Il Vietnam sta costruendo una rete chirurgica nella quale ricostruzione anatomica digitale, simulazione preoperatoria, robotica e produzione di dispositivi su misura vengono organizzate all’interno dello stesso percorso clinico.

Il progetto è guidato da Vinmec Healthcare System, il gruppo ospedaliero appartenente all’ecosistema di Vingroup, e coinvolge diversi ospedali distribuiti nel Paese. Il centro di coordinamento è il Vinmec Times City International Hospital di Hanoi, collegato alle strutture Vinmec Smart City, Vinmec Da Nang, Vinmec Central Park e Vinmec Can Tho, oltre ad altri ospedali della rete.

La novità non consiste semplicemente nell’acquisto di nuovi robot chirurgici. Vinmec vuole creare un’infrastruttura comune attraverso la quale un caso complesso possa essere analizzato, ricostruito tridimensionalmente, simulato e infine trattato utilizzando la piattaforma più adatta.

La stampa 3D occupa una posizione particolare in questo schema: non sostituisce il robot e non automatizza l’intervento, ma fornisce al chirurgo modelli anatomici, guide personalizzate, strumenti di pianificazione e, nei casi più complessi, impianti realizzati sulle caratteristiche del singolo paziente.

Dalla singola operazione a un processo ripetibile

Molte applicazioni mediche della produzione additiva nascono come casi eccezionali. Un’équipe incontra un paziente per il quale non esiste un impianto standard, ricostruisce l’anatomia partendo da una TAC o da una risonanza magnetica e sviluppa una soluzione personalizzata.

Il limite di questo approccio è che il risultato dipende spesso dalla presenza, nello stesso ospedale, di un piccolo gruppo di chirurghi e ingegneri con competenze difficili da replicare altrove.

Vinmec sta cercando di trasformare questa concentrazione di conoscenze in un sistema accessibile a più strutture. Il modello indicato dal gruppo viene descritto attraverso tre elementi: personalizzazione, automazione e standardizzazione.

La personalizzazione riguarda la ricostruzione 3D dell’anatomia, la simulazione dell’intervento e la preparazione di dispositivi adattati al paziente. L’automazione è affidata ai sistemi robotici e di navigazione. La standardizzazione comprende protocolli clinici, formazione, valutazione delle competenze e procedure comuni tra i diversi ospedali.

Questo passaggio è importante perché un modello anatomico stampato o un impianto personalizzato hanno un valore limitato se non sono accompagnati da regole precise per la segmentazione delle immagini, la verifica del progetto, la scelta dei materiali, la produzione, la sterilizzazione e l’utilizzo in sala operatoria.

Come entra la stampa 3D nel percorso chirurgico

Il processo parte normalmente dalle immagini diagnostiche del paziente. I dati ottenuti tramite TAC o risonanza vengono segmentati, separando ossa, vasi sanguigni, tumori e altre strutture anatomiche. Da questi dati viene creato un modello digitale tridimensionale.

Il modello può essere utilizzato in diversi modi:

  • per osservare l’anatomia da angolazioni difficili da ottenere attraverso le sole immagini bidimensionali;
  • per simulare la rimozione di un tumore o la correzione di una deformità;
  • per stabilire in anticipo punti e angoli di taglio;
  • per progettare guide chirurgiche che aiutino a trasferire in sala operatoria il piano digitale;
  • per realizzare modelli fisici destinati alla formazione o alla preparazione dell’équipe;
  • per progettare impianti e protesi destinati a un singolo paziente.

Il 3D Technology in Medicine Center di VinUniversity, chiamato anche 3D Lab, è stato costituito nel dicembre 2021 proprio per sviluppare questo tipo di percorso. Il centro dichiara di produrre modelli anatomici, strumenti specifici per il paziente, sistemi per la simulazione preoperatoria e dispositivi impiantabili. Dispone di laboratori per la stampa di polimeri e metalli e sta preparando anche attività legate alla biostampa.

