L’ex Team Leader di EOS Additive Minds guiderà un sales team dedicato all’APAC dalla base giapponese, pochi giorni dopo la nomina di Charlie Grace a Chief Revenue Officer globale

ATLIX ha nominato Christopher Schmitz per guidare la propria espansione commerciale nella regione Asia-Pacifico, aggiungendo un nuovo tassello alla rapida costruzione della struttura internazionale nata dopo il carve-out delle attività Additive Manufacturing di TRUMPF. Schmitz opererà dal Giappone e sarà responsabile dello sviluppo di un nuovo sales team specificamente dedicato all’APAC, regione che ATLIX considera una delle aree con maggiore potenziale di crescita per il metal additive manufacturing. L’annuncio arriva soltanto tre giorni dopo la nomina di Charlie Grace a President di ATLIX Inc., Chief Revenue Officer globale e membro del Management Board. Le due operazioni, lette insieme, mostrano una strategia piuttosto precisa: rafforzare contemporaneamente il coordinamento commerciale mondiale e creare una leadership regionale capace di sviluppare mercati nei quali la società indipendente ATLIX non dispone ancora della stessa presenza diretta costruita in Europa e negli Stati Uniti. Schmitz non viene indicato come President APAC né come Managing Director di una nuova controllata asiatica: la comunicazione parla di guida dell’espansione regionale e di costruzione di un team commerciale dedicato. Anche il sito aziendale continua, al momento, a elencare soltanto la sede centrale di Schio, la struttura tedesca di Ditzingen e quella statunitense di Southlake, Texas. Non è stata quindi annunciata una nuova società giapponese o asiatica. La differenza è importante perché ciò che ATLIX sta costruendo oggi è innanzitutto una presenza commerciale regionale, che potrà eventualmente evolvere in infrastrutture più articolate se il mercato lo richiederà.

Da EOS Additive Minds a ATLIX: Schmitz arriva da un ruolo che univa tecnica, applicazioni e sviluppo commerciale

Il profilo di Christopher Schmitz è particolarmente adatto a una società che vuole portare i clienti dal semplice interesse verso l’AM alla produzione seriale. La sua esperienza più recente è infatti legata a EOS e all’unità Additive Minds, la struttura di consulenza attraverso la quale EOS accompagna aziende e organizzazioni nello sviluppo di strategie additive, applicazioni, design for additive manufacturing, industrializzazione e formazione. Schmitz è stato pubblicamente indicato per diversi anni come Team Leader Additive Minds in Giappone e ha partecipato a eventi tecnici nei quali il tema centrale non era la vendita della singola macchina, ma la trasformazione dell’AM in processo industriale. Già nel 2021 compariva come Additive Minds Team Leader in seminari giapponesi dedicati alla manifattura digitale; nel 2023 ha partecipato a programmi della Gifu University sull’evoluzione delle tecnologie additive e nel 2024 è intervenuto all’EOS Japan AM XcellenceDay insieme a rappresentanti di EOS, AMCM, Ryobi, NTT Data XAM Technologies e JAXA.

ATLIX sostiene che, durante la propria attività in Giappone, Schmitz abbia supportato clienti nel trasformare opportunità additive in applicazioni scalabili e idonee alla produzione seriale, con particolare sviluppo nei settori aerospace e advanced manufacturing. La società afferma inoltre che questo lavoro abbia contribuito a rendere il Giappone il mercato con le migliori performance della regione di riferimento. Quest’ultima indicazione proviene direttamente da ATLIX e non è accompagnata da dati di fatturato o installazioni EOS pubblicamente confrontabili, quindi deve essere considerata una valutazione aziendale e non una classifica finanziaria indipendente. Rimane però significativo che Schmitz dichiari di avere guidato l’espansione commerciale nell’area per cinque anni: il nuovo incarico non lo porta quindi in un territorio che deve ancora conoscere, ma gli permette di utilizzare relazioni e competenze costruite direttamente sul posto.

