Due giornate dedicate alla produzione additiva industriale

Il 30 settembre e il 1° ottobre 2026 Löffingen, nel Baden-Württemberg, ospiterà la prima edizione degli Additive Pulse X Days, una manifestazione dedicata alla produzione additiva industriale che punta a mettere in contatto utilizzatori, produttori di sistemi, sviluppatori di software, specialisti dei materiali e aziende impegnate nelle diverse fasi della catena produttiva.

L’evento si svolgerà presso la sede di Additive Willmann, a Löffingen, e nasce dall’iniziativa Additive Pulse, progetto promosso congiuntamente da V-Concepts GmbH, Additive Willmann e ARTis3DPrint. Dal punto di vista societario, Additive Pulse è un marchio di V-Concepts GmbH, mentre le tre aziende collaborano alla costruzione del network e all’organizzazione delle attività.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori non è quello di riprodurre il formato di una grande fiera generalista. Gli Additive Pulse X Days sono stati strutturati come evento tecnico di dimensioni più contenute, nel quale presentazioni, dimostrazioni, esposizione e conversazioni tra specialisti occupano spazi distinti ma collegati.

Il programma prevede complessivamente 24 interventi tecnici distribuiti nelle due giornate e una zona espositiva con circa venti aziende. I temi coprono stampa 3D metallica e polimerica, software, materiali, progettazione, automazione, controllo qualità, tracciabilità e post-processing.

Experience, Exchange, Experts ed Exploration: cosa significa la X

Il nome X Days è stato costruito da Additive Pulse attorno a quattro concetti: Experience, Exchange, Experts ed Exploration.

Experience indica il ruolo delle esperienze produttive e dei casi applicativi. Exchange riguarda il confronto diretto tra chi utilizza le tecnologie e chi le sviluppa. Experts identifica la presenza di tecnici provenienti da aziende specializzate. Exploration comprende invece l’analisi di processi e applicazioni che le imprese stanno valutando per ampliare o industrializzare le proprie attività additive.

L’impostazione riflette un cambiamento che sta interessando una parte importante del mercato della produzione additiva. La discussione industriale non riguarda più soltanto quale stampante acquistare o quale tecnologia garantisca la maggiore libertà geometrica. Sempre più spesso il problema riguarda l’intera catena che porta dal modello digitale al componente qualificato.

Preparazione dei dati, selezione del materiale, gestione delle polveri, parametri di processo, automazione, tracciabilità, controllo dimensionale, trattamenti termici, rimozione dei supporti, finitura superficiale e certificazione diventano elementi dello stesso sistema produttivo.

Il programma degli Additive Pulse X Days è costruito proprio attorno a questa visione più ampia.

Quattro aree invece di una successione continua di conferenze

Gli organizzatori V-Concepts GmbH, Additive Willmann e ARTis3DPrint hanno suddiviso la manifestazione in quattro aree.

La prima è dedicata alle conferenze e alle discussioni tecniche. Qui vengono presentati processi, applicazioni e problematiche direttamente da aziende che lavorano nel settore.

Una seconda area è riservata ai partner e alle applicazioni. Le imprese possono mostrare componenti, tecnologie e soluzioni e discutere direttamente con i visitatori quanto presentato durante gli interventi.

Una terza zona funziona come spazio di approfondimento. L’intenzione è consentire incontri più tecnici e conversazioni che difficilmente trovano spazio durante una presentazione pubblica.

La quarta area è destinata al networking e alla ristorazione.

Il visitatore non è quindi obbligato a seguire una sequenza prestabilita di conferenze, ma può passare dagli interventi tecnici all’area espositiva e agli incontri con le aziende in funzione dei propri interessi.

La scelta è coerente con il pubblico individuato da Additive Pulse: responsabili tecnici, progettisti, sviluppatori, aziende manifatturiere, decisori industriali e imprese che stanno valutando se introdurre internamente processi di produzione additiva.

Dalla stampa del pezzo al controllo dell’intero processo

Uno dei temi più significativi del programma riguarda la trasformazione della stampa 3D da processo utilizzato prevalentemente per prototipi e piccole quantità a sistema produttivo inserito all’interno di flussi industriali controllati.

Questo passaggio porta con sé problemi che durante la prototipazione possono avere un peso limitato, ma che diventano essenziali quando occorre produrre componenti ripetibili e documentarne la conformità.

AMSight GmbH, per esempio, partecipa agli Additive Pulse X Days con Philip Sperling e un intervento dedicato alla qualità digitale nei processi additivi regolamentati.

