Exentis accelera nel 2026: ricavi a 25,1 milioni CHF e nuovi ordini asiatici per la produzione additiva di milioni di componenti

Il primo semestre cresce del 48% e la redditività migliora più rapidamente dei ricavi

Exentis Group AG ha chiuso il primo semestre 2026 con una forte accelerazione dell’attività legata alle proprie piattaforme di produzione additiva industriale: il fatturato consolidato è salito del 48% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo 25,1 milioni di franchi svizzeri, mentre l’EBITDA è aumentato del 58% a 5,2 milioni e la relativa marginalità è arrivata al 21%. L’EBIT ha raggiunto 3,8 milioni di franchi e l’utile netto del periodo è salito a 2,8 milioni, quasi triplicando rispetto al milione registrato nei primi sei mesi del 2025. I numeri assumono ancora più significato se confrontati con l’intero esercizio precedente: nel 2025 Exentis aveva realizzato 31 milioni di franchi di ricavi, 6,5 milioni di EBITDA e 3,2 milioni di utile netto. In appena metà 2026 la società ha quindi già generato circa l’81% del fatturato, l’80% dell’EBITDA e quasi l’88% dell’utile dell’intero anno precedente. La stessa azienda sottolinea inoltre che l’EBIT di 3,8 milioni conseguito da gennaio a giugno ha già superato quello dell’intero 2025. È tuttavia opportuno non trasformare automaticamente questi risultati in una semplice proiezione annuale raddoppiandoli: il modello di Exentis combina vendita di sistemi produttivi, licenze, consumabili, servizi e contract manufacturing, e la tempistica di consegna e contabilizzazione delle macchine può produrre differenze significative fra i singoli semestri.

La progressione della redditività è altrettanto importante della crescita dei ricavi. Nel primo semestre 2025 Exentis aveva registrato 17 milioni di franchi di fatturato e 3,3 milioni di EBITDA, con un margine del 19%; dodici mesi dopo il fatturato sale a 25,1 milioni, l’EBITDA a 5,2 milioni e il margine al 21%. Secondo l’azienda, il miglioramento deriva non soltanto dall’aumento dei volumi ma anche da standardizzazione, digitalizzazione e automazione dei processi interni, maggiore utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e concentrazione degli acquisti di componenti per ottenere migliori economie di scala. Le principali voci di costo sarebbero quindi cresciute meno rapidamente dei ricavi. È un passaggio rilevante per un produttore di sistemi additive: dimostrare che l’aumento della base installata può tradursi in maggiore marginalità è essenziale per verificare se il modello sia realmente scalabile e non semplicemente dipendente dalla vendita di nuove macchine.

I 33 milioni di ordini asiatici sono importanti, ma non appartengono ai ricavi del primo semestre

Uno dei dati più significativi riguarda l’Asia, dove Exentis ha concluso due accordi quadro con nuovi clienti per 23 sistemi produttivi e un valore complessivo di circa 33 milioni di franchi. È però necessario distinguere correttamente questi contratti dai risultati semestrali. Il primo accordo, relativo a 15 sistemi e circa 22 milioni CHF, è stato annunciato il 20 agosto 2026; il secondo, per altri otto sistemi e circa 11 milioni, il 31 agosto. Entrambi sono quindi successivi al 30 giugno e non possono essere considerati la causa diretta dei 25,1 milioni di fatturato del primo semestre. Rappresentano piuttosto un importante indicatore della domanda acquisita per la seconda parte dell’anno e per gli esercizi nei quali le macchine verranno effettivamente consegnate e i relativi ricavi riconosciuti secondo gli accordi contrattuali. I due clienti utilizzeranno i sistemi per la produzione in milioni di unità di componenti destinati alla consumer electronics, un mercato nel quale quantità elevate, rapida modifica dei prodotti e necessità di contenere il costo per pezzo rendono particolarmente difficile giustificare processi additive convenzionalmente associati a prototipi e piccole serie.

