Elkem Silicones torna Bluestar Silicones: il cambio nome riguarda anche la stampa 3D del silicone
Elkem Silicones cambia nome e torna a chiamarsi Bluestar Silicones. La scelta non è soltanto un’operazione di immagine: arriva dopo il completamento della cessione della maggioranza della divisione silicones di Elkem ASA a Bluestar, avvenuta il 30 aprile 2026, e segna una nuova fase societaria per uno dei produttori più importanti nel settore dei siliconi industriali.
Il nome Bluestar Silicones non nasce da zero. L’azienda lo aveva già utilizzato tra il 2007 e il 2017, prima dell’integrazione sotto il marchio Elkem. Il ritorno alla vecchia denominazione serve quindi a recuperare un’identità già conosciuta nel mercato, ma con una nuova veste grafica e un messaggio di continuità verso clienti, partner e fornitori.
Per chi segue la manifattura additiva, il passaggio è interessante perché Elkem Silicones non è stata solo una realtà chimica tradizionale. Negli anni l’azienda ha sviluppato anche materiali e processi per la stampa 3D del silicone, un ambito più complesso rispetto alla stampa di termoplastiche o resine rigide. Marchi come AMSIL, BLUESIL e SILBIONE sono legati a formulazioni e applicazioni che toccano settori come industria, medicale, automotive, elettronica e prototipazione funzionale.
Il ritorno di un marchio già conosciuto
La nuova Bluestar Silicones eredita una lunga storia industriale nel campo della chimica del silicone. L’azienda dichiara oltre 80 anni di esperienza nella chimica dei siliconi e nello sviluppo applicativo. Opera con 11 siti produttivi in quattro continenti e circa 3.500 dipendenti, tra cui circa 400 ricercatori e tecnici R&S.
Il cambio nome sarà introdotto in modo graduale nei diversi mercati e nei vari punti di contatto aziendali. Questo significa che l’aggiornamento riguarderà marchio, comunicazione, identità visiva, documentazione e presenza commerciale, ma non comporterà una modifica immediata della struttura industriale o dei prodotti.
È un punto importante per i clienti. Bluestar Silicones ha indicato che siti produttivi, processi, materie prime, nomi dei prodotti e marchi commerciali resteranno invariati durante la transizione. In altre parole, il cambio riguarda la proprietà e l’identità aziendale, non una sostituzione tecnica dei materiali.
Per un mercato come quello dei siliconi, questa continuità è essenziale. Molti prodotti vengono inseriti in cicli di qualifica lunghi, soprattutto in ambiti come medicale, elettronica, mobilità, energia, aerospace o applicazioni industriali critiche. Cambiare formulazione, fornitore o processo può richiedere prove, certificazioni, validazioni e aggiornamenti documentali. Per questo l’azienda insiste sul fatto che la transizione dovrà essere il più possibile lineare per clienti e partner.
La separazione da Elkem e il nuovo perimetro industriale
L’operazione societaria ha due effetti distinti. Da una parte, Bluestar torna a controllare la maggioranza della divisione silicones e rilancia il marchio Bluestar Silicones. Dall’altra, Elkem ASA semplifica il proprio perimetro, concentrandosi su silicon, foundry alloys e carbon.
Secondo la documentazione di Elkem, la vendita della maggioranza della divisione silicones è stata regolata tramite il riscatto delle azioni Elkem detenute da Bluestar, pari al 52,9% del capitale. Non si è trattato quindi di una classica operazione con pagamento in contanti tra le parti, ma di una riorganizzazione dell’assetto proprietario. Dopo la transazione, gli investitori di minoranza hanno assunto il pieno controllo della società Elkem quotata.
Questo chiarisce perché il cambio nome non vada letto come una semplice scelta di marketing. È la conseguenza visibile di una ridefinizione più ampia: Elkem si concentra su minerali, silicio, leghe e prodotti carboniosi; Bluestar riprende una piattaforma globale nel silicone, con l’obiettivo di svilupparla come business autonomo e riconoscibile.
Perché il tema interessa la stampa 3D
Il collegamento con la manifattura additiva è concreto. Elkem Silicones ha sviluppato negli anni una proposta specifica per la stampa 3D del silicone basata su Liquid Deposition Modeling, o LDM, un processo di deposizione che permette di stampare elastomeri siliconici attraverso un principio di estrusione.
La stampa 3D del silicone presenta difficoltà diverse rispetto alla stampa FDM di filamenti plastici o alla fotopolimerizzazione di resine. Il silicone è un elastomero con proprietà molto specifiche: elasticità, stabilità termica, resistenza a ossidazione, ozono e raggi UV, comportamento dielettrico, biocompatibilità in determinati gradi e capacità di lavorare in ambienti impegnativi.
Sono proprio queste proprietà a renderlo interessante, ma anche più complesso da trasformare in materiale stampabile. Per ottenere parti funzionali in silicone non basta depositare un materiale morbido: servono formulazioni controllate, parametri di processo, post-curing e verifiche sulle proprietà finali.
