La guerra in Ucraina ha riportato al centro dell’attenzione un tema che l’industria europea aveva lasciato in secondo piano per molti anni: la capacità produttiva. Non solo progettare sistemi complessi, ma costruire, riparare, rifornire, produrre componenti e mantenere una catena industriale pronta a lavorare su grandi volumi.

In questo contesto si inserisce la crescita di Czechoslovak Group, più noto come CSG, gruppo industriale con sede gestionale principale a Praga e attività distribuite tra Europa, Stati Uniti e Asia. L’azienda opera in difesa, munizioni, veicoli, elettronica, aerospazio e sistemi industriali collegati. Tra i nomi più importanti del gruppo compaiono Excalibur Army, Tatra Trucks, MSM Group e The Kinetic Group.

Non è una storia solo finanziaria. È soprattutto una storia di capacità industriale. CSG è cresciuta perché si trova in uno dei punti più sensibili della nuova domanda europea: veicoli terrestri, munizioni di medio e grande calibro, sistemi elettronici, manutenzione, logistica, componenti e produzione localizzata.

Da gruppo regionale a piattaforma industriale internazionale

CSG nasce dall’evoluzione di attività legate alla meccanica pesante, alla revisione di mezzi militari e alla valorizzazione di capacità industriali presenti nell’Europa centrale dopo la fine della Guerra Fredda. L’espansione si è poi spostata verso un modello molto più ampio: acquisizioni, integrazione verticale, nuovi stabilimenti e ingresso in segmenti ad alta domanda.

Oggi il gruppo si presenta come una realtà europea della difesa con impianti produttivi negli Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Italia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia e India. La società è quotata su Euronext Amsterdam con il simbolo CSG, dopo l’ammissione alle negoziazioni del 23 gennaio 2026.

Nel 2024 CSG ha indicato ricavi annuali riportati pari a 4,0 miliardi di euro, mentre i ricavi pro-forma, includendo The Kinetic Group per l’intero anno, arrivavano a 5,2 miliardi di euro. Il gruppo dichiarava oltre 14.000 dipendenti, più di 37 stabilimenti produttivi e vendite in oltre 110 Paesi.

Il ruolo della guerra in Ucraina

La crescita di CSG non può essere separata dal contesto geopolitico. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, molti Paesi europei hanno aumentato gli ordini di munizioni, veicoli, sistemi terrestri e servizi di manutenzione. L’Europa si è trovata davanti a un problema concreto: le scorte erano limitate, i cicli produttivi lunghi e molte filiere non erano dimensionate per una guerra ad alta intensità.

Nel 2024, secondo i dati diffusi dal gruppo, l’Ucraina ha rappresentato il 42,8% dei ricavi, mentre l’Europa esclusa l’Ucraina ha contribuito per il 43,5%. Sempre nel 2024, il settore difesa ha generato l’83,6% dei ricavi complessivi, con la divisione CSG Defence da sola al 77,6%.

Questo dato spiega perché CSG sia diventata una delle aziende più osservate nel settore. La domanda non riguarda solo l’invio di prodotti finiti, ma la ricostruzione di una capacità produttiva europea in grado di sostenere contratti pluriennali, programmi di rifornimento e aumento delle scorte NATO.

CSG Defence Systems: veicoli, munizioni e sistemi terrestri

La divisione CSG Defence Systems riunisce aziende ceche e slovacche impegnate nello sviluppo, produzione e revisione di veicoli terrestri, equipaggiamenti e munizioni. Il portafoglio comprende sistemi terrestri, munizioni di medio e grande calibro, elettronica per difesa e aerospazio, oltre a sistemi avanzati.

Tra le società più visibili ci sono Excalibur Army, attiva nello sviluppo e nella produzione di equipaggiamenti militari; Tatra Defence, specializzata in veicoli blindati su ruote; Tatra Trucks, storico costruttore di veicoli pesanti; MSM Land Systems e altre aziende dedicate a manutenzione, modernizzazione, componentistica e servizi.

Il valore industriale di questa struttura sta nella combinazione di più competenze. Un gruppo che controlla veicoli, componenti, munizioni, manutenzione, elettronica e capacità produttive ha più margine per rispondere alla domanda rispetto a un’azienda specializzata in un solo prodotto.

