Divergent e AEVEX sviluppano una nuova piattaforma autonoma: additive manufacturing e produzione software-defined per ridurre i tempi degli UAS

La collaborazione combina l’esperienza operativa di AEVEX nei sistemi unmanned con DAPS, la piattaforma industriale di Divergent basata su progettazione digitale, stampa 3D metallica e assemblaggio robotizzato

AEVEX Corp. e Divergent Technologies hanno avviato una collaborazione strategica per sviluppare una nuova piattaforma autonoma destinata a rispondere a requisiti operativi emergenti, utilizzando un modello produttivo nel quale progettazione digitale, additive manufacturing e assemblaggio automatizzato vengono integrati fin dalle prime fasi dello sviluppo. L’obiettivo dichiarato dalle due società è ridurre il tempo necessario per passare dal concetto a un sistema realmente producibile, aumentare la possibilità di modificarne rapidamente configurazione e payload e creare una supply chain capace di aumentare i volumi senza dipendere dagli stessi investimenti in tooling utilizzati dalla produzione aeronautica convenzionale.

L’accordo è stato annunciato il 2 settembre 2026 e rappresenta un incontro particolarmente interessante fra due aziende che stanno affrontando lo stesso problema da direzioni differenti. AEVEX possiede esperienza nello sviluppo, produzione e impiego operativo di sistemi unmanned e dichiara di avere consegnato migliaia di piattaforme a livello globale. Divergent, invece, ha costruito il proprio modello industriale attorno a DAPS, Divergent Adaptive Production System, una piattaforma che combina ottimizzazione strutturale assistita da algoritmi, produzione additiva metallica, assemblaggio robotizzato e gestione digitale della qualifica.

La collaborazione inizierà concentrandosi su adaptive airframe concepts, rapid integration workflows e digitally enabled production methods. In termini pratici significa cercare di progettare una cellula che possa essere modificata e prodotta più rapidamente quando cambiano requisiti di autonomia, payload, sensori, elettronica o configurazione della missione.

Non sono stati invece comunicati nome della piattaforma, dimensioni, peso, propulsione, materiale della struttura, classe dell’UAS o calendario per il primo prototipo. Le aziende non hanno neppure indicato un cliente governativo specifico o il valore economico della collaborazione.

Si tratta quindi, allo stato delle informazioni pubbliche, di un programma industriale congiunto e non dell’annuncio di un sistema già ordinato in produzione da un determinato utilizzatore militare.

“Adaptive airframe” non significa necessariamente un aeroplano che cambia forma in volo

La terminologia utilizzata può generare facilmente un equivoco.

Nel settore aeronautico l’espressione adaptive airframe può essere associata a strutture morphing capaci di modificare fisicamente la propria geometria durante il volo. Nell’annuncio AEVEX-Divergent non vengono però descritte ali a geometria variabile, superfici morphing o altri sistemi di questo tipo.

Il significato appare legato principalmente alla capacità di adattare rapidamente il progetto della cellula a nuove esigenze e trasferire la variante alla produzione senza ricostruire una lunga catena di utensili dedicati.

Un velivolo potrebbe, per esempio, richiedere una diversa distribuzione delle masse, un payload differente, modifiche alle interfacce oppure una configurazione aggiornata per integrare nuovi sistemi. Nella manifattura aeronautica tradizionale cambiamenti strutturali importanti possono richiedere nuovi componenti lavorati, stampi, fixture, dime di assemblaggio e procedure produttive.

Divergent cerca di ridurre questa dipendenza progettando strutture compatibili con una piattaforma produttiva più universale.

Il termine “adaptive” riguarda quindi soprattutto l’architettura industriale e la velocità con cui l’hardware può essere modificato, almeno sulla base delle informazioni pubblicate finora.

DAPS cerca di trattare l’hardware in modo più simile al software

Il concetto fondamentale della tecnologia Divergent è che una fabbrica non dovrebbe essere rigidamente legata a un solo prodotto.

Nella produzione tradizionale di aerostrutture, ogni nuovo componente può richiedere utensili, stampi, maschere e fixture progettati specificamente.

DAPS cerca invece di utilizzare un’infrastruttura comune per prodotti differenti.