La nuova struttura commerciale ATLIX dopo le nomine di settembre

Area / funzioneResponsabilità annunciataFigura principaleSituazione al settembre 2026
Gruppo ATLIXDirezione generaleMatthias Himmelsbach, CEOOperativa
Commerciale globaleSales, Services, Technical ServiceCharlie Grace, Chief Revenue OfficerNomina 4 settembre 2026
Nord AmericaPresidenza ATLIX Inc.Charlie GraceSede a Southlake, Texas
Asia-PacificoEspansione e nuovo sales team APACChristopher SchmitzNomina 7 settembre 2026
EuropaMercato storico e struttura produttiva/commercialeATLIX Italia + ATLIX GermaniaSchio e Ditzingen
Filiale societaria APACNon annunciataNessuna sede APAC indicata sul sito ATLIX

La tabella evidenzia come la società stia costruendo rapidamente un modello a due livelli: coordinamento globale sotto il CRO e leadership regionale nei mercati strategici. Il passaggio è particolarmente importante per un’azienda nata da un carve-out. Finché l’attività additive apparteneva a TRUMPF poteva beneficiare di una rete internazionale costruita da un gruppo industriale con presenza mondiale. Come ATLIX indipendente deve invece stabilire quali strutture mantenere direttamente, quali ricostruire e quali sviluppare attraverso partner, distributori e personale locale.

Il cambio arriva pochi giorni dopo il passaggio da TruPrint a xBUILD

Il tempismo non è casuale. Dal 1° settembre 2026 tutti i nuovi ordini ATLIX vengono consegnati con il nuovo naming xBUILD, che sostituisce definitivamente la precedente denominazione TruPrint. La gamma diventa quindi xBUILD 1000, xBUILD 2000, xBUILD 3000 e xBUILD 5000. ATLIX ha precisato che il rebranding non rappresenta un’improvvisa sostituzione tecnologica delle quattro piattaforme: le macchine mantengono le caratteristiche tecniche sviluppate durante l’era TRUMPF, mentre cambiano nome, grafica e collocazione all’interno dell’ecosistema commerciale xWORLD.

La società deve quindi compiere contemporaneamente due operazioni difficili. Da una parte deve preservare il valore costruito per anni dal marchio TruPrint e assicurare ai clienti che tecnologia, know-how e persone continuano a essere presenti; dall’altra deve fare in modo che nuovi clienti in Giappone, Corea, Australia, Singapore, India e nel resto della regione inizino a identificare direttamente ATLIX come costruttore, senza dover spiegare ogni volta che si tratta dell’ex attività additive di TRUMPF. Una figura commerciale radicata nel mercato asiatico può essere particolarmente utile in questa fase.

La gamma xBUILD copre dalla ricerca alla produzione seriale

Sistema ATLIXPosizionamento principaleTipologia di utilizzo
xBUILD 1000LPBF compatto ad alta precisioneR&D, dental, piccoli componenti e piccole serie
xBUILD 2000Qualità e flessibilità su componenti di dimensioni intermedieProduzione industriale e applicazioni ad alta qualità
xBUILD 3000Produzione metal AM industriale versatileSerie industriali, più materiali e geometrie
xBUILD 5000Automazione e alta produttivitàProduzione seriale e componenti di grande formato

Questo portafoglio permette ad ATLIX di rivolgersi a mercati APAC molto differenti. Il Giappone possiede una forte industria aerospace, automotive, tooling, precision manufacturing e medicale; altre economie regionali presentano esigenze differenti, dall’elettronica alla produzione di semiconduttori, dall’energia alla difesa. Disporre di quattro livelli di macchina permette teoricamente di iniziare da un laboratorio o da un application center e successivamente spostarsi verso sistemi più produttivi senza cambiare completamente tecnologia LPBF.

La xBUILD 5000 rende evidente perché ATLIX parli sempre più di produzione invece che di semplice fattibilità

Il modello più rappresentativo dell’attuale strategia è la xBUILD 5000, macchina sviluppata per produzione seriale e applicazioni nelle quali il costo per parte diventa il parametro centrale. La piattaforma utilizza quattro laser in fibra da 1 kW e dispone di un build module da 500 × 500 × 400 mm. ATLIX dichiara una theoretical build rate compresa fra 50 e 450 cm³/h, valore che considera soltanto il tempo di esposizione dei quattro laser e dipende da materiale, parametri e densità del job. Non deve quindi essere interpretato come volume reale di parti finite prodotto ogni ora.