Il software sviluppato da AMSight GmbH è progettato per collegare informazioni relative a polvere, macchina, job di costruzione, parametri, post-processing e risultati delle ispezioni.

Per una produzione metallica in serie non è sufficiente sapere che il componente finale rispetta una determinata misura. Può essere necessario ricostruire quale lotto di polvere sia stato utilizzato, quante volte il materiale sia stato riciclato, quale macchina abbia realizzato il pezzo, quali parametri siano stati applicati e quali trattamenti successivi siano stati effettuati.

Questa esigenza diventa particolarmente importante nei settori aerospaziale, medicale, semiconduttori e in altre industrie nelle quali qualificazione, audit e tracciabilità sono parte della fornitura.

La tracciabilità del componente incontra il Digital Product Passport

Un altro tema del programma riguarda l’identificazione dei componenti lungo tutto il loro ciclo di vita.

Dr. Ulrich Jahnke di Additive Marking GmbH affronterà il rapporto tra componenti prodotti in additive manufacturing e Digital Product Passport.

Additive Marking GmbH, spin-off legato all’ambiente del Direct Manufacturing Research Center dell’Università di Paderborn, lavora su sistemi di marcatura, identificazione e tracciabilità destinati ai processi industriali.

Le tecnologie dell’azienda comprendono codici Data Matrix e QR, marcature laser, etichette e sistemi di identificazione collegabili alle infrastrutture digitali aziendali.

Con la piattaforma PASS-X, Additive Marking GmbH collega l’identità fisica del prodotto a informazioni digitali sulla sua provenienza, produzione, manutenzione, certificazione e fine vita.

Per la produzione additiva il tema ha un interesse particolare. La stessa infrastruttura che consente di produrre un ricambio a partire da un file digitale può infatti rendere necessario dimostrare quale revisione del file sia stata utilizzata, quale processo abbia prodotto il componente e quali controlli abbia superato.

La gestione del dato diventa quindi parte della produzione quanto la fusione o la sinterizzazione del materiale.

3D Spark affronta il problema dei ricambi senza modello CAD

La digitalizzazione della produzione viene affrontata da un’altra prospettiva da 3D Spark GmbH.

Tim Röver presenterà un intervento dedicato alla possibilità di ricostruire modelli tridimensionali partendo da fotografie, disegni tecnici e documentazione di componenti per i quali il CAD originale non è disponibile.

È una condizione frequente nella gestione dei ricambi.

Macchine industriali, veicoli ferroviari e impianti possono rimanere in servizio per decenni. In molti casi esistono disegni 2D, documenti cartacei o dati nei sistemi ERP, ma non il modello tridimensionale necessario per una valutazione automatizzata della producibilità.

La piattaforma sviluppata da 3D Spark GmbH utilizza CAD, disegni bidimensionali, fotografie e dati aziendali per creare o analizzare le informazioni geometriche necessarie alla valutazione di processi produttivi.

L’obiettivo non è necessariamente stabilire che ogni ricambio debba essere stampato in 3D. La piattaforma di 3D Spark GmbH confronta anche processi additivi e convenzionali sulla base di producibilità, costi, tempi e altri parametri.

È un passaggio importante per l’industrializzazione dell’additive manufacturing: identificare automaticamente i componenti che hanno senso economico per la produzione additiva può essere altrettanto importante quanto migliorare la velocità delle macchine.

Oqton porta il software di preparazione della produzione al centro della discussione

La gestione del modello digitale prosegue con Oqton, che partecipa attraverso Keno Kruse.

L’intervento riguarda 3DXpert, la piattaforma software di Oqton utilizzata per preparare e ottimizzare i job di produzione additiva.

Nel metal additive manufacturing la trasformazione di un CAD in un job di stampa richiede diverse operazioni: orientamento, generazione dei supporti, disposizione dei componenti, strategie di scansione, suddivisione in strati e valutazione termica del processo.

Oqton ha sviluppato 3DXpert attorno a un motore CAD parametrico in modo da mantenere all’interno dello stesso ambiente una parte significativa delle operazioni necessarie tra progettazione e stampa.

La preparazione del job sta diventando uno dei settori nei quali automazione e software possono incidere maggiormente sui costi complessivi. Ridurre le operazioni manuali significa infatti diminuire il tempo necessario agli specialisti per preparare ogni nuova produzione e rendere più ripetibili le strategie già validate.

Headmade Materials presenta la ColdMetalFusion

Tra i processi metallici che verranno trattati a Löffingen figura anche la ColdMetalFusion sviluppata da Headmade Materials GmbH.

