Il secondo trimestre 2026 segna un passaggio importante nel percorso industriale di Velo3D, società statunitense specializzata nella produzione additiva metallica e conosciuta per la famiglia di sistemi Sapphire. I numeri pubblicati dall’azienda mostrano una crescita significativa del fatturato, un ritorno a margini lordi positivi, un consistente rafforzamento della liquidità e una riduzione dell’indebitamento.

Al tempo stesso, i risultati mostrano una Velo3D ancora impegnata nel percorso verso la redditività operativa. Le perdite restano presenti e i costi operativi sono aumentati mentre l’azienda investe nell’espansione della capacità produttiva, nello sviluppo della propria tecnologia e nella trasformazione del modello commerciale.

La strategia non ruota più soltanto intorno alla vendita di stampanti 3D industriali. Velo3D punta a costruire un’attività nella quale sistemi, software, controllo di processo e produzione diretta di componenti possano convivere all’interno della stessa piattaforma industriale.

Una trasformazione sostenuta anche dall’apertura del nuovo campus produttivo Forge 1 a Livermore, in California, e dagli accordi con aziende come Mears Machine Corporation e Aurelia Technologies.

Ricavi trimestrali a 20,7 milioni di dollari

Nel trimestre concluso il 30 giugno 2026, Velo3D ha registrato ricavi per circa 20,7 milioni di dollari, rispetto ai 13,6 milioni dello stesso periodo del 2025.

L’incremento su base annua è quindi del 52,3%.

Il contributo principale è arrivato dalla vendita di stampanti 3D e componenti, che ha generato circa 19 milioni di dollari contro 12,1 milioni registrati un anno prima, con una crescita del 57%.

Secondo Velo3D, l’aumento è legato a più fattori: prezzi medi di vendita più elevati, una composizione delle vendite più favorevole e una maggiore attività legata al business Rapid Production Solutions, indicato dall’azienda anche con l’acronimo RPS.

Questo segmento ha un’importanza particolare nella strategia della società perché permette a Velo3D di operare non soltanto come produttore e fornitore di macchine, ma anche come produttore diretto di parti.

Un cliente può quindi acquistare una piattaforma Sapphire oppure affidare a Velo3D la fabbricazione dei componenti.

È una distinzione rilevante nel mercato della produzione additiva industriale. L’acquisto di una macchina metallica richiede investimenti, personale specializzato, formazione, qualifica dei processi e capacità di gestire internamente l’intera catena produttiva. La produzione conto terzi permette invece a un’azienda di adottare l’additive manufacturing senza dover immediatamente costruire una propria infrastruttura.

Il business RPS acquista peso nella strategia di Velo3D

Per il 2026 la vendita dei sistemi dovrebbe restare la principale fonte di ricavi di Velo3D, ma la società prevede che Rapid Production Solutions rappresenti una quota crescente dell’attività.

Si tratta di un cambiamento importante rispetto al modello basato soprattutto sulla vendita di hardware.

Il modello RPS può permettere a Velo3D di generare ricavi collegati ai volumi produttivi dei clienti e di instaurare rapporti industriali continuativi. Allo stesso tempo, richiede un maggiore impiego di capitale perché l’azienda deve acquistare e installare internamente macchine, attrezzature e infrastrutture produttive.

La società prevede infatti investimenti in conto capitale compresi tra 40 e 50 milioni di dollari nel 2026, destinati soprattutto all’espansione di Rapid Production Solutions. Velo3D precisa che il livello effettivo degli investimenti dipenderà anche dalla disponibilità di finanziamenti.

Il margine lordo torna positivo

Uno degli elementi più significativi dei risultati trimestrali riguarda il margine lordo.

Nel secondo trimestre 2026 Velo3D ha registrato un gross margin del 21,5%, rispetto al valore negativo dell’11,7% dello stesso trimestre del 2025.

In termini monetari, il profitto lordo ha raggiunto circa 4,4 milioni di dollari, contro una perdita lorda di circa 1,6 milioni nel secondo trimestre dell’anno precedente.

L’evoluzione è stata attribuita da Velo3D ai maggiori prezzi medi di vendita, a una migliore combinazione dei prodotti commercializzati, alla crescita delle attività RPS e a una maggiore efficienza produttiva.

Nei dati va considerato anche un elemento contabile: Velo3D ha affinato il criterio utilizzato per distribuire determinati costi di lavoro e overhead tra costo dei ricavi e spese operative, allo scopo di allineare l’attribuzione dei costi alle attività svolte dall’azienda.