Specifiche principali xBUILD 5000

ParametroSpecifica ATLIX
TecnologiaLaser Powder Bed Fusion
Volume di costruzione500 × 500 × 400 mm
Laser4 × 1 kW
Layer thickness30–150 µm
Beam diameter80–200 µm
Velocità di scansionefino a 3 m/s
Build rate teorico50–450 cm³/h
Preriscaldamentofino a 200 °C
AtmosferaArgon o azoto
Materiali indicatiAcciai inox, tool steel, alluminio, nickel-base, titanio
Automatic Multilaser Alignmentcontrollo ogni due layer, accuratezza dichiarata 40 µm
Downtime fra jobfino a circa 15 minuti nella configurazione automatizzata
Peso macchinacirca 6.900 kg

La macchina introduce caratteristiche progettate specificamente per ridurre i tempi nei quali i laser non producono valore. Il double-side recoating consente di distribuire la polvere in entrambe le direzioni e ATLIX dichiara fino al 50% di riduzione di alcuni tempi inattivi legati al recoating. Il sistema può inoltre spostare lateralmente il build module completato e preparare quello successivo, permettendo al nuovo job di iniziare mentre depowdering e attività sulla costruzione precedente procedono in parallelo. L’azienda indica un downtime che può scendere a circa quindici minuti in configurazioni appropriate.

Queste caratteristiche spiegano molto bene la frase utilizzata da Schmitz nell’annuncio della sua nomina: secondo il manager, in APAC la conversazione sulla produzione additiva sarebbe passata dalla domanda “è tecnicamente possibile?” alla domanda “come possiamo scalarla?”. È esattamente il problema che sistemi come xBUILD 5000 cercano di affrontare: non dimostrare che una geometria può essere fusa in polvere metallica, ma produrla ripetutamente con tempi, qualità e costo sufficientemente prevedibili.

Il salto dalla feasibility alla produzione seriale è il punto centrale anche dell’esperienza Additive Minds

La coincidenza fra esperienza di Schmitz e strategia ATLIX è quindi piuttosto evidente. Additive Minds è stata costruita da EOS proprio per aiutare le aziende a superare il divario fra acquisto della tecnologia e creazione di un vero processo produttivo. Un programma di industrializzazione AM comprende scelta delle applicazioni, redesign, business case, qualificazione del materiale, parametri di processo, post-processing, quality assurance, workflow digitale, formazione degli operatori e gestione della produzione.

Molti progetti falliscono economicamente non perché la macchina non riesca a creare il componente, ma perché l’intero processo rimane troppo complesso o costoso. Una parte che richiede venti ore di LPBF, tre differenti operazioni manuali, heat treatment, rimozione supporti, CNC, CT e lunga ispezione può essere tecnicamente eccellente ma economicamente inadatta alla produzione seriale. Il ruolo commerciale di un costruttore industriale consiste quindi sempre più nel dimostrare il costo complessivo della parte e non semplicemente la qualità ottenibile nel powder bed.

Schmitz arriva in ATLIX da un ambiente nel quale questa analisi rappresentava proprio il nucleo della consulenza. È quindi plausibile che la strategia APAC venga costruita più intorno a applicazioni e business case che alla semplice vendita hardware.

Il Giappone è una base strategica perché possiede clienti industriali estremamente esigenti sulla qualificazione

Il Giappone è un mercato particolare per l’AM. La presenza di una manifattura convenzionale estremamente sviluppata significa che una tecnologia additive non viene necessariamente adottata perché nuova. Deve dimostrare di essere migliore del casting, forging, machining o delle altre alternative già ottimizzate in decenni di produzione. Questo può rallentare alcune decisioni ma, una volta superate le qualifiche, crea relazioni molto più profonde con il produttore.

Gli eventi nei quali Schmitz ha partecipato durante l’esperienza EOS mostrano il tipo di ecosistema nel quale si è mosso. All’AM XcellenceDay 2024 erano presenti applicazioni di die casting tooling di Ryobi, progetti legati alla mobilità, attività di NTT Data XAM Technologies e un intervento di JAXA sul programma H3. In altri incontri universitari Schmitz ha discusso direttamente di DfAM e industrializzazione insieme a produttori, fornitori di gas, software house e centri di ricerca. Non significa che tutte queste organizzazioni fossero suoi clienti o che siano prospect ATLIX; dimostra però l’esposizione diretta a un ecosistema nel quale aerospace, space, tooling e advanced manufacturing hanno già accumulato esperienza concreta con AM.

Il passaggio da EOS ad ATLIX porta anche un punto di vista diretto su uno dei maggiori concorrenti

EOS è uno dei principali concorrenti mondiali di ATLIX nel Laser Powder Bed Fusion. L’arrivo di un manager proveniente dalla sua divisione di consulenza aggiunge quindi ad ATLIX una persona che conosce direttamente le aspettative dei clienti LPBF asiatici, le principali barriere all’adozione e i processi attraverso i quali le applicazioni vengono portate verso la produzione. Questo non significa naturalmente trasferimento di tecnologia proprietaria o informazioni riservate: gli obblighi contrattuali e la proprietà intellettuale restano separati. Il valore è l’esperienza maturata in anni di dialogo con il mercato.

