La società olandese Hembased B.V. ha introdotto un filamento per stampa 3D ottenuto da un biopolimero a base di foglie di palma. Il materiale è destinato alle stampanti che utilizzano la tecnologia FDM o FFF e viene presentato da Hembased B.V. come completamente biobased, biodegradabile e compostabile senza il ricorso agli impianti industriali ad alta temperatura.
Il progetto affronta uno dei problemi meno visibili della produzione additiva: la quantità di materiale generata da prototipi provvisori, supporti, prove dimensionali, stampe difettose e componenti con una vita utile limitata. Anche quando una stampante 3D consente di produrre soltanto la quantità di materiale necessaria, il processo può creare scarti difficili da recuperare, soprattutto nei laboratori che impiegano più colori, polimeri differenti o oggetti contaminati da colle e rivestimenti.
Con il nuovo filamento, Hembased B.V. propone un materiale pensato non soltanto per la fase di stampa e utilizzo, ma anche per quella successiva. L’obiettivo dichiarato da Hembased B.V. è permettere a progettisti, imprese, scuole e maker di decidere già durante la progettazione come dovrà essere gestito l’oggetto al termine della sua funzione.
Dalle foglie cadute a un materiale termoplastico
La materia prima impiegata da Hembased B.V. proviene da foglie di palma considerate residui agricoli. Secondo la filiera descritta da Hembased B.V., le foglie cadute vengono raccolte anziché essere lasciate sul terreno o bruciate. Il materiale vegetale viene poi essiccato e macinato fino a ottenere una polvere fine.
La polvere costituisce la base biologica utilizzata per produrre il granulato denominato HemCell. Hembased B.V. descrive HemCell come una matrice polimerica sviluppata per trasformare una biomassa ricca di fibre in un materiale lavorabile con processi termoplastici.
Il passaggio dalla foglia al filamento non consiste quindi nella semplice aggiunta di fibre a una plastica tradizionale. Molti filamenti definiti naturali sono compositi nei quali una piccola percentuale di legno, bambù, sughero o residui agricoli viene dispersa nel PLA. In questi prodotti la componente vegetale modifica colore, finitura e consistenza, mentre la matrice principale resta un polimero separato.
Hembased B.V. presenta invece il proprio prodotto come una matrice monomateriale basata sul biopolimero di foglia di palma. Questa distinzione dovrà essere accompagnata da dati tecnici completi sulla formulazione, perché l’origine vegetale di una materia prima non dimostra da sola che il prodotto finale sia biodegradabile o compostabile.
Compostabile a freddo non significa soltanto biobased
Nel settore dei materiali plastici vengono spesso utilizzati come sinonimi termini che descrivono proprietà differenti.
Un materiale biobased è prodotto, in tutto o in parte, partendo da biomassa. Questa caratteristica riguarda l’origine del carbonio impiegato nella produzione, non il comportamento del prodotto dopo l’uso. Un polimero può essere ricavato da fonti vegetali e rimanere stabile nell’ambiente per molti anni.
Un materiale biodegradabile può essere trasformato dall’attività dei microrganismi, ma velocità e completezza della degradazione cambiano in base alla composizione, alla temperatura, all’umidità, all’ossigenazione e alla comunità microbica presente.
Un materiale compostabile deve invece biodegradarsi entro condizioni e tempi definiti, disintegrarsi senza lasciare frammenti persistenti e non compromettere la qualità del compost. Per questo una dichiarazione di compostabilità dovrebbe specificare chiaramente se riguarda un impianto industriale oppure un sistema domestico.
Hembased B.V. utilizza l’espressione “compostabile a freddo” per indicare che il filamento è progettato per degradarsi in un compost domestico o all’aperto, senza le temperature elevate mantenute negli impianti industriali. L’azienda associa il processo a temperature comprese indicativamente tra 20 e 30 °C e a un periodo che può arrivare a un anno.
Il tempo effettivo non può però essere identico per ogni oggetto. Una parete sottile, un supporto frammentato e un componente pieno con diversi centimetri di spessore espongono superfici molto differenti all’azione dei microrganismi.
Come gestire una stampa dopo l’utilizzo
Per facilitare la decomposizione, Hembased B.V. consiglia di tagliare o spezzare l’oggetto in parti più piccole prima di inserirlo nel compost. La frammentazione aumenta la superficie disponibile e permette all’umidità e ai microrganismi di raggiungere una quantità maggiore di materiale.