Il sistema integra progettazione generativa e simulazione, additive manufacturing metallico su grande formato e celle robotizzate che assemblano le strutture senza ricorrere, per quanto possibile, a fixture specifiche per ogni singolo programma.

La conseguenza potenziale è significativa.

Una modifica nel modello digitale non dovrebbe necessariamente generare una modifica equivalente dell’intera infrastruttura fisica della fabbrica.

Se un nodo strutturale cambia forma, la stampante può teoricamente produrre direttamente la nuova geometria. Se l’assemblaggio viene effettuato attraverso robot programmabili invece che su una grande dima rigida, anche la fase successiva può essere riconfigurata attraverso software.

È da questa impostazione che deriva l’espressione software-defined manufacturing utilizzata frequentemente da Divergent.

La stampa 3D è soltanto una parte del sistema DAPS

Ridurre DAPS alla presenza di grandi stampanti metalliche sarebbe però incompleto.

Il valore che Divergent attribuisce al sistema deriva dall’integrazione dell’intera sequenza.

I requisiti della parte vengono trasformati in modelli strutturali.

Algoritmi di ottimizzazione determinano la distribuzione del materiale.

Le geometrie vengono adattate al processo produttivo.

I componenti vengono fabbricati mediante additive manufacturing.

La struttura viene successivamente assemblata attraverso sistemi robotizzati.

Infine i dati prodotti durante il processo vengono utilizzati all’interno del workflow di qualità e certificazione.

È questa continuità digitale che dovrebbe ridurre il numero dei passaggi manuali fra progetto e fabbrica.

Per una piattaforma unmanned che può essere modificata diverse volte durante lo sviluppo, evitare di ricostruire ogni volta tooling e fixture può diventare più importante della pura velocità della stampante.

AEVEX non parte da zero nell’additive manufacturing

Questo è un elemento particolarmente interessante della collaborazione.

AEVEX possiede già una propria strategia legata alla produzione additiva.

La società utilizza il nome ForgeX per una piattaforma dedicata a digital engineering, additive manufacturing e produzione distribuita di sistemi unmanned.

AEVEX descrive ForgeX come un sistema capace di produrre e configurare piattaforme anche vicino al luogo di utilizzo, riducendo la dipendenza da supply chain lunghe.

L’azienda parla inoltre di modular 3D-printed airframes e di produzione distribuita.

Nel maggio 2026 AEVEX ha ottenuto anche un contratto da 18,5 milioni di dollari dalla U.S. Air Force per la consegna di autonomous aircraft destinati a missioni One Way Attack. La società ha specificato che l’ordine riguarda Group 3 unmanned aircraft systems prodotti attraverso additive manufacturing.

La collaborazione con Divergent non rappresenta quindi l’ingresso di AEVEX nella stampa 3D.

È piuttosto il collegamento fra l’esperienza additive già sviluppata da AEVEX e un approccio strutturale differente, nel quale Divergent utilizza soprattutto grandi componenti metallici e assemblaggio robotizzato.

AEVEX dichiara di poter produrre migliaia di piattaforme attraverso ForgeX

La descrizione pubblica di ForgeX mette l’accento soprattutto sulla capacità di produrre UAS in modo decentralizzato.

Secondo l’azienda, il sistema può comprimere alcuni cicli di design-to-delivery da mesi a settimane e permette di realizzare aeromobili in prossimità del luogo nel quale vengono richiesti.

Il concetto utilizza additive manufacturing, architetture modulari e definizioni digitali del prodotto.

AEVEX parla anche di produzione al “tactical edge”, quindi in strutture più vicine all’area operativa rispetto ai grandi stabilimenti aeronautici centralizzati.

È importante considerare queste affermazioni come descrizioni delle capacità dichiarate dall’azienda, non come dimostrazione che qualsiasi componente dell’UAS possa essere prodotto in qualunque luogo senza una supply chain.

Motori, elettronica, sensori, batterie, avionica, materiali e altri sistemi continueranno a richiedere fornitori e controlli dedicati.

La produzione distribuita riguarda quindi soprattutto la capacità di ridurre il numero delle parti che devono attraversare la logistica tradizionale.

Divergent porta invece l’additive manufacturing metallico su scala molto maggiore

DAPS nasce originariamente dal settore automobilistico, ma negli ultimi anni Divergent ha spostato una parte crescente delle proprie attività verso aerospace e defence.