È una dinamica molto simile a quella osservata soltanto tre giorni prima con Charlie Grace, proveniente da Nikon SLM Solutions. ATLIX ha quindi reclutato nel giro di pochi giorni due figure che arrivano da due dei principali concorrenti del metal AM: Grace dal mondo delle grandi piattaforme multi-laser Nikon SLM e Schmitz dalla struttura di application consulting EOS.

La combinazione è significativa. Grace porta esperienza nel coordinamento globale delle vendite e nella crescita commerciale di sistemi LPBF industriali; Schmitz porta esperienza nell’application development e nell’espansione commerciale asiatica. ATLIX sembra quindi voler costruire una leadership che conosca sia il lato machine sales sia il lungo processo necessario per trasformare la macchina in capacità produttiva.

La nuova strategia commerciale arriva meno di un anno dopo la separazione da TRUMPF

ATLIX come marchio indipendente è estremamente giovane. Il carve-out dell’attività Additive Manufacturing di TRUMPF è stato completato nel 2025 e il nuovo nome è stato presentato pubblicamente in vista di Formnext. Dietro la società esiste però una storia molto più lunga: l’attività additive viene fatta risalire al 1999, le prime piattaforme TrumaForm arrivarono fra il 2003 e il 2006, mentre nel 2014 TRUMPF sviluppò ulteriormente il metal AM anche attraverso la collaborazione con Sisma e l’espansione delle attività a Schio. Dal 2015 iniziò la famiglia TruPrint, successivamente estesa con 2000, 3000 e 5000.

Questo patrimonio tecnico consente ad ATLIX di presentarsi come nuovo marchio senza essere realmente una startup tecnologica. La difficoltà è piuttosto commerciale: la società deve dimostrare che l’indipendenza non riduce service, supporto, disponibilità dei ricambi e continuità delle piattaforme. È precisamente il motivo per cui negli ultimi mesi sono state accelerate le attività su sedi regionali, distributori, technical service e leadership commerciale.

ATLIX possiede oggi una presenza molto più sviluppata in Europa e America rispetto all’Asia

La struttura ufficiale dell’azienda evidenzia questo squilibrio. A Schio si trova la sede centrale italiana; a Ditzingen, vicino alla storica base TRUMPF, ATLIX mantiene una struttura tedesca; negli Stati Uniti dispone della sede di Southlake, Texas, aperta nel 2026 per avvicinare demo, distribuzione e servizio ai clienti americani.

In APAC non compare invece, al momento, un equivalente centro ATLIX. È quindi ragionevole leggere la nomina di Schmitz come il primo stadio di una costruzione regionale: prima sales team e relazioni commerciali, successivamente potranno eventualmente arrivare partner, distributori, application center o una filiale diretta. ATLIX non ha però annunciato nessuna di queste strutture e non sarebbe corretto presentarle come già pianificate.

Perché l’APAC richiede una struttura specifica

FattoreImpatto sulla strategia metal AM
Distanza dall’EuropaRichiede supporto commerciale e tecnico più vicino
Lingue e cultura industrialeFavoriscono team locali e relazioni di lungo periodo
Aerospace e spaceRichiedono qualificazioni, tracciabilità e stabilità del processo
Automotive/toolingForte confronto con processi convenzionali molto efficienti
Medical/dentalElevati volumi potenziali ma requisiti regolatori rigorosi
Semiconduttori/elettronicaGrande presenza industriale regionale e domanda di tooling avanzato
Produzione serialeNecessità di dimostrare costo per parte, uptime e ripetibilità
ServiceTempi di intervento incompatibili con una gestione esclusivamente europea

La distanza geografica diventa particolarmente critica quando il cliente passa dalla fase di sviluppo alla produzione. Una macchina utilizzata in ricerca può tollerare qualche giorno di fermo; una piattaforma inserita in una produzione seriale deve invece avere disponibilità molto più elevata. È quindi difficile scalare l’APAC gestendo ogni problema direttamente dall’Europa. La creazione di una struttura commerciale dedicata è un primo passo, ma se la base installata dovesse crescere sarà altrettanto importante costruire technical service, ricambi e application support regionali.

