USA Diving sceglie la produzione additiva per le calzature utilizzate a bordo piscina
USA Diving ha nominato FITASY Official Footwear Partner, portando le calzature stampate in 3D dell’azienda di Indianapolis all’interno dell’ambiente competitivo della nazionale statunitense di tuffi.
La collaborazione è stata presentata pubblicamente il 3 luglio 2026 durante il Bolzano Diving Meeting, disputato a Bolzano dal 3 al 5 luglio. Atleti e allenatori della nazionale statunitense hanno utilizzato le scarpe FITASY Stride sul bordo piscina durante la competizione, mentre l’annuncio ufficiale della partnership è arrivato il 9 luglio.
Per FITASY, l’accordo rappresenta un’opportunità per utilizzare un ambiente sportivo particolarmente esigente come banco di prova per una tecnologia che combina scansione digitale del piede, progettazione personalizzata e produzione additiva di strutture lattice.
Per USA Diving, la collaborazione punta invece a individuare una calzatura più adatta alle condizioni nelle quali gli atleti trascorrono una parte consistente delle sessioni di allenamento e delle competizioni: superfici bagnate, frequenti passaggi tra acqua e bordo vasca, fasi di riscaldamento e periodi di recupero tra un tuffo e quello successivo.
Il problema delle calzature tradizionali sul bordo piscina
Un atleta di tuffi non trascorre l’intera competizione sulla piattaforma o sul trampolino.
Tra una prova e l’altra sono previste fasi di riscaldamento a secco, esercizi di mobilità, preparazione muscolare e periodi durante i quali gli atleti rimangono sul bordo piscina.
L’ambiente presenta però esigenze particolari.
Una normale scarpa sportiva realizzata con tessuti, schiume e diversi strati incollati può assorbire acqua e richiedere tempo per asciugarsi. Le infradito risolvono in parte il problema dell’acqua, ma offrono un supporto strutturale limitato. I tradizionali zoccoli in materiale plastico rappresentano un’altra soluzione frequente negli impianti acquatici, ma non sono necessariamente progettati pensando alle esigenze di recupero e supporto di un atleta.
È precisamente questo spazio applicativo che FITASY vuole occupare con le proprie calzature stampate in 3D.
La struttura aperta dei modelli Stride permette all’acqua di attraversare la scarpa invece di essere assorbita da tessuti e imbottiture. Allo stesso tempo l’aria può circolare attraverso le aperture della geometria lattice.
La scarpa non viene quindi descritta dall’azienda come impermeabile. L’impostazione seguita da FITASY è piuttosto quella di una calzatura “water-friendly”: l’acqua può entrare e uscire dalla struttura e il materiale non contiene uno strato tessile destinato a rimanere impregnato.
Una scarpa costruita come una struttura tridimensionale
La caratteristica più evidente delle calzature FITASY è la geometria lattice.
Invece di affidare ammortizzazione e supporto esclusivamente a una tradizionale intersuola in schiuma, il produttore utilizza una rete tridimensionale composta da elementi che formano una struttura aperta.
La geometria può essere modificata nelle varie zone della scarpa.
Questo è uno dei vantaggi della produzione additiva: la risposta meccanica di una determinata area non dipende soltanto dal materiale, ma anche dalla forma e dalla densità della struttura.
Una rete con elementi più robusti può comportarsi diversamente da una zona con celle più aperte e flessibili pur utilizzando lo stesso materiale.
FITASY utilizza una configurazione lattice organizzata su più livelli e descrive i propri modelli come dotati di una struttura a tre strati.
L’obiettivo è ottenere zone con differenti caratteristiche di sostegno, deformazione e assorbimento degli impatti senza assemblare numerosi componenti prodotti separatamente.
Un solo materiale al posto di una costruzione composta da numerosi elementi
Un’altra caratteristica della produzione FITASY riguarda il materiale.
Le scarpe vengono realizzate utilizzando un poliuretano elastomerico, costruito attraverso il processo di stampa 3D.
