Asia-Pacifico, la stampa 3D cresce tra capitali, difesa, metallo e produzione locale

Il mercato della stampa 3D nell’area Asia-Pacifico sta mostrando una dinamica diversa rispetto a quella vista per anni in Europa e Nord America. Non si parla solo di nuovi sistemi o di singole applicazioni dimostrative, ma di un insieme di movimenti che coinvolge quotazioni in Borsa, aumenti di capitale, impianti per il metallo, produzione distribuita, difesa, sanità, edilizia e supply chain industriali.

La fotografia arriva da una finestra di osservazione compresa tra il 27 aprile e il 10 maggio 2026, nella quale sono emerse circa trenta notizie legate alla manifattura additiva in otto Paesi dell’area APAC. Tra i nomi più rilevanti compaiono Farsoon Technologies, Creality, AML3D, Ethereal Machines, Eplus3D, UnionTech, Bambu Lab, Elegoo, Rokit Healthcare, Ak Medical, BLT, Siemens, Azad Engineering, Baker Hughes, Sigma Advanced Systems e Rolls-Royce.

Il dato interessante non è il numero di annunci, ma il loro contenuto: la stampa 3D nell’area APAC non viene più presentata solo come tecnologia di prototipazione, ma come infrastruttura produttiva, finanziaria e industriale.

Farsoon prepara un aumento di capitale da 3,91 miliardi di yuan

Uno dei segnali più forti arriva dalla Cina. Farsoon Technologies, società quotata a Shanghai e tra i principali produttori cinesi di sistemi per stampa 3D industriale, ha presentato un piano di collocamento privato fino a 3,91 miliardi di yuan, pari a circa 540 milioni di dollari. L’operazione è destinata a finanziare l’espansione della capacità produttiva per macchine additive, una piattaforma di servizi AM e una rete di centri operativi globali.

Farsoon ha accompagnato il piano con risultati 2025 in crescita: il fatturato indicato è di 715 milioni di yuan, con un aumento del 45% anno su anno, e un utile netto di 69 milioni di yuan. La società dichiara anche oltre 1.400 sistemi consegnati, di cui più di 800 macchine metalliche LPBF. Questi numeri mostrano come la base installata cinese nel metal additive manufacturing stia assumendo dimensioni industriali, non solo dimostrative.

Per Farsoon il punto non è soltanto vendere più macchine. L’azienda sta cercando di integrare produzione di sistemi, ricerca e sviluppo, servizi applicativi e presenza internazionale. In un settore dove il cliente industriale compra non solo l’hardware ma anche parametri, materiali, assistenza, qualificazione e continuità produttiva, questo tipo di investimento indica la volontà di competere con una struttura più completa.

Creality verso Hong Kong, con Bambu Lab come termine di confronto

Nel segmento consumer e prosumer, Creality resta uno dei nomi cinesi più conosciuti a livello globale. L’azienda ha superato l’udienza presso la Hong Kong Stock Exchange in vista della quotazione principale, con CICC come sponsor unico. Il prospetto citato dalle analisi di mercato indica una crescita dei ricavi da 1,35 miliardi di yuan nel 2022 a 3,13 miliardi di yuan nel 2025, ma mostra anche un contesto competitivo più duro rispetto agli anni in cui Creality dominava la fascia desktop a basso costo.

Il confronto più delicato è con Bambu Lab. Secondo i dati riportati nel prospetto e ripresi dalle analisi di settore, nel 2024 Bambu Lab avrebbe raggiunto circa il 29% delle spedizioni annuali consumer FDM, contro il 16,9% di Creality. Per Creality, la quotazione non serve solo a raccogliere capitali: serve anche a presentarsi al mercato come un operatore capace di passare da produttore hardware a piattaforma più completa, con software, cloud, materiali e servizi.