Il valore medio puramente aritmetico degli accordi è nell’ordine di 1,4 milioni di franchi per sistema, anche se non è possibile interpretarlo come prezzo di listino della singola macchina: i framework agreement possono comprendere configurazioni, servizi, licenze, installazione e altri elementi e Exentis non ha divulgato la struttura economica dettagliata dei due contratti. Il dato dimostra però l’importanza crescente della vendita delle piattaforme rispetto alla semplice produzione conto terzi. Una volta installata una macchina presso il cliente, il rapporto economico può proseguire attraverso licenze, consumabili, paste, screen, assistenza, aggiornamenti e manutenzione. È proprio questa componente ricorrente che rende il modello potenzialmente più interessante di quello di un normale costruttore che vende esclusivamente hardware.

La tecnologia Exentis è un 3D screen printing molto diverso da LPBF, SLA o FDM

Il processo utilizzato dalla società svizzera viene definito Additive Screen Printing o 3D Screen Printing e funziona in modo sostanzialmente differente rispetto alle tecnologie additive più diffuse. Il materiale viene preparato sotto forma di pasta contenente particelle e viene spinto attraverso uno screen opportunamente strutturato, depositando soltanto nelle aree nelle quali deve essere costruito il componente. Il processo viene ripetuto strato dopo strato, eventualmente sostituendo gli screen quando la geometria deve cambiare lungo l’asse Z. Exentis indica spessori di layer compresi indicativamente fra 10 e 150 micrometri, cicli di deposizione nell’ordine di 2-8 secondi e una build rate dichiarata fino a 10.000 cm³ l’ora. La tecnologia è particolarmente adatta a componenti relativamente piatti, nei quali la geometria cambia in misura limitata lungo Z, mentre offre maggiore libertà nel piano X-Y. Questo è un limite importante rispetto alla descrizione generica di una tecnologia con “completa libertà geometrica”: il processo non mira necessariamente a sostituire LPBF quando devono essere prodotte strutture tridimensionali molto alte e radicalmente differenti a ogni layer. Il suo vantaggio principale è invece la possibilità di ripetere contemporaneamente una grande quantità di microcomponenti sullo stesso screen con cicli estremamente rapidi.

La piattaforma EX432i, secondo le specifiche dell’azienda, può gestire fino a 40 workpiece carrier e superare per applicazioni selezionate cinque milioni di componenti all’anno per singolo sistema; la più piccola EX431 è invece orientata a sviluppo e serie intermedie. Exentis dichiara larghezze dei canali a partire da circa 125 µm, pareti fino a 75 µm e, per determinate applicazioni, rugosità nell’ordine di Ra 2 µm. Questi valori dipendono naturalmente da materiale, geometria e processo successivo e non devono essere interpretati come prestazioni automaticamente ottenibili con qualsiasi componente.

“Nessuna post-lavorazione” non significa che metalli e ceramiche escano finiti direttamente dalla stampante

La tecnologia viene spesso presentata da Exentis come capace di produrre geometrie che non richiedono successiva lavorazione. La formulazione va però interpretata con precisione. Nel 3D screen printing di metalli e ceramiche, il materiale depositato inizialmente costituisce un green body, nel quale le particelle solide sono ancora incorporate nel sistema legante. Per ottenere le proprietà finali il componente deve normalmente attraversare processi termici di debinding e sinterizzazione. Fraunhofer IFAM, che dispone anche di una macchina Exentis EX251, descrive espressamente la sequenza: deposizione della slurry, essiccazione, ripetizione degli strati e successiva compattazione termica mediante debinding e sintering. La stessa documentazione storica Exentis identifica la sinterizzazione come uno dei pilastri tecnologici del processo.

