La nuova cella integra robot ABB, Meltio Engine e software Meltio Space in una piattaforma turnkey destinata a defense, aerospace, energia, mining e manutenzione industriale
Meltio ha avviato negli Stati Uniti l’assemblaggio locale della propria Meltio Robot Cell, la piattaforma robotizzata per Directed Energy Deposition che utilizza filo metallico come materiale di apporto e laser come sorgente energetica. La nuova configurazione non rappresenta una tecnologia di stampa completamente diversa rispetto alla Robot Cell già presentata nel 2023: il cambiamento principale riguarda dove e come viene assemblato e integrato il sistema destinato ai clienti americani. Fino a questo momento la soluzione completa veniva sostanzialmente fornita attraverso la struttura produttiva spagnola e la rete di integratori; con il nuovo programma, Meltio e il partner statunitense FORCE Automation Inc. possono preparare direttamente negli Stati Uniti la cella con robot industriale ABB, Meltio Engine, posizionatore, enclosure laser-safe, software e periferiche, riducendo trasporto internazionale, procedure doganali e tempi associati all’integrazione locale. Per Meltio il passaggio assume un significato particolarmente rilevante perché il mercato statunitense sta diventando uno dei principali poli di crescita della società, soprattutto nelle applicazioni defense, naval, aerospace, energy e heavy industry.
Il punto centrale della strategia non è soltanto “stampare una macchina in America” o sostituire la produzione spagnola. Meltio continua infatti a sviluppare e produrre il cuore tecnologico della propria piattaforma Wire-Laser Metal Deposition, mentre l’assemblaggio della cella robotizzata viene localizzato per avvicinarsi al cliente finale e trasformare un’integrazione complessa in un prodotto maggiormente standardizzato. L’azienda descrive la nuova Robot Cell statunitense come una soluzione plug-and-play, progettata affinché il cliente debba principalmente collegare alimentazione elettrica e gas inerte prima di iniziare la messa in servizio. È una semplificazione importante rispetto al modello tipico di robotic DED, nel quale un integratore deve selezionare robot, deposition head, enclosure, interlock, controllo, posizionatore, software, chiller e dispositivi di sicurezza e successivamente farli dialogare come un sistema unico.
FORCE Automation diventa un elemento chiave della strategia americana
La cella statunitense è stata sviluppata con FORCE Automation, partner Meltio di lunga data e primo integratore ufficiale negli Stati Uniti per la combinazione fra tecnologia Meltio e robot ABB. Il ruolo di FORCE Automation non consiste quindi semplicemente nel vendere una macchina già confezionata. L’azienda porta competenze nell’automazione robotizzata, nella sicurezza industriale, nella progettazione delle celle e nell’integrazione delle periferiche, tutti aspetti che diventano determinanti quando una deposition head deve essere trasformata in una vera macchina produttiva.
Questo modello permette a Meltio di mantenere relativamente aperta la propria architettura. La società continua a dichiarare che il Meltio Engine può essere integrato con robot industriali di diversi produttori, ma per la Robot Cell standard utilizza una configurazione con ABB, scelta che permette di ridurre la variabilità progettuale e fornire un sistema già testato. Una cella standardizzata può essere validata una volta, documentata, riprodotta e installata in siti differenti con meno engineering specifico rispetto a un progetto completamente custom.
Il concetto è importante soprattutto per clienti che non vogliono diventare specialisti di system integration. Una grande azienda aerospace, una base navale o un’officina industriale può essere interessata alla produzione e riparazione delle parti ma non necessariamente vuole progettare da zero una cella robotizzata laser Class 1. È precisamente questo lavoro di integrazione che Meltio sta cercando di assorbire all’interno del prodotto.