La società utilizza Laser Powder Bed Fusion per produrre grandi nodi strutturali metallici e successivamente unirli attraverso assemblaggio robotizzato.

Fino al 2026 gran parte della capacità produttiva si basava sulle Nikon SLM Solutions NXG XII 600, sistemi a dodici laser progettati per produzioni metalliche di grande formato.

Divergent ha però sviluppato nel frattempo una propria macchina.

Monolith One, presentata nel giugno 2026, dispone di dodici laser da 2 kW, quindi 24 kW complessivi di potenza laser, e di un volume di costruzione di 700 × 700 × 835 millimetri.

La macchina non viene offerta commercialmente.

È stata progettata esclusivamente come componente della piattaforma industriale DAPS.

Sessantaquattro Monolith One arriveranno nella nuova fabbrica di Long Beach

Divergent ha già installato sei Monolith One presso la propria sede di Torrance.

La società prevede l’installazione di ulteriori 64 sistemi all’interno di una nuova fabbrica da circa 430.000 piedi quadrati a Long Beach, California, nell’arco dei successivi due anni.

L’espansione dovrebbe aumentare di circa otto volte la capacità produttiva annuale del gruppo.

Divergent indica esplicitamente fra gli obiettivi la produzione di decine di migliaia di airframe per munizioni ogni anno.

Questo dettaglio è importante per comprendere il motivo della collaborazione con AEVEX.

La stampa 3D metallica è stata a lungo considerata una tecnologia particolarmente adatta a componenti costosi e piccoli volumi.

Divergent sta invece cercando di dimostrare che una flotta sufficientemente grande di sistemi ad alta produttività possa essere utilizzata anche per strutture defense prodotte in quantità molto maggiori.

L’obiettivo non è avere una stampante dedicata a ogni drone

La filosofia Divergent è quasi opposta alla normale fabbrica aeronautica.

In un impianto convenzionale una linea può essere altamente ottimizzata per produrre una famiglia di componenti specifica.

DAPS punta invece a un asset industriale condiviso.

La stessa stampante può realizzare oggi un componente per una struttura aeronautica e successivamente un altro appartenente a un programma completamente differente.

Lo stesso principio viene applicato alle celle di assemblaggio.

Questo rende la capacità teoricamente riallocabile.

Se improvvisamente cresce la domanda per un determinato sistema, una parte maggiore della flotta produttiva può essere dedicata a quel programma senza costruire una linea completamente nuova.

È proprio questa caratteristica che Divergent associa al concetto di surge-ready production.

AEVEX può utilizzare questa flessibilità per modificare la cellula senza ricostruire la fabbrica

La complementarità fra le due aziende appare quindi abbastanza chiara.

AEVEX conosce mission architecture, avionica, payload, autonomia e requisiti operativi degli UAS.

Divergent mette a disposizione un modo differente di progettare e produrre la struttura.

Se un nuovo payload aumenta la massa in una determinata zona, la struttura può essere ricalcolata.

Se cambia il centro di gravità, possono cambiare alcuni nodi.

Se un componente deve integrare più funzioni, la nuova geometria può essere riprogettata.

L’obiettivo è evitare che ogni cambiamento generi mesi di attività per riprogettare e costruire nuove attrezzature.

Il valore potenziale diventa particolarmente elevato per sistemi unmanned destinati a un ambiente nel quale hardware e software vengono aggiornati rapidamente.

Il precedente con Mach Industries mostra cosa intende Divergent per rapid development

Nel febbraio 2026 Divergent e Mach Industries hanno utilizzato DAPS per sviluppare il dimostratore autonomo Venom.

Secondo le due aziende, il progetto è passato dal concetto all’hardware destinato al volo in appena 71 giorni.

Mach Industries aveva definito requisiti, architettura, avionica e simulazione.

Divergent si era occupata della progettazione digitale e della realizzazione della struttura.

Ali, fusoliera, skins e superfici di controllo sono state prodotte come grandi strutture additive invece che attraverso tradizionali assemblaggi formati da molti pezzi.

Il risultato non dimostra naturalmente che qualsiasi velivolo possa essere progettato e qualificato in 71 giorni.

Venom era un flight demonstrator ed utilizzava anche tecnologie, avionica e architetture già disponibili.