L’assenza di post-processing può quindi riguardare soprattutto la possibilità di ottenere già dopo il ciclo completo superfici, canali e geometrie tali da non richiedere fresatura, rettifica o altre operazioni meccaniche aggiuntive. È una differenza importante perché debinding e sinterizzazione fanno parte integrante della catena produttiva e influenzano ritiri dimensionali, densità e proprietà finali del componente. Per la produzione di milioni di pezzi, comunque, eliminare una lavorazione CNC o una fase di finitura ripetuta su ogni singolo componente può rappresentare un vantaggio economico notevole anche se rimane necessario un trattamento termico di massa.

Le strutture di raffreddamento sono diventate uno dei principali motori della crescita

Exentis identifica nella produzione di cooling structures ad alta precisione una delle aree che stanno contribuendo maggiormente alla crescita. L’interesse è comprensibile perché l’aumento della densità di potenza in elettronica, automotive, batterie, semiconduttori e sistemi di telecomunicazione rende sempre più importante evacuare calore da volumi molto ridotti. In questi componenti non conta soltanto la superficie esterna: diventano determinanti la distribuzione e la densità dei canali interni attraverso i quali viene trasferito il calore.

Fra gli esempi mostrati dall’azienda figurano componenti in nitruro di alluminio, AlN, una ceramica interessante per applicazioni di thermal management grazie alla combinazione fra conducibilità termica e isolamento elettrico. Exentis mostra parti alte circa 2,5 mm con canali interni e pareti che possono arrivare a 75 µm, realizzate in gruppi di più componenti sullo stesso screen. La possibilità di modificare disposizione e densità dei canali permette di ottimizzare l’area di scambio termico senza ricorrere alla lavorazione separata di più elementi che devono poi essere assemblati.

Questa applicazione spiega anche perché la tecnologia possa essere particolarmente competitiva quando il componente è piccolo e deve essere prodotto in quantità molto elevate. Un processo LPBF potrebbe offrire geometrie tridimensionali più complesse, ma il tempo macchina e il costo per unità possono diventare difficili da sostenere quando le quantità salgono a milioni. Lo screen printing cerca invece di sfruttare un principio simile alla produzione parallela: una singola operazione deposita contemporaneamente il materiale di un numero elevato di pezzi.

Semiconduttori e cleanroom diventano una seconda piattaforma di crescita

Accanto alle applicazioni industriali, Exentis sta aumentando l’utilizzo della propria tecnologia in ambiente cleanroom, con particolare attenzione alla produzione di semiconduttori, microelettronica, sensoristica, componenti per comunicazioni e applicazioni farmaceutiche. L’azienda sostiene che la propria piattaforma permetta di mantenere la produzione seriale additiva in condizioni ambientali controllate e di utilizzare materiali differenti, compresi metalli, ceramiche, polimeri e formulazioni per pharmaceutical e bioprinting.

Il mercato semiconductor è particolarmente interessante perché molti componenti richiedono caratteristiche opposte rispetto a quelle normalmente associate all’AM: volumi molto elevati, geometrie estremamente piccole e controllo rigoroso delle contaminazioni. In questo contesto Exentis non compete necessariamente con la stampa 3D di grandi componenti, ma con processi microtecnologici, forming, machining, ceramic processing e altre tecnologie utilizzate nella produzione di precisione. Il primo semestre 2026 avrebbe registrato, secondo la società, un ulteriore incremento della domanda sia sulla piattaforma industriale sia su quella cleanroom.

In Giappone la partnership con Sintokogio sta trasformando il distributore in un vero hub produttivo

La crescita asiatica non dipende soltanto dai due nuovi accordi di agosto. Exentis collabora da diversi anni con Sintokogio, gruppo industriale giapponese che opera come partner esclusivo per distribuzione e contract manufacturing. Nel 2025 era stato definito un framework agreement relativo a dieci sistemi produttivi e durante il primo semestre 2026 sono proseguite consegne e installazioni nello stabilimento di Toyokawa. Un sistema consegnato in primavera ha superato il Site Acceptance Test ed è stato immediatamente autorizzato per l’utilizzo industriale. Sintokogio impiega le macchine sia per proprie necessità sia come produttore conto terzi per altri gruppi tecnologici giapponesi, in differenti classi di materiali.