Specifiche tecniche principali della Meltio Robot Cell
| Caratteristica | Specifica dichiarata |
|---|---|
| Processo | Wire-Laser Directed Energy Deposition |
| Architettura | Robot industriale + posizionatore + Meltio Engine |
| Configurazione standard | Robot ABB |
| Assi complessivi | Fino a 8 assi con interpolazione del posizionatore |
| Dimensioni cella | Circa 4.050 × 2.350 × 3.000 mm |
| Carico standard | Fino a 500 kg |
| Envelope con posizionatore | circa Ø 1.000 × 1.200 mm |
| Envelope senza interpolazione posizionatore | fino a circa 2.000 × 1.000 × 1.000 mm |
| Build plate raffreddata | 300 × 400 mm standard, con altre dimensioni disponibili |
| Materiale di apporto | Filo metallico 0,8–1,2 mm |
| Configurazione filo | Single o Dual Wire |
| Software | Meltio Space |
| Sicurezza laser | Class 1, enclosure secondo IEC 60825-1 / IEC 60825-4 |
| Potenza cella | fino a circa 20 kW di picco, ~7 kW medi secondo configurazione |
| Gas | Argon o altra alimentazione inerte compatibile |
| Ambiente | Interno controllato, non per uso outdoor |
La Robot Cell utilizza una piattaforma autoportante in acciaio sulla quale sono fissati robot, posizionatore, dispositivi di raffreddamento, unità di controllo e alimentazione filo. Il vantaggio logistico è evidente: una volta preparata e collaudata, la cella può essere movimentata come un unico sistema anziché essere ricostruita pezzo per pezzo nello stabilimento del cliente. Il layout integra canaline per cablaggi, punti di livellamento, sistemi di interlock e una struttura laser-safe. La cella è classificata come prodotto laser di Classe 1, quindi progettata affinché durante il normale funzionamento l’operatore non sia esposto direttamente alla radiazione laser.
La documentazione tecnica pubblicata da Meltio per la piattaforma internazionale indica alimentazione trifase 400 V 50 Hz come standard, con configurazioni alternative a 440 V 60 Hz e 230 V 60 Hz. Proprio quest’ultimo aspetto aiuta a comprendere il valore dell’assemblaggio locale: una cella destinata agli Stati Uniti deve essere configurata fin dall’origine secondo caratteristiche elettriche, normative di sicurezza, componentistica e pratiche industriali differenti da quelle normalmente utilizzate in Europa.
La versione americana non va confusa con una certificazione Buy American
La dicitura “assembled in the USA” è importante ma deve essere interpretata precisamente. Meltio non dichiara che tutti i componenti siano prodotti negli Stati Uniti e non afferma che la Robot Cell sia automaticamente classificabile come domestic end product ai sensi del Buy American Act. Il cuore della tecnologia Meltio nasce infatti dalla piattaforma sviluppata in Spagna e la configurazione integra componenti provenienti da diversi fornitori internazionali, compresi robot e sistemi laser.
Nel quadro federale statunitense, assemblare un prodotto negli Stati Uniti può essere una condizione necessaria ma non sempre sufficiente. Per molte forniture soggette al Buy American Act, un manufactured end product deve essere prodotto negli USA e rispettare anche requisiti sul valore dei componenti domestici. Per gli articoli consegnati fra il 2024 e il 2028 la soglia generale prevista dal FAR è del 65%, con regole ed eccezioni specifiche per differenti categorie di prodotto e acquisizione. Il settore defense può inoltre ricadere su requisiti DFARS e programmi specifici.
L’importanza strategica dell’assemblaggio americano rimane comunque notevole: ridurre la quota di attività industriale effettuata all’estero, utilizzare un integratore statunitense e strutturare una supply chain più locale può rendere più semplice l’accesso a determinate opportunità, diminuire lead time e facilitare manutenzione e supporto. Ma US-assembled non deve essere trasformato automaticamente in US-made o Buy American compliant finché Meltio non pubblicherà una specifica dichiarazione di conformità per la configurazione interessata.
Meltio offre oggi due generazioni di deposition head, IR e Blue Laser
Un altro elemento rilevante della Robot Cell è la possibilità di utilizzare differenti versioni del Meltio Engine. L’architettura originale lavora con laser infrarossi da 976 nm, mentre la nuova generazione Meltio Engine Blue utilizza diodi a 450 nm. Il passaggio al blu non è soltanto un aggiornamento nominale: la lunghezza d’onda viene assorbita meglio da diversi metalli, in particolare rame e leghe con comportamento riflettente più problematico nell’infrarosso.
