Un’autorizzazione per operare nella filiera della difesa
La National Additive Manufacturing and Innovation Company, conosciuta come NAMI, ha ottenuto dalla General Authority for Military Industries una licenza per svolgere attività di produzione militare in Arabia Saudita.
La General Authority for Military Industries, abbreviata in GAMI, è l’organismo responsabile della regolamentazione, dell’autorizzazione e dello sviluppo dell’industria della difesa nel Regno. La licenza permette a NAMI di qualificare e produrre localmente componenti realizzati mediante produzione additiva destinati a programmi militari e aerospaziali.
L’autorizzazione non deve essere interpretata come un’approvazione automatica di qualsiasi componente stampato. Ogni applicazione dovrà comunque rispettare specifici requisiti tecnici, produttivi e documentali. La licenza consente però a NAMI di assumere direttamente il ruolo di produttore regolamentato, evitando di affidare l’intero processo di qualificazione a organizzazioni esterne.
La struttura societaria di NAMI
NAMI è stata costituita nel 2022 attraverso una joint venture tra 3D Systems e la Saudi Arabian Industrial Investments Company, conosciuta come Dussur.
3D Systems mette a disposizione tecnologie per la stampa 3D di metalli e polimeri, materiali, software e competenze nello sviluppo delle applicazioni. Dussur è invece una società di investimento industriale controllata dal Public Investment Fund saudita, da Saudi Aramco e da SABIC.
Nel 2025 anche Saudi Electricity Company, abbreviata in SEC, ha concordato un investimento strategico per acquisire una partecipazione del 30% in NAMI. L’ingresso di SEC ha ampliato il collegamento della società con il settore energetico e con i programmi di localizzazione delle parti di ricambio.
La struttura mette quindi insieme un produttore internazionale di sistemi additivi, un investitore industriale saudita e uno dei maggiori operatori energetici della regione.
Che cosa cambia con la licenza di GAMI
Per la produzione di componenti militari non è sufficiente ricevere un file CAD e avviare una stampante. Il processo deve dimostrare che ogni pezzo rispetta requisiti definiti e che il risultato può essere ripetuto nel tempo.
La qualifica comprende normalmente la tracciabilità delle polveri, il controllo delle condizioni della macchina, la registrazione dei parametri di stampa e la gestione dell’atmosfera all’interno della camera. Devono essere documentati anche i trattamenti termici, la rimozione dei supporti, le lavorazioni meccaniche e le operazioni di finitura.
I componenti vengono poi sottoposti a controlli dimensionali e, quando necessario, a prove meccaniche e non distruttive. Queste verifiche possono comprendere tomografia computerizzata, ultrasuoni, liquidi penetranti o analisi metallografiche.
La licenza permette a NAMI di organizzare queste attività all’interno di un quadro riconosciuto dalle autorità saudite. I singoli componenti dovranno comunque essere qualificati per l’applicazione prevista e approvati dal committente.
Il contributo di 3D Systems
Gli impianti NAMI comprendono diverse piattaforme sviluppate da 3D Systems. Tra queste figurano DMP Factory 500 e DMP Flex 350 Dual per la produzione additiva dei metalli, oltre alla SLS 380 per i materiali polimerici.
DMP Factory 500 è un sistema modulare progettato per la produzione industriale di componenti metallici. La separazione tra le fasi di stampa e gestione delle polveri permette di organizzare il flusso produttivo limitando l’esposizione dell’operatore.
DMP Flex 350 Dual utilizza due laser per aumentare la produttività e può essere impiegata per componenti complessi in leghe metalliche. La SLS 380 utilizza invece la sinterizzazione laser selettiva per realizzare parti polimeriche senza la necessità di strutture di supporto tradizionali.
La presenza di tecnologie metalliche e polimeriche permette a NAMI di affrontare applicazioni differenti, dai componenti strutturali alle parti funzionali, fino ad attrezzature e ricambi difficili da reperire.
La collaborazione con Lockheed Martin
Nel settembre 2025 NAMI e Lockheed Martin hanno annunciato un programma destinato alla qualificazione e alla produzione additiva di componenti aerospaziali e militari in Arabia Saudita.