Il compost deve inoltre contenere una miscela equilibrata di residui umidi e secchi. Un cumulo completamente asciutto rallenta l’attività biologica, mentre un materiale troppo bagnato e compatto limita l’ossigenazione. Temperatura, aerazione, spessore dell’oggetto e attività microbica influenzano quindi la durata del processo.
Questo significa che la compostabilità non coincide con la possibilità di abbandonare una stampa nell’ambiente. Anche un materiale biodegradabile richiede condizioni adatte e una gestione controllata. Inserire un oggetto nel terreno, lasciarlo lungo una strada o disperderlo in acqua non equivale a compostarlo.
La destinazione più coerente riguarda oggetti puliti, privi di componenti elettronici, metalli, adesivi sintetici, vernici o contaminanti. Un prodotto stampato con più materiali dovrebbe essere separato prima del trattamento, perché la presenza di plastiche non compostabili comprometterebbe il risultato.
I parametri di stampa indicati da Hembased B.V.
Il filamento di Hembased B.V. ha un diametro di 1,75 millimetri e viene commercializzato in bobine contenenti un chilogrammo di materiale. Il peso dichiarato della bobina vuota è di 154 grammi.
Per l’estrusione, Hembased B.V. indica una temperatura compresa tra 170 e 190 °C. Il piano può essere impostato a circa 30 °C, una temperatura inferiore rispetto a quella richiesta da diversi tecnopolimeri e compatibile con molte stampanti desktop.
La velocità suggerita da Hembased B.V. è compresa tra 30 e 80 millimetri al secondo, mentre la ventilazione dovrebbe essere mantenuta intorno al 30%. Questi valori costituiscono un punto di partenza e devono essere adattati alla macchina, alla geometria, all’altezza dello strato e al diametro dell’ugello.
Un elemento che distingue il materiale dai filamenti più comuni è la dimensione dell’ugello consigliata. Hembased B.V. indica un ugello da 0,8 millimetri, più ampio del formato da 0,4 millimetri installato sulla maggior parte delle stampanti FDM.
Un ugello più grande può ridurre il rischio di ostruzioni quando il materiale contiene fibre o particelle di origine vegetale. La maggiore apertura consente inoltre di estrudere cordoni più larghi, ma limita la riproduzione dei dettagli minuti e richiede una diversa configurazione dello slicer.
Prima della stampa, Hembased B.V. raccomanda un’essiccazione di circa dodici ore a una temperatura non superiore a 50 °C. La necessità di essiccare il filamento suggerisce una sensibilità all’umidità che deve essere considerata durante lo stoccaggio. Una bobina lasciata esposta può assorbire acqua dall’aria, provocando bolle, variazioni del flusso, superfici irregolari e una minore adesione tra gli strati.
Applicazioni adatte a un materiale con fine vita compostabile
Il filamento di Hembased B.V. appare adatto soprattutto a prodotti la cui funzione non richiede una durata di molti anni. Tra gli impieghi possibili rientrano modelli didattici, prototipi estetici, supporti per eventi, elementi espositivi, prove di assemblaggio e componenti destinati a campagne temporanee.
Nel settore dell’istruzione, scuole e laboratori possono accumulare numerose stampe prodotte durante esercitazioni, corsi di modellazione e verifiche progettuali. Un materiale compostabile può offrire una gestione alternativa per gli oggetti che non devono essere conservati, purché il processo venga organizzato e controllato.
Gli studi di design possono utilizzare il filamento di Hembased B.V. per mock-up e campioni preliminari. Questi oggetti vengono spesso realizzati per verificare proporzioni, ergonomia e aspetto, quindi perdono la loro utilità dopo l’approvazione del progetto.
Anche eventi, fiere e punti vendita possono rappresentare un ambito interessante. Segnaposto, piccoli espositori, identificatori, decorazioni e supporti informativi hanno spesso una durata collegata a una singola manifestazione. In questi casi la scelta del materiale può essere coordinata con un sistema di raccolta al termine dell’evento.
L’idoneità per componenti tecnici, dispositivi di sicurezza, oggetti sottoposti a carichi elevati o prodotti destinati all’esterno richiede invece dati sulle proprietà meccaniche, termiche, sull’assorbimento dell’acqua e sulla stabilità nel tempo. Le informazioni pubbliche diffuse da Hembased B.V. non includono ancora una scheda completa con resistenza a trazione, modulo elastico, allungamento a rottura, temperatura di rammollimento e resistenza all’urto.
