Kentstrapper Mille: un metro cubo di volume per la stampa 3D FFF industriale Made in Italy

Kentstrapper amplia la propria gamma con Mille, una stampante 3D FFF di grande formato progettata per produrre componenti industriali in scala reale. Il dato che colpisce subito è il volume di lavoro: 1000 × 1000 × 1000 mm, quindi un metro cubo utile per realizzare pezzi che, con macchine più piccole, dovrebbero essere divisi in più parti, stampati separatamente e poi assemblati. La macchina è prodotta a Firenze da Kentstrapper, azienda italiana attiva nella stampa 3D dal 2011 e nata dall’esperienza dei fratelli Lorenzo e Luciano Cantini nel progetto RepRap e nelle prime stampanti 3D italiane.

Una macchina pensata per pezzi grandi, non solo per prototipi grandi

La Mille non nasce come semplice “stampante più grande”, ma come sistema destinato ad applicazioni dove la dimensione del pezzo incide su progettazione, tempi e montaggio. Il produttore cita settori come automotive, nautica, aerospazio, meccanica industriale, attrezzature di produzione, stampi, dime e difesa. In questi ambiti il vantaggio non è solo stampare un oggetto più voluminoso, ma ridurre giunzioni, incollaggi, viti, inserti e verifiche dimensionali tra parti separate.

Per un’azienda che realizza attrezzature, carter, maschere di controllo, dime di assemblaggio o modelli per stampi, poter stampare un componente intero può semplificare il flusso di lavoro. Invece di dividere il CAD in più segmenti e prevedere tolleranze di accoppiamento, si lavora su un unico file, con un unico ciclo di produzione e con meno operazioni successive.

Struttura cartesiana, telaio in acciaio e camera calda

La piattaforma si basa su un sistema cartesiano ad alta rigidità e su un telaio in acciaio. Su un volume da un metro cubo, la stabilità meccanica è un elemento centrale: le masse in movimento, la lunghezza degli assi e la durata dei cicli di stampa richiedono una struttura più vicina alla macchina industriale che alla stampante da laboratorio.

La camera di stampa è riscaldata fino a 60 °C, mentre il piano può arrivare fino a 120 °C. Questa combinazione serve soprattutto quando si lavora con materiali tecnici soggetti a deformazioni, come ABS, ASA, nylon caricati fibra e PPS-CF. Su pezzi da 800 o 1000 mm, anche piccole differenze di temperatura tra base, lati e parte superiore possono generare tensioni interne, warping e perdita di geometria. Kentstrapper indica inoltre un sistema di autocalibrazione totale o parziale del piano, pensato per compensare le deviazioni dell’area di stampa prima dell’avvio del lavoro.

Piano estraibile e superfici flessibili per rimuovere pezzi pesanti

Un aspetto pratico, spesso sottovalutato nelle macchine di grande formato, riguarda la rimozione dei pezzi. Su una stampante da banco basta flettere una piastra o usare una spatola. Su un componente lungo quasi un metro, magari stampato in materiale tecnico, l’operazione diventa più delicata. La Mille adotta un piano estraibile e flessibile, pensato per agevolare il distacco dei pezzi finiti. La scheda tecnica parla di piatto scaldante in fibra rinforzata per tecnopolimeri, con sistema di autocalibrazione e possibilità di rimozione più semplice del componente stampato.

Estrusione ad alto flusso e ugelli fino a 1,4 mm

Per una macchina di queste dimensioni non basta aumentare il volume: serve anche depositare materiale a una velocità adeguata. La Mille utilizza un estrusore ad alto flusso e supporta ugelli da 0,4 a 1,4 mm. Gli ugelli piccoli restano utili quando servono dettagli o superfici più fini, mentre quelli grandi consentono di aumentare la portata e ridurre i tempi di stampa su pezzi strutturali, dime e componenti tecnici dove la priorità è la funzionalità.