La famiglia AMSIL nasce per questo. Elkem l’ha presentata come una serie di siliconi personalizzati per additive manufacturing, pensati per produrre parti elastomeriche in silicone al 100%, dal prototipo al componente funzionale. Le serie citate dall’azienda comprendono AMSIL 20 000 per applicazioni industriali e AMSIL SILBIONE 24 000 per applicazioni medicali ristrette.
Cosa permette di fare il silicone stampato in 3D
Nel mondo della stampa 3D, il silicone occupa una posizione particolare. Non è il materiale più semplice da lavorare, ma può rispondere a esigenze che altri polimeri non coprono allo stesso modo.
Con il silicone stampato in 3D è possibile realizzare guarnizioni, valvole, tubi flessibili, ammortizzatori, gripper morbidi, chiusure, componenti per dispositivi medicali, liner, elementi per protesi e modelli anatomici. L’interesse nasce dalla possibilità di combinare le proprietà del silicone con la libertà geometrica della produzione additiva.
Un componente morbido può essere progettato con spessori variabili, zone deformabili, canali interni, microstrutture, parti cave o geometrie difficili da realizzare con stampi tradizionali. Questo può essere utile per prototipi funzionali, piccole serie, componenti personalizzati o parti da produrre senza attrezzaggi dedicati.
La stampa 3D non elimina il ruolo dello stampaggio del silicone, che resta centrale nelle produzioni di grande volume. Ma apre uno spazio diverso: sviluppo rapido, personalizzazione, geometrie complesse e produzione on demand.
Il ruolo di BLUESIL e SILBIONE
Nel portafoglio storico di Elkem Silicones, e ora nel perimetro Bluestar Silicones, i nomi BLUESIL e SILBIONE hanno un peso preciso.
BLUESIL è legato a materiali siliconici per applicazioni industriali. SILBIONE è invece associato al mondo healthcare, con impieghi in dispositivi medicali, ortesi, protesi, dental, audiologia e applicazioni paramedicali. La famiglia AMSIL utilizza queste competenze per costruire formulazioni dedicate alla stampa 3D.
Questo è il punto più rilevante per Stamparein3D: il cambio di marchio non riguarda soltanto carta intestata, logo o sito web. Tocca un gruppo industriale che ha già investito nella trasformazione del silicone in materiale per additive manufacturing. Se la continuità promessa verrà mantenuta, i clienti dovrebbero continuare a trovare gli stessi nomi prodotto, le stesse famiglie commerciali e lo stesso orientamento applicativo.
Un cambio nome, non una discontinuità tecnica
Quando un fornitore di materiali cambia assetto societario, il mercato guarda soprattutto a tre elementi: continuità produttiva, stabilità delle formulazioni e capacità di supporto tecnico. Bluestar Silicones sembra voler mandare un messaggio chiaro su questi tre aspetti.
La società ha indicato che la transizione sarà progressiva e che prodotti, processi e marchi commerciali non cambieranno. Per chi usa materiali siliconici in progetti di stampa 3D, questo significa che il passaggio da Elkem Silicones a Bluestar Silicones non dovrebbe comportare, di per sé, la necessità di riprogettare applicazioni o ricominciare qualifiche tecniche.
Resta però da osservare come il nuovo assetto si tradurrà in investimenti, supporto applicativo, presenza alle fiere di settore e sviluppo di nuove formulazioni per additive manufacturing. Il silicone stampato in 3D è un settore ancora selettivo, dove la crescita non dipende solo dalla disponibilità del materiale, ma dall’intero ecosistema: macchine, teste di deposizione, software, post-processing, controllo qualità e competenze applicative.
Perché la stampa 3D del silicone resta un ambito da seguire
La manifattura additiva del silicone non è un mercato generalista. Non sostituirà in blocco processi maturi come stampaggio a iniezione, compressione o colata. Il suo spazio è più mirato: componenti elastomerici complessi, piccoli volumi, parti personalizzate, dispositivi medicali su misura, gripper morbidi per robotica, prototipi funzionali e applicazioni dove la geometria interna del pezzo conta quanto il materiale.
In questo scenario, la presenza di un produttore globale come Bluestar Silicones può contribuire a dare stabilità all’offerta. Le aziende che vogliono usare il silicone in additive manufacturing hanno bisogno di materiali con schede tecniche affidabili, supporto alla progettazione, parametri ripetibili e un interlocutore capace di seguire applicazioni in più settori.
Il ritorno del nome Bluestar Silicones va quindi letto in due modi. Sul piano societario, è la chiusura di una fase e l’avvio di un nuovo assetto dopo l’operazione con Elkem. Sul piano tecnico, è un passaggio da seguire perché riguarda uno dei fornitori che hanno portato il silicone dentro il linguaggio della stampa 3D funzionale.
Per chi progetta parti morbide, guarnizioni, modelli anatomici, componenti medicali o soluzioni industriali personalizzate, il nome sul marchio cambia. La domanda vera sarà quanto Bluestar Silicones continuerà a investire nei materiali, nei processi e nel supporto applicativo che rendono il silicone stampabile una tecnologia utilizzabile fuori dal laboratorio.
