Non tutti i modelli 3D nascono per essere stampati

Quando si parla di piattaforme per scaricare modelli 3D, il primo riferimento per molti utenti sono servizi come MakerWorld, Printables, Thingiverse o MyMiniFactory. La loro crescita è legata soprattutto alla diffusione delle stampanti 3D desktop e alla possibilità di scaricare un oggetto, elaborarlo con uno slicer e mandarlo rapidamente in produzione.

3DModels.org segue una logica differente.

La piattaforma non è nata intorno alla sola stampa 3D. Il suo catalogo comprende asset destinati a rendering, visualizzazione, videogiochi, realtà aumentata, progettazione, grafica e produzione di contenuti digitali. La stampa costituisce quindi una delle possibili destinazioni del modello, non necessariamente quella principale.

Questa impostazione cambia anche il modo in cui viene considerato il file 3D.

L’obiettivo non è sempre fornire soltanto una geometria finale pronta per essere trasformata in G-code. Una parte importante dell’offerta riguarda file che possono essere aperti in differenti programmi di modellazione, modificati, adattati e utilizzati all’interno di progetti più complessi.

È proprio questo elemento a distinguere 3DModels.org dalle librerie concentrate esclusivamente sulla distribuzione di STL.

Un catalogo che supera i 141.000 modelli

Al momento della verifica, il motore di ricerca interno di 3DModels.org indicava oltre 141.000 modelli presenti sulla piattaforma.

Il numero è superiore a quello riportato nell’articolo originale di 3Druck, che faceva riferimento a circa 138.000 elementi. La differenza è compatibile con un catalogo in continuo aggiornamento e mostra anche perché, quando si parla di piattaforme digitali, i numeri debbano essere associati al momento in cui vengono rilevati.

3DModels.org organizza la propria libreria in numerose categorie che comprendono automobili, camion, autobus, motociclette, elettronica, aeroplani, edifici, mobili, personaggi, animali, veicoli spaziali, navi, alimenti e altri tipi di oggetti.

La società dedica particolare attenzione ai veicoli. 3DModels.org dichiara di coprire più di 700 marchi e presenta il proprio catalogo automobilistico come uno dei principali elementi distintivi della piattaforma.

Esistono però anche categorie meno frequenti nelle librerie dedicate esclusivamente alla stampa 3D, tra cui stadi, anatomia, architettura, mezzi di trasporto specifici e oggetti destinati alla visualizzazione professionale.

La stampa 3D rappresenta solo una parte della piattaforma

All’interno di questo catalogo esiste una sezione dedicata espressamente ai modelli per la stampa 3D.

Al momento della verifica comprendeva 1.495 modelli.

La differenza rispetto agli oltre 141.000 elementi complessivi è significativa: soltanto una parte relativamente piccola della libreria viene quindi presentata direttamente come contenuto destinato alla produzione additiva.

Nella sezione compaiono modelli molto diversi tra loro.

Si passa da piccoli oggetti e strumenti venduti a pochi euro fino a riproduzioni dettagliate di automobili proposte a prezzi nell’ordine delle centinaia di euro. Diversi modelli di veicoli destinati anche alla stampa vengono indicati a circa 295 euro.

Questo posizionamento rende chiaro che 3DModels.org non cerca principalmente lo stesso pubblico delle piattaforme nelle quali migliaia di maker pubblicano gratuitamente piccole parti, accessori e oggetti domestici.

Una parte consistente dell’offerta si rivolge invece a professionisti della grafica 3D, studi di visualizzazione, aziende e utenti che cercano asset specifici e con un livello di dettaglio elevato.

Il punto centrale è la possibilità di modificare il modello

Il valore di un file sorgente diventa evidente quando il modello scaricato non deve essere semplicemente riprodotto.

Un utente potrebbe, per esempio, voler modificare le proporzioni di un componente, eliminare una parte della geometria, adattare un oggetto a una scena digitale, aggiungere dettagli oppure preparare una variante personalizzata.

Con un file nato all’interno di un ambiente di modellazione queste operazioni possono risultare molto più naturali rispetto alla modifica di una mesh triangolare esportata esclusivamente per la stampa.

La questione non riguarda quindi soltanto quale formato possa essere aperto da un determinato software.

Riguarda soprattutto quanta informazione geometrica rimane disponibile quando il modello viene trasferito da un sistema all’altro.

Perché un STL è diverso da un modello CAD

Il formato STL ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione della stampa 3D.

La sua struttura è relativamente semplice: la superficie dell’oggetto viene descritta mediante una rete di triangoli.

Quando un modello CAD viene esportato in STL, superfici, cilindri e geometrie curve vengono approssimati attraverso un determinato numero di facce triangolari.

Aumentando la risoluzione dell’esportazione aumenta il numero dei triangoli e la superficie ottenuta può avvicinarsi maggiormente alla geometria originale.

Il problema nasce quando l’utente vuole tornare indietro.

Un foro che nel modello CAD originale era definito come una caratteristica geometrica con un diametro preciso, una volta trasformato in mesh diventa una successione di facce. Una superficie cilindrica viene rappresentata attraverso molti piccoli elementi piani.

