Modix cambia soprattutto l’infrastruttura elettronica, non le dimensioni delle sue grandi stampanti
Modix ha annunciato la quinta generazione della propria piattaforma BIG per stampa 3D FFF di grande formato. A differenza di un normale cambio generazionale, però, GEN5 non introduce sei macchine completamente nuove né modifica radicalmente i relativi volumi di costruzione. BIG-60, BIG-120X, BIG-120Z, BIG-180X, BIG-Meter ed Everest rimangono alla base dell’offerta. Il cambiamento principale è sotto la superficie: la precedente elettronica viene sostituita da un’architettura Duet 3 6HC con comunicazione CAN-FD distribuita, progettata non soltanto per controllare la configurazione attuale della macchina ma per ospitare in futuro molti più motori, sensori, toolboard e testine. È proprio questo margine di espansione che consentirà a Modix di aggiungere funzioni molto più ambiziose, tra cui il tool changer automatico Bondtech INDX, una testina compatta per pellet e una configurazione con estrusore inclinato a 45°. Le tre tecnologie verranno presentate a Formnext 2026, in programma a Francoforte dal 17 al 20 novembre, ma al momento dell’annuncio del 7 settembre non devono essere considerate tutte già disponibili commercialmente. Le stampanti GEN5, invece, sono già in consegna: Modix afferma che gli ordini effettuati durante l’estate stanno arrivando ai clienti con la nuova elettronica.
GEN5 nasce dalla filosofia “upgrade instead of replace”
Modix ha sempre costruito la propria offerta intorno a una piattaforma relativamente aperta e modulare. Le stampanti vengono fornite prevalentemente come kit da assemblare e nel corso della loro vita possono ricevere enclosure, IDEX, testine differenti, sistemi di filtrazione, piani magnetici e altre espansioni. Con Generation 5 il CEO Shachar Gafni vuole estendere la stessa filosofia all’architettura di controllo. Una macchina acquistata oggi dovrebbe avere sufficiente capacità elettronica per accogliere tecnologie che verranno presentate successivamente, senza obbligare il cliente a sostituire controller e cablaggio principale ogni volta. Questa impostazione è particolarmente sensata nel large-format FFF: una BIG-Meter o una Everest non è un dispositivo desktop che viene sostituito facilmente ogni due anni. Assemblaggio, spazio occupato, enclosure, infrastruttura elettrica e sviluppo dei profili rappresentano un investimento che rende desiderabile prolungare il più possibile la vita utile dell’hardware.
Duet 3 6HC rappresenta il vero salto rispetto alla quarta generazione
La precedente Generation 4 utilizzava controller Duet di generazione precedente e una scheda di espansione centralizzata. GEN5 passa al Duet 3 Mainboard 6HC, una piattaforma con processore ARM Cortex-M7 e sei driver stepper ad alta corrente integrati. La parte più importante non è però il numero sei: attraverso CAN-FD possono essere collegati moduli di espansione distribuiti, toolboard e ulteriori driver in punti differenti della macchina. Modix dichiara che l’architettura può arrivare a gestire oltre 20 assi e driver tramite espansioni esterne. Questo non significa che una BIG-120X GEN5 possieda oggi venti assi, né che tutti siano già utilizzati: descrive la capacità massima prevista dall’architettura per future configurazioni molto più complesse. Una macchina dotata di più testine, tool changer, assi aggiuntivi o sistemi automatici può quindi essere espansa senza ridisegnare completamente il quadro di controllo.
CAN-FD riduce anche il problema del cablaggio nelle macchine grandi
Su una stampante desktop i cavi tra mainboard e testina percorrono poche decine di centimetri. Su una BIG-180X, una BIG-Meter o una Everest le distanze diventano molto superiori e aggiungere sensori o attuatori significa aumentare rapidamente il numero di conduttori che devono attraversare catene portacavi e parti mobili. GEN5 introduce una print-head tool board con comunicazione CAN e porta parte dell’elettronica vicino al punto in cui viene utilizzata. Segnali digitali e comandi possono così viaggiare sul bus invece di richiedere una linea separata fino al controller centrale per ogni nuovo elemento. È la stessa logica utilizzata da tempo nell’automazione industriale e diventa particolarmente interessante quando Modix immagina una macchina capace di cambiare automaticamente più utensili.
