Un progetto costruito intorno al riutilizzo dell’hardware Prusa

Il team di Positron 3D ha pubblicato il 24 luglio 2026 la versione 2026.R1 di Prusawire, un progetto open source che permette di convertire componenti provenienti dalle stampanti 3D Original Prusa MK3, MK3S, MK3S+, MK4 e MK4S di Prusa Research in una macchina con cinematica CoreXZ.

Prusawire non è un aggiornamento ufficiale sviluppato da Prusa Research e non deve essere confuso con una stampante prodotta da Voron Design. Il progetto utilizza però come riferimento tecnico la Voron Switchwire, adattandone la cinematica e diversi principi costruttivi al telaio metallico delle stampanti Original Prusa.

L’obiettivo di Positron 3D è offrire una destinazione utile a telai, supporti, barre, cuscinetti, cablaggi e componenti elettronici rimasti inutilizzati dopo un aggiornamento oppure provenienti da una macchina dismessa. Il risultato non è una semplice ricostruzione della stampante di partenza, ma una piattaforma differente, pensata per chi vuole avvicinarsi ai progetti RepRap, al firmware Klipper e alle soluzioni meccaniche adottate dalla comunità Voron.

La versione R1 rappresenta la prima edizione regolare del progetto dopo la fase Beta 1. Rispetto alla beta, Positron 3D ha ridisegnato l’asse Y, modificato il percorso delle cinghie XZ e ripulito la struttura CAD. Molte parti meccaniche della precedente versione, soprattutto quelle collegate agli assi XZ e Y, non sono quindi compatibili con R1.

L’origine del Prusawire dopo la conversione della Prusa MK4S

L’idea è nata osservando i componenti che rimangono dopo la trasformazione di una Original Prusa MK4S di Prusa Research in una Prusa CORE One mediante il kit di conversione ufficiale.

La CORE One utilizza diverse parti della MK4S, tra cui piano di stampa, hotend, ugelli ed elementi del sistema di estrusione. Al termine della conversione possono però rimanere disponibili il telaio verticale, parti del supporto del piano, barre lineari, cuscinetti, cablaggi, coperture dell’elettronica e altri elementi meccanici.

Il concetto iniziale di Prusawire nacque come esercizio progettuale legato al primo aprile 2025. Il team di Positron 3D, con il contributo di Ella Fox e di altri membri della comunità, ha poi trasformato l’idea in una macchina documentata, dotata di file CAD, distinta dei materiali, configurazioni software e manuale di montaggio.

Il progetto è stato esteso anche alla famiglia MK3 di Prusa Research, che utilizza componenti differenti rispetto alla MK4. Una vecchia MK3, MK3S o MK3S+ può quindi diventare la base per una conversione completa, anziché essere conservata come fonte di ricambi o sostituita da una stampante nuova.

Come funziona la cinematica CoreXZ

La Voron Switchwire di Voron Design è una stampante di tipo “bed slinger”: il piano si sposta avanti e indietro lungo l’asse Y, mentre la testina viene movimentata sugli assi X e Z.

La differenza rispetto alla configurazione cartesiana delle stampanti Original Prusa si trova nel sistema CoreXZ. Nelle MK3 e MK4 di Prusa Research, il movimento verticale viene gestito da motori collegati a viti trapezoidali. Nel sistema CoreXZ, invece, i movimenti orizzontali della testina e quelli verticali del portale sono ottenuti attraverso due motori installati sul telaio e due cinghie coordinate.

Quando i due motori ruotano secondo determinate combinazioni, la testina si muove lungo l’asse X oppure l’intero gruppo si sposta lungo l’asse Z. Il sistema elimina le tradizionali viti dell’asse verticale e sposta i motori fuori dal portale mobile.

Questa architettura permette movimenti Z più rapidi e riduce alcuni problemi collegati a viti piegate, disallineate o montate con tensioni non uniformi. Introduce però altre esigenze: le due cinghie XZ devono seguire percorsi corretti, avere lunghezza equivalente ed essere tensionate in modo coerente. Anche la geometria del portale deve essere controllata con attenzione per evitare inclinazioni e attriti.

Prusawire conserva il piano mobile lungo l’asse Y. Non diventa quindi una CoreXY come la Prusa CORE One di Prusa Research, ma resta una stampante a piano oscillante con una gestione differente degli assi X e Z.

Il telaio Prusa sostituisce i profilati della Voron Switchwire

Una Voron Switchwire costruita secondo il progetto di Voron Design utilizza una struttura composta principalmente da profilati in alluminio 3030 e 3060. Prusawire sostituisce una parte sostanziale di questa struttura con il telaio in metallo della stampante Original Prusa.

La scelta riduce il numero di profilati da acquistare e permette di utilizzare un elemento che molti proprietari possiedono già. Il telaio Prusa, tuttavia, non è identico alla struttura prevista da Voron Design. Positron 3D ha dovuto riprogettare supporti, blocchi delle pulegge, attacchi dei motori e parti di collegamento per adattare la cinematica CoreXZ alla geometria disponibile.