Mostra però quale tipo di riduzione dei tempi Divergent vuole ottenere quando DAPS viene utilizzato fin dall’inizio anziché applicato successivamente a un progetto tradizionale.

Con Saab il concetto è arrivato a una fusoliera lunga oltre cinque metri

Un secondo esempio è ancora più rilevante per la collaborazione AEVEX.

Nel dicembre 2025 Saab e Divergent hanno presentato quella che hanno definito la prima software-defined aircraft fuselage.

La struttura destinata a un futuro concetto di autonomous aircraft Saab supera i cinque metri di lunghezza ed è composta da appena 26 parti additive uniche.

Secondo Saab, la tecnologia ha permesso di ridurre il numero delle parti della fusoliera di almeno un fattore cento rispetto a un’architettura aeronautica convenzionale basata su molti elementi lavorati, ribs, stringer e giunzioni.

La struttura è stata prodotta senza tooling o fixturing unici utilizzando additive manufacturing metallico e assemblaggio robotizzato.

Saab indicava inoltre che la fusoliera aveva superato le prove strutturali di proof loading ed era destinata alle prove di volo nel 2026.

Questo progetto offre probabilmente l’antecedente più vicino a ciò che Divergent e AEVEX intendono esplorare con le nuove adaptive airframe architectures.

La riduzione del part count è uno degli obiettivi espliciti della nuova partnership

Ogni parte eliminata non rappresenta soltanto un componente in meno da produrre.

Significa anche un numero inferiore di disegni, codici articolo, fornitori, controlli, elementi di fissaggio, operazioni di assemblaggio e possibili punti di errore.

Nella produzione tradizionale di un’aerostruttura una geometria complessa viene spesso suddivisa in molti componenti proprio perché ogni pezzo deve poter essere fabbricato attraverso milling, forming, extrusion o altri processi.

Additive manufacturing rimuove parte di queste limitazioni geometriche.

Una struttura prima costituita da più parti può quindi diventare un singolo elemento.

Questo processo viene generalmente definito part consolidation.

Divergent utilizza questa possibilità in modo particolarmente aggressivo, generando nodi molto complessi che incorporano più funzioni strutturali.

Con Raytheon, Divergent ha già dichiarato una riduzione dell’80% dei componenti

Nel 2025 Divergent ha collaborato con Raytheon, società RTX, su diversi prodotti navali e sistemi legacy.

In uno dei progetti le due aziende hanno riprogettato la struttura di un effector riducendo il numero complessivo delle parti di circa 80%.

Un altro progetto ha riguardato la ricostruzione di un design vecchio di decenni per il quale tooling e infrastrutture originali non erano più disponibili.

Secondo Divergent, il nuovo percorso produttivo è stato sviluppato in meno di cinque mesi.

Sono esempi importanti per comprendere il concetto di supply chain resilience.

Quando un utensile specifico non esiste più oppure il fornitore originale ha cessato l’attività, riavviare una produzione tradizionale può essere molto costoso.

Una piattaforma programmabile può invece creare una nuova strada produttiva a partire dai requisiti del componente.

Lockheed Martin ha investito direttamente in Divergent

Anche Lockheed Martin utilizza DAPS e nel 2024 ha effettuato un investimento strategico di 25 milioni di dollari nell’azienda.

Nel giugno 2026 Lockheed Martin ha descritto pubblicamente una collaborazione nella quale le due società hanno realizzato un UAS con apertura alare di circa nove piedi, portandolo dal concetto al primo articolo in meno di un anno.

Il progetto, denominato Replicator, viene utilizzato da Lockheed Martin come esempio di come design digitale e additive manufacturing possano ridurre i tempi di sviluppo.

La società sta valutando applicazioni Divergent in differenti aree, comprese advanced munitions, aerostrutture e rotorcraft.

Questa esperienza è rilevante perché dimostra che la collaborazione AEVEX non rappresenta un caso isolato.

Divergent sta cercando di diventare un’infrastruttura di produzione comune per programmi appartenenti a più prime contractor e aziende defense.

General Atomics collabora con Divergent già dal 2023

La relazione con General Atomics Aeronautical Systems, GA-ASI, risale almeno al 2023.