Il modello continua a essere perfettamente utilizzabile per molte applicazioni di stampa, ma perde una parte importante della struttura geometrica originaria.

Per questa ragione modificare un STL non equivale a modificare il progetto da cui l’STL è stato generato.

STEP non significa automaticamente modello parametrico

Su questo punto è utile introdurre anche una distinzione che viene spesso trascurata.

Un file STEP può conservare solidi, superfici e geometrie matematiche con una struttura molto più adatta allo scambio tra sistemi CAD rispetto a un STL.

STEP fa parte della famiglia di standard ISO 10303 dedicata alla rappresentazione e allo scambio digitale delle informazioni di prodotto.

Questo non significa però che un file STEP contenga necessariamente tutta la storia parametrica del modello originale.

Aprendo un componente STEP in un programma CAD è normalmente possibile lavorare sul solido, modificare facce, creare nuovi fori, effettuare tagli e aggiungere geometrie. Non è però garantito che siano disponibili la sequenza originale delle feature, gli schizzi, i vincoli e tutte le relazioni utilizzate dal progettista.

Un file nativo di SOLIDWORKS, CATIA, Autodesk Inventor, PTC Creo o di un altro ambiente CAD può quindi offrire un livello di modificabilità differente rispetto a un file STEP.

La parola “modificabile” deve essere interpretata tenendo conto di questa differenza.

3DModels.org supporta numerosi software e formati

Uno dei punti sui quali 3DModels.org insiste maggiormente è la disponibilità di numerosi formati.

La società dichiara supporto per più di 23 applicazioni software.

Tra i formati presenti nel catalogo figurano, a seconda del modello, 3DS, C4D, FBX, OBJ, Blender, DXF, DWG, SketchUp, Rhinoceros, STL e diversi altri formati impiegati negli ambienti di modellazione e visualizzazione.

Questo è un elemento importante anche per comprendere la vera natura della piattaforma.

Molti dei modelli presenti su 3DModels.org sono infatti asset poligonali professionali e non necessariamente modelli parametrici di progettazione meccanica.

La possibilità di scaricare o richiedere formati differenti rende comunque il contenuto più flessibile rispetto a un oggetto distribuito esclusivamente come STL.

Da un modello poligonale a STEP, IGES e altri formati CAD

3DModels.org offre anche un servizio specifico di conversione verso formati utilizzabili negli ambienti CAD e NURBS.

Per i modelli di veicoli, la società indica la possibilità di effettuare conversioni in IGES e, su richiesta, in STEP, CATPART e SAT.

Il servizio ha un costo distinto, che 3DModels.org indica in una fascia compresa indicativamente tra 50 e 350 dollari in funzione del modello e del tipo di conversione richiesta.

Il tempo dichiarato per alcune conversioni è nell’ordine di uno o due giorni lavorativi.

C’è però un dettaglio tecnico da considerare.

La stessa 3DModels.org precisa che il modello convertito può essere composto da un numero elevato di superfici e che il file risultante può diventare complesso e di grandi dimensioni.

Una conversione in STEP o IGES non trasforma quindi automaticamente un asset poligonale in un progetto parametrico equivalente a quello che un progettista avrebbe costruito dall’inizio all’interno di un sistema CAD.

È un aspetto importante per aziende e progettisti che intendano acquistare un modello con l’obiettivo di modificarlo in profondità.

Il vantaggio dei file modificabili emerge nella personalizzazione

La possibilità di lavorare sul modello diventa particolarmente utile quando un asset viene acquistato come punto di partenza anziché come prodotto finito.

Un’azienda che necessita della rappresentazione digitale di un’automobile, per esempio, potrebbe utilizzare il modello per una visualizzazione pubblicitaria, un configuratore, un’applicazione di realtà aumentata o un progetto di design.

Un progettista potrebbe invece avere bisogno di cambiare alcune caratteristiche geometriche prima di utilizzare la parte in un prototipo.

Un maker può voler adattare una riproduzione alle dimensioni della propria stampante oppure dividere un modello complesso in più sezioni.

In ognuno di questi casi, avere accesso a una geometria modificabile può ridurre il lavoro necessario per ricostruire il modello partendo da zero.

Non tutti gli utenti hanno bisogno dello stesso file

Questa differenza spiega anche perché non esista un singolo formato ideale per qualsiasi modello 3D.

Un utente che vuole stampare una statuetta potrebbe non avere alcun vantaggio concreto nel ricevere un complesso file CAD. Un STL o un 3MF preparato correttamente può essere tutto ciò che serve.

Un progettista meccanico che vuole spostare un foro di cinque millimetri, cambiare lo spessore di una parete o integrare un componente all’interno di un assieme si trova invece in una situazione completamente diversa.

In quel caso un file basato su geometrie solide o un formato CAD compatibile può risparmiare ore di ricostruzione.

L’interesse verso file modificabili nasce quindi soprattutto dal riutilizzo del progetto.