Il miglioramento del margine non deve quindi essere letto attraverso un unico fattore. È il risultato della combinazione tra evoluzione commerciale, produttività, composizione del fatturato e differente allocazione di alcune categorie di costo.

Per la seconda metà del 2026 la società punta a superare un margine lordo del 30%.

Le perdite diminuiscono, ma la redditività resta il passaggio decisivo

La crescita dei ricavi non ha ancora portato Velo3D all’utile netto.

La perdita netta GAAP del secondo trimestre è stata pari a 11,5 milioni di dollari, contro 13,3 milioni nel corrispondente periodo del 2025.

La perdita netta rettificata non-GAAP si è ridotta da circa 11,4 a 9 milioni di dollari.

Anche l’Adjusted EBITDA è rimasto negativo, attestandosi a circa 8,1 milioni di dollari, rispetto a un valore negativo di circa 8,9 milioni un anno prima.

Sul semestre il quadro presenta un miglioramento più marcato. Nei primi sei mesi del 2026 Velo3D ha generato circa 34,5 milioni di dollari di ricavi, contro 22,9 milioni dello stesso periodo del 2025.

La perdita netta semestrale è scesa da circa 38,3 milioni a 18,5 milioni di dollari.

La società continua a indicare come obiettivo un Adjusted EBITDA positivo nella seconda metà del 2026. Il raggiungimento di questo traguardo dipenderà dalla capacità di trasformare l’aumento dei ricavi e dei margini in una struttura operativa sostenibile mentre vengono sostenuti gli investimenti necessari alla crescita.

Crescono anche le spese operative

L’espansione di Velo3D comporta costi più elevati.

Le spese operative del secondo trimestre hanno raggiunto circa 15,5 milioni di dollari, rispetto ai 10 milioni dello stesso periodo del 2025.

Le spese di ricerca e sviluppo sono salite a circa 4,3 milioni di dollari, mentre quelle relative a vendita e marketing hanno raggiunto circa 2,9 milioni. Le spese generali e amministrative si sono attestate a circa 8,3 milioni.

L’aumento dei costi mostra quanto la fase attuale di Velo3D sia legata alla costruzione di una struttura industriale più ampia.

La questione centrale per i prossimi trimestri sarà quindi il rapporto tra ritmo di crescita dei ricavi, sviluppo dei margini e aumento delle spese necessarie per sostenere la nuova capacità.

La liquidità sale a 91,1 milioni di dollari

Un secondo elemento rilevante riguarda la posizione finanziaria.

Al 30 giugno 2026 Velo3D disponeva di circa 91,1 milioni di dollari tra disponibilità liquide ed equivalenti, contro 39 milioni alla fine del 2025.

L’aumento della cassa non deriva però dalla sola attività operativa.

Nei primi sei mesi dell’anno Velo3D ha ottenuto circa 99,5 milioni di dollari netti attraverso attività di finanziamento, mentre le attività operative hanno assorbito circa 39,5 milioni di dollari.

Ad aprile 2026 la società ha collocato circa 3,57 milioni di azioni attraverso un’offerta diretta registrata, raccogliendo circa 50 milioni di dollari lordi e circa 46,6 milioni al netto dei costi di emissione.

Nel secondo trimestre Velo3D ha raccolto altri 59,4 milioni di dollari lordi attraverso il proprio programma di vendita di azioni at-the-market, pari a circa 57,4 milioni dopo i costi.

Queste operazioni hanno consentito alla società di rafforzare il bilancio e finanziare i programmi di espansione, ma comportano anche un aumento del numero delle azioni in circolazione e quindi una diluizione per gli azionisti esistenti.

Per valutare l’evoluzione finanziaria dell’azienda è quindi necessario osservare insieme liquidità disponibile, consumo di cassa, investimenti e struttura del capitale.

Debito ridotto di oltre il 70%

Parallelamente alla raccolta di capitale, Velo3D ha ridotto in misura consistente il proprio indebitamento.

Grazie anche a conversioni di debito in azioni, il debito complessivo è sceso di oltre il 70%, raggiungendo circa 8,2 milioni di dollari al 30 giugno 2026.

La combinazione tra maggiore liquidità e minore indebitamento concede alla società uno spazio finanziario superiore rispetto alla fine del 2025.

Il CFO di Velo3D, Jim Suva, ha collegato il rafforzamento del bilancio alla possibilità di sostenere espansione della capacità, programmi per i clienti e sviluppo tecnologico.

La vera verifica sarà rappresentata dalla capacità dell’azienda di utilizzare questa disponibilità finanziaria per costruire attività capaci di generare margini e cassa in modo continuativo.