General Atomics dichiarò allora di voler utilizzare DAPS per supportare lo sviluppo di applicazioni additive e introdurre un processo produttivo completamente digitale nelle proprie linee UAS.

Il collegamento con AEVEX appare quindi coerente con una strategia attraverso la quale Divergent si sta specializzando progressivamente proprio nelle strutture per sistemi unmanned.

Il settore UAS presenta caratteristiche particolarmente favorevoli alla sperimentazione di nuove architetture produttive.

I volumi possono essere più elevati rispetto ai grandi aeromobili.

I cicli di sviluppo sono più brevi.

Le configurazioni cambiano rapidamente.

Il costo unitario deve spesso essere contenuto.

E una parte crescente dei sistemi viene progettata come attritable, quindi con un diverso equilibrio fra costo, vita operativa e performance rispetto a un velivolo tradizionale.

AEVEX è già un produttore industriale e non soltanto uno sviluppatore di prototipi

La partnership diventa ancora più significativa considerando la scala raggiunta dall’azienda nel 2026.

AEVEX è quotata al New York Stock Exchange con ticker AVEX e opera attraverso due segmenti principali.

Tactical Systems progetta e produce sistemi unmanned autonomi e modulari.

Global Solutions offre attività come ISR, counter-UAS, additive manufacturing, modifica di aeromobili e mission engineering.

Nei primi sei mesi del 2026 la società ha registrato circa 418,5 milioni di dollari di ricavi complessivi, con una crescita particolarmente forte nella componente prodotti.

Solo i product revenue sono saliti da 97,3 milioni dell’anno precedente a 360,5 milioni di dollari.

AEVEX prevede per l’intero 2026 un fatturato compreso fra 700 e 720 milioni di dollari.

Questi numeri mostrano che Divergent non collabora con una startup che deve ancora dimostrare di poter costruire UAS in quantità.

AEVEX possiede già programmi di produzione attivi e deve affrontare il problema successivo: aumentare velocità, adattabilità e capacità.

Un contratto USAF da 50 milioni mostra la pressione sulla produzione

Nel giugno 2026 AEVEX ha annunciato un contratto da 50 milioni di dollari con la U.S. Air Force, di cui 27 milioni inizialmente finanziati.

Il programma riguarda una piattaforma long-range precision strike modulare destinata a operare anche in ambienti contestati e degradati dal punto di vista GPS.

Un mese prima l’azienda aveva ricevuto il già citato contratto da 18,5 milioni per UAS Group 3 additively manufactured.

Questi programmi aiutano a comprendere perché la società sia interessata a un sistema come DAPS.

Il problema non è più esclusivamente inventare un nuovo drone.

Occorre riuscire a realizzarne molti, modificarli velocemente e aumentare i volumi quando la domanda cresce.

AEVEX utilizza già architetture modulari e aperte

Anche dal punto di vista progettuale esiste una forte compatibilità fra le due aziende.

AEVEX utilizza il concetto di Modular Open Systems Approach, MOSA, su diverse piattaforme.

Sistemi come Atlas, Dagger e Mariana sono progettati per consentire l’integrazione di payload, sensori o software differenti.

La modularità elettronica può però diventare molto meno efficace se la struttura fisica rimane difficile da modificare.

La collaborazione con Divergent prova quindi a estendere una filosofia già utilizzata per avionica e payload anche alla cellula.

L’obiettivo ideale sarebbe un sistema nel quale hardware elettronico, software e aerostruttura possano evolvere con cicli temporali più vicini fra loro.

Il vero problema è che l’hardware cambia molto più lentamente del software

Un sistema autonomo moderno può ricevere aggiornamenti software frequenti.

Un nuovo algoritmo di navigazione può essere testato e distribuito in tempi relativamente brevi.

Cambiare una parte strutturale è invece molto più difficile.

Occorre riprogettarla, analizzarla, fabbricare eventualmente nuovi utensili, produrla, testarla e integrarla.

Questa differenza crea uno squilibrio.

L’elettronica e il software possono evolvere ogni pochi mesi mentre la piattaforma fisica rimane quasi congelata per anni.

Il concetto di software-defined manufacturing cerca di diminuire questa distanza.

Non può rendere una fusoliera equivalente a una riga di codice: materiali, strutture e sicurezza continueranno a richiedere prove fisiche.