L’accelerometro integrato permette una calibrazione dinamica più evoluta
La nuova tool board include anche un accelerometro. Modix lo presenta come strumento per automated calibration e motion tuning. Una macchina di grande formato possiede strutture, masse e frequenze di risonanza molto differenti da quelle di una piccola CoreXY; inoltre una BIG-60 e una Everest non reagiscono allo stesso modo alle accelerazioni. Misurare direttamente il comportamento dinamico della testina permette al sistema di adattare meglio i parametri di movimento e ridurre vibrazioni. Non bisogna però trasformare questa funzione in una garanzia di maggiore accuratezza geometrica: l’accelerometro aiuta a caratterizzare la dinamica della macchina, mentre precisione finale, ringing e qualità rimangono dipendenti anche da frame, tensionamento, estrusione, materiale e profilo di stampa.
Ethernet diventa standard e il Wi-Fi può essere fisicamente rimosso
Un’altra modifica interessante riguarda la connettività. GEN5 integra Ethernet come connessione di rete standard e utilizza un dongle Wi-Fi removibile. Per un normale studio di design può essere più pratico lasciare attiva la connessione wireless; un laboratorio defense, un ente pubblico o un’azienda che tratta proprietà intellettuale sensibile può invece rimuovere completamente il dongle. È una soluzione molto più semplice rispetto a disabilitare soltanto il Wi-Fi via software, perché elimina fisicamente il relativo hardware radio. Non trasforma automaticamente la stampante in un sistema certificato per reti classificate, ma offre una configurazione più coerente con ambienti nei quali la cybersecurity viene trattata come requisito di procurement.
Arriva anche una nuova interfaccia touchscreen
Modix ha aggiornato display e user experience insieme all’elettronica. Il cambiamento può sembrare secondario rispetto a pellet e tool changing, ma su una grande macchina utilizzata per job di molte ore o giorni la gestione locale di homing, calibrazione, temperature, errori e manutenzione ha un impatto operativo concreto. L’azienda parla inoltre di numerosi reliability improvements derivati dal feedback degli utenti, senza però pubblicare una lista completa di tutti i componenti modificati. È quindi corretto parlare di interventi sull’affidabilità dichiarati da Modix, ma non attribuire alla quinta generazione specifici aumenti di MTBF o uptime che non sono stati pubblicati.
Non è GEN5 a rendere improvvisamente le Modix sei volte più veloci
La comunicazione attuale del produttore mette molto in evidenza la testina Griffin Ultra, capace secondo Modix di raggiungere circa 0,5 kg/h di materiale con ugello da 1,6 mm e layer fino a 1,2 mm, con un incremento dichiarato fino a sei volte rispetto a configurazioni FFF standard. Griffin Ultra era però già parte dell’evoluzione della piattaforma prima della Generation 5. La nuova elettronica può contribuire alla gestione futura della macchina, ma non bisogna interpretare il claim “6× faster” come “GEN5 è sei volte più veloce di GEN4”. Nel configuratore attuale Modix indica ancora per una BIG-120X velocità di stampa fino a circa 100 mm/s in condizioni definite “normal quality” e travel fino a 350 mm/s. Nel large-format il throughput volumetrico e massico conta spesso molto più della sola velocità XY: spostare la testina a 300 mm/s non serve se l’hotend non riesce a fondere abbastanza polimero.
Il primo grande upgrade futuro sarà Bondtech INDX
Tra le novità previste per Formnext, il sistema più interessante è probabilmente il Bondtech INDX automatic tool changer. INDX non cambia semplicemente filamento all’interno dello stesso hotend, ma sostituisce fisicamente utensili differenti. L’architettura sviluppata da Bondtech utilizza un’unica smart head attiva e una serie di utensili passivi parcheggiati in docking station. Ogni utensile può portare un materiale o un diametro di ugello differente. Il concetto consente quindi di passare da PLA a support material, da una testina fine a una high-flow oppure utilizzare colori diversi senza far transitare tutti i filamenti attraverso lo stesso melt path. L’implementazione Bondtech generale è già reale e nel 2026 viene utilizzata anche nell’ecosistema Prusa, ma la versione specifica Modix è ancora in sviluppo. Non sono stati comunicati numero massimo di utensili, tempo di cambio, temperature supportate o prezzo dell’upgrade sulla serie BIG.