Il messaggio per il settore è chiaro. La stampante desktop economica non basta più. Gli utenti cercano macchine più veloci, più semplici da usare, con profili materiali maturi, software affidabile, ecosistemi di modelli e una user experience meno artigianale. È uno dei motivi per cui l’ascesa di Bambu Lab ha cambiato il metro di paragone per tutte le aziende cinesi del segmento consumer.

Elegoo, Meituan, DJI e Huawei: nuovi investitori attorno alla stampa 3D cinese

Un altro segnale arriva dai capitali che stanno entrando nel settore. Elegoo, marchio cinese noto per stampanti consumer, resine e prodotti per maker, ha raccolto oltre 500 milioni di yuan, circa 70 milioni di dollari, in un round Series B+ guidato da DragonBall Capital, il veicolo di investimento collegato a Meituan. Al round hanno partecipato anche Shenzhen Capital Group, Hillhouse Investment, Yintai Group e Shenzhen HTI Group; sei mesi prima, un round precedente aveva visto la partecipazione di DJI.

La presenza di gruppi come Meituan e DJI non va letta solo come investimento finanziario. Queste aziende conoscono logistica, elettronica di consumo, automazione, supply chain, software e produzione di massa. Per i produttori di stampanti 3D consumer, il passaggio successivo potrebbe essere proprio questo: meno dipendenza dal singolo modello di macchina e più attenzione a piattaforme, servizi, produzione distribuita e uso continuativo.

Anche Huawei si muove nell’ecosistema, attraverso Hubble Investment, che ha partecipato al finanziamento di Moxin Technology, sviluppatore cinese focalizzato su applicazioni AI per la manifattura additiva. L’importo del round non è stato reso pubblico, ma l’ingresso del braccio venture di Huawei suggerisce interesse per software, intelligenza artificiale e automazione dei flussi industriali collegati alla stampa 3D.

A fianco dei nomi più visibili, emergono anche realtà come StellarStack, startup cinese del metal additive manufacturing che ha chiuso un angel round da decine di milioni di yuan per sviluppare tecnologia SLM destinata ad aerospazio e robotica. Il quadro è quello di un mercato affollato, dove startup e produttori già affermati cercano spazio in settori considerati strategici per l’industria cinese.

Ethereal Machines: l’India entra nella fase deeptech manufacturing

Nel frattempo, l’India rafforza la propria presenza nel manufacturing avanzato. Ethereal Machines, startup con sede a Bengaluru, ha raccolto 28,5 milioni di dollari in un round Series B guidato da Avataar Venture Partners, con la partecipazione di Peak XV Partners e Novellus Systems. Il round segue una Series A da 13 milioni di dollari chiusa nel 2024 e segnala l’interesse degli investitori per una manifattura indiana più tecnologica e orientata a componenti ad alto valore.

Ethereal Machines non va vista solo come azienda di stampa 3D in senso stretto. La società lavora nell’area della produzione deeptech, combinando lavorazioni avanzate, macchine e soluzioni per componenti complessi. In un Paese che punta a crescere come hub manifatturiero alternativo o complementare alla Cina, aziende di questo tipo possono avere un ruolo importante per aerospazio, difesa, elettronica e supply chain di precisione.

Il capitale raccolto da Ethereal Machines si inserisce in un momento in cui l’India sta cercando di aumentare il peso delle proprie imprese nei programmi industriali globali. Qui la stampa 3D è una parte del discorso, ma il tema più ampio è la capacità di produrre componenti critici, con qualità ripetibile, tempi più brevi e maggiore autonomia locale.

AML3D e la difesa: la produzione additiva vicino al punto d’uso

Tra le notizie più rilevanti nell’area difesa c’è il caso AML3D, società australiana specializzata in sistemi Wire Arc Additive Manufacturing. L’azienda ha consegnato e reso operativo il primo sistema portatile ARCEMY presso l’Additive Manufacturing Center of Excellence della US Navy a Danville, in Virginia, gestito da Austal USA. Il sistema è montato all’interno di un container da 20 piedi e l’ordine ha un valore di circa 1,2 milioni di dollari australiani.