Kentstrapper indica anche il sistema S.E.M., cioè il proprio sistema di estrusione magnetico. L’idea è rendere più semplice la sostituzione della testina, riducendo i tempi di intervento dell’operatore. Sulla scheda tecnica il sistema viene descritto come progettato internamente e basato su un blocco magnetico con due connettori da scollegare.

Materiali: dal PLA ai tecnopolimeri caricati fibra

La Mille supporta una gamma ampia di materiali: PLA, PETG, ASA, ASA CF, ABS, TPU, Nylon GF, Nylon CF, PPS CF, materiali tecnici caricati, materiali ESD e materiali UL 94 V-0. Questa lista colloca la macchina in un ambito industriale, perché include materiali pensati per resistenza meccanica, stabilità termica, comportamento antistatico o requisiti di autoestinguenza.

La presenza di camera calda, piano ad alta temperatura e ugelli di grande diametro è coerente con questa destinazione d’uso. Stampare un grande oggetto in PLA è relativamente semplice; stampare un pezzo grande in nylon caricato fibra o PPS-CF richiede invece controllo termico, adesione al piano e una cinematica stabile per molte ore di lavoro.

Controllo remoto, rete e gestione delle interruzioni

La Mille integra connessioni WiFi, LAN e USB, oltre a un display touch HD da 10,1 pollici. La scheda tecnica indica anche elettronica a 32 bit con Raspberry, firmware Klipper personalizzato, supporto file .gcode e utilizzo di OrcaSlicer.

Sul fronte operativo sono presenti sensori per il controllo del flusso del filamento: in caso di mancanza o irregolarità del materiale, la macchina può mettersi in pausa per consentire la ripartenza. È indicato anche un sensore per riprendere la stampa dopo un blackout, caratteristica importante su lavori di grande formato, dove un singolo ciclo può durare molte ore o diversi giorni.

Per il monitoraggio da remoto, la macchina viene descritta con funzioni legate a tunnel crittografato Cloudflare Zero Trust, notifiche Telegram e assistente Clara, pensato per il supporto e l’identificazione di problemi già noti.

Quanto costa e dove si colloca nella gamma Kentstrapper

Sul sito Kentstrapper la Mille viene indicata con prezzo di partenza da 40.000 euro + IVA, con configurazione su misura. Nella gamma dell’azienda si posiziona sopra modelli come Mavis e Bold 755: Mavis copre il formato 400 × 400 × 700 mm, Bold 755 arriva a 700 × 500 × 500 mm, mentre Mille porta il volume a 1000 × 1000 × 1000 mm.

La macchina è quindi rivolta a chi ha già un uso produttivo della stampa 3D o a chi acquista spesso pezzi di grandi dimensioni da service esterni. Kentstrapper propone anche un ragionamento sul ritorno dell’investimento, confrontando produzione interna e fornitura esterna in termini di tempi, costo per revisione e dipendenza dal terzista.

Un caso d’uso: un alloggiamento batteria per veicolo elettrico

Tra gli esempi applicativi citati c’è un alloggiamento batteria lungo oltre 700 mm per un veicolo elettrico, stampato in ASA in un unico pezzo. È un esempio utile per capire il tipo di utilizzo: non un gadget ingrandito, ma una parte tecnica dove la stampa in un unico corpo può ridurre assemblaggio, punti deboli e operazioni manuali.

In ambito automotive ed elettrico, componenti come cover, supporti, contenitori, dime di montaggio e parti di validazione dimensionale sono spesso realizzati in piccole serie o in fase di sviluppo. Una stampante FFF da un metro cubo consente di portare in officina o in reparto tecnico una parte di queste lavorazioni, senza attendere lavorazioni CNC, termoformatura, stampi provvisori o service esterni.

Il punto non è sostituire il CNC, ma scegliere dove ha senso usare l’additivo

Una macchina come la Mille non sostituisce tutte le lavorazioni tradizionali. Il CNC resta spesso preferibile per tolleranze strette, superfici funzionali precise, metalli o materiali specifici. La stampa FFF di grande formato entra però in una zona diversa: componenti voluminosi, dime, attrezzature, mock-up tecnici, stampi non definitivi, protezioni, canalizzazioni, carter, supporti e parti funzionali dove conta ridurre tempi e numero di passaggi.