Munizioni e integrazione verticale

Uno dei punti più delicati della filiera riguarda le munizioni. La produzione non dipende solo dall’assemblaggio finale: servono materiali, componenti, chimica industriale, capacità metallurgiche, controlli e disponibilità energetica. Per questo CSG sta investendo nell’integrazione verticale.

Un esempio è l’acquisizione da parte di MSM Group dell’impianto di produzione di nitrocellulosa e dell’intero Walsrode Industrial Park in Bassa Sassonia, in Germania, dal gruppo statunitense International Flavors & Fragrances Inc.. La nitrocellulosa è un componente strategico per la produzione di munizioni di grande calibro, e il controllo di questa fase riduce la dipendenza da fornitori esterni.

CSG ha anche annunciato una collaborazione con il produttore ucraino Ukrainska Bronetechnika per localizzare una parte della produzione di munizioni di grande calibro direttamente in Ucraina. Secondo le informazioni disponibili, la collaborazione prevede una capacità iniziale di 100.000 colpi nel 2025 e oltre 300.000 all’anno nel 2026.

The Kinetic Group e il salto negli Stati Uniti

Un altro passaggio chiave è l’acquisizione di The Kinetic Group, ramo di Vista Outdoor specializzato nelle munizioni di piccolo calibro. L’operazione ha avuto un valore indicato da CSG pari a 2,15 miliardi di dollari e ha richiesto anche il via libera del Committee on Foreign Investment in the United States, il comitato statunitense che valuta investimenti esteri con possibili implicazioni per la sicurezza nazionale.

Con The Kinetic Group, CSG ha rafforzato la propria presenza negli Stati Uniti e nel segmento delle munizioni di piccolo calibro. Il gruppo aveva già acquisito Fiocchi Group nel 2022, azienda italiana con attività anche negli USA.

Questa strategia mostra un passaggio importante: CSG non vuole restare soltanto un fornitore dell’Europa centrale. Sta costruendo una piattaforma transatlantica, con produzione in Europa e Nord America, capace di servire mercati militari, governativi e civili.

La quotazione ad Amsterdam e la spinta finanziaria

La quotazione su Euronext Amsterdam ha dato a CSG maggiore visibilità presso investitori internazionali. Nel comunicato di ammissione, Euronext descrive CSG come una società olandese con direzione principale a Praga e attività concentrate in difesa, munizioni e settori collegati come l’aerospazio.

Prima dell’IPO, CSG aveva comunicato l’intenzione di emettere nuove azioni per 750 milioni di euro e di usare i proventi netti per finalità aziendali generali. Il gruppo aveva anche ricevuto impegni da investitori come Artisan Partners, fondi gestiti da BlackRock e Al-Rayyan Holding, società interamente controllata da Qatar Investment Authority, per un importo aggregato di 900 milioni di euro.

Dal punto di vista industriale, la quotazione serve anche a sostenere nuovi investimenti, acquisizioni e ampliamenti produttivi. In un settore in cui gli ordini diventano pluriennali e richiedono capacità stabile, l’accesso ai capitali diventa parte della competitività.

I numeri 2025 e le prospettive 2026

Nel bilancio 2025, CSG ha riportato ricavi pari a 6,741 miliardi di euro, contro 3,925 miliardi nel 2024 riportato e 5,182 miliardi pro-forma. L’Adjusted Operating EBITDA è stato pari a 1,782 miliardi di euro, mentre l’Adjusted Operating EBIT è stato pari a 1,626 miliardi di euro.

Per il 2026, il gruppo ha indicato una previsione di ricavi tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro, con margine Adjusted Operating EBIT intorno al 24–25%. CSG collega questa crescita alla domanda nei mercati difesa, al portafoglio ordini e all’espansione delle attività nei sistemi terrestri e nelle munizioni di medio e grande calibro.

Nel primo trimestre 2026, la società ha indicato una crescita dei ricavi del 14% a 1,54 miliardi di euro e un EBIT in aumento dell’8,7% a 372 milioni di euro, con portafoglio ordini salito da 15 a 17 miliardi di euro.

Dove entra la stampa 3D

Per Stampare in 3D, il punto più interessante non è solo la crescita di CSG come gruppo della difesa. È il modo in cui la produzione additiva entra nei flussi di sviluppo, manutenzione e componentistica.