Le barre dell’asse X provenienti dalla stampante Prusa possono essere riutilizzate sull’asse Y. La nuova asse X viene invece costruita con un profilato e una guida lineare. Le configurazioni supportano barre con diametri e lunghezze differenti, in modo da coprire diverse generazioni di hardware Prusa.

Il volume di costruzione dichiarato da Positron 3D è pari a 250 × 210 × 185 millimetri. La superficie utile X e Y rimane quindi vicina a quella delle stampanti Prusa da cui deriva il progetto, mentre l’altezza disponibile è inferiore rispetto ai 210 millimetri della MK3 e della MK4.

Le differenze tra le generazioni MK3 e MK4

La compatibilità con più generazioni di stampanti costituisce uno degli aspetti più complessi del Prusawire R1. Dal lancio della Original Prusa i3 MK3 nel 2017, Prusa Research ha modificato telai, sistemi di fissaggio dei cuscinetti, supporti del piano, pulegge, elettronica e diametri delle barre.

Una conversione basata su MK3 non utilizza quindi la stessa combinazione di parti di un progetto costruito con componenti MK4S. La distinta dei materiali preparata da Positron 3D distingue le configurazioni di partenza e indica quali componenti possono essere recuperati e quali devono essere acquistati.

La conversione non consiste nel trasferire ogni parte della vecchia stampante sul nuovo telaio. Alcuni elementi vengono riutilizzati senza modifiche, altri cambiano funzione e altri ancora devono essere sostituiti con componenti tipici delle macchine Voron.

La convenienza economica dipende perciò dal materiale già disponibile. Chi possiede una MK3 completa può recuperare un numero di parti diverso rispetto a chi conserva soltanto il telaio e alcune barre di una MK4S convertita in CORE One.

Componenti stampati e materiali necessari

Prusawire richiede numerosi componenti realizzati con una stampante 3D. Secondo le indicazioni di Positron 3D, una configurazione standard utilizza circa 1.060 grammi di filamento per il colore principale e circa 225 grammi per il colore secondario. Accessori, supporti elettronici e varianti del gruppo di stampa possono modificare queste quantità.

La scelta del materiale deve tenere conto delle temperature raggiunte dalla macchina, della rigidità richiesta e della possibilità di aggiungere pannelli di chiusura. Nei progetti collegati all’ecosistema Voron vengono impiegati spesso ABS e ASA, materiali adatti a parti meccaniche sottoposte a calore. La qualità dimensionale dei pezzi stampati è importante soprattutto nei passaggi delle cinghie, nei supporti delle pulegge e negli elementi che determinano l’allineamento degli assi.

Per alcuni fissaggi sui profilati, Positron 3D prevede anche dadi a T stampabili con inserti filettati. Questa soluzione può ridurre il costo della ferramenta specifica, ma richiede inserti installati in modo corretto e componenti stampati con tolleranze adeguate.

Elettronica originale o schede BigTreeTech

Una conversione basata sulla famiglia MK3 può conservare la scheda Einsy RAMBo utilizzata da Prusa Research. L’elettronica è compatibile con Klipper, ma l’installazione del firmware richiede passaggi aggiuntivi rispetto alle schede nate per piattaforme più aperte.

Il repository software di Positron 3D comprende anche configurazioni per la SKR Mini E3 V3 e la SKR Pico di BigTreeTech. Queste schede offrono driver e connessioni adatti a una configurazione Klipper, ma richiedono la verifica delle correnti dei motori, dei collegamenti e delle impostazioni di homing.

La presenza di più alternative permette di scegliere tra il recupero dell’elettronica esistente e l’acquisto di una piattaforma diversa. Conservare la Einsy RAMBo può limitare la spesa, mentre una scheda di BigTreeTech può offrire maggiore flessibilità per toolboard, display e accessori.

Prusawire utilizza normalmente un computer a scheda singola, come un dispositivo di Raspberry Pi, per eseguire Klipper, Moonraker e l’interfaccia Mainsail. La macchina assume quindi un’architettura software diversa rispetto al firmware standard installato da Prusa Research sulle stampanti MK3 e MK4.

Sensori, estrusori e gruppi di stampa configurabili

Le configurazioni pubblicate da Positron 3D coprono diverse combinazioni di sensori e componenti. Tra le sonde supportate compaiono SuperPINDA di Prusa Research, sensori induttivi di Omron e il sistema PZ Probe di E3D.

Il repository include anche configurazioni per toolboard di BigTreeTech e LDO Motors, comprese varianti basate sulle schede SB2209 e Nitehawk-SB. Queste soluzioni possono ridurre il numero di cavi che raggiungono la testina, ma aumentano il numero di elementi da configurare e diagnosticare.

Per l’estrusione sono previste opzioni come Clockwork 2, derivato dall’ecosistema Voron, e Galileo 2 di LDO Motors. La disponibilità di più configurazioni non implica che ogni combinazione sia pronta senza regolazioni. Lunghezza del tubo, rapporto dell’estrusore, corrente del motore, distanza di rotazione e gestione della retrazione devono essere adattati all’hardware installato.