Il vantaggio pratico può emergere soprattutto quando il pezzo cambia spesso. Ogni revisione CAD può diventare una nuova stampa senza dover riaprire una commessa esterna o modificare uno stampo. Per reparti R&D, officine interne e aziende che lavorano su prodotti personalizzati, questa flessibilità può essere più importante del costo del singolo chilogrammo di materiale.

Kentstrapper e il ruolo della produzione italiana

Il caso Mille è interessante anche perché arriva da un produttore italiano. Kentstrapper progetta e costruisce le proprie macchine a Firenze e dichiara test di più di 60 ore in tre fasi prima della consegna. La scheda tecnica indica inoltre compatibilità con Industria 4.0, certificazioni CE e RoHS, corso di formazione incluso e servizi collegati come stampa 3D, modellazione, scansione 3D e formazione.

Per il mercato italiano, questo significa avere un interlocutore vicino per installazione, assistenza, formazione e personalizzazione. In una macchina industriale di grande formato, questi aspetti contano quasi quanto la scheda tecnica, perché l’acquisto non riguarda solo l’hardware, ma l’inserimento della stampa 3D dentro un processo produttivo reale.

Una FFF grande formato per chi deve produrre pezzi interi

La Mille porta Kentstrapper in una fascia dove il formato diventa il principale elemento di differenziazione. Un metro cubo di volume, camera calda, piano riscaldato, estrusione ad alto flusso, materiali tecnici e monitoraggio remoto indicano una macchina pensata per aziende che vogliono realizzare internamente componenti grandi, dime, stampi, attrezzature e prototipi funzionali.

Non è una stampante per chi deve iniziare a stampare piccoli oggetti da scrivania. È una macchina per chi ha già un problema preciso: pezzi troppo grandi per le stampanti standard, tempi lunghi dei fornitori, revisioni continue, necessità di proteggere file e know-how, oppure produzione interna di attrezzature su misura. In questi casi, il metro cubo della Mille non è solo una misura tecnica: diventa spazio produttivo dentro l’azienda.

Tabella 1 – Scheda tecnica sintetica Kentstrapper Mille

Voce tecnicaDato dichiarato
ProduttoreKentstrapper
Paese di produzioneItalia
Sede produttivaFirenze
Tecnologia di stampaFFF / FDM a filamento
ModelloKentstrapper Mille
Volume di stampa1000 × 1000 × 1000 mm
Volume utile complessivo1 metro cubo
CinematicaSistema cartesiano
StrutturaTelaio in acciaio
Camera di stampaRiscaldata
Temperatura cameraFino a 60 °C
Piano di stampaRiscaldato, estraibile e flessibile
Temperatura pianoFino a 120 °C
EstrusoreMantis ad alto flusso
Temperatura massima estrusoreFino a 400 °C
Diametro ugelli supportatiDa 0,4 a 1,4 mm
Prezzo indicativoDa 40.000 euro + IVA
Destinazione d’usoIndustria, attrezzeria, prototipazione funzionale, grandi componenti

Tabella 2 – Componenti principali della macchina

ComponenteFunzionePerché è importante
Telaio in acciaioGarantisce rigidità strutturaleSu un volume da un metro cubo riduce vibrazioni, flessioni e perdita di precisione
Cinematica cartesianaGestisce i movimenti sugli assi X, Y e ZSoluzione stabile e adatta a macchine di grande formato
Camera caldaMantiene controllata la temperatura internaAiuta a ridurre deformazioni e ritiri nei materiali tecnici
Piano riscaldatoMigliora adesione e stabilità del primo stratoEssenziale per pezzi grandi e materiali soggetti a warping
Piano estraibile e flessibileFacilita la rimozione del pezzo finitoUtile quando si stampano componenti voluminosi o pesanti
Sistema di autocalibrazioneCompensa eventuali dislivelli del pianoRiduce errori iniziali e migliora l’affidabilità della stampa
Estrusore ad alto flussoDeposita più materiale nell’unità di tempoNecessario per ridurre i tempi su pezzi di grandi dimensioni
Ugelli intercambiabiliPermettono di scegliere tra dettaglio e velocitàUgelli piccoli per precisione, ugelli grandi per produttività