Excalibur Army, azienda del gruppo, ha spiegato di usare tecnologie 3D per prototipazione, produzione di componenti funzionali per nuovi equipaggiamenti e realizzazione di ricambi per macchinari più datati. Il centro di sviluppo dispone di stampanti Stratasys F120 e Fortus 450mc, con materiali come ASA, ABS-M30, policarbonati e ULTEM, materiale autoestinguente usato anche in ambito aerospaziale.

La società indica anche l’uso di tecnologie a polvere per componenti di dimensioni maggiori e geometrie specifiche, oltre a una combinazione di analisi digitale e test fisici. I componenti stampati vengono valutati in ambiente reale e i risultati vengono reinseriti nel processo di sviluppo.

La manifattura additiva come strumento di risposta rapida

Nella difesa la stampa 3D non va letta soltanto come un metodo per realizzare parti complesse. In molti casi è uno strumento per accorciare i tempi tra esigenza, progetto, prova e modifica. Questo vale per prototipi, staffaggi, coperture, elementi interni, componenti di supporto, ricambi e attrezzature di produzione.

La differenza rispetto a un uso puramente dimostrativo è che Excalibur Army descrive la stampa 3D come una tecnologia già inserita nei processi di sviluppo e produzione. Non si tratta di sostituire tutta la lavorazione meccanica, ma di affiancarla dove servono rapidità, piccole serie, adattamenti e prove su geometrie difficili da ottenere con metodi convenzionali.

Questa applicazione è coerente con una tendenza più ampia: le industrie della difesa stanno cercando filiere più elastiche. In presenza di mezzi eterogenei, parti obsolete, piattaforme modernizzate e cicli di manutenzione intensi, poter produrre alcune parti vicino al punto di utilizzo o al centro di revisione diventa un vantaggio logistico.

Prototipazione, ricambi e componenti funzionali

Il caso Excalibur Army mostra tre aree tipiche di impiego della stampa 3D nella produzione militare industriale.

La prima è la prototipazione. Prima di realizzare un componente definitivo con metodi tradizionali, l’azienda può stampare modelli e verificare ingombri, ergonomia, montaggio e compatibilità con altri elementi.

La seconda è la produzione di componenti funzionali per nuovi equipaggiamenti. Qui la stampa 3D non produce solo oggetti estetici o dimostrativi, ma parti da provare, validare e modificare durante lo sviluppo.

La terza è la realizzazione di ricambi per macchine più vecchie. Questo punto è particolarmente rilevante per aziende che lavorano su modernizzazione e manutenzione di mezzi non più in produzione o con fornitori difficili da reperire. Una parte stampata può evitare di ricostruire intere catene di fornitura per lotti molto piccoli.

Materiali tecnici e limiti del processo

L’uso di materiali come ULTEM, policarbonati, ABS-M30 e ASA indica che l’obiettivo non è la semplice stampa dimostrativa. Sono materiali scelti per resistenza, stabilità, comportamento termico e applicazioni tecniche. Excalibur Army segnala una precisione indicativa di ±0,09 mm o ±0,0015 mm/mm, con tempi di stampa che possono andare da poche ore a diversi giorni in base alla geometria e allo spessore dell’ugello.

Questo non significa che la stampa 3D sia adatta a ogni componente. In un contesto militare e industriale, molti pezzi richiedono certificazioni, test distruttivi, controlli dimensionali, resistenza a vibrazioni, temperatura, urti e agenti esterni. La produzione additiva funziona quando è inserita in un processo di qualifica, non quando viene usata come scorciatoia.

Proprio per questo è interessante il riferimento di Excalibur Army alla combinazione tra analisi digitale, simulazione e prove reali. La stampa 3D accelera l’iterazione, ma il pezzo deve poi dimostrare di comportarsi correttamente.

Una filiera europea sotto pressione

L’Europa ha scoperto con l’Ucraina che la disponibilità industriale non coincide con la capacità teorica. Una fabbrica può avere competenze, ma servono materie prime, turni, energia, personale, certificazioni, trasporti e contratti di lungo periodo per aumentare davvero la produzione.