Il tool changer sarebbe un salto significativo rispetto all’IDEX attuale
Modix offre già Independent Dual Extrusion, IDEX, che utilizza due testine indipendenti. È una soluzione utile per materiale principale più supporto, due colori oppure duplicate/mirror printing in configurazioni compatibili. Rimane però limitata a due toolhead residenti sulla macchina. Un vero tool changer permette potenzialmente di parcheggiare più utensili e utilizzare soltanto quello necessario in un determinato momento. Modix anticipa l’INDX soprattutto sulle macchine da un metro e oltre, dove esiste spazio sufficiente per integrare dock e più utensili senza sacrificare in modo eccessivo l’area di lavoro. Non bisogna però trasferire automaticamente alle Modix il numero di otto o più materiali dimostrato da INDX su altre piattaforme: l’integrazione large-format avrà vincoli geometrici e firmware specifici.
Il vantaggio può essere ancora maggiore usando ugelli diversi invece che semplicemente colori diversi
Su una parte lunga un metro può essere conveniente costruire infill e grandi superfici con ugello da 1,6 mm e passare a un nozzle più piccolo soltanto per fori, dettagli o zone funzionali. Oggi questo richiede compromessi o cambi manuali; un tool changer può teoricamente automatizzare il passaggio. Lo stesso vale per supporti solubili, materiali rigidi e flessibili o combinazioni che richiedono temperature differenti. La vera sfida sarà garantire allineamento XY/Z tra gli utensili su un volume molto grande: un errore di poche decine di centesimi di millimetro che su un oggetto desktop è visibile può diventare più problematico quando layer e materiali devono incontrarsi lungo superfici estese.
Il secondo upgrade previsto è un estrusore pellet compatto per la serie BIG
Modix possiede già una famiglia specificamente progettata intorno ai pellet, la MAMA, con MAMA-1000, MAMA-1700 e MAMA XL-3000. La MAMA-1000, per esempio, utilizza un estrusore DYZE Design Pulsar e Modix dichiara capacità fino a circa 3 kg/h. Il nuovo componente annunciato per GEN5 è però differente: si tratta di un compact pellet print head progettato come upgrade della serie BIG a filamento. L’obiettivo è permettere allo stesso telaio di utilizzare granulo quando servono elevata portata e minore costo della materia prima, mantenendo filamento quando sono prioritari dettaglio e controllo. Modix non ha ancora pubblicato throughput, diametro vite, potenza termica, temperatura massima o materiali qualificati del nuovo estrusore compatto. Non sarebbe quindi corretto attribuirgli automaticamente i 3 kg/h della MAMA-1000.
Pellet e filamento rispondono a due esigenze economiche differenti
Il vantaggio dei pellet aumenta rapidamente con la massa della parte. Modix indica in termini generali filamenti industriali nell’ordine di 20-80 dollari/kg e pellet nell’ordine di 2-8 dollari/kg, valori commerciali indicativi che dipendono naturalmente dal materiale. Su un prototipo da 200 grammi la differenza può essere secondaria; su uno stampo o un mobile da 30 kg può diventare determinante. Il pellet permette anche portate superiori, ma normalmente perde qualcosa nella risoluzione delle piccole feature e richiede una gestione dell’estrusione più complessa. La possibilità di utilizzare entrambi sulla stessa macchina è quindi più interessante del tentativo di dichiarare un vincitore assoluto tra i due feedstock.
Il terzo sviluppo, la stampa a 45°, potrebbe ridurre drasticamente i supporti su alcune parti cave
Modix presenterà anche una testina inclinata di 45°. L’idea deriva in parte da ciò che viene già fatto sulle belt printer: se la direzione di deposizione non è perfettamente verticale rispetto al piano, alcune superfici che in una normale cartesiana sarebbero grandi overhang possono diventare molto più favorevoli alla deposizione. Modix cita in particolare pareti inclinate e grandi componenti cavi che altrimenti richiederebbero chilogrammi di support material. Nel large-format questa differenza può essere economicamente significativa: un supporto interno da alcuni chilogrammi significa non soltanto materiale perso, ma ore aggiuntive di stampa e spesso un post-processing difficile.