Tabella 3 – Materiali stampabili

MaterialeTipologiaPossibili applicazioni
PLAPolimero standardPrototipi dimensionali, modelli, verifiche di forma
PETGPolimero tecnico baseComponenti funzionali, carter, parti resistenti all’umidità
ASAPolimero tecnico per esternoParti esposte a luce, calore e agenti atmosferici
ASA CFASA caricato fibra di carbonioComponenti più rigidi, dime, attrezzature tecniche
ABSPolimero tecnicoPrototipi funzionali, parti soggette a sollecitazioni moderate
TPUMateriale flessibileGuarnizioni, protezioni, elementi elastici
Nylon GFNylon caricato fibra vetroParti resistenti, supporti, componenti meccanici
Nylon CFNylon caricato fibra carbonioParti rigide, leggere e con migliore stabilità dimensionale
PPS CFTecnopolimero caricato fibra carbonioApplicazioni tecniche con maggiore resistenza termica e chimica
Materiali ESDMateriali antistaticiComponenti per elettronica, attrezzature sensibili alle scariche
Materiali UL 94 V-0Materiali autoestinguentiParti dove è richiesta resistenza alla fiamma

Tabella 4 – Dati termici e implicazioni pratiche

ElementoTemperatura dichiarataUtilità pratica
Camera riscaldataFino a 60 °CRiduce gradienti termici e deformazioni sui pezzi grandi
Piano riscaldatoFino a 120 °CMigliora adesione del primo strato e stabilità geometrica
EstrusoreFino a 400 °CConsente l’uso di materiali tecnici più impegnativi
Ugelli grandiFino a 1,4 mmAumentano la portata di materiale e riducono i tempi di produzione
Ugelli piccoliDa 0,4 mmPermettono maggiore dettaglio quando serve finitura più fine

Tabella 5 – Connettività, software e gestione macchina

FunzioneCaratteristicaVantaggio operativo
Connessione WiFiPresenteInvio e controllo lavori senza collegamento diretto via cavo
Connessione LANPresenteIntegrazione più stabile in ambiente industriale
Porta USBPresenteCaricamento locale dei file
Display touch10,1 pollici HDGestione diretta della macchina a bordo impianto
FirmwareKlipper personalizzatoControllo avanzato del movimento e della stampa
Elettronica32 bit con RaspberryMaggiore capacità di gestione rispetto a elettroniche base
File supportati.gcodeCompatibilità con flussi di slicing standard
Slicer indicatoOrcaSlicerPreparazione del file di stampa e gestione parametri
Monitoraggio remotoPrevistoControllo dello stato macchina anche fuori reparto
Ripresa dopo blackoutPrevistaRiduce il rischio di perdere stampe lunghe
Sensori filamentoPrevistiIntervento in caso di mancanza o irregolarità del materiale

Tabella 6 – Applicazioni industriali possibili

SettoreEsempi di pezzi stampabiliPerché il grande formato è utile
AutomotiveCover, supporti, dime, alloggiamenti, attrezzature di montaggioPermette di produrre pezzi interi senza assemblare più segmenti
NauticaModelli, stampi, carter, canalizzazioni, parti di allestimentoI componenti hanno spesso dimensioni superiori alle stampanti standard
AerospazioAttrezzature, maschere, parti di prova, mock-up tecniciRiduce tempi nella fase di sviluppo e validazione
Meccanica industrialeFixture, dime, protezioni, supporti, utensili specialiConsente produzione interna di attrezzature su misura
DifesaComponenti funzionali, contenitori, supporti, attrezzature operativeUtile per produzioni a bassa tiratura e parti personalizzate
AttrezzeriaMaschere di controllo, staffaggi, dime di assemblaggioRiduce il ricorso a lavorazioni esterne
R&DPrototipi funzionali in scala realePermette test dimensionali e funzionali su pezzi grandi