La scelta del formato containerizzato è significativa. Una macchina di questo tipo può essere spostata più facilmente rispetto a un impianto fisso e può avvicinare la produzione al punto in cui servono parti, riparazioni o attività di sviluppo. Secondo AML3D, il formato portatile riduce i tempi di ricollocazione e rimessa in servizio da settimane a pochi giorni.

Nel settore navale e militare, la manifattura additiva non sostituisce le linee qualificate esistenti, ma può dare supporto su parti metalliche di grande formato, iterazioni rapide, riduzione dei tempi di approvvigionamento e produzione in contesti dove la logistica pesa molto. Il fatto che questo sia il terzo sistema AML3D collegato alla struttura di Danville mostra che non si tratta di una prova isolata, ma di un percorso di adozione graduale.

Eplus3D spinge il grande formato metallico con EP-M3050

La Cina continua a investire anche nel grande formato metallico. Eplus3D ha presentato EP-M3050, un sistema LPBF con altezza di costruzione di 3,05 metri e architettura multi-laser con 100 laser di serie, espandibili fino a 256 laser. La macchina è pensata per componenti di grandi dimensioni nei settori aerospazio, energia, oil & gas, meccanica e manifattura industriale avanzata.

Il grande formato in letto di polvere metallica non è semplice da portare in produzione. Più cresce il volume, più diventano critici gestione termica, uniformità del letto di polvere, controllo del fumo, stabilità ottica, coordinamento tra laser e ripetibilità sull’intera area di lavoro. Eplus3D dichiara una produttività fino a 3.500 cm³/h, ma il dato va letto insieme al tema della qualità: la sfida non è solo fondere più metallo, ma farlo con proprietà coerenti su parti di dimensioni elevate.

Il valore industriale è nella riduzione degli assemblaggi. Un componente metallico molto grande, se prodotto in più parti e poi saldato o imbullonato, introduce giunti, controlli aggiuntivi, tempi di lavorazione e possibili punti deboli. Una macchina come EP-M3050 punta a produrre pezzi integrati più grandi, anche se la qualifica finale dipenderà da materiale, processo, applicazione e standard del settore.

UnionTech entra nel metallo industriale in Nord America

Anche UnionTech amplia il proprio raggio d’azione. L’azienda cinese ha presentato a RAPID + TCT 2026 il sistema MUEES430 PRO, la sua prima macchina SLM metallica industriale destinata al mercato estero. Il sistema offre un volume di costruzione di 430 × 340 × 330 mm, quattro laser fibra da 500 W e un sistema di ricopertura bidirezionale della polvere pensato per aumentare l’efficienza nella produzione in batch.

Per UnionTech, storicamente conosciuta soprattutto per soluzioni fotopolimeriche, l’ingresso nel metallo industriale nordamericano ha un significato strategico. Il mercato non guarda più solo alla singola macchina, ma a produttività, stabilità, servizio locale, qualificazione dei materiali, controllo di processo e capacità di seguire clienti automotive, aerospaziali, elettronici e utensileria.

La presenza di UnionTech accanto a produttori cinesi come Farsoon, Eplus3D, BLT e HBD conferma una tendenza: la Cina non è più soltanto forte nella fascia desktop. Sta costruendo una filiera ampia anche nel metallo, dalle polveri alle macchine multi-laser, dai software di controllo alla produzione applicativa.

Materiali, rame e piattaforme digitali: la produzione passa dall’hardware al processo

Nel quadro APAC compaiono anche iniziative sui materiali e sulle piattaforme di produzione. Addireen ha lanciato Addireen Now, una piattaforma per preventivi rapidi di parti industriali in rame prodotte con tecnologia green laser PBF, con applicazioni in gestione termica e difesa. Il rame è un materiale difficile da lavorare con laser convenzionali a causa dell’elevata riflettività, per questo i sistemi a laser verde sono una delle direzioni più seguite per scambiatori, componenti elettrici, dissipatori e parti ad alta conducibilità.

