Prusa Research amplia la famiglia dei materiali Prusament con Prusament Resin Model+, una versione riformulata della resina SLA pensata per modelli dettagliati, prototipi, miniature, applicazioni dentali non definitive, stampi in silicone e lavori dove contano definizione, ripetibilità e facilità di stampa.
Il nome Model+ indica un’evoluzione della precedente Prusament Resin Model, non un materiale completamente estraneo alla linea esistente. Prusa ha mantenuto la destinazione d’uso della resina originale, ma ha lavorato su tre punti pratici: tempi di esposizione più brevi, maggiore resistenza agli urti e migliore stabilità del pigmento. A questi si aggiunge un tema che l’azienda ceca porta avanti da anni nelle resine SLA: ridurre il più possibile alcune criticità chimiche, senza rendere il materiale difficile da usare per hobbisti, scuole, laboratori e piccoli service.
Perché aggiornare una resina già nota
La Prusament Resin Model era già pensata come resina general purpose per stampa SLA a 405 nm, con una forte attenzione a qualità superficiale, dettaglio, bassa contrazione, buona adesione al piano e odore contenuto. Era usata per miniature, modelli da esposizione, prototipi rapidi, componenti estetici, gioielleria, stampi e modelli dentali.
Il problema non era tanto la qualità finale, quanto la costanza nel tempo. Prusa spiega che, negli anni, la formula ha richiesto diversi aggiustamenti a causa della variabilità di reattività di alcune materie prime. Per chi stampa in resina, questo dettaglio è più importante di quanto sembri: una variazione anche piccola nella reattività può cambiare i tempi di esposizione ideali, incidere sui supporti, sul dettaglio, sull’adesione e sulla riuscita dei pezzi più sottili.
Con Model+ l’obiettivo è ridurre queste variazioni. La resina è stata formulata per offrire un comportamento più uniforme tra un lotto e l’altro e nel tempo. Questo interessa soprattutto chi stampa spesso e vuole evitare di ritoccare profili e parametri a ogni nuova bottiglia.
Tempi di esposizione più brevi
Uno dei dati più visibili riguarda i tempi di esposizione. Prusa indica per Model+ tempi fino a 2-2,6 secondi per layer da 0,05 mm, in base a stampante e colore. Sulla Original Prusa SL1S SPEED, la pagina prodotto riporta valori di 2-2,4 secondi per layer da 0,05 mm.
In una stampa SLA, il tempo di esposizione per strato non è l’unico fattore che determina la durata complessiva del lavoro. Contano anche movimento del piano, sollevamento, ritorno, attesa tra gli strati, altezza del modello e numero di layer. Però una resina più reattiva può comunque ridurre i tempi di stampa, soprattutto sui lavori composti da molti strati sottili.
Il vantaggio è più chiaro in ambiti come miniature, modelli dentali, prototipi estetici e piccoli componenti tecnici. In questi casi si stampa spesso a 50 micron o anche meno, quindi ogni riduzione del tempo per strato può incidere sul flusso quotidiano del laboratorio.
Maggiore resistenza agli urti e più duttilità
La seconda modifica riguarda il comportamento meccanico. La precedente Model Resin era apprezzata per rigidità, dettaglio e facilità di stampa, ma Prusa non era soddisfatta della resistenza agli urti. Model+ è stata riformulata per essere più resistente e più duttile.
Questo non la trasforma in una resina tecnica flessibile o in un materiale adatto a carichi gravosi. Resta una resina per modelli, prototipi e parti ad alta definizione. Tuttavia, una maggiore resistenza agli urti può ridurre rotture durante la manipolazione, la rimozione dei supporti, il trasporto o l’uso di parti sottili. Per chi stampa miniature con dettagli fragili, modelli architettonici, componenti dimostrativi o prototipi da mostrare a un cliente, questa differenza può essere concreta.
La maggiore duttilità porta però anche un effetto collaterale: i supporti si comportano in modo diverso. Prusa consiglia di evitare supporti radi con teste grandi e di usare invece una rete più fitta di punti di contatto piccoli. In questo modo la rimozione può risultare più pulita e lasciare meno segni evidenti sulla superficie.
Pigmenti più stabili e meno sedimento nel vat
Un altro punto pratico riguarda la sedimentazione dei pigmenti. Nelle resine opache, soprattutto nei colori chiari come bianco e grigio, il pigmento tende a depositarsi sul fondo della bottiglia o del vat. Chi stampa in SLA conosce bene il problema: prima di avviare la stampa bisogna agitare bene la bottiglia e, se la resina resta ferma nella vasca, mescolare con attenzione per riportare il pigmento in sospensione.
Model+ riduce questo comportamento. Prusa non elimina la raccomandazione di miscelare la resina prima dell’uso, ma il nuovo materiale dovrebbe richiedere meno interventi e garantire una distribuzione più uniforme del colore.
Questo punto è importante anche per la qualità del dettaglio. Una resina con pigmento distribuito male può dare parti con colore non uniforme, esposizione meno prevedibile o variazioni tra un punto e l’altro del modello. Per applicazioni come modelli dentali, miniature da pittura o prototipi estetici, la stabilità del colore non è solo una questione visiva: incide anche sulla leggibilità dei dettagli.