Questo modello è strategicamente importante perché consente a Exentis di entrare in nuovi progetti senza dover costruire direttamente una grande fabbrica locale. Il partner possiede relazioni industriali, capacità produttiva e presenza nel Paese, mentre Exentis fornisce tecnologia, know-how, sistemi e consumabili. In Corea del Sud la società utilizza un modello simile attraverso la collaborazione con DKSH, con la quale sta sviluppando progetti presso grandi gruppi industriali locali.

Negli Stati Uniti Exentis entra anche in aerospace e telecomunicazioni

Nel giugno 2026 Exentis ha comunicato la vendita di un ulteriore sistema a un nuovo cliente statunitense attivo nella produzione di connettori e componenti ad alta frequenza destinati, fra gli altri mercati, a aerospace e telecomunicazioni. L’applicazione è interessante perché prevede la lavorazione di metalli preziosi con l’obiettivo di ridurre gli sfridi e produrre geometrie di precisione. Quando il materiale utilizzato possiede un valore elevato, la possibilità di depositarlo soltanto dove serve può incidere significativamente sull’economia del componente.

L’ingresso in aerospace e defense era già stato indicato dalla società fra i target strategici per il 2026. Anche in questo caso, però, non significa che Exentis abbia già qualificato genericamente la propria tecnologia per qualsiasi componente aerospaziale: il percorso di validazione dipende da specifica applicazione, materiale e cliente. Il dato concreto è che la piattaforma è stata venduta a un produttore che serve quei mercati, aggiungendo un nuovo settore alla base installata.

Il modello economico non dipende soltanto dalla vendita delle macchine

Un elemento particolarmente importante per leggere i risultati finanziari è il modello commerciale. Exentis offre essenzialmente due strade: il cliente può produrre internamente utilizzando i sistemi attraverso accordi di licenza, oppure affidare la produzione direttamente a Exentis come contract manufacturer. A questi ricavi si aggiungono consumabili, paste, screen, servizi, manutenzione e aggiornamenti. Nel primo semestre 2025 i ricavi ricorrenti provenienti da consumabili e licensing rappresentavano il 24% del fatturato; la comunicazione relativa al 2026 non fornisce una percentuale aggiornata, quindi non è possibile stabilire se la quota sia aumentata.

La produzione conto terzi era stata rafforzata proprio nel 2025. Fino a quel momento la capacità interna veniva utilizzata soprattutto per dimostrare ai clienti la fattibilità della produzione seriale; successivamente Exentis ha trasformato il contract manufacturing in un servizio autonomo anche per aziende che necessitano di alcune decine o centinaia di migliaia di pezzi e per le quali l’acquisto immediato di una macchina non è ancora giustificato. Nel primo semestre 2025 erano già stati prodotti e consegnati 2,3 milioni di componenti cliente e la capacità annua interna dichiarata era arrivata a circa 10 milioni di pezzi. Il modello può quindi funzionare anche come percorso commerciale: inizialmente Exentis produce il componente, successivamente il cliente può aumentare i volumi fino al punto in cui diventa economicamente interessante installare direttamente un sistema.

Quasi ottomila patent claims non significano quasi ottomila brevetti

Nel primo semestre 2026 Exentis ha anche effettuato una revisione del proprio portafoglio di proprietà intellettuale. La società dichiara che il numero delle patent claims è aumentato di 533 unità, raggiungendo complessivamente 7.941 rivendicazioni, mentre i costi collegati al portafoglio brevetti sono diminuiti del 5% grazie a misure di ottimizzazione. Il numero è elevato ma deve essere interpretato correttamente: 7.941 patent claims non equivalgono a 7.941 brevetti concessi. Un singolo brevetto o una domanda può contenere numerose rivendicazioni, che definiscono gli aspetti specifici dell’invenzione sui quali viene richiesta protezione. La crescita delle claims indica quindi un ampliamento della copertura giuridica della tecnologia, non un numero equivalente di titoli di brevetto indipendenti.