Il laboratorio ha ottenuto le certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 13485:2016. Secondo VinUniversity, i modelli 3D e alcuni strumenti personalizzati sono stati autorizzati dal Ministero della Salute vietnamita per la produzione e la commercializzazione. Questo aspetto distingue un laboratorio destinato alla ricerca da una struttura che vuole inserire stabilmente i propri dispositivi nella pratica clinica.

Non significa, però, che ogni impianto venga automaticamente prodotto all’interno dell’ospedale. Il luogo di fabbricazione dipende dal materiale, dalla certificazione richiesta, dalle dimensioni del componente e dalle capacità disponibili.

In un intervento per la sostituzione personalizzata di una parte del bacino, per esempio, il progetto venne sviluppato da Vinmec e VinUniversity, mentre la produzione finale del componente fu affidata a una struttura in Germania in grado di operare secondo i requisiti europei applicabili agli impianti medicali.

La rete permette quindi di controllare localmente una parte crescente del processo senza necessariamente sostenere che ogni fase sia già stata completamente internalizzata.

Robot diversi per chirurgie diverse

La rete Vinmec non utilizza una sola piattaforma. Ha scelto sistemi differenti per chirurgia generale, ortopedia, neurochirurgia e chirurgia vertebrale.

Per la chirurgia generale sono stati installati:

  • Da Vinci Xi di Intuitive Surgical presso Vinmec Times City;
  • Hugo RAS di Medtronic presso Vinmec Da Nang e Vinmec Central Park;
  • Toumai MT-1000 di MicroPort MedBot presso Vinmec Smart City e Vinmec Can Tho.

Il Da Vinci Xi è una piattaforma robotica multiporta progettata per operazioni mini-invasive. Il chirurgo controlla gli strumenti da una console e rimane responsabile di ogni movimento. Il sistema filtra i tremori e traduce i movimenti delle mani del medico negli spostamenti degli strumenti all’interno del corpo.

Hugo RAS utilizza una configurazione modulare con carrelli separati per i bracci robotici. Questa struttura può consentire all’ospedale di configurare la sala in funzione del tipo di intervento e dello spazio disponibile.

Toumai MT-1000 è invece una piattaforma sviluppata da MicroPort MedBot. Tra le sue caratteristiche viene indicata la possibilità di supportare interventi a distanza. Vinmec considera la sua installazione una base per futuri programmi di telechirurgia collegati attraverso reti 5G. Questo non significa che tutti gli interventi della rete vengano già eseguiti da remoto: si tratta di una capacità tecnologica che dovrà essere inserita in protocolli clinici, normativi e di comunicazione adeguati.

Ortopedia robotica e pianificazione personalizzata

Per gli interventi ortopedici la rete comprende ROSA di Zimmer Biomet, MISSO di Meril Life e CORI di Smith+Nephew.

ROSA è installato presso Vinmec Smart City. MISSO è presente a Times City e Can Tho, mentre CORI è distribuito in diverse strutture, tra cui Ocean Park 2, Hai Phong, Da Nang, Central Park, Phu Quoc e Nha Trang.

Questi sistemi non producono l’impianto, ma aiutano il chirurgo a pianificare e realizzare il posizionamento di protesi articolari. Possono raccogliere informazioni sull’anatomia e sull’equilibrio dei tessuti, guidare le resezioni ossee e confrontare durante l’intervento la posizione reale con quella programmata.

ROSA Knee, sviluppato da Zimmer Biomet, assiste il chirurgo nella preparazione dell’osso e nella valutazione dei tessuti molli durante la protesizzazione del ginocchio.

MISSO è il sistema robotico ortopedico di Meril Life, azienda indiana che lo ha sviluppato per assistere negli interventi di sostituzione articolare. Utilizza immagini TAC per costruire un modello 3D del ginocchio e preparare il piano operatorio.

CORI, prodotto da Smith+Nephew, utilizza invece anche una mappatura intraoperatoria che può generare un modello dell’articolazione senza richiedere necessariamente una TAC preoperatoria. Il sistema è associato a uno strumento robotico portatile utilizzato dal chirurgo per la preparazione dell’osso.