Sicurezza chimica: BPA, TPO e ACMO fuori dalla formula
Prusa continua a posizionare le sue resine come materiali pensati per ridurre alcune criticità d’uso rispetto a molte resine economiche. Model+ non contiene Bisfenolo A, TPO e ACMO, cioè acryloylmorpholine. L’azienda indica anche un contenuto BioBased del 14%.
Questo non significa che la resina non richieda precauzioni. La resina non polimerizzata resta un prodotto chimico da maneggiare con attenzione. Servono guanti in nitrile, occhiali protettivi, piano di lavoro pulibile, ventilazione corretta e smaltimento adeguato. Le parti devono essere lavate e post-curate secondo procedura. I residui di resina liquida, la carta contaminata e i liquidi di lavaggio non vanno trattati come rifiuti domestici normali.
La differenza è nel tentativo di ridurre alcune sostanze più problematiche e di rendere l’uso più adatto anche ad ambienti non industriali, come laboratori scolastici, studi di design, piccoli maker space o officine domestiche ben organizzate.
Odore di pino e gestione in laboratorio
Con Model+ compare anche una nota olfattiva diversa: Prusa parla di un leggero odore di pino. L’azienda precisa che questo non indica una maggiore tossicità. È un dettaglio curioso ma utile, perché chi usa resine SLA sa quanto l’odore incida sull’esperienza quotidiana.
L’odore contenuto non deve però essere confuso con assenza di rischio. La stampa in resina resta un processo che richiede disciplina. Le resine liquide non vanno toccate a mani nude, le superfici contaminate vanno pulite, i modelli devono essere lavati con solventi adeguati e l’area di lavoro deve essere separata da cucina, alimenti e spazi frequentati da bambini o animali.
In questo senso, Model+ si inserisce in una strategia più ampia di Prusa: non solo vendere stampanti e materiali, ma proporre un ecosistema SLA più controllabile, con resine, profili, solventi, stazioni di lavaggio e documentazione.
Il ruolo di Prusament Resin Cleaner DPM
Il discorso sulla sicurezza non riguarda solo la resina, ma anche il post-processing. Prusa ha introdotto anche Prusament Resin Cleaner DPM, un liquido di lavaggio a base di dipropylene glycol monomethyl ether, proposto come alternativa all’alcol isopropilico per alcune fasi di pulizia delle stampe SLA.
Il DPM ha volatilità e infiammabilità inferiori rispetto all’IPA, e può essere usato nella stazione Original Prusa CW1S. Non rende il lavaggio “innocuo”, perché il liquido contaminato da resina non polimerizzata deve comunque essere gestito come rifiuto speciale o secondo le norme locali. Però offre un’opzione più stabile dal punto di vista logistico e di sicurezza antincendio rispetto all’uso massiccio di IPA.
Per chi lavora in piccoli spazi, scuole o laboratori condivisi, questo tipo di accessorio è parte del valore complessivo del materiale. Una resina più gestibile ha senso se anche il lavaggio, la cura e lo smaltimento vengono affrontati in modo coerente.
Applicazioni: miniature, prototipi, dentale e stampi in silicone
La destinazione d’uso di Model+ resta ampia. Prusa la propone per hobbistica, miniature, modelli da pittura, prototipi funzionali leggeri, gioielleria, applicazioni dentali e stampi in silicone.
Nel modellismo e nel tabletop, la combinazione tra opacità, dettaglio e maggiore resistenza agli urti può aiutare a ottenere miniature nitide ma meno fragili nella manipolazione. Nei prototipi industriali, una resina rapida e stabile è utile per verificare forme, assemblaggi, ergonomia e presentazioni di prodotto. In ambito dentale, i colori Alabaster White, Solid Grey e Neutral Beige sono indicati per modelli e lavorazioni collegate alla termoformatura, dove leggibilità dei dettagli e stabilità dimensionale sono importanti.
Per gli stampi in silicone, la resina può essere usata sia per stampare il master sia per realizzare direttamente alcune forme di colata. Prusa indica che il normale flusso di lavaggio e polimerizzazione è sufficiente per ottenere stampi destinati alla colata di silicone senza inibire la cura del materiale siliconico.
Compatibilità con stampanti SLA a 405 nm
Model+ è indicata come compatibile con stampanti SLA a 405 nm. Questo la rende utilizzabile non solo sulle macchine Prusa, ma anche su altri sistemi a resina compatibili, a patto di trovare o calibrare correttamente i profili di esposizione.
Naturalmente, l’esperienza più lineare resta all’interno dell’ecosistema Prusa, dove la resina viene testata su Original Prusa SL1S SPEED, con profili dedicati e indicazioni per lavaggio e cura. Per chi usa stampanti di altri marchi, il materiale rimane accessibile, ma può richiedere prove di esposizione, test di supporti e controllo della temperatura ambiente.