Per Exentis la proprietà intellettuale assume un ruolo particolare perché il modello basato su licenze richiede che la tecnologia possa essere concessa ai clienti mantenendo sotto controllo i diritti di utilizzo. Maggiore è la diffusione internazionale dei sistemi, più importante diventa proteggere processi, macchine, formulazioni, screen e modalità di produzione nei diversi mercati.

I nuovi accordi asiatici aumentano la visibilità sul futuro più di quanto incidano sui numeri già pubblicati

La parte forse più significativa della comunicazione del 3 settembre riguarda quindi il collegamento fra risultati già ottenuti e pipeline futura. I 25,1 milioni di ricavi e i 5,2 milioni di EBITDA descrivono ciò che Exentis ha realizzato entro giugno. I due contratti asiatici da complessivi 33 milioni arrivano invece ad agosto e mostrano ciò che potrebbe alimentare la fase successiva. A questi si aggiungono le installazioni giapponesi con Sintokogio, la crescita dei progetti statunitensi e le trattative che l’azienda dichiara prossime alla conclusione per ulteriori sistemi, licenze e framework agreement.

La differenza è importante anche per valutare correttamente il rischio. Un framework agreement non equivale necessariamente a fatturato già acquisito integralmente nello stesso esercizio: consegne, accettazioni e condizioni contrattuali determinano il momento in cui i singoli sistemi entrano effettivamente nei ricavi. Allo stesso tempo, avere accordi multi-system può fornire una visibilità molto maggiore rispetto a una sequenza di ordini singoli e permette di pianificare acquisti, produzione e capacità con maggiore anticipo.

Il 2026 può diventare il vero test della produzione additiva su scala di milioni di pezzi

L’interesse per Exentis deriva infine da una questione più ampia che riguarda l’intero settore additive manufacturing. Per anni una parte consistente dell’industria ha parlato di passaggio dal prototipo alla produzione. In molte tecnologie, però, “serie” significa ancora decine, centinaia o alcune migliaia di componenti. Exentis sta cercando di posizionarsi su un livello differente: milioni di parti per sistema e applicazioni in consumer electronics, microelettronica, thermal management e medicale, cioè mercati nei quali il costo unitario diventa centrale.

Il 3D screen printing raggiunge questi volumi accettando anche compromessi geometrici: è particolarmente adatto a componenti relativamente bassi e ripetitivi e non sostituisce le tecnologie additive capaci di creare grandi oggetti tridimensionali complessi. Proprio questa specializzazione può però essere la ragione della sua competitività. Invece di cercare di utilizzare una sola tecnologia per qualsiasi geometria, Exentis concentra la piattaforma su componenti nei quali microprecisione, deposizione parallela e alte quantità sono economicamente più importanti della massima libertà lungo l’asse Z.

I risultati del primo semestre 2026 indicano che questo modello sta aumentando di scala: 25,1 milioni CHF di ricavi, 21% di margine EBITDA e 2,8 milioni di utile netto, ai quali si aggiunge un portafoglio di nuovi accordi asiatici annunciato dopo la chiusura del semestre. Se i 23 sistemi destinati alla consumer electronics verranno installati secondo i programmi dei clienti e se le macchine raggiungeranno realmente produzioni nell’ordine dei milioni di componenti dichiarate dalla società, il caso Exentis diventerà particolarmente interessante per verificare fino a che punto l’additive manufacturing possa uscire dal tradizionale terreno delle piccole serie ed entrare in mercati dominati da vere logiche di mass production.

Di Fantasy

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