Klipper, Moonraker e aggiornamenti della configurazione

Il software costituisce una parte centrale del progetto. Positron 3D distribuisce una configurazione Klipper modulare, organizzata in cartelle dedicate a schede madri, sonde, hotend, estrusori, sensori del filamento, display e toolboard.

L’utente può installare il repository nella cartella di configurazione della stampante e collegarlo al sistema di aggiornamento di Moonraker. In questo modo i file condivisi dal progetto possono essere aggiornati tramite Git, senza ricopiare ogni configurazione dopo una modifica pubblicata dal team.

Resta necessario creare un file specifico per la propria macchina. Il costruttore deve indicare la scheda utilizzata, la dimensione delle pulegge, il tipo di estrusore, il sensore del piano e gli altri componenti installati.

Dopo l’assemblaggio devono essere eseguite la calibrazione PID di hotend e piano, la verifica degli assi, la regolazione dell’estrusione e la creazione della mesh del piano. Positron 3D consiglia inoltre di misurare le risonanze per configurare Input Shaper.

Poiché Prusawire mantiene il piano mobile lungo Y, la misurazione delle vibrazioni su questo asse richiede un accelerometro montato sul piano. Un sensore installato soltanto sulla testina non può rilevare in modo corretto il comportamento dinamico dell’asse Y.

Profili per PrusaSlicer e OrcaSlicer

Il repository della versione R1 contiene profili destinati sia a PrusaSlicer di Prusa Research sia a OrcaSlicer. I profili Prusawire derivano in parte dalle impostazioni della Voron Switchwire, con modifiche legate soprattutto all’altezza di stampa disponibile e alla geometria della macchina.

Questi profili rappresentano una base di partenza. Accelerazioni, velocità, portata del materiale e temperature devono essere adattate al gruppo di estrusione, all’hotend, al filamento e alla qualità dell’assemblaggio.

Una macchina costruita con Einsy RAMBo, SuperPINDA ed estrusore Clockwork 2 non avrà lo stesso comportamento di una configurazione con scheda BigTreeTech, sonda E3D, toolboard LDO Motors ed estrusore Galileo 2. La varietà delle configurazioni rende necessaria una calibrazione specifica per ogni esemplare.

Il configuratore tridimensionale di Positron 3D

Per semplificare la selezione dei file, Positron 3D ha sviluppato un configuratore web dedicato alla versione 2026.R1. Lo strumento permette di scegliere i colori principali, visualizzare il modello tridimensionale e scaricare i file STL necessari.

La configurazione può essere condivisa attraverso un indirizzo generato dal sistema. Questa funzione è utile per documentare una costruzione, chiedere assistenza alla comunità o preparare un elenco coerente dei componenti da stampare.

L’anteprima tridimensionale utilizza una quantità rilevante di dati e viene quindi caricata soltanto su richiesta. Per l’analisi dettagliata dell’assemblaggio, Positron 3D mette a disposizione anche un visualizzatore CAD e un manuale in formato PDF.

Un progetto destinato a costruttori con esperienza pratica

Prusawire R1 non è un kit plug-and-play e non offre il percorso guidato tipico di una stampante venduta direttamente da Prusa Research. Il costruttore deve consultare la distinta dei materiali, identificare la variante corretta dei componenti, stampare le parti, preparare l’elettronica e configurare Klipper.

Il progetto è indicato per chi possiede già una MK3, MK3S, MK3S+, MK4 o MK4S e vuole sperimentare una cinematica diversa. Può interessare anche chi ha convertito una MK4S in Prusa CORE One e desidera utilizzare il telaio e gli altri elementi rimasti.

Serve però una buona conoscenza di cablaggi, firmware, meccanica e calibrazione. Gli interventi sull’alimentazione, sui riscaldatori e sui collegamenti della scheda devono essere eseguiti con attenzione. Anche il corretto allineamento del portale e la tensione delle cinghie hanno un’influenza diretta sulla qualità di stampa.

Un progetto indipendente basato su Prusa, Voron e Klipper

Prusawire R1 riunisce componenti e concetti provenienti da più ecosistemi. Il telaio e diversi elementi meccanici derivano dalle stampanti di Prusa Research. La cinematica prende come riferimento la Switchwire di Voron Design. Il controllo è basato su Klipper, Moonraker e Mainsail, mentre aziende come BigTreeTech, LDO Motors, E3D e Omron forniscono alcune delle alternative elettroniche e meccaniche previste dalle configurazioni.

Il progetto rimane gestito da Positron 3D e viene distribuito con licenza open source GPL-3.0. Per assistenza, modifiche e segnalazioni, il riferimento è quindi la comunità di Positron 3D, non il supporto ufficiale di Prusa Research o Voron Design.

Il valore del Prusawire non dipende soltanto dal riutilizzo dei componenti. La conversione permette di studiare il funzionamento di una macchina CoreXZ, modificare la configurazione Klipper e costruire una stampante adattata all’hardware disponibile. È una proposta rivolta a chi considera la stampante 3D una piattaforma da assemblare, comprendere e regolare, più che un prodotto da utilizzare senza interventi.

Di Fantasy

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