Può però ridurre il costo e il tempo associati a una modifica.

La certificazione resta il punto più difficile

È importante infatti non confondere velocità di produzione con velocità di qualificazione.

Una stampante può realizzare una nuova geometria in pochi giorni.

Dimostrare che la parte possieda le proprietà previste può richiedere molto più tempo.

Divergent parla per questo di model-driven certification, cioè di utilizzare una continuità di modelli e dati per ridurre il lavoro necessario a dimostrare la conformità di una nuova configurazione.

Il concetto è particolarmente importante per sistemi defense, dove l’approccio regolatorio può essere differente da quello di un aereo commerciale certificato FAA.

Ma anche in quel contesto non scompare la necessità di dimostrare resistenza, fatica, tolleranza al danno, comportamento ambientale e affidabilità.

La velocità promessa da DAPS deve quindi essere valutata sull’intera sequenza design-test-production e non soltanto sul numero di ore necessario per stampare la struttura.

La stampa metallica introduce anche nuove esigenze di controllo

Una grande struttura LPBF richiede un livello di controllo molto elevato.

Occorre conoscere caratteristiche della polvere, stato della macchina, parametri laser, atmosfera, orientamento, trattamento termico e lavorazioni successive.

Un componente prodotto da dodici laser contemporaneamente deve inoltre mostrare proprietà coerenti indipendentemente dalla zona della piastra nella quale viene costruito.

Divergent ha sviluppato Monolith One anche per avere maggiore controllo diretto su questi parametri.

Secondo Lukas Czinger, le motivazioni principali della macchina proprietaria sono infatti performance, control e scalability.

Il sistema integra 24 kW di potenza laser e una gestione del gas fino a circa 1.700 metri cubi l’ora proprio perché la stabilità del processo diventa critica quando aumenta contemporaneamente area di costruzione e velocità.

AEVEX è il primo nuovo cliente annunciato dopo il lancio di Monolith One

Questo rende la tempistica della collaborazione particolarmente interessante.

Divergent ha presentato pubblicamente Monolith One a giugno.

Ad agosto ha spiegato che i programmi esistenti sulle Nikon SLM Solutions NXG XII 600 continueranno fino alla conclusione, mentre tutta la nuova capacità verrà progressivamente costruita sulla piattaforma proprietaria.

AEVEX è il primo nuovo cliente annunciato dopo questo cambio.

Non significa che il programma AEVEX verrà necessariamente prodotto esclusivamente su Monolith One: le aziende non hanno indicato le macchine specifiche.

Mostra però che la nuova collaborazione nasce proprio mentre Divergent sta aumentando drasticamente la propria capacità.

La fabbrica di Long Beach è pensata per la produzione ad alto volume della difesa

Il nuovo impianto Divergent non è semplicemente un laboratorio di sviluppo.

L’azienda lo presenta come una vera struttura produttiva per programmi defence e commercial.

Con 64 Monolith One previste, oltre alle sei già installate, la capacità totale sarebbe enormemente superiore alla tipica configurazione di un service bureau metal AM.

La società vuole utilizzare questo modello per produrre contemporaneamente programmi differenti e riallocare le macchine in funzione delle priorità.

Per un cliente come AEVEX questa caratteristica può ridurre il rischio di dover costruire autonomamente tutta la capacità necessaria a un improvviso aumento degli ordini.

La produzione comune potrebbe ridurre anche la dipendenza da fornitori unici

La resilienza è un altro obiettivo esplicito della partnership.

Un’aerostruttura tradizionale può dipendere da fornitori diversi per forging, casting, machining, sheet metal e tooling.

Se uno di questi anelli non è disponibile, tutta la linea può fermarsi.

Part consolidation e produzione digitale possono ridurre il numero delle aziende necessarie per realizzare alcune sezioni.

Non significa eliminare la supply chain.

Rimangono polveri metalliche, elettronica, motori, sensori, batterie, lavorazioni e materiali provenienti da diversi fornitori.

Ma diminuire il numero totale delle parti può ridurre almeno una parte dei punti di dipendenza.

Il vero obiettivo dichiarato è “mass at the pace of need”

Lukas Czinger sintetizza la strategia con una formula che compare sempre più spesso nel settore defence: produrre mass at the pace of need.