Confronto tecnico Meltio Engine Blue e IR
| Parametro | Meltio Engine Blue | Meltio Engine IR |
|---|---|---|
| Lunghezza d’onda | 450 nm | 976 nm |
| Numero laser | 9 diodi diretti | 6 laser/fibre |
| Potenza nominale | 1.000 W nella Robot Cell; alcune configurazioni Engine fino a 1,4 kW | 1.200 W |
| Peso deposition head | circa 20,5–23 kg | circa 15,5 kg |
| Dimensioni testa | circa 262 × 272 × 572 mm | circa 230 × 310 × 710 mm |
| Controllo melt pool | Camera melt pool + closed-loop wire modulation | Closed-loop wire modulation |
| Feeder | Servo, trazione a quattro punti | Push-pull / dual stepper |
| Filo | 0,8–1,2 mm | 0,8–1,2 mm |
| Configurazione | Single/Dual Wire | Single/Dual Wire |
| Materiali | Acciai, nickel, titanio, rame, leghe di rame, altri | Acciai, nickel, titanio, altri |
| Consumo | ~2–5 kW medio, fino a 9,2 kW di picco per il kit Blue | fino a ~2–5 kW a seconda della configurazione |
La piattaforma Blue utilizza nove laser a diodo diretto disposti intorno al filo coassiale. Il filo passa attraverso il centro della testa e i laser convergono sul melt pool da più direzioni. Questa geometria cerca di ridurre la dipendenza dalla direzione di movimento del robot: il processo deve poter depositare materiale mentre la testa cambia orientamento senza richiedere che il filo arrivi lateralmente da una direzione privilegiata.
Il controllo closed-loop regola inoltre l’alimentazione del filo in funzione del comportamento del bagno fuso. La versione Blue integra una melt pool camera che permette di monitorare il processo e correggere la quantità di materiale. Sono caratteristiche particolarmente importanti nel robotic DED, dove velocità, inclinazione e orientamento possono variare significativamente durante una traiettoria tridimensionale.
Il filo da saldatura è il principale elemento di differenziazione rispetto alla powder DED
La tecnologia Meltio utilizza filo metallico commerciale con diametri normalmente compresi fra 0,8 e 1,2 mm, con possibilità di spool o drum industriali superiori ai 100 kg. Questa scelta elimina la gestione delle polveri metalliche fini e permette di utilizzare una supply chain molto più vicina al normale welding.
Meltio dichiara compatibilità con stainless steel, carbon steel, tool steel, nickel alloys, titanium, copper alloys e altre leghe, oltre a configurazioni Dual Wire nelle quali due materiali possono essere utilizzati sequenzialmente. La disponibilità reale di una determinata lega dipende però dalla presenza di parametri di processo qualificati; non basta che un materiale esista sotto forma di filo perché diventi automaticamente stampabile con proprietà industriali.
La società dichiara densità relative fino al 99,9% per materiali e parametri validati e overbuild inferiore al millimetro in applicazioni ottimizzate. Questi valori devono essere considerati dati del produttore e non una garanzia universale per ogni combinazione geometria-materiale. Come per tutti i processi DED, la qualità finale dipende da parametri termici, toolpath, orientamento, gas, storia termica e post-processing.
Wire DED e LPBF rispondono a esigenze molto differenti
| Aspetto | Meltio Wire-Laser DED | Laser Powder Bed Fusion |
|---|---|---|
| Feedstock | Filo metallico | Polvere metallica |
| Volume massimo | Dipende da robot/gantry | Limitato dalla camera |
| Deposizione su parte esistente | Sì | Generalmente no |
| Riparazione | Molto adatta | Poco adatta |
| Feature addition | Sì | Limitata |
| Risoluzione | Inferiore | Superiore |
| Superficie as-built | Più grezza | Più fine |
| Near-net-shape | Sì | Molto vicino alla geometria finale |
| Post-machining | Spesso necessario | Dipende dall’applicazione |
| Material handling | Relativamente semplice | Richiede gestione polvere |
| Produzione grandi parti | Molto competitiva | Costosa/limitata dalle dimensioni |
| Componenti piccoli e complessi | Meno indicata | Generalmente più adatta |
L’obiettivo della Robot Cell non è quindi competere direttamente con una macchina LPBF quando servono piccoli componenti con canali interni complessi e tolleranze molto strette. Il vantaggio emerge nelle parti grandi, nelle riparazioni, nelle aggiunte di materiale e nei near-net-shape che verranno successivamente lavorati CNC.
Un robot può inoltre orientare la testa secondo traiettorie a cinque o più assi effettivi, sfruttando anche la rotazione del pezzo. Questa libertà permette di depositare materiale su superfici esistenti che non sarebbero facilmente accessibili con una semplice macchina cartesiana.