Ralph Mayer presenterà materiali e applicazioni di questa tecnologia.

Il processo di Headmade Materials GmbH appartiene alla famiglia delle tecnologie additive indirette. Il materiale di partenza combina polvere metallica e un sistema legante polimerico. Durante la fase di stampa viene prodotto un cosiddetto green part, che deve essere successivamente sottoposto a debinding e sinterizzazione.

La particolarità della ColdMetalFusion consiste nell’utilizzare per la costruzione sistemi derivati dall’ecosistema del laser sintering dei polimeri e nell’abbinare questa fase a processi consolidati della metallurgia delle polveri.

La strategia di Headmade Materials GmbH è orientata soprattutto alla produzione seriale di componenti metallici, segmento nel quale il costo per pezzo e la produttività possono diventare più importanti della capacità di realizzare un singolo componente nel minor numero possibile di passaggi.

La tecnologia mostra anche perché gli Additive Pulse X Days non siano concentrati esclusivamente sul laser powder bed fusion. Il settore del metal additive manufacturing comprende ormai processi diretti e indiretti con catene produttive e modelli economici molto differenti.

MetShape punta sui piccoli componenti metallici

Un altro esempio arriva da MetShape GmbH, rappresentata da Lucas Vogel.

MetShape GmbH è specializzata nella Lithography-based Metal Manufacturing, o LMM, una tecnologia nella quale il materiale di partenza contiene polvere metallica dispersa in un legante fotosensibile.

Il materiale viene strutturato mediante un processo litografico e il componente ottenuto viene successivamente sottoposto alle fasi necessarie per eliminare il legante e sinterizzare la parte metallica.

LMM è particolarmente interessante per pezzi piccoli e microcomponenti nei quali risoluzione, qualità superficiale e geometrie fini possono rappresentare un limite per altri processi.

Il caso di MetShape GmbH sottolinea un altro elemento dell’attuale mercato AM: non esiste una tecnologia metallica universalmente migliore. Dimensione del componente, materiale, quantità, tolleranze e finitura richiesta determinano quale processo abbia maggiore senso tecnico ed economico.

Binder Jetting tra medicina e difesa

Henrik Peiss di Arc Impact Acquisition interverrà sulle possibili applicazioni del Binder Jetting nei settori medicale e della difesa.

Anche il Binder Jetting appartiene ai processi nei quali la stampa rappresenta soltanto una parte della catena di produzione.

Nel caso dei metalli, un legante viene depositato selettivamente su un letto di polvere. I componenti ottenuti devono essere estratti, depolverati, sottoposti alla rimozione del legante e infine sinterizzati.

L’interesse industriale verso questa famiglia di tecnologie è legato alla possibilità di separare la fase di costruzione dalla fase termica e di produrre molti componenti all’interno dello stesso volume.

Anche in questo caso, tuttavia, la valutazione non può limitarsi alla produttività della stampante: deformazioni durante la sinterizzazione, controllo dimensionale, densità finale e progettazione del componente devono essere integrati nella valutazione del processo.

Riparare componenti di valore con processi ibridi

Clemens Miaskowski di Additive Stream affronterà invece il tema dell’Hybrid Additive Manufacturing applicato alla riparazione di componenti di elevato valore.

La produzione additiva non serve infatti soltanto a costruire un pezzo partendo da zero.

In determinati settori può essere economicamente più interessante aggiungere materiale soltanto nelle zone usurate o danneggiate di un componente esistente e completare poi la geometria mediante lavorazione meccanica.

Queste strategie interessano utensili, parti energetiche, componenti industriali e altri prodotti nei quali il valore del pezzo originale rende conveniente tentare un recupero anziché sostituirlo interamente.

L’integrazione tra processi additivi e sottrattivi è quindi uno dei temi che collegano la produzione 3D alle macchine utensili tradizionali.

Automazione e lavorazione meccanica entrano nella catena AM

Il rapporto tra tecnologie additive e macchine utensili compare anche nell’intervento di Tom Schmid di BFSA Automation.

BFSA Automation presenterà concetti modulari di automazione e integrazione dei centri di lavoro FANUC Robodrill.

Il tema è rilevante perché un componente stampato raramente esce dalla macchina completamente pronto per l’utilizzo.

Fori di precisione, superfici di accoppiamento, filettature, sedi per cuscinetti e altre caratteristiche funzionali possono richiedere una lavorazione CNC.

Se la produzione additiva entra in serie, anche queste operazioni devono essere automatizzate e coordinate con il resto della linea.