Secondo FITASY, la calzatura può essere prodotta utilizzando un singolo materiale senza ricorrere ai tradizionali assemblaggi nei quali suola, intersuola, tomaia, rinforzi e componenti decorativi sono costituiti da materiali differenti e successivamente incollati o cuciti.
Questo approccio ha conseguenze anche sul fine vita del prodotto.
La presenza di un unico materiale può infatti semplificare il recupero rispetto a una scarpa tradizionale composta da diversi polimeri, tessuti, adesivi, schiume e inserti che devono essere separati.
FITASY dichiara di voler utilizzare questo principio per costruire un sistema nel quale le scarpe usurate possano essere restituite e il materiale recuperato venga destinato a nuovi prodotti industriali o di consumo.
L’azienda sta predisponendo un programma dedicato al ritiro delle calzature arrivate a fine vita.
Dal piede dello sportivo a un modello digitale
La stampa 3D costituisce soltanto una parte del processo.
Per i modelli personalizzati, FITASY utilizza una piattaforma scan-to-print che parte dalla scansione dei piedi tramite smartphone.
L’utente utilizza l’applicazione dell’azienda per acquisire immagini del piede da diverse angolazioni. FITASY indica un processo nel quale vengono considerate cinque viste.
I dati vengono successivamente elaborati dalla piattaforma digitale dell’azienda per ricostruire misure e geometria del piede.
Da queste informazioni viene generato un modello tridimensionale utilizzato per adattare la forma interna e la struttura della calzatura.
Il principio è differente rispetto al normale sistema basato esclusivamente sulla lunghezza del piede e su una serie di taglie standard.
Due persone che utilizzano nominalmente lo stesso numero possono infatti presentare differenze nella larghezza dell’avampiede, nell’altezza del collo, nella forma dell’arco plantare e nel volume complessivo.
Anche il piede destro e quello sinistro della stessa persona non sono necessariamente identici.
La produzione digitale permette teoricamente di modificare ciascuna scarpa indipendentemente dall’altra senza dover realizzare uno stampo fisico dedicato a ogni variante.
La personalizzazione diventa parte della produzione
Nella produzione tradizionale di calzature, aumentare il numero delle varianti può aumentare rapidamente la complessità industriale.
Ogni combinazione di modello, numero e configurazione deve essere pianificata, prodotta e immagazzinata.
La stampa 3D cambia in parte questa logica perché una modifica digitale non richiede necessariamente la costruzione di un nuovo stampo.
Il file inviato alla macchina può essere differente per ogni cliente.
È questo uno degli aspetti sui quali FITASY basa il proprio modello di produzione personalizzata.
Il piede diventa quindi una sorta di riferimento geometrico dal quale viene generata la scarpa, invece di essere costretto ad adattarsi esclusivamente a una forma standard già definita.
L’azienda commercializza comunque anche versioni basate sulle normali taglie, affiancandole ai modelli custom-fit.
Nel catalogo FITASY sono presenti il Stride 1.0, proposto con vestibilità standard, e il Stride 2.0 Custom-Fit, destinato alla personalizzazione attraverso scansione.
La stampa viene effettuata con tecnologia DLP
Per produrre le proprie calzature, FITASY utilizza un processo di stampa 3D basato sulla tecnologia Digital Light Projection, DLP.
In questo tipo di produzione un materiale fotopolimerico viene solidificato selettivamente per costruire progressivamente la geometria tridimensionale.
L’impiego di una tecnologia di fotopolimerizzazione permette di produrre le fitte strutture reticolari presenti nella scarpa e di ottenere un componente elastomerico continuo.
FITASY indica che una coppia può richiedere nell’ordine di alcune ore per la fase di stampa vera e propria. A questa devono naturalmente essere aggiunte le operazioni di finitura e controllo qualità.
Il vantaggio della produzione digitale non consiste quindi esclusivamente nella velocità.
Il punto centrale è la possibilità di passare dal modello personalizzato alla macchina senza realizzare una nuova attrezzatura produttiva specifica per ogni piede.
