Il primo lotto dei kit di conversione INDX per Prusa CORE One e Prusa CORE One+ è andato esaurito in circa un giorno e mezzo. La notizia è stata riportata da 3Druck, che cita un annuncio pubblicato su X da Josef Průša, fondatore di Prusa Research. Secondo quanto riportato, la richiesta ha superato le aspettative dell’azienda e viene letta come un segnale dell’interesse crescente verso sistemi desktop capaci di gestire più materiali con meno spreco rispetto ai tradizionali sistemi di cambio filamento.

Il caso è interessante perché non riguarda una nuova stampante completa, ma un kit di conversione. INDX è pensato per trasformare la CORE One e la CORE One+ in macchine multimateriale con più utensili indipendenti, senza obbligare l’utente a passare a una piattaforma più grande come la Prusa XL. La pagina ufficiale Prusa descrive il kit come un sistema con fino a otto toolhead indipendenti, ciascuno con un proprio percorso materiale, pensato per combinare materiali rigidi, flessibili, supporti solubili, ugelli diversi e stampe multicolore.

Un sistema diverso dai cambi filamento tradizionali

INDX nasce dalla collaborazione tra Prusa Research, azienda ceca guidata da Josef Průša, e Bondtech, produttore svedese noto per estrusori e sistemi di alimentazione del filamento. L’idea alla base del kit è diversa rispetto a sistemi come Prusa MMU o Bambu Lab AMS: non si tratta di caricare e scaricare più filamenti dentro un solo hotend, ma di usare più utensili passivi, ciascuno associato a un filamento e a un ugello dedicato.

Nei sistemi a singolo ugello, ogni cambio materiale richiede normalmente una fase di scarico, ricarico e spurgo. Questo serve a rimuovere il materiale precedente dalla zona di fusione, ma genera scarti, aumenta i tempi e può causare contaminazioni tra colori o materiali. Con INDX, invece, ogni materiale mantiene il proprio percorso e il proprio ugello. Prusa spiega che questa architettura permette di evitare torri di spurgo e grandi quantità di materiale scartato, perché non c’è una sola camera di fusione condivisa fra tutti i filamenti.

Smart Head e utensili passivi: come funziona INDX

Il cuore del sistema è la Smart Head, cioè la parte attiva che si muove sulla stampante. Al suo interno si trovano i componenti più complessi: bobina per il riscaldamento a induzione, sistema di estrusione, sensori ed elettronica. Gli utensili parcheggiati nella parte frontale della macchina sono invece passivi: contengono il percorso del filamento, l’ugello e le parti meccaniche necessarie, ma non hanno elettronica, termistori, cavi o resistenze tradizionali.

Questa scelta permette di ridurre peso e complessità rispetto a un toolchanger nel quale ogni testina è completa di motore, riscaldatore ed elettronica. La Smart Head preleva l’utensile richiesto, lo aggancia, riscalda l’ugello e riprende la stampa. Secondo Prusa, il cambio utensile reale, misurato dall’ultima estrusione di un materiale alla prima estrusione del successivo sul modello, è di circa 12 secondi per il PLA.

Riscaldamento a induzione per ridurre attese e gocciolamenti

Una delle parti più particolari di INDX è il riscaldamento a induzione. La Smart Head contiene una bobina che genera un campo magnetico ad alta frequenza e riscalda l’ugello solo quando l’utensile viene prelevato. Quando l’utensile torna nel proprio dock, l’ugello si raffredda in tempi brevi. Questa gestione termica serve a ridurre l’oozing, cioè il gocciolamento di materiale dagli ugelli fermi, uno dei problemi tipici dei sistemi con più testine calde.

Per l’utente finale, il vantaggio è concreto: meno materiale disperso, meno segni indesiderati sul pezzo e meno necessità di strutture di pulizia. Prusa indica uno spurgo di circa 13 milligrammi per cambio utensile, una quantità molto bassa rispetto ai sistemi che devono svuotare e ripulire un hotend condiviso. 3Druck riporta che, anche in stampe multimateriale grandi, lo scarto può rimanere nell’ordine di 20-30 grammi, senza torre di pulizia.

Perché il sold out è significativo

Il fatto che il primo lotto sia stato assorbito in circa 36 ore indica che una parte degli utenti desktop non cerca solo la stampa multicolore, ma un modo più efficiente per combinare materiali diversi. La stampa multimateriale, infatti, non serve soltanto a produrre oggetti colorati. Può essere utile per creare parti rigide con inserti flessibili, componenti con supporti solubili, modelli con zone estetiche e funzionali, oppure stampe che alternano ugelli di diametro diverso.

Questo è un passaggio importante per il mercato desktop evoluto. Molti utenti hanno già accettato il compromesso dei sistemi a cambio filamento, ma restano limiti evidenti: spreco di plastica, tempi più lunghi, contaminazione tra materiali e gestione non sempre semplice dei supporti. INDX prova a spostare una parte di questi problemi dalla gestione del filamento alla gestione degli utensili, con una struttura più vicina a un toolchanger, ma meno costosa e meno pesante rispetto a una macchina con testine complete indipendenti.

