Per quelli di noi che hanno una mentalità particolarmente civica, pochi avvisi di notizie sono più ansiosi di quelli in cui le azioni più ampie delle forze armate statunitensi sono messe sotto il microscopio. L’esempio da manuale in questo sottogenere giornalistico riguarda la famigerata incapacità dei militari di rendere conto delle proprie spese. Ma, dietro a storie come questa, e forse a dare ancora più motivo di preoccupazione, ci sono quelle relative alle violazioni dei dati . Data la scommessa all-in dei militari sulla stampa 3D negli ultimi anni, era solo questione di tempo prima che vedessimo una storia che coinvolgeva la vulnerabilità della tecnologia di produzione additiva (AM) proprietaria dei militari. 

Secondo un rapporto del 1 luglio dell’Ufficio dell’ispettore generale del Pentagono (le parti che ci è permesso vedere, comunque; il rapporto è stato pesantemente redatto), le operazioni in rapida crescita dei militari nel settore della stampa 3D sono afflitte da una sicurezza informatica scadente. Ad esempio, gli autori del rapporto suggeriscono che “… se gli attori malintenzionati modificano i dati di progettazione AM, le modifiche potrebbero influire sulla forza finale e sull’utilità dei prodotti stampati in 3D”.

La portaerei USS Ronald Reagan e le navi del Ronald Reagan Carrier Strike Group e la marina indiana transitano nell’Oceano Pacifico durante un’operazione di addestramento bilaterale. Gli ingegneri di UConn hanno escogitato un modo per consentire all’equipaggio di una nave di identificare la posizione esatta di qualsiasi problema meccanico e riparare o sostituire la parte mentre si è ancora in mare. [Immagine: Getty Images]
“La necessità di aggiornare i sistemi operativi è fondamentale per proteggere i computer AM e le stampanti ad essi collegate. Ad esempio, nel 2019, Microsoft ha rilasciato oltre 197 aggiornamenti del sistema operativo per correggere le vulnerabilità della sicurezza, uno dei quali ha risolto una vulnerabilità che consentiva agli aggressori di ottenere l’accesso non autorizzato a un singolo computer e quindi utilizzare tale accesso per accedere ad altri computer”, secondo il rapporto IG.
Questo suona abbastanza terrificante in superficie da far desiderare anche a un comune cittadino come me di avere un sacco di soldi da buttare al problema; ma quanto è grande un affare, davvero? 

Uno dei motivi per cui storie come questa non smettono mai di spuntare è il semplice fatto che il Dipartimento della Difesa è, per minimizzare la questione, gigantesco. Non c’è bisogno di essere un taoista per capire che più le cose che possiedi, più le cose che avete per i ladri di rubare (anche se il Tao Te Ching avrebbe certamente frase l’idea più bello). Inoltre, il serio potenziale di danni dovuti a violazioni della sicurezza nel regno della stampa 3D in particolare non è certo qualcosa che non sia stato sottolineato prima (per non parlare del potenziale di violazioni della sicurezza prodotte dalla produzione additiva!). In effetti, solo sapendo che il Pentagono avrebbe investito enormi quantità di capitale e lavoro in questo campo, si sarebbe potuto facilmente prevedere il premio equivalente, parallelo creato per gli attori globali che cercavano di incassare dati preziosi. 

 
La vera storia che tutto questo racconta, quindi, è l’esatta misura in cui la stampa 3D sta diventando una parte vitale della pianificazione economica in tutto il pianeta; non è necessario leggere i documenti di posizione della sicurezza nazionale sull’argomento per capirlo, ma sono facili da trovare . In altre parole, bisogna leggere in rapporti come quello diffuso in negativo dal Pentagono: se gli interessati sono già così preoccupati di proteggere i propri investimenti, vuol dire che ce ne saranno sempre di più da tutelare nei prossimi anni. Non dovrebbe convincere nessuno che il futuro della stampa 3D sia nel chiudere le informazioni: se gli Stati Uniti sono davvero preoccupati di competere con potenze come, non so, la Cina , allora forse il Pentagono dovrebbe tirar fuori idee comeregalando a centinaia di migliaia di scolari stampanti 3D. Il futuro di come questa tecnologia in particolare viene utilizzata non sarà determinato da quanto strettamente possono essere protetti i suoi segreti commerciali, ma da quanto la domanda dei consumatori dell’individuo porta a un costante aumento dell’ingegno e dell’innovazione riguardo a come può essere utilizzata la stampa 3D: e questo significa che maggiore è l’apertura, meglio è. 

Di Fantasy

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