“45-degree printing” non significa però una vera macchina a cinque assi
La testina inclinata modifica l’orientamento dell’estrusione, ma le informazioni disponibili non descrivono una testa robotica continuamente orientabile o deposizione non planare arbitraria a cinque assi. È quindi più corretto parlare di una tilted print-head configuration che consente determinate strategie geometriche, non di una piattaforma multi-axis capace di orientare dinamicamente l’ugello in qualsiasi direzione. Dettagli su cinematiche, slicer, collision avoidance e compatibilità dei modelli verranno comunicati in seguito.
La parte più interessante è che le tre funzioni dipendono tutte dalla stessa scelta elettronica
Automatic tool changing richiede più attuatori e sensori. Pellet extrusion aggiunge un utensile con esigenze di controllo differenti. Una testina inclinata può richiedere ulteriore meccanica, assi o gestione I/O. GEN5 non implementa necessariamente tutto questo oggi, ma crea una base comune sulla quale Modix può costruire senza sostituire ogni volta il controller centrale. È quindi corretto definire la quinta generazione più una platform architecture release che una semplice performance release.
I sei modelli rimangono differenziati soprattutto dalla geometria del volume di stampa
La BIG-60 resta l’accesso al large-format con 600 × 600 × 660 mm. BIG-120X offre 1.200 mm lungo X per pannelli, tooling e componenti lunghi; BIG-120Z porta la Z a 1.200 mm; BIG-180X arriva a circa 1.800 mm in larghezza; BIG-Meter offre sostanzialmente un metro cubo; Everest arriva a 2 metri di altezza, mantenendo un footprint vicino al metro. Questa varietà permette a Modix di condividere buona parte dell’architettura mantenendo macchine specializzate per oggetti molto differenti. GEN5 cerca ora di fare lo stesso con l’elettronica.
Sul sito Modix sono ancora presenti alcune specifiche Generation 4 non completamente sincronizzate
Questa è una cautela utile per chi confronta oggi i modelli. La nuova sezione GEN5 indica per esempio BIG-180X a 1.800 × 600 × 660 mm e BIG-Meter a 980 × 1.000 × 1.000 mm, mentre alcune vecchie pagine Generation 4 mostrano rispettivamente 1.800 × 600 × 600 mm e 1.000 × 1.000 × 1.000 mm. Anche i prezzi compaiono in versioni differenti in sezioni diverse del sito. Per una configurazione acquistata oggi è quindi preferibile fare riferimento alla scheda GEN5 e al preventivo Modix, non assumere che una vecchia pagina tecnica G4 rappresenti necessariamente la macchina consegnata nel settembre 2026.
La nuova sezione GEN5 mostra un aumento di circa 300 dollari su gran parte della gamma
Il listino attuale della pagina GEN5 indica BIG-60 da 5.700 USD, BIG-120X e BIG-120Z da 8.300 USD, BIG-Meter da 15.300 USD, BIG-180X da 17.300 USD ed Everest da 27.000 USD. Le pagine Generation 4 mostravano rispettivamente 5.400, 8.000, 8.000, 15.000, 17.000 e 27.000 dollari. L’aumento appare quindi relativamente contenuto e coerente con la definizione di “minor price update” utilizzata nell’annuncio. Il sito, tuttavia, presenta ancora in alcune aree i prezzi precedenti e il costo finale dipende da enclosure, IDEX, Griffin Ultra, filtrazione, montaggio, spedizione e altri optional.
Il modello kit rimane un elemento peculiare di Modix
Nonostante dimensioni che arrivano a due metri, la serie BIG continua a essere proposta principalmente come self-assembly kit. Il vantaggio è ridurre il costo iniziale e rendere la piattaforma più facilmente aggiornabile e riparabile; il rovescio della medaglia è che installazione e calibrazione dipendono in misura maggiore dall’utente rispetto a sistemi industriali consegnati completamente assemblati e qualificati. Modix afferma di fornire video, onboarding e supporto remoto e indica generalmente due-tre giorni come riferimento per il setup delle proprie piattaforme. Per un reparto produttivo è quindi importante includere nel confronto anche il costo del tempo di installazione e non soltanto il prezzo della macchina.