La riparazione è probabilmente una delle applicazioni più importanti
Meltio sta dedicando una parte crescente della propria comunicazione alla repair economy. Un componente industriale costoso può avere una singola zona consumata mentre il resto della geometria rimane perfettamente utilizzabile. Ricostruire tutto il pezzo mediante forging, casting o machining può essere economicamente inefficiente. Una cella DED può invece rimuovere la zona danneggiata, depositare nuovo materiale e successivamente eseguire il machining finale.
Questa logica è particolarmente rilevante in mining, energy, oil & gas e defense. Alberi, stampi, pale, superfici di usura e componenti fuori produzione possono avere tempi di consegna molto elevati e costi significativi. In questi casi la convenienza del DED non deriva necessariamente dal fatto che la deposizione sia meno costosa al chilogrammo rispetto a un processo tradizionale, ma dalla possibilità di recuperare il 70, 80 o 90% di un componente esistente invece di sostituirlo completamente.
La società italiana Cavaletto Mario S.p.A., specializzata nel forging, utilizza per esempio la Robot Cell per automatizzare la riparazione di trimming dies e punches che in precedenza venivano ricostruiti attraverso welding manuale. Secondo i dati comunicati da Meltio, il passaggio al processo robotizzato avrebbe prodotto risparmi del 67% rispetto all’electrode welding manuale e del 20% rispetto alla produzione convenzionale completa dello stampo. Sono risultati specifici di quel caso applicativo e non percentuali generalizzabili, ma mostrano perché il repair sia uno dei mercati naturali del wire DED.
Eurobearings usa il robot anche su un gantry mobile
Un’altra applicazione interessante arriva da Eurobearings, che ha integrato il Meltio Engine con un grande robot industriale montato su gantry mobile. La configurazione permette di superare il volume della Robot Cell standard e lavorare componenti industriali molto grandi. Meltio comunica riduzioni del lead time nell’ordine del 30-50% nelle applicazioni del cliente, insieme alla possibilità di rigenerare parti ad alto valore.
Questo esempio chiarisce perché Meltio continui a definire la piattaforma “open hardware”. La Robot Cell standard serve al cliente che vuole una configurazione già integrata; il Meltio Engine rimane invece disponibile per progetti custom nei quali robot, gantry o CNC sono dimensionati intorno al componente.
Negli Stati Uniti la strategia è già fortemente collegata alla difesa
L’assemblaggio americano arriva dopo diversi anni nei quali Meltio ha costruito una presenza crescente nella supply chain defense statunitense. Nel 2023, una tecnologia hybrid sviluppata da Phillips Corporation e basata su Meltio è stata installata a bordo della USS Bataan, combinando deposizione laser-wire e un centro di lavoro Haas. L’obiettivo era permettere alla U.S. Navy di produrre e riparare parti direttamente sulla nave.
Negli anni successivi la presenza si è ampliata attraverso Phillips Federal, Fastech, BlueForge Alliance e altri partner, con applicazioni rivolte alla produzione e manutenzione navale. Nel 2025 Meltio e Fastech hanno inoltre aperto a Danville, Virginia, il primo Advanced Additive Manufacturing Reference Site internazionale della società. Il centro ospita fra l’altro una M600 e una Robot Cell e viene utilizzato per dimostrazioni rivolte a defense, aerospace e altri settori industriali.
Nel maggio 2026 Meltio ha annunciato una rete di partner statunitensi attivi nel defense manufacturing che comprende soggetti con registrazioni e requisiti come ITAR, SAM, ISO 9001 e, in alcuni casi, Federal Firearms License. Anche qui è importante distinguere: tali qualifiche appartengono ai singoli partner e non trasformano automaticamente qualsiasi sistema Meltio in un prodotto certificato per ogni contratto militare. Mostrano però come la società stia costruendo un ecosistema capace di operare in progetti dove controllo delle informazioni e compliance assumono grande importanza.
Assemblare la cella negli USA riduce soprattutto il problema dei lead time
Quando Meltio presentò la prima Robot Cell nel 2023 indicava un prezzo inferiore ai 300.000 dollari ex works e un lead time tipico nell’ordine di quattro-sei settimane. Non esiste al momento un listino pubblico equivalente per la versione assemblata negli Stati Uniti, quindi non è possibile stabilire se il prezzo sia rimasto nello stesso intervallo.
Il beneficio più facilmente misurabile non è necessariamente il prezzo della macchina, ma l’eliminazione di una parte della logistica. Una cella di circa quattro metri per oltre due metri non è un’apparecchiatura che può essere spedita come un normale pallet. Importare dagli stabilimenti spagnoli struttura, enclosure, robot e accessori implica costi di trasporto, dogana, coordinamento e installazione. Effettuare l’assemblaggio finale negli Stati Uniti può ridurre questi passaggi e semplificare anche la disponibilità dei componenti più standard.