Il confine tra “fabbrica additiva” e fabbrica convenzionale tende quindi a diventare meno netto: stampanti 3D, sistemi di depolverazione, forni, robot e centri di lavoro possono appartenere alla stessa cella o allo stesso flusso produttivo.

Il post-processing può determinare il costo reale del componente

Il programma degli Additive Pulse X Days dedica spazio anche a una fase che nei calcoli iniziali viene talvolta sottovalutata: la finitura.

Sven Schmidt di OTEC Präzisionsfinish GmbH parlerà dei processi di post-processing mediante tecnologie di mass finishing ed Electro Finishing.

Le superfici prodotte tramite additive manufacturing possono presentare rugosità, ondulazioni, residui dei supporti e caratteristiche che non rispettano direttamente i requisiti del componente finale.

OTEC Präzisionsfinish GmbH sviluppa sistemi per sbavatura, levigatura e lucidatura di componenti metallici, ceramici e polimerici, con soluzioni che possono essere inserite in processi automatizzati.

Per un componente funzionale, modificare la superficie non è necessariamente una questione estetica. Rugosità e geometria superficiale possono incidere su attrito, usura, comportamento fluidodinamico, pulibilità e durata a fatica.

Pascal Schmidt di joke Technology GmbH affronterà il tema da un altro punto di vista, analizzando i rischi connessi al post-processing dei componenti AM.

Una finitura aggressiva o poco controllata può infatti modificare bordi, quote o caratteristiche geometriche funzionali. Industrializzare il post-processing significa quindi trasformare una lavorazione manuale dipendente dall’operatore in un processo misurabile e ripetibile.

Hünefeld NDT porta il controllo non distruttivo al centro della qualificazione

La qualità finale viene affrontata anche da Steffen Fritz di Hünefeld NDT.

Il tema dell’intervento è particolarmente esplicito: produrre un componente mediante additive manufacturing non costituisce di per sé una dimostrazione della sua qualità.

Nei componenti metallici possono essere presenti porosità, inclusioni, fusioni incomplete o altri difetti che non risultano visibili dall’esterno.

Per applicazioni critiche è quindi necessario adottare sistemi di controllo e criteri di accettazione adeguati.

Il passaggio dalla prototipazione alla produzione certificata richiede che le aziende possano dimostrare non soltanto che una determinata macchina è capace di ottenere buoni risultati, ma anche che il processo continui a produrli in maniera ripetibile.

Questo collega direttamente il lavoro di aziende come Hünefeld NDT con quello di AMSight GmbH e Additive Marking GmbH: ispezione, raccolta dei dati e identità digitale del componente diventano parti complementari dello stesso sistema di qualità.

M4P affronta il ruolo delle polveri metalliche

Burghardt Klöden di M4P Material Solutions GmbH approfondirà materiali e aspetti qualitativi delle polveri.

Nella fusione laser a letto di polvere e in altri processi metallici additivi, caratteristiche come distribuzione granulometrica, morfologia delle particelle, fluidità, composizione chimica e gestione del riciclo possono avere effetti sulla stabilità del processo.

Il materiale non può quindi essere considerato soltanto una voce del magazzino.

Quando una produzione deve essere qualificata, anche il lotto di polvere e la sua storia entrano nella documentazione del componente.

È un altro esempio della progressiva integrazione della catena AM: la qualità finale nasce dall’interazione tra materiale, macchina, parametri, ambiente produttivo e fasi successive.

Fibreseek porta le fibre continue nella produzione additiva

La parte polimerica e composita è rappresentata, tra gli altri, dall’intervento di Lutz Feldmann di Fibreseek sui componenti rinforzati con fibre continue.

L’aggiunta di fibre permette di modificare profondamente il comportamento meccanico di un componente polimerico, ma introduce anche nuove esigenze progettuali.

Orientamento della fibra, percorso di deposizione e direzione dei carichi diventano elementi collegati.

Un componente rinforzato non può quindi essere progettato considerando il materiale come isotropo. Software e progettazione devono tenere conto del modo in cui il rinforzo viene disposto nel pezzo.

IBJM collega progettazione automatizzata e alleggerimento

Juri Müller di IBJM presenterà invece la generazione automatizzata di geometrie leggere per la costruzione di utensili.

L’alleggerimento è uno dei campi nei quali la produzione additiva può sfruttare con maggiore efficacia la propria libertà geometrica.

Il vantaggio non consiste tuttavia nel creare forme complicate per il solo fatto che possano essere stampate.