L’apertura della piattaforma rimane parte della proposta commerciale
Modix continua a consentire l’utilizzo di materiali e slicer non completamente vincolati a un ecosistema proprietario. La configurazione GEN5 della BIG-120X, per esempio, dichiara PLA, PETG, ABS, ASA, PA, PC e TPU, con composite carbon/glass-filled utilizzabili attraverso nozzle hardened appropriati. Il piano raggiunge 120 °C, mentre l’effettiva lavorabilità di materiali ad alto ritiro dipende anche dall’enclosure e dalla dimensione del componente. Su una parte di un metro, ABS o nylon possono sviluppare stress termici molto più difficili da controllare rispetto a un piccolo oggetto desktop. La compatibilità nominale del materiale non equivale quindi alla garanzia di poter stampare qualsiasi geometria alla massima dimensione.
Anche la “mechanical accuracy” da 10 µm non deve essere confusa con la tolleranza del pezzo
Nel configuratore GEN5 Modix indica per esempio 10 µm di mechanical accuracy X/Y e 0,5 µm sull’asse Z. Questi valori descrivono la risoluzione/precisione del sistema di movimento e non significano che una parte lunga 1.200 mm verrà prodotta con tolleranza dimensionale ±0,01 mm. Estrusione, ritiro del polimero, temperatura, calibrazione e geometria introducono errori di ordine molto superiore. È una distinzione particolarmente importante nelle macchine large-format, dove la contrazione termica su un metro di materiale può diventare molto più rilevante della risoluzione teorica del motion system.
GEN5 non sostituisce neppure la MAMA Series
L’arrivo del compact pellet extruder sulla BIG potrebbe far pensare che la linea pellet dedicata diventi inutile. In realtà i due prodotti restano orientati a livelli differenti. MAMA nasce intorno alla produzione a pellet e raggiunge portate molto superiori, con MAMA-1000 da un metro cubo e piattaforme fino a 3.000 mm di lunghezza. Il nuovo head per BIG sembra invece puntare a dare una capacità pellet aggiuntiva agli utenti della serie filament, preservando una macchina più versatile. Finché Modix non pubblicherà throughput e duty cycle del nuovo estrusore, non è possibile stabilire quanto si avvicinerà alle prestazioni MAMA.
La stessa logica vale per IDEX e INDX: uno non rende automaticamente inutile l’altro
IDEX utilizza due toolhead indipendenti e può essere vantaggioso quando l’applicazione richiede due estrusori contemporaneamente o modalità duplicate/mirror. INDX nasce invece per cambiare numerosi utensili sullo stesso carriage. Le due architetture possono rispondere a workflow differenti. Non è ancora stato comunicato se Modix permetterà configurazioni nelle quali IDEX e INDX convivano sulla stessa macchina o se l’utente dovrà scegliere una delle due soluzioni.
Formnext sarà quindi il vero momento in cui valutare la portata della quinta generazione
La manifestazione si terrà a Francoforte dal 17 al 20 novembre 2026 e Modix indica Hall 12.1, stand F101. Sarà importante osservare non semplicemente dimostrazioni statiche, ma il funzionamento reale degli upgrade: quanto spazio occupano i dock INDX, quanti utensili possono essere utilizzati su BIG-Meter ed Everest, quanto dura un cambio reale, che portata raggiunge il pellet extruder compatto, quali materiali accetta e quanto la testina a 45° riduce supporti su componenti reali. Al momento questi valori non sono stati pubblicati.
Il rischio principale dell’annuncio è confondere roadmap e prodotto disponibile
Duet 3, accelerometro, nuovo touchscreen, Ethernet e Wi-Fi removibile appartengono alla GEN5 che sta già arrivando ai clienti. INDX, compact pellet extruder e 45-degree printing sono invece tecnologie annunciate per la successiva introduzione. TCT sottolinea che Modix pubblicherà ulteriori dettagli quando ciascun sistema raggiungerà la disponibilità commerciale. Un acquirente che ordina oggi una BIG-60 GEN5 non deve quindi aspettarsi automaticamente una macchina dotata di tool changer e pellet extrusion inclusi nel prezzo base.