Il prezzo riflette un mercato diverso dalle grandi community

3DModels.org presenta una struttura commerciale differente rispetto alle piattaforme community-driven più note nel settore della stampa 3D.

Una parte consistente dei modelli professionali viene venduta singolarmente.

Il prezzo può essere elevato rispetto al modello STL tipicamente acquistato da un maker, soprattutto nelle categorie dove la realizzazione richiede ricerca, modellazione dettagliata, texturing e preparazione per numerosi software.

I veicoli rappresentano un buon esempio.

Nel catalogo destinato alla stampa compaiono automobili vendute a circa 295 euro, mentre semplici accessori e piccoli oggetti possono partire da pochi euro.

La piattaforma dispone anche di una sezione dedicata ai modelli gratuiti, per cui non è corretto definirla come un catalogo nel quale non esiste alcun contenuto free. Il nucleo professionale dell’offerta rimane comunque prevalentemente commerciale.

Una struttura aperta anche agli autori esterni

3DModels.org non distribuisce più soltanto contenuti prodotti dal proprio team.

La piattaforma permette anche ad altri autori di candidarsi per vendere modelli.

Gli artisti possono stabilire il prezzo e non sono obbligati a concedere l’esclusiva alla piattaforma: lo stesso contenuto può quindi essere commercializzato anche attraverso altri marketplace.

3DModels.org offre inoltre supporto per il caricamento in massa dei cataloghi, un elemento pensato soprattutto per creatori o studi che dispongono di numerosi asset.

Questa struttura avvicina progressivamente il servizio al modello del marketplace, pur mantenendo una forte identità legata alla produzione professionale dei contenuti.

Il badge “Human Made” nell’epoca dei modelli generativi

Su numerose pagine prodotto compare anche il badge “Human Made”.

La presenza di questa indicazione assume un significato particolare in una fase nella quale immagini, texture e geometrie tridimensionali possono essere prodotte con l’assistenza di sistemi di intelligenza artificiale.

Per un acquirente professionale può essere importante conoscere l’origine del contenuto, soprattutto quando l’asset deve essere integrato in un progetto commerciale.

Il tema della provenienza dei modelli è destinato a diventare sempre più importante per marketplace, studi grafici e aziende, perché alla qualità geometrica si affiancano questioni relative a licenze, proprietà intellettuale e tracciabilità del processo creativo.

Acquistare il modello non significa poterlo redistribuire liberamente

La modificabilità tecnica del file non deve essere confusa con la libertà di redistribuzione.

Le condizioni di licenza di 3DModels.org consentono di utilizzare e modificare i prodotti nell’ambito dei progetti previsti dalla licenza, ma impongono limitazioni alla redistribuzione del modello come prodotto separato.

In altre parole, acquistare un asset e modificarne la geometria non autorizza automaticamente l’utente a rivendere o distribuire il file risultante come se fosse un nuovo modello indipendente.

È una distinzione importante anche nella stampa 3D.

Avere materialmente la possibilità di aprire e modificare un file non significa possedere tutti i diritti sul contenuto originale.

Prima di utilizzare un modello in un prodotto commerciale, in un configuratore o in un’applicazione distribuita a terzi è quindi necessario verificare la licenza associata.

Da file da consumare a file da utilizzare come punto di partenza

Il caso di 3DModels.org mette in evidenza una differenza più ampia nel mercato dei contenuti 3D.

Un file può essere concepito come un prodotto finale oppure come una base di lavoro.

Nel primo caso l’utente vuole principalmente riprodurre l’oggetto: scarica il file, lo prepara e lo stampa.

Nel secondo caso il modello rappresenta l’inizio del processo.

Deve poter essere adattato, integrato, convertito, ridimensionato o utilizzato all’interno di un altro progetto.

È in questo secondo scenario che la disponibilità di geometrie modificabili assume maggiore valore.

STL e CAD non sono concorrenti: rispondono a esigenze differenti

La contrapposizione tra STL e CAD rischia quindi di essere troppo semplicistica.

STL rimane un formato estremamente pratico per trasferire una geometria verso la stampa 3D. È supportato da praticamente ogni slicer ed è sufficiente per un numero enorme di applicazioni.

Il limite emerge quando l’oggetto deve tornare a essere progetto.

Un modello CAD, una geometria solida o almeno un file sorgente più ricco permettono di proseguire il lavoro con maggiore controllo.

La scelta di 3DModels.org di offrire numerose rappresentazioni degli stessi asset e servizi aggiuntivi di conversione intercetta proprio questa esigenza.

Il valore non consiste soltanto nel poter scaricare un oggetto tridimensionale, ma nella possibilità di utilizzarlo all’interno di un processo digitale più ampio.

Per professionisti della visualizzazione, designer, progettisti e aziende, questa differenza può essere più importante del numero assoluto di modelli presenti in catalogo.

E per il settore della stampa 3D rappresenta un promemoria utile: quando un modello deve essere modificato, adattato e riutilizzato più volte, conservare una geometria ricca di informazioni può avere molto più valore che archiviare soltanto il file finale destinato allo slicer.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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