Ordini per 29 milioni di dollari e backlog da 31 milioni

Sul fronte commerciale, Velo3D ha registrato 29 milioni di dollari di nuovi ordini nel secondo trimestre 2026.

Alla fine di giugno il backlog risultava pari a circa 31 milioni di dollari.

Il portafoglio ordini offre una base per le consegne dei trimestri successivi, anche se il backlog non equivale automaticamente a ricavi già acquisiti: gli ordini devono trasformarsi in consegne effettive secondo le tempistiche previste dai programmi dei clienti.

La concentrazione dell’azienda nei settori aerospace, difesa, energia e spazio può inoltre determinare cicli commerciali e di qualificazione più lunghi rispetto a mercati industriali meno regolamentati.

Per componenti destinati a motori, sistemi aerospaziali o applicazioni di difesa, la ripetibilità del processo, il controllo metallurgico e la tracciabilità assumono un’importanza paragonabile alle prestazioni geometriche della macchina.

Ed è proprio su questo punto che Velo3D ha costruito buona parte della propria proposta tecnologica.

Sapphire, Flow e Assure: una piattaforma integrata

Il modello industriale di Velo3D non si basa su una singola stampante.

La piattaforma integra il software di preparazione della produzione Flow, la famiglia di sistemi Sapphire e il sistema di controllo qualità Assure, insieme al processo Intelligent Fusion sviluppato dalla società.

L’obiettivo è controllare l’intero flusso, dalla preparazione del file alla fabbricazione e al monitoraggio del processo.

La famiglia Sapphire è stata sviluppata in particolare per componenti metallici complessi e applicazioni nelle quali geometrie interne, canali, strutture sottili e forme difficilmente ottenibili con processi sottrattivi tradizionali possono offrire vantaggi progettuali.

Con Sapphire XC, Velo3D punta anche sulla produzione di componenti di dimensioni maggiori e sull’aumento della produttività per applicazioni industriali.

La possibilità di trasferire parametri e processi qualificati tra macchine compatibili è inoltre centrale per una strategia di produzione distribuita, nella quale lo stesso componente può essere prodotto su più sistemi o in località differenti mantenendo procedure di processo controllate.

Mears Machine Corporation ordina il quinto sistema Sapphire XC

Questa impostazione è visibile nella partnership con Mears Machine Corporation, azienda statunitense attiva nella produzione di componenti complessi per settori come aeronautica, difesa, energia e spazio.

Mears Machine Corporation ha ordinato il proprio quinto sistema Sapphire XC di Velo3D, mantenendo inoltre opzioni per altre due macchine.

L’espansione consentirà a Mears Machine Corporation di aumentare la propria capacità produttiva con materiali avanzati, tra cui leghe di nichel come Inconel 718 e Haynes 282, oltre a leghe di alluminio.

Il caso di Mears Machine Corporation è rilevante perché mostra un cliente che non si limita a testare una singola macchina, ma costruisce una capacità basata su più sistemi.

Per Velo3D, la diffusione di flotte multi-macchina è fondamentale: il passaggio dall’adozione di un sistema alla produzione distribuita indica che la tecnologia viene utilizzata come elemento di un’infrastruttura industriale e non soltanto come strumento di sviluppo.

La collaborazione tra Velo3D e Aurelia Technologies

Un secondo progetto riguarda Aurelia Technologies, società impegnata nello sviluppo di turbine a gas compatte ad alta efficienza e compatibili con differenti combustibili.

Velo3D e Aurelia Technologies stanno lavorando sull’impiego della produzione additiva metallica nei sistemi di turbine a gas di nuova generazione.

Uno degli obiettivi è utilizzare l’additive manufacturing per consolidare componenti che con tecnologie tradizionali richiederebbero più parti separate.

Ridurre il numero di giunzioni, elementi di fissaggio e interfacce può semplificare l’assemblaggio e diminuire alcuni potenziali punti di guasto.

Per Aurelia Technologies, la produzione additiva viene quindi considerata non soltanto uno strumento per realizzare geometrie complesse, ma anche un mezzo per semplificare il prodotto e rendere più rapido il ciclo di sviluppo.

Le turbine rappresentano inoltre un’applicazione coerente con le caratteristiche della stampa 3D metallica: temperature elevate, fluidodinamica complessa e necessità di integrare funzioni differenti all’interno di un numero ridotto di componenti.

Forge 1 porta Velo3D verso una scala produttiva diversa

La trasformazione più visibile della struttura di Velo3D riguarda però il nuovo campus di Livermore, in California, denominato Forge 1.

La società ha inaugurato ufficialmente il sito nel luglio 2026. Il campus occupa quasi 289.000 piedi quadrati, equivalenti a circa 26.800 metri quadrati.