La struttura lattice viene utilizzata per modificare il comportamento della scarpa
Una rete tridimensionale non rappresenta soltanto una scelta estetica.
Variando forma, orientamento, dimensione e densità delle celle è possibile modificare il modo in cui una struttura reagisce quando viene compressa.
Nelle calzature questo permette di pensare a differenti zone funzionali.
L’area del tallone può richiedere un comportamento diverso rispetto alla parte anteriore del piede. Anche l’arco plantare e i bordi laterali possono essere progettati con livelli differenti di sostegno.
FITASY descrive il proprio sistema come una struttura capace di offrire un’ammortizzazione distribuita zona per zona.
Va comunque distinta la caratteristica tecnica della geometria dalle affermazioni relative agli effetti fisiologici.
L’azienda associa la propria struttura all’assorbimento degli impatti e al supporto durante il recupero sportivo, ma le calzature FITASY non vengono commercializzate come dispositivi medici.
Perché i tuffi rappresentano un ambiente interessante per FITASY
Il tuffo combina movimenti estremamente esplosivi con lunghi periodi nei quali l’atleta deve prepararsi alla prova successiva.
Un tuffatore da una piattaforma di dieci metri deve generare rapidamente forza durante la fase di stacco, mantenere il controllo del corpo durante le rotazioni e affrontare l’impatto con l’acqua.
Le fasi precedenti e successive al tuffo diventano quindi parte integrante dell’attività.
Secondo Yujun Wang, CEO e cofondatore di FITASY, proprio le sollecitazioni generate durante la fase di stacco rendono il piede un elemento particolarmente importante per questi atleti.
La partnership con USA Diving consente all’azienda di osservare l’utilizzo delle proprie calzature in un ambiente nel quale comfort, drenaggio dell’acqua, rapidità di asciugatura e supporto sono esigenze quotidiane.
Non si tratta necessariamente di una scarpa utilizzata durante il gesto competitivo: il suo spazio è soprattutto quello che circonda la prestazione, dal riscaldamento alla permanenza sul bordo vasca e alle fasi successive all’allenamento.
L’esordio al Bolzano Diving Meeting
La collaborazione tra USA Diving e FITASY ha avuto il proprio debutto internazionale durante il Bolzano Diving Meeting del luglio 2026.
Atleti e allenatori della nazionale hanno indossato le calzature sul bordo della piscina durante la manifestazione italiana.
Per USA Diving, il fine settimana di Bolzano è stato positivo anche sul piano sportivo.
La squadra statunitense ha concluso la competizione con otto medaglie complessive: quattro ori, un argento e tre bronzi.
Tra i risultati figurano l’oro di Luke Sitz nei tre metri maschili, quello di Margo O’Meara nel trampolino femminile da un metro e le vittorie nelle prove sincronizzate maschili di tre e dieci metri.
La competizione ha quindi fornito a FITASY una vetrina internazionale legata direttamente all’utilizzo delle scarpe da parte di un gruppo di atleti di alto livello.
Una colorazione dedicata alla partnership
Per accompagnare l’accordo, FITASY ha sviluppato anche una variante cromatica dedicata chiamata Aquadive.
La configurazione utilizza una combinazione sfumata di blu e bianco ispirata ai colori utilizzati dalla squadra statunitense.
La colorazione non modifica il principio costruttivo della scarpa: rimane visibile la struttura tridimensionale che caratterizza il prodotto.
L’operazione mostra però un altro aspetto interessante della produzione additiva destinata ai prodotti consumer.
La personalizzazione può riguardare non soltanto la geometria costruita intorno al piede, ma anche l’identità visiva destinata a squadre, collaborazioni sportive o edizioni limitate.
FITASY è un’azienda di Indianapolis
FITASY ha sede a Indianapolis, nello Stato dell’Indiana.
L’azienda opera nell’ecosistema del 16 Tech Innovation District, un distretto dedicato ad aziende tecnologiche, startup, ricerca e manifattura avanzata.