Attenzione alla temperatura e alla viscosità
Model+ introduce anche qualche accortezza operativa. Prusa segnala una viscosità più alta, nell’ordine di 300-400 mPa·s, e consiglia tempi di attesa pre-esposizione più lunghi oppure stampa in un ambiente tra 25 e 30 °C.
Questi dettagli sono importanti perché una resina più viscosa scorre più lentamente dopo il movimento del piano. Se il materiale non ha il tempo di ridistribuirsi in modo uniforme, possono comparire difetti, aree non completamente formate o problemi sulle superfici più ampie.
In pratica, chi stampa in una stanza fredda dovrà fare più attenzione. La resina SLA non è solo un materiale da versare nella vasca: temperatura, miscelazione, pulizia del vat, supporti e attese tra gli strati fanno parte del processo.
Il limite della resistenza al calore
Prusa segnala anche un punto debole: Model+ ha una resistenza alle alte temperature inferiore. Per miniature, modelli estetici e prototipi non sottoposti a calore, il limite può non essere rilevante. Per componenti tecnici che devono lavorare vicino a fonti di calore, in auto, in apparecchiature elettroniche o in ambienti caldi, è meglio valutare altre resine.
Questa distinzione è utile. Model+ non è una resina “per tutto”. È una resina da dettaglio e prototipazione, con migliore resistenza agli urti rispetto alla precedente Model, ma non sostituisce materiali high-temp o resine ingegneristiche progettate per carichi e temperature più impegnativi.
Produzione europea e controllo dei lotti
Un altro elemento interessante è la produzione. Prusa indica che le resine Prusament sono prodotte nel proprio stabilimento nella Repubblica Ceca e distribuite dai magazzini di Praga e Delaware. L’azienda sottolinea il controllo diretto della catena produttiva, senza affidarsi a un produttore terzo che possa cambiare fornitori o materie prime senza continuità.
Questo tema è molto concreto nel mondo dei materiali per stampa 3D. Nei filamenti, Prusament si è costruita una reputazione sulla tracciabilità dei lotti. Nelle resine, la sfida è diversa ma simile: garantire che ogni bottiglia abbia reattività, colore, viscosità e stampabilità coerenti.
Per Model+, Prusa parla di controlli su reattività, colore, viscosità e printability. Il colore viene verificato con colorimetro e regolato per mantenere variazioni entro ΔE≤2, un livello che dovrebbe risultare non percepibile all’occhio umano. Ogni lotto viene anche provato con modelli di test prima della distribuzione.
Prezzo e colori
Prusament Resin Model+ viene proposta in bottiglie da 1 kg. Il prezzo indicato da Prusa è 71,99 dollari oppure 73,99 euro IVA inclusa, a seconda del mercato. I colori includono varianti pensate per modelli opachi, dettagli nitidi e uso estetico, tra cui Alabaster White, Solid Grey, Neutral Beige, Prusa Orange e altre colorazioni della linea.
Il prezzo la colloca sopra molte resine economiche, ma il confronto non va fatto solo al litro. La proposta punta su controllo dei lotti, profili di stampa, chimica più curata, opacità, dettaglio e integrazione con l’ecosistema Prusa. Per un utente occasionale, il prezzo può essere un fattore importante. Per un laboratorio che deve ristampare meno pezzi e perdere meno tempo in calibrazione, la costanza può pesare più del costo iniziale.
Cosa cambia per chi stampa in resina
Per chi usa già la precedente Prusament Resin Model, Model+ non richiede di cambiare categoria di materiale. Le applicazioni restano familiari. Cambiano però alcuni comportamenti: esposizione più rapida, supporti da ripensare, viscosità più alta, pigmenti più stabili e resistenza agli urti migliorata.
Per chi arriva da resine economiche, il vantaggio può essere nella prevedibilità. Una resina più stabile permette di lavorare con meno prove, soprattutto quando si alternano modelli diversi o si stampa con frequenza. Per scuole, maker, studi di design e laboratori, anche la documentazione e la disponibilità di schede tecniche e di sicurezza possono diventare un punto a favore.
Una resina per uso quotidiano, non una scorciatoia
Prusament Resin Model+ non elimina le regole della stampa SLA. Bisogna ancora mescolare la resina, usare protezioni, calibrare i supporti, lavare bene i pezzi, curarli con UV e gestire correttamente residui e solventi. La novità non sta nel rendere la resina “senza pensieri”, ma nel rendere il processo più prevedibile e un po’ più robusto.
Per Prusa Research e Prusa Polymers, il materiale rappresenta un passo coerente con la linea Prusament: non solo vendere consumabili, ma controllare formula, produzione, test e profili. Per l’utente finale, il vantaggio più concreto sarà capire se questa combinazione di velocità, qualità, sicurezza chimica e costanza dei lotti giustifica il prezzo rispetto alle resine generiche.
Model+ sembra pensata proprio per questo spazio: abbastanza semplice per hobbisti e modellisti, abbastanza controllata per laboratori e prototipazione professionale, ma senza presentarsi come una resina tecnica estrema. È un aggiornamento pragmatico, utile soprattutto a chi stampa spesso e vuole una resina SLA meno variabile, più rapida e più resistente nella gestione quotidiana.