Circa 270.000 piedi quadrati sono destinati alla produzione.

L’infrastruttura è progettata per accogliere più di 40 sistemi di produzione additiva metallica e dispone dello spazio e degli impianti necessari per superare le 100 macchine con l’espansione delle attività.

Considerando anche la sede di Fremont, Velo3D prevede una configurazione che potrebbe arrivare fino a circa 125 sistemi tra i due campus.

La sede di Fremont continuerà a concentrarsi su ricerca e sviluppo, applicazioni ingegneristiche, sviluppo dei processi, collaborazione con i clienti, prototipazione e qualificazione.

Forge 1 assume invece il ruolo di polo produttivo.

Nel sito potranno essere eseguite attività di assemblaggio delle macchine, stampa di componenti, post-processing, ispezione, controllo qualità e accettazione dei prodotti da parte dei clienti.

Questa configurazione è coerente con l’espansione di Rapid Production Solutions: Velo3D non deve soltanto costruire più sistemi Sapphire, ma installarne anche un numero crescente nelle proprie strutture per produrre direttamente componenti.

Dalla vendita delle stampanti alla capacità produttiva

Il passaggio strategico di Velo3D può essere riassunto proprio in questa evoluzione.

Nella prima fase del mercato additive, il valore di un produttore era misurato in larga misura attraverso le caratteristiche della macchina: dimensione del volume di stampa, numero di laser, velocità, materiali disponibili e capacità di realizzare determinate geometrie.

La fase industriale richiede qualcosa in più.

I clienti chiedono capacità disponibile, ripetibilità, tempi di consegna, qualifica, post-processing, controllo qualità e possibilità di produrre volumi maggiori senza dover ricominciare da zero il processo di validazione.

Con Forge 1, il business RPS e le partnership industriali, Velo3D prova a inserirsi in questa seconda fase.

L’azienda vuole vendere macchine, ma anche diventare un fornitore di capacità produttiva qualificata.

La guidance 2026 sale a 65-75 milioni di dollari

Alla luce dei risultati dei primi sei mesi e del portafoglio ordini, Velo3D ha aumentato le proprie previsioni sui ricavi dell’intero esercizio.

La nuova guidance è compresa tra 65 e 75 milioni di dollari, rispetto alla precedente indicazione di 60-70 milioni.

Restano invece confermati gli altri principali obiettivi finanziari.

Velo3D punta a ottenere un margine lordo superiore al 30% nella seconda metà dell’anno, prevede spese operative rettificate non-GAAP comprese tra 45 e 55 milioni di dollari e investimenti in conto capitale compresi tra 40 e 50 milioni.

La società mantiene inoltre l’obiettivo di raggiungere un Adjusted EBITDA positivo nella seconda metà del 2026.

Sono obiettivi che richiedono un miglioramento operativo significativo rispetto ai risultati del secondo trimestre.

Il 2026 diventa un test sulla capacità di trasformare crescita e investimenti in un modello sostenibile

I risultati del secondo trimestre mostrano una Velo3D finanziariamente più solida rispetto a diversi periodi precedenti e con una crescita evidente dei ricavi.

Il passaggio da un margine lordo negativo a uno positivo, l’aumento degli ordini e la riduzione del debito rappresentano segnali importanti.

Non eliminano però le questioni ancora aperte.

La società continua a consumare cassa nelle attività operative, mantiene perdite significative e sta affrontando un programma di investimenti elevato. Una parte importante del rafforzamento della liquidità è inoltre arrivata dall’emissione di nuove azioni.

Il punto non è quindi soltanto quanto Velo3D riuscirà a crescere, ma con quale efficienza riuscirà a farlo.

Forge 1 dovrà aumentare la capacità senza generare una struttura di costi sproporzionata. Rapid Production Solutions dovrà diventare un’attività capace di contribuire ai margini. Le partnership con Mears Machine Corporation e Aurelia Technologies dovranno trasformarsi in programmi produttivi continuativi.

Per il settore della stampa 3D metallica, il caso Velo3D è interessante proprio perché riflette una trasformazione più ampia dell’additive manufacturing industriale: il mercato sta spostando l’attenzione dalla possibilità tecnica di stampare un componente alla capacità economica e produttiva di realizzarlo in serie, con qualità controllata e tempi prevedibili.

I prossimi trimestri diranno se l’aumento dei ricavi, il nuovo campus Forge 1 e l’espansione del modello RPS permetteranno a Velo3D di completare questo passaggio dalla tecnologia alla produzione su scala industriale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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