In applicazioni industriali, la geometria deve essere generata sulla base di vincoli meccanici, termici, produttivi ed economici. Automatizzare parte di questo processo consente di passare dalla progettazione manuale di singoli componenti alla valutazione di un numero maggiore di alternative.

V-Concepts, Additive Willmann e ARTis3DPrint portano l’esperienza degli organizzatori

Anche le tre aziende che compongono Additive Pulse partecipano direttamente al programma tecnico.

Thomas Viebrans di V-Concepts GmbH affronterà lo stato attuale e le prospettive della produzione additiva metallica.

Jörg Willmann di Additive Willmann presenterà casi applicativi provenienti dall’esperienza di un utilizzatore industriale della stampa 3D metallica.

Kevin Epple di ARTis3DPrint analizzerà invece il percorso che porta dall’idea al componente prodotto mediante tecnologie additive.

La presenza diretta delle tre società organizzatrici chiarisce l’impostazione del network Additive Pulse: riunire competenze che coprono applicazione, processo, produzione e integrazione invece di concentrarsi esclusivamente su una determinata marca di macchina.

Dalla singola stampante alla catena produttiva

L’elemento comune tra molti degli interventi programmati per Löffingen è la progressiva maturazione della produzione additiva come sistema industriale.

Aziende come EOS, AMCM, Headmade Materials GmbH e MetShape GmbH rappresentano tecnologie produttive differenti. Oqton e 3D Spark GmbH operano sul versante software e gestione dei dati. M4P Material Solutions GmbH lavora sui materiali. OTEC Präzisionsfinish GmbH e joke Technology GmbH intervengono nelle fasi successive alla stampa. AMSight GmbH, Additive Marking GmbH e Hünefeld NDT affrontano qualità, tracciabilità e verifica.

Nel programma figurano inoltre realtà come Siemens, attraverso le soluzioni Siemens NX, AMCM GmbH, Lehmann & Voss & Co. KG, Bechtle Additive Manufacturing, United Machining e altre società che coprono ulteriori fasi della catena.

È proprio questa varietà a definire la direzione degli Additive Pulse X Days.

Il settore della produzione additiva non può più essere descritto semplicemente attraverso un confronto tra stampanti. Per stabilire se un’applicazione possa diventare industrialmente sostenibile occorre considerare l’intero percorso che parte dal dato geometrico e termina con un componente verificato, identificabile e pronto per essere utilizzato.

Un evento ospitato direttamente all’interno di un’azienda AM

Anche la scelta della sede segue questa impostazione.

Gli Additive Pulse X Days non si svolgeranno in un grande centro fieristico, ma direttamente presso Additive Willmann, in Talstraße 7 a Löffingen.

La sede permette di mantenere il collegamento tra discussione tecnica e ambiente produttivo, una scelta coerente con l’intenzione di Additive Pulse, V-Concepts GmbH, Additive Willmann e ARTis3DPrint di privilegiare casi reali e confronto tra operatori.

La partecipazione dà accesso alle conferenze, alle aree espositive e di approfondimento, agli spazi di networking e all’evento serale. Additive Pulse ha inoltre scelto di limitare il numero dei partecipanti per conservare un formato nel quale sia possibile parlare direttamente con relatori e aziende.

L’industrializzazione dell’additive manufacturing passa anche dal confronto tra processi

Gli Additive Pulse X Days arrivano in una fase nella quale molte aziende manifatturiere hanno già superato la domanda iniziale “è possibile stampare questo componente?”.

Le domande industriali sono diventate più selettive: conviene produrlo in additive? Quale tecnologia è più adatta? Quanto costa il post-processing? Come viene controllata la polvere? Come si dimostra la ripetibilità? Come si identifica il pezzo? È possibile automatizzare la produzione? Cosa accade quando il CAD originale non esiste? È più conveniente stampare un nuovo componente o riparare quello esistente?

Il programma costruito da Additive Pulse, V-Concepts GmbH, Additive Willmann e ARTis3DPrint prova a mettere queste questioni sullo stesso piano.

La stampa vera e propria rimane il cuore fisico della produzione additiva, ma intorno alla macchina stanno assumendo un peso sempre maggiore software, automazione, materiali, qualità, gestione dei dati e finitura.

I due giorni di Löffingen saranno quindi soprattutto un’occasione per osservare come aziende con competenze differenti stiano cercando di trasformare tecnologie nate anche per prototipazione e produzioni speciali in processi inseribili in una normale organizzazione industriale.

Ed è proprio nella capacità di collegare progettazione, materiale, produzione, controllo e tracciabilità che si gioca una parte importante della crescita futura della manifattura additiva.

“Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)”

Di Fantasy

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