La strategia è comunque interessante perché cambia il significato di “future-proof”
La parola viene spesso utilizzata nel marketing delle stampanti 3D per descrivere aggiornamenti software relativamente piccoli. Nel caso GEN5 la scelta della rete CAN-FD e di un controller espandibile offre almeno una base hardware concreta per aggiungere funzionalità che richiedono effettivamente nuovi attuatori e toolhead. Resta naturalmente da verificare per quanti anni Modix continuerà a rendere questi upgrade compatibili con i telai già installati e quali costi avranno.
Per chi possiede una Generation 4 la domanda decisiva sarà se esisterà un retrofit GEN5
La filosofia dichiarata dall’azienda suggerisce fortemente l’aggiornabilità, ma l’annuncio non pubblica ancora un kit completo, prezzo o lista di compatibilità per convertire ogni precedente BIG alla nuova elettronica. Il CEO afferma che le nuove capacità verranno offerte come upgrade “whenever technically possible”, formulazione che lascia correttamente aperta la possibilità che alcune configurazioni o generazioni precedenti richiedano interventi più estesi. Non bisogna quindi affermare che tutte le BIG già installate possano certamente diventare GEN5 con una semplice sostituzione della scheda.
Il salto più importante potrebbe emergere solo tra uno o due anni
Oggi il cliente vede soprattutto una macchina familiare con elettronica migliore. Se però nel tempo la stessa BIG-Meter potrà passare dal singolo Griffin a IDEX, poi a INDX multi-tool, utilizzare pellet per il volume principale e filamento fine per i dettagli e sfruttare una testina inclinata per alcune geometrie, il valore della nuova architettura diventerà molto più evidente. La quinta generazione deve quindi essere giudicata non soltanto su ciò che fa nel settembre 2026, ma sulla capacità di Modix di trasformare la roadmap annunciata in upgrade realmente acquistabili, affidabili e retrocompatibili.
È una strategia particolarmente adatta a una fascia di mercato compresa tra desktop e grandi sistemi industriali chiusi
Modix propone volumi da 600 mm fino a due metri con prezzi base che partono da poche migliaia di dollari, molto inferiori a numerose piattaforme industriali turnkey. Il compromesso è un sistema più aperto, modulare e spesso autoassemblato. GEN5 cerca di aumentare sofisticazione elettronica e automazione senza abbandonare questa impostazione. Tool changer, pellet e stampa inclinata potrebbero quindi portare capacità normalmente associate a macchine più costose su una piattaforma con una struttura economica molto differente.
La vera novità non è quindi una BIG più grande, ma una BIG progettata per cambiare funzione nel tempo
I volumi della quinta generazione sono sostanzialmente quelli già conosciuti. Nemmeno Griffin Ultra nasce con GEN5. La trasformazione è architetturale: Modix vuole fare in modo che una stampante acquistata per estrusione a filamento possa successivamente diventare multi-tool, lavorare anche pellet e utilizzare strategie di deposizione differenti. Se questa promessa verrà mantenuta, il vantaggio non sarà soltanto aggiungere qualche funzione: significherà modificare il modello economico del large-format FFF, facendo durare più a lungo il capitale hardware mentre testine ed elettronica evolvono attorno allo stesso telaio. Per questo la quinta generazione appare meno spettacolare di una macchina completamente nuova nell’immediato, ma potenzialmente molto più importante per gli utenti che intendono mantenere una grande stampante in produzione per molti anni.
Modix BIG GEN5 – gamma attuale
| Modello | Volume GEN5 attualmente indicato | Prezzo base GEN5 indicato |
|---|---|---|
| BIG-60 | 600 × 600 × 660 mm | $5.700 |
| BIG-120X | 1.200 × 600 × 640 mm | $8.300 |
| BIG-120Z | 600 × 600 × 1.200 mm | $8.300 |
| BIG-180X | 1.800 × 600 × 660 mm | $17.300 |
| BIG-Meter | 980 × 1.000 × 1.000 mm | $15.300 |
| Everest | 970 × 1.030 × 2.000 mm | $27.000 |
Nota: alcune vecchie sezioni Generation 4 del sito Modix mostrano ancora dimensioni e prezzi leggermente differenti. La sezione GEN5 è la fonte più aggiornata, ma il preventivo finale resta il riferimento corretto per una macchina ordinata oggi.