In caso di manutenzione, avere competenze di integrazione sul territorio permette inoltre di intervenire senza coinvolgere sempre tecnici provenienti dall’Europa. Per un cliente industriale questa riduzione del rischio operativo può essere più importante di una variazione relativamente piccola sul prezzo di acquisto.
Una cella pronta all’uso riduce anche il rischio dell’integrazione
Nella robotica industriale il costo dell’hardware rappresenta soltanto una parte del progetto. Programmazione, sicurezza, interlock, layout, certificazione, messa in servizio e test possono generare costi e tempi difficili da prevedere. Un sistema che arriva già integrato e testato trasferisce una parte di questo rischio dal cliente al costruttore.
La Robot Cell concentra in un solo sistema:
- robot industriale;
- posizionatore;
- Meltio Engine;
- deposition head;
- feeder del filo;
- chiller;
- enclosure laser-safe;
- build plate;
- alimentazione gas;
- pannello di controllo;
- interlock;
- videocamera;
- software Meltio Space.
Questa standardizzazione è probabilmente uno degli aspetti industrialmente più importanti del prodotto. La tecnologia DED robotica esiste da molti anni, ma una delle barriere alla sua diffusione è proprio il fatto che molte installazioni continuano a essere progetti di engineering one-off. Se ogni cliente deve ricreare la propria cella da zero, scalare da dieci a cento installazioni diventa difficile. Meltio cerca invece di trasformare il robotic DED in un prodotto catalogabile e replicabile.
Meltio Space affronta uno dei problemi più complessi del robotic DED
Un robot industriale possiede molti più gradi di libertà di una stampante cartesiana, ma questa flessibilità aumenta enormemente la difficoltà di generare i percorsi. Meltio Space è stato sviluppato proprio per trasformare un modello 3D in toolpath robotici senza obbligare l’utente a scrivere manualmente programmi e macro.
Il software gestisce orientamento dell’utensile, robot, posizionatore e traiettorie e consente di creare profili parametrizzati per le differenti applicazioni. La Robot Cell integra inoltre un’interfaccia nella quale è possibile visualizzare il modello tridimensionale ricostruito a partire dalle coordinate TCP del robot e analizzare i dati dei sensori lungo la timeline del job.
L’automazione del software diventa fondamentale quando la macchina deve essere utilizzata da personale proveniente da machining o welding e non da specialisti di robot programming. L’obiettivo dichiarato da Meltio è precisamente ridurre la quantità di competenze specifiche necessarie per passare da CAD a deposito.
La produzione “autonoma” non significa che il controllo qualità scompaia
Meltio descrive la Robot Cell come capace di produzione autonoma grazie a monitoring e safety features. Questo non significa però che una parte aerospace o defense possa essere prodotta senza qualificazione, ispezione o personale specializzato. La DED produce una struttura metallurgica complessa e proprietà che dipendono dalla storia termica del pezzo. Applicazioni critiche possono richiedere NDT, CT, ultrasonics, metallografia, test meccanici, heat treatment e machining.
Anche quando il sistema regola automaticamente il wire feed e monitora il melt pool, il closed-loop process control non equivale alla certificazione automatica del componente. È piuttosto uno strumento per aumentare la ripetibilità del processo e rilevare anomalie durante la deposizione.
Il vantaggio del Dual Wire può andare oltre il semplice cambio di materiale
La configurazione Meltio può utilizzare due fili. La funzione più semplice è passare rapidamente da una lega all’altra durante la produzione, per esempio creando zone differenti del componente o depositando un materiale di hard-facing sopra un substrato più economico.
Potenzialmente il dual wire permette inoltre di lavorare su combinazioni di materiali o transizioni composizionali, ma ogni combinazione richiede un processo validato. Non si deve quindi interpretare la presenza di due feeder come una capacità automatica di produrre qualsiasi nuova lega in-situ.
La vera utilità industriale è soprattutto la possibilità di mantenere disponibili due materiali senza cambiare manualmente spool e percorso di alimentazione, riducendo setup e tempi improduttivi.