La presenza di piattaforme diverse permette a Vinmec di confrontare approcci tecnologici differenti. Allo stesso tempo aumenta la complessità organizzativa: ogni sistema richiede formazione, manutenzione, strumenti dedicati, gestione dei dati e protocolli specifici.

Navigazione 3D per colonna vertebrale e neurochirurgia

Per la neurochirurgia e gli interventi alla colonna, Vinmec ha integrato StealthStation S8, Mazor X Stealth Edition e il sistema di imaging O-arm, tutti appartenenti all’offerta Medtronic.

StealthStation utilizza immagini e sistemi di tracciamento per mostrare la posizione degli strumenti rispetto all’anatomia del paziente. Mazor X aggiunge la guida robotica e la pianificazione delle traiettorie per il posizionamento di viti e altri dispositivi vertebrali. O-arm produce immagini tridimensionali durante l’operazione, permettendo di controllare il lavoro svolto prima della conclusione dell’intervento.

In questo ambito la ricostruzione 3D non coincide necessariamente con la stampa di un oggetto fisico. Il modello digitale può essere utilizzato direttamente dal software di navigazione oppure trasformato in una guida stampata quando il caso lo richiede.

È proprio questa continuità tra immagine, modello digitale, dispositivo fisico e navigazione chirurgica a rappresentare l’elemento più interessante della rete.

Il caso del femore completo personalizzato

Uno dei casi che ha contribuito a costruire l’esperienza di Vinmec riguarda un bambino di otto anni affetto da osteosarcoma, un tumore osseo che aveva compromesso gran parte del femore.

Le protesi disponibili non erano adatte all’anatomia del paziente e la sua giovane età rendeva ancora più difficile scegliere una soluzione. Il gruppo di Vinmec ha ricostruito il femore a partire dalle immagini diagnostiche e ha sviluppato una protesi completa personalizzata in titanio.

Il dispositivo era modulare e progettato per poter essere adattato durante la crescita del bambino. L’intervento è stato eseguito in due fasi: prima la rimozione del tumore e la preparazione dell’arto, poi la sostituzione completa del femore.

Vinmec e gli articoli che hanno ricostruito il caso lo presentano come il primo femore completo personalizzato prodotto tramite stampa 3D per un paziente così giovane. La rarità dell’intervento rende comunque importante distinguere il risultato clinico immediato dalle valutazioni di lungo periodo, che dovranno riguardare crescita, usura dell’impianto, stabilità, eventuali revisioni e qualità funzionale dell’arto.

Il valore del caso non sta soltanto nella geometria della protesi. Ha richiesto la collaborazione tra oncologi, ortopedici, radiologi, ingegneri biomedicali, anestesisti e fisioterapisti. Senza questa struttura multidisciplinare, la stampa 3D rimarrebbe una fase produttiva separata dal percorso di cura.

La ricostruzione toracica con titanio stampato

Un altro intervento ha riguardato una donna di 55 anni con un tumore mediastinico di circa 11,5 centimetri che aveva coinvolto parte dello sterno, tre costole, il polmone sinistro e le strutture circostanti.

La rimozione del tumore avrebbe lasciato un’apertura estesa nella parete toracica. Non bastava quindi eliminare il tessuto malato: era necessario ricostruire una struttura capace di proteggere cuore e polmoni e, nello stesso tempo, assecondare i movimenti respiratori.

Il gruppo composto da specialisti Vinmec e ingegneri del 3D Technology in Medicine Center di VinUniversity lavorò per circa tre settimane alla progettazione. Vennero simulate diverse configurazioni e fu realizzato un impianto in titanio che integrava anche una rete destinata a contenere i tessuti polmonari. Vinmec ha descritto il caso come la prima ricostruzione di questo tipo eseguita nel Sud-est asiatico.