La collaborazione tra Hembased B.V. e Novateq Engineering B.V.
Lo sviluppo commerciale del materiale comprende un’attività di ricerca applicata realizzata con Novateq Engineering B.V.. Hembased B.V. descrive la collaborazione con Novateq Engineering B.V. come un percorso dedicato alla progettazione, alla prototipazione, ai test e all’adattamento del filamento a impieghi concreti.
La collaborazione tra Hembased B.V. e Novateq Engineering B.V. è importante perché un nuovo materiale non può essere valutato soltanto attraverso alcune stampe dimostrative. Servono prove ripetibili su macchine differenti, valutazioni sulla costanza del diametro, analisi del flusso, test sulla conservazione delle bobine e verifiche sulle proprietà degli oggetti.
Hembased B.V. propone inoltre programmi pilota per aziende interessate a sviluppare prodotti, confezioni e applicazioni personalizzate. In questo modello, il filamento non viene presentato soltanto come un materiale da acquistare, ma come una piattaforma da adattare a specifiche esigenze produttive.
Il confronto con PLA e PHA
Il PLA è uno dei materiali più diffusi nella stampa 3D desktop. Il PLA può essere prodotto da risorse rinnovabili, offre una buona facilità di stampa e permette di realizzare dettagli precisi. La sua origine biologica viene però confusa spesso con la biodegradabilità in condizioni domestiche.
Il PLA richiede in genere temperature e condizioni controllate proprie degli impianti industriali. In un compost domestico freddo può rimanere riconoscibile per periodi lunghi, soprattutto quando l’oggetto ha pareti spesse o un’elevata percentuale di riempimento.
I poliidrossialcanoati, indicati con la sigla PHA, sono invece una famiglia di poliesteri prodotti da microrganismi. I batteri accumulano questi materiali come riserva di carbonio ed energia. La composizione dei PHA può variare, generando polimeri rigidi, elastici o con differenti temperature di lavorazione.
La letteratura scientifica mostra che diversi PHA possono degradarsi nel suolo, nel compost, nell’acqua dolce e in altri ambienti biologicamente attivi. Il comportamento dipende però dalla composizione precisa del polimero, dalla cristallinità, dalla forma dell’oggetto e dalle condizioni ambientali.
Hembased B.V. non definisce il proprio prodotto come un semplice filamento PHA e parla di una matrice derivata dalle foglie di palma. Senza una scheda chimica completa non è opportuno assegnare al materiale una composizione specifica. È più corretto descriverlo utilizzando la formulazione adottata da Hembased B.V.: un biopolimero a base di foglie di palma trasformato nel granulato HemCell.
Hembased B.V. non è la prima impresa a proporre filamenti compostabili
Il lancio deve essere collocato in un mercato nel quale operano già diversi produttori di filamenti biodegradabili o compostabili.
ColorFabb B.V. commercializza la gamma allPHA, costituita da filamenti biobased e biodegradabili basati su PHA. ColorFabb B.V. lavora inoltre attraverso Helian Polymers B.V. con Genecis Bioindustries Inc., società canadese che sviluppa PHA partendo da flussi di rifiuti organici.
PHA Eco Goods propone il filamento Loopha, presentato come compostabile in ambito domestico. Regen, Phanbulous ed Ecogenesis Biopolymers hanno sviluppato altri materiali destinati alla stampa 3D con caratteristiche di biodegradabilità o compostabilità.
Anche B4Plastics ha sviluppato COMPOST3D e COMPOST3D 2, materiali per stampa 3D progettati per il compostaggio domestico. La seconda generazione di COMPOST3D viene distribuita da FormFutura B.V.
Per questo la posizione di Hembased B.V. non deriva dall’essere il primo produttore assoluto di un filamento compostabile a temperatura ambiente. L’elemento distintivo riguarda soprattutto la scelta delle foglie di palma come materia prima, il granulato HemCell e l’integrazione tra recupero dei residui agricoli, produzione del filamento e sviluppo di applicazioni.
La questione dell’approvvigionamento delle foglie di palma
L’utilizzo di foglie cadute può evitare che una parte dei residui agricoli venga bruciata. La raccolta può inoltre generare un’ulteriore fonte di reddito per le comunità che svolgono le operazioni di recupero, essiccazione e macinazione.