Il team di FITASY comprende figure con esperienza proveniente da ricerca e industria e l’azienda indica competenze legate anche al Massachusetts Institute of Technology.
CEO e cofondatore è Dr. Yujun Wang.
La tecnologia FITASY non è nata inizialmente esclusivamente intorno allo sport professionistico.
L’azienda descrive le proprie origini come collegate a un progetto di ricerca sviluppato insieme a un produttore di calzature personalizzate destinato al U.S. Department of Veterans Affairs.
Il problema iniziale riguardava il costo e la complessità delle calzature ortopediche personalizzate, che tradizionalmente richiedono misurazioni in presenza e la produzione di forme specifiche.
La scansione digitale e la produzione additiva hanno quindi fornito un punto di partenza per eliminare una parte delle lavorazioni manuali e successivamente trasferire il concetto verso prodotti destinati a un mercato più ampio.
USA Diving utilizza la partnership anche come strumento di supporto agli atleti
USA Diving è l’organismo nazionale responsabile della disciplina dei tuffi negli Stati Uniti.
L’organizzazione gestisce programmi che vanno dall’attività giovanile fino agli atleti di livello internazionale e seleziona le squadre statunitensi destinate a competizioni come Giochi Olimpici, Campionati Mondiali e World Cup.
Nel corso dell’anno USA Diving organizza o coordina circa 25 eventi regionali e nazionali.
L’accordo con FITASY si inserisce quindi in un sistema di partnership attraverso il quale l’organizzazione collabora con aziende specializzate in differenti settori.
Il presidente di USA Diving Lee Michaud ha indicato la compatibilità con l’ambiente acquatico e il supporto nelle fasi di recupero come elementi che hanno reso interessante la proposta FITASY per gli atleti.
L’atleta d’élite diventa un banco di prova per la stampa 3D consumer
La collaborazione segue un percorso già osservato nel settore delle calzature prodotte con tecnologie additive.
L’ambiente sportivo professionistico permette infatti di sottoporre un prodotto a condizioni di utilizzo intense e, contemporaneamente, di raccogliere feedback da persone particolarmente attente alle differenze di vestibilità e risposta meccanica.
Per FITASY, USA Diving può quindi avere un valore che va oltre la sponsorizzazione.
L’azienda ha indicato la partnership come una forma di validazione della propria tecnologia mentre prepara l’espansione verso il settore acquatico, i club sportivi e il mercato consumer.
L’obiettivo commerciale è rendere la personalizzazione meno dipendente dal tradizionale processo di produzione di una scarpa su misura.
La combinazione tra smartphone, ricostruzione digitale e stampa 3D consente infatti di trasformare una procedura che in passato richiedeva una visita fisica presso un professionista in un processo che può iniziare direttamente da casa.
Dalla produzione in massa alla produzione su richiesta
L’altro elemento interessante riguarda la gestione delle scorte.
La produzione tradizionale richiede alle aziende di prevedere quali taglie, colori e modelli verranno richiesti dal mercato.
Un errore nelle previsioni può generare prodotti invenduti.
Con un sistema prodotto su richiesta, una parte della produzione può iniziare soltanto quando è presente un ordine.
Questo non elimina tutti i problemi logistici: devono comunque essere disponibili materia prima, capacità produttiva, personale, controlli di qualità e sistemi di distribuzione.
Permette però di spostare una parte dell’inventario dal prodotto finito al materiale utilizzato dalle stampanti.
FITASY dichiara di utilizzare produzione on-demand e lotti limitati proprio per ridurre gli sprechi associati alla sovrapproduzione.
Il mercato delle scarpe stampate in 3D diventa più competitivo
FITASY non opera da sola nel settore.
La stampa 3D applicata alle calzature è stata sperimentata da diversi produttori e negli ultimi anni sono comparsi sistemi capaci di produrre non soltanto intersuole, ma anche scarpe quasi interamente costruite attraverso processi additivi.