Il problema della difesa occidentale non riguarda soltanto la capacità di sviluppare sistemi tecnologicamente avanzati.

Occorre poterli produrre rapidamente e in quantità sufficienti.

Una piattaforma perfetta ma disponibile soltanto in piccoli numeri dopo anni di preparazione può avere meno valore operativo di un sistema leggermente meno sofisticato che può essere aggiornato e prodotto velocemente.

AEVEX lavora già su piattaforme definite attritable e modulari.

Divergent cerca di portare lo stesso principio nella fabbrica.

Ma la produzione software-defined non elimina automaticamente il costo

Un altro punto da mantenere distinto riguarda l’economia.

Laser Powder Bed Fusion rimane un processo costoso.

Le macchine sono complesse, la polvere metallica possiede costi elevati e i componenti richiedono spesso trattamento termico, rimozione dei supporti, lavorazioni CNC e controllo.

Divergent sostiene che il costo complessivo della struttura possa diventare competitivo grazie alla riduzione del numero delle parti, del tooling e delle operazioni di assemblaggio.

È quindi necessario confrontare l’intero costo del sistema e non il costo per chilogrammo della singola parte stampata.

Nel settore defence, inoltre, rapidità e disponibilità possono avere un valore economico superiore al puro costo unitario.

La collaborazione potrebbe diventare un test importante sulla vera scalabilità del metal AM

Divergent ha già dimostrato la capacità di produrre grandi strutture.

Il passaggio successivo è dimostrare che queste strutture possano essere realizzate in volumi elevati mantenendo costo, qualità e throughput controllati.

AEVEX rappresenta quindi un cliente particolarmente significativo.

L’azienda possiede programmi che richiedono quantità molto maggiori rispetto alle hypercar dalle quali Divergent aveva iniziato la propria attività.

Se la collaborazione arrivasse a una vera produzione seriale di airframe, diventerebbe uno dei test più interessanti per valutare se LPBF di grande formato possa sostenere la nuova generazione di sistemi unmanned attritable.

Per ora non è stato annunciato alcun ordine di produzione

Questa distinzione resta però essenziale.

Le aziende hanno annunciato una strategic collaboration to develop a next-generation autonomous platform.

Non hanno dichiarato che esista già una produzione ordinata.

Non hanno comunicato il numero di aeromobili.

Non hanno nominato un cliente.

Non hanno indicato una data di primo volo.

Non hanno comunicato il valore del programma.

Non sappiamo nemmeno quanta parte dell’airframe verrà prodotta additivamente.

Il progetto deve quindi essere considerato in una fase iniziale rispetto ai programmi già dimostrati come Venom o la fusoliera Saab.

Il precedente Venom mostra però che questa fase può essere molto breve

La ragione per cui la collaborazione merita attenzione è proprio la velocità già mostrata in altri programmi Divergent.

Mach e Divergent sono passate da concetto a flight hardware in 71 giorni.

Lockheed Martin e Divergent hanno sviluppato il loro UAS in meno di un anno.

Saab e Divergent hanno prodotto una fusoliera di oltre cinque metri senza tooling dedicato.

Raytheon e Divergent hanno riprogettato componenti legacy in pochi mesi.

Non significa che il programma AEVEX replicherà automaticamente questi tempi.

Dimostra però che la promessa di comprimere il ciclo progettazione-produzione non nasce soltanto da una presentazione teorica.

L’incontro fra ForgeX e DAPS potrebbe produrre una catena manifatturiera a due livelli

Dal punto di vista industriale si può intravedere una combinazione particolarmente interessante.

AEVEX possiede un modello orientato alla produzione modulare e distribuita, anche mediante additive manufacturing più vicino al punto di bisogno.

Divergent possiede invece grandi fabbriche centralizzate capaci di realizzare strutture metalliche complesse ad alte prestazioni.

Le due filosofie non sono necessariamente in concorrenza.

Le sezioni strutturali più critiche potrebbero essere prodotte in fabbriche DAPS altamente controllate.

Altri componenti, parti non critiche o elementi destinati all’adattamento locale potrebbero essere realizzati attraverso la capacità distribuita AEVEX.

Le aziende non hanno ancora annunciato un’architettura produttiva di questo tipo, quindi deve essere considerata una possibile lettura industriale e non un dato del programma.