Tabella 7 – Differenza tra stampante grande formato e stampante FFF standard

AspettoStampante FFF standardKentstrapper Mille
Volume di stampaAdatto a piccoli e medi componenti1000 × 1000 × 1000 mm
Pezzi grandiSpesso da dividere in più partiStampabili in un unico pezzo, se rientrano nel volume utile
Materiali tecniciDipende da camera, piano ed estrusoreSupporto a materiali tecnici e caricati fibra
Tempi di stampaPiù contenuti su piccoli pezziPiù lunghi, ma adatti a componenti di grande scala
Gestione termicaSpesso limitataCamera calda e piano fino a 120 °C
Applicazione tipicaPrototipi, parti piccole, uso tecnico leggeroDime, stampi, fixture, componenti industriali grandi
InvestimentoPiù accessibileFascia industriale, da valutare su uso produttivo
Ritorno economicoLegato a piccoli lotti o prototipiLegato a internalizzazione, riduzione fornitori e produzione di pezzi grandi

Tabella 8 – Quando ha senso valutare una macchina come Kentstrapper Mille

Situazione aziendalePerché può avere senso
L’azienda stampa o acquista spesso pezzi grandi da service esterniPuò ridurre tempi di attesa, costi esterni e dipendenza dal fornitore
I componenti vengono modificati spessoOgni revisione CAD può essere ristampata senza rifare stampi o attrezzaggi
Servono dime e maschere su misuraLa stampa interna velocizza la produzione di attrezzature di reparto
I pezzi sono troppo grandi per stampanti standardIl volume da un metro cubo consente di evitare suddivisioni e assemblaggi
Si lavora con materiali tecniciCamera calda, piano riscaldato ed estrusore ad alta temperatura ampliano le possibilità
È importante proteggere file e know-howProdurre internamente evita di inviare file tecnici a fornitori esterni
Si vuole ridurre il numero di componenti assemblatiStampare un pezzo unico può diminuire viti, giunzioni, incollaggi e rilavorazioni

Tabella 9 – Confronto nella gamma grande formato Kentstrapper

ModelloVolume di stampaPosizionamento
Kentstrapper Mavis400 × 400 × 700 mmGrande formato compatto per componenti tecnici verticali
Kentstrapper Bold 755700 × 500 × 500 mmFormato intermedio per parti industriali di medie-grandi dimensioni
Kentstrapper Mille1000 × 1000 × 1000 mmSoluzione da un metro cubo per componenti industriali di grande formato

La gamma Kentstrapper per il grande formato comprende Mavis, Bold 755 e Mille, con volumi che arrivano fino a 1000 × 1000 × 1000 mm nel caso della Mille.


Tabella 10 – Lettura tecnica per un ufficio acquisti

Punto da valutareDomanda pratica da porsi
Volume di stampaQual è il pezzo più grande che devo produrre in azienda?
MaterialiMi bastano PLA/PETG/ASA o devo usare nylon, materiali caricati fibra, ESD o autoestinguenti?
TemperaturaI miei materiali richiedono camera calda e piano ad alta temperatura?
Produzione internaQuanto spendo ogni anno in service esterni per pezzi grandi, dime o attrezzature?
TempiQuanto pesa il tempo di attesa dei fornitori sullo sviluppo prodotto?
PersonaleHo tecnici in grado di gestire slicing, manutenzione ordinaria e materiali?
SpazioHo un’area adeguata per una macchina industriale di grande formato?
AssistenzaPreferisco un produttore italiano con supporto diretto?
IncentiviL’investimento può rientrare in strumenti come Industria 4.0 o altre misure agevolative?
ROIIn quanto tempo l’uso interno può compensare l’investimento iniziale?

Di Fantasy

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