La prima fase è concentrata su parti in alluminio che devono essere sottoposte a prove per verificare la conformità agli standard industriali. L’obiettivo dichiarato è valutare il loro possibile inserimento nella catena di fornitura internazionale di Lockheed Martin.
L’alluminio è molto utilizzato nel settore aerospaziale per il rapporto tra peso e prestazioni meccaniche. La stampa 3D permette di creare canali interni, reticoli e geometrie alleggerite, ma richiede un controllo rigoroso di porosità, tensioni residue e qualità superficiale.
La licenza rilasciata da GAMI offre una base normativa per estendere questo tipo di collaborazione. Non sostituisce però le procedure di approvazione richieste da Lockheed Martin per ogni specifica famiglia di componenti.
La certificazione aerospaziale AS/EN 9100
NAMI ha ottenuto anche la certificazione AS/EN 9100 per il proprio ambito di produzione additiva destinato ad aviazione, spazio e difesa.
Questo standard integra i principi della gestione della qualità con requisiti specifici per l’industria aerospaziale. Tra gli aspetti considerati figurano la gestione del rischio, la tracciabilità, la prevenzione delle parti contraffatte, il controllo dei fornitori e la configurazione del prodotto.
La combinazione tra certificazione AS/EN 9100 e licenza GAMI rende NAMI una delle strutture saudite più organizzate per affrontare programmi nei quali la documentazione del processo è importante quanto la geometria finale.
L’esperienza maturata nel settore energetico
Prima dell’autorizzazione militare, NAMI aveva avviato con Saudi Electricity Company un programma per la creazione di un inventario digitale dei ricambi.
Invece di conservare fisicamente grandi quantità di componenti, l’azienda può archiviare modelli digitali qualificati e produrre le parti quando diventano necessarie. Tra le applicazioni indicate da 3D Systems figurano giranti per pompe, bruciatori, ventole per motori, dissipatori e scambiatori di calore.
Questo approccio può essere utile per impianti che utilizzano componenti obsoleti o difficili da acquistare. La produzione locale può ridurre i tempi di approvvigionamento, ma richiede la verifica dei diritti sul progetto, la corretta identificazione del materiale e la validazione della parte riprodotta.
Le competenze sviluppate nel settore energetico possono essere trasferite alla difesa, soprattutto nella digitalizzazione dei ricambi, nel reverse engineering e nella gestione della configurazione.
Il collegamento con Saudi Vision 2030
Il progetto rientra nella strategia Saudi Vision 2030, che prevede di localizzare nel Regno oltre il 50% della spesa per le attrezzature militari entro il 2030.
La localizzazione non riguarda soltanto l’assemblaggio. L’obiettivo comprende produzione dei componenti, manutenzione, riparazione, ricerca, sviluppo e formazione di personale specializzato.
La produzione additiva può contribuire soprattutto nei casi caratterizzati da volumi contenuti, geometrie complesse e necessità di ricambi. Permette inoltre di distribuire la produzione vicino al luogo di utilizzo, purché macchine, materiali e processi siano stati qualificati.
Protezione dei dati e proprietà intellettuale
La fabbricazione digitale introduce questioni legate alla sicurezza informatica. I file destinati a componenti militari possono contenere informazioni sensibili sulla geometria, sui materiali e sulle prestazioni.
NAMI dovrà quindi proteggere il trasferimento dei dati, controllare l’accesso ai file e documentare ogni modifica. Servono sistemi per impedire copie non autorizzate e per verificare che il file utilizzato in produzione corrisponda alla versione approvata.
Anche le restrizioni alle esportazioni e la proprietà intellettuale dei produttori originali devono essere considerate. Localizzare la produzione non significa trasferire automaticamente tutti i diritti relativi al progetto.
Dalla disponibilità delle macchine alla produzione qualificata
Il valore della licenza consiste nel passaggio da una capacità tecnologica generale a una capacità produttiva inserita in un sistema regolamentato.
NAMI dispone delle macchine e delle competenze necessarie per sviluppare componenti metallici e polimerici. Il compito successivo sarà costruire una serie di processi qualificati, dimostrare la ripetibilità dei risultati e trasformare le collaborazioni iniziali in programmi produttivi continuativi.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