Un kit pensato per CORE One e CORE One+

Prusa presenta INDX come aggiornamento per la famiglia CORE One/CORE One+. La pagina prodotto ufficiale indica la compatibilità con Prusa CORE One/+, un massimo di 8 utensili, temperatura ugello fino a 300 °C, filamento da 1,75 mm, ugelli compatibili da 0,25 a 1,0 mm e materiali come PLA, PETG, ASA, ABS, PC, PCCF, PA, TPU, PVA e BVOH. Il volume di stampa con INDX installato viene indicato in 248 × 205 × 270 mm.

Il kit viene proposto in due configurazioni: INDX 4-Tool Kit e INDX 8-Tool Kit. Entrambe includono la Smart Head, l’hardware di docking, tubi PTFE, parti di montaggio e il coperchio superiore con ventilazione automatica. La differenza principale è il numero di utensili passivi inclusi: quattro nel kit base e otto nella versione completa. Prusa specifica che chi parte dalla versione a quattro utensili può espandere il sistema in seguito.

Estrusore dinamico e materiali diversi nella stessa stampa

Un altro punto tecnico importante è il Dynamic Dual Drive, cioè il sistema di estrusione auto-regolante sviluppato da Bondtech. La pressione di contatto sul filamento non deve essere regolata manualmente ogni volta che si passa da un materiale morbido a uno rigido o caricato fibra. Prusa descrive questa funzione come un modo per passare, per esempio, da TPU a filamenti tecnici senza fermarsi per modificare la tensione dell’estrusore.

Questa funzione può essere utile soprattutto in applicazioni funzionali. Un componente può avere una struttura rigida in PETG, PC o nylon, una zona di presa in TPU e supporti solubili o rimovibili in un altro materiale. In un sistema a singolo ugello, combinare materiali con comportamenti molto diversi può essere complicato perché tutti passano dalla stessa zona calda. Con INDX, ogni materiale lavora attraverso il proprio utensile, riducendo il rischio di residui e incompatibilità nella zona di fusione.

Calibrazione e gestione degli utensili

La calibrazione è un punto delicato per qualsiasi sistema multi-utensile. Ogni ugello deve sapere con precisione dove si trova rispetto agli altri, altrimenti i colori o i materiali non si allineano sul pezzo. Prusa indica che INDX usa un sistema di calibrazione offset esterno all’area di stampa, diverso dal perno sul piano usato nella Prusa XL. La calibrazione richiede circa 15 secondi per utensile e utilizza un secondo target per compensare il rumore di fondo.

Per il primo strato, la macchina sfrutta una LoadCell nella testina di stampa. In pratica, anche con più ugelli, il sistema deve riuscire a mantenere una distanza corretta dal piano, evitando regolazioni lunghe prima di ogni lavoro. Prusa presenta questo aspetto come parte dell’integrazione del kit nel proprio ecosistema, insieme a PrusaSlicer, EasyPrint, Prusa Connect e Printables.

Prezzi, spedizioni e prossime versioni

Secondo 3Druck, il kit di conversione costa 669 euro per la versione a quattro utensili e 899 euro per la versione a otto utensili, IVA inclusa. La stessa fonte indica che la spedizione del primo lotto partirà a giugno 2026 e dovrebbe concludersi entro la fine di agosto 2026. Prusa e Bondtech stanno lavorando per aumentare la produzione e rendere disponibili altri lotti in quantità maggiori.

Sempre secondo quanto riportato, la Founders Edition verrà spedita subito, mentre le varianti per CORE One L e le stampanti già assemblate con INDX dovrebbero arrivare nei mesi successivi. Gli utenti interessati possono registrarsi per ricevere notifiche nello shop. La pagina ufficiale Prusa del kit da quattro utensili mostra il prezzo di 669 euro e il pulsante di notifica disponibilità.

Un segnale per il mercato desktop multimateriale

Il successo del primo lotto non basta da solo a stabilire il futuro commerciale di INDX. Serviranno prove sul campo, feedback degli utenti, disponibilità stabile dei kit e profili di stampa maturi. Tuttavia, l’esaurimento rapido indica che il pubblico Prusa vede valore in un aggiornamento multimateriale che non richiede una nuova stampante e che promette meno scarti rispetto ai sistemi a singolo hotend.

Per Prusa Research, INDX rafforza la strategia della CORE One come piattaforma aggiornabile. Per Bondtech, rappresenta una dimostrazione concreta della propria architettura basata su estrusione dinamica, utensili passivi e riscaldamento a induzione. Per gli utenti desktop più evoluti, il kit offre una strada intermedia tra un sistema a cambio filamento e un toolchanger più grande e costoso.

La vera verifica arriverà con le prime consegne e con le stampe reali di chi userà il sistema ogni giorno. I punti da osservare saranno affidabilità degli agganci, precisione degli offset, gestione dei materiali flessibili, comportamento degli ugelli parcheggiati, durata del sistema di pulizia e semplicità di manutenzione. Se questi aspetti saranno coerenti con quanto promesso, INDX potrebbe diventare una delle estensioni più interessanti per chi usa la Prusa CORE One non solo per oggetti multicolore, ma per pezzi funzionali con materiali diversi.

Di Fantasy

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