Il progetto ricevette anche il supporto di specialisti di SLM Solutions, società tedesca produttrice di sistemi per la fusione laser dei metalli, oggi parte di Nikon SLM Solutions.

Questo intervento mostra perché la produzione additiva sia utile in alcune ricostruzioni. La forma da sostituire non è un componente standard e deve adattarsi alla porzione di osso rimasta dopo la rimozione del tumore. La stampa 3D permette di produrre una struttura con geometrie difficili da ottenere attraverso lavorazioni tradizionali.

VinUni, Vinmec e la collaborazione con Stratasys

Nel settembre 2025, VinUniversity e Vinmec hanno firmato un accordo con Stratasys per ampliare l’utilizzo della stampa 3D nella formazione, nella ricerca e nelle applicazioni mediche.

L’intesa prevede programmi di formazione per medici e ingegneri, anche presso strutture in Germania e India, e lo sviluppo congiunto di modelli anatomici, simulatori e dispositivi personalizzati.

Stratasys è conosciuta soprattutto per sistemi di stampa 3D a polimeri. Nel settore medico queste tecnologie possono essere impiegate per realizzare modelli anatomici con differenti consistenze, colori e proprietà meccaniche, utili per simulare tessuti, organi e strutture vascolari.

Il contributo di Stratasys non va quindi confuso con la produzione degli impianti metallici. L’ecosistema comprende più processi: polimeri per modelli e simulatori, metalli per alcune protesi, software per la segmentazione e robot per l’esecuzione dell’intervento.

Vingroup crea VinSurgical

La costruzione della rete chirurgica è accompagnata da un altro progetto industriale. Nel maggio 2026 Vingroup ha approvato la costituzione di VinSurgical, società dedicata allo sviluppo di robot chirurgici, dispositivi medici intelligenti e soluzioni tecnologiche per la sanità.

VinSurgical dispone di un capitale iniziale di 300 miliardi di dong vietnamiti, con una partecipazione del 51% detenuta da Vingroup. La società dovrebbe occuparsi di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico.

Per ora Vinmec utilizza soprattutto piattaforme acquistate da produttori internazionali: Intuitive Surgical, Medtronic, MicroPort MedBot, Zimmer Biomet, Meril Life e Smith+Nephew. La costituzione di VinSurgical indica però l’intenzione di costruire competenze locali anche nella progettazione dell’hardware e del software chirurgico.

Non è ancora possibile stabilire se VinSurgical svilupperà un sistema completo concorrente delle piattaforme già installate oppure componenti, software e dispositivi complementari. La presenza della rete ospedaliera offre comunque un contesto nel quale ricerca, sperimentazione, formazione e utilizzo clinico possono essere collegati.

Un fondo per rendere accessibili gli interventi robotici

In occasione dell’apertura della rete, Vinmec ha annunciato anche un fondo di sostegno per i pazienti, finanziato da Vingroup con quasi 300 miliardi di dong.

L’obiettivo dichiarato è ridurre le barriere economiche che possono limitare l’accesso alla chirurgia robotica, soprattutto per i pazienti in condizioni finanziarie difficili.

La coincidenza tra il valore del fondo e il capitale iniziale di VinSurgical può generare confusione: si tratta di due iniziative distinte. Una finanzia l’accesso alle cure, l’altra riguarda la costituzione di una nuova società tecnologica.

La stampa 3D non rende autonomo il robot

Nella comunicazione sulla chirurgia avanzata si tende talvolta a sovrapporre intelligenza artificiale, robotica e stampa 3D. Sono invece strumenti con funzioni differenti.

La stampa 3D realizza modelli, guide e impianti. I software elaborano le immagini e aiutano a preparare il piano operatorio. Il robot trasferisce in sala operatoria movimenti e traiettorie sotto il controllo del chirurgo. I sistemi di navigazione verificano la posizione degli strumenti.

Nessuno di questi elementi, da solo, decide autonomamente come trattare il paziente. La responsabilità clinica rimane al personale medico, che deve valutare se utilizzare un robot, un impianto su misura o una procedura convenzionale.