La nuova Robot Cell statunitense non sostituisce la produzione spagnola: crea un secondo livello di industrializzazione
Il lancio deve quindi essere letto come localizzazione della fase di integrazione finale, non come trasferimento completo della tecnologia Meltio dalla Spagna agli Stati Uniti. La società mantiene il proprio centro tecnologico e produttivo a Linares, mentre il partner americano assembla e adatta la Robot Cell destinata al mercato locale.
Questa struttura è relativamente comune nell’automazione industriale. Il fornitore della tecnologia centrale mantiene il controllo su laser, deposition head, software e parametri, mentre integratori regionali combinano questi componenti con robot, enclosure, sicurezza e infrastruttura locale.
Il risultato può essere più efficiente di una produzione completamente centralizzata soprattutto quando la macchina finale è grande e composta da molti elementi industriali già disponibili nel mercato di destinazione.
La localizzazione può diventare particolarmente importante nella corsa americana al point-of-need manufacturing
Il linguaggio utilizzato da Meltio nel comunicato fa spesso riferimento alla possibilità di produrre parti “at the point of need and at the time of need”. Non è soltanto uno slogan commerciale. Defense, mining, energy e naval sono settori nei quali una parte fuori produzione può bloccare un asset che vale milioni di dollari.
La produzione distribuita riduce teoricamente la necessità di mantenere un enorme inventario fisico di ricambi. Il componente può essere digitalizzato, qualificato e prodotto nel momento in cui serve vicino al luogo d’impiego. Nel caso di una parte riparabile, il DED permette persino di ricostruire soltanto la regione danneggiata.
È però necessario evitare di trasformare il concetto di digital inventory in una promessa troppo semplice. Un file CAD da solo non basta: servono materiale certificato, parametri qualificati, macchina calibrata, controllo qualità e spesso lavorazione finale. La Robot Cell riduce il problema dell’hardware, ma non elimina la necessità di un vero digital manufacturing package.
Per aerospace e defense la standardizzazione può essere più importante della libertà totale
L’architettura aperta Meltio permette teoricamente di combinare il deposition head con quasi qualsiasi robot adeguato. Tuttavia, per applicazioni regolamentate, una configurazione standard può essere più utile di una completamente personalizzabile.
Se robot, posizione del tool, enclosure, software, calibrazione e periferiche rimangono costanti fra più installazioni, diventa più semplice confrontare risultati, trasferire procedure e replicare un processo da uno stabilimento a un altro. Un processo sviluppato su una cella negli Stati Uniti potrebbe quindi essere trasferito con minori variazioni verso un’altra Robot Cell equivalente.
Questo concetto è importante soprattutto per reti di manutenzione distribuita: la capacità di produrre la parte in punti differenti dipende da quanto le macchine sono effettivamente equivalenti.
Il vero passaggio è trasformare il robotic DED da progetto di automazione a prodotto industriale replicabile
La nuova Robot Cell assemblata negli Stati Uniti rappresenta quindi un’evoluzione organizzativa più che una rivoluzione tecnologica. Il Meltio Engine esiste da anni, la Robot Cell dal 2023 e ABB era già il partner robotico principale. La novità è che la società tenta ora di costruire una supply chain americana capace di consegnare quel sistema come prodotto standard locale, sostenuto da un integratore già inserito nell’industria statunitense.
È un passaggio che può apparire meno spettacolare rispetto all’annuncio di un nuovo laser o di una macchina più grande, ma è esattamente il tipo di evoluzione necessario quando una tecnologia additive vuole uscire dalla fase dimostrativa. Una macchina realmente industriale deve poter essere ordinata, costruita, installata, mantenuta e replicata senza ricominciare ogni volta un progetto di engineering.
Per Meltio il mercato americano è particolarmente adatto a questa strategia. La società possiede già applicazioni nella U.S. Navy, partner defense, un reference center a Danville e una rete di integratori. La Robot Cell assemblata negli Stati Uniti aggiunge ora il tassello della localizzazione fisica del sistema.
Il punto da osservare nei prossimi mesi non sarà quindi soltanto quante celle verranno vendute, ma se Meltio riuscirà a trasformare la piattaforma in un vero standard distribuito per repair, spare parts, feature addition e produzione near-net-shape. Se questa scalabilità verrà raggiunta, l’elemento più importante della nuova Robot Cell non sarà il fatto che venga assemblata negli Stati Uniti, ma che il robotic Wire-Laser DED cominci a comportarsi sempre meno come un progetto speciale e sempre più come una normale macchina utensile acquistabile e replicabile all’interno di una fabbrica.