CSG sta crescendo proprio su questo terreno. Il gruppo controlla aziende che producono, riparano, integrano, esportano e gestiscono componenti critici. L’acquisizione di capacità su munizioni, nitrocellulosa, veicoli e sistemi terrestri mostra una logica di riduzione delle dipendenze esterne.

Per l’additive manufacturing questo contesto apre spazi specifici: non tanto nella produzione di massa di munizioni o sistemi complessi, quanto nella rapidità di sviluppo, nella manutenzione, nelle parti di supporto, nei ricambi e nelle attrezzature industriali.

Non solo armi: logistica, manutenzione e produzione distribuita

Quando si parla di difesa, il dibattito tende a concentrarsi sul prodotto finale. Ma una parte enorme della capacità militare dipende da manutenzione, logistica, riparazione e disponibilità dei mezzi. È qui che la stampa 3D può essere utile senza sostituire la produzione tradizionale.

Un componente di supporto, una protezione, una dima, un adattatore, un pannello o un ricambio non disponibile possono bloccare un’attività per giorni. Se il file esiste, il materiale è qualificato e il processo è controllato, la produzione additiva può ridurre i tempi di fermo.

Per gruppi come CSG, che lavorano su veicoli, sistemi terrestri, manutenzione e modernizzazione, questa capacità può diventare un elemento organizzativo. Non è necessario trasformare ogni pezzo in una parte stampata. È sufficiente usare la stampa 3D dove porta un vantaggio misurabile.

Il rischio della dipendenza dalla domanda bellica

La crescita di CSG è legata a una domanda forte, ma questo comporta anche rischi. I contratti nel settore difesa dipendono da governi, bilanci pubblici, decisioni politiche, cicli geopolitici e norme sulle esportazioni. Anche in presenza di una domanda elevata, un gruppo industriale deve gestire capacità produttiva, capitale circolante, forniture e qualità.

Nel bilancio 2025, CSG indica che un eventuale cessate il fuoco nel conflitto russo-ucraino non eliminerebbe automaticamente la domanda, ma potrebbe riallocare gli ordini tra Ucraina e Paesi NATO, con programmi di modernizzazione e ricostituzione delle scorte.

Questa osservazione è importante: la crescita dell’industria europea della difesa non dipende solo dal fronte ucraino, ma anche dalla decisione dei Paesi NATO di riportare le scorte e le capacità produttive a livelli più alti.

Perché questa storia riguarda anche la stampa 3D

Il caso CSG mostra come la manifattura additiva stia entrando in settori dove contano resistenza, affidabilità e tempi di risposta. Non sempre come tecnologia principale, ma come strumento integrato in una fabbrica più ampia.

Nella produzione militare, la stampa 3D può servire a:

  • accorciare i tempi di sviluppo;
  • produrre ricambi non più disponibili;
  • testare nuove configurazioni;
  • realizzare attrezzature interne;
  • supportare manutenzione e modernizzazione;
  • ridurre dipendenze da fornitori per lotti piccoli.

Nel caso di Excalibur Army, l’impiego di stampanti Stratasys e materiali tecnici mostra un uso concreto, legato a esigenze quotidiane di sviluppo e produzione.

Una crescita industriale da leggere con attenzione

CSG è diventata uno dei gruppi europei più visibili della difesa perché ha unito tre fattori: domanda in forte aumento, acquisizioni mirate e capacità produttiva. L’ingresso negli Stati Uniti con The Kinetic Group, la presenza in Europa centrale con Excalibur Army e Tatra Trucks, l’espansione nelle munizioni e la quotazione ad Amsterdam indicano una strategia di lungo periodo.

Per la stampa 3D, il messaggio è meno spettacolare ma più concreto: nei grandi gruppi industriali la manifattura additiva non deve essere sempre al centro della scena per essere importante. Può lavorare dietro le quinte, accelerando sviluppo, manutenzione, prove e disponibilità di parti.

Nel caso di Czechoslovak Group, il tema non è una singola stampante o un singolo componente. È il rapporto tra tecnologia, filiera e capacità produttiva. La guerra in Ucraina ha mostrato quanto conti poter produrre, adattare e riparare con rapidità. La stampa 3D è uno degli strumenti che possono rendere questa macchina industriale più flessibile, soprattutto quando viene usata insieme a progettazione digitale, test, materiali tecnici e processi di qualifica.

Di Fantasy

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