La recente decisione di Charlie Grace di coordinare globalmente proprio Sales, Services e Technical Service appare coerente con questa necessità. Non basta vendere macchine attraverso Schmitz: il servizio deve crescere contemporaneamente.

La competizione regionale sarà particolarmente intensa

ATLIX entrerà in mercati nei quali sono già presenti EOS, Nikon SLM Solutions e numerosi altri produttori internazionali, oltre a costruttori asiatici che stanno aumentando rapidamente dimensioni e capacità delle proprie piattaforme. In Cina, in particolare, aziende come BLT, Farsoon ed Eplus3D hanno sviluppato sistemi multi-laser sempre più grandi e stanno espandendo la propria attività internazionale. Giappone e Corea possiedono inoltre ecosistemi manifatturieri nei quali i rapporti locali possono avere un peso decisivo.

ATLIX non può quindi basare la propria strategia semplicemente sull’origine europea o sull’eredità TRUMPF. Deve dimostrare vantaggi specifici in process reliability, automation, cost per part, powder handling, service e workflow software. L’xBUILD 5000 è probabilmente la piattaforma che meglio esprime questo posizionamento, mentre xBUILD 1000 e 2000 permettono di competere nelle applicazioni più piccole e di precisione.

Il nuovo nome xWORLD tenta di vendere un ecosistema e non soltanto quattro macchine

ATLIX sta contemporaneamente raggruppando prodotti e servizi sotto il concetto xWORLD, presentato come ecosistema composto da sistemi LPBF, periferiche, consulenza e customer support. L’obiettivo è chiaramente spostare il confronto da una lista di specifiche hardware verso la capacità di accompagnare il cliente durante tutto il ciclo produttivo.

Questo approccio è molto vicino alla filosofia che Schmitz conosce da Additive Minds. Quando l’AM entra realmente in produzione, la macchina è soltanto uno dei nodi della catena. Powder management, software, parameter development, depowdering, heat treatment, support removal, inspection e qualification possono avere un impatto sul costo finale comparabile o superiore a quello della fase di fusione laser.

Un team APAC costruito con questa logica può quindi avere un ruolo più complesso del normale ufficio vendite: identificare applicazioni, comprendere la maturità del cliente, coordinare gli specialisti europei e trasformare progressivamente un progetto in un ordine e poi in capacità produttiva.

Il vero banco di prova sarà la conversione delle relazioni asiatiche in installazioni xBUILD

La nomina di Schmitz non contiene target di fatturato, numero di macchine da installare, Paesi prioritari o scadenze. ATLIX non comunica nemmeno quanti componenti avrà inizialmente il nuovo team APAC. Per questo è importante non attribuire alla notizia risultati che devono ancora essere ottenuti.

Il segnale strategico è però chiaro. A meno di un anno dalla nascita del nuovo marchio, ATLIX ha completato tre passaggi quasi consecutivi: rebranding delle macchine in xBUILD il 1° settembre, nomina di Charlie Grace il 4 settembre e affidamento dell’APAC a Christopher Schmitz il 7 settembre. In una settimana sono quindi stati definiti prodotto, leadership commerciale globale e guida di una nuova regione.

La sequenza mostra che la seconda fase del carve-out è iniziata. Nel 2025 l’obiettivo principale era garantire continuità dopo la separazione da TRUMPF. Nel 2026 ATLIX sta cercando di trasformare quella continuità in espansione.

Il profilo di Schmitz suggerisce inoltre quale tipo di espansione voglia perseguire. Non semplicemente più demo o più macchine installate nei laboratori, ma applicazioni capaci di passare a serial-grade production. È precisamente la trasformazione che il manager dice di avere osservato nei cinque anni di attività APAC: l’interesse dei clienti sarebbe passato dalla verifica di fattibilità all’esigenza di scalare.

Per ATLIX la sfida sarà dimostrare che l’eredità tecnica delle TruPrint, ora xBUILD, possa competere in questa nuova fase contro produttori già profondamente radicati nella regione. Il primo risultato concreto da osservare non sarà quindi l’apertura di una nuova insegna ATLIX in Giappone, che non è stata annunciata, ma la capacità del nuovo team di convertire l’esperienza applicativa e le relazioni di Schmitz in clienti, installazioni, service locale e soprattutto produzioni seriali economicamente sostenibili.

Se questo avverrà, la nomina del 7 settembre potrà essere considerata uno dei passaggi attraverso i quali ATLIX è passata da ex divisione europea di un grande gruppo industriale a costruttore metal AM realmente organizzato su scala globale.

Di Fantasy

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