Ma mostra perché la collaborazione possiede maggiore profondità rispetto al semplice acquisto di alcuni componenti stampati.

L’industria della difesa sta cercando fabbriche riconfigurabili

La partnership riflette anche un cambiamento più ampio.

Per decenni le fabbriche aerospaziali sono state costruite intorno a programmi destinati a durare molti anni.

Il costo del tooling era ammortizzato su migliaia di componenti sostanzialmente invariati.

I sistemi unmanned moderni stanno introducendo cicli molto più rapidi.

Software, sensoristica, countermeasures e requisiti di missione possono cambiare nel giro di mesi.

Una linea estremamente rigida rischia quindi di diventare obsoleta prima del prodotto.

La risposta proposta da Divergent consiste nel rendere la fabbrica stessa il prodotto principale: un’infrastruttura capace di produrre diverse configurazioni senza ricominciare ogni volta da zero.

È un concetto molto vicino a quello che Saab ha espresso con la formula “CAD in the morning, fly in the afternoon”.

Divergent sta già lavorando con l’Air Force sulla flessibilità della base industriale

Nel 2025 la società ha ottenuto anche un SBIR Phase II da circa 1,75 milioni di dollari nell’ambito dell’AFWERX Manufacturing Challenge.

Il progetto riguarda proprio l’utilizzo della capacità DAPS per aumentare flessibilità e scalabilità della Defense Industrial Base.

Fra le linee di attività vengono indicati componenti per motori insieme a Pratt & Whitney, strutture ibride alloy-composite per UAS, componenti per sistemi energetici e workflow di redesign insieme al National Institute for Aviation Research.

Il concetto è dimostrare che la stessa infrastruttura produttiva possa essere utilizzata su prodotti appartenenti a categorie molto differenti.

La collaborazione AEVEX rappresenta quindi un’applicazione commerciale della stessa filosofia.

La prossima verifica sarà il passaggio dalla collaborazione alla piattaforma fisica

Per ora l’annuncio definisce chiaramente l’intenzione ma lascia ancora aperte quasi tutte le specifiche.

Le informazioni più importanti arriveranno quando AEVEX e Divergent mostreranno il primo hardware.

Sarà allora possibile capire:

quanta parte della struttura utilizza metal additive manufacturing;

quanto è stato ridotto il part count;

quali materiali sono stati selezionati;

quanto velocemente è stato sviluppato il primo airframe;

quanto facilmente può essere modificato;

e soprattutto se la stessa struttura possa essere prodotta in volumi coerenti con le esigenze dichiarate.

È questo ultimo parametro a separare una dimostrazione tecnologica da un vero cambiamento della produzione defence.

Non soltanto stampare un drone, ma cambiare il modo in cui viene industrializzato

Il valore della collaborazione AEVEX-Divergent non sta quindi semplicemente nella presenza della stampa 3D.

AEVEX utilizza già additive manufacturing.

Divergent produce già grandi strutture LPBF.

L’elemento nuovo è il tentativo di collegare queste capacità a un’architettura di sviluppo nella quale la cellula possa essere modificata quasi con la stessa filosofia modulare con cui oggi vengono aggiornati payload e software.

Non si arriverà naturalmente alla stessa velocità del software: ogni cambiamento strutturale richiederà sempre analisi, produzione e test.

Ma ridurre tooling, part count e fixture può restringere notevolmente la distanza.

Per i sistemi autonomi destinati a essere prodotti in quantità crescenti e aggiornati con maggiore frequenza, questa potrebbe diventare una caratteristica decisiva.

Divergent ha già dimostrato con Mach Industries, Saab, Lockheed Martin e Raytheon che la produzione software-defined può ridurre drasticamente alcuni tempi di sviluppo e assemblaggio.

AEVEX porta ora all’interno di questo modello una base produttiva UAS già attiva, sistemi già consegnati operativamente e programmi che richiedono aumento rapido dei volumi.

Il test più importante sarà quindi capire se la combinazione fra le due aziende riuscirà a fare qualcosa di più difficile del realizzare velocemente un prototipo: produrre una piattaforma autonoma modificabile, qualificabile e scalabile senza ricostruire ogni volta la fabbrica che deve realizzarla.

Di Fantasy

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