 2026, la società afferma di aver completato conversioni debito-azioni per 15 milioni di dollari di capitale, incluso un rimborso completo di secured notes, riducendo il debito residuo di circa il 70% a circa 9 milioni di dollari.
Il quadro resta però delicato. Il 10-Q afferma che la società non dispone di liquidità sufficiente per coprire i bisogni operativi e gli obblighi per almeno 12 mesi dalla data di emissione del documento, salvo ulteriore capitale. Questo è il punto da non ignorare: la crescita nel trimestre è positiva, ma la società deve trasformare contratti, backlog e domanda in cassa, margini e volumi produttivi.
Cosa significa per il mercato della stampa 3D metallica
Il caso Velo3D mostra una tendenza più ampia nel settore. La stampa 3D metallica sta cercando di uscire dalla fase in cui veniva valutata solo come tecnologia per prototipi, dimostratori o parti speciali. I programmi legati a difesa e aerospazio chiedono invece capacità produttiva, qualità ripetibile, qualificazione e risposta logistica.
Per questo la crescita di Velo3D nel primo trimestre 2026 non va letta solo come un dato finanziario. È anche un segnale del modo in cui alcuni clienti industriali stanno usando la manifattura additiva: meno sperimentazione isolata, più componenti collegati a programmi reali, più attenzione alla produzione continuativa e più interesse per modelli in cui il fornitore non vende solo la macchina, ma anche capacità produttiva e competenze.
Velo3D ha ancora molto da dimostrare sul piano economico. I numeri del trimestre sono migliori, ma la continuità aziendale, il consumo di cassa e il fabbisogno di capitale restano temi aperti. Allo stesso tempo, i contratti con la Defense Logistics Agency, il lavoro con lo U.S. Army GVSC, il modello RPS e la conferma della guidance 2026 indicano una direzione industriale precisa: portare la stampa 3D metallica verso parti qualificate, programmi a più lungo termine e produzione su scala più ampia.