Anche il termine intelligenza artificiale va interpretato con cautela. Può indicare algoritmi utilizzati per segmentare le immagini, riconoscere strutture anatomiche, proporre una pianificazione o analizzare dati. Non significa necessariamente che il sistema sia autorizzato a svolgere autonomamente una parte critica dell’intervento.

I problemi da risolvere per estendere il modello

Trasferire una procedura da un centro specializzato a una rete nazionale richiede più dell’installazione delle macchine.

Il primo problema riguarda la qualità dei dati. Una ricostruzione 3D dipende dalla risoluzione delle immagini diagnostiche, dalla segmentazione e dalla corretta identificazione delle strutture anatomiche.

Il secondo riguarda la verifica del progetto. Una guida chirurgica o un impianto devono essere controllati da medici e ingegneri, sottoposti a prove meccaniche quando necessario e collegati a una documentazione che consenta di ricostruire ogni fase.

Il terzo è la produzione. Parametri di stampa, polvere metallica, orientamento, trattamenti termici, rimozione dei supporti, finitura e sterilizzazione possono influire sulle caratteristiche finali del componente.

Il quarto riguarda la formazione. La presenza di più piattaforme robotiche significa che il personale deve conoscere sistemi differenti e mantenere nel tempo le competenze necessarie.

Il quinto problema è costituito dai dati clinici. I singoli casi possono dimostrare la fattibilità di un intervento, ma per valutare il reale beneficio servono confronti, controlli nel tempo e informazioni su complicazioni, revisioni e risultati funzionali. Anche le revisioni scientifiche sull’impiego della stampa 3D in ortopedia sottolineano il potenziale della tecnologia, ma indicano che la sua diffusione sistematica richiede protocolli e prove cliniche più solide.

Perché il progetto Vinmec è interessante per la produzione additiva

Il punto centrale non è il numero di stampanti installate. Vinmec mostra come la produzione additiva medica possa diventare un servizio collegato a una rete ospedaliera.

La struttura può ricevere immagini da più centri, concentrare le attività di progettazione in un laboratorio specializzato, condividere il piano con i chirurghi, produrre localmente alcuni dispositivi e affidare all’esterno gli impianti che richiedono capacità o certificazioni non ancora disponibili.

La produzione distribuita, in questo caso, non significa collocare una stampante in ogni ospedale. Significa costruire un flusso digitale comune nel quale le competenze possono essere condivise e il componente fisico viene prodotto nel punto più adatto.

È un modello che potrebbe interessare anche altri sistemi sanitari. Per molte strutture sarebbe difficile giustificare un laboratorio completo per la stampa metallica medicale, ma potrebbe essere sostenibile partecipare a una rete servita da uno o più centri certificati.

Il vero risultato sarà la continuità tra tecnologia e assistenza

Vinmec ha già dimostrato di poter sviluppare applicazioni complesse: impianti toracici, ricostruzioni del bacino, sostituzioni del femore e strumenti chirurgici personalizzati.

La nuova rete deve ora dimostrare che queste competenze possono essere utilizzate con continuità, mantenendo qualità e sicurezza anche quando aumentano il numero dei pazienti, degli ospedali e delle piattaforme impiegate.

Il valore della stampa 3D non dipenderà quindi dal numero di casi presentati come primati. Dipenderà dalla capacità di rendere ripetibile l’intero percorso: acquisizione delle immagini, ricostruzione anatomica, pianificazione, validazione, produzione, intervento e controllo postoperatorio.

In questo senso, la rete Vinmec rappresenta un passaggio dalla stampa 3D utilizzata per risolvere singoli casi eccezionali a una forma di infrastruttura clinica organizzata.

La tecnologia più visibile rimane il robot chirurgico. Quella che tiene insieme il processo, però, è la possibilità di trasformare l’anatomia di ogni paziente in un modello digitale, in una simulazione e, quando serve, in un dispositivo fisico costruito su misura.

Di Fantasy

Lascia un commento