Il tema non è più soltanto “quale stampante comprare”, ma “quale processo qualificare”. Polveri, parametri, software, controllo qualità e dati di produzione diventano centrali quanto il volume di stampa. In questo senso vanno lette anche le collaborazioni tra costruttori di macchine, produttori di polveri e utilizzatori industriali.

Un esempio arriva dall’accordo tra Eplus3D, Rosswag Engineering e qualloy. Rosswag investirà in un sistema Eplus3D EP-M550 con volume 550 × 550 × 450 mm e otto laser; qualloy lavorerà sulla qualifica di polveri per i sistemi Eplus3D; Rosswag contribuirà alla validazione di processo e allo sviluppo applicativo. La macchina è prevista nel nuovo impianto AM di Rosswag e sarà disponibile da giugno 2026 per test, validazione e sviluppo applicativo con i clienti.

Sanità: Rokit Healthcare e Ak Medical mostrano due strade diverse

Nel medicale, l’area APAC mostra due direzioni distinte. La prima riguarda la biostampa e la medicina rigenerativa. Rokit Healthcare, con sede a Seoul, sta portando avanti uno studio multicentrico su una piattaforma basata su intelligenza artificiale e bioprinting 3D per la rigenerazione della cartilagine. La sperimentazione coinvolge oltre 100 pazienti in 13 istituzioni mediche.

In questo caso la stampa 3D è parte di un flusso clinico molto diverso dalla produzione di impianti metallici. Il sistema lavora sull’idea di una soluzione personalizzata, costruita attorno al paziente, con l’obiettivo di trattare lesioni cartilaginee che con i metodi convenzionali non sempre portano a tessuto con caratteristiche simili alla cartilagine originale. Il percorso resta clinico e regolatorio, quindi richiede dati, follow-up e validazione.

La seconda direzione è quella degli impianti ortopedici personalizzati. Ak Medical, società cinese quotata a Hong Kong, ha riportato per il 2025 ricavi pari a 1,482 miliardi di yuan, in crescita del 10,1%, e un utile netto in aumento del 23,8% a 339 milioni di yuan. La crescita viene collegata anche all’espansione all’estero e ai prodotti e servizi di ortopedia digitale personalizzata.

Qui la manifattura additiva metallica entra in un mercato già più maturo: impianti cranio-maxillo-facciali, ortopedia personalizzata, superfici porose, componenti su misura e pianificazione digitale. La crescita di Ak Medical indica che la stampa 3D medicale in Cina non vive solo di ricerca, ma anche di ricavi industriali e integrazione con chirurgia, robotica e servizi digitali.

Edilizia: Singapore prepara un ponte pedonale stampato in 3D

La stampa 3D per costruzioni entra nel quadro APAC con il progetto del primo ponte pedonale in calcestruzzo stampato in 3D a Singapore. Il progetto coinvolge la Land Transport Authority, il Singapore Centre for 3D Printing della Nanyang Technological University, la società di ingegneria Witteveen+Bos e CES_Innovfab. Il ponte sarà realizzato a Jurong West e il completamento è previsto per il 2028.

Secondo le informazioni disponibili, l’attività di ricerca e sviluppo è partita nel gennaio 2023 con un costo di circa 1,4 milioni di dollari, includendo sviluppo del materiale stampabile, progettazione ingegneristica, produzione e test di un modello in scala. La struttura sarà composta da segmenti in calcestruzzo stampato, assemblati e post-tesi con cavi d’acciaio.

L’aspetto interessante non è la stampa del ponte come oggetto simbolico. Singapore sta valutando la tecnologia in un contesto dove produttività del cantiere, riduzione della manodopera e controllo del processo sono temi concreti. Il progetto servirà quindi anche a capire dove il 3D printing del calcestruzzo possa avere senso in infrastrutture pubbliche e dove restino più adatti i metodi tradizionali.