Generation 4 vs Generation 5
| Area | Generation 4 | Generation 5 |
|---|---|---|
| Famiglia macchine | 6 BIG models | Stessi 6 modelli |
| Controller | Duet generazione precedente | Duet 3 6HC |
| Architettura | Più centralizzata | CAN-FD distribuita |
| Espandibilità driver/assi | Più limitata | 20+ possibili tramite espansioni |
| Toolboard sulla testina | Architettura precedente | CAN toolboard |
| Accelerometro | Non elemento centrale | Integrato |
| Ethernet | Dipendeva dalla configurazione | Standard |
| Wi-Fi | Integrato/configurato | Dongle removibile |
| Display | Generazione precedente | Nuovo touchscreen |
| Tool changer automatico | No | Previsto |
| Pellet sulla BIG | Non standard | Previsto come upgrade |
| Testina 45° | No | Prevista |
La capacità CAN-FD ed espandibile deriva sia dalla piattaforma Duet 3 sia dall’implementazione GEN5 dichiarata da Modix.
Funzioni presenti oggi vs roadmap
| Funzione | Stato al 7 settembre 2026 |
|---|---|
| Duet 3 6HC | Disponibile su GEN5 |
| CAN-FD | Disponibile |
| Accelerometro | Disponibile |
| Nuovo touchscreen | Disponibile |
| Ethernet | Disponibile |
| Wi-Fi removibile | Disponibile |
| Griffin / Griffin Ultra | Disponibili |
| IDEX | Disponibile come opzione |
| Bondtech INDX | Previsto / dettagli commerciali in arrivo |
| Compact pellet extruder BIG | Previsto |
| 45° tilted print head | Prevista |
| Presentazione delle tre tecnologie | Formnext 2026 |
TCT precisa che dettagli e disponibilità commerciale dei tre upgrade futuri verranno comunicati separatamente.
BIG-120X GEN5 – esempio delle specifiche di piattaforma
| Parametro | Dato dichiarato |
|---|---|
| Tecnologia | FFF |
| Build volume | 1.200 × 600 × 640 mm |
| Filamento | 1,75 mm |
| Print head standard | Griffin |
| IDEX | Optional |
| Layer height | 0,05–1,2 mm a seconda di nozzle/hotend |
| Print speed “normal quality” | Fino a 100 mm/s |
| Travel | Fino a 350 mm/s |
| Piano | PEI su alluminio fresato |
| Temperatura piano | 120 °C |
| Mechanical accuracy dichiarata XY | 10 µm |
| Mechanical accuracy dichiarata Z | 0,5 µm |
| Materiali indicati | PLA, PETG, ABS, ASA, PA, PC, TPU |
| Compositi CF/GF | Con nozzle hardened |
| Controller | Duet 3 6HC |
| Connectivity | Ethernet + removable Wi-Fi |
Mechanical accuracy non equivale a tolleranza dimensionale garantita della parte stampata.
Tre chiarimenti tecnici importanti
| Claim | Interpretazione corretta |
|---|---|
| 20+ axes/drivers | Capacità massima dell’architettura espansa, non assi presenti oggi |
| 6× faster / 0,5 kg/h | Claim Griffin Ultra, non incremento GEN5 vs GEN4 |
| 3 kg/h pellet | Specifica MAMA-1000, non del futuro compact pellet head BIG |
| 45° printing | Testina inclinata, non necessariamente vero 5-axis AM |
| INDX multimateriale | Integrazione Modix ancora da specificare |
| Mechanical accuracy 10 µm | Non significa ±10 µm sul pezzo finito |
Modix dichiara per Griffin Ultra fino a 0,5 kg/h e per MAMA-1000 fino a 3 kg/h, ma si tratta di due sistemi diversi e questi numeri non devono essere trasferiti alla nuova testina pellet compatta.