La valutazione ambientale non può però limitarsi al fatto che la materia prima sia un residuo. Occorre conoscere il luogo di provenienza delle foglie, la coltura dalla quale derivano, le distanze di trasporto, l’energia impiegata per l’essiccazione e la trasformazione del polimero.
Se le foglie provengono da piantagioni collegate alla produzione di olio di palma, deve essere valutato anche il rapporto tra il recupero del residuo e gli impatti della coltivazione principale. Utilizzare uno scarto è preferibile rispetto a produrre nuova biomassa dedicata, ma l’impiego commerciale dei residui non cancella i problemi legati alla deforestazione, alla perdita di biodiversità e alla gestione del territorio.
Per dimostrare il beneficio complessivo sarebbero utili una tracciabilità della filiera e un’analisi del ciclo di vita. Una LCA permetterebbe di confrontare il filamento di Hembased B.V. con PLA, PHA e polimeri fossili considerando materie prime, trasformazione, trasporto, stampa e trattamento finale.
Compostabilità dichiarata e certificazione indipendente
La documentazione pubblica consultata il 20 luglio 2026 presenta il filamento di Hembased B.V. come compostabile a freddo, biobased e biodegradabile. Nelle pagine pubbliche di Hembased B.V. non compare però un certificato indipendente equivalente ai sistemi dedicati alla compostabilità domestica.
Una certificazione è importante perché sottopone il materiale a prove standardizzate. I test verificano la trasformazione del carbonio in anidride carbonica, la disintegrazione fisica, l’assenza di effetti negativi sul compost e i limiti relativi a metalli pesanti o sostanze indesiderate.
La degradazione visibile non è sufficiente. Un oggetto può rompersi in particelle piccole senza essere stato biodegradato a livello molecolare. Per poter parlare di compostabilità completa occorre dimostrare che il materiale viene utilizzato dai microrganismi e convertito in prodotti biologici compatibili con il processo.
Hembased B.V. dichiara di voler pubblicare aggiornamenti su test e certificazioni. Fino alla disponibilità di rapporti indipendenti, i dati sulla compostabilità del prodotto devono essere attribuiti a Hembased B.V. e non considerati automaticamente equivalenti a una certificazione riconosciuta.
Il prezzo e il posizionamento commerciale
Il filamento viene proposto da Hembased B.V. a 32 euro per una bobina da un chilogrammo, nelle varianti grigio, rosa, marrone, beige e nero. Il prezzo colloca il prodotto nella fascia dei filamenti speciali, ma resta vicino al costo di diversi materiali tecnici o biopolimeri venduti per applicazioni professionali.
Il confronto economico non dovrebbe limitarsi al prezzo per chilogrammo. Un ugello da 0,8 millimetri produce linee più larghe e può aumentare la quantità di materiale impiegata per dettagli piccoli. D’altra parte, può ridurre i tempi di stampa nei componenti voluminosi.
Per imprese ed eventi può essere più importante valutare il costo complessivo della gestione degli scarti. Un materiale compostabile potrebbe semplificare il trattamento di prodotti monomateriale raccolti separatamente, ma soltanto quando esiste una procedura chiara e quando il compostatore accetta quel prodotto.
Una soluzione per oggetti progettati con una durata definita
Il valore principale del filamento di Hembased B.V. risiede nel tentativo di collegare la scelta del materiale alla vita utile dell’oggetto. La produzione additiva viene spesso utilizzata per fabbricare componenti in poche ore, mentre il polimero può restare nell’ambiente per decenni dopo che il prodotto ha perso la propria funzione.
Un materiale compostabile non rappresenta la soluzione per ogni applicazione. Gli oggetti che possono essere riutilizzati, riparati o riciclati non dovrebbero essere progettati come prodotti da eliminare dopo un solo impiego. La compostabilità è più coerente nei casi in cui il recupero meccanico è difficile, il ciclo di utilizzo è breve e la contaminazione con residui organici rende poco pratico il riciclo.
Il progetto di Hembased B.V. amplia le opzioni disponibili per maker e aziende, ma il successo dipenderà dalla trasparenza sui materiali, dalla costanza delle prestazioni, dalla certificazione delle dichiarazioni ambientali e dalla capacità di costruire una filiera verificabile.
La foglia di palma costituisce un punto di partenza interessante. La prova decisiva sarà dimostrare, con dati riproducibili, che l’intero percorso dalla raccolta del residuo fino al compostaggio dell’oggetto produce un vantaggio ambientale misurabile.