Partnership industriali: BLT con Siemens, Azad con Baker Hughes, Sigma con Rolls-Royce

Il quadro APAC non riguarda solo produttori di stampanti. BLT – Bright Laser Technologies e Siemens hanno firmato a TCT Asia 2026 un accordo strategico per sviluppare soluzioni di fabbrica digitale dedicate alla manifattura additiva metallica. La collaborazione punta a integrare sistemi, software e flussi produttivi per rendere più stabile e industriale la produzione AM.

In India, Azad Engineering ha inaugurato a Hyderabad una struttura lean manufacturing da 7.600 m² dedicata al supporto della supply chain globale di Baker Hughes. La struttura è collegata alla produzione di componenti di precisione per l’industria energetica e si inserisce in una partnership iniziata nel 2018.

Sempre in India, Sigma Advanced Systems ha firmato un accordo settennale da circa 300 milioni di sterline con Rolls-Royce per produrre e fornire componenti e assiemi aerospaziali di precisione e safety-critical. Anche se non tutto questo rientra direttamente nella stampa 3D, il collegamento con la manifattura avanzata è importante: l’India sta cercando di posizionarsi come fornitore qualificato per programmi globali ad alta affidabilità.

Queste partnership mostrano un passaggio importante: la manifattura additiva entra sempre più spesso in conversazioni più ampie su fabbriche digitali, supply chain certificate, componenti critici, energia, aerospazio e difesa. Non è più una tecnologia isolata, ma un tassello di sistemi produttivi complessi.

Cosa significa per il mercato globale della stampa 3D

L’area Asia-Pacifico sta avanzando su più livelli contemporaneamente. La Cina spinge su macchine, capitali, materiali, software e produzione industriale. L’India costruisce un profilo più forte nella manifattura di precisione e nelle startup deeptech. L’Australia usa la stampa 3D metallica in una traiettoria legata a difesa e programmi navali. Singapore testa la costruzione additiva in infrastrutture pubbliche. La Corea del Sud lavora su bioprinting, medicina rigenerativa e dispositivi personalizzati.

Per Europa e Stati Uniti il punto non è solo guardare i singoli prodotti cinesi o indiani come concorrenti a basso costo. Il tema è più ampio: nell’APAC si stanno formando ecosistemi dove finanza, politica industriale, produzione, ricerca e domanda interna si rafforzano a vicenda.

La manifattura additiva, in questo contesto, viene usata in modi diversi: per produrre parti metalliche più grandi, per accorciare supply chain militari, per attirare capitali sul consumer 3D printing, per costruire piattaforme software, per qualificare materiali, per stampare dispositivi medici e per sperimentare infrastrutture in calcestruzzo.

Un mercato meno sperimentale e più industriale

Il filo comune è la maturazione. I grandi annunci non riguardano soltanto una nuova stampante o una nuova applicazione, ma la costruzione di capacità produttiva. Farsoon raccoglie capitali per crescere come piattaforma industriale. Creality cerca il mercato pubblico mentre il consumer cambia regole. AML3D porta il WAAM in un formato più vicino all’uso operativo. Eplus3D e UnionTech alzano il livello della competizione cinese nel metallo. Ethereal Machines mostra che l’India può attrarre investimenti deeptech. Rokit Healthcare e Ak Medical confermano che la sanità resta un terreno importante per l’additive manufacturing.

La stampa 3D in Asia-Pacifico non si muove in una sola direzione. Alcuni settori resteranno di nicchia, altri richiederanno anni di qualificazione, altri ancora potranno crescere più rapidamente grazie a domanda interna, supporto pubblico e capacità produttiva. Ma la traiettoria è chiara: l’APAC non è più soltanto un mercato di sbocco per tecnologie sviluppate altrove. Sta diventando uno dei luoghi in cui la manifattura additiva viene finanziata, prodotta, testata e integrata su scala industriale.

Di Fantasy

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