Uno degli aspetti che distingue le varie strategie riguarda il livello di personalizzazione.
Alcuni produttori utilizzano la stampa 3D per realizzare modelli standard in molte taglie, mentre altri stanno cercando di sfruttare la produzione digitale per modificare la geometria sulla base del piede del cliente.
FITASY appartiene a questo secondo gruppo.
L’azienda propone contemporaneamente modelli standard e una versione custom-fit nella quale il file di produzione viene adattato attraverso i dati raccolti con la scansione.
Il passaggio importante non è soltanto stampare una scarpa
La partnership con USA Diving mette in evidenza un cambiamento più ampio nell’utilizzo della produzione additiva.
La prima generazione di scarpe stampate in 3D puntava spesso sull’effetto visivo della tecnologia e sulla possibilità di produrre strutture che apparivano molto diverse da quelle tradizionali.
Il passaggio successivo consiste invece nell’utilizzare quella libertà geometrica per modificare il comportamento del prodotto.
Lattice con densità variabile, strutture differenziate e modelli adattati alla forma del piede permettono di trasformare la stampa 3D da semplice tecnica produttiva a strumento di progettazione.
Nel caso di FITASY, il processo collega direttamente tre elementi: scansione del piede, progettazione digitale e produzione della scarpa.
È questa integrazione a rendere il progetto interessante dal punto di vista dell’additive manufacturing.
La macchina non produce semplicemente copie dello stesso oggetto: può ricevere file differenti per ciascun cliente.
USA Diving offre a FITASY un ambiente particolarmente coerente con il prodotto
La scelta di iniziare una collaborazione con una federazione dedicata ai tuffi appare coerente con le caratteristiche fisiche delle Stride.
La struttura traforata offre drenaggio, non utilizza una tomaia tradizionale destinata ad assorbire grandi quantità d’acqua e può essere pulita con acqua e sapone.
FITASY raccomanda l’asciugatura all’aria e suggerisce di evitare esposizioni prolungate a temperature elevate per preservare le proprietà del poliuretano.
La stessa costruzione rende la calzatura utilizzabile anche in altri contesti nei quali acqua, ventilazione e facilità di pulizia assumono importanza: piscine, spiagge, imbarcazioni, centri sportivi e attività leggere.
Per questo l’accordo con USA Diving può diventare per l’azienda un punto di ingresso verso un segmento più ampio rispetto al solo tuffo agonistico.
Una collaborazione che unisce sport, scansione digitale e additive manufacturing
La nomina di FITASY come Official Footwear Partner di USA Diving mostra come la stampa 3D stia cercando spazi applicativi anche fuori dai settori industriali nei quali viene utilizzata per componenti aerospaziali, dispositivi medici o attrezzature specialistiche.
In questo caso il prodotto è un oggetto consumer molto comune: una scarpa.
A cambiare è però il modo in cui viene progettata e prodotta.
La forma del piede viene acquisita digitalmente, il modello viene adattato tramite software e la struttura tridimensionale viene costruita senza dover realizzare uno stampo personalizzato per ciascun utente.
Per FITASY, l’utilizzo da parte di atleti e allenatori di USA Diving rappresenta un test importante della tecnologia in un ambiente caratterizzato da acqua, superfici dure e utilizzo frequente.
Per USA Diving, la collaborazione aggiunge invece una soluzione specificamente pensata per le fasi che circondano allenamento e competizione.
Il dato più interessante per il settore della produzione additiva resta la crescente capacità di collegare personalizzazione e produzione seriale.
Non si tratta più soltanto di dimostrare che una scarpa può essere stampata in 3D. La sfida diventa produrre rapidamente modelli differenti, adattarli al singolo utilizzatore e inserirli in una filiera abbastanza efficiente da competere con prodotti realizzati attraverso processi convenzionali.
La partnership tra FITASY e USA Diving sarà quindi interessante anche per capire quanto la personalizzazione digitale possa diventare un elemento stabile del mercato delle calzature sportive e da recupero.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
